Recensione de “La giusta distanza” di Sara Rattaro in COLLABORAZIONE con casa editrice

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Recensione de “La giusta distanza” di Sara Rattaro in COLLABORAZIONE con casa editrice

EditoreSperling & Kupfer
Data di pubblicazione 14 gennaio 2020
Copertina flessibile247 pagine

Rinunciare a un matrimonio non è come cedere un posto sperando che te ne assegnino uno con una visuale migliore. Rinunciare a un matrimonio è cercare di spegnere un fuoco che ha ancora troppo ossigeno da bruciare.

SIETE D’ACCORDO CON QUESTA AFFERMAZIONE?! 

Due punti distanti possono essere anche molto vicini.

Sara Rattaro torna a disegnare le imprevedibili traiettorie dell’esistenza, tra destini che invertono la noia e coincidenze mancate per un soffio, distacchi che dilatano l’assenza e distanze che misurano il peso dell’amore.

Se ce lo chiedessero, saremmo capaci di spiegare il nostro matrimonio?

Uno dei libri più commoventi letti negli ultimi anni, divorato in 3 ore… LEGGETELO, LEGGETELO, LEGGETELO!!!

Solo l’introduzione ci fa capire quanto questo libro sia stato sofferto e ci prepara alle emozioni incredibili che proveremo leggendolo..

La giusta distanza è la storia più sofferta della mia carriera, scritta sulle ceneri del mio matrimonio. Quando il mio ex marito ha chiuso la porta di casa, ho creduto che non mi sarei mai più rialzata e poi che non avrei più potuto raccontare una sola emozione. La paura che mi avesse tolto anche questo, la voglia di narrare, mi ha colpita come se avessi subito il peggiore dei furti. Non riuscivo più a inanellare le parole, mi sembrava folle che i miei personaggi avessero ancora voglia di combattere, di rinascere e magari di essere ancora felici. Un giorno ho scoperto che, tra le migliaia di cose che avevo ascoltato sull’amore in quel lungo periodo di dolore, ce n’era una più bella delle altre: solo il tempo può davvero tirarti fuori dai guai. 

Ecco come sono arrivati Aurora e Luca, il loro matrimonio da salvare, quell’innesto improbabile tra un ramo reciso e un albero senza corteccia, quell’unione dal nome altisonante che per quante benedizioni possa ricevere se la dovrà sempre vedere con la vita, i tempi sbagliati, le insicurezze e magari anche la fortuna. Perché, se è vero che non esiste niente di più fastidioso di un matrimonio che funziona, è anche vero che superare la data di scadenza in due, lasciando che sia l’intimità ad avere la meglio, è eccezionale come un goal segnato da fondocampo. 

Questo libro mi ha spiegato perché io mi ostini a scrivere storie di “straordinari eroi normali“: in fondo, sono una di loro. Come ognuno di voi.”

Questo romanzo vuole rispondere a uno dei quesiti più difficili che un’intera generazione, la mia, si pone da sempre. 

È possibile amare la stessa persona per sempre? Forse sì, ma ci vuole impegno. 

La cura dell’affetto, lasciare che sia l’intimità ad avere la meglio, non smettere di giocare e creare una complicità solida potrebbero essere alcuni degli ingredienti migliori, ma di certo ci vogliono due persone che permettano alla passione che li unisce di guardare la strada che hanno percorso insieme.

Dice l’autrice: 

“Credo fermamente che ogni tipo di relazione abbia bisogno della sua giusta distanza. Come concetto matematico, la distanza ha un valore sempre positivo e riesce ad indicare sia la lontananza che la vicinanza. 

Aurora e Luca lo fanno, si avvicinano e si allontanano senza riuscire a staccarsi mai definitivamente. È quello che dovrebbe accadere a ogni coppia. Sapere che ogni spostamento in qualsiasi direzione sia accettabile e non per questo indice di una rottura definitiva è, secondo me, quell’allenamento che manca quando parliamo di amore. 

Il matrimonio – o comunque l’unione a lunga durata – costa fatica e impegno, ma riuscire a lasciare che sia l’intimità ad avere la meglio può essere davvero straordinario.”

“Non puoi farti vedere sempre in preda al dolore. Il mondo non te lo permette. Le persone ti dicono che il tempo ti aiuterà, ti offrono qualcosa di caldo e magari anche una fetta di torta appena sfornata. Perciò reagisci, magari ti sposi o imbianchi casa. Fai progetti per il futuro mentre in segreto incolli una ciocca di capelli e la nascondi dove solo tu la puoi trovare. Così, ogni volta che ti serve, puoi provare che non sempre è possibile voltare semplicemente pagina.”

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Incubo” di Wulf Dorn

Incubo di Wulf Dorn

EditoreTEA 
Data di pubblicazione30 maggio 2019
Lunghezza del libro361 pagine 

☕☕☕ VI PIACE DORN?? QUALI DEI SUOI LIBRI AVETE LETTO??!! ☕☕☕

“Niente dura per sempre. La sicurezza è un’illusione. Simon Strode fece questa amara esperienza un sabato di marzo. Bastò un secondo e la sua vita non fu più quella di prima. Tutto ciò che gli era caro ue prezioso gli fu tolto. Senza preavviso.”

Simon ha solo sedici anni quando rimane orfano a causa di un incidente in macchina. Incidente del quale è l’unico superstite. 

Ricorda di essere strisciato fuori dalla macchina e di aver sentito il fuoco dietro di sé, ma oltre a questo tutto il resto è buio, a causa dello shock. 

Shock che gli causa incubi una notte dopo l’altra, i quali lo portano addirittura a un tentativo di suicidio mentre è ancora in convalescenza dopo l’incidente. I medici riescono a salvarlo in tempo, ma lo rinchiudono in un ospedale psichiatrico.

“Era prigioniero della sua mente, rinchiuso nelle sue paure e nelle sue fissazioni, sorvegliato da un carceriere che i medici avevano definito “lieve disturbo autistico”. Sebbene all’epoca fosse ancora piccolo, aveva subito capito di essere diverso da tutti gli altri. E, per quanto fosse leggero, il disturbo c’era e gli rendeva la vita difficile. Giorno dopo giorno.”

Incubo è un romanzo davvero spettacolare, che parte piano, quasi in sordina, ma poi prende una velocità incredibile. 

Tutto sembra semplice e lineare, ma poi arriva il grande colpo di scena finale, che stravolge completamente la mente del lettore, un cambiamento radicale come quello che Wulf Dorn ha fatto scrivendo il libro. 

Finale mozzafiato….

Infatti, come spiega l’autore stesso in una breve postfazione, all’inizio della sua stesura il suo romanzo doveva essere totalmente differente, ma un grande cambiamento della vita dello scrittore lo ha portato a cambiare anche la storia e realizzare uno dei suoi capolavori. 

“A volte qualcosa ci spezza. Non sentiamo alcun rumore, neppure ce ne accorgiamo. Eppure fa malissimo. È un dolore così violento che ci sembra non passare mai. Nemmeno tra mille anni.”

I libri di Dorn sono veramente inquietanti, non solo per la trama che è a dir poco terrorizzante, ma anche e soprattutto, perché Dorn sceglie i suoi personaggi con una caratteristica mentale, solitamente nei suoi romanzi i protagonisti hanno quasi tutti disturbi mentali, traumi, paure e psicosi. 

“A volte nella vita succedono cose che ribaltano e trasformano il passato. A me è successo una cosa del genere scrivendo questo libro. Durante la stesura di Incubo la mia vita ha subito alcuni cambiamenti. Eventi così profondi e sconvolgenti che il tema iniziale del romanzo mi è sembrato banale e insignificante. 

Mi piace descrivere il mio lavoro come quello di un esploratore che scende i gradini scricchiolanti di una cantina armato di torcia e scruta negli angoli bui alla ricerca di cose nascoste. Questa cantina è il nostro subconscio, che ha tantissimi angoli bui. 

In ciascuno si annida una nostra paura e il mio compito, care lettrici e cari lettori, è di dare un volto a questi timori e renderli innocui per voi. C’era però un certo angolo dove non mi avventuravo da tempo. L’avevo sempre evitato, come la maggior parte di noi, guardandolo solo da lontano. 

Le due paure che si nascondono in questo angolo, infatti, sono le più terribili: la morte e la transitorietà. In particolare quest’ultima ci accompagna per tutto il cammino della nostra vita e più lungo siamo in viaggio più ci viene vicino. Tantissime cose cambiano, alcune più rapidamente di quanto crediamo, e non è sempre facile abituarsi. Anche la morte fa parte di questi cambiamenti. Il futuro però ha tantissimo da offrirci, se gli concediamo una possibilità e non ci aggrappiamo tenacemente al passato. I bei ricordi rimarranno per sempre nel nostro cuore. 

Billy Idol, leggenda del rock, l’ha detto in maniera perfetta: “Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, e primo o poi avrai ragione.” Come a dire: abbracciamo la vita, con lo sguardo sempre rivolto in avanti!”

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Il mio cuore è da sempre tuo” di Alessia Cesina in collaborazione con autrice

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Recensione de “Il mio cuore è da sempre tuo” di Alessia Cesina  in collaborazione con autrice

  • Blueberry Edizioni (21 aprile 2021)
  • Copertina flessibile : 332 pagine 

🥰🥰🥰 VI PIACCIONO LE STORIE ROMANTICHE E GIOVANILI?!? 🥰🥰🥰

Cari amici lettori, le prime parole che mi vengono in mente per descrivere questo romanzo sono: fresco, giovane, leggero, coinvolgente, romantico, molto romantico, direi adatto ai giovani in quanto si trovano nel loro ambiente, ma oltre ai ragazzi può piacere anche agli adulti, perché? 

Perché è scritto bene e ti fa entrare nel mondo giovanile in modo accattivante, e ti condurrà lì con loro!! Una sensazione molto bella vi assicuro. Il romanzo tratta di un’amicizia, un’amicizia profonda, in pratica sono amici da sempre, i migliori amici una dell’altro, come amano definirsi loro. 

Il tutto si svolge a Sorrento e già questo, secondo me, predispone a vivere in un ambiente favorevole all’innamoramento. 

La loro vita si svolge tra liceo e allenamenti in quanto ambedue fanno sport, lei è una brava nuotatrice, lui un promettente calciatore. Attorno a loro due gireranno tanti amici, tutti bravi ragazzi studiosi e con la capacità di sapersi divertire in gruppo! 

L’unica cosa che stride nella storia, sempre a mio parere, sono le grosse disposizioni finanziarie di tutta la comitiva, mentre come sappiamo per la maggior parte dei giovani che  purtroppo non lavorano non si possono permettere. Vacanze invernali in posti da favola, gite in barca su un mozzo da 20 metri… ecc ecc. 

La faccenda si complica un po’ quando Ambra si accorgerà che se non sta assieme a Francesco le cose intorno a lei perdono colore. Questo disorienterà la giovane che per paura di rovinare una splendida amicizia terrà solo per lei queste sue sensazioni. 

Ma un giorno i due si scambieranno un bacio durante un gioco fatto in gruppo per pagare pegno e questo risulterà a entrambi una esperienza che aggiungerà altre perplessità. La narrazione di Alessia Cesina è schietta ed efficace, l’autrice affida ad Ambra il compito di raccontare in prima persona tutti gli eventi e questo ci farà sognare, palpiteranno anche i nostri cuori assieme a quelli di Ambra e Francesco.

Ritengo che un racconto così ti fa pensare che l’amore c’è e non passerà mai di moda per fortuna, anzi dove c’è l’amore porta con sé vitalità, energia e voglia di vivere.

“Lui era il mio posto migliore nel mondo avevo il cibo, avevo il mare, Ma soprattutto avevo lui. Auguro a tutti una vita con vista sul mare e sul ragazzo che si ama.” 

Mi trovo ancora fare i complimenti all’autrice per questa bella storia d’amore, e per come la racconta, invitando tutti noi a godere di questo racconto immedesimandosi nei protagonisti saranno momenti da sogno ve lo garantisco! 

Oltre alla storia romantica troviamo nel romanzo anche una grossa componente erotica. 

Perché leggere questo libro? Perché è una bella storia d’amore e oltretutto è ambientata in una località di mare meravigliosa!! 

In questi tempi di restrizioni ci farà fare un viaggio fantastico senza muoverci dal divano. Un buon esordio per Alessia Cesina!

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Gli scomparsi” di Alessia Tripaldi in COLLABORAZIONE con casa editrice

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Recensione de “Gli scomparsi” di Alessia Tripaldi inCOLLABORAZIONE con casa editrice @rizzo…

EditoreRizzoli 
Data di pubblicazione 7 luglio 2020
Copertina flessibile 400 pagine

🔪🔪🔪 Esiste il criminale nato, il predestinato alla devianza e alla violenza? Oppure è possibile insegnare a un potenziale criminale come combattere il lato ombra? 🔪🔪🔪

“Hai sempre vissuto con tuo padre? 

Sì, nel bosco. 

Ti ha mai detto perché ha voluto andare a vivere nel bosco? 

Per proteggermi dei mali del mondo.”

Stentavo a crederci quando ho letto che è un romanzo di esordio perché è scritto con una penna veramente esperta e coinvolgente. 

I personaggi sono caratterizzati perfettamente e con le loro fragilità ci conducono in una storia veramente torbida e spaventosa. 

“Marco si sedeva nell’ultima fila, da solo, apparentemente indifferente alle chiacchere pettegole che gli giravano intorno. Lucia sedeva tre banchi più in là e lo osservava con la coda dell’occhio. La affascinava la sua fisionomia strana, nervosa, come se fosse fatto solo di tendini. Tutto in lui era scuro: la carnagione, la matassa disordinata di ricci, gli occhi, i maglioni troppo grandi. Le labbra piegate da un lato gli conferivano un’espressione sarcastica. Le sembrava che i suoi appunti, un insieme caotico di frasi costellato da frecce e sottolineature, fossero segno di una mente complessa, soprattutto se paragonati ai propri quaderni, con gli errori coperti dal bianchetto e i concetti chiave evidenziati secondo una rigida leggenda di colori.”

Impossibile non innamorarsi di questi personaggi così fragili e così affascinanti, a me ha colpito soprattutto il collegamento con Cesare Lombroso. 

In questo libro nulla è lasciato al caso, ma si capisce che è frutto di ricerca e studio da parte dell’autrice. 

“Il baule è sempre lì, sul fondo, chiuso da ormai nove anni. Ogni mattina, durante il tragitto dal bar al condominio, Marco si impone lo stesso comando: entrare in casa, aprire il secondo cassetto in cucina, prendere il cacciavite, svitare la targhetta sulla porta, infilarla nel baule, chiudere il baule e portarlo in cantina prendere muffa e morsi di topo. Ogni mattina si risponde che lo farà domani.”

Cesare Lombroso era convinto che alcune persone fossero destinate a diventare criminali fin dalla nascita, che alcuni tratti dei loro volti o degli arti, la forma della testa, la larghezza della fronte, la lunghezza delle braccia e delle gambe, li condannassero a “fare cose brutte. 

Un passato talmente ingombrante e oscuro che travolge tutti quelli che lo incontrano. 

Questa è la storia di Marco Lombroso, un cognome così altisonante ma anche così graffiante, come una cicatrice. 

La Tripaldi ci porta nel mondo oscuro dei criminali, delle menti sociopatiche. 

Una storia agghiacciante, per stomaci forti.

Ne “Gli scomparsi” entriamo appieno nel lato buio e patologico dell’essere umano. 

Un thriller imperdibile per gli amanti della criminologia, un viaggio sempre al margine della follia più totale. 

Perché leggerlo..? Perché quando avrete attraversato il bosco… non sarete più gli stessi!

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Esserci. Come la presenza dei genitori influisce sullo sviluppo dei bambini” di Daniel J. Siegel in COLLABORAZIONE con casa editrice

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Recensione de “Esserci. Come la presenza dei genitori influisce sullo sviluppo dei bambini” di Daniel J. Siegel in COLLABORAZIONE con casa editrice

EditoreCortina Raffaello 
Data di pubblicazione 19 marzo 2020
Copertina flessibile240 pagine

 Qual è la cosa più difficile per voi nell’essere GENITORI??!! 👨

Figli si nasce, Genitori ci si ritrova ad esserlo.

Purtroppo (e perché no, anche per fortuna!) non esiste un libretto delle istruzioni che spieghi come essere genitori perfetti e questo libro non ha ovviamente la presunzione di esserlo. Anzi, già dalle primissime righe, viene specificato che i genitori perfetti non esistono e che non è nemmeno immaginabile provare ad esserlo. Facciamo degli sbagli, viviamo nella perenne ossessione di non essere buoni genitori, ci preoccupiamo di quale sarà la vita dei nostri figli quando saranno grandi, di quale sarà la loro collocazione nel loro mondo. Il testo, anche se a volte fornisce dei consigli pratici su quali atteggiamenti tenere con i figli in determinate situazioni ad alto impatto emotivo, non va inteso come una mera guida da seguire pedissequamente per raggiungere l’obiettivo di una crescita sicura dei nostri figli. Ogni bambino cresce in maniera diversa, sia per carattere che per fattori ambientali, e ogni famiglia è diversa, mono o biparentale per scelta. Gli autori hanno però indicato un elemento dal quale non può prescindere lo sviluppo dei bambini: l’esserci, ovvero garantire ai figli la presenza dei genitori secondo il concetto di genitore come porto sicuro dove ripararsi nel momento della tempesta.

L’esserci descritto nel libro non può essere quantificato in tempo passato insieme o qualificato esclusivamente come presenza fisica. Al giorno d’oggi si può essere presenti con il corpo e avere la mente concentrata su altro mentre le richieste, spesso silenziose, dei nostri figli non vengono ascoltate.

I genitori, ma anche uno solo, devono diventare i punti di riferimento dei figli e questo può accadere quando viene offerta una presenza “di qualità”. Nel libro sono descritti quei comportamenti da porre in essere per creare quello che viene definito l’attaccamento sicuro da parte del bambino: protezione, comprensione, conforto e sicurezza. In questo modo il genitore, seppur imperfetto, dimostrerà, o almeno ci proverà, di saper comprendere i bisogni dei figli riuscendo in parte a liberarsi dall’ossessione di sbagliare durante il cammino della loro crescita.

Quale genitore a conoscenza delle insidie che si celano durante il percorso della crescita di un bambino, ho letto questo libro con estremo interesse, e di conseguenza lo consiglio, in quanto ha fornito un ottimo spunto di partenza per riuscire ad essere per mio figlio il suo “porto sicuro” dove tornare ogni volta, che da bambino, avrà bisogno di sentirsi riparato dalle paure e da dove poi partire definitivamente, da uomo, con la consapevolezza di essere in grado di affrontare anche le situazioni più difficili che gli si presenteranno davanti consapevole del mio “Esserci”. Sempre.

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Goodbye Jude” di Raffaella Macchi in collaborazione con casa editrice

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione de “Goodbye Jude” di Raffaella Macchi in collaborazione con casa editrice

EditoreBookabook
Copertina flessibile182 pagine
Data di pubblicazione 2 maggio 2019

Romanzo rosa che per gli appassionati del genere risulterà molto soddisfacente! 

Eleonora fa l’avvocato in un grosso studio al centro di Milano. Appena laureata ha cominciato subito a lavorare con soddisfazione, ora alla soglia dei trent’anni si rende conto che il ruolo della donna in carriera, forse non è quello giusto per lei, comincia a desiderare altro, vorrebbe un amore, un qualcuno con cui formare una famiglia, avere dei figli, insomma soddisfare sentimenti più intimi! 

Un giorno di particolare insoddisfazione, decide d’impulso di cambiare qualcosa nella sua vita, le sue conoscenze stanno tutte pianificando le solite vacanze mondane in posti frequentatissimi. 

Lei decide che le sue prossime vacanze le farà in un posto tranquillo. Comincia a frequentare i siti dedicati all’home exchange e trova un Cottage davvero invitante nel Surrej.             

Pensa: allontanandomi da qui, potrei effettivamente capire cosa voglio fare della mia vita. 

Il cottage si trova in campagna non lontano da Londra e le sembra un’occasione ideale, visto che è abitato da un uomo solo, e quindi ideale per lo scambio di casa, in quanto il suo appartamento a Milano è in realtà molto piccolo. 

Il cottage supera le sue  aspettative, è molto bello, e dispone pure di un giardino meraviglioso e di un piccolo orto, nella casa trova pure un cagnolino a cui badare fintanto che resterà lì.

L’autrice fa raccontare il tutto in prima persona ad Eleonora, la scrittura di Raffaella Macchi è accattivante e fluida, con una buona descrizione dei luoghi e dei sentimenti ci farà partecipare piacevolmente a questa immersione nella campagna inglese. 

Non voglio spoilerare, ma devo dire che il cambiamento darà i suoi frutti, e darà la possibilità all’amore di affacciarsi. 

Sarà una vita facile d’ora in poi per la nostra protagonista?? Per sapere questo non ci resta che leggere il libro. 

Una mia considerazione personale la vorrei esprimere… È un romanzo rosa, però ha un messaggio intrinseco, cosa siamo disposti a fare a cambiare nella nostra vita quando le cose non ci piacciono? Quando tutto intorno a noi non ci soddisfa? Siamo disposti a cambiare anche radicalmente, oppure continueremo a lamentarci della nostra situazione senza far nulla per cambiare le cose? A volte bisogna osare provare a cambiare l’andamento che ormai ci va stretto!! 

Perché leggere questo romanzo? Perché ci farà sognare, con una bella storia d’amore, ma anche riflettere! 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Grazie dei ricordi” di Cecelia Ahern

RECENSIONE

Recensione de “Grazie dei ricordi” di Cecelia Ahern

EditoreRL Libri 
Data di pubblicazione 12 novembre 2009
Copertina flessibile432 pagine

In “Grazie dei ricordi” conosciamo due persone che sono scontente di tutto ciò che hanno, così cominciano a rincorrersi perché sentono che solo volendolo potrebbero sentirsi completi.

La vita non è tutta rose e fiori: a volte deludiamo qualcuno, a volte veniamo delusi. Possono capitare brutte cose, si possono perdere dei figli o dei figli possono perdere i propri genitori. Ci sono segreti, cose che non andrebbero mai rivelate, che a volte è difficile mantenere.

Ci sono ricordi che possono cambiare la vita.

Una storia molto interessante che dà parecchi spunti di riflessione. 

Una trama arricchita dai personaggi che girano intorno a Justin e Joyce le amiche di quest’ultima e il fratello e la cognata di Justin. Loro sono gli unici che sanno tutto quello che succede ai loro amici e cercano di aiutarli come possono anche se inizialmente credono che siano pazzi ma…  chi non giudicherebbe strana una persona che dice di conoscere bene un’altra senza neppure averla mai vista?

Divertente e buffo in molti casi fa sorridere e anche ridere parecchio soprattutto quando c’è Henry, il padre di Joyce, che per stare accanto alla figlia in un momento delicato, asseconda tutte le sue stramberie.

E’ un uomo anziano che vive di piccole cose, le novità per lui sono anche per noi le cose normali come passare il check-in in aeroporto o prepararsi una valigia tutto da solo.

Simpatico, buffo, originale e dal cuore d’oro un padre meraviglioso che farebbe di tutto per la sua unica figlia per la quale stravede.

Ironici anche i personaggi secondari della storia che cercano di analizzare con aria pratica la situazione ma alla fine non c’è niente di pratico in tutto quello che succede perchè sembra tutto troppo strano.

Justin e Joyce si rincorrono per buona parte del libro e chi lo legge fa quasi il tifo per loro aspettando che arrivi il momento in cui finalmente ci sarà un faccia a faccia tra i due un incontro che..

Beh non vi dico che succede ma per chi è interessato alla lettura ne vedrà sicuramente delle belle.

4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Il maestro delle ombre. La trilogia di Marcus” di Donato Carrisi

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Recensione de “Il maestro delle ombre. La trilogia di Marcus” di Donato Carrisi 

EditoreTEA
Data di pubblicazione 28 settembre 2017
Copertina flessibile 359 pagine 

📿📿📿 AVETE LETTO LA TRILOGIA??? CHE NE PENSATE?! 📿📿📿

E siamo al terzo e conclusivo volume della trilogia di Marcus.

Amore e odio per Carrisi… molto accattivanti e adrenalici i suoi libri, ma il finale… boh 😐 lascia sempre a bocca asciutta. 

Una tempesta senza precedenti si abbatte sulla capitale con ferocia inaudita. Quando un fulmine colpisce una delle centrali elettriche, all’autorità non resta che imporre un blackout  totale di ventiquattro ore, per riparare l’avaria. Le ombre tornano a invadere Roma. Sono passati cinque secoli dalla misteriosa bolla di Papa Leone X secondo cui la città non sarebbe “mai mai mai“ dovuta rimanere al buio. Nel caos e nel panico che segue, un’ombra più scura di ogni altra si muove silenziosa per la città lasciando una scia di morti… e di indizi.

Ritroviamo Marcus con una nuova amnesia, Sandra che ha preferito farsi passare in ufficio anonimo e non “sul campo” e un nuovo caso da risolvere. 

“I peccati capitali, che non potevano essere assolti da un comune sacerdote, arrivavano fino al Tribunale delle Anime, ultima istanza dei cattolici per ogni culpa gravis. Era così che il cardinale veniva a scoprirli. Erriaga era conscio fin dal primo momento che il penitente di turno ci sarebbe ricascato. Facevano sempre così: prima si ravvedevano, ed erano sinceri, ma per spingerli ricominciare bastava una sola cosa. Il perdono. Il perdono è il più grande nutrimento per la tentazione.”

L’idea di questa storia mi è venuta il 19 febbraio 2005 quando, in occasione della partita di calcio Roma-Feyenoord, gli hooligans olandesi in pochi minuti devastarono piazza di Spagna danneggiando irrimediabilmente la fontana della Barcaccia.

Il giorno successivo, ancora infuriato e indignato, andai a sedermi nello studio del mio amico professore Massimo Parisi e gli domandai, candidamente, come avrei potuto distruggere la Città Eterna in meno di 24 ore.

Lui non si scompose e mi disse: “Semplice, fai piovere incessantemente per due giorni e manda in tilt una centrale elettrica: dopo poche ore sarà il caos“

Non ci resta che andare sotto casa di Carrisi e pregarlo di scrivere il quarto libro per concludere finalmente questa serie… 🤣🤣🤣

4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA a Ileana Aprea di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Ileana Aprea di Tantilibriecaffe 

✔️ Buongiorno Ileana, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Buongiorno anche a te Maura. Prima di tutto ci tengo a ringraziarti per l’opportunità che mi stai dando di farmi conoscere ai lettori.

Sono laureata in psicologia ed in antropologia culturale. Ho una formazione in pedagogia familiare, in psicologia giuridica ed in scienze criminologiche e dell’investigazione. Sono consulente in psicologia clinica esperto in pedagogia familiare ANPEF ed ho uno sportello di sostegno alla persona ed alla famiglia all’interno di una parrocchia. Sono  anche referente ANPEF per la regione Lazio.

Amo cantare  e dipingere. Mi piace andare a cinema e a teatro anche se in questo momento storico sarebbe meglio dire…mi piaceva!

✔️ Parliamo del tuo libro d’esordio “Giochi di specchi riflessi”. Com’è nata l’idea? Di cosa parla?

In realtà è stato un processo naturale. Ho  trasposto sulla carta, letteralmente visto che la prima stesura l’ho scritta su di un quadernone, delle immagini che visualizzavo. Il mio modo di scrivere è molto istintivo. Poi, in un secondo momento sono passata alla cura dei dettagli supportata anche dalla mia formazione e dalle mie esperienze di vita.

“Giochi di specchi riflessi” è, come hai detto tu, il mio primo romanzo visto che prima di esso avevo scritto e pubblicato solo poesie. Si tratta di un poliziesco, un giallo con sfumature rosa.

Cassandra, la protagonista principale è una scrittrice famosa  con un passato doloroso legato alla morte del fratello giornalista. Nella sua vita entra inaspettatamente Lorenzo, un affascinante ispettore di polizia dagli occhi blu che riapre il caso grazie a nuovi elementi emersi. Ma a questo si intrecciano altri eventi che caratterizzano la vita privata di Cassandra con un finale a sorpresa degno di ogni giallo che si rispetti!

✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi… cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Scrivere è una cosa che faccio da quando ho memoria ed il motivo per cui lo faccio è il piacere di dare forma ai miei pensieri e per la voglia di lasciare un pezzettino di me in coloro che leggono ciò che scrivo.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Oltre a scrivere amo moltissimo leggere e leggo di tutto, quindi non ho un genere o un autore preferiti, e questo credo che sia un grande aiuto per chi ha nel cassetto il sogno di intraprendere questa strada

✔️ Infine dicci perché dovremmo acquistare e leggere il tuo libro…?

Bella domanda! Posso dire cosa dice chi lo ha già letto:

si legge velocemente.

È coinvolgente.

Da’ buoni spunti di riflessione.

È anche ironico e leggero

Recensione de “La corsia dei veicoli lenti” di Simona Bennardo in collaborazione con autrice

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Recensione de “La corsia dei veicoli lenti” di Simona Bennardo in collaborazione con autrice

EditoreEmersioni 
Data di pubblicazione25 agosto 2019
Copertina flessibile 119 pagine

🎀🎀🎀  COME REAGITE ALLE VERE E PROPRIE SFIDE DELLA VITA?? SIETE OTTIMISTI O PESSIMISTI??!! 🎀🎀🎀

N.B. Una parte del ricavato dalla vendita di questo libro sarà devoluta per sostenere progetti di prevenzione del tumore al seno. 

Conobbi Simona ad aprile del 2019 tramite Instagram. A giugno recensii il suo giallo “Un nome schedato” che adorai letteralmente. 

Mai e poi mai, credetemi, avrei pensato che in quel momento stesse combattendo la sua personale lotta contro il tumore.

Questo per farvi conoscere la donna guerriera che si nasconde in Simona, e del suo pazzo ottimismo (come ama lei stessa definirlo), della sua tenacia nell’affrontare il Male con la Emme maiuscola, senza mai cadere nell’autocommiserazione e lottando in silenzio. 

Il suo libro, il suo racconto, l’ho letto tutto d’un fiato… avete presente quando vi incontrate con un’amica che non vedete da tempo, davanti a un caffè, vi raccontate tutto quello che vi è successo nell’ultimo anno e state lì assorti ad ascoltare, provando una assoluta empatia? Ecco il libro di Simona è questo, una confidenza con un’amica, una persona cara, senza tralasciare nulla, nemmeno una virgola, senza bypassare i momenti anche più intimi, forti, a volte imbarazzanti. 

La corsia dei veicoli lenti è un racconto, uno spaccato di vita reale, scritto con passione e assoluta verità. 

Dalla scoperta del tumore, alla mastectomia, alla chemioterapia, la radioterapia, l’intervento di ricostruzione, niente vi verrà risparmiato in questo diario, ma vi assicuro che il tutto serve e servirà a qualsiasi donna, o uomo, si trovi ad affrontare questo terribile male silente. 

“Farò tutto quello che è in mio potere. Non mi vergognerò, non mi autocommisererò, non mi farò abbattere da questo male e non mi spezzerò.”

Quello che mi ha colpito di Simona è che nulla della sua malattia è emerso dai social, anche di questi tempi in cui si condividono spesso i momenti brutti per creare empatia con il pubblico. La sua vita in qualche modo anche durante il tumore è continuata ad andare avanti tra alti e bassi (più bassi che alti) ma ha continuato a leggere, a scrivere libri, a fare presentazioni, a dedicarsi al suo compagno di vita Federico (che nel frattempo ha anche sposato) e a scrivere questo libro, che consiglio veramente di leggere a tutti!

“Questa è la storia di una psicologa, psicoterapeuta per giunta, che a un certo punto si è trovata dall’altra parte, oltre il gate della malattia catapultata in una dimensione surreale. Come fossi finita in una sfera di vetro, con Babbo Natale e la neve finta. Ma al posto di Babbo Natale c’era lui: carcinoma multifocale infiltrante. È iniziata così la mia storia (non d’amore) con il tumore. E gli ho promesso che non mi avrebbe masticata in silenzio”. 

Più volte si è chiesta Simona: “Perché proprio a me?” Ma a questo non c’è una spiegazione bisogna solo accettarlo e lottare sempre, cercando di affrontarlo nel migliore dei modi. 

Nel giorno del suo matrimonio ringrazierà suo marito con queste parole:

Il cancro ci ha stravolto la vita. Mi ha fatto capire che la vita è questo istante e niente più: io e te siamo qui, con il nostro amore, con i nostri amici, con il nostro entusiasmo e la voglia di continuare insieme. Così, davanti ai nostri affetti più cari (e le mamme ci perdoneranno) io voglio dirti che non dimentico tutto quello che hai fatto per me. Non dimentico tutti momenti in cui ero spaventata e i tuoi occhi erano lì a rassicurarmi. Tutti i momenti in cui ero scoraggiata e tu eri lì a consolarmi. Così come non dimentico quando ci siamo conosciuti, quando hai sfidato la neve per portarmi a teatro. E quando siamo andati la prima volta New York per stupirci di ogni cosa. E a Edimburgo per farci coccolare dai nostri amici e sfuggire alla chemio che ci inseguiva come un mostro. Hai sempre avuto cura di me, mi hai sostenuto nei miei bizzarri progetti e mi hai lasciato fare con pazienza. Vorrei poter dire che i prossimi mesi saranno lievi e leggeri; purtroppo non posso prometterti nemmeno questo. Ma tu tienimi sempre per mano e quando tutto questo sarà finito, i capelli saranno cresciuti e il mio corpo sistemato, so che continuerò a vedere nel tuo sguardo tutto l’amore, la tenerezza, la cura che ho visto finora. Ecco: questo è il mio regalo più bello. 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️