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Recensione di “Io mi scelgo: Manuale semiserio per mollare il principe (azzurro tossico) e scegliere sé stesse” di Marta C. a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📅 Pubblicato il: 28 settembre 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 69

#RecensioniLibri 

💜 IO MI SCELGO – La rivoluzione gentile che stavamo aspettando

Ci sono libri che leggi e libri che ti leggono. “Io mi scelgo” appartiene decisamente alla seconda categoria. Marta C. è riuscita nell’impresa titanica di scrivere il libro che ogni donna vorrebbe aver letto dieci anni fa, ma che arriva esattamente quando deve arrivare: nel momento giusto per salvarti.

Marta C. ha trovato la formula magica: ti fa ridere mentre ti apre gli occhi. Il suo stile “semiserio” non è un espediente letterario, è una carezza. Ti accompagna attraverso tematiche dolorose con la delicatezza di chi sa esattamente cosa significa starci in mezzo, ma con l’ironia di chi ne è uscita vittoriosa.

Ogni capitolo è come una chiacchierata con quella amica saggia che tutti vorremmo avere: quella che ti dice le cose come stanno senza giudicarti, che ti fa ridere delle tue stesse disavventure amorose mentre ti aiuta a capire dove hai sbagliato a valutare te stessa.

Finalmente qualcuno che lo dice chiaro e tondo: il problema non è trovare l’amore, è smettere di cercarlo nelle persone sbagliate pensando di poterle salvare, cambiare o guarire. Marta smonta con precisione chirurgica (e un pizzico di sarcasmo liberatorio) tutti i clichés romantici che ci hanno venduto come “amore vero”:

  • “Se ti ama davvero cambierà per te” – FALSO
  • “L’amore vero supera tutto” – FALSISSIMO
  • “Forse sono io troppo esigente” – NO, SEMPLICEMENTE NO

Ogni pagina è un momento “aha!” che ti fa esclamare “ma parla di me!” (e poi realizzi che parla di tutte noi).

Non è il solito libro che ti lascia ispirata per tre giorni e poi tutto torna come prima. Marta C. ti dà strumenti concreti, esercizi, domande da farti, segnali da riconoscere. È come avere una bussola emotiva che finalmente ti indica la direzione giusta: verso te stessa.

Gli esercizi di auto-riflessione sono potenti senza essere invadenti. Le liste dei “red flags” sono così precise che ti chiedi se l’autrice abbia installato telecamere nella tua vita. I suggerimenti per ricostruire l’autostima sono pratici, realistici e soprattutto gentili con te stessa.

Marta non scrive dall’alto di una cattedra. Condivide le sue cadute, i suoi errori, le volte in cui è tornata da chi non doveva. E proprio questa vulnerabilità rende il libro potentissimo. Ti senti vista, capita, accompagnata. Non sei sola in questo casino, e soprattutto: ne puoi uscire.

La sua voce è quella di una donna vera, non di una guru della self-help che ha tutte le risposte. È onesta quando dice “mi sono fatta del male” e coraggiosa quando aggiunge “ma poi ho scelto me”.

“Mia figlia è stata la mia forza. La mia motivazione. Il mio orgoglio. Il mio motivo per denunciare, per affrontare i processi, per non mollare. “Scelta” non è una parola da dizionario, è una presa di posizione. “Amare” non è un gesto romantico, è resistenza pura. Me l’ha insegnato lei senza dire una parola.

“Io mi scelgo” non è un invito all’egoismo o alla chiusura emotiva. È un manifesto di amor proprio rivoluzionario: puoi amarti e amare qualcun altro, ma mai nell’ordine sbagliato. Prima tu, poi eventualmente l’altro. E se l’altro non ti fa stare bene, l’altro non è per te. Punto.

Questo libro ti insegna che:

  • Stare da sola è meglio che stare male accompagnata
  • L’amore non dovrebbe mai farti sentire piccola
  • Non sei tu “troppo”: lui è semplicemente “non abbastanza”
  • Scegliere te stessa non è egoismo, è sopravvivenza emotiva

L’autrice ha un modo di scrivere che ti entra dentro. Ogni pagina ha almeno una frase che vorresti sottolineare, fotografare, tatuarti addosso. Il libro è pieno di verità dette con parole semplici ma devastanti nella loro precisione.

“Ho scelto me. Non per egoismo, ma per sopravvivenza. E poi, diciamolo: ero la mia unica opzione sensata. Non tutte le ferite si vedono. Alcune si nascondono dietro un sorriso ironico con un rossetto cillegia e uno spray al peperoncino nella borsa. Ma oggi non mi nascondo più. Mi scelgo. Con tutte le mie verità, le mie cicatrici e la mia forza. Con le battaglie vinte, quelle perse e quelle che ancora combatto. Con la voce che tremava e quella che oggi non chiede più il permesso. E se qualcuno pensa che sia esagerata… va bene. Non sono guarita. Ma sono viva e sono sveglia. Chi mi vuole addormentata, ha sbagliato favola.”

Per chi è questo libro (spoiler: per TUTTE)

  • Per chi sta pensando di tornare dal suo ex (FERMA, LEGGI PRIMA QUESTO)
  • Per chi si sente in colpa a dire di no
  • Per chi pensa di non meritare di meglio
  • Per chi giustifica comportamenti ingiustificabili
  • Per chi ha bisogno di sentirsi dire che non è pazza
  • Per chi vuole imparare ad amarsi davvero
  • Per chi è stanca di sentirsi stanca

Ma soprattutto: per ogni donna che ha mai messo qualcun altro prima di sé pensando che fosse amore.

Il mio verdetto personale

Questo libro andrebbe distribuito nelle scuole, regalato a tutte le amiche, letto ad alta voce nelle piazze. “Io mi scelgo” non è solo un libro, è un atto di rivoluzione gentile. È la chiave che ti mancava per aprire quella porta che ti teneva prigioniera delle tue stesse illusioni.

L’ho letto in un fiato, ma ci tornerò ogni volta che avrò bisogno di ricordarmi chi sono e cosa merito. Marta C., grazie. Grazie per aver scritto quello che molte di noi sentivano ma non riuscivano a mettere in parole. Grazie per averci ricordato che scegliere noi stesse non è la fine della storia, ma l’inizio di quella giusta.

Dove leggerlo

Ovunque, ma vi consiglio:

  • Sul divano, con un plaid e una tisana
  • In un weekend tutto per te
  • Con le amiche, leggendo i capitoli ad alta voce
  • Quando stai per mandare quel messaggio che NON devi mandare

Da abbinare a:

  • Un quaderno per prendere appunti (ne avrete bisogno)
  • La playlist “Strong Women” su Spotify
  • Un blocco dei contatti preventivo sul telefono
  • Tanto amore per voi stesse
  • Fazzoletti (sì, piangerete, ma di liberazione)

Questo libro è terapia travestita da lettura leggera. È la migliore amica, la psicologa, la sorella maggiore che ti dice le verità scomode con amore. È il libro che ogni donna dovrebbe leggere almeno una volta nella vita, meglio se prima di trovarsi invischiata con l’ennesimo principe azzurro che di azzurro ha solo le botte all’anima che ti lascia.

COMPRATELO. LEGGETELO. REGALATELO. VIVETELO.

E poi, finalmente, scegliete voi stesse. 💜

Per me è indubbiamente un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

L’avete letto anche voi? Raccontatemi come vi ha cambiate! E se state pensando di leggerlo: fatelo. È il segno che stavate aspettando.

Sono molto grata all’autrice per avermi fornito una copia cartacea del suo libro. 
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#ReadChristie2021, un altro anno con la regina del giallo

Pronti per trascorrere un nuovo anno in compagnia della Christie?

L’Agatha Christie Limited, la società che detiene tutti i diritti delle opere di Agatha Christie ha deciso di dare vita al terzo anno della challenge famosa in tutto il mondo.

Quest’anno, con grande soddisfazione, sono stata scelta come testimonial italiana della #readchristie2021 insieme ai blog @radicalging e @libriamociblog

Quindi sarà un onore per me guidarvi passo passo per le varie tappe che partono ufficialmente a gennaio 2021 per terminare al 31 dicembre 2021.

Come per la scorsa edizione, le regole sono semplici: ogni mese seguiremo le tappe organizzate dall’ACL, che trovate qui sotto, in questa cartolina che potete ricevere iscrivendovi alla newsletter di Agatha Christie).

Se volete saperne di più vi lasciamo il link al loro sito: agathachristie.com

Le tappe della #ReadChristie2021

La challenge è divisa in tappe, una per ogni mese: (alcuni mesi sono segnalati con il punto interrogativo ? perché l’Agatha Christie Limited li svelerà successivamente).

Gennaio: una storia ambientata in una villa o residenza di lusso

Febbraio: una storia in cui si parla d’amore

Marzo: una storia con un personaggio dell’alta società

Aprile: una storia ambientata prima della seconda guerra mondiale

Maggio: una storia con riferimento al tè (tea)

Giugno: una storia con riferimento o che si svolge in un giardino

Luglio: una storia con un prelato

Agosto: una storia ambientata al mare o in spiaggia

Settembre: una storia che abbia a che fare con la scuola, insegnamento

Ottobre: una storia ambientata su un mezzo di trasporto

Novembre: una storia ambientata dopo della seconda guerra mondiale

Dicembre: una storia ambientata durante il brutto tempo o in inverno, con la neve

Per la tappa di ogni mese possiamo leggere romanzi, racconti, raccolte, si possono anche ascoltare audiolibri e perchè no guardare gli adattamenti televisivi o cinematografici!

Come, dove e quando postare?

Ogni mese potrete parlare delle vostre letture sulle vostre piattaforme: con una foto, delle stories, una piccola recensione o le vostre considerazioni su Instagram, con una recensione o un articolo sul blog, un video su YouTube o un post su Facebook.

L’unico obbligo è utilizzare l’hashtag #ReadChristie2021taggare Tantilibriecaffe  (su Instagram, FB e WordPress Tanti libri e troppi caffè) e l’account ufficiale di Agatha Christie (@officialagathachristie su Instagram e Facebook) così che possa ricondividere tutti i vostri post!

Non mi resta che augurarvi tante buone letture in un anno all’insegna del giallo!!!

Maura.

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RECENSIONE de “Anime” di Alessandra D’Alessandro in collaborazione con autrice

📌📌📌 RECENSIONE 📌📌📌

“Anime” di Alessandra D’Alessandro in collaborazione con autrice

EditoreDel Bucchia
Copertina flessibile1 gennaio 2019
Lunghezza del libro200 pagine 

Non esiste il caso, né la coincidenza. 

Noi, ogni giorno, camminiamo verso luoghi e persone che ci aspettano da sempre. Giuditta Dembech 

Avete presente quei romanzi che divorate in poche ore e quando li avete terminati vi assale la voglia di ricominciare da capo a leggere, rileggere e rileggere? 

Beh cari amici lettori, Anime è uno di questi.

L’ho veramente amato alla follia, mi ha fatto provare emozioni indescrivibili.

“E così Anna ora si ritrovava lì. 

In quel lunedì qualunque di un qualunque mese e di un qualunque anno.

Il caso aveva compiuto ciò che il tempo o il destino avevano forse solo sfiorato per più di vent’anni. Praticamente una vita.

Lo stesso numero di anni che aveva Anna quando stavo insieme a Leo.”

La penna della D’Alessandro è commovente, viscerale, un romanzo che va letto “di pancia“.

Appena iniziato già non riuscivo a staccarmi, ho dovuto terminarlo il giorno stesso.

Una storia d’amore talmente forte e pura che va oltre il tempo e lo spazio.

“Ripensò alla leggenda orientale che le aveva raccontato Leo sul treno e si chiese se qualche filo rosso li avesse mai uniti.

Ma se c’era stato, Anna pensò che doveva essere rimasto incastrato in qualcuno dei mille ingranaggi del destino perché un giorno, lei e Luca, si erano ritrovati fermi, uno accanto all’altro, incapaci di fare anche un solo passo ancora insieme.”

Anna e Leo, due anime che si sono perse, per venti lunghissimi anni, ma saranno destinate a ritrovarsi un giorno?

“Paura.

Di solito è la paura ad arginare il cuore. Paura di soffrire. Paura di sbagliare.

Paura di ricominciare. Paura di perdere quelle certezze a cui ancoriamo la nostra vita per evitare che la tempesta ci trascini alla deriva. 

E della paura non ci si libera facilmente. Perché la paura si alimenta delle incertezze e non lascia scampo.”

Riuscirà Anna a uscire da una situazione che l’ha tenuta incatenata per vent’anni? Riuscirà a scegliere la sua felicità?

“Forse per la prima volta nella sua vita, Anna aveva scelto se stessa. 

Aveva scelto di non far più dipendere la sua felicità da quella di qualcun altro. Anna aveva scelto. Semplicemente. Lasciando da parte i suoi sensi di colpa. Lasciando finalmente che fossero gli altri a portare il peso del mondo sulle loro spalle.”

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “L’ultima notte” di Manuel Bellomo a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: CTL (Livorno)
📅 Pubblicato il: 18 luglio 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 176

#RecensioniLibri 

La Chiesa non può permettersi di non conoscere quel che succede al suo interno. Non è mai successo, e mai succederà. Ma non sarò io a saperlo.

Ciao a tutti lettori! Oggi ci immergiamo nelle ombre di uno dei luoghi più iconici e misteriosi al mondo. Ho appena terminato la lettura de “L’ultima notte” di Manuel Bellomo e, ve lo dico subito: se cercate un giallo d’altissimo livello con venature noir, questo è il libro che dovete assolutamente aggiungere alla vostra lista.

L’incipit è folgorante. La maestosità della Basilica di San Pietro viene violata dal sangue: il Cardinale Richter viene trovato senza vita. Un omicidio che non è solo un crimine, ma un terremoto politico e religioso.

A guidare l’indagine troviamo una coppia decisamente singolare: il giornalista Alessandro Balbi e il Giudice Ansaloni. Due figure speculari, personaggi che indagano molto diversi tra loro, che si ritrovano a scavare in un passato mai realmente sepolto. Al centro del mistero c’è la figura enigmatica di Roberto Berio, un uomo svanito nel nulla quindici anni prima, che riemerge dal buio con il volto celato da una maschera e il cuore pieno di segreti legati a opere d’arte dal valore inestimabile.

Perché questo noir vi conquisterà:

Questo è un giallo molto intricato e pieno di particolari avvincenti, costruito come un orologio svizzero. Ogni indizio è un tassello di un mosaico più grande che coinvolge figure potenti come il Cardinale Venchi e il capo della Gendarmeria, Giannini. Nulla è lasciato al caso.

Le descrizioni degli ambienti non sono semplici fondali. La conoscenza che l’autore dimostra della Città del Vaticano è lodevole: camminerete tra corridoi polverosi e sale affrescate, percependo l’odore dell’incenso e il peso della storia. È un’immersione totale che conferisce al romanzo una credibilità straordinaria. 

I capitoli sono in numeri romani e molto brevi, una scelta che crea un effetto dipendenza: la classica trappola del “leggo solo un altro capitolo 😂”, salvo poi ritrovarsi all’alba ad aver voltato l’ultima pagina.

“L’ultima notte” non è solo un giallo, è un labirinto di specchi. L’atmosfera è densa, carica di segreti sussurrati nei corridoi del Vaticano e di identità che si frammentano dietro maschere antiche. Ogni capitolo aggiunge un velo di dubbio che ti spinge a dubitare di chiunque, perfino dei “buoni”. Si percepisce in ogni pagina una ricerca meticolosa. L’autore non si limita a narrare, ma istruisce il lettore attraverso dettagli storici e artistici di rara precisione. La conoscenza delle dinamiche vaticane e dei luoghi descritti eleva il romanzo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e intellettualmente stimolante.

Grazie alla struttura a capitoli brevi, la tensione non cala mai. Il ritmo è un crescendo continuo: una volta iniziato, il libro prende il controllo del tuo tempo. È quella lettura “febbrile” che ti costringe a girare pagina per svelare l’intrigo successivo, rendendo impossibile ogni pausa.. Bellomo ci regala un viaggio emozionante dietro le mura vaticane, dove ogni silenzio nasconde una verità e ogni ombra potrebbe essere un nemico.

Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

Il fascino dei segreti del Vaticano è intramontabile... Qual è il libro ambientato tra queste mura che vi ha più colpito o che vi ha tenuti svegli la notte? Scrivetemi il titolo qui sotto!

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

Recensione di “Omnibus. Il Dio del cielo” di Massimiliano Gradante a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Infuga Edizioni
📅 Pubblicato il: 30 maggio 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 215

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“Quando il cielo chiama, solo chi ha il coraggio di alzare lo sguardo può rispondere.”

Avete mai desiderato un fantasy che mescolasse il sapore classico dell’avventura con una mitologia fresca e tutta da scoprire? 

Ho appena terminato “Omnibus: Il Dio del cielo” di Massimiliano Gradante. Si tratta di un fantasy tutto italiano che non ha paura di puntare in alto, portandoci in un universo dove le forze elementali e le gerarchie divine si scontrano.

Tutto inizia con un sogno che sembra irraggiungibile. Omnibus non è nato eroe: ci viene presentato come un ragazzo fragile e considerato “inadatto” in una società che venera la forza e gli Elementi. Il suo obiettivo? Diventare un Arcangelo, i guerrieri d’élite che proteggono il regno e padroneggiano poteri inimmaginabili.

La storia si dipana su due binari paralleli che finiscono per intrecciarsi in modo sorprendente:

  • L’Ascesa Divina: Seguiamo il percorso di formazione di Omnibus, un cammino fatto di visioni, speranza e una determinazione ferrea che lo porterà a sfidare le leggi stesse della natura per reclamare il potere del Cielo.
  • La Minaccia sulla Terra: Mentre nei cieli si consumano lotte di potere, sulla Terra conosciamo Dan e Meredith, due figure umane che si ritrovano catapultate in un incubo quando l’equilibrio tra i mondi si spezza. Un’antica oscurità sta tornando e il destino dei mortali è appeso a un filo.

È una corsa contro il tempo e contro il pregiudizio: può un “debole” diventare il Dio più potente di tutti? E soprattutto, riuscirà a gestire quel potere senza perdere se stesso? 

«In questo mondo non c’è spazio per altro che il raggiungimento del proprio fine. O lotti per conquistarlo… o cadi prima ancora di riuscirci.» Un sorriso gli piegò le labbra. «E io non cadrò.»

Il cuore pulsante del romanzo sono le relazioni complesse che si creano: Omnibus: Il “Dio del Cielo” è una figura tormentata. La sua evoluzione da ragazzo scartato a entità onnipotente è affascinante e a tratti inquietante. Rappresenta la brama di rivalsa. 

Ignis: L’Arcangelo del Fuoco. Migliore amico e rivale, il suo legame con Omnibus è la colonna portante emotiva della storia. La dinamica Cielo vs Fuoco tra i due è scintilla pura!

Dan e Meredith: Loro sono il nostro punto di vista “terreno”. Attraverso i loro occhi sentiamo il peso reale e terrificante che le guerre divine hanno sulle persone comuni. La loro resilienza è commovente. 

«Chiunque può essere il “buono”. Chiunque può essere il “cattivo”». Spalanca le sue enormi ali nere, che si aprono con un sibilo profondo. «E se toccherà a me essere il cattivo…» Si slancia oltre la parete, iniziando la lunga discesa. «..allora lo sarò.»

Cosa ho amato:

  • Il Worldbuilding: Si sente la passione nella creazione del contesto narrativo, specialmente nel sistema magico degli Elementi e nella gerarchia degli Arcangeli.
  • Il Ritmo: L’alternanza tra le vicende divine (più epiche) e quelle terrestri (più thriller/survival) crea un mix che ti tiene incollata alle pagine.
  • Orgoglio personale: È bello vedere autori italiani costruire saghe così ambiziose!

Per chi è questo libro?

Se amate le storie di accademie magiche che poi evolvono in guerre epiche, o se vi piacciono i protagonisti underdog che devono lottare contro tutto e tutti questo libro fa per voi.

Per me è un 4 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️

Se foste costretti a scegliere un alleato divino basato su un elemento, vi fidereste più dell’imprevedibilità del Fuoco (Ignis) o della vastità del Cielo (Omnibus)? Fatemi sapere nei commenti! 👇

INTERVISTA a Gian Luca Partengo a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Gian Luca?

Sono una persona forgiata dal dubbio e dalla gratitudine. Sono nato a Torino nel 1972, cresciuto negli anni Ottanta e Novanta, con la scrittura come rifugio e come strumento per dare forma a ciò che sentivo e non sapevo dire. Sono stato adottato da due persone che mi hanno insegnato che l’amore non è sempre un fatto di sangue, ma di scelta. Questo ha segnato profondamente il mio modo di vivere e di scrivere. Per molti anni ho lavorato nel mondo del design e del web, ma a un certo punto ho sentito il bisogno di tornare alla mia vera vocazione: la scrittura. Scrivo per cercare un senso, per trasformare le ferite in significato e per restituire valori in cui credo profondamente: onore, equilibrio, disciplina, cultura e rispetto per la vita.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere molti anni fa partendo dalla poesia, che è stata la mia prima forma di espressione autentica. Da lì, nel tempo, il mio percorso si è ampliato fino ad arrivare al romanzo, mantenendo però lo stesso nucleo: la ricerca di senso. Scrivo perché mi fa stare bene, ma soprattutto perché sento il bisogno di ridare voce a valori che non sono perduti, ma assopiti e dimenticati in un mondo che li ha messi da parte. Educazione, disciplina, onestà, rispetto, responsabilità. Valori che ho imparato vivendo e che considero fondamentali. Per me la vita non è qualcosa che si subisce: è qualcosa che si merita. E la scrittura è il mio modo di affermarlo, con lucidità e coerenza.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Enaion – Origine”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Enaion – Origine è un romanzo fantasy che racconta un viaggio di formazione profondo, ambientato in un mondo immaginario popolato da angeli, demoni, città spezzate e forze in conflitto. Ma sotto la struttura epica e simbolica, la storia segue soprattutto un percorso interiore: quello di un personaggio che è chiamato a confrontarsi con la propria origine, con il peso delle scelte e con l’equilibrio tra luce e ombra. L’idea del romanzo nasce da una necessità personale. Enaion prende forma da una ferita reale e da un dono altrettanto reale: l’abbandono e l’amore scelto. È il tentativo di trasformare una storia di vita in racconto, usando il linguaggio del mito e del fantasy per dire cose che, in forma diretta, sarebbero state impossibili da esprimere.

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Enaion – Origine è il primo capitolo di un progetto narrativo più ampio che ho chiamato Trilogia dei Valori. Ogni libro nasce per rispondere a una domanda fondamentale dell’esistenza. Il primo romanzo è dedicato all’identità e ruota attorno alla domanda: chi sono davvero? Il secondo affronta il tema dell’onore e si interroga su come si dovrebbe vivere, sulle scelte, sulla responsabilità e sul prezzo della coerenza. Il terzo, infine, è legato all’eredità e pone la domanda più radicale: perché vivo e cosa lascio dietro di me? Questi libri sono rivolti a lettori adulti e giovani adulti che amano il fantasy, ma che cercano storie capaci di andare oltre l’evasione. A chi sente il bisogno di confrontarsi con domande profonde sul senso della vita, dell’identità e del proprio cammino personale.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!

Al momento il libro non ha ancora una copertina definitiva né un editing finale. Il progetto è seguito da Bookabook, una casa editrice che utilizza il crowdfunding come primo passo: solo al raggiungimento di un determinato numero di preordini si avviano le fasi di editing professionale, realizzazione della copertina ufficiale e pubblicazione fisica del romanzo. In questa fase ho però realizzato una copertina provvisoria, pensata per rappresentare il concetto di origine e il senso profondo del romanzo. Parallelamente sto collaborando con un illustratore fantasy professionista per la creazione di illustrazioni originali ispirate all’universo narrativo del libro. Queste illustrazioni non fanno parte del romanzo finale, ma vengono offerte come contenuti esclusivi e regali ai lettori e a chi sostiene il progetto attraverso il preordine.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

L’ispirazione nasce prima di tutto dalla vita reale: dalle esperienze, dalle ferite, dalle domande che mi porto dietro da sempre. Osservo molto, ascolto, e cerco di capire cosa muove davvero le persone, cosa le spinge a scegliere, a resistere o a perdersi. Accanto a questo c’è il mito, il simbolo, il linguaggio del fantasy, che per me non è evasione ma uno strumento potente per raccontare ciò che è umano in modo più profondo e universale. Scrivo quando sento che una storia ha qualcosa da dire, non per riempire pagine, ma per dare forma a un bisogno autentico.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Profondo.

Simbolico.

Identitario.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Sì, la lettura è sempre stata una parte fondamentale del mio percorso. Amo il romanzo quando unisce narrazione e profondità, e in questo senso mi sento vicino ad autori come Umberto Eco, Dan Brown, Ken Follett, Tolkien, J.K. Rowling e Patricia Cornwell, ognuno per la propria capacità di costruire mondi, simboli e visioni riconoscibili. Accanto alla narrativa leggo anche saggi e testi legati alla filosofia, alla spiritualità e alla cultura in senso ampio. I classici restano un riferimento costante: Omero, Virgilio, Dante, Aristotele. Sono letture che continuano a interrogare l’uomo, al di là del tempo e dei generi.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade stai percorrendo per pubblicizzarlo? 

Oggi la promozione è indispensabile, perché un libro non può più contare solo sulla sua qualità per emergere. Allo stesso tempo, però, non tutte le strade sono semplici o convenzionali. Il crowdfunding, per esempio, è un percorso che richiede un grande impegno personale e lascia molto spazio all’autore, soprattutto nella fase di comunicazione. Ho scelto questa via perché mette i lettori al centro del processo e li rende parte attiva del progetto, non semplici destinatari finali. È una sfida complessa e aperta, il cui esito non è scontato. Qualunque sarà il risultato, continuerò a cercare nuove strade per far vivere questa storia, perché credo che ogni progetto autentico meriti di trovare il suo cammino.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Perché Enaion – Origine non è un romanzo scritto per seguire una moda o per intrattenere in modo leggero. È una storia che nasce da domande reali e da un vissuto autentico, trasformato in racconto attraverso il linguaggio del fantasy. Dovreste leggerlo se sentite il bisogno di una storia che non si limiti a raccontare, ma che accompagni. Se vi interessano i percorsi interiori, le scelte difficili, il confronto con ciò che siamo davvero. Non promette risposte facili, ma offre uno spazio di riflessione, e a volte è proprio questo che rende un libro necessario.

Intervista in collaborazione con autore ✍️ 

Recensione di “Il fiore tra i binari” di Mattia Benedetti a cura di Libri in cornice 🖼️

📑 Editore: Il Seme Bianco
📅 Pubblicato il: 10 luglio 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 197

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“Il fiore tra i binari” è un romanzo che si muove con passo leggero ma deciso attraverso le complessità delle relazioni interrotte e delle solitudini urbane. Benedetti costruisce una storia che non è solo un racconto d’amore (o di mancato amore), ma un’indagine profonda sulla capacità di rinascere proprio lì dove il terreno sembra più arido.

La scelta narrativa di Benedetti è tanto classica quanto efficace: una narrazione in terza persona che funge da occhio discreto e onnisciente, permettendo al lettore di osservare i protagonisti senza mai giudicarli.

Il ritmo del libro è dettato da un’alternanza rigorosa: la storia si dipana attraverso i punti di vista di Chiara e Lorenzo. Questa struttura crea un senso di attesa quasi spasmodico; il lettore si trova a tifare affinché le loro linee temporali, che scorrono parallele, finiscano finalmente per convergere.

Uno degli elementi più toccanti del romanzo riguarda la gestione del passato di Lorenzo. L’autore inserisce nel tessuto narrativo le lettere che Lorenzo scrive a Giada, la sua ex fidanzata. Queste missive, spesso lasciate senza risposta o forse mai spedite, fungono da valvola di sfogo emotivo. Se la terza persona ci mostra cosa fa Lorenzo, le lettere ci dicono chi è veramente. È qui che emerge la sua fragilità, il suo aggrapparsi a un ricordo che sta sbiadendo, rendendo il suo percorso di guarigione tangibile e doloroso.

A fare da collante tra le vite di Chiara e Lorenzo c’è un luogo che assume quasi i tratti di un personaggio a sé stante: “Versi di latte”. Questa caffetteria in stile bakery francese è il punto fermo nelle loro giornate, seppur frequentata in orari diversi (un dettaglio che accentua il tema del “mancarsi per un soffio”). Benedetti è abile nel descrivere l’atmosfera del locale, ma il vero tocco di genio sta nella caratterizzazione dei titolari bizzarri. Con le loro stranezze e i loro modi eccentrici, i proprietari offrono un necessario contrappunto comico e surreale alla malinconia dei protagonisti, rendendo l’ambientazione vivida e accogliente.

Ciò che eleva “Il fiore tra i binari” al di sopra della semplice narrativa sentimentale è l’incredibile capacità dell’autore di scandagliare l’animo umano. Benedetti non si limita a descrivere le emozioni, le viviseziona.

Per Chiara, l’indagine si concentra sul difficile nodo del lutto. Dopo la morte del marito, la sua sofferenza è inestricabilmente legata a un opprimente senso di colpa: non ha mai avuto il coraggio di confessargli di non amarlo più prima che morisse. Questo segreto non rivelato aggiunge uno strato di complessità al suo percorso di guarigione.

Che si tratti dell’incertezza di Chiara o del lutto emotivo di Lorenzo, l’autore riesce a dare un nome a sensazioni che spesso rimangono inespresse. Il senso di non meritare la felicità è palpabile in entrambi, come testimonia questo passaggio:

«Ha il tuo stesso sguardo sai?» Roberto torna serio fissandolo. «Cioè?». «Quello di qualcuno che vorrebbe ricominciare ma non crede di meritarselo».

La metafora del titolo è perfetta: i protagonisti sono fiori cresciuti in un ambiente ostile (i binari della vita, delle delusioni), e la penna dell’autore ne cattura la bellezza resiliente con una sensibilità rara.

Tra quei binari, dove tutto corre e tutto sfugge, quel fiore continua a fiorire, come una preghiera sussurrata all’orecchio della morte, un muto canto di speranza per chi sa che, a volte, la salvezza si trova nel restare, nel non cedere alla tentazione di lasciarsi cadere.

“Il fiore tra i binari” è un libro che si legge tutto d’un fiato, attaccati alla speranza che due solitudini possano finalmente incontrarsi. Mattia Benedetti si conferma un attento osservatore delle dinamiche emotive, lasciandoci con un messaggio potente che riassume l’essenza stessa del libro:

«Non importa perché resti in piedi. L’importante è che continui a fiorire».

Una lettura consigliata a chi cerca una storia di delicata potenza sulla forza di ricominciare.

Un messaggio dall’autore: 

…A volte basta sapere che non siamo soli, che quello che proviamo è condiviso, che qualcuno, da qualche parte, ci ha camminato accanto anche solo per un istante. E allora grazie, ancora, per aver camminato con me. Grazie per aver ascoltato Chiara e Lorenzo, per aver creduto in loro, per aver sentito le loro paure e le loro speranze come fossero le tue. Grazie per aver lasciato che questa storia ti toccasse, anche solo per un momento. Se c'è una cosa che porto con me, mentre chiudo questo libro e lo lascio andare verso di te, è questa: «Il dolore è una cicatrice, ma la cicatrice è la prova che siamo sopravvissuti e che, nonostante tutto, siamo ancora qui». Con gratitudine infinita. Mattia.

Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

Sono molto grata all’autore ✍️ per avermi fornito una copia del suo romanzo. 

INTERVISTA a S.P. Shadow a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è S.P. Shadow?

Buongiorno a te e grazie per avermi dedicato del tempo. Io sono Samuel Paganessi un semplice ragazzo di 28 anni, ho tanti sogni nel cassetto e una testa che va sempre a mille. S.P. Shadow e’ il mio doppelgänger, il mio caos. La parte di me più forte e intima, quella che mi ha aiutato a realizzare il mio più grande sogno, ovvero publicare il mio primo romanzo.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere fin da piccolo. Ho sempre avuto una fervida immaginazione e grazie anche ai libri fantasy che mi leggeva mia zia, amavano crearmi le mie storie. All’età di 9 anni ho partecipato ad un concorso indetto dalla mia scuola che premiava lo “scrittore” con la miglior storia e vinsi portandomi a casa una grande soddisfazione personale. Quello che voglio trasmettere ai miei lettori è molto semplice, mi piacerebbe che quando leggono i miei libri per loro sia un momento di relax e che possano anche solo per poco distaccarsi da questa realtà così frenetica.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Ignis et Aer”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Ignis et Aer è un romanzo che ha origini molto lontane, è una storia così reale nella mia mente che credo di averla vissuta veramente. Tutto è nato quando avevo all’incirca 15/16 anni, io e la mia migliore amica trascorrevamo intere estati nella sua casa in montagna. Amavamo esplorare i boschi e inoltrarci nei vari sentieri, finché un giorno non ci imbattemmo in questa voragine nel terreno, chiamata grotta del diavolo. Beh il resto è scritto tutto nel mio romanzo non vorrei spoilerare troppo 🤭

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Ignis et Aer è un romanzo adatto a tutti, si parla di amicizie, coraggio, paure e lati oscuri di noi che molto spesso ci consumano dall’interno. Ma allo stesso tempo è divertente e coinvolgente. 

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!

La copertina l’ho disegnata io come anche la mappa che c’è all’interno, affidandomi poi a un programma online per renderla più reale e definita. Essendo stato il mio primo romanzo e soprattutto auto pubblicato non è stato facilissimo, per la revisione mi sono affidato a una squadra di editor online che ringrazio per il lavoro svolto.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

L’ispirazione per me è ovunque, ogni cosa che mi capita nella vita può infondermela, ma per il mio primo romanzo ho semplicemente raccontato ciò che ho vissuto.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

  • Avvincente
  • Intrigante
  • Sorprendente

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Grazie a mia zia che fin da piccolo mi ha trasmesso  la passione per la lettura, amo leggere libri fantasy ne sono ossessionato. Sono cresciuto a pane e Christopher Paolini, il ciclo dell’eredità è stata la prima vera lettura fantasy che mi ha completamente travolto. Leggere significa molto per me, mi aiuta a staccare la testa dai mille pensieri che ho e sopratutto riesco a scollegare la spina dalla realtà assurda in qui viviamo. 

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

La promozione è fondamentale per farsi conoscere e far conoscere i propri romanzi. Non è facile perché ci sono milioni di scrittori che nascono ogni giorno, ma nel mio piccolo, grazie ai social e a diversi book blogger mi faccio strada in questo arduo cammino.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Ignis et Aer è il primo di una trilogia (La trilogia dell’apocalisse) facente parte del Ciclo di Agartha, perciò sì, ci sono lavori in corso e in questo momento sto scrivendo il mio secondo romanzo.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Non so se dovreste leggere il mio romanzo. Questa è la mia storia, una storia che ho vissuto molto tempo fa alla quale non crede nessuno, magari voi potreste essere i primi…

Intervista in collaborazione con autore ✍️ 

Recensione di “Le forme dell’amore. Infiniti come il mare” di Ezio Granese a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Aletti editore
📅 Pubblicato il: 30 giugno 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 140

#RecensioniLibri 

“A chi mi ha insegnato a sognare di nuovo. A chi mi ha insegnato il valore delle crepe, perché è lì che entra la luce.”

Oggi vi porto tra le pagine intense e tumultuose di Le Forme dell’Amore. Infiniti come il mare di Ezio Granese, un romanzo che non è una semplice storia d’amore, ma un vero e proprio viaggio introspettivo nelle zone d’ombra dei sentimenti. Preparatevi a farvi travolgere dall’altalena emotiva di Marzio e Marilena.

Una delle scelte più interessanti del romanzo è la sua struttura: la narrazione è sapientemente intervallata dalle pagine di diario dei due protagonisti. Questo espediente non è solo stilistico; è la chiave di accesso alla loro mente e, credetemi, è fondamentale per navigare la complessità della storia.

Mentre il racconto principale ci mostra le loro azioni e i loro incontri – tra momenti rubati e la ricerca di una via di fuga dalle loro vite “stagnanti” – i diari ci offrono la versione grezza, senza filtri. È qui che i loro conflitti interiori e le loro confessioni taciute prendono forma. Questo dualismo tra l’azione (il mostrato) e l’introspezione (il sentito) regala al lettore una visione a 360 gradi del loro legame, rendendo la lettura dinamica e profondamente intima.

“Ma le promesse sussurrate di notte non sempre resistono alla luce del giorno. Parole non dette si accumulano, fino a diventare macigni. Non ci sono risposte. Perché l’amore non sbaglia. Le persone, sì.”

Marzio e Marilena sono due anime dipinte con le sfumature dell’emotività pura. L’autore li traccia non come eroi romantici, ma come persone autentiche, con le loro fragilità, paure e desideri inconfessabili. Marzio è spesso descritto come razionale, un “quadrato” che cerca ordine, mentre Marilena è il “cerchio”, più fluida, a tratti indomita e irruente. Il loro rapporto è un campo di battaglia emotivo. I personaggi respirano le difficoltà e le esperienze che li hanno plasmati, e il loro amore si presenta complesso, fatto di coraggio e terrore di fronte alla libertà e alla scelta. Questa onestà brutale nel descrivere il lato “imperfetto” dell’amore è la vera forza del libro.

Un aspetto che non può passare inosservato, e che per alcuni potrebbe essere un elemento di “disturbo”, è l’insieme dei comportamenti a volte stridenti e incoerenti di Marilena. Ebbene, in qualità di lettrice, vi dico: è proprio questo a renderla vera.

Marilena incarna la contraddizione umana nel momento della crisi e della riscoperta. Le sue oscillazioni tra il desiderio di Marzio e la paura del cambiamento, tra la passione travolgente e i limiti imposti dalla realtà (e dalla sua vita precedente), sono il motore di gran parte della tensione narrativa. Non è una protagonista facile da amare, a volte frustra, ma la sua incoerenza non è un difetto di scrittura; è, al contrario, l’espressione di quanto possa essere difficile lasciarsi andare e lottare per sé stessi quando si è intrappolati in una vita che non si sente più propria. Marilena è il simbolo della crescita interiore travagliata, del percorso che porta a ritrovare sé stessi anche a costo di sembrare egoisti o, appunto, incoerenti agli occhi degli altri.

Se pensate di sapere dove questa storia vi porterà, vi sbagliate. Il romanzo si chiude con un finale che definirei inaspettato e che, per me, è la perfetta chiusura di un percorso di consapevolezza. Non aspettatevi il classico e vissero felici e contenti, ma qualcosa di molto più profondo e, se vogliamo, liberatorio. Il finale riflette il concetto chiave che Granese sembra voler trasmettere: la forma più alta dell’amore è quella che lascia liberi.

Perché Leggerlo? Le Forme dell’Amore è un romanzo consigliatissimo a chi cerca una storia di sentimenti intensa e senza edulcorazioni, che esplori la complessità dell’animo umano e il coraggio necessario per credere (o smettere di credere) in un sentimento. Leggetelo se amate le narrazioni introspettive e non temete di confrontarvi con personaggi “scomodi” e un finale che vi farà riflettere a lungo sulla vera essenza della libertà emotiva.

Per me è un 4 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️

Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate! E voi, a quale “forma” d’amore assomigliate? ❤️

INTERVISTA a Maria Elena Presta a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Maria Elena?

Buongiorno a te, e grazie. Chi è Maria Elena? Questa è una domanda difficile, perché sono tutto e niente! Sono presenza e assenza, dipende tutto dalla giornata, sono una voce che racconta, ma a volte sono una pagina bianca.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato fin da piccola, i primi passi li ho mossi scrivendo nei diari, per raccontare ciò che non potevo dire ad alta voce. Con il tempo, sono arrivati i primi racconti e a sedici anni, il primo romanzo. I miei libri sono nati semplicemente per fare compagnia, per chi ha bisogno di una pausa, nessuna pretesa, ma il solo desiderio di esserci e magari essere ricordata.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Accadde ad Anzio”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Accadde ad Anzio racconta la storia di Monica, la protagonista che accompagnerà il lettore in un viaggio tra presente e passato, svelando i segreti di un diario, ritrovato in una casa dove Monica risiede per qualche tempo, per indagare sull’apparizione di una presenza misteriosa. Ma durante il suo soggiorno, il cuore di Monica si divide tra due uomini che lei sembra amare allo stesso modo. L’ idea è nata con un viaggio fatto a Londra da ragazza. Ma ho deciso di adattarla qui dove mi sento più a casa, la mia Anzio, la mia Ponza.

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Nel mio romanzo ci sono diversi valori: tra cui l’ amicizia, la memoria e l’ amore. Non solo l’ amore tra uomo e donna, ma anche tra genitori e figli, nonni e nipoti. L’ amore è il valore centrale, perché ci sono amori che non finiscono e sopravvivono anche alla morte. Diciamo che è indirizzato un po’ a tutti, per chi ama le storie d’amore o per chi cerca una lettura che mescoli passione, mistero e un pizzico di paranormale.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!

Per quanto riguarda la copertina è stata realizzata da un mio amico fotografo, Matteo Delli Colli. Mentre la revisione è stata fatta da Giuliana Bettella, la mia editor.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

L’ ispirazione arriva spesso dai miei sogni, da un ricordo, ma anche da una frase ascoltata per strada, può fare nascere una storia. Quindi attenti a cosa dite quando sono nei paraggi.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Scorrevole, avvincente e anche magnetico.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Sono soprattutto una lettrice, amo quasi tutti i generi, il fantascienza non mi piace proprio. La mia autrice preferita è Sophie Kinsella.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

Per me promuovere un romanzo è importante come scriverlo. Ho cercato di promuoverlo attraverso i social, attraverso presentazioni e partecipando a vari concorsi, dove  mi sono classificata al secondo posto.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Dal momento che Monica e Jack, sono stati molto apprezzati, ho deciso di scrivere il seguito, Sguardi sospesi. Uscito nel mese di luglio su Amazon.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Perché dovreste leggere il mio romanzo? Perché ogni capitolo è un viaggio ricco di colpi di scena, sarà  un po’ come salire sulle montagne russe, con alti e bassi. C’è l’ amore in tutte le sue forme, un tocco di paranormale e un po’ di mistero che vi terrà incollati alla trama. Insomma, un mix di emozioni!

Intervista in collaborazione con autrice ✍️ 

Recensione di “I Girasoli di Rebecca” di Morena Terenzi a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Youcanprint
📅 Pubblicato il: 8 agosto 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 66

#RecensioniLibri 

“Rebecca sembrava davvero fatta di sole. Camminava scalza, amava i caffè espressi, le risate con le amiche, le canzoni in spagnolo e Noemi la seguiva, con la sua voce dolce, un po’ timida. Lei vedeva luce ovunque… in una barca all’orizzonte, nel riflesso del mare al tramonto, in un vestito che creava con stoffe color pastello, nei sogni che prendevano vita sotto le sue mani. Il mondo era il suo atelier, e lei lo vestiva di speranza.”

Preparatevi a un’esperienza di lettura che va oltre le pagine, amici lettori. Ho appena finito “I Girasoli di Rebecca” e ho il cuore colmo di una dolce malinconia e una luce inattesa. Non è solo un libro, è una carezza.

Partiamo da un aspetto che noi bookstagrammer amiamo: l’edizione. Questo volume è un vero gioiello da sfoggiare! La carta patinata regala al tatto una sensazione di lusso e raffinatezza che rende la lettura un momento ancora più piacevole e ‘coccolo’. Ma la vera chicca sono le illustrazioni in bianco e nero: sono assolutamente spettacolari, elegantissime e incredibilmente evocative. Non sono semplici disegni, ma veri e propri “squarci” visivi che completano e amplificano la narrazione, trasformando il libro in un piccolo oggetto d’arte.

Morena Terenzi ha un talento pazzesco nel trasformare il dolore e la memoria in pura poesia. Il suo stile narrativo è evocativo, delicato e quasi fiabesco. Riesce a tessere le parole come un incantesimo, creando un’atmosfera sospesa, dove il ricordo di Rebecca, la “piccola scintilla”, si manifesta nelle piccole cose, nella luce, nel calore. È un racconto intimo e struggente, sì, ma non parla di buio; parla della forza indomita di cercare la luce, proprio come fanno i girasoli.

Perché leggerlo?

“I Girasoli di Rebecca” è un inno all’amore che resta, al legame che nessuna assenza può spezzare. È una storia che insegna a trasformare la perdita in memoria viva, una luce che illumina l’anima. Se cercate un libro che vi tocchi nel profondo, che vi regali una pace dolce e vi ricordi che l’amore vero non muore mai, mettetelo subito in TBR!

Perfetto per chi ama le storie toccanti ma piene di speranza, le edizioni curate nei minimi dettagli e lo stile che sa essere profondo senza essere pesante.

Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

E voi, avete mai avuto l’impressione che qualcuno che amate sia lì, accanto a voi, in una forma diversa, come un raggio di sole inaspettato? Fatemi sapere! 👇

Sono molto grata all’autrice per avermi fornito una copia digitale del suo romanzo. 

Recensione di “La reclusa” di B. A. Paris a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Nord
📅 Pubblicato il: 27 giugno 2023
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 368

#RecensioniLibri 

“L’ansia mi chiude lo stomaco. Se è così che deve andare, non voglio essere liberata. Sono più al sicuro qui, in questa stanza nera come la notte, che non nel mondo esterno con Ned”. 

“La reclusa” di B.A. Paris è un domestic thriller ad alta tensione che esplora la dinamica di un matrimonio tossico attraverso gli occhi della protagonista, Amélie. Il romanzo è costruito per massimizzare la suspense e l’immersione, utilizzando la struttura e il ritmo narrativo.

L’elemento strutturale più distintivo e cruciale per il ritmo del libro è l’uso di capitoli brevissimi, spesso di sole due o tre pagine. Questo formato è estremamente efficace nel creare un senso di urgenza e nell’impedire al lettore di staccarsi dalla storia. Ogni mini-capitolo si chiude con un piccolo gancio (un’informazione o una rivelazione parziale) che spinge immediatamente a proseguire la lettura. La brevità dei capitoli rende il libro estremamente scorrevole e ne amplifica la natura di page-turner.

La narrazione è sapientemente gestita attraverso un continuo passaggio tra presente e passato:

Presente: Inizia con Amélie che si sveglia reclusa in una stanza buia, ma, paradossalmente, si sente più sicura lì che a casa sua. Questa situazione di partenza è subito intrigante e genera mistero.

Passato: Tramite flashback, Amélie ricostruisce la sua relazione con Ned Hawthorpe: dal loro insolito accordo iniziale (un matrimonio lampo per denaro) alla progressiva scoperta della sua natura manipolatrice e abusiva.

Questa tecnica di alternanza temporale è fondamentale. Il presente (la reclusione) funge da cornice claustrofobica, mentre il passato alimenta la suspense, rivelando passo dopo passo gli orrori della vita di Amélie e giustificando la sua strana reazione al rapimento.

Tutta la storia è raccontata attraverso il POV (punto di vista) in prima persona della protagonista, Amélie. Questo ci permette di entrare completamente nella sua mente e di sperimentare il suo crescente senso di isolamento, paura e manipolazione emotiva all’interno del matrimonio. L’autrice è brava a rendere la voce di Amélie credibile, dipingendola inizialmente come una donna ingenua che, spinta dalla necessità, si ritrova intrappolata in una gabbia dorata. Il lettore empatizza profondamente con il suo conflitto interno, la sua lotta per la sopravvivenza e, infine, il suo desiderio di rivalsa.

Sia la situazione iniziale nel presente (la reclusione fisica in una stanza buia) sia la dinamica matrimoniale nel passato contribuiscono a creare un’atmosfera intensamente claustrofobica. Il presente, con l’ambiente ristretto, è claustrofobico in senso letterale. Il passato è claustrofobico in senso psicologico: il matrimonio con Ned è ritratto come una prigione emotiva, fatta di controllo, manipolazione e abuso psicologico. Questo doppio livello di confinamento è uno dei maggiori punti di forza del thriller e ne aumenta l’angoscia complessiva.

“La reclusa” si inserisce perfettamente nel filone del #domesticthriller, e in quanto tale, presenta alcuni cliché tipici del genere. Ci sono, infatti:

• La protagonista femminile vulnerabile che si ritrova in pericolo a causa dell’uomo che ama/ha sposato.

• Il marito ricco, affascinante in apparenza, ma spietatamente manipolatore e abusivo.

• La casa (spesso lussuosa) che diventa una prigione anziché un rifugio.

• Una serie di colpi di scena verso la fine, alcuni dei quali possono apparire un po’ forzati o meno plausibili per mantenere alta la tensione e garantire la “vendetta” della protagonista.

Nonostante questi elementi familiari, B.A. Paris riesce a sfruttare questi tropi a suo favore, creando una narrazione che, pur non essendo totalmente originale nelle premesse, è avvincente e difficile da abbandonare.

In definitiva è un thriller che punta tutto sul ritmo serrato e sul coinvolgimento emotivo. Sebbene il lettore più esperto di domestic thriller possa intuire alcune svolte, la costruzione narrativa (capitoli corti, alternanza temporale e POV intimo di Amélie) è magistrale nel mantenere la tensione alle stelle. È una lettura consigliata per chi cerca un romanzo veloce, angosciante e pieno di suspense, che mette in luce le dinamiche tossiche nascoste dietro le facciate perfette.

Per me è un 3,5 su 5 🖼️🖼️🖼️

Sono molto grata alla casa editrice Nord per avermi fornito una copia cartacea del romanzo.