Recensione de “Nove minuti” di Beth Flynn in collaborazione con casa editrice Quixote

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Recensione de “Nove minuti” di Beth Flynn in collaborazione con casa editrice

EditoreQuixote Edizioni
Data di pubblicazione 30 agosto 2019
Lunghezza del libro350 pagine 

Un prologo che anticipa il finale del primo volume di questa trilogia thriller psicologica, ma che non ci prepara assolutamente all’asprezza di questo romanzo. 

Una totale immersione nella Florida degli anni ‘70. 

Ma andiamo con ordine…

“Era il 15 maggio 1975. Un tipico giovedì. Un giorno come tanti, senza avvenimenti straordinari o minimamente eccezionali. Quello fu, però, il giorno in cui la mia vita cambiò per sempre.”

Fort Lauderdale, 1975 la quindicenne Ginny Lemon viene rapita di fronte a un minimarket da un uomo che fa parte di una delle più pericolose gang di motociclisti della Florida del Sud. 

Perchè? Perchè lei è un dono assoluto per il capo dei Satan’s Army, Grizz.

Ginny perde così ogni collegamento con il passato: una madre e un patrigno, sebbene la sua esistenza sarebbe stata migliore senza di loro, gli amici, la scuola, la sua vita precente e soprattutto la libertà. 

Ginny diventerà Kit, nuovo nome, nuova famiglia, i fili della sua esistenza come una marionetta saranno tirati da Grizz, un uomo imponente, con occhi verdi che trasudano l’orrore che è capace di infondere al prossimo. È un malavitoso, un delinquente, un assassino spietato, e un uomo innamorato, ossessionato da lei che la tratterà con reverenza, rispetto, mai violerà il suo corpo o il suo animo, anzi, si prostrerà a lei e la circonderà di attenzioni come fosse una principessa, esaudirà ogni suo desiderio, tutto per renderla felice, tranne la libertà. Mai e poi mai potrebbe lasciare andare la sua donna.

Inizialmente Gin, spaventata da tutto ciò che accade intorno a lei tenta di capire come scappare da quell’incubo, nel quale in fondo si era messa da sola, vuoi per la troppa ingenuità dovuta ai suoi quindici anni, vuoi perchè tutto sommato era sola al mondo da sempre, nessuno si era mai preso cura di lei, nessuno l’aveva mai davvero amata. Ma la sua nuova famiglia l’amava. Grizz non le ha mai nascosto di volerla per sè ma le ha lasciato il tempo e lo spazio per amarlo a sua volta. 

Sindrome di Stoccolma? Probabilmente sì, ma l’autrice descrive in termini romantici e pieni d’amore l’avvicinamento dei due protagonisti ed io per prima ho vissuto il loro amore, dimenticandomi a un certo punto che, in fondo, quella povera ragazza era stata rapita. Era tutto “normale”, naturale, un vero amore. 

I membri della gang la proteggevano sempre e le stavano accanto: Grunt mai l’avrebbe lasciata sola, Moe aveva salvaguardato la sua precedente esistenza e aveva pagato le conseguenze di un suo sbaglio, Damian e Lucifer, i due Rottweiler, l’avrebbero fermata e protetta fino alla fine dei loro giorni. 

Una storia d’amore circondata da una violenza inaudita, descrizioni che definirei oltre i confini del dark, violente che trasudano sangue e torture inaudite, vendette, personalità psicologiche descritte in modo sublime enfatizzandone i lati oscuri.

Scene erotiche crude senza ridondanti dettagli espliciti. Lettura appassionante, narrata direttamente in prima persona dalla protagonista, l’autrice Beth Flynn, è riuscita a creare la giusta dose di romanticismo, violenza e suspese capaci di tenere il lettore in tensione rivelando solo alla fine sconcertanti verità!

Perché leggerlo??? Perché è un thriller diverso… crudo, cruento, a tratti raccapricciante, psicologicamente complesso e toccante, il cuore rischia di perdere un battito per un amore incondizionato, deviato, dove non esistono confini sociali, morali, culturali o religiosi. E siamo solo al primo libro della trilogia!!! 

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “La dama in grigio (Ghost Ladies Vol. 1)” di Antonia-Romagnoli in collaborazione eBook con autrice

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione de “La dama in grigio (Ghost Ladies Vol. 1)” di Antonia Romagnoli in collaborazione eBook con autrice

Data di pubblicazione12 marzo 2016
Lunghezza del libro 256 pagine 

Cari amici lettori, 

eccomi qui a parlare di un nuovo romanzo appena finito di leggere. 

Siamo nel lontano 1807 dove per viaggiare si usavano ancora carrozze e cavalli, dove le dame si muovevano in un frusciare di abiti lunghi…!! C’erano pure tanti padri che più che padri, erano padroni del futuro delle figlie femmine, che vedevano come un oggetto da accasare al più presto possibile, e possibilmente al miglior offerente che magari potesse pure raddrizzare le sorti economiche della famiglia! 

Detto ciò abbiamo una ragazza Joanne, che di ubbidire al padre e sposare un uomo molto più anziano di lei, per niente affascinante, anzi che per lei risulta essere disgustoso, non ne vuole proprio sapere! Il padre per punirla del rifiuto decide di mandare la ragazza in Cornovaglia, da una zia che abita una casa in campagna, dove lui ritiene la ragazza mediti sul suo rifiuto, e pur di tornare alla casa paterna, decida di accettare le nozze.

In Cornovaglia succederanno tante cose, anche inaspettate, tra le quali troveremo addirittura un pizzico di (giallo fantasy) che movimenteranno la storia! 

La povera Joanne avrà una possibilità diversa che non accettare l’imposizione del padre? Questo lo scopriremo leggendo il libro.

La scrittura di Antonia romagnoli è fluida e coinvolgente, ci porterà in un mondo antico, con i ritmi più lenti e più legati alla forma di quelli odierni, ma con un loro fascino! 

Perché dovremmo leggere questo romanzo? Perché ci riporterà indietro nel tempo in una bella anche se sofferta storia d’amore, infatti se l’amore c’è troverà Il modo di esplodere in qualsiasi luogo ed in qualsiasi tempo. 

4,25/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “M x E: Musica per Eva” di Arianna Ciancaleoni in collaborazione con autrice

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Recensione de “M x E: Musica per Eva” di Arianna Ciancaleoni in collaborazione con autrice

Data di pubblicazione18 gennaio 2017
Copertina flessibile 305 pagine

Eva, una vita all’ombra del suo fidanzato, Matteo, un imprenditore ricco e snob, con una famiglia potente. 

Eva, che lavora in uno dei tanti alberghi di proprietà dei genitori di Matteo, e si adegua a sopportare una noiosa routine e perdonare le mancate attenzioni del suo compagno. 

Ma senza preavviso la notte di capodanno tutto il suo mondo le cade addosso. Matteo senza tanti preamboli le dice che ha una storia con un’altra. Nel giro di poche ore si troverà messa alla porta sia di casa, sia del lavoro, e si rifugerà a casa di una vecchia amica. 

All’inizio Eva è intontita, non si rende bene conto di quello che le è successo, ed è convinta che in breve tempo il suo fidanzato ritornerà da lei con la coda tra le gambe. 

Passeranno però i mesi, Eva si renderà conto che Matteo non tornerà più e sarà costretta a guardarsi indietro, ripercorrendo i fantasmi del suo passato…

Nella seconda parte del romanzo d’improvviso veniamo catapultati nel 1996, i POV sono di Matteo e Eva. Ripercorriamo gli anni scolastici delle superiori, un po’ di tutta la comitiva di amici. 

Riuscirà Eva a far pace con il passato e a riprendere in mano la sua vita?? 

“Sai, è come essere Cenerentola tutta la vita e poi incontrare il Principe Azzurro, sul cavallo bianco e tutto il resto. Hai tutto il mondo che ti invidia o che è felice per te. E poi, ti rendi conto che non è te che il Principe vuole…“

Ogni inizio capitolo è scandito da un testo di una canzone e questa scelta mi è piaciuta molto. Con una scrittura semplice e fluida la Ciancaleoni ci conduce in una storia romantica, sofferta, attuale. 

“Devi farle capire chi sei. Falle conoscere i tuoi lati peggiori, falle accettare il tuo carattere, mostrale come reagisci davanti alla vita e ai suoi mostri. Se andrà oltre a questo, allora imparerà a capire la persona che ha davanti, e potrà decidere. Se è destino, busserà alla tua porta. E tu dovrai accoglierla come si deve.”

Perché leggerlo?? Perché è una storia che comunque fa riflettere su determinate situazioni in cui a volte ci troviamo invischiati e non ci permettono di aprire gli occhi e guardare gli altri, presi dalla nostra forma di sofferenza egoistica. 

4,25/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Cavie” di Liliana Marchesi in COLLABORAZIONE eBook con casa editrice La Corte Editore

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Cavie” di Liliana Marchesi  in COLLABORAZIONE eBook con casa editrice e autrice

EditoreLa Corte Editore
Data di pubblicazione 29 agosto 2019
Copertina flessibile205 pagine

Buongiorno cari amici lettori, 

avete presente quei libri che si divorano in poche ore e vi trascinano in un’avventura pazzesca..??? Cavie è sicuramente uno di questi. 

La Marchesi mescola sapientemente elementi di fantascienza, distopia e thriller, coinvolgendovi dalle prime pagine del suo romanzo. 

Il tutto inizia raccontato da Cora, una dei protagonisti, con un POV in prima persona. 

Ma veniamo alla trama: 

Cora si risveglia all’interno di una teca di cristallo. Non sa dove si trova, come sia finita lì dentro, e soprattutto non ne capisce il perché. Ma non è sola. Con lei ad affrontare lo stesso incubo c’è Kurtis, un ex soldato che sembra essersi risvegliato poco prima e che, come lei, sembra non ricordare nulla. Hanno tutti e due degli strani tatuaggi sul braccio e ben presto capiranno di essere finiti in un labirinto di prove al limite della sopravvivenza, e che avranno bisogno l’uno dell’altra per superarle. 

E mentre poco alla volta i ricordi iniziano a riaffiorare, e scomode verità a emergere, dovranno dare fondo a tutte le loro abilità e a ogni goccia del loro coraggio per poter sopravvivere al folle esperimento in cui sono stati catapultati. E scoprire quali segreti si celino dietro quello che viene chiamato “Progetto Pentagono”.

All’incirca a metà libro prenderà la parola pure Kurtis, l’altro protagonista intervallando i POV tra quelli di Cora. 

Nel romanzo ci sono paragrafi anche del passato di Cora, ma solo sprazzi di memoria confusa. 

Cosa possono avere in comune un ex soldato, con un passato da piantagrane, e una ragazza con una malattia sconosciuta? Ma soprattutto, che fine hanno fatto i sintomi della malattia di Cora? 

Riusciranno Kurtis e Cora a capire dove sono e il perché? Riusciranno a salvarsi da quello che sembra un terribile esperimento???

Questo libro è auto conclusivo ma ovviamente ci lascia moltissime domande aperte che verranno, spero, rivelate nel secondo: CAVIE 2 – Identità. 

4,25/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA a Erica Leonangeli di Tantilibriecaffe

Questa settimana intervista all’autrice Erica Leonangeli

✔️ Buongiorno Erica, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Salve, sono Erica e scrivo cose. In questo preciso momento? Disoccupata ma, in questa maniera, ho avuto maggior tempo da dedicare alle mie passioni: fotografia, gite in montagna e scrittura. Per un verso o per l’altro, sono tutte correlate; ognuna attinge dall’altra. (QUANTO DEVO DILUNGARMI?? intanto rispondo così, poi mi dirai se va bene)

✔️ Parliamo del tuo libro d’esordio “STORIE DELLA BUONA NOTTE che non piaceranno proprio a tutti”. Come mai hai scelto una raccolta di racconti? 

Non volevo cimentarmi in un romanzo vero e proprio, credo perché non fossi pronta a quel tipo d’impegno. L’idea di creare dei racconti brevi mi è sembrata più intrigante, forse perché avevo tante idee in testa che non potevano collimare in una cosa sola. Anche se è una lama a doppio taglio, perché si ha poche pagine per trasmettere quello che si vuole.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori? 

Ho sempre scritto a singhiozzo, devo essere sincera; non ero costante. Ma questa volta ce l’ho fatta! Spero che i lettori si divertano leggendo i miei racconti, che rimangano spiazzati e, allo stesso tempo, che rivedano qualcosa di loro stessi.

✔️ Ti sei ispirata a qualcuno che conosci per creare i personaggi dei tuoi racconti? C’è qualcosa di reale nelle tue storie o è tutto frutto di fantasia? 

Mi sono ispirata a me stessa. Sono tutti avvenimenti che sono realmente accaduti o sensazioni che io ho provato/attraversato. Ci ho aggiunto una cucchiaiata di Black humor, una spruzzata di fantascienza e una bella impanata di auto-ironia e la cena era fatta (e io in cucina sono una pippa totale!)

✔️ Infine dicci perché dovremmo acquistare e leggere il tuo libro…?

Beh, perché devo comprarmi le caramelle gommose! E pagare gli esami per tenere a bada il colesterolo a questo punto 😂

Recensione de “L’uomo col chihuahua” di Giuseppe Benassi in collaborazione con autore

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Recensione de “L’uomo col chihuahua” di Giuseppe Benassi in collaborazione con autore

EditorePendragon 
Data di pubblicazione 1 ottobre 2020
Copertina flessibile192 pagine

La vita dell’avvocato Leopoldo Borrani procede più o meno nella routine, fino a quando un giorno, entra nel suo studio un uomo ostentatamente effeminato e accompagnato da un chihuahua mostruoso… tutto orecchie da pipistrello e grandi occhi neri. 

L’uomo gli sorrise. Aveva la bocca storta, e una chiostra di denti piccoli e bianchissimi, da pesce. Lo sguardo, poco intelligente. L’occhio destro era coperto da una frangetta bionda, ben tagliata. Quello sinistro era azzurro, con la palpebra leggermente cascante. Il sorriso era ambiguo, mellifluo, effeminato. Il volto, un po’ sgualcito. Ma il corpo, da vero atleta. Nel sorridere, l’occhio visibile si era stretto in quello che pareva un occhiolino. Il cane invece, che doveva essere un chihuahua, aveva grossi occhi rotondi e neri, orecchie grandi e puntute che parevano ali di pipistrello, e le labbra piegate all’insù, in un sorriso.

Quest’uomo vuole sporgere una denuncia dicendo di essersi recato il giorno prima dai carabinieri e di non essere stato preso in considerazione. Gabriele Fossa, questo il nome del bizzarro e particolare soggetto, vuole denunciare una serie di strane effrazioni avvenute nella sua villa, in riva al mare, sulla costiera livornese. 

Questa faccenda, quasi dimenticata e archiviata dal Borrani, a causa di altri incarichi lavorativi più urgenti, ritorna prepotentemente alla mente dell’avvocato quando alcuni giorni dopo, lo strano individuo viene ritrovato assassinato in un lago di sangue, nella sua villa al mare. 

Spinto dal senso di colpa per non aver depositato in tempo la denuncia in Procura, ma anche molto dalla curiosità, l’avvocato inizierà un’indagine personale non di sua competenza e di certo in un ambiente molto, molto diverso da quello abituale, finendo spesso in situazioni improbabili al limite del grottesco. 

In quel caso ormai c’era dentro fino al collo, quel misterioso professore l’aveva colpito, incuriosito, e la sua coscienza sporca – non aver fatto subito quel che avrebbe dovuto – gli imponeva di darsi da fare, di indagare per conto suo, di cercare di scovare l’assassino di quel poveretto. Era morto! Ammazzato! E lui, Borrani, era una delle ultime persone con cui aveva parlato! E ora, quel morto reclamava che gli si facesse giustizia!

La scrittura di Benassi è molto buona, un mix perfetto tra il serio e il faceto, un intreccio tra giallo e commedia, condito da dialoghi divertenti e ironici, tipici dei toscani. 

Perché leggerlo??? Perché è un libro che vi terrà incollati alle pagine, ricco di situazioni equivoche e divertenti, ma nello stesso tempo un buon giallo sviluppato nel modo migliore. 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA a Giovanna Pasin di Tantilibriecaffe

✔️ Buongiorno Giovanna, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Buongiorno Maura, ti ringrazio di cuore per avermi dato la possibilità di far conoscere me e il mio romanzo d’esordio, “La spada dell’imperatore”. Nella vita ho fatto studi classici e mi sono laureata in giurisprudenza con una tesi in diritto internazionale. La passione per questa branca del diritto e per la geopolitica mi ha portata a vincere un concorso per il Ministero dell’Interno, in particolare in Commissione Territoriale, dove mi occupo di protezione internazionale. Questo lavoro mi da quotidianamente la possibilità di stare a contatto con le persone, di conoscere le loro vite nonché di approfondire e scoprire i mondi e le culture con cui entriamo virtualmente in contatto.

✔️ Parliamo del tuo romanzo d’esordio “La spada dell’imperatore”… un genere molto

particolare e avvincente. Un thriller storico con un soggetto eccezionale…Napoleone! 

Sin da giovanissima ho sviluppato una grande passione per la storia e, con il tempo, per l’epoca napoleonica in particolare. Questo grande amore è stato il motore che mi permesso di cimentarmi nella scrittura di un noir storico in cui personaggi e fatti realmente vissuti e accaduti si intrecciano a elementi di fantasia tra le piccole increspature e coincidenze della Storia. Napoleone è senza dubbio un personaggio affascinante e controverso che ha cambiato il volto dell’Europa e il corso della Storia, con pregi e difetti, luci e ombre, e che suscita ancora oggi una grande curiosità. Forse potrebbe darci ancora qualche insegnamento, nel bene e nel male! 

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori? 

Ho iniziato a scrivere nella primavera del 2016, ispirata da un emozionante viaggio alla corte degli Zar a San Pietroburgo e da un libro di storia napoleonica. Ebbene sì, in questo romanzo si parla di Napoleone e dei napoleonidi, ma non solo…è un viaggio alla scoperta dei fasti degli Asburgo (dall’impero messicano di Massimiliano alla tragica morte dell’imperatrice Sissi) e nell’Ottocento zarista con alcune ambientazioni nella nostra splendida Italia. Con il mio romanzo mi auguro di poter guidare il lettore a scoprire nuovi e affascinanti luoghi ricchi storia e bellezze, di divertirlo con le vicende personali e avventurose dei protagonisti, di suscitare in lui la curiosità nel conoscere aspetti meno noti, ma non per questo meno interessanti, della Storia che ci circonda. 

✔️ Quanto è fondamentale la conoscenza storica per scrivere un romanzo come il tuo? Hai fatto ricerche e approfondimenti particolari?? 

L’idea che ha fatto scoccare la scintilla che ha dato vita al mio amore per la scrittura è stata la passione per la Storia e nello specifico la conoscenza pregressa di aspetti con cui avevo avuto modo di venire a contatto tramite infinite letture. Nella stesura del romanzo però mi sono ritrovata ad approfondire molti argomenti e sfaccettature. è stato un lavoro stimolante e divertente, senza il quale non avrei mai potuto scrivere una romanzo di questo genere.

✔️ La protagonista del tuo romanzo è Arabella… ti sei ispirata a qualcuno che conosci per creare il personaggio o è di pura fantasia?

Arabella è una giovane storica di origine veneziana che lavora a Parigi, con la passione per la storia napoleonica e la subacquea. Devo ammettere che io e lei condividiamo le medesime passioni e forse incarna il sogno che avevo da ragazzina di diventare un’archeologa subacquea, tuttavia le sue storie di vita personale e lavorativa sono frutto di fantasia. 

✔️ Infine dicci perché dovremmo acquistare e leggere il tuo libro…?

In questo romanzo ho riversato amore, passione e divertimento che spero di poter trasmettere a chi lo leggerà. Non è solo un romanzo storico, ma un intreccio di avventure, di luoghi da visitare con la mente, di emozioni da vivere insieme alla protagonista, di suspense e complotti alla scoperta di un intrigo internazionale. Mi auguro di cuore che le sue molteplici sfaccettature incontrino il gusto di lettori eterogenei e pronti a lasciarsi coinvolgere nella vita di questa eroina al femminile!

Recensione de “La ragazza del treno” di Paula Hawkins

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Recensione de “La ragazza del treno” di Paula Hawkins

Tappa di gennaio della challenge #vediamosemiattizzi

EditorePiemme Pickwick
Data di pubblicazioneLuglio 2017
Copertina flessibile 308 pagine

Le vite degli altri non sono mai quello che sembrano

Dall’inizio del libro una sensazione di angoscia prende il lettore attanagliandogli lo stomaco, fomentata anche dai continui flashback e amnesie della protagonista. 

La narrazione avviene in prima persona tramite i POV delle protagoniste, Rachel e Megan, la storia si sviluppa tra il 2012 e il 2013. 

Rachel una vita distrutta e solitaria dovuta a un tradimento e conseguente divorzio, si lascia andare e diventa un’alcolista. 

La sua vita però sembra avere un senso solo quando ogni mattina dal finestrino del treno osserva una coppia che abita a pochi civici di distanza dalla casa della sua vita precedente, con il marito, quando tutto funzionava. 

Quella di Rachel diventa un’ossessione, tanto da dare un nome a quella coppia, Jason e Jess e immaginarli nella loro vita perfetta. 

“Non conosco i loro veri nomi, me li sono inventati. Ho scelto Jason perché lui è bello come un attore inglese. Jess suona bene con Jason, e le si addice. È perfetto per lei, così graziosa e sbarazzina. Sono una bella coppia, ben assortita. E, da quello che vedo, sono felici. Sono come eravamo noi, come me e Tom, cinque anni fa. Loro sono ciò che io ho perso. E tutto quello che voglio essere.”

Parallelamente si svolge il racconto di Megan, che scopriremo essere il vero nome di Jess, una donna profondamente depressa, insoddisfatta, delusa dalla vita, nasconde segreti di un passato tormentato e tradisce il marito Scott…

Una mattina come un’altra, dopo un vuoto di memoria durato molte ore, Rachel scopre che Megan, la sua Jess è scomparsa nel nulla, ne danno notizia i quotidiani locali… da qui inizieranno a complicarsi le cose. 

Cosa sarà successo quel sabato sera della scomparsa di Megan??? Rachel ha un’amnesia, non ricorda nulla… si sveglia il giorno dopo in casa sua completamente ubriaca e ferita. 

Megan è scappata? È stata rapita o uccisa? 

Un thriller adrenalinico, senza respiro, con un finale mozzafiato. 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Lo sconosciuto” di Francesco D’Angiò in collaborazione con autore

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Recensione de “Lo sconosciuto” di Francesco D’Angiò in collaborazione con autore 

EditorePlanet Book
Data di pubblicazione 7 ottobre 2020
Copertina flessibile120 pagine

Un uomo si sveglia in una discarica. saprà dopo che quel luogo viene chiamato Il Recinto. Ferito in modo che per logica avrebbe dovuto essere mortale, invece riesce a stare in piedi, senza sapere quale forza sconosciuta lo stia aiutando. Non ricorda nulla, chi è, dove si trova, come si chiama.

Si incammina per dove non lo sa,chiede informazioni alle uniche due persone che raggiunta una strada, trova alla fermata dell’autobus, ma questi lo guardano senza dimostrare nessun interesse né per lui né per le condizioni in cui si trova.

Persone senza guizzi di normalità vitale avvolti in una distopia totale.

Prosegue a piedi reggendosi a stento ed in qualche modo raggiunge uno squallido bar, squallido come la gente che lo frequenta.

Lì vede seduti ad un tavolo tre persone che poi diventeranno quattro al sopraggiungere di una donna. Questi “non amici”, uniti dal lavoro che dicono svolgere assieme, non hanno nemmeno un nome ma si chiamano tra loro con il soprannome che si sono affibbiati, che gli deriva dalle malefatte compiute assieme; riconoscono quello che chiameranno lo Sconosciuto, per essere quello che la sera prima nel recinto avevano pensato di aver ucciso. 

Accetteranno che lo sconosciuto si sieda al tavolo con loro…

“La vostra amica dice che più di me ha dimenticato di essere nata. Che non ha più nulla da dimenticare. Ma ho come la sensazione che per quanto forte si possa picchiare un essere umano, per quanto forte possa essere la conseguenza dell’odio, ci debba essere dall’altra parte l’amore… Sì, ricordo l’amore. A voi non ricorda nulla questa parola?“ 

L’autore ci accompagna a fare un giro nella psiche, a cercare una motivazione anche nelle espressioni più feroci dell’umanità quando diciamo quello è “un mostro!!” 

Quando e dove c’è il male estremo dovremmo comunque fermarci un attimo e pensare… Perché questa o queste persone si comportano così? Come non avessero un’anima? 

Quante e quali atrocità sono accadute loro per far tacere il cuore e l’anima pur di smettere di soffrire almeno un po’? 

I quattro al bar si definiscono venditori di anima per il  “lavoro” che fanno… lo Sconosciuto rappresenta, la conoscenza, la consapevolezza, del bene e del male, lo spirito l’amore, l’anima. Quello che c’è in tutti noi! Ma che ahimè si perde a volte nelle contrarietà, nel male che c’è… è innegabile che c’è! 

Ma lui ci offre un altro modo di combattere il male…! Con l’amore, sì con l’amore, anziché seminare altro male, seminare amore! Tirar fuori la nostra empatia nei confronti del prossimo. 

Credo che ognuno di noi quando leggerà il libro probabilmente darà un significato diverso a quello che lo stesso ci vuole dire. Per quanto mi riguarda prima di fare questa recensione ho riflettuto molto. 

È un racconto forte, complicato, ma comunque penso che per ognuno di noi ci sarà sempre uno Sconosciuto… 

Perché leggere questo libro? Perché ci porterà in una realtà diversa, molto scomoda, a conoscere di più quelli che ci limitiamo a considerare “mostri“ e a capire chi è lo Sconosciuto. 

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA a Alberto Diamanti di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Alberto Diamanti di Tantilibriecaffe 

✔️ Parlaci un po’ di te… cosa fai nella vita oltre a scrivere?

Sono nato ad Arezzo, sposato con un figlio. Sono un ex-bancario attualmente ‘a riposo’.

La scrittura é una passione nata per caso qualche anno fa; oltre a questo sono anche musicista (chitarra acustica). 

✔️ Parliamo del tuo libro “Il giocoliere di parole”. Pur essendo un romanzo libro per bambini è ricco di principi morali, com’è nata l’idea?

Nel 2013 ho scritto queste poesie in rima per l’infanzia (per un pubblico dai 4 ai 7/8 anni); sono testi che vogliono dare degli spunti di riflessione ai bambini ma soprattuto a genitori o educatori che si rapportano con i piu piccoli. Con delle metafore quindi, si parla dei valori della vita… amore, rispetto, amicizia, pace, uguaglianza, ecc…

Questo libro ed altri miei inediti, hanno ottenuto numerose critiche positive nei social e numerosi (ad oggi 47) riconoscimenti nei premi letterari (uno internazionale) anche non di settore (cioé anche non dedicati all’infanzia). 

✔️ Tu ami molto suonare e comporre canzoni, com’è nata la passione per la musica? 

La mia passione per la musica nasce quando avevo circa 12 anni… ho cominciato a suonare la chitarra acustica da “autodidatta” (e tuttora lo sono…) fino all’età di 25/30 anni, suonando anche in gruppi musicali.

Negli anni successivi e per circa 25 anni l’ho letteralmente ‘abbandonata’ per riprenderla durante il lockdown della primavera 2020, e anche questa attività mi sta dando molte soddisfazioni nel canale youtube “Alberto Diamanti Acoustic” dove in soli 5 mesi dalla creazione (di questo canale) ho raggiunto più di 12.000 visualizzazioni dei miei brani (circa 90 tra originali e cover, soprattutto dei Genesis, una band inglese che ha caratterizzato molto il mio stile musicale acustico “in fingerpicking” (cioè con le dita, senza plettro).

Recentemente, un mio testo musicale inedito, “Le mani di Novecento”, ispirato alla trama ed al protagonista del film “La leggenda del pianista sull’oceano” (di Giuseppe Tornatore, tratto dal monologo teatrale “Novecento” di Alessandro Baricco) é stato recentemente selezionato, come testo, per l’Antologia del Premio Letterario CET Scuola Autori di Mogol

✔️ Perché dovremmo leggere il tuo libro?

Perché è un libro originale, scritto e pensato nel linguaggio dei piu piccoli per parlare con loro di grandi ed importanti temi ma con la semplicità tipica del mondo dell’infanzia, che può dare una motivazione per leggerlo sia ai bambini che agli adulti nei rapporti con loro.

I bambini di oggi sono ‘nativi digitali’ e quindi per loro, la lettura di un libro di questo tipo può costituire una valida alternativa all’uso sempre più frequente dei dispositivi digitali tipici dell’epoca che stiamo vivendo.

✔️ Infine dicci… dove possiamo trovare il tuo libro?

“Il giocoliere di parole” è in vendita su tutti i principali ‘stores’ on line (Amazon, IBS, ecc…) ed altre info sul libro possono essere acquisite nella pagina Facebook dedicata, su:

http://www.facebook.com/ilgiocolierediparole