Recensione di “La belva più feroce” di Flavio Lucibello a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: La Caravella Editrice
📅 Pubblicato il: 30 settembre 2022
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 158

#RecensioniLibri 

Il secondo capitolo letterario firmato da Flavio Lucibello ci riporta tra le atmosfere nebbiose e magnetiche che avevamo già imparato ad amare. Con “La belva più feroce”, l’autore non si limita a dare una risposta ai grandi interrogativi rimasti in sospeso dopo “Il suo nome era Vladimiro”, ma compie un vero e proprio salto di qualità, confezionando un romanzo che unisce la precisione della divulgazione scientifica alla tensione mozzafiato del thriller.

La struttura stessa del libro scandisce il ritmo della narrazione in modo impeccabile: i capitoli sono intitolati con i giorni della storia. Quattordici giorni in totale. Un arco temporale apparentemente breve, ma in cui si concentra un’escalation di eventi travolgente. Se nelle prime pagine la storia si prende il giusto tempo per introdurci alla nuova quotidianità dei personaggi e alla quiete apparente di Borgofreddo, sulle Alpi Orientali, si avverte fin da subito una sottile e costante inquietudine. È un crescendo rossiniano, per usare le parole stesse del testo: un ritmo che parte lento, quasi ovattato, per poi accelerare improvvisamente e non lasciare più un attimo di respiro tra arresti, ferimenti, amori nascenti e morti sfiorate.

La vera forza del romanzo risiede nella scelta della voce narrante. Tutta la vicenda è vissuta attraverso il POV in prima persona di Giulio, uno dei protagonisti. Questa scelta stilistica permette al lettore di entrare in totale empatia con lui, vivendo da vicino la sua maturazione profonda. Giulio non è più il giovane spettatore di un tempo; si trova costretto a saltare il fossato, abbandonando una visione ingenua del mondo divisa nettamente tra buoni e cattivi per misurarsi con la complessità dell’animo umano. Al suo fianco ritroviamo Vladimiro Ricci, zoologo carismatico ed ex eremita, che per Giulio diventa una sorta di guida e mentore, un “maestro” che lo accompagna in questo percorso.

L’indagine, nata come una ricerca scientifica sul campo per comprendere delle anomalie nelle predazioni di animali, si trasforma ben presto in un’indagine poliziesca serrata. Giulio e Vladimiro si trovano così a vestire i panni di una versione moderna e naturalistica di Holmes e Watson.

Ciò che rende “La belva più feroce” un’opera unica nel suo genere è la sua forte impronta di “giallo ambientalista”. Lucibello regala tantissime descrizioni accurate dell’ambiente, della flora e della fauna delle Alpi Orientali. Non si tratta di semplici sfondi decorativi, ma di elementi vivi e pulsanti. La natura viene descritta nella sua maestosa perfezione, regolata da leggi armoniose e precise. Tuttavia, emerge potente il tema centrale del libro: la mano dell’uomo. Quando l’essere umano interviene per forzare, modificare o piegare queste leggi ai propri scopi, spezza un equilibrio sacro. Come evocato dalla splendida metafora del quadro di Francisco Goya, “Il sonno della ragione genera mostri”. Ma in questa storia i mostri non nascono dall’ignoto: è l’uomo stesso che li crea da sé, dimostrando che la natura, se costretta e alterata, sa trasformarsi nella belva più feroce.

Un romanzo potente, consigliatissimo sia agli amanti del mistero sia a chi sa ascoltare la voce profonda e a tratti spietata della natura selvaggia.

Per me è un 4,5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️

E voi siete pronti a seguire Giulio e Vladimiro tra i boschi delle Alpi Orientali per scoprire quale mistero si nasconde dietro le nebbie di Borgofreddo?

Lasciate un commento qui sotto: avevate già letto “Il suo nome era Vladimiro” o questo sarà il vostro primo appuntamento con i thriller ambientali di Flavio Lucibello? Fatemi sapere se amate i gialli che sanno dare voce alla natura selvaggia!

Sono molto grata all’autore ✍️ per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

Recensione di “Il dentista fragrante (Delitti e profumi Vol. 5)” di Raffaella Bossi a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Il Vento Antico
📅 Pubblicato il: 7 dicembre 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 300

#RecensioniLibri 

“La risata non risolve i delitti. Ma almeno ti evita di commetterne altri.” 

Inizia così, con questa fulminante e geniale pillola di saggezza, la mia riflessione su una delle letture più spassose dell’anno. E sapete cosa vi dico? Non potrebbe esserci manifesto migliore per descrivere la filosofia di questo libro. In un panorama editoriale affollato da thriller cupi, poliziotti tormentati e atmosfere angoscianti, Raffaella Bossi ci ricorda il potere terapeutico dell’ironia. La risata qui non serve a sminuire il mistero, ma a esorcizzarlo, trasformando l’indagine in un palcoscenico di irresistibile umanità. Questa citazione è la chiave di volta di tutto il romanzo: un invito a non prendersi troppo sul serio, nemmeno davanti a un omicidio!

Benvenuti alla recensione de Il dentista fragrante, il quinto capitolo della serie Delitti e profumi, un libro che è pura ricarica di buonumore.

Se state cercando un libro capace di farvi dimenticare lo stress quotidiano, staccare il cervello e, soprattutto, farvi ridere di gusto, lo avete finalmente trovato.

Raffaella Bossi ha fatto centro un’altra volta con un umorismo semplicemente geniale. La trama gialla si intreccia a un ritmo della commedia perfetto, dove le indagini hanno a dir poco del bizzarro e del paradossale. Non si tratta del solito poliziesco procedurale, ma di una commedia degli equivoci tinta di giallo, dove l’olfatto e l’intuito si scontrano con le assurdità della vita quotidiana.

La vera forza di questo romanzo, oltre alla trama, risiede nei suoi splendidi personaggi. La Bossi compie una magia: prende figure che nella realtà ricoprono ruoli istituzionali, rigidi e importanti — come il commissario capo Di Stefano, la procuratrice Burigana o lo psichiatra Tiresia — e le umanizza fino a renderle divertenti come deliziose caricature.

Ritrovarli tutti a convivere nel Bed & Breakfast L’Essenza, guidato dal naso Agata Cristiani, è un piacere immenso. Sembra di stare in una grande, eccentrica famiglia (incluso il boxer Fracas, gelosissimo del commissario!). Le loro dinamiche sono così naturali e ironiche che è impossibile non affezionarsi.

La struttura del romanzo è una macchina da guerra: la storia è più avvincente che mai e, grazie a capitoli brevi e taglienti, è stato letteralmente impossibile mettere giù il libro. Cadi irrimediabilmente nel tunnel del “ancora un capitolo e poi spengo la luce”, ritrovandoti a finire il volume a notte fonda con il sorriso stampato in faccia.

È talmente bello 😍 che, ve lo garantisco, non appena girata l’ultima pagina vi verrà un’irrefrenabile voglia di fiondarvi ad acquistare e leggere tutti e 4 i precedenti libri della serie per recuperare tutto ciò che vi siete persi di questa stramba squadra investigativa.

Sapete quando un libro è davvero contagioso? Quando non riuscite a tenervelo per voi. Durante la lettura ho continuato a ridere ad alta voce e a raccontare i passaggi più assurdi in casa, con il risultato che il romanzo è finito dritto dritto sul comodino di mia madre. Anche lei, contagiata dal mio entusiasmo e dalle mie risate, non ha saputo resistere e lo ha praticamente sequestrato per iniziare a leggerlo subito!

Se amate i cozy mystery, i gialli brillanti e i libri scritti con intelligenza e leggerezza, correte a scoprire il mondo profumato di Raffaella Bossi.

Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️ (e una dipendenza appena nata!)

Sono molto grata all’autrice per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

🌐 I CONTATTI DELL’AUTRICE

Potete trovare l’autrice su Facebook, su Instagram, o sul suo sito web http://www.raffaellabossi.com. E se preferite ❤️ un contatto più diretto, scrivete pure a ella@raffaellabossi.com

Recensione di “Oltre il Ghiaccio” di Nadia Lanzi a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📅 Pubblicato il: 21 novembre 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 347

Benvenute e benvenuti, lettori! Oggi vi porto una recensione un po’ speciale. Chi mi conosce e mi segue sa bene che il romance non è la mia zona di comfort: di solito mi muovo tra atmosfere diverse, ma quando un libro riesce a scardinare le mie abitudini letterarie e a tenermi incollata alle pagine fino a notte fonda, significa che c’è qualcosa di magico. Ed è esattamente quello che è successo con “Oltre il ghiaccio” di Nadia Lanzi. 

La storia si apre con un prologo folgorante che detta subito il ritmo del romanzo. Ritroviamo Elisa, la nostra voce narrante, sei anni dopo aver detto addio a quel mondo di fuoco e ghiaccio che l’aveva quasi distrutta. Oggi Elisa insegna danza all’Accademia di Milano, ha una vita stabile, rassicurante, accanto a Marco, un bravo ragazzo che le offre tutta la tranquillità che le è mancata.

Ma l’equilibrio è un’illusione che si spezza in un secondo. Durante le Olimpiadi, tra la folla e l’adrenalina, i suoi occhi incrociano quelli di Christian. Il pattinatore magnetico, l’uomo che l’aveva lasciata per proteggerla da non si sa cosa, è di nuovo lì. Basta un solo sguardo perché il passato travolga il presente. E quando il destino offre loro una seconda occasione – uno spettacolo in cui la danza classica e il pattinaggio sul ghiaccio devono fondersi – Elisa accetta, contro ogni logica, dando inizio a una battaglia silenziosa tra la stabilità che ha cercato di costruirsi e un amore mai spento.

Perché vi lascerà incollati alle pagine: i punti di forza

1. Il POV in prima persona e i capitoli brevi

La scelta narrativa della Lanzi è vincente. Il POV in prima persona di Elisa ci proietta direttamente al centro del suo tumulto interiore. Sentiamo le sue mani gelate e contemporaneamente sudate, il cuore che impazzisce, il peso delle scelte razionali contro la forza del desiderio. A rendere la lettura ancora più scorrevole ed elettrizzante è la struttura a capitoli brevi: creano una sorta di dipendenza, quel classico meccanismo del “leggo solo un altro capitolo ed esco” che vi farà fare le ore piccole.

2. Splendida caratterizzazione e introspezione

Anche se il romance non è il mio genere d’elezione, so riconoscere quando i personaggi hanno un’anima. Qui l’introspezione psicologica è profonda e curata. Elisa non è un’eroina perfetta: vive una profonda crisi identitaria, si dibatte tra ciò che “dovrebbe” volere (la stabilità con Marco) e ciò che “è” realmente (una donna che arde ancora per Christian). Christian, dal canto suo, è un personaggio magnetico, maturo, segnato dal dolore e dalle parole non dette, ma guidato da una determinazione nuova.

3. Sguardi intensi e silenzi carichi di significato

Se amate la tensione emotiva, questo libro vi farà impazzire. Più delle parole, in “Oltre il ghiaccio” parlano i corpi, i respiri e, soprattutto, i silenzi. La Lanzi è bravissima a descrivere quegli sguardi intensi capaci di spalancare le stanze chiuse del passato. La complicità e il dolore si muovono su una lama sottile, e la tensione tra i due protagonisti cresce pagina dopo pagina in un climax che esplode in una notte impossibile da dimenticare.

“Oltre il ghiaccio” è un romanzo avvincente, emotivo e dal ritmo serrato. Nadia Lanzi ha saputo unire la grazia della danza e la fredda perfezione del pattinaggio per raccontare una storia di seconde occasioni, dove il corpo non dimentica e il cuore non può mentire. Se ha convinto me, che di solito guardo al romance con diffidenza, vi assicuro che saprà conquistare anche voi.

Un viaggio intenso tra ghiaccio e fuoco che vi terrà con il fiato sospeso fino all’ultimo respiro. Consigliatissimo!

Per me è un 4,25 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️

Avete già letto questo romanzo? Vi ispirano le storie di seconde occasioni nel mondo dello sport? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti!

Sono molto grata all’autrice per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

INTERVISTA a Sara Verde a cura di Libri in Cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Sara?

Buongiorno e grazie per questo spazio. Sara è una ragazza che ha sempre trovato nelle parole un rifugio e un modo per dare voce alle emozioni più profonde. Sono una persona molto sensibile, osservatrice, legata alle emozioni autentiche e alle storie che lasciano qualcosa dentro. Scrivere, per me, non è solo una passione: è un bisogno, un modo per trasformare il dolore, i ricordi e le esperienze in qualcosa che possa arrivare agli altri.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori? 

Ho iniziato a scrivere sin da bambina. Tenevo dei diari segreti dove raccontavo storie fantastiche, ma anche tutto ciò che mi accadeva. All’inizio era soprattutto uno sfogo personale. Col tempo ho capito che attraverso la scrittura potevo raccontare non solo me stessa, ma anche temi che spesso vengono taciuti o sottovalutati. Ai miei lettori vorrei trasmettere verità, empatia e consapevolezza. Vorrei che chi legge i miei libri si sentisse meno solo, compreso, e magari trovi il coraggio di riconoscere certe ferite anche dentro di sé.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Male Comune”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

L’idea è nata dal desiderio di raccontare qualcosa di reale, senza filtri né maschere. In un certo senso, Male Comune nasce proprio come uno sfogo personale. Guardandoci intorno, ogni giorno sentiamo parlare di abusi, bullismo, violenza sulle donne, dipendenze, disturbi alimentari e della difficoltà di salvarsi quando si è intrappolati in rapporti tossici. Da qui è nata l’idea di questo romanzo. Le emozioni e le situazioni presenti nel libro sono ispirate alla vita vera, anche se romanzate. Sentivo il bisogno di dare voce a quelle ferite invisibili che spesso gli altri non vedono. Inoltre, Male Comune nasce anche per mettere in luce il fatto che a volte il male è più vicino di quanto pensiamo e che, a forza di sentire certe notizie, si rischia quasi di farci l’abitudine, come se diventassero qualcosa di normale. Ma il male non deve diventare comune. Con questo libro ho voluto raccontare una storia intensa e profondamente emotiva, che affronta temi delicati ma estremamente attuali.

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?

Nel romanzo ci sono valori molto forti: il coraggio, l’amicizia, la rinascita, l’importanza dell’ascolto e della consapevolezza. È un libro rivolto soprattutto a giovani adulti e adulti, ma credo possa arrivare a chiunque abbia vissuto momenti difficili o ami le storie emotivamente forti e autentiche.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?

La copertina è nata da un’idea molto precisa che avevo in mente: volevo qualcosa che rappresentasse fragilità, dolore e silenzio, ma anche intensità emotiva. Ho lavorato affinché ogni dettaglio rispecchiasse davvero l’anima del romanzo. Una mia carissima amica, Ester Nocera, che considero un’artista straordinaria, ha realizzato il progetto che poi ho presentato alla casa editrice. Per la revisione, invece, mi sono affidata alle mani esperte di Pegasus Edition, che ha svolto un lavoro accurato e attento, cercando di mantenere intatta la voce autentica della storia senza snaturarla.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Principalmente dalle emozioni reali, dalle persone, dai silenzi, dalle esperienze vissute e dalle storie che spesso restano nascoste dietro un sorriso.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Crudo, intenso, autentico.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Sì, amo molto leggere. Prediligo i romanzi introspettivi, psicologici ed emotivi, soprattutto quelli che riescono a lasciare qualcosa dentro anche dopo l’ultima pagina. Mi colpiscono molto gli autori che hanno il coraggio di raccontare la fragilità umana in modo sincero. La mia scrittrice preferita è Colleen Hoover.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

Oggi la promozione è fondamentale, soprattutto per gli autori emergenti. Un libro ha bisogno di essere raccontato oltre che scritto. Sto cercando di far conoscere Male Comune attraverso i social, video, collaborazioni con creator e pagine letterarie, interviste e contenuti che mostrino non solo il libro, ma anche il messaggio che porta con sé.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?

Sì, sto già lavorando a nuovi progetti. Mi piacerebbe continuare a raccontare storie forti, umane e profonde, sempre legate alle emozioni e alle contraddizioni delle persone.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Perché Male Comune non vuole solo raccontare una storia: vuole lasciare un segno. È un romanzo che parla di ferite invisibili, di fragilità umane e della difficoltà di salvarsi quando il dolore diventa quotidianità. Credo sia un libro capace di far riflettere, emozionare e, in alcuni casi, far sentire compresi. Ma soprattutto, vuole dimostrare che, anche nei momenti più bui, esiste sempre una via d’uscita.

Intervista in collaborazione con autrice ✍️ 

Recensione di “Solo” di Alex Serra a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Youcanprint
📅 Pubblicato il: 9 dicembre 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 180

Ciao lettori! Oggi prendiamoci un momento tutto per noi, perché il libro di cui voglio parlarvi non si può liquidare in poche righe. Sto parlando di “Solo” di Alex Serra, un romanzo che è un’esplosione di emozioni, un giallo teso e, allo stesso tempo, un viaggio delicatissimo nel mondo dell’adolescenza. 

Gabriel ha dodici anni. È quell’età sospesa in cui non sei più un bambino, ma il mondo degli adulti ti sembra ancora un gigante incomprensibile. Per Gabriel, la vita è diventata un “paesaggio di porte chiuse”. Dopo la separazione dei suoi genitori, la sua quotidianità è fatta di una madre consumata dalla rabbia e di un padre che è ormai solo un’assenza ingombrante.

Il suo unico rifugio? La sua stanza e lo schermo di un videogioco. Gabriel si sente, appunto, SOLO. Un’eco sorda che gli rimbomba nel petto e che lo ha portato a spegnersi, a smettere di studiare, a guardare gli amici come se fossero sagome lontane. Ma proprio quando il silenzio sembrava essere diventato il suo unico compagno, la vita decide di trascinarlo al centro di un uragano.

Tutto inizia in una chiesa, dove Gabriel entra cercando solo un po’ di pace. Invece, si imbatte nell’orrore: la morte violenta di Don Leonardo, il parroco del paese. Da quel momento, il ragazzino invisibile finisce sotto i riflettori nel modo peggiore possibile: diventa il principale sospettato. 

Il libro si trasforma in un giallo serrato, con uno stile pulito, scorrevole e capitoli brevissimi che ti costringono a dire “ancora uno e poi smetto” (spoiler: non smetterai!). La narrazione in terza persona ci permette di vivere l’ansia di Gabriel, la sua frustrazione nel non essere creduto, ma anche la sua nascente determinazione. Come dice una delle citazioni più potenti del libro:

«A volte, la verità è nascosta dove nessuno ha il coraggio di guardare. E tu hai coraggio, anche se non te ne rendi conto.»

In questo labirinto di indizi e minacce velate, Gabriel non è solo per davvero. Accanto a lui c’è Nonno Toni. È lui il vero pilastro, l’unico a credere fermamente nell’innocenza del nipote. Il loro legame è la parte più commovente del romanzo: un ponte tra due generazioni che si uniscono contro le ingiustizie del mondo adulto. Insieme, si addentrano in verità sepolte, imparando che:

«…certe verità, una volta scoperte, non si possono più cancellare.»

Alex Serra non scrive “solo” un thriller. Scava nei problemi dei ragazzi di oggi: il rifugio nei social, la sensazione di inadeguatezza, il peso dei fallimenti dei genitori che ricade sulle spalle dei figli. È un libro che parla di resilienza. Ci mostra come un evento traumatico possa diventare il catalizzatore per affrontare le proprie paure.

C’è un dualismo costante tra luce e ombra in queste pagine. Gabriel deve imparare a navigare nel fango delle accuse per ritrovare la propria identità, capendo che la verità può essere dolorosa:

«Chi conosce le tenebre, sa riconoscere la luce. Ma la luce, a volte, acceca più del buio.»

Il messaggio finale è un abbraccio caldo: la famiglia, per quanto ferita, divisa o imperfetta, è il luogo dove si smette di essere “solo”. Gabriel scopre che l’unione e l’affetto sono le uniche medicine capaci di guarire le ferite più profonde.

“Solo” è una lettura coinvolgente ed emozionante, perfetta per i ragazzi che cercano un’avventura in cui rispecchiarsi, ma fondamentale per gli adulti che vogliono provare a capire cosa si nasconde dietro i silenzi dei propri figli.

Un libro che rompe il silenzio e riempie il cuore. Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

Voi avete mai provato quella sensazione di sentirvi “soli” anche in mezzo agli altri? Fatemelo sapere nei commenti, parliamone!

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

INTERVISTA ad Alex Serra a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Alex?

Ciao. Alex Serra è un padre, un nonno, un uomo di 69 anni. Ho vissuto i decenni di cambiamenti sociali importanti, profondi. Ho visto come crescevano e come cambiavano le generazioni dei nostri ragazzi. Ragazzi che crescevano in famiglie sempre più frammentate, e per questo si andavano a rifugiare, a cercare supporto sui social. Supporto che spesso non trovavano nel mondo reale. Io nonostante l’età lavoro ancora, nel settore della sicurezza, e come hobby mi occupo di fotografia, una passione che mi permette di osservare il mondo da un punto di vista “privileggiato”. 

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere, esattamente un anno fa, febbraio 2025. Ai miei lettori vorrei trasmettere la voglia di non arrendersi, di combattere, di cercare aiuto, perché a volte basta anche una sola persona per non sentirsi più soli. 

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Solo”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

“Solo” parla della solitudine dei ragazzi di oggi, del senso di abbandono che provano in determinate situazioni, e della loro incapacità di reagire. L’idea è nata osservando i giovani di oggi e dei cambiamenti nel modo di vivere le relazioni, le nostre relazioni. Famiglie che si separano, il più delle volte senza preoccuparsi delle possibili conseguenze. Dalla solitudine che ne consegue e del bisogno di ascolto e attenzione che viene a mancare. Ho pensato: qualcuno deve raccontare questa solitudine. Non con numeri di uno studio. Non con le parole di uno psicologo. Ma con una storia. Con un ragazzo in carne e ossa che quella solitudine la vive davvero. 

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?

Il valore più importante è sempre quello della famiglia. La famiglia esiste, sempre, magari ridotta a una persona sola, la mamma, il papà, una sorella, o perché no, i nonni! Bisogna credere nella famiglia. “Solo” è un thriller per ragazzi dagli 11 ai 15 anni e per adulti che amano storie coinvolgenti e intense, ma con una lettura semplice e veloce, e anche per quegli adulti che magari ci sono passati attraverso questa solitudine.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?

La copertina è stata una mia idea. Ho pensato di creare una immagine che ne rappresentasse il titolo, sperando che rimanesse in memoria, e che creasse curiosità a chi vedeva il libro. Per la revisione, editing, e impaginazione mi sono appoggiato a Youcanprint. Una agenzia che si occupa di Self-Publishing e devo dire che sono stati molto bravi nel seguirmi e consigliarmi su come era meglio procedere.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Ma, io non parlerei di “libri” ne ho scritto uno solo, l’ispirazione è venuta osservando e ascoltando il silenzio dei nostri ragazzi. 

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Coinvolgente – Emozionante – Avvolgente 

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

C’è stato un momento in cui leggevo di tutto. Ma il mio genere sono libri di avventura, azione e devono avere una trama coinvolgente e veloce. Gli autori che leggo di più sono Clive Cusler, Patricia Cornwell, Wilbur Smith. 

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

Allora, scrivere un libro, il mio libro è stato un percorso lungo e molto pesante e impegnativo. Ma ti posso assicurare che la promozione è la parte più importante e difficile da realizzare, soprattutto se come me hai lavorato in autonomia, senza avere alle spalle una casa editrice. Per pubblicizzarlo ho cercato e sto ancora cercando aiuto e collaborazione su Instagram, e devo dire per fortuna ho trovato tante persone, autori che si sono resi disponibili a darmi una mano. Dovrei dire dei nomi, ma sono veramente tanti e potrei dimenticarne qualcuno. Per questo do un abbraccio, e un sentito grazie a tutti quelli che hanno speso, chi più e chi meno, un po’ del loro tempo per fare conoscere il mio Libro.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?

Sì posso dire di si, ma ancora è un po’ presto per parlarne.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Bella domanda. Perchè è un thriller pieno di suspense e colpi di scena, ambientato nella vita reale. Un libro che parla di personaggi veri, temi profondi come solitudine e famiglia, e una lettura scorrevole che coinvolge fino all’ultima pagina. E visto che siamo in presentazione ne approfitto per ricordarvi che sarò presente al Salone del Libro di Torino, dal 14 al 18 Maggio, se volete potete passare a trovarmi. Un grazie particolare anche a te Maura che con questa presentazione mi hai aiutato a fare conoscere “Solo”. 

Intervista in collaborazione con autore ✍️

Recensione di “Un passo alla volta – Il mio viaggio nella mente e nel cuore: Un racconto autentico di cadute, rinascite e crescita interiore” di Afterthehall Lifecoach a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📅 Pubblicato il: 24 giugno 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 398

#RecensioniLibri 

Ciao lettori! Oggi voglio parlarvi di un libro che non è una lettura, ma un’esperienza a cuore aperto. Sto parlando di “Un passo alla volta – Il mio viaggio nella mente e nel cuore”. 

Dimenticate i manuali di auto-aiuto con le “dieci mosse per la felicità”. Qui non troverete soluzioni rapide o consigli preconfezionati. Troverete un uomo. Un uomo che è caduto, che si è sentito rotto e che ha lottato contro il mostro più grande di tutti: lo sguardo riflesso nello specchio.

Attraverso la storia di Stefano — un alter ego in cui l’autore ha riversato le sue paure più profonde — veniamo proiettati in un viaggio che alterna due voci: quella che trema (il passato, il dolore vivo) e quella che ha imparato (la mente e il cuore che mettono ordine).

Il libro affronta con una sincerità disarmante il senso di “non essere abbastanza” e la frustrazione di veder sgretolare ciò che si è costruito. Stefano ci insegna che non esiste una sola caduta, ma che ogni volta che pensiamo di aver toccato il fondo, ne scopriamo uno più profondo. Eppure, proprio lì, tra le macerie, avviene il miracolo della consapevolezza.

Come ci ricorda una delle citazioni più potenti nel testo:

“Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici.” — Khalil Gibran

Uno dei temi che mi ha colpita di più è l’imparare a “proteggersi i fianchi”. Non per diventare cinici, ma per diventare interi. L’autore ci insegna che il perdono non è amnesia, ma libertà.

“Non è colpa mia se mi hai ferito. Ma è responsabilità mia decidere quanto a lungo ti porto con me. Oggi scelgo di portare più me e meno te. Più presente e meno passato. Più verità e meno illusioni.”

Questa riflessione sul rapporto con “Chiara” e con il passato è un manifesto per chiunque abbia vissuto un amore condizionato o usato come arma. È il momento in cui smetti di sederti a tavoli dove non sei rispettato.

L’autore confessa di aver creduto per anni che il suo fuoco interiore fosse cenere. Invece, quel vuoto era solo “spazio per ricostruire”. Scrivere, la terapia e il coaching sono stati i suoi strumenti, ma il fiammifero lo ha acceso lui. Non serve vedere già l’incendio per ricominciare; basta accorgersi che, sotto la cenere, stiamo ancora respirando. Perché, in fondo:

“La gente più sensibile è quella che ha sofferto di più. È quella che ha versato più lacrime. È quella che ha sentito sulla pelle la solitudine, eppure sorride con sincerità.” — Carl Jung 

Perché leggerlo? Perché è un libro onesto. Non cerca pietà, cerca connessione. È la mano tesa che l’autore avrebbe voluto ricevere nei suoi momenti peggiori. Ci ricorda che restare in piedi dopo tutto il caos è già una vittoria immensa, e che:

“Chi ha attraversato davvero il buio, non teme più la luce. La diventa.”

Questo libro vi restituirà il diritto di sentire senza anestesia. Vi insegnerà che il dolore ti parla sempre: a volte come stanchezza, altre come insonnia. Ascoltarlo è l’unico modo per trasformarlo.

“Non esiste un oblio insuperabile. Non esiste un dolore che non possa essere trasformato, se dentro di noi decidiamo di non mollare… Meritiamo amore, rispetto, dignità. E anche quando il mondo ci mette alla prova, possiamo sempre scegliere di rialzarci.”

Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

Lo avete letto? Vi siete mai sentiti come Stefano, smarriti nel bosco per ritrovare voi stessi? Scrivetelo nei commenti!👇

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo libro. 

INTERVISTA a Flavio Lucibello a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Flavio?

Sono una persona che ha sempre vissuto tra scienza e natura. Per oltre quarant’anni ho lavorato nella ricerca scientifica, ma parallelamente ho coltivato un legame profondo con l’ambiente, la montagna e il mare. La scrittura è arrivata come un’esigenza naturale: un modo per raccontare ciò che ho visto, vissuto e sentito, cercando di dare voce a quei luoghi e a quelle emozioni che spesso restano in silenzio.

✔ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere durante il periodo del Covid e, in modo più strutturato, negli ultimi quattro anni, quando ho sentito il bisogno di fermare su carta alcune storie che portavo dentro da tempo. Ai lettori vorrei trasmettere soprattutto il rispetto per la natura, la consapevolezza della sua fragilità, ma anche la bellezza dei legami umani. Nei miei libri cerco sempre un equilibrio tra dimensione interiore e mondo naturale.

✔ Parliamo del tuo romanzo “AVELIG – La donna del silenzio”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

“AVELIG – La donna del silenzio” è una storia che si muove tra leggenda e realtà, immersa nel paesaggio bretone, forte e suggestivo, dove il mare e la natura diventano parte integrante del racconto. Parla di identità, memoria, perdita e rinascita. L’idea è nata mettendo insieme emozioni vissute in tempi diversi. La prima in un piccolo porto di pescatori della Bretagna: vidi una targa di bronzo su cui era incisa una poesia che una donna aveva dedicato al suo uomo morto in mare. Quelle parole, così intense, mi colpirono profondamente. La Bretagna è una terra dal fascino selvaggio, dove le storie antiche sembrano sopravvivere nel vento, nelle onde, nei silenzi. Il secondo momento fu l’incontro, in mare, con tre capodogli mentre ero in barca vicino a Ischia. Un’emozione intensa, istanti che difficilmente potrò dimenticare. Con Avelig volevo raccontare una figura femminile intensa, quasi simbolica, capace di incarnare il rapporto profondo tra essere umano e natura.

✔ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?

I valori principali sono il rispetto dell’ambiente, la ricerca di sé, la resilienza e la capacità di ascoltare il silenzio, che oggi è sempre più raro. È un romanzo adatto a chi ama le storie evocative, i paesaggi naturali e i racconti che lasciano spazio alla riflessione. Non è legato a un’età precisa, ma a una sensibilità.

✔ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?

Una mia amica, dopo aver letto la prima bozza, mi inviò l’immagine di un quadro, “Miranda e la tempesta” di John William Waterhouse (1916), dicendomi che le aveva fatto pensare al romanzo. Partendo da quella suggestione, la copertina è stata pensata come parte integrante del racconto: volevo che evocasse immediatamente l’atmosfera del libro, più che descriverla. È il risultato di un lavoro condiviso con la casa editrice, fatto di confronti e prove, fino a trovare l’immagine giusta. Per la revisione mi sono affidato al mio amico Dino, lettore attento e colto ma severissimo, e a Francesca Funicella, un’editor davvero molto preparata, che mi ha insegnato molto su ritmo e dialoghi. Abbiamo fatto un lavoro accurato, perché credo profondamente nella cura del testo: ogni parola deve avere il suo peso.

✔ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Principalmente dalla natura e dall’osservazione della realtà. I luoghi che frequento, soprattutto ambienti montani e marini, sono una fonte continua di ispirazione. Ma anche le persone, le loro storie e i cambiamenti del territorio. Spesso basta un dettaglio, un ricordo, un’immagine per far nascere un racconto.

✔ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Evocativo, intenso, silenzioso.

✔ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Leggere è fondamentale per me. Non amo molto gli ebook: a casa ho libri ovunque, in ogni stanza. Da ragazzo ho letto quasi sessanta romanzi di Salgari, poi sono arrivati Dumas e Jules Verne. Nel tempo ho attraversato periodi più legati alla saggistica e altri in cui ho privilegiato la narrativa. Amo i romanzi legati alla natura e alla dimensione interiore: da Jack London a Steinbeck, da Hemingway a Rigoni Stern. Ma anche Calvino, Eco e i grandi classici russi. Insomma, la lettura è qualcosa di cui non posso fare a meno.

✔ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?

Oggi la promozione è essenziale, ma credo debba restare coerente con il contenuto del libro. Non si tratta solo di “vendere”, ma di creare un dialogo con i lettori. Io ho scelto soprattutto incontri dal vivo, presentazioni, eventi culturali, e l’utilizzo dei social per condividere contenuti legati ai temi del libro. Il contatto diretto con le persone resta, per me, la parte più autentica.

✔ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?

Sì, sto lavorando a nuovi progetti. In realtà ho due libri già terminati che attendono un editore interessato. Uno prosegue un percorso narrativo già iniziato e ha come protagonista Vladimiro, un etologo che ha scelto una vita lontana dalla frenesia della città. Sarà l’ultimo capitolo di una trilogia iniziata con “Il suo nome era Vladimiro – Alla ricerca del lupo cerviero”, e continuerà a esplorare il rapporto tra natura e trasformazioni interiori. L’altro affronta un tema per me altrettanto fondamentale: la memoria storica. Sono lavori che richiedono tempo, ma che sento molto vicini.

✔ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Perché è un viaggio. Un viaggio dentro una storia in cui il limite tra realtà e fantasia è molto esile. Ma anche dentro se stessi, dentro il mondo irrazionale che tutti, chi più chi meno, ci portiamo dentro. È un libro che non ha fretta, che lascia spazio al silenzio e all’immaginazione, e che invita a riscoprire un legame più autentico con la natura e con ciò che siamo davvero.

Intervista in collaborazione con autore ✍️ 

INTERVISTA a Lorenzo Zucchi a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Lorenzo?

Sono un autore underground, scalzo, di nicchia, non per scelta ma per gusti. Il mio compito è aiutare a riportare la cultura al centro dell’attenzione

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato nel 2019 con i racconti di viaggio e da lì ho costruito un percorso ben definito che sto portando avanti. Vorrei trasmettere essenzialmente domande

✔️ Parliamo del tuo romanzo “In attesa del mio nome”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Il libro ha un personaggio basato su di me quindi è stato molto semplice imbastire una trama basata su eventi reali romanzati

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?

Si parla di solitudine, identità di genere e dipendenza. E’ un libro essenziale per la comunità queer ma allo stesso tempo coinvolge anche la grande sfera mainstream per le altre tematiche

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?

Ha fatto tutto la casa editrice Villaggio Maori e devo dire che il risultato finale è straordinario

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Ho una lista di idee che ho preparato all’inizio del progetto ma l’ispirazione per le scene singole poi arriva sempre dalla vita quotidiana

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Come ho scritto nel post di presentazione: crudo, disturbante, necessario. Ma anche notturno, magnetico, milanese

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Leggevo tanto in passato ora più che altro per curiosità visto che sono parte di quel mondo. Preferisco i film, non per niente la mia scrittura è sempre molto visuale e cinematografica

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

La promozione è essenziale ma i social sono una bolla. Su Instagram ho 3mila follower e sono abbastanza noto, fuori sono sconosciuto a chiunque. Per quello la mia promozione alterna post a presentazioni al pubblico

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?

Quando questa mia intervista uscirà ci sarà già un altro mio libro sul mercato. È importante trovare spazio per far sentire la propria voce, anche a chi si chiude le orecchie

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Perché chiunque ci si ritroverà

Intervista in collaborazione con autore ✍️ 

INTERVISTA a Claudia De Nicola a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Claudia?

Buongiorno! Sono una persona molto curiosa, di quelle che si appassionano facilmente. Ho origini pugliesi, e forse anche da lì nasce questo mio modo intenso di sentire le cose. Amo i libri da sempre, ma anche disegnare, perdermi nei film, osservare le storie degli altri e immaginare le loro continuazioni. Mi piace tutto ciò che riesce a farmi sentire qualcosa, anche solo per un attimo. Sono attenta ai dettagli, a quelle piccole cose che spesso passano inosservate ma che in realtà dicono tanto. 

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

In realtà ho iniziato prima a leggere che a scrivere. I libri ci sono sempre stati, fin da subito. La scrittura, invece, è arrivata più tardi, in età adulta, quasi come un’esigenza che a un certo punto non potevo più ignorare. All’inizio era qualcosa solo mio, uno spazio personale. Poi ho sentito il bisogno di condividere, di far uscire quelle storie da me. Ai miei lettori vorrei trasmettere soprattutto l’entusiasmo e la passione che metto in quello che scrivo. Ma anche qualcosa di vero. Mi piace raccontare emozioni autentiche, anche quando sono scomode, anche quando fanno un po’ male. E mi piacerebbe che, tra una pagina e l’altra, qualcuno si fermasse e pensasse: “questa cosa la sento anch’io”. Anche solo per un attimo.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Ti avevo detto di non baciarmi”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

“Ti avevo detto di non baciarmi” è una storia fatta di attrazione, scelte e conseguenze. Di quei momenti in cui sai benissimo che stai per oltrepassare un limite… e lo fai comunque. E da lì, niente resta davvero come prima. È un romanzo che si muove tutto su quello che succede dopo. Dopo un gesto, dopo un errore, dopo aver provato qualcosa che non avevi previsto. L’idea è nata in modo molto poco romantico, ma decisamente reale: una notte, verso le tre, con dei rumori al piano di sopra che mi hanno acceso una domanda. E da lì è partita tutta la storia. Diciamo che… se leggete le prime pagine, capirete perfettamente!

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?

Se devo scegliere un valore sopra tutti, direi l’amicizia. Quella vera, quella che non ti molla anche quando fai scelte discutibili, anche quando sei nel tuo momento peggiore. Quella che magari ti dice le cose in faccia, ma resta. Poi sì, ci sono anche la sincerità, la responsabilità emotiva, il coraggio di guardarsi dentro… ma l’amicizia è il filo che tiene tutto insieme. È un libro per chi ama le storie sentimentali, ma non quelle perfette. È per chi vuole qualcosa di più vero, più umano. Per chi sa che le relazioni sono complicate… e proprio per questo funzionano.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?

La copertina e tutti i disegni all’interno del libro sono interamente realizzati da me. Avevo in testa un’idea molto precisa e volevo che fosse esattamente così, senza compromessi. È stata una parte bellissima del processo, perché mi ha permesso di raccontare la storia anche visivamente, non solo con le parole. Per la revisione, invece, mi sono affidata a Laura Morelli, che oltre a essere una grande professionista è anche una persona splendida. Ha saputo migliorare il testo rispettando la mia voce, senza mai snaturarlo.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Quasi sempre dalla realtà. Da cose vissute, osservate, oppure da piccoli dettagli che mi restano addosso più del previsto. A volte basta davvero poco: una frase sentita per caso, uno sguardo, una dinamica tra due persone… e la testa inizia a costruirci sopra una storia. E poi ci sono quelle situazioni un po’ assurde, quasi surreali, che sembrano già scritte da sole. Tipo il fatto che io conosca la persona che ha coniato il termine “Santa Pera”… ecco, da lì capisci che la realtà, certe volte, supera qualsiasi fantasia.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Direi coinvolgente, imperfetto… e irresistibile. Perché ti trascina dentro, non prova a essere perfetto, e a un certo punto non riesci più a staccarti.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Sì, amo leggere. È sempre stato il mio punto di partenza. Leggo tanti romance, mi piace perdermi nelle storie emotive, nei legami, nelle dinamiche tra i personaggi. Però il mio imprinting vero, quello che mi ha fatto capire quanto può essere potente la scrittura, l’ho avuto con Stephen King. Mi ha sempre colpito il modo in cui riesce a creare un rapporto diretto con il lettore, quasi personale. Sembra che ti stia parlando, che ti stia portando dentro la storia passo dopo passo. Ed è una cosa che, nel mio piccolo, cerco di fare anch’io. E se devo dirne uno su tutti… il mio preferito resta La lunga marcia.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

È fondamentale, soprattutto se sei un autore self. Puoi scrivere il libro più bello del mondo, ma se non lo fai arrivare alle persone… resta lì. La promozione oggi è parte del lavoro, nel bene e nel male. Io ho scelto di puntare soprattutto su Instagram e TikTok, cercando di creare un rapporto diretto, senza filtri, con chi mi legge o potrebbe leggermi. Poi ci sono le presentazioni, le collaborazioni, ma alla fine credo ancora tantissimo nel passaparola. Quello vero, spontaneo. Quando qualcuno legge il tuo libro e sente il bisogno di dirlo a qualcun altro.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Sì, sto lavorando al seguito. Posso dire che sarà divertente… e poi, quando meno te lo aspetti, anche parecchio commovente.  Per ora non dico troppo… ma diciamo che ci sarà un terzo incomodo. E no, non sarà facile ignorarlo!

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Perché è una storia che non fa la brava. Non è perfetta, non cerca di esserlo, e a volte prende anche decisioni discutibili… ma è vera. Parla di emozioni complicate, di quelle che non sempre sai gestire nel modo giusto. E poi perché, tra una pagina e l’altra, potresti ritrovarti più di quanto ti aspettavi. O almeno… potresti iniziare a leggere per curiosità e finire per non riuscire più a smettere. do giusto. E poi perché, tra una pagina e l’altra, potresti ritrovarti più di quanto ti aspettavi. O almeno… potresti iniziare a leggere per curiosità e finire per non riuscire più a smettere. 

Intervista in collaborazione con autrice ✍️