Recensione di “Ogni momento è prezioso” di Raphaëlle Giordano

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Ogni momento è prezioso” di Raphaëlle Giordano in COLLABORAZIONE con casa editrice

Editore: Garzanti

Data di pubblicazione: 10 giugno 2021

Copertina rigida: 252 pagine

La felicità si nasconde dove non credi di trovarla. A volte bisogna accettare di perdersi per ritrovarsi.

Un brodo caldo per l’anima, questo secondo me descrive perfettamente i romanzi di Raphaëlle Giordano.

Amo particolarmente questa autrice che riesce, con la sua sensibilità, a toccare le corde più fragili dell’animo umano.

“Ogni momento è prezioso” è una storia che ci insegna a cercare l’essenziale dove non pensiamo di trovarlo. A cambiare prospettiva per godere della meraviglia che si nasconde anche nei piccoli gesti quotidiani.

«Non è ciò che siamo a impedirci di realizzare i nostri sogni; è ciò che crediamo di non essere.»

Ma veniamo alla trama:

Giulia che sul lavoro non riesce più a dare il meglio e a casa deve fare i conti con un figlio adolescente, indisciplinato e arrabbiato con il mondo. Finché, dopo l’ennesima mattinata storta, si ritrova a entrare in una singolare bottega. Un negozio pieno zeppo di oggetti strambi: orologi con dodici clessidre che segnano l’ora esatta, ma anche il tempo che fugge; fiori capaci di leggere e verbalizzare le emozioni; diffusori di profumi dei momenti speciali. Oggetti che sembrano inutili, anche se Basile, il proprietario, le promette di insegnarle a usarli per ritrovare la felicità e il benessere perduti. Giulia stenta a crederci. Poi, ripensandoci, decide di stare al gioco. In fondo, ha tutto da guadagnarci. Così, torna da Basile e si lascia guidare alla scoperta di nuovi orizzonti seguendo pochi e semplici consigli: non imbrigliare l’immaginazione ma lasciarla libera di esprimersi, non prendersi troppo sul serio, imparare ad accogliere ciò che è fuori dagli schemi ma ci fa stare bene. Giulia entra così in contatto con la parte più profonda e creativa di sé stessa e si rende conto che basta poco per tornare a comunicare con il figlio. Soprattutto impara che non esistono ostacoli troppo grandi se si trova il coraggio di andare oltre i propri limiti con audacia.

“Raphaëlle Giordano, scrittrice, artista, pittrice, coach di creatività, scrive sul tema che le è più caro: l’arte di trasformare la propria vita per trovare la strada del benessere e della felicità.”

Un viaggio dentro le emozioni, in poche pagine sono racchiusi aneddoti per vivere meglio e imparare a godere dei piccoli momenti, anche quelli più fugaci che sembrano inutili che invece possono fare la differenza.

“«Solo chi cerca ha la possibilità di trovare», si ripete a nastro, come per darsi la forza di andare avanti: perché andare avanti nella nebbia non è facile. Accettare l’idea del vago come un male necessario è spiacevole. Giulia si ricorda, durante gli anni di studio, di corsi di creatività molto interessanti che l’hanno iniziata al concetto di serendipità: la capacità, l’attitudine a cogliere l’utilità di una scoperta inattesa, casuale, non prevista. Mettersi alla ricerca, trovare altro da quel che si cercava all’inizio e trarne, nonostante questo, un beneficio, dei vantaggi. E Cristoforo Colombo che scopre l’America cercando le Indie, una colla sbagliata da cui vengono fuori i Post-it, la penicillina scoperta per caso da Fleming.”

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “UNA VITA A PUTTANE: Chi pianta tamarindi, non mangia tamarindi.” di Claudio Gazzano

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “UNA VITA A PUTTANE: Chi pianta tamarindi, non mangia tamarindi.” di Claudio Gazzano in collaborazione con autore

Data di pubblicazione: 1 maggio 2021

Copertina flessibile: 376 pagine

“Ho iniziato a scrivere questo libro per passare il tempo, poi mi sono reso conto che raccontare le cose che mi sono successe e le mie reazioni, mi faceva sentire meglio. Raccontare le mie scelte, oltre che aiutarmi a capire è diventato terapeutico. Dopo pagine e pagine mi sono detto che poteva diventare un libro, ho coinvolto così la mia editor che oltre ad aiutarmi a mettere in fila i vari pensieri, strutturandoli in un racconto meno caotico, mi ha posto delle domande per capire bene cosa scrivere e questo, mi ha ulteriormente aiutato a capire me stesso e alcuni meccanismi femminili.”

Il libro narra la storia vera di un quarantacinquenne che compie scelte strane e borderline. Amori assolutamente impossibili e sesso con prostitute. Tanto sesso con prostitute. Quando mette “la testa a posto” si sposa e si trasferisce in Russia.

Messo sotto stress dalla moglie tiranna torna alla vecchia vita. Riuscirà a non farsi scoprire?

“Io voglio trombxxx e non è che non mi riesca anzi, sono abbastanza metodico in questo solo che, sai com’è, uno si scoccia di dover sempre lasciare i soldi sul comodino alla fine del rapporto. E così, ho deciso di cambiare. E quando il Gazzano cambia… lo fa sul serio. Oggi vivo a San Pietroburgo in Russia. Ho finalmente una moglie, dei figli e sono più nella merda di prima. Ci sguazzo.”

Un libro sicuramente molto particolare e vero.

Gazzano mette a nudo la sua vita di eccessi con l’intento di creare degli spunti di riflessione.

L’autore ha qualcosa da dire, da comunicare perché, come dice lui stesso ha avuto la fortuna di farne tanti di errori.

“Ho avuto un trombo, nel cuore della notte a quarantacinque anni a San Pietroburgo, l’ennesimo tassello della mia vita che va in frantumi. Eppure, non eravamo partiti male non malissimo dai….….porcatrxxx a me. Ho la capacità di incasinare le cose semplici, ho la capacità di non stare mai tranquillo, perché quando è tutto tranquillo, nella mia vita c’è qualcosa che non va.”

Il libro è stato scritto dopo aver avuto dei problemi di salute molto seri.

Un infarto, e anche un trombo: Gazzano usa lo stile tragicomico in questa biografia. Il lettore si trova davanti uno scritto che nella sua semplicità adotta termini e turpiloquio non indifferenti e non ci risparmia nemmeno la descrizione accurata di dettagli intimi.

Purtroppo 😣 devo sottolineare che nel testo ho trovato molti refusi: la D eufonica (questa sconosciuta) e mancano spesso accenti e altri refusi di stampa.

Comunque il libro di Gazzano merita di essere letto perché è vero, come ho sostenuto all’inizio, autentico.

Un libro veramente alternativo che discosta da qualsiasi altra mia lettura fatta finora…

L’autore fornisce i suoi recapiti in modo che il lettore possa scambiare opinioni e condividere esperienze. https://t.me/unavitaaputtane

3/5 ☕️☕️☕️

La principessa di ghiaccio. I delitti di Fjällbacka (Vol. 1) di Camilla Läckberg

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Buongiorno cari amici lettori, per la tappa di febbraio del GRUPPO DI LETTURA #gdllackberg organizzato da me, abbiamo letto:

La principessa di ghiaccio. I delitti di Fjällbacka (Vol. 1) di Camilla Läckberg

Editore: Marsilio

Data di pubblicazione: 20 settembre 2018

Copertina flessibile: 458 pagine

📖📖📖 𝐂𝐡𝐢 èinteressato a partecipare al gruppo di lettura mi scriva… siete i benvenuti!!! 📖📖📖

“La casa era deserta, vuota. Il gelo penetrava in ogni recesso. Nella vasca si era formata una sottile pellicola di ghiaccio, e lei aveva cominciato ad assumere un aspetto leggermente bluastro. Gli parve che somigliasse a una principessa, lì stesa. Una principessa di ghiaccio.”

L’incipit cattura subito l’attenzione, i protagonisti portano alla luce una serie di misteri legati ad un passato forse dimenticato.

Ho letto questo libro in pochi giorni con la smania di sapere fino all’ultimo chi era l’assassino!!!

Leggendo ci viene subito all’occhio uno stile di scrittura particolare, senza nome o numero dei capitoli.

Vi parlo subito della trama:

Nella piccola città balneare svedese di Fjällbacka, in pieno inverno, viene ritrovato il cadavere di una giovane donna, Alexandra Wijkner, dentro la vasca da bagno piena di acqua ghiacciata. Suicidio o omicidio? L’autopsia rivela che Alexandra è stata drogata e poi uccisa. Erica, scrittrice amica d’infanzia della vittima, indaga sulla morte misteriosa insieme all’amico Patrik Hedström, poliziotto presso il locale commissariato.

Ho amato molto la costruzione dell’autrice dei personaggi principali e non, impossibile non affezionarsi subito a Erica e Patrik.

Credo che l’autrice sia riuscita a creare due personaggi credibili come Erica e Patrick e ce li fa scoprire a poco a poco mano a mano che il loro rapporto cresce.

“Erica aveva pubblicato quattro libri, ma erano tutti biografie su altrettante importanti scrittrici. Non era ancora riuscita a chiamare a raccolta il coraggio necessario per creare una storia tutta sua, eppure sapeva che dentro di lei aspettavano di essere scritti. Forse questo spunto avrebbe potuto fornirle l’estro e l’ispirazione di cui aveva bisogno.“

Sono pronta per il prossimo libro della serie di Fjällbacka che già ho iniziato 🙃

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

FURTI & FURTI: Una famiglia per bene di Maurizio Castellani

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

Non potevo non presentarvi questo giallo che ho avuto il piacere di revisionare l’anno scorso, ringrazio ancora l’autore

FURTI & FURTI: Una famiglia per bene di Maurizio Castellani

Data di pubblicazione: 5 marzo 2021

Copertina flessibile: 159 pagine

🟡🟡🟡 VI PIACCIONO I GIALLI ALL’ITALIANA?! 🟡🟡🟡

L’ottava indagine di Marco Vincenti.

Il solito tran tran di un albergo di provincia viene interrotto dalla visita inattesa del medico legale.

Costui chiede a Marco Vincenti di far luce su un misterioso sventramento avvenuto su una salma nell’obitorio dell’ospedale.

Marco si troverà a indagare su una serie di furti di opere d’arte e di diamanti.

Lo sventramento lo porterà a sventrare le trame occulte di un gruppo di persone legate tra loro da un rapporto di parentela.

Tra nuovi amori, dolorosi addii e felici ritorni, l’ottava indagine di Marco Vincenti si concluderà alla grande, come una bandiera tenuta ben alta che sventola alle prime brezze di primavera.

Recensione di “L’ultima cosa che mi ha detto” di Laura Dave

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “L’ultima cosa che mi ha detto” di Laura Dave in collaborazione con casa editrice

Editore: Piemme

Data di pubblicazione: 11 gennaio 2022

Copertina flessibile: 320 pagine

💔💔💔 Conosceremo mai veramente chi ci sta accanto??!! 💔💔💔

“Succede sempre nei film. Uno sconosciuto bussa alla porta. E, se decidi di aprire, niente sarà mai più come prima.”

Tutto è raccontato con il POV in prima persona della protagonista Hannah.

Un romanzo imperdibile tra la narrativa e il thriller.

“Così chiudo la porta. E guardo il pezzo di carta giallo che stringo ancora in mano. Non l’ho ancora aperto. Nel silenzio penso a quanto non voglio aprirlo. Non voglio sapere cosa dice. Una parte di me desidera aggrapparsi a quest’ultimo momento, il momento in cui puoi ancora convincerti che sia uno scherzo, un errore, un niente di niente; il momento prima di sapere con certezza che qualcosa è cominciato e non puoi più fermarlo. Apro il foglio. Il biglietto di Owen è corto. Una riga, misteriosa. Proteggila.”

Un’appassionante storia sull’amore, l’inganno, l’assenza.

“Sono furiosa con Owen anche per avermi messo in questa situazione, al di là delle sue motivazioni. Mi fido di lui, sono convinta che stia agendo così per proteggere Bailey: ma intanto mi tocca restare qui, da sola. Mi sento ridicola come lo era mia madre. Entrambe a riporre fiducia cieca in un uomo, fiducia senza limiti, in nome dell’amore. Ma se l’amore ti porta a questo, ne vale davvero la pena?”

Laura Dave è abilissima a combinare le rivelazioni improvvise della trama e un’accurata caratterizzazione dei personaggi.

“È così che si riempiono i vuoti: con le storie e i ricordi delle persone che ti vogliono bene. Se ti mentono, come ha fatto lui, allora chi sei? Chi è lui? La persona che pensavi di conoscere, la tua persona preferita, comincia a scomparire, un miraggio, a meno che non tu non riesca ad aggrapparti all’idea che almeno le parti importanti siano ancora vere. L’amore era vero, lo è sempre stato. Perché se non puoi credere neanche a quello, allora tutto quanto è una bugia, E a quel punto cosa ti resta? Come salvare qualcosa da una situazione del genere? Come evitare che scompaia l’intero mondo che fino a quel momento avevi conosciuto? Come evitare di scomparire anche tu, insieme a tutto il resto?”

4,5/5 ☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Games. Piccoli giochi innocenti” di Bo Svernström

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Games. Piccoli giochi innocenti” di Bo Svernström

Letto insieme al GDL #sistersclub

Editore: Longanesi

Data di pubblicazione: 24 giugno 2021

Copertina flessibile: 480 pagine

“Ci sono alcune cose che dovete sapere sul mio conto. La prima: sono una persona cattiva. Quando avevo undici anni ho ucciso un mio coetaneo, spaccandogli la testa con un blocco di cemento, in un campo vicino a casa. È morto sul colpo. La mia terapeuta, una donna bionda e carina, sostiene che non si è trattato necessariamente di un omicidio, che forse è stato un incidente. Che l’ho fatto senza pensarci, senza la volontà di uccidere. Che è stato un impulso improvviso. Ma quale bambino ha impulsi del genere?“

Buongiorno cari amici lettori,

vi premetto che questo libro non mi ha convinto per niente.

Partendo dalla struttura narrativa troveremo i capitoli alternati con flashback temporali del prima e dopo, narrati in prima persona da Robert Lindström e in terza persona dell’autore.

Una grossa difficoltà in questo libro, come tantissimi thriller nordici, sono i nomi dei protagonisti 😩😩😩😩

Tantissime indagini, tantissimi colloqui, ma fino a metà libro siamo nel baratro del “siamo punto e a capo”…

Poi da metà libro in poi la trama si fa un po’ più intensa con elementi thriller ma il tutto sembra macchinoso.

Pochissimi i colpi di scena e abbastanza forzature a livello di intreccio narrativo.

Infine un finale frettoloso… purtroppo non mi ha convinto. Il colpevole si rivelerà essere praticamente la persona di cui si sospetta da inizio libro…

I personaggi sono, come dicevo all’inizio, veramente troppi!! Nessuno riesce a decollare secondo me e a interessare il lettore.

«Ma se – e ribadisco se – non hai ucciso Max, dev’esserci un assassino che l’ha fatta franca. Per ventotto anni» Si è voltata verso di me, con un’espressione strana. «In realtà solo tu puoi sapere se hai ucciso Max o no. Eri presente quando è morto. Tu sai cosa è successo, Robert. Sforzati di ricordare!»

Per me è un NI…

2,5/5 ☕️☕️

Recensione di “I fratelli Kimball” di Valeria Di Spezio

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre

Recensione di “I fratelli Kimball” di Valeria Di Spezio in collaborazione con autrice

Editore: Elpìs

Data di pubblicazione: 6 settembre 2019

Copertina flessibile: 351 pagine

“Ascoltami bene, non sarò un uomo di grande intelletto, ma se c’è una cosa che ho imparato e di cui vado fiero è questa: Non bisogna mai vergognarsi di essere buoni e sensibili. Le buone azioni e le belle parole vanno mostrate sempre con orgoglio. L’amore non dovrebbe mai stupirci, dovrebbe piuttosto essere una cosa normale, un fatto quotidiano“.

Amici lettori ho appena finito di leggere questo romanzo, di Valeria Di Spezio.

Devo dire che mi è stato particolarmente gradito in questo momento che stiamo vivendo! Perché innanzitutto a me piacciono molto i racconti dei tempi passati quando le cose andavano un po’ più lente e come conseguenza… uno aveva il tempo di elaborare un po’ i pensieri, magari riflettere un po’ di più …!

La scrittura di Valeria Di Spezio l’ho trovata semplice ed efficace nel farti restare in quell’atmosfera del passato, con le descrizioni degli usi e costumi dell’epoca. Venendo alla trama: Inghilterra siamo nel 1828, entriamo in una famiglia non ricca ma dignitosa, formata da la madre Annabelle e tre figli, il maggiore John, e le due figlie femmine Alice, ragazza bellissima, ma che non fa sfoggio della sua bellezza, anzi vive nel rimpianto di un amore passato…! Dove il suo lui l’ha lasciata per un’altra. Infine Sarah la più giovane e la più (peperina) per quei tempi! Il padre è morto anni prima in un naufragio e la madre ha cresciuto così da sola i tre figli, aiutata però da un amico di famiglia il signor Gibson, amico del defunto marito, vedovo con una figlia piccola la quale diventa grande amica dei figli di Annabelle.

Un giorno bussa alla porta di casa Kimball un baronetto Sir Richard Barry, che avuto sentore che a John piace scavare nei segreti come dice lui… Anziché fare un lavoro comune, Sir Barry offre un lavoro a dir poco strano a John cioè trovare una canzone che gli frulla nel cervello e non lo fa dormire la notte. Da questo lavoro offerto a John ci sarà un trasferimento del giovane a casa di Sir Barry, lì saranno invitate le sorelle per un ballo. In questo contesto si svilupperà per ognuno dei fratelli una storia personale ben descritta dall’autrice che racconta gli usi e costumi dell’epoca! Quando per una ragazza beneducata non era concesso nemmeno manifestare le proprie emozioni appieno, ma bisognava moderare qualsiasi emozione, per paura di fraintendimenti.

“Vi prego di non giudicarla male: è cresciuta in un mondo dove il matrimonio combinato è la normalità e, al contrario, scegliere chi amare una favola per sciocchi malati di sentimentalismo“

Riusciranno i nostri giovani a coronare i loro sogni? Per questo non ci resta che leggerlo! Lo consiglio è un bel libro a mio parere!

4,25/5 ☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Uscire da Matrix. Il labirinto apparente” di Claudio Mario Cherubini

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Uscire da Matrix. Il labirinto apparente” di Claudio Mario Cherubini in COLLABORAZIONE con autore

Data di pubblicazione: 15 dicembre 2021)

Copertina flessibile: 292 pagine

Cari amici lettori,

quando leggo un libro talmente bello come questo mi sorge sempre, fin dalle prime pagine, questa domanda nella mia testa: riuscirò nella recensione a rendergli giustizia? Riuscirò a far percepire tutto il bello e tutte le sensazioni che mi ha suscitato leggendolo? Beh, questo non lo so… ma di certo cercherò di fare del mio meglio!

Molti di noi credono che i nostri pensieri siano il riflesso del mondo esterno, il riflesso di quello che accade, e se invece l’universo non fosse così? Se fossi tu con i tuoi pensieri a creare il tuo presente e il tuo futuro? Se tu stesso creassi la storia della tua vita con ciò che ti passa per la mente ora? Allora, forse, se cambiassimo il modo in cui pensiamo, si aprirebbero per noi tante nuove e meravigliose opportunità. La nostra vita prenderebbe una direzione del tutto nuova. Dobbiamo soltanto fare il primo passo. Lao Tse afferma: «Un viaggio di mille miglia inizia con un piccolo passo…»), facciamolo!

Con uno stile pulito, limpido ed estremamente scorrevole, siamo invitati dall’Autore a esplorare il nostro Sé e a porci delle domande importanti non solo per una maturazione e una consapevolezza di noi stessi, che per raggiungere la serenità risulta indispensabile, ma anche per arrivare al superamento di quelli che credevamo fossero i nostri limiti. Limiti imposti sia da noi stessi che dalla società in cui viviamo, che spesso ci porta allo spegnimento dei nostri entusiasmi, dei nostri sogni.

Questo secondo libro di Cherubini ha lo stesso scopo del primo: aiutare tutti, compreso sé stesso, a crescere, a eliminare la sofferenza dalle vite di ognuno e a trovare il naturale stato di benessere che è per tutti un diritto di nascita.

Quindi la necessità di uscire da Matrix, da quel labirinto apparente in cui siamo stati imprigionati. La necessità, cioè, di liberarci dei preconcetti, pregiudizi, condizionamenti e delle regole del sistema che non ci fanno godere della vita nella sua pienezza.

Dalla prima all’ultima pagina troverete motivazione, troverete sicuramente idee e citazioni importanti, conoscenze che non sapevate di avere che vi porteranno alla ricerca della felicità e della serenità.

Si inizia parlando di religione, poi si passa alla scienza poi si passa all’esperienza di vita. Questo libro è una guida veramente completa che ci prende per mano e che ci aiuta a scavare in noi stessi e a trovare quello di cui abbiamo bisogno.

Viene affrontato molto bene l’argomento dei pregiudizi e dei condizionamenti che sono alla base del modo in cui stiamo affrontando questa situazione che ci ha colpiti impreparati a inizio 2020…

Come dice l’autore questo libro va letto almeno due volte, perché una volta arrivati alla fine avremo maggior consapevolezza e riusciremo a leggerlo e interpretarlo in modo diverso e sicuramente più efficace.

Perché lo scopo di questo libro non è quello di darvi una verità assoluta, ma rendervi più consapevoli, aiutarvi a trovare la vostra verità ed essere più felici.

“Non è sufficiente essere dei sognatori, il sognatore spera in un futuro migliore, in una felicità che verrà a causa di qualche evento esterno, vive nella mancanza. Ma nel futuro non è possibile creare nulla, la creazione è nel momento presente, nel qui e ora, nell’adesso. Il visionario, al contrario, porta ciò che “sogna” nel presente, lo vede già realizzato, lo tocca, lo sente, lo annusa… è felice e grato. È in questo momento che avviene la creazione e tutto cospirerà per l’effettiva realizzazione.”

Claudio Mario Cherubini ci indica una strada ricca di spunti di riflessione, da percorrere fino a quando quel labirinto esistenziale che è dentro di noi si svelerà nella sua sostanziale semplicità.

Un libro che tutti dovrebbero leggere!!!

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Un tè a Chaverton House” di Alessia Gazzola

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Recensione di “Un tè a Chaverton House” di Alessia Gazzola in COLLABORAZIONE con casa editrice @garz…

Editore: Garzanti

Data di pubblicazione: 15 marzo 2021

Copertina rigida: 192 pagine

Cara lettrice, caro lettore, la storia che stai per leggere è stata scritta in trenta giorni durante il lockdown. A fine giornata inviavo il capitolo a mia madre e a un gruppo di sette amiche annunciando l’arrivo con e-mail roboanti del tipo: «A voi che l’aspettate fremendo ecco la nuova esaltante puntata di Chaverton House» oppure: «Preparatevi psicologicamente alla nuova sconcertante puntata di Chaverton House». In un momento storico per noi senza precedenti, durante il quale abbiamo tutti sofferto la mancanza dei nostri cari e della libertà in nome del bene collettivo, per il gruppo di lettura di Chaverton House l’appuntamento quotidiano con questa semplice storia, che si prefiggeva come unico scopo l’evasione, portava conforto e senso di vicinanza. Se mai ce ne fosse stato il bisogno, quest’esperienza mi ha dimostrato che le storie uniscono. Le storie creano un legame tra le persone. Le storie consolano e a volte, in momenti eccezionali, per quanto semplici e senza pretese possano sembrare, le storie salvano dai brutti pensieri.

La storia è narrata in prima persona con il POV di Angelica, la protagonista.

Il romanzo si apre con il racconto di tre fate che distribuiscono ognuna un proprio dono ai neonati. Ad Angelica consegnano: buonumore, docilità di temperamento e il talento con i lievitati.

“I tempi sono cambiati: alle bambine servono talenti veri, altro che docilità di temperamento.”

L’autrice nella prefazione ci anticipa che quella che andremo a leggere sarà una storia molto semplice e senza troppe pretese se non quelle di far trascorrere il tempo piacevolmente nei mesi di lockdown dello scorso anno.

Angelica, se vogliamo, ha i tratti distintivi delle protagoniste della Gazzola: impacciata spesso a livelli catastrofici, semplice, ironica. Ci ricorda un po’ Alice Allevi, la protagonista della sua fortunatissima serie L’Allieva.

Questo romanzo di differenzia dagli altri dell’autrice perché ci catapulta in uno spazio temporale magico, quello della campagna inglese e della dimora, Chaverton House appunto, che sembrano essere rimasti all’epoca vittoriana.

«Se questa allora è la tua decisione…» «Sì insomma, lo so che il contratto…» «I contratti si stracciano, se non vanno più bene», afferma quindi, già distante. Che peccato che lo stesso non possa farsi con i sentimenti, che ben lontani dal potersi stracciare, restano qui, annidati dentro di noi, a farci a pezzi.

Lo consiglio in primis chi è appassionato al Regency, all’Inghilterra, a chi si vuole immergere in una storia d’amore. Ai lettori che sanno apprezzare una storia semplice, dolce e spensierata.

3,5/5 ⭐️⭐️⭐️

Recensione di “Crepacuore: Storia di una dipendenza affettiva” di Selvaggia Lucarelli

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Recensione di “Crepacuore: Storia di una dipendenza affettiva” di Selvaggia Lucarelli

Editore: Rizzoli

Data di pubblicazione: 16 novembre 2021

Lunghezza del libro: 105 pagine

Letto in un’ora e mezza, uno spaccato di vita veramente molto drammatico.

Selvaggia Lucarelli è una giornalista, scrittrice blogger, conduttrice radiofonica, commediografa e attrice teatrale italiana.

In questo libro si spoglia e si mette veramente a nudo ai lettori, raccontando gli anni della sua vita probabilmente più dolorosi in assoluto.

La predisposizione e il trauma della Lucarelli ha origine nella sua infanzia…

“Negli anni, ho cercato innumerevoli spiegazioni per i silenzi di mia madre. Alla fine, ho concluso che era l’unico modo che conosceva per acquisire un’illusoria idea di forza nel suo matrimonio. Incapace di prendersi ciò che la sua intelligenza e i suoi talenti avrebbero meritato, completamente pervasa in gioventù dall’ideale dell’amore assoluto e poi delusa dalla realtà (che comunque non avrebbe mai potuto essere all’altezza delle sue aspettative), sceglieva il silenzio perché ammettere ad alta voce la verità era troppo doloroso. La verità è che mia madre, sebbene non fosse capace di riconoscerlo, dipendeva completamente da mio padre. Quando lo ha incontrato, ha rinunciato a una parte di sé, convinta che lui potesse colmarla. Quel vuoto non le ha mai dato pace. E non mi ha mai dato pace, perché quel vuoto era anche il mio. Un vuoto più subdolo, perché mascherato da molti “pieni”. Non c’era tempo per interrogarsi su cosa non andasse nella mia vita, perché la mia vita era tutto quello che mia madre non aveva avuto, quindi stavo facendo bene.“

Crepacuore porta alla luce un fenomeno a cui spesso non viene dato un nome, una forma di droga e quindi di dipendenza: la dipendenza affettiva.

“Quando non eravamo insieme sentivo uno strano disordine emotivo, una specie di febbre, di sete che dovevo placare. Vivevo le mie giornate senza di lui come un intervallo, una pausa dell’esistenza. Mi spegnevo, in attesa di riaccendermi quando lo avrei rivisto. Ero appena diventata una giovane tossica, convinta, al contrario, di aver colmato quella zona irrimediabilmente cava della mia esistenza”.

Selvaggia Lucarelli descrive gli esordi di una relazione durata ben quattro anni in cui nulla, nella sua vita, ha avuto scampo: dal lavoro agli amici, l’ossessione per una storia che non aveva alcuna possibilità di funzionare, piano piano, ha intaccato tutto quello che la circondava. Perfino l’amore per suo figlio, che finisce trascurato tra decisioni imprudenti e un’asfissiante sindrome abbandonica:

“Oggi, guardandomi indietro, faccio ancora fatica ad ammetterlo, ma la felicità di mio figlio, la sua sicurezza perfino, erano la cosa più importante solo in quei rari momenti in cui sentivo di aver messo la mia relazione al sicuro. L’unico pericolo che avvertivo come costante e incombente era quello che lui mi lasciasse per la mia evidente inadeguatezza”.

È una lettura accattivante e veloce, che permette però di gettare lo sguardo sulle dinamiche dell’animo umano e quindi di soffermarsi, volendo nelle pieghe spesso inesplorate dei nostri desideri e bisogni, e può essere un punto di partenza per spostarci da dove non vogliamo più stare, cominciando magari anche noi, dallo sguardo.

“La nostra relazione era stata una sorta di fungo infestante, aveva invaso ogni singolo ramo, radice, foglia, frutto della mia esistenza“

Un libro che tutti dovrebbero leggere.

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️