RECENSIONE de “Il manoscritto” di Franck Thilliez

RECENSIONE de Il manoscritto” di Franck Thilliez 

Editore: Fazi
Data di pubblicazione: 5 set 2019
Lunghezza del libro: 478 pagine 
Léane Morgan è considerata la regina del thriller, ma firma i suoi libri con uno pseudonimo per preservare la propria vita privata, che ha subito un profondo sconvolgimento: sua figlia Sarah è stata rapita quattro anni prima e la polizia ha archiviato il caso come omicidio a opera di un noto serial killer, pur non essendo mai stato ritrovato il corpo della ragazza. Dopo la tragedia, del suo matrimonio con Jullian non è rimasto che un luogo, la solitaria villa sul mare nel Nord della Francia che Léane ha ormai abbandonato da tempo; ma quando il marito viene brutalmente aggredito subendo una perdita di memoria, lei si vede costretta a tornare in quella casa, carica di ricordi dolorosi e, adesso, di inquietanti interrogativi: cosa aveva scoperto Jullian, perso dietro alla ricerca ossessiva della verità sulla scomparsa della figlia? Intanto, nei dintorni di Grenoble, viene ritrovato un cadavere senza volto nel bagagliaio di una macchina rubata: potrebbe forse trattarsi di un’altra vittima del presunto assassino di Sarah. Le intuizioni del poliziotto Vic, dotato di una memoria prodigiosa, permetteranno di incastrare alcuni tasselli del puzzle, ma altri spaventosi elementi arriveranno a confondere ogni ipotesi su una verità che diventa sempre più distante, frammentaria e, inevitabilmente, terribile.
Recensione 
Un libro dentro un libro… un incubo dentro un incubo. Le parole che rappresentano di più questo thriller: spietato, crudo, malato, agghiacciante e ipnotico. 
Un libro che non lascia scampo al lettore, mi sono ritrovata a notte fonda con in mano il mio Kobo a leggere, leggere, leggere. I capitoli sono veramente brevi e secondo me Thilliez li ha studiati proprio così, per chi come me, dice: ma sì dai, un altro capitolo e poi basta…! 
Una trama geniale, dei personaggi altrettanto malati, un thriller che non lascia respirare, e alla fine, all’ultima riga del libro ancora ti chiedi: e quindi? E corri a rileggere tutto, sperando di carpire gli indizi che lo scrittore ti ha celato… 
Di recensioni de Il Manoscritto in rete ne trovate già tantissime, e ho notato che questo libro è stato capace di dividere nettamente in due gruppi i suoi lettori: chi lo ha amato alla follia da un lato, chi invece ne è rimasto neutro o insoddisfatto soprattutto per il finale… Io faccio parte del primo gruppo, l’ho amato alla follia. 
Se mi sento di consigliarlo a cuor leggero??? Assolutamente no! 
Il Manoscritto è crudo, malato, spietato, ci sono descrizioni accurate di torture, stupri, uccisioni… quindi lo consiglio solo a chi ha nervi d’acciaio e stomaco forte, un rompicapo truce che ti lascia un tatuaggio sulla pelle… 
P.S.: SE VI STATE CHIEDENDO SE QUELLI IN FOTO SIANO CAPELLI VERI O NO… SÌ SAPPIATELO: È UNA CIOCCA DEI MIEI CAPELLI… E SÌ, LI HO TAGLIATI PER FARE LA FOTO… SONO MATTA? ASSOLUTAMENTE SÌ 🤪
Il mio voto è indiscutibilmente 5 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Quello che non so di te” di Francesca Redolfi in collaborazione con casa editrice Literary Romance

RECENSIONE de “Quello che non so di te” di Francesca Redolfi in collaborazione con casa editrice Literary Romance

Editore
Literary Romance
Data di pubblicazione
8 ott 2019
Lunghezza del libro
421

Recensione 
Devo fare una doverosa premessa: quando ho accettato la collaborazione con questa casa editrice che mi ha proposto un romance ero un po’ titubante, perché il genere esula dalla mia zona di comfort… ma questo libro dalle prime pagine mi ha colpito come un arcobaleno 🌈 improvviso nel grigiume di una giornata di pioggia! 
Eh sì cari lettori, questo romanzo è proprio un arcobaleno di colori, che vi farà provare delle emozioni molto forti. 
Divertentissimo, romantico ma assolutamente non mieloso, leggero e molto profondo al tempo stesso. 

“Io sposerò un medico. L’ho deciso e giurato solennemente a me stessa all’età di otto anni e mezzo, ovvero la prima volta che sono andata in un pronto soccorso, sei mesi dopo che era morta la mamma.”

Ed è proprio al suo 216esimo accesso al pronto soccorso che Samantha incontra Giulio, restano bloccati insieme in ascensore, e lei è completamente accecata dagli occhi celeste di lui dello stesso colore del camice da medico che indossa… e d’improvviso la cabina dell’ascensore si tinge di corallo…

“I colori. Quelli che provo sempre, come se fossero emozioni. Perché poi è questo che sento, che vivo, anche se nessuno lo sa. Tingo il mondo di tonalità diverse. Cambiano a seconda di ciò che provo.”

E tra Samantha e Giulio nasce una relazione; ma lei, per paura di perderlo, si guarda bene a rivelargli che purtroppo, a seguito della perdita della madre quando era una bambina, è diventata ipocondriaca. 

“Non solo quello, Giulio ne ho altre di stranezze. Ma non te le dico, perché dirtele vorrebbe dire perderti. E perdere te significherebbe chiudere fuori i colori”

Ogni capitolo inizia con la spiegazione del significato di un colore, e presto, prestissimo ci troviamo letteralmente appesi alla penna della Redolfi che, personalmente, mi ha fatto trattenere il respiro per tutta la narrazione, chiedendomi se Giulio avrebbe scoperto il segreto di Samantha e, se per questo, avrebbe smesso di amarla…

“E adesso che colore useresti Samantha?”
“Il verde che è diventato corallo in un ascensore rotto, una notte in ospedale. 
Il giallo veranda di quella giornata a Shabbyland.
Il viola setoso dell’incertezza e della magia in un bar in centro. 
Il rosso rubino della piazza antica, la notte in cui hai preso il mio volto tra le mani. L’allegria pazza e arancione di una festa di quartiere. 
Il nero vellutato di questa sera, increspato di bianco, bordato di blu.

Avrei talmente tanto da scrivere in questa recensione che se potessi rileggerei e riscriverei l’intero romanzo, le frasi che mi hanno colpito e le annotazioni che ho preso sono talmente tante che non basterebbero 10 fogli…. ma non vi voglio ulteriormente svelare la trama e privarvi delle emozioni che proverete leggendo questo incredibile romanzo… 
Ho già fatto personalmente le mie congratulazioni all’autrice che credo abbia scritto il più bel romanzo che ho letto nel 2019!
QUINDI NON ASPETTATE… CORRETE A LEGGERLO….
Assolutamente un 5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA alla d.ssa Fabiola Pasetti di Tantilibriecaffe


INTERVISTA a Fabiola Pasetti di Tantilibriecaffe 


✔️ Prima di tutto parlaci un po’ di te: il tuo lavoro, le tue passioni, i tuoi interessi?
Io sono una psicologa psicoterapeuta Sistemico Relazionale e lavoro con adulti, adolescenti, coppie e famiglie seguendo le basi teoriche del Milan approach. Da sempre mi affascinavano i libri di psicologia e già dalle superiori avevo iniziato a farmi una cultura leggendo dei grandi classici come “Psicopatologia della vita quotidiana” Freud, “L’interpretazione dei sogni” Freud.
Mi è sempre piaciuta l’idea di poter aiutare le persone e in particolare modo sono stata sempre molto affascinata dalle dinamiche relazionali della coppia. Ad ora una delle mie grandi passioni oltre quella per la lettura che è un’amore che dura da una vita, è indubbiamente quella per la danza. Ballo da quando ho 5 anni e nel corso degli anni ho cambiato diversi stili. Devo dire che ballare mi ha aiutato in diversi momenti della mia vita per staccare la spina, divertirmi e sentirmi leggera. Una passione che consiglio a chiunque.

✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi?
Recentemente ho scoperto la passione per la scrittura, mi fa sentire libera e curiosa.
Mi sento così probabilmente perché scrivendo uno stile: saggistica scientifico, se mancasse l’elemento di curiosità non riuscirei a scrivere questo genere in quanto è un elemento di partenza fondamentale per fare ciò.
Mi auguro inoltre che scrivendo questo genere di libri possa aiutare le persone a comprendere certe dinamiche e dargli degli spunti nuovi di riflessione. Inoltre qualora si dovessero riconoscere, spero trovino il coraggio di farsi aiutare da un professionista.

✔️ Parlaci del tuo libro “La crisi di coppia ai tempi di internet”
Recentemente ho scritto il libro la crisi di coppia ai tempi di internet. L’ispirazione per questo libro mi è venuta l’anno scorso quando ho dovuto scegliere il tema per la tesi della mia scuola di specializzazione. Mi è venuto spontaneo parlare di questo argomento, compiendo non poche ricerche in ambito scientifico su questo tema, proprio perché credo sia un argomento molto presente ai giorni nostri. La conferma di ciò l’ho avuta dalla mia esperienza in studio, diverse coppie infatti mi contattano proprio per problemi relazionali dati da un uso eccessivo dello smartphone senza capire come mai si sia arrivati a quel punto e senza capire l’atteggiamento dell’altro. In questo libro avanzerò la mia ipotesi del come mai si arriva a manifestare questo tipo di comportamento nella coppia e dimostrerò che l’età non è un fattore che porta una differenza nel significato di questi atteggiamenti.

Ad ora sto scrivendo un altro libro sul calo della passione nelle coppie con il Dottor Eugenio Bedini, un mio collega dello stesso approccio affrontando questa tematica sotto i diversi punti di vista. 

✔️ Ci vuoi parlare infine dell’importante iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne in collaborazione con autrice Martina Longhin?
Recentemente sono stata contatta da Martina Longhin una scrittrice della mia zona che ha scritto un libro che parla della violenza sulle donne, una storia vera di una sua amica dal titolo: “Anna l’inferno in una bottiglia”, per collaborare ad un importante progetto contro la violenza sulle donne. Questo tema mi è sempre stato molto a cuore, quindi non ho esitato nell’accettare di buon grado questa interessante collaborazione. Ci stiamo muovendo con incontri nel territorio, per sensibilizzare le persone sull’argomento, in particolar modo ora nel mese di novembre, abbiamo fatto dei video a riguardo e speriamo presto di entrare anche nelle scuole per parlare di questo, dal momento che i giovani sono il nostro futuro.

INTERVISTA a Martina Longhin di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Martina Longhin di Tantilibriecaffe 


✔️ Prima di tutto parlaci un po’ di te. Quali sono le tue passioni, i tuoi interessi?
Io sono nata e cresciuta a Mirano, una cittadina nella provincia di Venezia, sono sposata con Lorenzo, il mio primo sostenitore, e abbiamo un figlio diciottenne, Eddy. Sono stata insegnante di musica per molti anni, ma ora mi dedico principalmente alla scrittura. Amo viaggiare, cucinare, leggere e naturalmente scrivere. Ho una passione smodata per “Notre Dame de Paris”, l’opera popolare di Riccardo Cocciante. Vi dico solo che come suoneria, sul mio cellulare, ho messo il brano “Bella”. 

✔️ I tuoi libri sono diametralmente opposti: uno è tratto da una storia vera e l’altro è una “favola per adulti molto avventurosa”, come io l’ho definito nella mia recensione. Ci spieghi come mai ti sei cimentata in due generi così differenti?
Non è una cosa voluta, in realtà. Mi è venuta l’idea di scrivere “Alla ricerca di Lyset”, ispirata da un tema che Eddy, mio figlio, aveva scritto per scuola dopo un nostro viaggio in Norvegia. Entrambi eravamo rimasti affascinati da quel paese e dalle sue leggende, così ho iniziato a sviluppare la sua idea iniziale ed è nato quella che, appunto, tu definisci una “favola per adulti”. Poi, una sera, poco tempo dopo aver terminato “Alla ricerca di Lyset”, una nostra amica ci ha raccontato dei particolari della sua infanzia e adolescenza che mi sconvolsero e impressionarono talmente tanto, da decidere di scrivere la sua storia. E così ecco “Anna. L’inferno in una bottiglia”, un libro che parla della violenza sulle donne. Prima di allora, non mi aveva neanche mai sfiorato l’idea di scrivere libri. È stato proprio un caso. Mi son piaciute le storie e ho provato a scriverle.

✔️ “Anna, l’inferno in una bottiglia” ha ottenuto la menzione d’onore al concorso internazionale “Il canto di Dafne”. Ci dici perché le donne lo dovrebbero leggere? 
Perché racconto la storia realmente accaduta a una donna, a una donna con dei figli cresciuti con un padre alcolizzato che la picchiava quasi quotidianamente; figli cresciuti nel terrore, privati della serenità che tutti i bambini dovrebbero avere. E storie come questa ce ne sono tante. Quello che mi augurerei è che le donne che stanno vivendo una relazione “malata”, dopo averlo letto, riuscissero a riflettere e prendere la decisione di porre fine a questi rapporti, perché le conseguenze su di loro e sui loro figli  sono a volte devastanti. E come ho scritto alla fine del libro, “… non ci devono più essere bambini come Anna, Sara, Luca e Marco che hanno vissuto per molto, moltissimo tempo all’inferno”.

✔️ E di “Alla ricerca di Lyset”, cosa ci puoi dire?
“Alla ricerca di Lyset”, è un libro fantasy, ricco di avventure e colpi di scena, ambientato in un regno fantastico, Farreg, dove i quattro giovani protagonisti devono affrontare prove di abilità, coraggio e astuzia per riuscire a conquistare il trono. Scrivendo questo romanzo ho rivissuto le emozioni che quei luoghi mi hanno suscitato e mi auguro di riuscire a trasmettere queste emozioni anche ai miei lettori. 

✔️ So che hai scritto anche un libro per bambini, ma ancora non è pubblicato. Ce ne parli?
Sì, si intitola “Selena e Nino il topolino” ed è stato tra le venti opere selezionate, nella categoria fiabe, per la fase finale del concorso “Il Racconto nel Cassetto”. L’ho scritto appositamente per la mia nipotina Selena e gliel’ho regalato per il suo quarto compleanno. Parla del suo incontro a Parigi, città in cui lei abita, con un piccolo topolino veneziano arrivato nella capitale per sbaglio e in cerca di aiuto per tornare a casa.

✔️ Ma la particolarità di questo libro è che hai creato tu stessa le illustrazioni. Giusto?
Sì, infatti, tutti i personaggi e le ambientazioni le ho realizzate io con tutto ciò che la natura può offrire: pigne, ghiande, semi, bacche… e anche materiale di recupero. Ci ho messo più tempo a far questo che a scrivere la storia. 

✔️ Stai lavorando a qualche altro progetto? Puoi anticiparci qualcosa?
Sto scrivendo un altro romanzo, un giallo ambientato a Roma, e ho già buttato giù degli appunti per il seguito di “Alla ricerca di Lyset”. Mi piacerebbe anche scrivere degli altri libri per bambini, simili a “Selena e Nino il topolino”. E poi, assieme alla psicologa Fabiola Pasetti, sto portando avanti dei progetti che mirano a sensibilizzare la gente, e in particolare i nostri giovani, sul grave problema della violenza sulle donne.

✔️ E a proposito di violenza sulle donne, so che c’è una promozione per il libro “Anna, l’inferno in una bottiglia”. Ce ne vuoi parlare?
Sì, dal 23 al 27 novembre, su Amazon, sarà scaricabile gratuitamente il libro in formato digitale. Mi auguro, così, di far conoscere la storia a più gente possibile e, come ho scritto sopra, possa far riflettere quelle donne che sono ancorate in un rapporto tossico e malato.

RECENSIONE de “L’impiccato: Una gita a Pienza (Le indagini di Marco Vincenti Vol. 5)” in collaborazione con autore Maurizio Castellani


RECENSIONE de “L’impiccato: Una gita a Pienza (Le indagini di Marco Vincenti Vol. 5)” in collaborazione con autore Maurizio Castellani

Data di pubblicazione
1 lug 2019
Lunghezza del libro
164

Recensione 
“Ma voi, quando vi incontrate, siete sempre così, o questa volta è un caso?“
“Cara Grazia – le rispose Marco – È quasi sempre così, però la cosa per me ha il suo risvolto positivo, perché gli investigatori silenziosi, seri e cupi, mi hanno sempre rattristato; e poi, se un giorno le nostre investigazioni saranno ricordate e raccontate da uno scrittore, spero che il lettore si divertirà nel leggere le indagini ironiche di tre Toscanacci a cui piace anche divertirsi, seppur in presenza di efferati delitti o, come in questo caso, di tristi suicidi”. 

In questa frase cogliamo l’essenza dei personaggi, delle trame e dello stile narrativo di Maurizio Castellani. Infatti l’autore, in tutti i suoi gialli, pur mantenendo sempre un filone narrativo e trama da giallo, fa immensamente divertire il lettore, con dialoghi, battibecchi e botte e risposte dei quattro protagonisti principali dei suoi romanzi.
Nel libro “L’impiccato”, che ho letto per secondo dopo “Gatta ci cova”, ho potuto apprezzare ancor meglio questo stile irriverente e ironico. La storia questa volta è ambientata tra Pienza e Casciana Terme, e la trama e quindi la risoluzione del caso, sono ancora più ingarbugliati… 
Il maresciallo Bevacqua essendosi trasferito a Pienza per seguire la sua futura sposa Paola, e trovatosi ad affrontare un caso complesso di omicidio/suicidio, interpella subito i suoi carissimi amici: Marco, Andrea e Piero.
Da qui parte l’indagine, e tra battute, bevute, mangiate, come al solito i nostri insoliti detective riusciranno ad arrivare alla soluzione del caso.
Un altro imperdibile libro della collana composta da cinque gialli scritta da Maurizio Castellani. 
Consigliato a chi si approccia al genere giallo, ma con occhi aperti anche all’ironia e al divertimento.
Il mio voto è di 4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA a Simona Bennardo

INTERVISTA a Simona Bennardo di Tantilibriecaffe 


✔️ Qual è il motivo per cui scrivi e che argomenti tratti principalmente nei tuoi libri?
Ho iniziato a scrivere qualche anno fa, un po’ per caso: volevo scrivere un libro per tentare di avvicinare le persone al concetto di “percorso psicologico”.  Così ho scritto un piccolo e-book: “Il piano di volo delle libellule”, edito con StreetLib, che mi ha dato molte soddisfazioni. Poi mi sono appassionata alla scrittura creativa e ho frequentato alcuni corsi con profitto. Fino al momento in cui è arrivata l’ispirazione… e il primo romanzo giallo!

✔️ Parlaci del tuo libro “Un nome schedato”…
È, appunto, un libro giallo ma non solo. È una lettura scorrevole; un libro che si può leggere in tutte le situazioni e periodi dell’anno. Racconta le avventure un po’ rocambolesche di una psicologa e della sua amica, di un cadavere ritrovato proprio nello studio della suddetta psicologa, delle svariate avventure che le protagoniste vivranno per risolvere il mistero e trovare  il colpevole…

✔️ Hai in cantiere delle nuove uscite librose???
È appena uscito il mio nuovo romanzo “La corsia dei veicoli lenti” sempre edito da Emersioni e sto lavorando ad una raccolta di racconti con alcune amiche scrittrici, con le quali l’anno scorso ho pubblicato il “Controdecalogo” e con le quali proseguo il mio cammino nel mondo della scrittura. 

✔️ Che consigli daresti a chi inizia il percorso della scrittura oggi?
Sicuramente consiglio di scrivere per passione e con entusiasmo! Ma direi anche che l’entusiasmo e la voglia di raccontare e raccontarsi non bastano: è importante lavorare sulla scrittura. Io ho trovato importante frequentare corsi, leggere tanto e… trovare un buon editor e dargli ascolto! 🙂

✔️ Infine parlaci un po’ di te… cosa fai nella vita oltre a scrivere ✍️??
Nella vita sono psicologa e lavoro nel mio studio privato, come libera professionista. Vivo con mio marito e due gatti: Gemma e Orazio. Nel tempo libero, oltre alla lettura (ho libri praticamente ovunque) e alla scrittura (ho il portatile sempre acceso), pratico danza classica e amo molto i viaggi, la musica e la guida sportiva.

INTERVISTA a Angela Bianchi di Tantilibriecaffe


INTERVISTA a Angela Bianchi di Tantilibriecaffe 

✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi?
 La passione per la scrittura è nata come antidoto allo stress e dal desiderio di scrivere storie che io stessa avrei voluto e vorrei leggere. Mi piace immergermi in mondi diversi, mondi creati dalla mia fantasia perché quando mi siedo davanti al computer con l’intento di scrivere, il mio lato creativo prende il sopravvento e non esiste niente altro.


✔️ Parlaci del tuo libro “Scelgo me” che ha tenuto tutti i lettori incollati alle pagine…
 Scelgo me è stato il mio primo romanzo, un libro nato dopo una serie di letture che in qualche modo mi avevano delusa e tradita. In quel periodo non riuscivo a trovare trame e personaggi che mi appagassero così ho iniziato a scrivere spinta dal bisogno di voler leggere qualcosa di cui sentivo la necessità, qualcosa che andasse oltre i soliti stereotipi che a volte troviamo in alcuni romanzi. Jayla, la protagonista, è il genere di donna di cui vorrei continuare a scrivere e a leggere. Donne che percorrono un cammino verso l’accettazione di sé senza pregiudizi o condizionamenti sociali e familiari, donne che combattono per avere potere su sé stesse e non su gli altri, donne libere di scegliere. Inoltre, Scelgo me, è un romanzo che parla di famiglie, nuclei di persone con i propri problemi ma indiscutibilmente reti di salvezza.

✔️ Hai in cantiere l’attesissimo seguito del primo romanzo? Il finale lasciava il lettore attonito…
Al momento ho terminato di scrivere un secondo romanzo ma ho in cantiere il seguito di “Scelgo me”, che è in fase di sviluppo. Per quanto il finale possa essere coerente con la vita reale e non tradire la natura dei personaggi, non sono ancora pronta a lasciar andare Jayla e Chris.

✔️ Infine parlaci un po’ di te… cosa fai nella vita oltre a scrivere?
A parte guadagnarmi da vivere, divoro libri, serie tv e cibo. Amo passare il tempo con la mia famiglia e con gli amici.  
“Se confrontiamo la lunghezza delle altre mie risposte rispetto a quest’ultima, possiamo dedurre che non amo molto parlare di me”.  😉 

RECENSIONE de “La storia di Clarissa” di Ilaria Rita Bianconi in collaborazione con autrice


RECENSIONE de “La storia di Clarissa” di Ilaria Rita Bianconi in collaborazione con autrice


Data di pubblicazione
15 mar 2018
Lunghezza del libro
192 pagine 

Recensione 
La cosa che ho notato subito leggendo il romanzo è che non ci sono i capitoli, come se l’autrice volesse che leggessimo il romanzo tutto d’un fiato. La voce narrante è in terza persona, questo da un lato dà al lettore un distacco in modo da vedere e anche analizzare i fatti esterni alla vicenda, ma da un lato rende la narrazione un po’ troppo fredda e distaccata. Personalmente avrei scelto la narrazione in prima persona fatta da Clarissa, la protagonista, per rendere più intenso anche il tema trattato che è quello del bullismo, ed è un tema delicato e un po’ scomodo che andrebbe affrontato secondo me un pochino più a fondo. 
La protagonista Clarissa all’apparenza timida e riservata è invece vittima di bullismo ed è oltretutto vittima pure dell’indifferenza sociale e familiare. Come tante ragazze con problemi sociali tende all’autolesionismo, e questo nonostante sia evidente non viene notato dei compagni di scuola né dai genitori stessi troppo presi dal lavoro e dalla loro vita frenetica. 
Ho notato anche alcuni cliché e situazioni di coincidenze al limite del surreale, forse il romanzo è adatto, come mi comunicava l’autrice, ad un pubblico adolescenziale che vuole sognare e credere ancora nelle favole a lieto fine. 
Nel complesso comunque risulta un buon libro, piacevole, dal linguaggio veramente semplice e leggero.
La scrittura della Bianconi è ancora un po’ acerba ma probabilmente con il secondo romanzo avremo delle sorprese. 
Il mio voto è 3,75/5 ⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Gatta ci cova: Mistero di Natale all’ombra delle terme” in collaborazione con autore Maurizio Castellani

RECENSIONE de “Gatta ci cova: Mistero di Natale all’ombra delle terme” in collaborazione con autore Maurizio Castellani
Data di pubblicazione
31 ott 2018
Lunghezza del libro
153 pagine 
Recensione 
Innanzitutto inizio con il dire che questo giallo è il terzo (dei 5 romanzi) della collana “Le indagini di Marco vincenti“ di Maurizio Castellani.
Come dice il sottotitolo: mistero di Natale all’ombra delle terme, è ambientato a Casciana Terme in provincia di Pisa. Sono passati soltanto tre mesi da quando i tre detective Marco, Piero e Andrea avevano risolto il caso dell’Ucraino. Il lettore fa subito amicizia con i protagonisti del romanzo: Marco che lavora nell’albergo di suo proprietà, Piero che esercita (ancora per poco) l’attività di geometra e infine Andrea che è molto benestante grazie ad una vincita milionaria al Superenalotto ma continua a vivere la sua quotidianità paesana, frequentando il bar e i suoi amici.
Infine abbiamo il maresciallo dei carabinieri Bevacqua, scapolo, e molto amico dei tre. La vita a Casciana scorre tranquilla, fatta eccezione per i pettegolezzi che girano tra il “popolino“… Ma… ecco il ma, il macellaio non vede da tre giorni la signora Maria, il che è molto strano perché lei ogni giorno si recava da lui per prendere il macinato per la sua gatta. All’inizio si pensa che sia malata ma qualcosa mette la pulce all’orecchio di Marco, che parlandone con il maresciallo Bevacqua ed i suoi amici decidono di indagare sulla sparizione.
E da qui parte la vera e propria storia, quindi tra aperitivi, cene con tante bottiglie di vino regionali, prodotti tipici e parlato dialettale colorito e canzonatorio,  iniziano le indagini dei tre improvvisati detective.
I personaggi di questa collana di gialli sono veramente simpatici, il linguaggio usato da Castellani è veramente molto semplice, fatto perlopiù di dialoghi ed espressioni colorite (sono parole tipicamente Toscane). Lo definirei un giallo particolare, non ci sono atmosfere cupe o colpi di scena, ma tutt’altro, il libro è veramente divertente, ironico, se pur avendo e mantenendo comunque, una trama da giallo. È uno stile nuovo, popolare e casereccio, che mi capita di leggere per la prima volta in un giallo. Mi ha fatto sorridere questo romanzo è mi ha ricordato un po’ l’atmosfera del film “Amici miei“. 
Il personaggio che ricordo particolarmente è la signora Anna che compare oltre la metà della storia e ci ricorda moltissimo Miss Marple, che darà ovviamente una decisiva svolta all’indagine. Leggendo il terzo volume della serie il lettore è invogliato sicuramente a leggerli tutti e cinque. 
Il mio voto è di 4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA a Claudio Mario Cherubini


INTERVISTA a Claudio Mario Cherubini 
di Tantilibriecaffe 
✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi?
Scrivo per condividere ciò che so e che ho appreso in tanti anni di studio e ricerca.

✔️ Parlaci del tuo libro “Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me!”
È un libro che tratta tematiche esistenziali con chiarezza e profondità, è un resoconto della mia esperienza personale che metto a disposizione del lettore. È una guida che tiene per mano e accompagna il lettore anche attraverso citazioni, storie, pensieri di studiosi, filosofi, psicologi e uomini che comunque hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo. Il tutto corredato da numerose note e da una vasta bibliografia.

✔️ Quali sono i tuoi autori preferiti? Hai preso spunto da qualcuno di loro nella tua scrittura?
Elencarli tutti sarebbe troppo lungo, praticamente tutta la bibliografia. Comunque citerò quelli che forse hanno per primi aperto il mio cammino di crescita. Osho, Louise Hay, Wayne Dyer, Valerio Albisetti. Sicuramente ho preso spunto da loro ma anche da tanti altri citati nella bibliografia.

✔️ Di cos’altro ti occupi nella vita? Parlaci un po’ di te… 
Ho svolto per tanti anni l’attività di promotore finanziario, attualmente sono pensionato e mi sono così potuto dedicare alla scrittura. Ho due figlie e due nipotine. Mi definisco un ricercatore. Verso la fine degli anni ‘80 inizio ’90, in un momento complicato della mia vita, ho sentito il bisogno di crescere e cercare di rispondere a quesiti che mi ponevo da tempo. Così è cominciato il mio viaggio. Ho frequentato corsi e conferenze, ho letto di tutto e di più.

✔️ Hai in cantiere un altro libro o idee??
Se sto pensando a un altro libro? Per il momento no. Comunque sto accumulando del materiale che forse utilizzerò in futuro, per un nuovo libro. 
Per una seconda edizione? 
Non so ancora è prematuro.