Recensione di “Il giorno in cui smetterò di dire sì” di Nina Lykke

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “ Il giorno in cui smetterò di dire sì” di Nina Lykke in collaborazione con casa editrice

Editore: Giunti Editore

Data di pubblicazione: 2 marzo 2022

Copertina flessibile: 276 pagine

“Una volta credevo di poter aiutare le persone. Mi davo molto da fare per aiutare i malati gravi, quelli cronici, quelli che sentivano dolore. Mi capitava perfino di dar loro il mio numero di telefono personale. Ma quando ho dovuto smettere di rispondere, perché il cellulare suonava tutto il giorno, alcuni si sono presentati a casa, bussando alla porta e chiamando a gran voce. Perché fanno così, ho domandato ad Aksel, quando ho già dedicato loro tanto del mio tempo? E lui ha risposto che dare una mano alla gente spesso è più complicato di quanto sembri. Che quelli che più hanno bisogno di aiuto spesso non sono in grado di riceverlo, oppure sono alla ricerca di qualcos’altro, non di sostegno, ma di qualcosa di diverso. E di cosa, ho chiesto, e Aksel ha detto che non lo sapeva, solo che la cosa migliore molte volte era tenersi alla larga. In alcuni casi, secondo lui, dare più aiuto e attenzioni del necessario era come appiccare un incendio. Forse perché non faceva altro che spingerli a pensare a tutto l’aiuto e le attenzioni che non avevano ricevuto, e così si soffiava sulle braci e si riaccendevano per l’intera storia della loro vita.”

Dal titolo e dalle premesse (ha vinto il premio Brage Prize) sinceramente mi aspettavo molto di più!

Certe parti (sì, tristemente lo confesso) le ho saltate a piè pari 🙁 e io giuro non lo faccio quasi mai 👎🏻

Ma veniamo alla trama:

Per vent’anni Elin è stata un impeccabile medico di base, la madre di due figli, che hanno ormai lasciato il nido, e la devota moglie di Aksel. Una famiglia perfetta in un quartiere perfetto. Fino a che gli amici, i viaggi, le cene, il sesso sono scomparsi, per suo marito esiste solo lo sci di fondo e lei si ritrova in casa da sola in compagnia di bicchieri di vino sempre più grandi. Ma prima di Aksel c’è stato Bjørn che improvvisamente, tramite Facebook, irrompe di nuovo nella sua vita, mettendola letteralmente sottosopra. Elin, infatti, adesso vive nel suo studio medico su una scomodissima poltrona-letto Ikea per nascondersi da Aksel tanto quanto da Bjorn, e l’unico uomo che la capisce – o almeno quello che ne resta – sembra essere Tore, lo scheletro di plastica appeso nell’ambulatorio. Il tempo in cui riusciva a tenere separata la vita privata da quella professionale è ormai un lontano ricordo: che senso ha fingere, mantenere la facciata, quando tutto sta crollando? A volte troppa consapevolezza è una maledizione e l’unico modo per sopravvivere è fare finta di niente; ma che succede quando si ha la tendenza a dire sempre di sì?

Lo stile narrativo è in prima persona dalla protagonista Elin, per lo più però sono monologhi, spesso ripetitivi e ridondanti, con il suo amico speciale: lo scheletro di plastica nel suo studio che lei ha soprannominato Tore.

Sinceramente non l’ho trovato così ironico come si evince dalle critiche, né particolarmente interessante da dare al lettore la voglia di proseguire.

“Negli ultimi tempi gli attacchi sono comparsi anche a metà giornata, e quando arrivano devo piegarmi in avanti con le mani sulle ginocchia e concentrarmi unicamente sul far entrare aria nei polmoni. Il corpo può sopportare queste ondate solo per un certo lasso di tempo, ed è una consolazione sapere che c’è un limite, perché significa che passerà anche stavolta. Bisogna radunare tutte le forze per darsi coraggio, mi dico guardandomi allo specchio, dato che il cervello si può programmare. I pensieri, i sentimenti, tutte le attività cerebrali possono, col tempo, creare nuovi binari, nuovi pattern. Funziona in entrambe le direzioni. La depressione può arrivare piano piano, senza farsi notare. All’inizio si può avere la tentazione di lasciarsi andare, ma quando è ormai radicata è molto più difficile estirparla di quanto sarebbe se resistessimo alle prime avvisaglie, come dico ai pazienti. Rallentate, siate contenti di ciò che avete, variate l’alimentazione e fate movimento. Mi rivolgo un sorriso così ampio allo specchio da mettere in mostra le gengive. Credi che andrà tutto bene? Chiedo a Tore, ma lui non risponde. Si limita a stare immobile, sorridendo con il suo arrogante sorriso da scheletro che arriva fino alle orecchie, e io ripenso a quello che diceva uno dei miei professori all’università: «Nel nostro profondo sorridiamo tutto il tempo».”

Non lo so 🤷🏼‍♀️ ma sinceramente non è un libro che consiglierei attualmente, non mi ha proprio preso.

2,5/5 ☕️☕️

Recensione di “La psicologa” di B. A. Paris

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “La psicologa” di B. A. Paris in COLLABORAZIONE con casa editrice

Editore: Nord

Data di pubblicazione: 21 giugno 2022

Copertina flessibile: 384 pagine

“«È perfetta», ha detto, e ho percepito il sollievo nella sua voce, perché ormai ne avevamo viste almeno una ventina. «Di’ a Ginny che aveva ragione su Ben. È sveglio, ci ha trovato proprio quello che cercavamo. La casa perfetta.» «In che senso perfetta?» gli ho chiesto, perché mi sembrava troppo facile, troppo bello per essere vero. «Ho scattato qualche foto, te le mando subito.» Continuavo a passare in rassegna le foto della villetta, bianca e con un giardino affacciato su una via privata. Era l’opposto del mio cottage di Harlestone. «Quindi la casa ti piace?» Mi ha fissato negli occhi per capire se ero sincera. «Si.» Avevo incrociato mentalmente le dita perché, a parte il giardino, non mi piaceva proprio per niente. Ma avrei imparato ad apprezzarla, per lui. A poco a poco mi ci sarei abituata. Solo che non sta succedendo.”

È il secondo libro che leggo di B.A. Paris e devo dire che “Non dimenticare” mi era piaciuto veramente molto, detto questo ovviamente avevo aspettative altissime per l’hype che si era creato tutto intorno a questo libro per la sua uscita, la pubblicità e il fatto che tutte le blogger l’avessero già letto eccetera eccetera. Subito ho percepito che c’era qualcosa di trito e ritrito, nel senso che la storia di chi compra una casa dove è morta una persona credo che sia più vecchia di Matusalemme ma, ovviamente, qui stava alla bravura dell’autrice renderla perlomeno particolare e nuova al lettore, renderla diversa e unica.

Si scopre oltretutto che la vittima aveva un amante… eccola lì che vado a pensare dentro di me: ma vuoi vedere che l’amante della morta è il marito della nostra protagonista?

Insomma… La storia più vecchia del mondo. Non voglio dire niente, spoilerare ecc ma chissà se le mie previsioni erano esatte?

Non vorrei ribadire il concetto che probabilmente pubblicare un libro l’anno o anche meno rende poi il tutto banalmente commerciale e non più eccitante e inaspettato per noi affezionati lettori di thriller che vogliamo sempre storie nuove e non ci aspettiamo di cadere nei soliti cliché.

Lo stile narrativo oltretutto è abbastanza lento, non accattivante e pieno di colpi di scena come mi sarei aspettata, solo nelle ultime pagine c’è un po’ di suspense.

Insomma per me è un NI, comunque adatto a chi si approccia al genere thriller e una lettura sicuramente leggera da fare sotto l’ombrellone ⛱

3/5 ☕️☕️☕️

Recensione di “La mia ordinaria vita straordinaria” di Tamara Fumagalli

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “La mia ordinaria vita straordinaria” di Tamara Fumagalli in collaborazione con autrice

Editore: LuoghInteriori

Data di pubblicazione: 10 marzo 2022

Copertina flessibile: 148 pagine

Quando mi accadono vicende come quella che sto per narrarti, mi rendo conto che la mia normale vita abbia degli aspetti che posso ritenere straordinari, fuori dall’ordinario, e sono proprio questi accadimenti che mi danno la forza di andare avanti e di credere che anche la mia esistenza, per quanto difficoltosa possa essere, può ancora riservarmi piacevoli sorprese e stimoli per motivarmi ad andare avanti e cominciare ogni giorno con il gusto della scoperta di eventi inaspettati.

Buongiorno cari amici lettori, oggi vi parlo di un libro veramente speciale.

Sì perché qui si parla di vita vera, di emozioni, sentimenti, ma lo si fa con piena consapevolezza e tanta gioia e ironia.

Leggendolo mi sono trovata seduta a un tavolino di un bar all’aperto con Tamara, che mi ha raccontato la sua vita. Una vita veramente molto piena, a tratti goffa, disattenta, a tratti triste e ingiusta, ma la sua gioia di vivere ha fatto diventare anche i momenti più bui degli spunti su cui riflettere.

La Fumagalli infatti in questa biografia parla molto spesso con il lettore, porgendogli domande, preoccupandosi del suo stato, tanto appunto da rendere la lettura una chiacchierata diretta con l’autrice. Si crea questo feeling che ci fa sembrare di conoscere veramente Tamara come un’amica di vecchia data.

Ho trovato questo stile narrativo veramente unico e particolare, fresco e leggero.

L’autrice non perderà mai il sorriso e l’auto ironia, ci insegnerà che la vita è degna di essere vissuta appieno in qualsiasi momento e condizione, ci darà uno specchio per vedere la sclerosi multipla da un’angolazione diversa.

Credo che dopo aver letto questo racconto ogni lettore capirà cos’è la gioia per le piccole cose, l’amore immenso per la figlia e il marito, e soprattutto accrescerà la sua autostima.

Sì perché Tamara, pur essendo in sedia a rotelle, viaggia e vive molto di più di tantissime persone non disabili.

Sono veramente molto felice di aver letto questo libro che mi aspettavo triste e strappalacrime, invece mi sono trovata di fronte a un racconto frizzante, gioioso e ironico com’è d’altra parte il carattere dell’autrice.

Tamara è l’amica che tutte vorremmo avere, a lei tutta la mia stima e un grande abbraccio 🤗. Lo consiglio di cuore 💖

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Guai a ore nove” di Federica Cabras

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre

Recensione di “Guai a ore nove” di Federica Cabras in collaborazione con autrice e casa editrice

Lunghezza del libro: 260 pagine

Data di pubblicazione: 13 luglio 2020

Care amiche lettrici, appena finito di leggere questo Romance, vi espongo subito il mio pensiero, cioè quello che ha dato a me questo romanzo rosa.

Innanzitutto devo dire che in questo momento dove lì fuori c’è una grande distopia… Io mi sono un po’ aggrappata a questo racconto, che oltre ad essere divertente, dà pure un contributo a quello che dovrebbe essere il modo di procedere nel quotidiano! Con leggerezza, ironia, e buoni sentimenti! Per questo faccio un elogio alla nostra autrice Federica Cabras! Ritengo che se ha saputo creare un personaggio così efficace nel trasmettere tutto ciò, vuol dire che pure lei ha un grande cuore!

Veniamo la trama: Virginia “Virgi“ esce da una convivenza con Giorgio dopo tre anni.

“Ci siamo amati tanto” dico. Il respiro corto, “E ci siamo anche odiati tanto. Ci serve un addio come si deve. Poi abbandonerò questa casa e basta, sarà finita. Io per la mia strada, tu per la tua. Ma ho bisogno di te, ho bisogno di te adesso“

Virgi ritorna ad abitare nel vecchio appartamento, che condivideva con delle amiche, le quali l’accettano di buon grado, in quanto sono diventate amiche vere. C’è però un imprevisto dietro l’angolo, il datore di lavoro per il quale lavora come giornalista, ha deciso di diminuire il personale considerato che c’è stato un leggero calo nelle vendite e lui non vuole più pagare due persone per fare lo stesso lavoro: La cronaca della città.

L’altro contendente è Leonardo “Nardi“, il direttore è tassativo “solo il più bravo di voi due resterà l’altro sarà licenziato!“

Virgi è una ragazza un po’ distratta, un po’ pasticciona e si trova a dover fare i conti con il suo collega “Rivale“, un ragazzo che sprizza sicurezza di sé da tutti i pori. Mentre lei il più delle volte è meno combattiva, più spontanea e meno calcolatrice, ma dalla sua ha che è veramente simpatica.

Lei non vorrebbe infliggere colpi bassi a nessuno, ma deve pur lottare per tenersi il posto soprattutto ora che è ritornata a vivere con le amiche e quindi contribuire all’affitto della casa.

Tra i due ne vedremo delle belle ve lo garantisco! Ma ci sarà anche tanta tenerezza, buoni sentimenti nell’amicizia e amore!!

Ve lo consiglio, a mio parere è molto bello! Una pausa felice questa lettura…

4,5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Revolution di Elisa Garuglieri

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

In COLLABORAZIONE con autrice oggi vi presento questo romanzo:

Revolution di Elisa Garuglieri

Editore: Europa Edizioni

Data di pubblicazione: 12 marzo 2021

Copertina flessibile: 248 pagine

Cassandra Ranieri, figlia più giovane di un nobile casato, ha una vita resa complicata non solo dalle normali difficoltà della quotidianità ma soprattutto dal fatto di non avere alcun appoggio in famiglia, se non suo fratello Tristano: il padre è un uomo austero, violento, interessato solo a portare avanti il suo buon nome e ad accumulare ricchezze; la madre è una donna algida, succube del marito; e il fratello più grande, Edoardo, e la sorella Isabella sono la perfetta copia dei genitori. Cassandra ha dunque solo Tristano e un grande amore: quello per Ludovico, nobile amico di famiglia, con cui la ragazza sogna di fuggire.

Quando la vita di Tristano e Ludovico sarà in pericolo, a seguito di una sanguinosa battaglia, Cassandra si troverà ad affrontare un antico potere per salvarli e ad accettare una condizione che nemmeno poteva immaginare.

La sua vita cambierà per sempre: non sarà più la dolce Cassandra ma “il mietitore”.

Recensione di “Trieste, 1974”

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Trieste, 1974” di Massimiliano Stefani in COLLABORAZIONE con autore

Editore: Infinito Edizioni

Data di pubblicazione: 10 marzo 2022

Copertina flessibile: 256 pagine

Buongiorno cari amici lettori,

oggi vi presento un libro di narrativa molto bello. Ringrazio l’autore per avermi inviato la copia cartacea.

Il titolo dice tutto, siamo a Trieste e paesini limitrofi sul mare e la nostra storia inizia proprio nel 1974.

Il romanzo è suddiviso in tre grandi sezioni: Primavera, Estate, Autunno.

Il romanzo resta molto chiaro e semplice nei dialoghi pur trattando argomenti difficili.

Ma veniamo subito alla trama:

In una Trieste affascinante e multietnica, percorsa dalle inquietudini e dalle tensioni politiche dei primi anni Settanta – mentre tutto il Paese è sconvolto dai sanguinosi attentati neofascisti – si intrecciano le storie private dei quattro protagonisti di questo romanzo storico figlio di uno scrupoloso lavoro di ricerca: l’amore tra Ruggero e Maja (un italiano e una cittadina della minoranza slovena), ostacolato dalle ideologie e dal pregiudizio etnico; il difficile percorso di crescita del giovanissimo Saša, il dramma esistenziale di Lorenzo, un ragazzo che nasconde la propria “diversità”. L’arrivo in città di Pier Paolo Pasolini fa da trait d’union alle singole vicende personali, ciascuna delle quali appare fin dall’inizio sospesa tra un gioco di combinazioni casuali e il compimento di destini ineffabili.

Trieste come sappiamo è una città multietnica, una sorte di confine tra il popolo italiano e quello slavo. Ai tempi odierni probabilmente questa particolarità è considerata assolutamente comune ma, vi assicuro, negli anni ‘70 tutto era diverso.

Il romanzo è un romanzo corale, tante voci e personaggi ci raccontano la vicenda dal loro punto di vista che è molto giovane, va dalla pre adolescenza all’adolescenza.

I protagonisti intrecciano il loro vissuto e ci fanno entrare in temi molto importanti che sono alla base di questo romanzo: il fascismo, il comunismo, l’omosessualità, le fazioni politiche che si scontrano e divampano in episodi di violenza anche molto forti.

Lo stile narrativo è semplice, vero, a volte crudo, ma così deve essere per raccontare certe tematiche.

Abbiamo all’interno anche una storia d’amore combattuta… insomma Stefani non si risparmia in questo libro e ci permette di addentrarci appieno nelle viscere della Trieste di quell’epoca.

Un elogio va fatto all’autore per la minuziosa ricostruzione storica del tempo

Se cercate un libro leggero e con happy ending questo non lo è sicuramente. Invece è un libro molto profondo e vero, ed è per questo che mi è piaciuto molto. Lo consiglio vivamente.

4,5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Urla nel silenzio (DI Kim Stone Vol. 1) di Angela Marsons

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Buongiorno cari amici lettori, per la tappa di marzo del GᖇᑌᑭᑭO ᗪI ᒪETTᑌᖇᗩ #gdlthrillercaffe organizzato da me, abbiamo letto:

Urla nel silenzio (DI Kim Stone Vol. 1) di Angela Marsons

Editore: Newton Compton Editori

Data di pubblicazione: 4 gennaio 2016

Copertina flessibile: 375 pagine

📖📖📖 𝐂𝐡𝐢 è interessato a partecipare al gruppo di lettura mi scriva… siete i benvenuti!!! 📖📖📖

Buongiorno cari amici lettori, questo è il primo libro di una serie scritti dall’autrice.

N°1 in Inghilterra e in Italia
2 milioni di copie vendute nel mondo
Tradotta in 20 paesi

“Nel corso della sua redazione, Urla nel silenzio è stato tanti libri diversi. Il personaggio di Kim Stone è comparso nella mia mente e si è rifiutato di andare via. Pagina dopo pagina, e nella mia testa, si è trasformata in una donna forte e intelligente, non sempre perfetta, ma appassionata e tenace. Una persona che tutti vorremmo avere accanto.”

In Urla nel silenzio conosciamo la detective Kim Stone, alla quale ci affezioneremo subito.

«Come fai, Kim? Come fai a vedere queste cose tutti i santi giorni senza diventare pazza?». Kim ci rifletté per un istante. «Riparo cose. Prendo un pezzo di qua e un pezzo di là e li metto insieme per fare qualcosa di bello, creo qualcosa che riequilibra tutto il brutto di questo lavoro. Spesso aiuta. Ma sai cos’è che fa davvero la differenza?» «No, cosa? «Sapere che lo prenderò»». «Lo credi davvero?». Kim sorrise. «Oh, si, perché la passione che metto nel perseguire questo obiettivo è sicuramente superiore alle energie che gli servirebbero per sfuggirmi. Non mi fermerò finché non sarà punito per quello che ha fatto. E tutto il tuo lavoro qui, ogni indizio che hai scoperto, ogni osso che hai tirato fuori mi sarà stato d’aiuto. È dura, Cerys, durissima. Ma ne vale la pena».

Ma veniamo alla trama:

Cinque persone si trovano intorno a una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura a un cadavere.
Ma si tratta di una buca piccola: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. E il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzano la regione della Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidato alla detective Kim Stone. Quando però nel corso delle indagini tornano alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto tempo prima, Kim capisce che le radici del male vanno cercate nel passato e che per fermare il killer una volta per tutte dovrà confrontarsi con i propri demoni personali, che ha tenuto rinchiusi troppo a lungo…

La protagonista principale, la detective Stone ha alle spalle un passato veramente terribile. È stata in orfanotrofio e sbattuta di casa in casa con famiglie affidatarie, aveva un fratello gemello morto in circostanze misteriose e una madre schizofrenica ricoverata in clinica psichiatrica.

“Kim non parlava mai del suo passato, ma Bryant sapeva che aveva trascorso molto tempo affidata ai servizi sociali. Non sapeva cosa le fosse successo di preciso in quel periodo. Sapeva che sua madre era una schizofrenica paranoica. Ma ignorava le conseguenze che aveva avuto la sua malattia. Sapeva anche che aveva avuto un fratello gemello, ma non aveva idea di come fosse morto. C’era solo una persona che conosceva davvero gli eventi del suo passato, e Kim avrebbe fatto in modo che la cosa non cambiasse.”

Lo stile della Marsons è pulito, adrenalinico e veramente avvincente.

A condire il tutto un finale mozzafiato che non ci si aspettava.

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “I Racconti della Buonanotte: Storie del mistero… e non solo” di Sunny Valerio

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Recensione di “I Racconti della Buonanotte: Storie del mistero… e non solo” di Sunny Valerio in collaborazione con autrice @sunny…

Data di pubblicazione: ‎6 agosto 2020

Copertina flessibile: 266 pagine

Appena lo prendiamo in mano ci accorgiamo di avere tra le mani un libro molto curato, dalla copertina, all’impaginazione, alle illustrazioni interne magnifiche.

Quarantadue racconti, quarantadue scorci di vite, esistenze pronte per essere vissute prima di coricarsi.

Tra torbidi segreti celati in scricchiolanti case abbandonate, ombre sfuggenti, anime torturate dalla loro vita passata e un pizzico di romanticismo, una travolgente antologia di racconti brevi che sfamerà l’inconscio del lettore e si insedierà nei suoi sogni d’oro (o incubi neri).

Questo libro si legge voracemente, i racconti occupano 2-3 pagine al massimo e appena letto il primo si vuole leggere il successivo e l’altro ancora… in breve tempo si è letto mezzo libro senza accorgersene.

Sicuramente per un pubblico adulto, questa raccolta di racconti fa letteralmente rabbrividire. E ve lo dice una che è cresciuta a pane e Stephen King 😅😅😅

Quindi un consiglio..: leggetelo di giorno 😅😅😅

Scrivere racconti secondo me a volte è più difficile che scrivere un romanzo intero, perché nello spazio di poche righe bisogna che al lettore arrivi la storia nella sua completezza e le sensazioni che da essa scaturiscono.

Sunny Valerio secondo me ci è riuscita perfettamente, tutte queste sensazioni di inquietudine e brivido sono concentrate e miscelate nello spazio di poche righe!

Un libro che consiglio in primis agli amanti dei racconti horror e drammatici, a chi cerca i brividi nella lettura. I racconti della buonanotte è il libro che fa per voi.

Una lettura che oltre a provocare brividi e qualche notte insonne ci porta anche a spunti di riflessione. Grande Sunny Valerio, lo consiglio!

4,5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Una vita degna di essere vissuta” di Marsha M. Linehan

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Una vita degna di essere vissuta” di Marsha M. Linehan in collaborazione con casa editrice

Editore: Cortina Raffaello

Data di pubblicazione: 28 gennaio 2021

Copertina flessibile: 320 pagine

“La mia è una storia sulla fiducia e su quanto la fortuna possa essere importante. È una storia che insegna a non arrendersi mai. È la storia di una persona che subisce un fallimento dopo l’altro, ma che in qualche modo continua a rialzarsi (o viene risollevata) più e più volte, e va avanti. È una storia sulla perseveranza l’accettazione.”

Marsha Linehan ha curato personalmente centinaia di pazienti tra i più difficili, ma la sua “prima volta” è stata di gran lunga la più ardua.

Si trattava di un’adolescente disturbata e problematica, che era stata ricoverata in ospedale per più di due anni, gran parte dei quali trascorsi in isolamento. La sua vita si era ridotta a un ciclo ripetitivo di lesioni autoinflitte nella forma di bruciature, tagli, violenti colpi dati con la testa e tentativi di suicidio. Le alte dosi di ogni possibile farmaco, assunto da solo o in combinazione, e le molteplici prove di trattamenti d’urto non avevano avuto alcun effetto. La psicoterapia sembrava impossibile, perché la ragazza era profondamente arrabbiata e diffidente. La sua cartella clinica rivelava quanta impotenza, disperazione, frustrazione e rabbia provocasse nello staff. Era stata descritta come la paziente più incurabile che avessero mai visto e, senza tante cerimonie, era stata dimessa senza essere stata effettivamente curata.

Tuttavia, in seguito, le cose sono andate molto diversamente da quanto ci si sarebbe aspettato. La ragazza disregolata è diventata una donna di grande successo, una psicoterapeuta e ricercatrice clinica, e ha ideato una straordinaria terapia comportamentale che ha aiutato centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. La ragazza era, naturalmente, Marsha Linehan.

“Grazie, Marsha, per essere come sei, per aver condiviso coraggiosamente la tua storia e per averci trasmesso la saggezza acquisita grazie alla tua vita di sofferenza, scoperta e amore.”

Marsha ha il carisma, l’energia, l’impegno e le capacità organizzative per trasformare il sogno in realtà. Nei miti di tutto il mondo, gli eroi, prima di poter eccellere nel loro percorso di vita, devono scendere negli inferi, dove si trovano ad affrontare una serie di epiche sfide da superare. Dopo che le hanno superate, ritornano in patria portando con sé qualche nuova e speciale rivelazione. Marsha ha intrapreso un viaggio alla scoperta di sé incredibilmente impegnativo, lontana dal sostegno della famiglia, ed è tornata portando con sé preziose intuizioni per aiutare a trasformare la sofferenza più abietta in una vita degna di essere vissuta.

“Ero il tipo di ragazza che poteva essere votata come la “più popolare” o “con più probabilità di successo.” Tuttavia, nel corso dell’ultimo anno, questa ragazza sicura di sé cominciò a scomparire. Non sapevo cosa mi fosse successo. Nessuno lo sapeva. La mia esperienza all’istituto fu quella di una discesa all’inferno, un’incontrollabile tempesta fatta di tortura emotiva e di angoscia assoluta. Non ci fu via di fuga. “Dio, dove sei?” sussurravo ogni giorno, ma non avevo risposta. Trovo difficile descrivere il dolore e il turbamento. Com’è possibile raccontare in modo adeguato la sensazione di essere all’inferno? Non si può. Si può solo percepirla, viverla. E io l’ho fatto. L’ho sentita dentro di me e si è manifestata con un comportamento suicidario. Ma sono sopravvissuta. E verso la fine del mio periodo all’istituto, feci una promessa a Dio, un voto: mi sarei tirata fuori dall’inferno e, una volta fatto questo, avrei trovato un modo per farne uscire anche gli altri. La DBT è stata, ed è, il mio miglior sforzo per mantenere quel voto. Esso ha accompagnato la maggior parte della mia vita. Ero determinata a trovare una terapia che aiutasse queste persone, persone che spesso erano considerate al di là della possibilità di essere salvate. E l’ho fatto. Ho sentito il dolore che i miei clienti provano quando lottano contro i demoni emotivi che lacerano le loro anime. Capisco ciò che significa provare un dolore emotivo terribile, desiderando disperatamente di fuggire con qualsiasi mezzo.”

Toccante, profondo, un inno alla vita. Lo consiglio!!!

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Il predicatore. I delitti di Fjällbacka (Vol. 2) di Camilla Läckberg

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Buongiorno cari amici lettori, per la tappa di marzo del GRUPPO DI LETTURA #gdllackberg organizzato da me, abbiamo letto:

Il predicatore. I delitti di Fjällbacka (Vol. 2) di Camilla Läckberg

Editore: Marsilio

Data di pubblicazione: 10 maggio 2018

Copertina flessibile: 462 pagine

📖📖📖 𝐂𝐡𝐢 èinteressato a partecipare al gruppo di lettura mi scriva… siete i benvenuti!!! 📖📖📖

Premetto che io amo le serie di libri con personaggi principali ricorrenti, ci si affeziona moltissimo e li si vede “crescere” insieme a noi.

Di solito sono trilogie o tetralogie, in questo caso i romanzi della Läckberg che hanno come protagonisti Patrik ed Erica sono addirittura 10… e io non vedo l’ora di leggerli tutti.

Questo è il secondo volume della serie “I delitti di Fjällbacka” scritto nel 2004.

Ma veniamo alla trama:

Da più di vent’anni una dolorosa faida lacera la famiglia Hult: Ephraim, il predicatore che infiammava le folle promettendo guarigione e salvezza, ha lasciato ai suoi discendenti un’eredità molto controversa. Il peso del sospetto continua a gravare su un ramo del clan, coinvolto suo malgrado nella sparizione di due ragazze risalente a molti anni prima. Una vicenda che nel delizioso paesino di Fjallbäcka, sulla costa occidentale della Svezia invasa dai turisti per la bella stagione, torna a essere sulla bocca di tutti dopo l’omicidio di una giovane donna, quando in una splendida gola naturale, sotto quel corpo martoriato, la polizia scopre anche i resti di due scheletri. La calda estate di Erica Falck e Patrik Hedström, che presto avranno un bambino, viene cosi sconvolta da un’indagine che, in un’angosciosa lotta contro il tempo, cerca di sviscerare i meccanismi della seduzione del potere, sfidando la malevolenza di una piccola comunità di provincia carica di segreti.

“Con la coda dell’occhio vide qualcosa che attirò la sua attenzione. Dietro un masso si scorgeva un lembo di stoffa rossa, e la curiosità prese il sopravvento. Il drago poteva aspettare. Magari proprio in quel punto si nascondeva un tesoro. Prese lo slancio e saltò sul masso, guardando giù sul lato opposto. Per un attimo rischiò di cadere all’indietro, ma dopo aver oscillato e roteato le braccia per qualche attimo ritrovò l’equilibrio. In seguito non avrebbe ammesso di essersi spaventato, ma in quel preciso istante, in quel breve spazio di un momento, provò una paura che non aveva precedenti nei suoi sei anni di vita. Una signora gli aveva teso un agguato. Era lì stesa sulla schiena e lo guardava con gli occhi fissi. Il primo impulso fu di scappare, prima che lei lo agguantasse e capisse che lui andava a giocare lì anche se era proibito…”

La narrazione è come sempre veramente fluente e accattivante, i capitoli sono brevissimi e nonostante la mole del thriller è impossibile fermarsi. Si passa dalla narrazione del tempo odierno intervallata ogni tanto da una pagina che racconta avvenimenti dell’estate del 1979.

E poi diciamocelo i thriller nordici hanno un loro perché, le ambientazioni di quei luoghi con le zone piene di boschi, laghi, montagne, ma anche mare e scogliere, rendono la lettura ancora più coinvolgente.

“Estate 1979… Ora condividevano il dolore. Come due gemelle siamesi, si stringevano l’una all’altra in un rapporto simbiotico fatto di parti uguali di amore e odio. Non stare da sole laggiù al buio era una consolazione, ma il desiderio di sfuggire al dolore e lasciare che fosse l’altra a subirlo non poteva non scatenare una reciproca ostilità. Non parlavano molto. Nel sotterraneo le voci echeggiavano in modo sinistro. Quando i passi tornavano a farsi sentire si staccavano di colpo, rifuggendo da quel contatto pelle contro pelle che rappresentava l’unica protezione dal freddo e dal buio. Ma in quel momento l’unica cosa importante diventava la fuga dal dolore. Si lanciavano l’una contro l’altra nel tentativo disperato di non cadere per prime nelle mani di quell’essere malvagio.”

In questo secondo episodio della serie di Erica Falck, Camilla Läckberg si conferma maestra nel tessere gli intrighi di una società chiusa, dove l’apparenza conta sopra ogni cosa e scoprire cosa accade realmente nella vita degli altri si rivela un’impresa alquanto complessa.

La capacità dell’autrice di nascondere il colpevole fino alle ultime pagine e il grande colpo di scena finale rendono il tutto un mix perfetto.

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️