RECENSIONE de “LA MORTE HA L’ORO IN BOCCA” di Nicola Rocca in COLLABORAZIONE – eBook

RECENSIONE de “LA MORTE HA L’ORO IN BOCCA” di Nicola Rocca in COLLABORAZIONE – eBook con autore 
Data di pubblicazione: 15 mag 2018
Lunghezza del libro: 543 pagine 
Recensione 
Sezione omicidi di Milano, commissario David Walker, un Italo-inglese che beve caffè amaro e fuma troppe sigarette. È alle prese con uno dei casi più complicati della sua carriera, un killer seriale che uccide per vendetta. Il modus operandi è comune, lega le vittime ad un termosifone e le strangola. Poi le ricompone sul pavimento con le mani composte sul petto, l’immancabile cravatta dorata, ed in bocca, una piastrina d’oro con incisi degli strani simboli. I cadaveri sono sistemati con cura, come a renderli protagonisti di una cerimonia. Walker è aiutato dalla sua squadra fidata della omicidi, un insolito amico che lo aiuta a risolvere gli enigmi, l’amico patologo che svolge le autopsie, ma gli omicidi seriali diventano più numerosi e il commissario si ritrova impotente di fronte ad un serial killer che non lascia impronte e non commette errori…
“A volte gli enigmi sono più facili di quello che pensi. Siamo noi a renderli complicati. E cerchiamo la loro soluzione percorrendo innumerevoli labirinti, quando magari la svolta è proprio lì, davanti a noi. L’occhio umano vede solo ciò che vuole vedere.”
Walker ha sempre più l’impressione che l’assassino conosca in anticipo i suoi spostamenti, le sue riflessioni, i suoi piani, i suoi pensieri. Il romanzo di Rocca lo definirei un thriller-poliziesco, degni di nota sono sicuramente gli approfondimenti giudiziari-amministrativi, i referti medici, le indagini minuziose. 
Si nota subito delle prime pagine come lo scrittore per scrivere il libro si sia documentato a dovere. Degno di nota è pure lo stile narrativo fluido e la trama davvero molto avvincente, che mi ha lasciato sospesa fino alla fine scervellandomi con gli indizi forniti per capire chi poteva essere il killer seriale. Nonostante la mole delle pagine, sono circa 530, il romanzo scorre veramente velocemente, ci lascia sospesi fino al finale, dove una rivelazione sconcertante lo renderà degno di essere definito un ottimo thriller. Molto consigliato. 
4,5 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Il collezionista di bambole” in COLLABORAZIONE con autrice Angela Failla e Graus Editore

RECENSIONE de “Il collezionista di bambole” in COLLABORAZIONE con autrice Angela Failla e Graus Editore

Data di pubblicazione: 1 gen 2013
Lunghezza del libro: 232
Genere: thriller 
Sinossi 
Una serie di delitti sta sconvolgendo la tranquilla città di Bright: tre donne sono state uccise, tutte in modi diversi. L’unica costante è che su ogni delitto viene ritrovata una polaroid. Conosciutisi sulla scena del delitto, la promettente giornalista Shelly Watkins e il detective Manuel Boselli, chiamato a risolvere il caso, dovranno fare i conti con il Giocattolaio, il serial killer che ha gettato nel panico la città. Ma qualcuno li spia, li osserva, li segue e partecipa come spettatore, mandando loro messaggi e trascinandoli in un gioco crudele. Un’avventura dove il tempo incalza e tutto è il contrario di tutto. Perché il Giocattolaio ha già definito ogni cosa. Perché la fine è proprio l’inizio. 
Recensione 
Tre donne sono state uccise, tutte in modi diversi e niente sembra accomunare i delitti tranne una polaroid rinvenuta su ogni cadavere, foto che conduce al successivo assassinio. Chiamato a risolvere il caso è il tenente Manuel Boselli, alle prese con l’orribile serial killer che sta gettando nel panico la città di Bright in Virginia. Un assassino spietato che lascia citazioni latine, compone anagrammi ed è ossessionato dal numero 5. 
Perché le citazioni? Perché il numero cinque? Perché le polaroid? Perché le bambole?
Ma il detective deve anche rispondere al quesito più importante: perché il Giocattolaio lo sta sfidando? Dalle prime pagine emerge il talento investigativo racchiuso in un testo che emoziona con particolari tecnico-scientifici che, in un crescendo di tensione, rendono l’indagine realistica e avvincente. Inizia così la corsa all’uomo. Pagina dopo pagina il lettore può immaginare l’identità del misterioso assassino, ma deve aspettare l’epilogo per identificarlo definitivamente. Con l’aiuto dell’ambiziosa giornalista Shelly Wathkins, Manuel Boselli si tuffa in un’avventura senza ritorno dove tutto è il contrario di tutto. La scrittrice, con il suo genio creativo, la terminologia e le diverse ricerche, confeziona un racconto forte, dalle giuste tinte del giallo e con un colpo di scena finale degno dei migliori thriller.

RECENSIONE de La figlia sconosciuta in COLLABORAZIONE con casa editrice Bookabook e autrice Sara Recordati

RECENSIONE de La figlia sconosciuta in COLLABORAZIONE con casa editrice Bookabook e autrice Sara Recordati

Editore: bookabook
Data di pubblicazione: 15 nov 2018
Lunghezza del libro: 352 pagine 

Sinossi 
Francesca ha trentacinque anni, un lavoro in una casa di moda a Milano e una famiglia che ama, apparentemente perfetta: il marito Luca, che è la sua roccia, e due adorabili bambini. Però il suo aspetto dolce e ingenuo, con profondi occhi azzurri e ricci biondi, non rispecchia la sua vera essenza: Francesca è infatti oppressa da un passato tormentato carico di silenzi e dall’assenza costante del padre, un celebre pittore egoista e prevaricatore, in grado ancora oggi di spostare l’ago della sua fragile stabilità. Una promozione al lavoro sembra farle respirare aria fresca, e ancora di più l’arrivo di Matteo: con lui Francesca si sente libera di lasciarsi andare e di esprimere un’altra se stessa, più oscura e sensuale. Ma il passato non si cancella e la figura del padre continua a essere presente, sempre più ingombrante e opprimente.
Recensione 
Francesca, nata e cresciuta in una famiglia dove il passato è consuetudine chiuderlo in tanti piccoli cassetti sigillati, casomai qualcosa avesse la tentazione di cascare fuori e mettere scompiglio nel disegno ordinato del presente. È cresciuta con uno scudo fatto di razionalità, ed ha represso le emozioni, perfino se stessa, perché le emozioni amano creare disordine e costringerla all’improvvisazione. Ama gli oleandri perché hanno segreto: dietro un’apparenza gentile e fragile celano un animo velenoso. Lei è come l’oleandro, bella fuori e cattiva dentro. Francesca crede che le emozioni siano malvagie, ha imparato a temerle e tenerle nascoste, credendo di poterle dominare per sempre. La mancanza di un padre però è un dolore troppo grande, un vuoto incolmabile. Chicca è alla ricerca costante di uno sguardo in cui trovare quello che le manca: amore, appoggio e consenso incondizionato. Francesca per sopravvivere si divide in due: Franci è spensierata, sexy, indipendente e trasgressiva. Chicca, fragile e bisognosa, autolesionista e infelice. Ha un buon lavoro, una famiglia che ha faticosamente costruito, che è un solido pilastro sul quale poggia la sua vita, invece la famiglia d’origine è il suo punto debole, Francesca invidia chi possiede un genitore con cui confidarsi nei momenti difficili, lei si sente zoppa o come un’acrobata che si allena senza rete.
Lo stile narrativo è passionale, impossibile lasciare romanzo, l’ho divorato in poche ore. Nessun refuso, nessun momento noioso. 
Voto 4,5 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de Impariamo ad amare in COLLABORAZIONE con autrici Tea Pecunia e Marina Panatero edito da Cairo Editore

RECENSIONE de Impariamo ad amare in COLLABORAZIONE con autrice Tea Pecunia 
Marina Panatero edito da Cairo Editore 
Pagine 153
Sinossi 
Impariamo ad amare. Il segreto per una relazione sana e felice: L’amore guarisce. L’amore è una delle forze più potenti che esistano. L’amore è l’opposto della paura. Chi non vorrebbe la chiave per poter amare autenticamente e sentire l’amore dei propri cari? Ma come si arriva a esprimere e ad accettare l’amore, così da vivere nella sicurezza e nella gioia le nostre relazioni? La difficoltà a costruire rapporti solidi e appaganti, nei quali riusciamo a dare il meglio di noi stessi e a ricevere il meglio dagli altri, dipende anche dagli schemi mentali in cui restiamo intrappolati, oltre che dalla difficoltà a ritenerci meritevoli di essere amati. Le persone sfiduciate credono che migliorare una relazione sia impossibile e permangono in relazioni distruttive. Ed ecco che la meditazione si rivela l’antidoto perfetto contro le emozioni negative, come la paura, il rancore o l’insicurezza. Permette di trovare un equilibrio interiore, di aprirsi a nuove possibilità, di disinnescare gli schemi mentali controproducenti. Impariamo ad amare ci insegna le tecniche per gestire i conflitti con noi stessi e con gli altri, per sconfiggere i nostri demoni interiori, per conoscerci e darci una serenità che possiamo trasporre in scelte e in rapporti consapevoli, trasformando positivamente noi e la nostra vita. Per essere felici a tutti i livelli, non solo in una coppia ma anche con i nostri figli, amici e colleghi. Perché l’amore non è dipendenza: qualunque cosa distrugga la nostra libertà non è amore. 
Recensione 
“ Il compito essenziale della vita è prendersi cura della propria anima. Bisognerebbe preoccuparsene e lavorare per farla evolvere, e ciò lo si può fare solo con l’amore.”
Alla fine, ciò che conta di più nella nostra vita è l’amore: quanto siamo stati amati e quanto abbiamo amato e questo libro è volto a promuovere una crescita personale e relazionale a tutti livelli, perché l’amore, l’empatia, l’amicizia, la compassione sono condizioni essenziali alla felicità.
Moltissimi sono gli aiuti che ci offre questo libro-guida, prima di tutto la meditazione che va imparata, allenata e soprattutto praticata costantemente. Amati e ama chi ti sta accanto a sufficienza per non costringerlo a giustificare le sue scelte o addirittura piegarsi alle tue.
Ognuno parte da sé, ognuno di noi intraprende il viaggio personale alla riscoperta della propria autenticità. In una relazione, di qualsiasi tipo, si è almeno in due, e questo è un dettaglio che spesso diamo per scontato! Le cose, sempre, vanno viste da più angolature, serve per non giudicare ma approcciarsi alle persone con il cuore lasciando da parte le sovrastrutture dettate dall’ego e non dall’anima. 
Consiglio veramente a tutti questo libro, per intraprendere un grande viaggio introspettivo.
Voto 4 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️
Le autrici
Marina Panatero è un’esperta di meditazione. Per più di vent’anni ha approfondito e studiato questa disciplina, trasmettendone le tecniche e studiandone le più recenti ricerche scientifiche. Insieme a Tea Pecunia ha scritto diversi libri sull’argomento, tra cui ricordiamo Giochiamo a rilassarci. La meditazione per calmare i bambini e renderli più attenti e creativi (Feltrinelli, 2015), Ci sussurrano gli angeli (Edizioni del Cigno, 2015) e Lascia andare! Tecniche semplici ed efficaci per liberarti dallo stress quotidiano (Fabbri, 2018).
Tea Pecunia, laureata in Filosofia, si occupa delle tradizioni orientali, in particolare di buddhismo, Zen e dei classici della letteratura giapponese sui samurai. Da tempo pratica la meditazione, il Sistema Corpo Specchio di Martin Brofman, le Meditazioni Attive di Osho e lo zazen. Insieme a Marina Panatero si occupa della cura redazionale delle opere di Osho tradotte in italiano. Per Feltrinelli ha curato, con Marina Panatero, Bushido. La Via del guerriero (2013), Kendo. Gli insegnamenti di spada di un maestro zen samurai (2017), Che colore ha il vento? Insegnamenti zen per questi tempi terribili (2018) e Bushido per donne guerriere. Risveglia il samurai che c’è in te (2018). Ha curato, con Genevienne Pecunia, Kāmasūtra (2018) ed Estinguere il dolore. Le parole del Buddha (2017).  Ha scritto, insieme a Marina Panatero, Giochiamo a rilassarci. La meditazione per calmare i bambini e renderli più attenti e creativi (2015),  Impariamo a rilassarci. La meditazione per principianti stressati e senza mai tempo (2016).

RECENSIONE de Il cantico del sole. Thormäe: 1 di William Riverlake in COLLABORAZIONE con casa editrice Stella Mattutina

RECENSIONE de Il cantico del sole. Thormäe: 1 di William Riverlake in COLLABORAZIONE con casa editrice Stella Mattutina
Editore
Stella Mattutina
Data di pubblicazione
5 feb 2019
Lunghezza del libro
464 pagine 
Genere: Fantasy
Sinossi 
“Questo racconto ebbe inizio che ero solo un ragazzo, destinato a vivere come tutti gli altri giovani del mio villaggio. 
Ma la sorte per me decise diversamente, mettendomi sulle tracce di Garon, alla ricerca del bambino annunciato dagli Angeli e dalle stelle…”
“È tempo di prendere la penna per raccontarvi il mio viaggio, le mie battaglie. 
Recensione 
Devo fare una doverosa premessa… io non amo il genere fantasy, ma questo romanzo è veramente molto di più. 
È un puro viaggio interiore, una trasposizione se vogliamo di un mondo reale nella fantasia. 
Lo stile narrativo è ricercato, fluido, con grande attenzione all’aspetto psicologico dei personaggi. 
La penna di Riverlake ci trasporta in incredibili avventure, viaggi attraverso le più incredibili terre e razze che popolano Thormäe. 
Ci sono sette paesi a Thormäe e quindi sette popoli: quello dei Nani, quello degli Elfi, quello dei Firfur, quello dei Goblin, quello dei Troll, quello degli uomini e infine quello dei Garmin. 
Le avventure inizieranno per ogni protagonista separatamente, fino a ricongiungersi insieme in un viaggio che li porterà ad unirsi per salvare il loro mondo e riportare la pace. 
“È necessario curare le piaghe di questo mondo con la filosofia della bellezza e dell’armonia e provare ad applicarla. Non c’è lavoro più meritorio, più grandioso di quello dell’uomo che cerca di purificare la sua conoscenza, di adottare le verità, di trovare ordine, simmetria, perfezione, in modo da unirsi all’Intelligenza cosmica e fondersi con essa.”
Ho amato la nota dell’autore che è una vera e propria perla alla fine del romanzo, l’ho letta e riletta…
Nonostante le quasi 500 pagine, alla fine dispiace che sia finito… ma attendo con ansia il secondo libro per continuare a sognare…
Voto 4,5 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de La psichiatra – Wulf Dorn

La psichiatra 
Wulf Dorn
Data di pubblicazione: 2 set 2010
Lunghezza del libro: 399 pagine 
Corbaccio Editore
Sinossi 
Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un’umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l’Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all’Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall’ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l’incubo. Nessuno l’ha vista uscire, nessuno l’aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l’Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine…
Recensione 
La psichiatra è un romanzo thriller del 2009 di Wulf Dorn (nato in Germania nel 1969). È l’opera d’esordio nel thriller dello scrittore, noto in precedenza per i racconti horror.
Ma quanto è fragile la mente umana? Ci si pone sempre questa domanda, questo romanzo lo conferma. 
L’autore ti confonde fino alla fine, e tu impazzisci per cercare di dare un senso alla storia, di scovare il colpevole, ma è impossibile… soltanto le ultime pagine ti riveleranno la verità. Ansia, paura, confusione, disordine e un’infinità di dubbi. Impossibile staccarsi dalla lettura. Un vero thriller psicologico che ti sconvolge e ti catapulta nella mente della protagonista, estraniandoti dal mondo che ti circonda.
Continuo a guardare sotto il letto sperando non spuntino delle mani 😅
Credo che leggerò anche gli altri titoli di questo autore. 
Voi lo conoscete?! Impressioni?!
Voto 4 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Parliamo del blocco del lettore…. La psichiatra – Wulf Dorn

Ahimè, anch’io sono incappata nel blocco del lettore… ieri siete stati preziosi e mi avete dato un sacco di consigli sui titoli da leggere… ho scelto questo che era in libreria da un po’… sperando mi sblocchi… 
Quindi oggi vi presento: 
La psichiatra 
Wulf Dorn
E voi siete mai incappati nel blocco del lettore? Cosa avete fatto per sbloccarlo?
Data di pubblicazione: 2 set 2010
Lunghezza del libro: 399 pagine 
Sinossi 
Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un’umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l’Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all’Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall’ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l’incubo. Nessuno l’ha vista uscire, nessuno l’aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l’Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine…

Avrò cura di te – Massimo Gramellini e Chiara Gamberale

Benvenuto aprile! Nuovo mese, nuova lettura… oltre le 3-4 che ho iniziato a marzo… ma questo libro mi è stato tanto decantato da mia madre che l’ha appena terminato, che non potevo non cominciarlo. Quindi oggi vi presento: 
Avrò cura di te
scritto a quattro mani da Massimo Gramellini e Chiara Gamberale. 
E voi avete parenti che influenzano le vostre scelte di lettura?! 

Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 23 giugno 2016
Lunghezza del libro: 186 pagine

Sinossi 
Gioconda detta Giò ha trentacinque anni, una storia familiare complicata alle spalle, un’anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l’ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto. La notte di San Valentino, Giò trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all’angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto, ma anche il coraggio, di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo. Che, incredibilmente, le risponde. E le fa una promessa: avrò cura di te. L’angelo ha un nome: Filemone, ha una storia. Soprattutto ha la capacità di comprendere Giò come Giò non si è mai compresa. Di ascoltarla come non si è mai ascoltata. Nasce così uno scambio intenso, divertente, divertito, commovente, che coinvolge anche le persone che circondano Giò. Uno scambio che indaga non solo le mancate ragioni di Giò: ma le mancate ragioni di ognuno di loro. Perché a ognuno di loro, grazie a Filemone, voce dell’interiorità prima che dell’aldilà, sia possibile silenziare la testa e l’istinto. Per ascoltare il cuore. Anche e soprattutto quando è chiamato a rispondere a prove complicate, come quella a cui sarà messa davanti Giò proprio dal suo fedele Filemone, in un finale che sembrerà confondere tutto. Ma a tutto darà un senso.

RECENSIONE de Scrivi in COLLABORAZIONE – eBook con autrice Marianna Brogi

RECENSIONE de Scrivi in COLLABORAZIONE – eBook con autrice Marianna Brogi
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Sinossi 
Due donne, due tempi fra loro lontani, un paese antico e remoto, due storie che si intrecciano nel tempo, in un dialogo appassionato e riflessivo. I due fili narrativi di Celeste e Dorotea si dipanano parallelamente, attraverso un affresco affascinante di tempi e luoghi, nelle sfaccettature dell’Italia del Novecento, fino a confluire in un’unica corrente narrativa, potente ed evocativa
Recensione 
Ho letto questo romanzo in un batter di ciglia, le parole scorrevano velocissime, non riuscivo a staccarmi dal testo, almeno fino a poco più della metà, poi i pensieri e l’attenzione si sono fatti leggermente più confusi… Ma andiamo per ordine. 
Sicuramente il romanzo si può classificare come narrativo-storico. La storia principale è quella di Celeste, vissuta ai primi del ‘900, nell’Italia centrale e a cavallo con la seconda guerra mondiale, arrivando fino ai giorni nostri. La sua vita è narrata da Dorotea, che scopriremo essere in seguito la bambina e la ragazza a cui celeste faceva da tata nei primi anni ‘80.
Siamo a Pennabilli, un piccolo comune in provincia di Rimini. La vita di Celeste comincia qui, una bimba cresciuta veramente troppo in fretta, senza istruzione, mandata a lavorare come serva presso famiglie benestanti alla sola età di sette anni. Cresciuta nel timore reverenziale dei precetti religiosi e con la completa diffidenza per gli uomini. Pennabilli per lei all’epoca significava fame, povertà, ignoranza e l’odio di sua madre, che l’aveva ripudiata appena venuta al mondo. 
Celeste si ritrova troppo presto giovane donna e anche praticamente sposata senza averlo mai desiderato con un marinaio, che non la rispettò mai né come moglie né come donna, ma che la trattò come poco più di una serva.
Il romanzo è dedicato sicuramente a due persone principali, la prima è Celeste come abbiamo detto, la seconda è Marcello, un giovane ragazzo che è come un fratello per Dorotea ma segnato da un destino tragico.
[È stato allora che ho deciso di scrivere di Celeste e della mia infanzia vissuta tra sogno e realtà, in un mondo speciale in cui nessuno morirà mai. In cui io fermerò il tempo. È stato così che la sua storia è diventata anche la mia, e poi quella di Marcello, mentre scrivevo per raccontargli il corso della vita, per narrargli le mie scelte e il mio dolore.]
Celeste passava le giornate con Dorotea, quella donna, ormai anziana, che la vita aveva cercato di spezzare in mille occasioni, ma che in realtà non si era nemmeno mai piegata, mantenendo una integrità morale, un’allegria, un amore per la vita che ha trasmesso a Dorotea.
Il romanzo è veramente molto profondo, non riusciamo a staccarci per sapere tutta la vita di Celeste, questa incredibile donna, ma poi alla sua morte il tutto diviene confuso. 
I pensieri e le parole diventano come un fiume in piena e sono difficili e contorti da seguire. La cosa che ho percepito è che probabilmente il finale del romanzo, è stato scritto più che per essere letto, per l’irrefrenabile impeto dello scrivere stesso, per dar sfogo e liberare la mente all’autrice.
È sicuramente un libro molto introspettivo, che rivela moltissimo dell’autrice che ha scritto senza filtri, senza freni inibitori.
[“Mi fermerò forse quando non avrò più nulla da dire? Forse non mi bloccherò mai. O forse, quando mi fermerò, capirò che questa è stata solo una mia convinzione, e nulla di quello che ho scritto è reale.“]
Voto 4 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de La stanza della tessitrice – Cristina Caboni e Garzanti

RECENSIONE de La stanza della tessitrice in collaborazione con autrice Cristina Caboni e casa editrice Garzanti

Editore: Garzanti Libri
Data di pubblicazione: 18 ott 2018
Lunghezza del libro: 300
Sinossi
Bellagio è il luogo dove Camilla si è rifugiata per iniziare una nuova vita. Solo qui è libera di realizzare i suoi abiti capaci di infondere coraggio, creazioni che sono ben più di qualcosa da indossare e mostrare. Ma ora è costretta ad abbandonare tutto perché Marianne, la donna che l’ha cresciuta come una madre, ha bisogno del suo sostegno. È lei a mostrarle il contenuto di un antico baule, un abito che nasconde un segreto: vicino alle cuciture interne c’è un sacchetto che custodisce una frase di augurio per una vita felice. È l’unico indizio per ritrovare la sorella che Marianne non ha mai conosciuto. Camilla non ha mai visto nulla di simile, ma conosce la leggenda di Maribelle, una stilista che, all’epoca della seconda guerra mondiale, era famosa come «Tessitrice di sogni». Nei suoi capi erano nascosti i desideri e le speranze delle donne che li portavano. Maribelle è una figura che la affascina da sempre: si dice che sia morta nell’incendio del suo atelier parigino, circondata dalle sue creazioni. Camilla non sa quale sia il legame tra Maribelle e la sorella che Marianne vuole ritrovare. Ma sa che è disposta a fare di tutto per scoprirlo. Sente che la sua intuizione è giusta: Parigi è il luogo da dove iniziare le ricerche; stoffe, tessuti e bozzetti la strada da seguire. Una strada tortuosa, come complesso è ogni filo di una trama che viene da lontano. Perché i misteri da svelare sono a ogni angolo. Perché Maribelle ha lottato per affermare le proprie idee. Perché seguirne le orme significa per Camilla scavare dentro sé stessa, dove batte un cuore che anche l’ago più acuminato non può scalfire.
Recensione

“Chi ha il coraggio di superare le proprie paure è capace di tessere il filo della vita. Afferra il tuo, adesso, e compi il tuo destino, figlia del mio cuore”.
Un romanzo che mi ha veramente dato molto, che mi ha toccato nel profondo, che trasuda creatività, speranza, sogni e desideri. Un coro di donne fortissime, che entrano con le loro storie nel nostro cuore. Caterina e Camilla, due donne che creano abiti magici, abiti che riescono a fare stare bene chi li indossa. Vissute in due epoche molto distanti, ma accomunate dalla stessa passione.
Le bastava solo parlare di un abito e subito sapeva come modificarlo e trasformarlo: negli occhi delle clienti leggeva ciò che custodivano nel cuore. Erano desideri e sogni insieme. Coglieva le loro emozioni e ne ricavava stoffe di luce e di gioia che applicava ai modelli.
Lo stile narrativo è semplice, diretto, ma veramente molto passionale. Un romanzo che consiglio veramente a tutte le donne. Ogni capitolo all’inizio ci svela la descrizione di un tessuto, il romanzo è caratterizzato dal passaggio tra differenti  epoche e città.
La tradizione al centro del romanzo e tramandata nel tempo è quella degli scrapolari, dei sacchetti di stoffa che non dovevano mai essere aperti e custodivano al loro interno l’essenza di chi li avrebbe portati, cuciti nei propri vestiti.
Taglia tutto quello che è di troppo, ma abbi cura dei fili essenziali.
Un romanzo che fa sognare, uno stile unico.
Voto 4,5 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️