RECENSIONE de “Alla ricerca di Lyset” in COLLABORAZIONE con autrice Martina Longhin

RECENSIONE de “Alla ricerca di Lyset” in COLLABORAZIONE con autrice Martina Longhin
Data di pubblicazione
16 gen 2019
Lunghezza del libro
268
Sinossi 
Nelle fredde e lontane terre del nord, scavato nella roccia sulla parete a strapiombo sul mare, c’é l’unico sentiero che porta al tranquillo regno di Farreg dove, da molti anni, regna l’amatissimo re Alvis. Ma sta per scadere il suo mandato ed Eskil, Frey, Gunnar e Reidar sono i quattro valorosi giovani che lui ha scelto come suoi possibili successori. Solo chi tra loro sarà capace di portargli Lyset sarà eletto nuovo sovrano. Tra enigmi da risolvere, incontri con personaggi misteriosi e attraversamenti di luoghi stupefacenti, i quattro giovani vivono delle avventure che fanno nascere sentimenti profondi, ma che rivelano anche delle inaspettate verità… Un libro pensato per i ragazzi, ma che saprà appassionare anche quegli adulti che amano volare sulle ali della fantasia.
Recensione 
Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico.
È questo quello che ho provato leggendo questo romanzo, che definirei una favola per adulti molto avventurosa. 
Gunnar lo speziale, Eskil il figlio di una guardia del re, Frey il più piccolo dei contendenti che nasconde un segreto (o una piacevole sorpresa), e infine Reidar il ragazzo più enigmatico e meno meritevole di tutti… Impossibile non affezionarsi ai primi tre, e invece provare molta diffidenza verso quest’ultimo. 
L’autrice ha saputo cogliere le piccole sfumature caratteriali di ogni personaggio del racconto e descriverle minuziosamente rendendo la storia per il lettore veramente coinvolgente. 
Ho adorato i paesaggi, i boschi, le grotte, le montagne… anch’essi descritti in maniera particolareggiata, quasi come trovarcisi all’interno del racconto stesso. 
Il regno di Farreg e i suoi abitanti i Fargi sono incantevoli. 
Una cosa importante questi esseri devono rispettare: non possono mai esporsi ai raggi diretti del sole altrimenti vengono immediatamente trasformati in pietra. 
La prima parte del libro ci racconta la vita dei quattro ragazzi prima della convocazione del re, e cosa ha compiuto ognuno di loro per essere chiamato dallo stesso a disputare una gara che porterà un vincitore e quindi un successore al trono. 
Nella seconda parte ci sarà concentrata tutta l’avventura dei quattro giovani, che dovranno affrontare prove di astuzia, resistenza e intelletto per trovare Lyset e riportarlo indietro al sovrano Alvis sano e salvo. 
“Solo quello di voi quattro che avrà più intuito, più coraggio e più determinazione, potrà sedersi sul trono di Farreg”
Un libro pieno di colpi di scena, avventura, sentimento e grande amicizia, uniti in un mix perfetto. 
Divorato in un giorno, impossibile staccarsi dalle pagine di questo romanzo. 
Rinnovo quindi i  complimenti all’autrice che ho conosciuto grazie all’altro suo libro: “Anna, l’inferno in una bottiglia” che si conferma un’ottima scrittrice anche in questo genere letterario completamente diverso dal precedente. 
Consigliato ai sognatori, avventurieri, bambini, ragazzi e adulti… insomma a tutti 😉 
5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “La terra, un padre severo e un sogno” In COLLABORAZIONE con autore Gian Paolo De Pasquale

RECENSIONE de “La terra, un padre severo e un sogno” In COLLABORAZIONE con autore Gian Paolo De Pasquale

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Data di pubblicazione: 23 apr 2019
Lunghezza del libro: 74 pagine ⠀
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Recensione

 “La fine di un buon libro ti lascia un certo vuoto. Le ultime pagine, se hai amato il libro, le leggi a rilento, quasi volessi non finisse mai…“
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In questo romanzo breve, Thomas il protagonista, è un ragazzo che come tanti altri coetanei prova a trovare una strada per il futuro.
Ma quando finalmente coglie il segno della sua ambizione, trova un grosso ostacolo che è rappresentato dal padre, un agricoltore da generazioni, che ovviamente ha già deciso il lavoro per il figlio, che è quello di tramandargli l’azienda agricola posseduta dalla famiglia da decenni.
Ma Thomas ha un sogno: la scrittura, che non collima per niente con i desideri del padre, un uomo vecchio stampo, con il quale il ragazzo non riesce nemmeno a confrontarsi. Ma il giovane Thomas non si dà per vinto, insegue il suo sogno con tutte le forze, fino a quando una tragedia inaspettata spezzerà le corde del destino… 
Uno stile narrativo delicato, ma allo stesso tempo crudo e vero, è quello di De Pasquale, che in poco più di 70 pagine ci fa sperare, arrabbiare e sognare. Un racconto in cui gli ostacoli, le minacce incombenti della quotidianità sono vinte dal desiderio umano che lotta per la propria felicità. Ricco di emozioni, una storia vera.
4,5 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de Absence. Il gioco dei quattro in COLLABORAZIONE con autrice Chiara Panzuti

RECENSIONE de Absence. Il gioco dei quattro in COLLABORAZIONE con autrice Chiara Panzuti

Editore
Fazi
Data di pubblicazione
1 giu 2017
Lunghezza del libro
335 pagine 
 
Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l'ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all'altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre? La sua vita si trasforma in un incubo quando, all'improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c'è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento. Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l'unico indizio che conta è nascosto all'interno di un biglietto: 0°13'07''S78°30'35''W, le coordinate per tornare a vedere. Insieme a Jared, Scott e Christabel - come lei scomparsi dal mondo - la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo. Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono. Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci? Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità? Un libro intenso e profondo; una sfida moderna per ridefinire noi stessi. Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.
Recensione 
Un libro che va giù come un bicchiere d’acqua, ma che brucia dentro come un liquore ad altissima gradazione. Faith l’empatica, Jared il leader protettivo, Christabel la pessimista cronica, Scott l’irriverente simpatico.
Quattro ragazzi che svaniscono nel vero senso della parola, sono invisibili per loro stessi e per tutto il mondo che li circonda.
“Ero sparita. Scomparsa. Invisibile. Ero completamente sbiadita. Fine dei giochi. Dov’ero finita? Perché quella realtà mi aveva improvvisamente sputata fuori? Di punto in bianco, senza preavviso, stavo impazzendo.“
Questo romanzo è magico, in realtà l’ho trovato geniale. L’idea della Panzuti, alla base, è un parallelismo della vita che viviamo in questo momento. Abbiamo così tante distrazioni nella vita. Abbiamo amici, lavoro, appuntamenti. Televisione, cellulari, pc. Video, immagini, musica. Questo ci dicono, creando centinaia di cordoni ombelicali che ci fanno sentire presenti, impegnati, senza spazio per i pensieri. E poi in un lampo sei solo. Nessuno conosce i tuoi problemi, nessuno ti conosce davvero. Questo libro mi ha portato a riflettere: sono i quattro ragazzi ad essere invisibili o è il mondo che non li hai mai visti realmente? Così impegnato nella vita frenetica e assurda, e così distratto?
C’è così tanta differenza tra vedere e guardare… Tra ascoltare e capire. A volte occorre ritrovare se stessi, e per farlo servono più esperienze che specchi. Geniale, enigmatico, se questo è solo il primo volume della trilogia cosa ci si riserverà l’autrice negli altri due? Imperdibile.
5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de "Ne basta uno" in COLLABORAZIONE con autrice Gloria Luzi

RECENSIONE de Ne basta uno in COLLABORAZIONE con autrice 
Editore
StreetLib
Data di pubblicazione
19 ott 2017
Lunghezza del libro
74 pagine 
Sinossi 
Non c’è nulla che non vada nella meravigliosa vita di coppia di Bianca e Davide. O forse no? La storia della ricerca del primo figlio raccontata in presa diretta nel diario di una donna che non ha mai voluto arrendersi per raggiungere il suo sogno. Una storia vera dedicata a tutte quelle donne che non devono più sentirsi sole nel duro cammino della fecondazione assistita.
Recensione 
Questo libro-diario mi ha colpito molto, perché tratta un argomento estremamente attuale: la fecondazione assistita. Ho avuto modo, negli scorsi anni, di condividere questa esperienza con una carissima amica, anche lei con il compagno non potendo avere figli “naturalmente“ sono ricorsi alla fecondazione in vitro. Le sono state vicina e so quello che ha passato, le continue visite, gli interventi, le telefonate interminabili con ospedali, cliniche, eccetera.
Anche per lei fortunatamente, come Bianca, la protagonista del libro di Gloria Luzi, è andata bene al primo tentativo ed ora stringe tra le braccia la sua bellissima bambina.
In questo diario tutto è affrontato con un po’ di ironia, perché come dice l’autrice, nei momenti di difficoltà non c’è rimedio migliore che riderci un po’ su. L’obiettivo principale di questo libro infatti è portare un po’ di speranza e di serenità a tutte quelle coppie che hanno iniziato, o si accingono a iniziare, questo arduo viaggio.
Perché durante il percorso bianca affronterà tante paure, pensieri, delusioni e fallimenti, ma avrà vicino al compagno, la famiglia, e soprattutto gli amici sinceri. Tutto il viaggio concentrato in un libro di circa 70 pagine, lo stile di scrittura è semplice, vero, come se l’autrice stessi scrivendo un diario di quello che gli succede giorno per giorno. 
“In ogni singola famiglia è racchiuso un piccolo miracolo… Provate per credere! A costo di rinunce, difficoltà… Ma provate: il viaggio della vita è uno, e vale la pena prenderlo per farsi trasportare in fondo…“
4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Ci pensa il cielo” in collaborazione con Liliana Onori

Felice di COLLABORARE nuovamente con autrice Liliana Onori vi presento il sequel di “Come il sole di mezzanotte“: 
“Ci pensa il cielo
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Data di pubblicazione: 26 feb 2018
Lunghezza del libro: 428 pagine 
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Sinossi
Hope, ragazza ribelle di una famiglia nobile irlandese, entra a far parte del movimento delle suffragette. Coraggiosa ma inesperta, stringe una pericolosa amicizia con l’attivista Ashling, mentre si innamora del suo stesso nemico, il poliziotto Jude bello e orgoglioso, incaricato dal governo di sedare le ribelli. Ma il destino ha in serbo per la tenace Hope altre sorprese, il mare riporta a casa un fantasma del passato, di un amore che non è stato dimenticato. “Ci pensa il cielo” è l’atteso sequel di “Come il sole di mezzanotte” e ci riporta indietro nel tempo e nello spazio per farci vivere un’altra intensa storia d’amore e di passioni. 
Recensione 
Ci spostiamo di una generazione rispetto al primo libro della trilogia: siamo sempre in Irlanda, ma questa volta seguiremo le vicissitudini di Hope, la figlia di Anna e William protagonisti del primo romanzo. 
La giovane e ribelle Hope, la protagonista della storia, rifiutati gli agi di una nobile famiglia, decide di combattere a fianco delle sufragette irlandesi agli inizi del 900.
A differenza del suo primo libro, qui si può affermare che il messaggio è più forte perché riguarda l’uguaglianza e la difesa delle donne.
Un libro che in cui viene dato moltissimo spazio alla vicenda della lotta ai diritti umani. 
Personalmente ho amato di più il primo, perché mi ha fatto sognare con una storia d’amore molto travagliata. 
3/5 ⭐️⭐️⭐️
L’Autrice 
Liliana Onori: il suo amore per i libri e la scrittura ha radici lontane. Sin da bambina scriveva brevi racconti fantasy per i suoi compagni di scuola. Liliana ha sempre fatto della scrittura la sua attività principale, cimentandosi in generi diversi fino ad arrivare nel 2018 alla pubblicazione del romanzo ‘Ritornare a casa’. Nel 2015 inizia la sua collaborazione con la casa editrice LibroSì Edizioni per cui, nello stesso anno, pubblica ‘Come il sole di mezzanotte’. “La prima volta che ho preso una penna in mano – confessa – ho capito che l’unica cosa che avrei voluto fare era scrivere”.

RECENSIONE de “Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me!”di Claudio Mario Cherubini in COLLABORAZIONE con autore

RECENSIONE de “Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me!di Claudio Mario Cherubini in COLLABORAZIONE con autore 
Data di pubblicazione
30 nov 2017
Lunghezza del libro
176 pagine 
Recensione
È un libro, una guida, da leggere almeno due volte, per apprendere appieno la sua essenza. Cherubini ci tiene per mano e ci accompagna, attraverso il innumerevoli citazioni, storie, azioni, pensieri di studiosi, filosofi e psicologi, uomini che hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo, ma anche monologhi estratti da film, una vasta bibliografia di libri, tutti da annotare  in futuro per accrescere il nostro IO consapevole.
“È solo nel disagio che c’è la crescita, che si imparano cose nuove ed è solo convivendo con questo disagio iniziale che si familiarizza con esso e a poco a poco ciò che era nuovo, che ci infastidiva, che ci dava insicurezza, entra a far parte della nostra zona di comfort, ampliandola“
Il libro è appunto un viaggio di conoscenza molto prezioso, in quanto è la pura testimonianza dell’autore vissuta in prima persona. Perché nella vita si può cambiare, si può ricominciare da zero, si può scegliere di avere pensieri positivi abbandonando la nostra zona di comfort, i vecchi schemi e le convinzioni negative. Perché come citato in una vignetta: 
“La felicità è una scelta quotidiana. Non la trovi in assenza di problemi. La trovi nonostante i problemi.“
La cosa fondamentale non è il nostro bagaglio culturale, ma mettere in pratica quello che sappiamo. Il mondo ti fa da specchio, noi siamo liberi di creare il nostro paradiso o il nostro inferno con i nostri pensieri, preoccupazioni, dipendenze. 
Un libro “da comodino” da tenere sempre a portata di mano, molto prezioso.
4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️
L’autore 
Claudio Mario Cherubini è nato a Roma nel 1948.
Dopo aver maturato una consolidata esperienza nel mondo bancario, alla fine del 1985 accettò un colloquio con Fideuram, incuriosito dalla professione di Promotore Finanziario allora ancora poco conosciuta.
Nel 1986 divenne così Promotore Finanziario.
Nel 1991 avvenne il suo incontro con Azimut e fu subito “Amore”. Lasciò quindi la Fideuram per Azimut, società per la quale ha lavorato fino al 2014, anno della pensione.
Desideroso da anni di scrivere un libro per condividere ciò che ha avuto l’opportunità di apprendere, ora, avendo più tempo a disposizione è riuscito a realizzare questo sogno.
Ama la lettura, la formazione e tutto ciò che ritiene utile per la propria crescita personale e per il viaggio dentro e fuori di sé.

RECENSIONE de “Tenebris: Katrina Black e l’Anello di Maria Antonietta” in collaborazione con autrice Stella Fabri

RECENSIONE de “Tenebris: Katrina Black e l’Anello di Maria Antonietta” in collaborazione con autrice Stella Fabri 
Editore
Il Seme Bianco 
Data di pubblicazione
23 mag 2018
Lunghezza del libro
129 pagine 
Sinossi 
Nella Londra di fine ‘800, Katrina Black alterna la sua vita di Lady vittoriana a quella di mediatrice delle Tenebre. E Insieme a lei, anche le più rispettabili e nobili famiglie della città, perché le persone comuni non lo sanno, ma il mondo pullula di fantasmi, vampiri, streghe e lupi mannari, e nessun altro può mantenere l’equilibrio tra il mondo delle Tenebre e quello degli umani. Quando un misterioso anello dal diamante blu viene messo all’asta, Katrina si ritroverà ad indagare sulla scia di sangue e teste decapitate che quel gioiello maledetto si porta dietro. Affiancata dal suo migliore amico Dorian Sclavi, dovrà fare i conti con una forza più oscura delle Tenebre che combatte: la volontà di vivere. Ispirato al racconto “Ligeia” di Edgar Allan Poe, il primo episodio delle saga delle Tenebre.
Recensione 
Tutto comincia a Londra, epoca storica fine ottocento. Katrina e Dorian sono due mediatori, o cacciatori di Tenebre, combattono e sono allenati a respingere il male. Tra i due c’è intesa, e forse qualcosa di più… Sono sempre fianco a fianco e per loro in questo romanzo ci sarà una incredibile prova da affrontare.
“Non me lo ricordavo così, sai… Misteri irrisolti, pericoli… Devo ammetterlo, questa missione si sta complicando più del previsto… Voglio solo che non ti accada nulla di male, e questo è l’unico modo che ho per farlo.“
I due giovani cacciatori partiranno da Londra, e poi la vicenda continuerà nelle carrozze di un lussuoso treno, nella loro missione avranno a che fare con fantasmi e vampiri. Un romanzo fantasy, stile gotico… A volte un po’ grottesco. Ho trovato alcuni refusi, tra i quali uno anche abbastanza grave. La trama potrebbe essere anche coinvolgente, ma lo vedo adatto ad un genere di nicchia, adolescenziale, amante delle saghe di vampiri.
Nel finale c’è un cliché, l’amore vince su tutto… O quasi! 
Consigliato ad adolescenti o amanti particolare del genere fantasy dark. Sarebbe stato gradito, a mio parere, meno battaglie, spargimenti di sangue, e sparatorie con proiettili di legno, ma più aspetto psicologico e colpi di scena.
Voto 3 su 5 ⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “FORMULE MORTALI” in Collaborazione con autore François Morlupi

RECENSIONE de “FORMULE MORTALI” in Collaborazione con autore François Morlupi
Editore
Croce Libreria
Data di pubblicazione
23 apr 2018
Lunghezza del libro
320 pagine 
Sinossi 
In una torrida estate romana un passante scopre un cadavere di un uomo atrocemente torturato e mutilato. Sul terreno insanguinato gli arti amputati disegnano una celebre formula fisica. È il primo di una serie di omicidi rituali che coinvolgono vittime senza alcun legame apparente. A tentare di risolvere il caso è chiamato il commissario Ansaldi, professionista integerrimo ma tormentato dall’ansia e dagli attacchi di panico. Ad accompagnarlo in questa avventura verso il male, il vice ispettore Loy, una ragazza con un forte disturbo antisociale di personalità, e altri tre membri del commissariato di Monteverde. Tenteranno insieme di venire a capo di quello che ormai i media hanno battezzato come “il caso delle formule mortali”, un’indagine dopo la quale nessuno dei protagonisti sarà più lo stesso.
Recensione 
Agosto 2017, Roma. 
I protagonisti sono la squadra del commissariato di Monteverde, il commissario Ansaldi, il vice ispettore italo francese Eugénie Loy, e gli agenti Di Chiara, Leoncini e Caldara. Subito dalle prime pagine si capisce come sia una squadra coesa e chi più chi meno ligio al dovere, anche se ognuno dei soggetti ha carattere e comportamenti molto diversi.
I personaggi principali che spiccano con il loro problemi psicologici sono sicuramente il commissario che è super ansioso e ,a volte, abusa di psicofarmaci, e il vice ispettore Loy con il suo carattere introverso, freddo e antisociale. La squadra, per la prima volta nella loro carriera, si trova davanti ad un caso veramente agghiacciante, dei serial killer che torturano ed uccidono le loro vittime con terrificanti rituali.
“Troviamoli, fosse anche l’ultima cosa che facciamo, ma troviamo. Da oggi per me non esiste più una vita privata fino a quando non li avremo scovati.“
Una trama assolutamente coinvolgente, una narrazione fluida, spontanea, Morlupi non ha nulla da invidiare a tanti famosi giallisti di alto calibro. Accurata descrizione dei protagonisti, dell’indagine, autopsie, eccetera, denotano un’ottima ricerca e conoscenza dello scrittore sul mondo della polizia, dei libri gialli.
Questo romanzo ha vinto il premio come miglior giallo/noir dell’anno al Festival di Grottammare, tra i  più importanti premi del centro-sud Italia. 
Il finale ci riserva un colpo di scena che ci fa sperare in seguito della storia.
“Alcune indagini ti scuotono fino al midollo, per lasciarti interiormente solo crepe eterne.”

Consigliato a chi ama thriller/polizieschi, con risvolti noir. 
📚 Lo trovate su Amazon versione kindle e cartaceo e in tutte le librerie!!! 📚
Voto 4,5 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “TIGER BLUES” in Collaborazione con autore Jimi B. Jones

RECENSIONE de “TIGER BLUES” in Collaborazione con autore Jimi B. Jones 
Editore: Watson
Data di pubblicazione: 10 ott 2018
Lunghezza del libro: 166 pagine ⠀⠀⠀
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Jim Beam aveva un fratello, una sorella e una madre. Del padre non seppe mai niente. La mamma era seria, preoccupata, sempre nervosa. Aveva paura e non si riposava mai: aveva paura di non riuscire a mantenere i propri figli, aveva paura che uno di loro si ammalasse. Aveva paura di un sacco di cose. Invece Jim non aveva paura di niente, tranne della noia. Abitavano appena fuori Lovelock, in un posto che si chiamava Cottonfarm. 
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Le vicende partono da quando Jim era piccolo, e passava il tempo giocando con i fratelli; prosegue con l’incontro che gli cambierà la vita e la nascita di un’amicizia decisamente fuori dal comune, così come fuori dal comune è lui, in tutto quello che riesce a fare. Axl e Jim cresceranno insieme uniti da un legame che riuscirà ad andare oltre le diversità di razza. 
Un racconto dolce amaro, una favola moderna nella quale trionfano i sentimenti, nel bene e nel male; una favola sull’amicizia e sull’amore, e per arrivare a questi temi non si possono non affrontare quelli peggiori della rabbia e delle bassezze della società.
Ma l’amicizia resta. In un ultimo abbraccio si giurano: «Tu sei me, io sono te».

Lo stile di Jimi B. Jones è molto semplice e fluido, la trama è coinvolgente tanto da invitare il lettore a leggere il romanzo in pochissimo tempo. 
Consigliato a chi cerca un libro dai significati profondi e tanti spunti di riflessione, il tutto, racchiuso in una narrazione da fiaba.
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“Quella di Jim Beam è la storia di un’amicizia e di un palcoscenico. 
È una storia di crescita, di successi e cadute, di applausi e tradimenti, di incontri e solitudine. 
Voto 4,5 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Il migliore amico di mio fratello 2” – Luana Papa

Felice di COLLABORARE nuovamente con autrice Luana Papa vi presento la RECENSIONE de “Il migliore amico di mio fratello 2
Editore: Albatros
Data di pubblicazione: maggio 2017
Lunghezza del libro: 434 pagine 
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Sinossi
La vita di Sharon e Zayn è stata travolta da un imprevisto e dopo le numerose avventure condivise con sentimento e passione, si sono ritrovati faccia a faccia con una situazione molto più grande di loro. Sono passati cinque anni dall’ultima volta, cinque lunghi anni da quando i due ragazzi si sono detti addio per sempre. Sharon è ritornata a Verona a casa dei genitori e, mettendo da parte il suo dolore, ha completato i suoi studi in psicologia e ha iniziato a lavorare per il dottor Young, uno dei più grandi psicologi d’America. Di Zayn, invece, non si hanno più notizie da quel famoso giorno dove lui si è trovato costretto a scegliere per entrambi. Che il destino abbia in serbo per loro nuove sorprese?

Recensione 
Eccoci al secondo libro della trilogia, dove saremo catapultati 5 anni dopo la fine del primo volume…
L’io narrante è di Sharon che nel frattempo è diventata psicologa, è andata a lavorare a New York da uno stimato psicologo.
Sembra che la ragazza quindi abbia accantonato del tutto il suo passato, ora è serena, ha un lavoro che ama ed un nuovo fidanzato… ma ecco che la penna 🖊di Luana Papa ci mette davanti, in questo suo secondo romanzo, ad innumerevoli colpi di scena…
“Un giorno ti renderai veramente conto che tutto quello che hai passato, ti è servito per diventare quella che sei oggi.”
Non vi voglio svelare nulla della trama, perché il libro va letto tutto d’un fiato, la mole delle pagine è notevole, ma scorre fluidamente in una lettura leggera e molto piacevole. 
Unica pecca, purtroppo, i numerosissimi refusi di stampa che a volte, rendono la lettura confusa. 
Ma la trama, la descrizione degli stati d’animo dei personaggi, e la leggerezza con cui la Papa ci fa sognare in una storia d’amore così travagliata… beh valgono davvero la pena di essere letti. 
“La vita è questa. La vita è come le montagne russe. Non bisogna pensarla come un qualcosa di problematico che bisogna soltanto risolvere o aggiustare, ma come qualche cosa che debba essere vissuta come un mistero da dover pian piano svestire dai suoi veli.”
“Credo che il destino sia come un libro aperto e lasciato a metà. Una storia incompleta che aspetta solo te per riempire gli spazi vuoti.”
Voto 4 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️