Recensione di “Segnali dall’Universo” di Maria Rita Privitera in collaborazione con casa editrice
Editore
Kimerik
Lunghezza del libro
44 pagine
Data di pubblicazione
2 aprile 2020
Piccolo racconto molto intenso che ho appena finito di leggere e condivido con voi.
La nostra protagonista si appresta ad andare in pensione anticipata visto che se ne è presentata l’occasione di poterlo fare.
La sera prima dell’ultimo giorno di lavoro riceve una strana telefonata!!
Molto, molto inquietante… e da lì accade di tutto. Farà il suo ultimo giorno di lavoro alquanto turbata, deciderà subito dopo in fretta e furia di partire per Antigua con l’intento di andare a cercare la sua amica Stella che è partita per Antigua qualche tempo prima, per un viaggio premio!
E non si è più fatta sentire, cosa molto inusuale.
Succederanno durante il viaggio di ricerca delle cose a dir poco strane!! Che la metteranno in seria difficoltà non voglio spoilerare ma saranno cose assolutamente imprevedibili da dover affrontare all’istante.
Mi sento di dire che questo piccolo racconto ci porterà a riflettere su tante cose… Per l’appunto che siano messaggi dall’universo?
Che tendono a farci capire cose delle quali non ci accorgeremmo altrimenti? In quanto cose molto ben mascherate dalla quotidianità di ognuno di noi?
Il finale metterà a posto tutti i tasselli, ci farà comprendere che l’universo i messaggi ce li manda!! Sta a noi riuscire a captarli e interpretarli.
INTERVISTA ad Adriana Angoletta di Tantilibriecaffe
Buongiorno Adriana, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro?I tuoi hobby e interessi?
Sono laureata in lettere e filosofia, specializzata in storia dell’arte. Per 25 anni ho organizzato un centinaio di mostre per Enti pubblici quali Soprintendenze, Musei, Regioni, Ministeri, città del Vaticano, Festival dei due mondi di Spoleto ecc. in Italia e all’estero. Da circa 10 anni ho chiuso la mia Società e mi sono dedicata alla scrittura, passione di sempre. Ho scritto 5 romanzi.
Hobby e interessi…leggo molto, quasi solo classici, gioco a golf e in inverno faccio sci di fondo. Amo la montagna dove vivo per diversi mesi all’anno.
Parliamo del tuo libro “Lunghi silenzi”. Com’è nata l’idea?
Volevo scrivere una storia sul tema del perdono dopo aver riletto Il Conte di Montecristo.
Io sono dalla parte di Edmond Dantès…
Quali valori sono contenuti nel tuo libro e a che genere di pubblico è indirizzato?!
I valori sono la famiglia, il rispetto, il saper accettare la vita, il perdono…
Il libro è indirizzato a chi vuole un romanzo che faccia riflettere. Io direi che il target può essere dai 40 anni in poi.
Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Scrivo dal 2007.
Vorrei trasmettere il concetto che dietro alle cose che accadono ci sono pensieri, emozioni, sentimenti…c’è l’animo umano in tutte le sue sfaccettature.
Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?
La promozione è fondamentale per avere successo. Lo scrittore deve scrivere e il suo lavoro finisce qui. Ci vuole poi un esperto in comunicazione e marketing che faccia il resto.
Io ho fatto molto per i primi 3 romanzi poi mi sono stancata…Il mondo della narrativa mi ha deluso.
Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
Sto scrivendo un libro di racconti lunghi. Storie di vita. Ne ho terminati 4 e vorrei perlomeno raddoppiare.
Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo libro?!
Direi per arricchire la propria mente con una storia che fa pensare.
Recensione di “Collasso Verticale: il romanzo SQL” di Stefano Gelati in collaborazione con autore @stefanoge…
Data di pubblicazione
14 novembre 2020
Copertina rigida
186 pagine
Buongiorno cari amici lettori, oggi vi parlo del secondo libro della trilogia cyberpunk di Stefano Gelati.
Innanzitutto mi preme dirvi che anche in questo secondo romanzo lo stile di scrittura è veramente particolare, e, come nel primo libro, la suspense è alta e vi farà divorare il romanzo in poche ore!
Ma veniamo alla trama:
2032: gli Omega Dogs sono sulla cresta dell’onda. Hanno dimostrato le loro capacità colpendo duramente, negli interessi economici e nell’immagine pubblica, nemici potenti e astuti. Nel caso del più potente, più astuto, più privo di scrupoli di tutti loro, sono passati senza esitazione alle vie di fatto, e, senza lasciare tracce, lo hanno eliminato. Nessuna pietà per chi minaccia gli amici e la famiglia. Con i fondi gentilmente, e inconsapevolmente, messi a disposizione dal defunto, hanno quindi aperto un’attività pubblica di sviluppo software, che copre una consolidata ed elitaria attività segreta di controllo degli scenari mondiali. Tutto ciò che minaccia il futuro dell’umanità, in tema ambientale, economico, bellico, etico, diventa un loro obiettivo. Sfruttando le competenze tecniche in materia di sicurezza delle informazioni e violazione della privacy, e le poche ma fidate amicizie tra le autorità e il darkweb, rovinano la giornata a parecchi loschi personaggi che pensavano di poter andare avanti con i propri egomaniaci piani a scapito della gente. Perché a loro piace la gente, e non gli ego. Il loro membro più atipico è Stefano Baroni, ex imprenditore, diventato parte integrante del loro affascinante mondo. Apparentemente condannato da un tumore maligno, si è sottoposto a un esperimento segreto da parte del CERN, a seguito del quale è diventato un programma per computer, con una personalità e una coscienza umana. Un’entità digitale autocosciente. Come tale, rappresenta un’arma devastante per gli Omega Dogs, perché alla potenza di calcolo e alla disponibilità di informazioni, unisce l’intuizione e la fantasia umana. Sembra però che la sua fantasia gli procuri degli svarioni. Infatti, ha un sogno ricorrente. E per giunta, un sogno molto inquietante. Che cosa significa, quando un software sogna? Gli Omega Dogs non lo sanno, ma hanno poco, pochissimo tempo per scoprire quel significato, ed evitare una catastrofe di proporzioni immani.
In questo secondo libro conosciamo più da vicino gli Omega Dogs, questa squadra fortissima e decisamente atipica che lotta per l’ambiente, la popolazione mondiale, le guerre in prima persona.
Phantom ha un tono rabbioso, e si sente, nonostante cerchi di dissimularlo, quando affronta argomenti ambientali. Il suo Avatar, per la video conferenza settimanale, è un rendering tridimensionale di una splendida tigre albina. Il simbolo dell’orgogliosa diversità, del difetto che diventa unicità. Sembra un ragazzo timido e inerme, e invece si tratta di un hacker di primo livello mondiale, uno che con tempo e calma potrebbe far partire un elicottero Apache con un mozzicone di sigaretta. Lui che spesso dimentica di rispondere al saluto, il proprio compleanno, il nome dei genitori (che peraltro si meritano di essere dimenticati). È un preziosissimo membro della squadra.”
Come nel primo romanzo, anche qui sin dalle prime pagine di questo romanzo, ci immergiamo completamente in un linguaggio particolare, distopico assolutamente informatizzato ai massimi livelli, le note a pié di pagina ci aiutano a capire meglio tanti termini tecnici.
“Nikita, il suo Avatar è una ballerina del Bolshoi, che si esibisce in eleganti piroette, su un parquet illuminato da un proiettore di scena, indossando un tutù color camouflage militare, con un fucile automatico AK47 a tracolla. Di lei sappiamo poco: probabilmente bielorussa, probabilmente alta e bellissima come spesso sono le donne slave, sicuramente molto portata per spionaggio e controspionaggio, con importanti conoscenze in ambito militare.”
“Tsunami, nordcoreano, fuggito dalla persecuzione della polizia segreta del regime dittatoriale che nega il pane il suo popolo, per primeggiare negli armamenti e nel Cybercrimine. La sua famiglia si è sacrificata per consentirgli di vivere libero, e ora lui è uno dei più pericolosi pirati informatici del mondo. Vive in Italia, da qualche parte, non sappiamo quasi nulla di lui, tranne che possiamo contare sulla sua capacità di violare qualunque sistema informatico. Il suo avatar è intonato: un gigantesco drago rosso senza arti, il cui corpo serpentiforme dalle scaglie riflettenti, si avvolge in un nodo mobile, fluido, in continua trasformazione; i suoi occhi hanno la sclera illuminata a LED, e le sue narici sbuffano, quando è arrabbiato, fumo scintillante.”
Questa storia è molto attuale in quanto parliamo anche di COVID (Covid19 e Covid23), parliamo probabilmente di una terza guerra mondiale, insomma tutto quello che ci auguriamo che nel futuro non avvenga di nuovo…
Infine abbiamo Stefano Baroni, il nostro protagonista:
“Sono un software. Ogni neurone e ogni sinapsi dell’organo cerebrale biologico che è stato il mio nucleo di autocoscienza, è diventato un oggetto, con le sue proprietà e le sue azioni, di quello straordinario software, che, attivato dopo la morte del mio corpo fisico, si è creato una propria struttura di autocoscienza, auto plasmandosi secondo schemi intellettivi ed emotivi dello Stefano Baroni originale, ma in un mondo, in un universo, in cui la mia fantasia e la mia esperienza hanno cominciato a dare un aspetto e una realtà virtuale ad ogni fenomeno elettronico digitale dei computer e della rete. Aiutato dai parametri che simulano il mio stato emozionale, ho ricreato la mia personalità, fino a diventare una entità pienamente consapevole.”
Il nostro protagonista con la sua immensa squadra gli Omega Dogs, riuscirà anche questa volta a sconfiggere il male e tenere al sicuro non solo i suoi familiari ma tutta la popolazione mondiale?
Consigliato a chi ama e vuole leggere un libro particolare, distopico, che parla di informatica sistemi e software, hacker..
Prima di tutto mi è d’obbligo ringraziare moltissimo Paola per l’invio del romanzo con dedica.
Avevo aspettative veramente altissime, lo ammetto, per questo ultimo libro della Barbato (avendoli letti tutti e amati alla follia)… debbo dire che non solo queste aspettative sono state mantenute ma sono state di gran lunga superate!!!
Credo di poter affermare che non leggevo un thriller così terrificante da almeno trent’anni!!!
Un capolavoro che vi farà tremare dalle prime alle ultime pagine.
Questa storia inquieta a ogni pagina senza che una sola goccia di sangue venga versata, o quasi.
E non è una storia di presenze oscure o fantasmi, anche se tutto lo fa credere, ma io so che la Barbato annida il male nelle persone e nella verità… per quanto assurda questa possa apparire.
Ma andiamo con ordine..
All’inizio è solo una sensazione, un fastidio. L’odore di polvere mista a muffa, certo. Ma anche qualcosa di stonato, un dettaglio fuori posto.
È questo ciò che prova Letizia quando mette piede per la prima volta a Olimpia d’Arsa, una villa antica e quasi in rovina in cui è costretta a rinchiudersi per qualche giorno con Flavio, il notaio che le ha dato un lavoro e una ragione per ricominciare. La proprietaria della casa è morta novantenne senza eredi né testamento e i lontanissimi parenti si sono fatti avanti come bestie avide e feroci, pronti a scannarsi tra loro per impossessarsi della tenuta.
E di tutto quello che c’è dentro.
Un incarico come tanti. Ma non questa volta. Sono solo piccoli dettagli che non combaciano, un cuscino spostato, una serie infinita di armadi nascosti nella boiserie, il cane di Letizia, che in quella casa non vuole entrare, e una luce azzurra, comparsa per brevi istanti una notte dalle bocche di lupo del seminterrato. Sono solo scherzi della mente, si ripete Flavio, compreso nella propria razionalità.
Ma Letizia è certa che non sia così e la sua fervida immaginazione si accende quando trova oggetti infantili sepolti nella casa, ciocche di capelli biondi, muffole, piccoli trofei. Perché una donna senza figli né nipoti avrebbe dovuto conservarli? Perché avrebbe dovuto nasconderli?
“Una casa degli orrori, sai quei posti dove ci sono gli armadi segreti nascosti nei muri e c’è uno sportello in ogni angolo? Ecco, mi diceva che era fatta così, che loro da piccoli si nascondevano negli armadi e una volta lui ci era rimasto chiuso dentro perché non c’erano chiavi e da fuori le portelle erano invisibili. Ma chi la vuole una casa così? Io se ci entro poi faccio gli incubi per mesi.”
Ora Flavio e Letizia sono dentro senza possibilità di uscire e il più atroce dei dubbi si insinua nelle loro menti così diverse: e se non fossero soli?
C’è un’analisi psicologica incredibile dei personaggi nei libri di questa autrice, li impari a conoscere realmente attraverso le sue parole e i suoi pensieri, soffri con loro, hai tremendamente paura come loro!
Poi c’è questo legame veramente anomalo tra Flavio e Letizia.. ma non vi voglio spoilerare altro.
“C’era stato un tempo in cui Letizia aveva fatto un lavoro diverso, la scrittrice o, meglio, la ghost-writer. Un lavoro creativo, basato sul nulla, inventava interi universi costruendoli con una fantasia morbosa e paranoica che l’aveva perseguitata sin da bambina. A quella fantasia aveva sempre attribuito un nome: Medina. Medina era la proiezione di come avrebbe potuto essere, oppure era la sua vera natura sepolta, cacciata giù nel profondo, per lei faceva lo stesso. Fuori Letizia cercava di essere come gli altri la volevano, dentro Medina ululava la propria esistenza.”
P.S. Ho trovato geniali i capitoli: La versione di Zora e La versione di G.
Recensione di “Lunghi silenzi” di Adriana Angoletta in COLLABORAZIONE con autrice
Editore
CTL
Data di pubblicazione
1 dicembre 2020
Copertina flessibile
156 pagine
“Ognuno di noi ha un modo per affrontare il dolore che è solo suo. Ognuno di noi ha un modo di reagire al dolore. Qualcuno soccombe, si ammala, cede, qualcuno cade ma si rialza e va avanti, altri combattono cercando una maniera per sopravvivere in attesa che il ricordo faccia meno male.”
E VOI COME REAGITE AL DOLORE??!!
Buongiorno cari amici lettori,
oggi vi parlo di un bellissimo romanzo che ho appena terminato di leggere.
Una storia veramente toccante, coinvolgente, vera.
Ma veniamo alla trama:
Un difficile rapporto tra padre e figlio all’indomani dell’incidente stradale nel quale muore Corinne, rispettivamente moglie e madre dei protagonisti. Lei era una giovane pittrice, Carlo è un uomo duro e intransigente, Federico un ragazzo fragile ed emotivo.
Ciascuno dei due elaborerà il dolore della perdita in maniera diversa: Carlo lottando e combattendo, Federico affrontando con fatica la vita lontano da casa. Dopo i primi episodici contatti non si vedranno né si sentiranno per molti anni.
Sullo sfondo della storia una città di provincia italiana, la montagna, Parigi. Un imprevedibile colpo di scena chiuderà il romanzo.
“Non è nelle cose umanamente giuste rimanere senza mamma a diciotto anni appena compiuti, in un’età complicata, delicata, soprattutto non sarebbe dovuto rimanere solo un ragazzo come Federico, con un padre come Carlo, freddo e taciturno, un padre lontano dal complicato universo in cui lui viveva. Ma queste cose nella vita non si scelgono, accadono.”
Nei giorni successivi all’incidente ognuno reagisce a suo modo, si creano delle crepe nel rapporto padre e figlio che non verranno, probabilmente, mai più risanate.
“Federico era un ragazzo sensibile, emotivo e delicato, molto attaccato sia a sua madre che a suo padre, e nonostante gli amici, lo sport e l’età che avrebbe dovuto esigere voglia di indipendenza e di avventura lui al contrario stava bene a casa. Aveva un bellissimo rapporto di complicità con la mamma, la coinvolgeva nelle sue esperienze, le raccontava delle ragazzine che gli piacevano, le chiedeva consigli, l’abbracciava di spalle quando entrava in cucina e lei era china sui fornelli. Parlavano tanto di tutto, non stavano ma in silenzio e condividevano un senso dell’umorismo che li faceva ridere spesso.Era come un vaso di vetro soffiato a mano dalle tinte tenui, dal suono cristallino, poco appariscente ma molto elegante. Anche i suoi colori erano pallidi, la carnagione, i capelli biondo cenere, gli occhi grigio verdi, le efelidi sparse sul viso e sul corpo.”
Consiglio vivamente questo romanzo a chi vuole fare un viaggio nell’animo umano, la penna dell’autrice è veramente coinvolgente, i personaggi sono ben caratterizzati, soprattutto a livello psicologico. Un libro che in molti passaggi mi ha fatto commuovere e che nel finale mi ha spiazzata…
“Di solito il perdono richiede tempo. E pazienza. Il perdono è un sentiero che si snoda per molti chilometri mettendo alla prova il viaggiatore. Per ognuno il percorso è diverso, la fatica diversa, il risultato diverso. Riguardo al sentiero non ci sono regole, nessuno lo conosce, varia a seconda di chi lo percorre. Perdonare è un atto differente per ciascuno di noi e non si può mai dire come avverrà, in quanto tempo avverrà e se porterà al risultato sperato. Bisogna avere coraggio di partire. Alla fine del viaggio ci si troverà sulla cima di una montagna isolata nel cielo, perché più alta di ogni altra. Da lassù si dominerà la valle e la gente e le nostre paure. Sarà fresca l’aria, la inspireremo fino a sentire un senso di stordimento. Ci sfileremo dalle spalle lo zaino che abbiamo portato per mesi o per anni, e una volta aperto lo rovesceremo gettando nel baratro il suo contenuto, scrollandolo per assicurarci che non sia rimasto più nulla al suo interno – rabbia, risentimento, odio, desiderio di vendetta, rancore voleranno nel vuoto, balzando di sasso in sasso, frantumandosi in mille pezzi, disperdendosi tra le ghiaie. Solo allora capiremo di aver portato un peso gravoso e ci sentiremo leggeri, finalmente liberi, affrancati dal dolore che qualcuno o qualcosa ci aveva provocato.”
Recensione di “La casa degli specchi” di Rosalie Hawks in collaborazione eBook con casa editrice
Editore
Triskell Edizioni
Lunghezza del libro
364 pagine
Data di pubblicazione
3 ottobre 2018
Da questa opera io personalmente traggo una lezione di vita e spero che passi anche ai lettori… Uno spiraglio di luce c’è sempre!
Basta che tra gli uomini ci sia qualcuno con un sentire ancora attaccato ai sentimenti e non solo al profitto personale!!
Il libro è scritto con dovizia di particolari ci farà immergere nelle avventure dei nostri secondo me “eroi” che ci condurranno in un mondo virtuale distopico, con un crescendo di emozioni di vario genere, da quelle raccapriccianti per le cose malsane che i potenti mettono in atto a discapito del popolo, alla speranza che viene sempre e comunque, con poche persone che rifiutano il sistema. Speranza che si possa emergere anche da situazioni che sembrano ormai definitivamente rivolte alla sopraffazione e al male.
Nel romanzo ho trovato tanti spunti che fanno riflettere.
In un futuro neanche tanto lontano ritroviamo una terra devastata dall’uomo, tanto da renderla invivibile e, per ovviare a questo, invece che porre rimedio ai danni fatti, l’uomo pensa di compensare questo fatto con città costruite in verticale.
Ai piani alti ci sono i dirigenti e via via scendendo il popolo, la forza pubblica arruolata dal sistema per portare avanti i loro piani fino ad arrivare al piano terra dove risiedono i poveri, e gli scartati, si avete capito bene gli Scartati !
Ossia quelle persone per essere più precisi quei bambini che all’età di otto anni sono stati sottratti ai genitori, esaminati, e se per caso risultano essere deboli o malati, non ritenuti idonei per essere addestrati ai fini di essere utili al sistema per portare avanti questa città assolutamente distopica dove tutto è artificiale, dal cibo, a tutto quello che c’è bisogno per la sopravvivenza.
Ogni cosa è assolutamente regolata dal sistema egoistico centralista, ma c’è di peggio, addirittura certi bambini che secondo il sistema sono irrecuperabili per qualsiasi mansione in quanto presentano malattie o menomazioni vengono soppressi!
In questo mondo assolutamente devastato c’è un qualcuno chiamato il Corvo che apparentemente delinque dedicandosi allo sfruttamento dei minori, al traffico di organi, allo spaccio di droga, ma sarà proprio così…!? Con questo libro si tocca con mano cosa potrebbe succedere a violentare la terra, a sfruttarla fin dove è possibile, per prendere tutto con l’avidità di molti personaggi quelli che per il potere dettato dal più malsano ego possibile non si fanno scrupoli a passare su tutto e tutti!!
Però c’è un però, c’è tanto ma tanto sesso lgbt che credo vada segnalato ai lettori!
Secondo il mio modesto parere è adatto solo ad un pubblico adulto in quanto oltre al thriller distopico troveranno veramente molti dettagli sul sesso lgbt.
La trama è comunque avvincente e ben dettagliata con personaggi veramente credibili!
È un’invenzione letteraria di Howard P. Lovecraft. Uno pseudobiblion.
Ma se non fosse solo una leggenda?
Edith Swinson è appena arrivata a New York ed è stata assunta come sorvegliante alla Maugham University, una prestigiosa università del Morningside Heights.
Edith è orfana. Non ha famiglia. Non ha radici. Non si è mai fermata a lungo nello stesso posto. E di certo non sa nulla di magia, libri maledetti e negromanti.
Rebecca Maugham, la rettrice, invece è impregnata di magia. Altera, oscura e apparentemente inavvicinabile, è una donna che nasconde molti segreti; i più grossi sono legati a una faida famigliare e alla biblioteca sotterranea dell’università. Il centro del potere.
Tra lei ed Edith lo scontro è inevitabile, così come lo è l’attrazione che le spinge inesorabilmente l’una verso l’altra.
Mentre qualcuno trama nell’ombra per uccidere Rebecca, forze oscure si risvegliano. Stregoni e negromanti esistono e si fanno la guerra da sempre, disposti a tutto pur di conquistare il potere assoluto.
Karla Maugham, la madre di Rebecca, è tra loro ed è forse quella più determinata e crudele.
E la chiave per il potere è proprio quel libro, antico e maledetto, in mano a pochi prescelti.
L’autrice
Stefania Portaluppi è nata ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, il 24/07/1986 e attualmente vive a Vittuone. È laureata in Lingue e Letterature Straniere e nella vita fa l’operatrice call center. “I Custodi del Necronomicon” è il primo romanzo pubblicato come autrice indipendente.
E se fossimo tutti in un limbo, a condividere la stessa realtà, legati a una vita sospesa?
La Novella inizia con la protagonista al centro e dieci persone intorno a lei, a comporre una danza di emozioni al ritmo del nuovo quotidiano e dei ricordi.
Sorridere con gli occhi è un viaggio, scandito dalla musica, dai profumi e dalle manie di giorni sempre uguali: tutto diventa trama per il racconto, sospeso e quindi eterno.
Una passeggiata al mare racconta molto di due persone. Un’importante fiera di profumi è l’incontro di due amiche, la scena di passioni evanescenti e legami che sopravvivono al tempo sospeso.
L’amicizia a distanza tra due persone che non si sono mai incontrate, ma sanno tutto una dell’altra, è la fiaba dei giorni moderni.
L’uomo sospeso scopre la magia degli incontri e del gesto spontaneo quando tutto sembra essersi fermato.
Undici persone fanno l’occhiolino al contorno imperfetto delle cose per svelare una magia: in un mondo in cui ci si sfiora soltanto, alcune si fermano per imparare a starci accanto.
Il tempo sospeso non può continuare la sua danza senza ostacoli.
Recensione di “Bugie di sangue” di Nicci French in collaborazione con casa editrice
Editore
Solferino
Data di pubblicazione
16 gennaio 2020
Copertina rigida
377 pagine
FINO A DOVE TI PUOI SPINGERE PER PROTEGGERE CHI AMI??
Una collega affidabile. Un’amica affettuosa.
Una madre e una moglie piena di premure. Neve Connolly è tutte queste cose.
Un giorno, in un elegante appartamento a Covent Garden, Neve trova un uomo, il suo amante, morto. E non chiama la polizia.
Come tutti, Neve commette degli errori. Alcuni sono impercettibili, fatti senza pensarci troppo. Altri sono enormi. Altri ancora sono deliberati.
Neve è un essere umano, dopo tutto. Non così perfetto come tutti dicono. Ma gli errori hanno conseguenze.
E quando uno di questi si rivela davvero grave, la catena degli sbagli si trasforma in una spirale inarrestabile, fuori controllo, che inchioda Neve alle sue bugie.
E mette in pericolo non solo lei, ma le persone che le sono più care. Suo marito. I suoi amici. Sua figlia Mabel, già così fragile, così provata dalla vita.
Anche se volesse, Neve non può più tornare indietro.
“Forse, pensò, era un po’ come un palazzo in demolizione, che conserva ancora i propri contorni anche quando è saltata la carica, e li perde soltanto a poco a poco, vacillando per poi ripiegarsi su se stesso con un boato.”
La verità è adesso più pericolosa di una menzogna. Una bugiarda. Un’adultera. Una minaccia. Neve Connolly è tutte queste cose. Ma potrebbe essere anche un’assassina?
Un thriller che ti entra da subito nella testa! Un crescendo continuo di tensione.
Scritto magistralmente a 4 mani da Nicci Gerrard e Sean French, due giornalisti partner nella scrittura e nella vita.
Se proprio devo trovare un difetto in questo thriller sono i capitoli veramente molto lunghi, avrei spezzato un po’ di più la narrazione… ma è veramente un piccolissimo neo in quanto, comunque, è un libro che una volta iniziato difficilmente si riesce a posare giù!!
“Neve la madre di famiglia, Neve la moglie, Neve lavoratrice e amica, Neve che tutti credevano sincera e degna di fiducia. Per un attimo si sorprese a immaginare le reazioni degli altri quando il suo fragile segreto fosse venuto alla luce, e tutti avessero scoperto ciò che aveva fatto. Incredulità e gioia maligna: ma dai, Neve Connolly? Chi l’avrebbe mai detto!”
Riuscirà Neve a non far cadere il castello di carte in cui poggia la sua vita e quella dei suoi familiari? Riuscirà a scoprire l’assassino del suo amante? O meglio, l’assassino che probabilmente voleva uccidere proprio lei?
Recensione di “Il volo dell’aquila” di Patrizia Masci in COLLABORAZIONE con autrice
Editore
Gruppo Albatros Il Filo
Data di pubblicazione
16 maggio 2019
Copertina flessibile
338 pagine
“Non ti chiedo miracoli o visioni, ma la forza di affrontare il quotidiano. Preservami dal timore di poter perdere qualcosa della vita. Non darmi ciò che desidero ma ciò di cui ho bisogno. Insegnami l’arte dei piccoli passi.”
Il romanzo in questione è diviso in quattro parti. Quello che salta subito all’occhio leggendolo è l’amore dell’autrice per ogni forma d’arte, principalmente per la pittura e la fotografia.
Nella prima parte ci vengono presentati i protagonisti: Paul e Valentina, ma nel libro troveremo molti personaggi che daranno voce a una sorta di romanzo corale.
Siamo a New York nell’ottobre 2014, Paul, inglese di nascita, vive e lavora come giornalista al consolato britannico.
Non avrebbe nulla di cui lamentarsi se non fosse per il fatto che da un po’ di tempo la sua allegria, il suo entusiasmo e voglia di vivere, sembrano svaniti del tutto.
“I trentadue anni non sembrano essere scritti sul viso rimasto molto più giovane, dalla pelle chiara, due occhi castani e più su un ciuffo di capelli biondo scuro che si ostina a ricadere sulla fronte, nonostante i vani tentativi di domarlo. Si sente ancora bello, e le donne che incontra glielo dimostrano ogni volta che lo squadrano in volto, con sguardi ammiccanti. Tuttavia, lo specchio impietoso gli restituisce ora uno sguardo triste.”
Siamo a Roma sempre nell’ottobre 2014, Valentina, vive e lavora come traduttrice per una casa editrice.
Giovane e intraprendente trascina un rapporto amoroso che ormai le va troppo stretto e che risulta palesarsi come un legame stanco.
“Il comportamento del compagno la ferisce e la fa sentire prigioniera di un uomo, di un legame forse troppo stretto. E qui nasce la lotta fra il desiderio di essere amata e quello di sentirsi libera, una lotta che ogni volta la lascia senza fiato e senza soluzione.”
La parte seconda prenderà un ritmo molto incalzante raccontandoci di uno stupro e di una bomba in un supermercato. Questi eventi cambieranno per sempre la vita di tutti i personaggi del romanzo…
Conosceremo parecchi nuovi protagonisti che si intrecceranno con le storie di Paul e Valentina.
“Le persone capitano per caso nella nostra vita, ma non a caso. Spesso ci riempiono la vita di insegnamenti. A volte ci fanno volare in alto, altre ci schiantano a terra insegnandoci il dolore.”
Sembra che tutti dopo una forte esperienza dolorosa vogliano cambiare vita, ci riusciranno?
Nella terza e nell’ultima parte soprattutto, Il volo dell’aquila si tinge di giallo e di thriller ma non vi voglio spoilerare nulla… voglio lasciare a voi il piacere della lettura che vi porterà tutto d’un fiato fino all’ultima pagina.
“Ecco, l’aquila ha spiccato il volo. Sente l’ebrezza di una tale esperienza. Un brivido corre su di lui per la forte emozione.”
Perché leggerlo? Perché è una storia di rinascita, d’amore, un romanzo che ci farà capire che c’è sempre la possibilità di cambiare, di migliorarsi e di superare le difficoltà! E perché no, il tutto condito con tinte di giallo. Un’ottima miscela che vi farà vivere una bella avventura.