
📑 Editore: La Caravella Editrice
📅 Pubblicato il: 30 settembre 2022
📜 Copertina flessibile
📃 Numero di pagine: 158
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Il secondo capitolo letterario firmato da Flavio Lucibello ci riporta tra le atmosfere nebbiose e magnetiche che avevamo già imparato ad amare. Con “La belva più feroce”, l’autore non si limita a dare una risposta ai grandi interrogativi rimasti in sospeso dopo “Il suo nome era Vladimiro”, ma compie un vero e proprio salto di qualità, confezionando un romanzo che unisce la precisione della divulgazione scientifica alla tensione mozzafiato del thriller.
La struttura stessa del libro scandisce il ritmo della narrazione in modo impeccabile: i capitoli sono intitolati con i giorni della storia. Quattordici giorni in totale. Un arco temporale apparentemente breve, ma in cui si concentra un’escalation di eventi travolgente. Se nelle prime pagine la storia si prende il giusto tempo per introdurci alla nuova quotidianità dei personaggi e alla quiete apparente di Borgofreddo, sulle Alpi Orientali, si avverte fin da subito una sottile e costante inquietudine. È un crescendo rossiniano, per usare le parole stesse del testo: un ritmo che parte lento, quasi ovattato, per poi accelerare improvvisamente e non lasciare più un attimo di respiro tra arresti, ferimenti, amori nascenti e morti sfiorate.
La vera forza del romanzo risiede nella scelta della voce narrante. Tutta la vicenda è vissuta attraverso il POV in prima persona di Giulio, uno dei protagonisti. Questa scelta stilistica permette al lettore di entrare in totale empatia con lui, vivendo da vicino la sua maturazione profonda. Giulio non è più il giovane spettatore di un tempo; si trova costretto a saltare il fossato, abbandonando una visione ingenua del mondo divisa nettamente tra buoni e cattivi per misurarsi con la complessità dell’animo umano. Al suo fianco ritroviamo Vladimiro Ricci, zoologo carismatico ed ex eremita, che per Giulio diventa una sorta di guida e mentore, un “maestro” che lo accompagna in questo percorso.
L’indagine, nata come una ricerca scientifica sul campo per comprendere delle anomalie nelle predazioni di animali, si trasforma ben presto in un’indagine poliziesca serrata. Giulio e Vladimiro si trovano così a vestire i panni di una versione moderna e naturalistica di Holmes e Watson.
Ciò che rende “La belva più feroce” un’opera unica nel suo genere è la sua forte impronta di “giallo ambientalista”. Lucibello regala tantissime descrizioni accurate dell’ambiente, della flora e della fauna delle Alpi Orientali. Non si tratta di semplici sfondi decorativi, ma di elementi vivi e pulsanti. La natura viene descritta nella sua maestosa perfezione, regolata da leggi armoniose e precise. Tuttavia, emerge potente il tema centrale del libro: la mano dell’uomo. Quando l’essere umano interviene per forzare, modificare o piegare queste leggi ai propri scopi, spezza un equilibrio sacro. Come evocato dalla splendida metafora del quadro di Francisco Goya, “Il sonno della ragione genera mostri”. Ma in questa storia i mostri non nascono dall’ignoto: è l’uomo stesso che li crea da sé, dimostrando che la natura, se costretta e alterata, sa trasformarsi nella belva più feroce.
Un romanzo potente, consigliatissimo sia agli amanti del mistero sia a chi sa ascoltare la voce profonda e a tratti spietata della natura selvaggia.
Per me è un 4,5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️
E voi siete pronti a seguire Giulio e Vladimiro tra i boschi delle Alpi Orientali per scoprire quale mistero si nasconde dietro le nebbie di Borgofreddo?
Lasciate un commento qui sotto: avevate già letto “Il suo nome era Vladimiro” o questo sarà il vostro primo appuntamento con i thriller ambientali di Flavio Lucibello? Fatemi sapere se amate i gialli che sanno dare voce alla natura selvaggia!
Sono molto grata all’autore ✍️ per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo.








