RECENSIONE de Mani nude di Paola Barbato

Buonasera cari amici lettori, per la tappa di agosto del GᖇᑌᑭᑭO ᗪI ᒪETTᑌᖇᗩ #toctoccileggiamo abbiamo letto:

Mani nude di Paola Barbato

EditoreRizzoli 
Data di pubblicazione2 aprile 2008
Lunghezza del libro429 pagine 

Davide Bergamaschi. Occhi da bambino, corpo da adulto, forte e vivo come lo si è solo a sedici anni. Di fronte a lui, invisibile tra una folla di persone che ballano e bevono, un uomo anziano, stanco e pericoloso, lo osserva. E lo sceglie. 

Il ragazzo viene rapito, scaraventato a forza su un camion e costretto a lottare a mani nude contro uno sconosciuto. 

È il suo ingresso nel mondo dei combattimenti clandestini all’ultimo sangue: o uccidi o vieni ucciso.

L’uomo, il suo rapitore, scorge in lui il potenziale di un combattente diverso da tutti gli altri, e forse anche qualcosa di più, una sorta di erede a cui trasmettere la sua conoscenza, i suoi valori e le sue personalissime leggi morali. 

Lo aiuterà a sopravvivere in un mondo disumano, gli insegnerà che la prigionia, i soprusi, l’omicidio e la morte possono diventare accettabili, una nuova “normalità”. 

Dopo 1442 giorni, un centinaio di omicidi alle spalle e la perdita di ogni inibizione o moralità, di Davide Bergamaschi non sarà rimasto più niente e dalle sue ceneri sarà nato Batiza, il più feroce degli assassini.

Un libro feroce… la prima parola che mi viene in mente pensando a questo romanzo. Di una ferocia inaudita aggiungerei, ho ancora lo stomaco attorcigliato. 

La storia di lottatori, o cani come vengono chiamati in gergo, in mezzo ad altri cani, secondo una gerarchia composta da minori, maggiori, guardiani e supervisori.

Un mondo estremamente malato ci si prospetta, e più proseguiamo nella lettura più ci convinciamo di una cosa, in questo mondo c’è una legge: 

“L’amicizia è un errore. L’affetto una debolezza”. 

Batiza, sindrome forse di una “sindrome di Stoccolma” è completamente soggiogato dal suo maestro, una dipendenza morale e affettiva che gli impedirà di crescere e di valutare il suo vero nemico. 

Ad un libro pazzesco si aggiunge un finale altrettanto o forse ancora più efferato di tutto il romanzo in sé… ma non voglio spoilerare… 

UN CAPOLAVORO NEL SUO GENERE, MA DA MANEGGIARE CON CAUTELA. 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de Dove dimora la gioia di Milena Maggio in collaborazione con casa editrice Alto Voltaggio e autrice

📌📌📌 RECENSIONE 📌📌📌

Recensione de Dove dimora la gioia di Milena Maggio in collaborazione con casa editrice Alto Voltaggio e autrice.

EditoreAlto Voltaggio
Data di pubblicazione27 maggio 2020
Lunghezza del libro158 pagine 

“Neppure esistono i semi per piantare il dolore, il rancore e l’amarezza. 

Eppure basta pensarli con costanza per vederli crescere e diventare piante forti e ben radicate. 

Se dedicassimo lo stesso impegno a manifestare i semi della gioia, l’amore e la gratitudine, che pensiamo di non meritare eppure sono già nelle nostre mani, scopriremmo di essere i Giardinieri del Paradiso.”

Buongiorno cari amici lettori, 

questo che vi presento oggi non è un romanzo classico, sono una serie di racconti, aneddoti e lezioni di vita, io lo definirei “un brodo caldo per l’anima“.

Il libro di Milena Maggio è diviso in tre parti:

la prima nella quale predominano racconti dell’infanzia e dell’adolescenza dell’autrice, ricordi di quando era bambina e adolescente ed è rapporto con i nonni e genitori.

Mio padre una sera mi disse: “Milena, in futuro dovrai imparare a dire i tuoi no anche a costo di vedere la delusione negli occhi di chi ami. 

“Perché deve essere per forza così? Non potrei incontrare persone come te, che capiscono da sole?”

“Sì, potrebbe accadere, ma capire una cosa non vuol dire niente se resti  attaccata a quello che hai. Quindi, ripensandoci, dovrai imparare due cose: a dire i tuoi no, ma soprattutto a lasciare andare. E sono due cose non facili ma necessarie“.

Dopo tanti anni di pratica l’ho capito, e quando è stato il turno di spiegarlo a mia figlia, al “Sappi dire i tuoi no“ e “Impara a lasciare andare“ ho aggiunto “Accetta di non riuscire a farlo e poi ritenta“.

La seconda parte “Sentiero di luce” sono invece il cammino intrapreso dalla Maggio per arrivare alla consapevolezza, i traguardi raggiunti negli anni e le promesse di amore, che l’hanno resa quella che è oggi.

È SEMPLICE. 

È tutto qui il segreto. Non è la ricerca, ma la presenza. Questione di STARE NEL QUI E ORA a lasciar guardare il cuore, togliendosi di mezzo.

La terza parte è forse la più toccante perché parla del suo lavoro di maestra alla scuola primaria, i racconti dei suoi piccoli alunni, così disarmanti nella loro semplicità e innocenza.

Tutto il libro di Milena Maggio è permeato dall’amore, le parole sono molto semplici, ma estremamente vibranti e coinvolgenti. A me ha insegnato a ricordare la gioia che si può trovare nelle piccole cose, nel sorriso di un bambino, in un ricordo della nostra infanzia, la gioia nell’apprezzare e amare se stessi e gli altri… 

Create i vostri piccoli riti, curate i gesti, state in presenza. E l’universo non potrà fare altro che rispecchiarsi nei vostri cuori perché è lì che dimora la gioia.

Un libro veramente empatico e che può essere letto da chiunque, anzi lo consiglio vivamente a tutti.

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

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“Ritornare a casa ” di Liliana Onori in COLLABORAZIONE con autrice

Lunghezza del libro 201 pagine 
Data di pubblicazione14 dicembre 2018)

Editore: Librosì Edizioni

Recensione a cura di Emilie @booksinlove

Buongiorno amici lettori, torniamo a parlare di romanzo d’esordio con Ritornare a casa di Liliana Onori.

La storia è ambientata a Jules (Georgia) nel 1972. Leggiamo la storia di Mike e Bobby, fratelli di sangue. La loro amicizia viene stroncata precocemente dalla morte di Bobby in un incidente aereo. Mike si ritrova da solo ad elaborare questo lutto.  Il padre, una persona violenta che non perde mai l’occasione di umiliare e picchiare il proprio figlio. 

Una situazione insopportabile per Mike che, dopo l’ennesima violenza, decide di scappare senza guardare indietro e con la speranza di rifarsi una vita lontana da Jules. In questa nuova vita Mike incontrerà il vero amore che lo aiuterà a mandare via i suoi demoni. ⠀

Il romanzo d’esordio di Liliana Onori (rivisto e ripubblicato nel 2018 dalla Librosì edizioni) è un romanzo toccante, scritto bene e con uno stile fluido e preciso. I sentimenti vengono descritti in modo poetico. 

“Due linee parallele che non si incontrano mai ma, che, chissà come, riuscivano lo stesso ad unirli. Perché due linee parallele no, non si toccano, ma se vengono sovrapposte i loro margini si confondono tanto che distinguerli diventa impossibile. Ed era così tra Mike e Bobby. Un’anima divisa in due corpi.”

Ho apprezzato tantissimo la prima parte del romanzo. I capitoli scorrono veloci, forse troppo. Nella seconda metà del libro mi è mancata una maggior profondità dei personaggi. Molti temi vengono trattati come il lutto, la violenza, il razzismo oltre ai valori dell’amore e dell’amicizia. 

Mi sarebbe piaciuto leggere alcuni paragrafi in più sui personaggi secondari che hanno un ruolo fondamentale nel percorso di Mike.Nonostante la mia pignoleria Ritornare a casa è un ottimo romanzo d’esordio e che lascia il lettore comunque curioso di leggere le altre opere delle scrittrice. 

Recensione de L’ estate che cambiò tutto di Beth Lewis

Tappa di agosto della challenge #anoicepiacemalato organizzata da @fuoridicarta e @piccolimomentidiecstasy

Tema: #antofacaldo

L’ estate che cambiò tutto di Beth Lewis

Copertina rigida: 415 pagine

Editore: La Corte Editore

Data di pubblicazione: 19 aprile 2019

🔪🔪🔪 CHE THRILLER VI HA TENUTO COMPAGNIA AD AGOSTO?! 🔪🔪🔪

“Tutto iniziò quando trovarono il corpo. Era l’estate torrida del 1971 e da quel momento niente sarebbe stato più lo stesso.”

John, Jenny, Rudy e Gloria vivono a Larson, una piccola cittadina del Midwest, dove i ragazzi poco più grandi di loro stanno partendo per il Vietnam e dove tutto sembra immobile.

Sognano di fuggire lontano aggrappandosi alla loro amicizia, ma un pomeriggio si imbattono nel cadavere di una giovane donna.

È chiaro che si tratti di un omicidio ma a nessuno sembra importare.I quattro amici cominciano a indagare e a scavare sempre più in profondità, scoprendo verità che mai avrebbero voluto immaginare. Paranoia e violenza iniziano a prendere il sopravvento.

Mentre la madre di John e Jenny sembra perdere sempre più il controllo sotto l’effetto del whisky, il padre di Rudy non lesina atti di vero terrorismo nei confronti del figlio e dei suoi amici che stanno facendo troppe domande.

Le estati si susseguono, e insieme al caldo implacabile, una profonda oscurità avvolge Larson e i quattro ragazzi impareranno che, a volte, i segreti è meglio che rimangano sepolti.

Uno specchio di una malata e corrotta provincia americana, sono gli anni 70.

Un thriller molto descrittivo, ma allo stesso tempo crudo, angosciante, raccontato da John il protagonista, un ragazzino di 13 anni cresciuto troppo velocemente.

“Dobbiamo scoprire chi è che l’ha uccisa. Qualcuno deve farlo.”

Gli altri avevano le idee, io facevo in modo di concretizzarle. Ero stato io a progettare, disegnando con un bastoncino sul terreno, la costruzione del Forte; io a studiare come creare una diga nel fiume e dare vita al Lago Grande.

In quel momento era di nuovo a me che si rivolgevano. Per identificare un cadavere, risolvere un omicidio, catturare un assassino. Una passeggiata. Cristo.”

Un finale tragico, spiazzante ma, che ci lascia un filo di speranza.

“Non appena disceso il pendio nei campi che portava al Nido, al Lago Grande e al nostro forte, avvertii una fitta di senso di colpa. Una volta quel posto era il nostro mondo. Per tutti e quattro. Mia sorella. I miei migliori amici. La casa che ci eravamo costruiti da soli. Ma le circostanze, il tempo e orrori di ogni genere avevano fatto sì che appassisse nella mia testa, diventando un pensiero sempre più distante.”

4,25/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

ReadChristie2020 – Se morisse mio marito di Agatha Christie

Agosto: una storia ambientata nella sua Londra…

Per la tappa di agosto della #challenge organizzata da @officialagathachristie @radicalging e @libriamociblog ho scelto:

Se morisse mio marito

Copertina flessibile: 266 pagine

Editore: Oscar Mondadori

Data di pubblicazione: 1 gennaio 1987

🔍🔍🔍 QUANTI AMANTI DELLA CHRISTIE? ALZATE LA MANO 🖐 NEI COMMENTI 🔎🔎🔎

Agatha Christie per me è sempre stata emozione, arguzia, unicità.

Solo il maneggiare questi vecchi volumi edizioni Oscar Mondadori è un piacere per la lettura.

In questa edizione è presente una prefazione è una postfazione di Julian Symons; e vi posso assicurare cari lettori, che sono una vera chicca!

Se morisse mio marito è stato uno dei primi romanzi della serie dei classici della Christie pubblicati durante gli anni ‘30 e ‘40, i suoi due decenni più felici.

In questo caso l’ispirazione le venne durante una rappresentazione teatrale, la sua forma preferita di spettacolo. Osservando l’attrice americana Ruth Draper e ammirando la facilità con cui riusciva a passare dal personaggio di una moglie brontolona a quello di una contadina inginocchiata in una cattedrale, cominciò a sviluppare l’idea di un personaggio coinvolto, in un modo o nell’altro, in un caso di imitazione.

“Non ci si può occupare del crimine senza tener conto della psicologia. Non è tanto il delitto in se stesso che interessa, quanto ciò che si nasconde dietro. Mi segue, Hastings?

Ho notato che quando lavoriamo assieme a un caso, lei, Hastings, mi spinge sempre all’azione.

Vuole che prelevi impronte, che analizzi la cenere del sigaro e delle sigarette, eccetera. Non si rende conto che è molto più probabile arrivare alla soluzione, stando seduti in poltrona con gli occhi chiusi. Perché così si vede con gli occhi della mente.”

Un caso, questo, per Poirot, forse fin troppo semplice? Possibile che il colpevole dei tre omicidi sia così ovvio? Lo scoprirete solo leggendo questo giallo cari amici!

Anche questo romanzo è narrato in prima persona dal capitano Hastings, figura importante come non mai per Hercule Poirot.

“Lei è un aiuto prezioso, e spesso devo proprio a lei il successo delle mie indagini. Lei, vede, rappresenta per me l’uomo normale… Lei è il prototipo dell’uomo sano, equilibrato; normale, insomma…

E sa cosa significa questo per me? Un controllo. E mi spiego subito.

Qual è la preoccupazione principale del delinquente? Farla franca. Chi tende a ingannare? L’uomo onesto, equilibrato, di intelligenza media, l’uomo normale. Hastings, lei non è uno stupido, tutt’altro… Ma – non se l’abbia male – non è nemmeno un’aquila. Fa parte di quell’aurea mediocrità di cui si compone la maggior parte – e forse la migliore – del genere umano. E per questo appunto mi è prezioso, indispensabile: perché in lei io vedo riflesso come in uno specchio ciò che il delinquente aspira a farmi credere. Mi sono spiegato?”

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de

“Il marchio degli eletti” di Attilio Carpani in COLLABORAZIONE con autore

Copertina flessibile324 pagine
Data di pubblicazione18 giugno 2020

Editore: Epika 

“Ti sei mai pentito delle tue scelte?”

“Vedi Giorgio quando ti trovi davanti a un bivio, prendi sempre la direzione che in quel momento ti sembra la più giusta, anche se non puoi mai sapere dove quella strada ti porterà.

Se mi sono pentito di qualche scelta fatta? Sicuramente no, anche se avrei preferito che le cose fossero andate in maniera differente.”

Narrato in prima persona dall’ispettore Paride Boccanera questo a mio parere è un ottimo thriller. 

Libro d’esordio per Attilio Carpani, anche se, dalla maturità della sua penna, non l’avrei mai detto.

Il romanzo ha una struttura particolare, alla trama del presente si intervallano capitoli (a partire dal numero 13) del passato del protagonista, dandoci modo piano piano di scoprire cosa ha portato l’ispettore Boccanera a essere quello che è, e come è arrivato a essere così coinvolto nelle indagini. 

È sicuramente un thriller poliziesco dal ritmo serrato, che si divora in poco tempo.

Impossibile non affezionarsi al protagonista. 

La trama si snoda da Roma, a Volterra, a Barcellona per approdare nei capitoli finali addirittura in Nepal. Le indagini serrate, risultano sempre sfociare ad un punto morto… 

Chi uccide bambini innocenti marchiandoli sulla fronte con dei numeri romani?

L’autore ha una penna molto matura, fluida, il lettore entrerà completamente nella trama. 

Le descrizioni dei paesaggi e dei numerosi luoghi che visiterà Boccanera per proseguire nelle indagini sono narrati in maniera veramente empatica. 

La voglia è quella di prendere uno zaino con poche cose e partire subito per andare a scoprirli.

“Il cuore sembra rimpiccolirsi nel mio petto. Forse è una sensazione, o forse sta accadendo veramente, non riesco più a respirare; gli occhi rimangono fissi sul corpicino, allungo un braccio per cercare di afferrare qualcosa a cui appoggiarmi ma non trovo niente. Non riesco più a distinguere la realtà dalla finzione.” 

Il finale, a mio gusto personale ovviamente, avrebbe potuto essere meno frettoloso e più “reale“, più in linea con tutto il romanzo, invece sfocerà nel misticismo…

Veramente consigliato.

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre Il soffitto di cristallo di Gianni Perrelli

📌📌📌 RECENSIONE 📌📌📌

LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Il soffitto di cristallo di Gianni Perrelli

EditoreDi Renzo Editore
Data di pubblicazione21 settembre 2019
Copertina flessibile216 pagine

CONOSCETE QUESTA CASA EDITRICE?!? 

Che dire di questo autore che sia bravo, non c’è dubbio è un dato di fatto, ed ha già avuto tanti riconoscimenti.                       

Io vorrei parlare di questo libro un po’ a modo mio con semplicità! 

In questo romanzo ho apprezzato e il modo che ha l’autore per descrivere le cose, cioè siamo nel mondo della politica, ma viene raccontata in modo leggero, fluido, mai noioso attraverso la vita dei protagonisti Livia Serantoni e Paolo Rizzi dai quali escono fuori pregi e difetti, in Livia pregi sinceramente pochi, in quanto a difetti ahimè molti. 

Livia arrampicatrice sociale ha un amante Paolo rizzi sposato con un figlio, Livia quando intravede che ha la possibilità di arrivare ai piani alti, non esita a fare una carognata a Paolo per eliminarlo dalla politica, infatti gli viene cucito addosso uno scandalo inesistente. 

Livia continua nella sua ascesa al potere fino a diventare il Primo Ministro donna dello Stato italiano, va così a infrangere il soffitto di cristallo, soffitto metaforico che  sta a indicare per l’appunto un blocco che non si vede ma c’è! 

Trasparente come il cristallo. 

Dai racconti di Livia escono un bel po’ di fatti dei quali di solito non si parla e che non ci piacerebbero, pure nei ricordi di Paolo c’è molta politica in quanto ci racconta come è stato tradito per scavalcarlo. 

Nell’adesso di Paolo si scopre un po’ di Africa in quanto una volta che lo hanno fatto fuori dalla politica lui si reinventa una nuova vita grazie alla laurea in medicina che aveva. 

Scritto magistralmente da Gianni Perrelli che con anni di giornalismo ha una penna sagace. 

Nel libro si potranno riconoscere i fatti dei giorni nostri, senza mai fare nomi e cognomi ma con un poco di intuito si capiranno molte cose della politica dei giorni nostri. 

Anche se il Il soffitto di cristallo tratta quasi esclusivamente di politica, lo consiglio comunque a tutti, in quanto narrato sotto forma di romanzo. 

Per questo lo consiglio caldamente. 

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA a Caterina Pederzoli di Tantilibriecaffe

✔️ Parlaci un po’ di te… cosa fai nella vita oltre a scrivere?

Da più di tredici anni lavoro  in un Istituto Bancario vicino al mio paese. 

Mi occupo di credito. Quando lo stress lavorativo comincia a farsi sentire, scrivere rappresenta la mia valvola di sfogo: mi rilassa e mi riporta in equilibrio.

✔️ Parliamo del tuo romanzo d’esordio “Il mondo dei matematici”. Un thriller con elementi fantasy…

Com’è nata l’idea? Preponderante è la presenza del mare 🌊, quanto c’è di autobiografico?

L’idea del “Mondo dei matematici” nasce sostanzialmente da un bisogno di giustizia e di sicurezza. Sempre più spesso nella nostra società sembra che l’ingiustizia non venga punita e che i comportamenti sbagliati vengano legittimati: i matematici rappresentano una sorta di “deus ex machina” che punisce i cattivi e protegge i buoni.

Ovunque nel libro compare il mare, la sua presenza è fondamentale e lo è anche nella mia vita: lo amo e il mio desiderio più grande è, un giorno, andare a vivere in un paese di mare… Indovinate quale? 

Esatto! L’isola d’Elba, della quale mi sono follemente innamorata. Dal 2014, ogni anno, è diventata una meta obbligatoria.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori? 

Ho iniziato a scrivere alcuni anni fa: ho sempre letto tanto e mi sono spesso chiesta se sarei mai stata in grado di scrivere un libro. Così, a gennaio 2017, ho iniziato ad abbozzare “Il mondo dei matematici”.

Nello specifico spero di trasmettere ai miei lettori un messaggio positivo: il tema dell’amore e dell’affetto verso la famiglia, il ragazzo della protagonista, gli amici pervade l’intero romanzo. Quindi spero di dare una speranza per il futuro, un futuro migliore che privilegia i sentimenti e gli affetti a scapito dell’indifferenza e del menefreghismo tipici della nostra società.

In generale spero di invogliare le persone alla lettura, che è un vero e proprio patrimonio dell’Umanità!

✔️ Ami leggere? Se sì, quali sono i tuoi autori e generi preferiti?!

Adoro leggere: appena ho un attimo libero questo è il mio passatempo preferito. Acquisto libri in continuazione, molti di più di quelli che riesco a leggere. Ne ho ovunque!

Pur leggendo di tutto se devo scegliere un genere preferito direi il thriller storico: ho letto tre volte “Il nome della rosa” di Umberto Eco, mi sono fatta “catturare” dai libri di James Clavell, Marcos Chicot e Ken Follet.

Ho una predilezione per Arthur Conan Doyle di cui ho letto tutte le avventure di Sherlock Holmes ma anche i racconti fantastici e dell’orrore.

Mi piacciono anche i classici, Jane Austen, Emily Brontë, D.H. Lawrence.

Un posto speciale lo dedico anche a John Williams e al suo “Stoner” che ho scoperto grazie al consiglio di un’amica.

In questo momento sto leggendo “Il colibrì” di Sandro Veronesi e mi sta coinvolgendo tantissimo.

✔️ Stai scrivendo un altro romanzo o pensi di scriverlo? 

Da alcuni mesi sto scrivendo un altro romanzo, sono al quinto capitolo (ne prevedo una ventina). È ambientato nel paese dove vivo e il protagonista è un uomo.

Non vedo l’ora di portare a termine questo nuovo progetto: da quando ho cominciato a scrivere non posso più farne a meno.

RECENSIONE de “Se potessi dirti” di Monique Vane in COLLABORAZIONE con autrice

📌📌📌 RECENSIONE 📌📌📌

Se potessi dirti” di Monique Vane in COLLABORAZIONE con autrice

Lunghezza del libro 203 pagine 
Data di pubblicazione21 aprile 2020

Buongiorno care amiche lettrici, 

premetto che questo è il mio secondo romanzo che leggo del genere erotico… Quindi non avendo molta esperienza prendete questa recensione con le “pinze”.

Innanzitutto mi ha colpito molto la copertina e cito a riguardo @unteconlapalma che l’ha realizzata. 

Pur essendo un romanzo leggero e frivolo, tocca un argomento molto delicato e profondo: la perdita e il lutto di un familiare o di una persona molto cara.

“A tutti coloro che hanno perso qualcuno. A chi ha fatto del dolore una pietra preziosa da custodire. 

Questo libro è per voi.”

Ognuno di noi reagisce al dolore in maniera diversa, si può finire nella tristezza più cupa e sprofondare all’inferno, oppure rialzarsi più forti di prima.

“Il dolore può essere una cosa che abbiamo tutti in comune, ma ha una faccia diversa per ognuno di noi.

Non è solo la morte che ci fa soffrire, è la vita. Una perdita, un cambiamento. 

E quando ci chiediamo perché debba fare così schifo a volte, perché debba fare così male, dobbiamo ricordare che in un attimo può cambiare tutto. È così che rimani vivo, quando soffri tanto da non riuscire a respirare. È così che sopravvivi.”

La storia è narrata dai due POV in prima persona dei protagonisti principali: Ava e Aston.

La storia si snoda dai 16 anni dei ragazzi, al diploma e all’università.

Ava è appassionata di musica e canto, il pianoforte è la sua ancora di salvezza, sogna di studiare musica e fare il conservatorio.

Aston, il più bel ragazzo della scuola, perde la fidanzata in un incidente stradale e con lei il loro bambino che portava in grembo.

Le strade dei due ragazzi sembrano dividersi per sempre ma si riuniranno per pura coincidenza a New Orleans. 

Della trama non vi voglio svelare nient’altro… Essendo una duologia però vi anticipo che il finale ovviamente è aperto e la storia continuerà nel secondo libro: “Quello che non ti ho detto.”

Il romanzo è molto scorrevole, non è volgare pur essendo erotico, si legge piacevolmente. 

Forse lo vedo indicato come fascia ai giovani lettori.

Purtroppo ci sono molti refusi, ma parlandone con l’autrice mi ha assicurato di averli “aggiustati” nell’ultima versione.

“Nessuno si fa salvare se non vuole…”

3,75/5 ⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Il suggeritore” di Donato Carrisi

Recensione de “Il suggeritore” di Donato Carrisi

EditoreTEA
Data di pubblicazione16 novembre 2017
Lunghezza del libro462 pagine 

⚠️⚠️⚠️ SONO MOLTO CURIOSA DI SAPERE IL VOSTRO PARERE… VI È PIACIUTO??? VI ASPETTO NEI COMMENTI!!! ⚠️⚠️⚠️

Qualcosa di sconvolgente è accaduto, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. 

Il loro è un nemico che sa assumere molte facce, che li mette alla prova in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. 

Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. Sarà con l’arrivo di Mila Vasquez, un’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l’altro. 

Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo…

È curioso l’approccio che ho avuto con questo libro, iniziato a febbraio (in occasione del mio gruppo di lettura #gdlthrillercaffe) e finito a luglio, l’avevo abbandonato al 20% per poi riprenderlo con il gruppo di lettura di Chiara di @libriamociblog al quale partecipo attivamente. 

Forse non era il suo momento, ma all’inizio non mi aveva preso abbastanza, tanto da abbandonarlo e proseguire la lettura molto mesi dopo. 

Che dire, di recensioni in rete e su Instagram ce ne sono di ogni… quindi io mi limiterò a chiedere ai lettori che l’hanno letto un loro parere. 

Certamente comunque darò un’altra possibilità a Carrisi leggendo il seguito: L’ipotesi del male. 

Chi vuole unirsi a settembre al gruppo di lettura per Carrisi è benvenut*!!!

Scrivete a me o a Chiara di @libriamociblog, vi aspettiamo!

3,75/5 ⭐️⭐️⭐️