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Recensione di “Quella rompipalle in carrozzina. Zibaldone di episodi tragicomici” di Elvira Trap in COLLABORAZIONE con autrice
| Editore | Gruppo Albatros Il Filo |
| Data di pubblicazione | 11 agosto 2020 |
| Copertina flessibile | 66 pagine |
“Avrò tutte le vite che riuscirò a leggere. Sarò tutti i personaggi che vorrò essere.”
Buongiorno cari amici lettori, qui ci troviamo di fronte a una raccolta di racconti autobiografici. Come dice il titolo appunto, uno zibaldone di episodi tragicomici.
Il libro in questione è molto breve, si legge tutto d’un fiato, ma ti lascia dentro veramente tante emozioni contrastanti.
Sono pezzi di vita, raccontati in prima persona dall’autrice, che racchiudono tanta ironia, una buona dose di cinismo, un appello a tutti noi nel cercare di vedere i disabili con occhi diversi.
Lo stile di scrittura di Elvira Trap è veramente tagliente, ma altrettanto divertente, ci farà fare molte risate e tante riflessioni.
Questo libro è infatti dedicato alle barriere sociali, anzi, meglio dire ai pregiudizi sociali che, per definizione, dividono le persone in categorie distinte, creando quel filo di dubbio sul cosa è giusto e cosa è sbagliato quando ci troviamo di fronte a chi tali barriere le attraversa ogni giorno a testa alta e con il sorriso.
La prefazione è curata da Barbara Alberti, parla degli amici, dei libri e della lettura.
“A volte, in preda a sentimenti non condivisi ti chiedi se sei pazzo, trovi futili e colpevoli le tue visioni che non assurgono alla dignità di fatto, e non osi confessarlo a nessuno, tanto ti sembrano assurde. Ma un giorno puoi ritrovarle in un romanzo. Qualcun altro si è confessato per te, magari in un tempo lontano. Solo, a tu per tu con la pagina, hai il diritto di essere totale. Il libro è il più soave grimaldello per entrare nella realtà. È la traduzione di un sogno.”
Il libro all’interno ha delle vignette straordinarie, disegnate da Ruben Gozzi, ogni racconto ha la sua trasposizione in un’immagine, mi hanno colpito e letteralmente deliziato.
Ma come nasce l’idea di voler mettere su carta gli episodi successi realmente durante la vita della scrittrice? Io gliel’ho chiesto e lei mi ha risposto così:
“Quella rompipalle in carrozzina” non nasce da un progetto. Si è quasi scritto da solo questo libro. Anni fa ero una vera trottola vagabonda. Andavo di qua e di là e me ne succedevano di ogni. Una sera torno a casa avvilita, ma ancora di più arrabbiata per un fatto successo proprio a Genova, la mia città. Sento l’urgenza di mettere sulla carta questo episodio. Che non rimane da solo, purtroppo. Poi, vengo distratta da altre contingenze, belle e brutte. Un paio di anni dopo riordino la scrivania e ritrovo quei fogli graffiati di pensieri. E mi dico perché no? Cerco allora di dare un’ossatura a quelle parole scarabocchiate e un po’ confuse.”
Cosa ci trasmette questo libro?
Come vi dicevo prima tante emozioni contrastanti, rabbia per le persone ottuse, divertimento, incredulità, empatia con la protagonista… e molte altre ancora.
Ogni lettore secondo me, può leggere nell’opera il suo unico e personalissimo messaggio.
Perché alla fine NON È IMPORTANTE COME TI VEDONO GLI ALTRI MA COME TI VEDI TU!
5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️