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Recensione di “L’ossessione” di Wulf Dorn in COLLABORAZIONE con casa editrice
| Editore | Corbaccio |
| Data di pubblicazione | 3 giugno 2021 |
| Copertina flessibile | 444 pagine |
“Sì, c’erano persone che potevano farti precipitare all’inferno, ma la strada per arrivarci la percorrevi comunque da solo. E, quando lo facevi, non eri poi più così lontano dalla pazzia.”
Quello che amo di Dorn è la capacità di entrare completamente nella mente umana, si sente la sua esperienza come terapeuta in una clinica psichiatrica perché i suoi libri sono veramente dei thriller psicologici che ci sconvolgono completamente.
Una cosa che amo tantissimo sono i ringraziamenti nei suoi libri perché sono veri e propri approfondimenti del libro stesso e vi si possono leggere tante curiosità e idee di come è nato il romanzo.
Infatti voglio partire proprio da lì a raccontarvi L’ossessione.
“Ci sono momenti della vita il cui significato si comprende appieno solo dopo un po’. A me è successo nell’autunno 2006, mentre ero nell’ufficio del mio attuale agente letterario Roman Hocke e parlavamo insieme di una possibile collaborazione. All’epoca mi consigliò di mettere nel cassetto il manoscritto che gli avevo sottoposto (e che è sempre lì e ci rimarrà). Era un thriller surreale e, sebbene piacesse a entrambi, Roman riteneva che non fosse adatto come debutto. La storia era troppo bizzarra, come io stesso dovetti riconoscere.
All’epoca lavoravo come terapeuta in una clinica psichiatrica e un giorno, dopo una visita, mentre percorrevo il corridoio del padiglione femminile, notai una camera vuota. Era un livido pomeriggio di novembre, fuori era già buio e la vista del letto vuoto della stanza deserta mise in moto una serie di pensieri dentro la mia testa. L’autore in me si domandò che cosa sarebbe successo se la paziente di quella camera non fosse stata dimessa, bensì fosse sparita senza lasciare tracce.
Se ci fosse stata una sola persona a conoscenza della sua esistenza. Non una persona qualunque, bensì la sua psichiatra, che alla fine, a furia di cercarla, avrebbe cominciato a dubitare della sua stessa salute mentale. Ed eccola, finalmente, l’idea del mio romanzo d’esordio, La psichiatra.
Venne alla luce nel 2009 e né la casa editrice o la mia agenzia né tantomeno io avremmo mai immaginato quale successo avrebbe riscosso la storia di Ellen Roth, Mark Behrendt e Lara Baumann. Nel giro di una settimana il romanzo era in vetta alle classifiche e dopo altri sette giorni era già in ristampa.
Negli ultimi anni mi è stato chiesto spesso che fine avessero fatto Lara ed Ellen. Dopo tutto la conclusione del romanzo era aperta e offriva spazio a numerose speculazioni. Anch’io ero tormentato da questo interrogativo ma osavo affrontare un seguito. Mi mancava l’idea adeguata. Una mattina mi capitò di leggere in rete un articolo su un marito tradito che aveva ucciso la moglie e i due figli del rivale.
Come vendetta aveva risparmiato la vita all’amante per tormentarlo con il dolore della perdita. La notizia mi lasciò scioccato e stupito. Quanto sangue freddo doveva essere necessario per compiere un gesto del genere, quanto si doveva essere feriti e ossessionati?
All’improvviso mi resi conto che il legame tra Ellen Roth, Lara Baumann e Mark Behrendt era ben più forte di quanto avessi pensato inizialmente. Tra di loro era rimasto ancora qualcosa in sospeso e aveva a che fare con la colpa. A partire da quel momento fui preso dalla smania di approfondire la questione. Quando finalmente giunsi alla soluzione, avevo davanti non soltanto il seguito di La psichiatra, bensì anche di Phobia.
Se avevo qualche remora a scrivere il romanzo? Eccome! Ero terrorizzato. Certi giorni giravo intorno alla tastiera per ore, indeciso e circospetto, con un diavoletto sulla spalla che mi sussurrava incessantemente che dovevo scrivere un romanzo speciale. Dopo tutto lo dovevo al mio fedele pubblico. Per questo è stato anche il manoscritto al quale ho lavorato più a lungo finora.”
Non importa dove sei o cosa stai facendo, se stai leggendo un libro di Wulf Dorn tutto ciò che ti circonda si annulla.
A dieci anni dall’uscita del primo libro di successo internazionale, Dorn riparte da loro, da Mark ed Ellen, e lo fa rispettando uno stile mai cambiato negli anni.
Un libro, come tutti del resto, ricco di eventi e colpi scena, lo stile è così scorrevole da non notare il distacco tra una storia e un’altra.
5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
L’autore
Tedesco, nato nel 1969, che per tanti anni ha lavorato come logopedista in una clinica psichiatrica traendone ispirazione per la sua attività di scrittore. Dopo La psichiatra, che grazie al passaparola è diventato un successo internazionale, Dorn ha scritto altri romanzi, tradotti in più lingue e sempre pubblicati in Italia da Corbaccio: Il superstite, Follia profonda, Il mio cuore cattivo, Phobia, Incubo, Gli eredi e Presenza oscura. E a dieci anni dall’uscita della Psichiatra, per la gioia dei suoi lettori Wulf Dorn ha finalmente deciso di riprendere i due protagonisti del libro, Mark Behrendt e Ellen Roth nel suo nuovo straordinario romanzo: L’ossessione.