Recensione di “Donum: Le cronache del vuoto” di Scapin Cristian a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: EBS Print
📅 Pubblicato il: 15 ottobre 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 640

#RecensioniLibri 

Ciao a tutti, amanti dei libri e dei viaggi interstellari! Oggi parliamo di un’opera che definirei un “viaggio” nell’animo umano e nel cosmo profondo: “Donum. Le cronache del vuoto” di Cristian Scapin.

Preparate le tute spaziali e sintonizzate i vostri sensori, perché questa non è la solita space opera. Si percepisce fin dalle prime pagine che l’autore non è un improvvisato: Cristian Scapin dimostra una profonda conoscenza della fantascienza, una passione pura che si è manifestata e maturata fin da quando era bambino. Questa competenza tecnica e narrativa trasuda da ogni dettaglio tecnologico e sociale del romanzo.

«Non è facile prendere coscienza che ciò che vediamo non è la realtà, ma solo l’ombra di ciò che è reale.» (Platone)

In un futuro dove l’umanità ha colonizzato ogni angolo del Sistema Solare, il successo è diventato la nostra condanna. La sovrappopolazione soffoca la Terra e le sue colonie. La soluzione? Il programma “Nuovi Orizzonti”. Dieci navi, dieci milioni di coloni, un viaggio oltre la velocità della luce verso l’ignoto.

Tra queste spicca la MSFT Mistique, diretta verso il sistema Victor Rho. A bordo, il destino di un milione di anime è affidato a Father, un’intelligenza artificiale che veglia sui corpi in ipersonno. Ma mentre i coloni sognano un nuovo mondo, la realtà che li attende è molto più oscura di quanto immaginassero.

Prima di proseguire, un piccolo “disclaimer” per voi: “Donum” non è una lettura edulcorata. Scapin non risparmia nulla al lettore, inserendo scene crude e di forte impatto visivo, necessarie per descrivere la spietatezza di un regime che non si ferma davanti a nulla. Per la complessità dei temi trattati e la violenza di alcuni passaggi, è un libro decisamente adatto a un pubblico adulto e consapevole.

I protagonisti non sono semplici “soldatini”, ma personaggi vibranti. Abbiamo il Comandante Aleandro Francisco de Orelliana e la sua compagna, il tenente Maria Esther Cortez: guerrieri esperti ma profondamente umani. Con loro, il lato scientifico del viaggio: il dottor Domenico Ferraro e la professoressa Giovanna Persicoli, le cui liti sull’exoarcheologia nascondono un amore profondo.

E come non menzionare i leggendari Keiji Matzumoto e Sayaka Otomo? Due tecnici capaci di sopravvivere ai ghiacci di Encelado con poco più di un coltellino. Come dice uno di loro in un momento di profonda riflessione:

«L’universo è più grande di quanto possiamo immaginare, ma anche il dolore lo è, e io voglio continuare a capirlo. A capirli entrambi.»

Dietro la facciata del progresso si nasconde il marcio. I “Grandi Padri”, una setta malthusiana d’élite, hanno deciso che l’umanità va “potata”. Il loro piano, il Total Restore, è agghiacciante: spedire milioni di persone verso il nulla e decimare chi resta con la pandemia Venus Strain 2 e il farmaco sterilizzante Polar XC. Vogliono un mondo di “pecoroni” obbedienti.

Il punto di rottura arriva quando l’equipaggio comprende il tradimento della propria patria. In una scena che mi ha fatto venire i brividi, l’identità militare si sgretola:

«Con effetto immediato, mi dimetto dalla carica di comandante della Mistique. Abiuro le mie origini. Non sono più Aleandro Francisco de Orelliana, capitano della Federazione Terrestre, mi vincolo al giuramento fatto all’ultimo Imperatore dei Merus. D’ora in poi… sono Aleandro, Custode del Vuoto del popolo Merus.»

Uno dopo l’altro, Maria, Domenico, Giovanna e i tecnici rinunciano al loro passato. In quella stanza spoglia, la MSFT Mistique smette di essere una nave terrestre per diventare l’arca di una nuova civiltà.

Donum è un libro potente che mescola sapientemente la fantascienza “hard” con una critica sociale affilata. Cristian Scapin ci interroga su cosa significhi davvero “sopravvivere” e su quanto siamo disposti a sacrificare per la nostra libertà.

È un viaggio che ci porta…

“Nel vuoto. Oltre le stelle. Verso una nuova meta. Verso un sogno che… diverrà realtà.”

Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo libro. 

Recensione di “Ti avevo detto di non baciarmi: Resistere a uno era difficile. Resistere a due? Praticamente impossibile.” di Claudia De Nicola ” a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📅 Pubblicato il: 14 ottobre 2025
📜 Copertina rigida
📃 Numero di pagine: 310

#RecensioniLibri 

<< A te, che stai leggendo con il pigiama sbagliato e il cuore giusto. Che dici “sto bene” ma intanto hai già aperto il vino. Che hai amato chi non ti ha meritata, e riso nei momenti meno opportuni. Che ti sei rimessa il mascara dopo un pianto, che hai ballato in salotto come se fosse un club, e che hai salvato amiche in crisi con una battuta velenosa e un abbraccio sincero. Questo libro è per te. Perché si, magari la vita è un casino. Ma tu? Tu sei spettacolare anche nel caos. >>

Ciao a tutti lettori! Oggi parliamo di un romanzo che è un vero e proprio cocktail di emozioni, tacchi a spillo e decisioni discutibili (ma divertentissime).

Preparate un calice di quello buono, perché stiamo per tuffarci nel mondo di Claudia De Nicola. Avete presente quella sensazione di quando vorreste essere eleganti e composte come una parigina in Rue de Rivoli, ma finite per inciampare nel vostro stesso carisma come una Bridget Jones a un party di Manhattan? Ecco, benvenute nella vita di Bella.

La narrazione in prima persona ci trascina direttamente nella testa della nostra protagonista, un mix esplosivo tra ironia goffa, indiscutibile stile (e i drammi sentimentali) di Carrie Bradshaw. Bella si muove tra le luci di New York e l’atmosfera trés chic di Parigi, portandoci con sé in un viaggio che è tanto una ricerca dell’amore quanto un tentativo disperato di non auto-sabotarsi.

Il cuore del romanzo batte tra due poli opposti. Da una parte c’è Chris, dall’altra Ethan. E in mezzo? C’è Bella che cerca di capire perché il suo radar per gli uomini sia così… particolare.

“Dovevo ammetterlo. A livello emotivo, quei due erano praticamente lo stesso modello con un packaging diverso: Chris, tutto arroganza spavalda e faccia da bastardo affascinante; Ethan, invece, con quel perfezionismo esasperante e l’inquietante capacità di disarmarmi in due secondi netti. Forse il problema non erano loro. Forse il problema ero io. Continuavo a scegliere uomini emotivamente indisponibili come se avessero il bollino “scelta top” in un catalogo online. E io, ogni volta, cliccavo su Aggiungi al carrello. Insomma, erano davvero tutti così o avevo io il talento innato di centrare, ogni volta, il peggior esemplare disponibile sul mercato sentimentale? Tipo cecchino dell’amore… ma cieca.”

Ragazze, lasciate da parte ogni pregiudizio: la storia è piccante e pepata al punto giusto! Le scene hot sono scritte con una chimica palpabile, ma non oscurano mai la profondità emotiva della storia. Perché, tra un bacio proibito e un outfit da urlo, Bella si pone le domande che tutte noi ci siamo fatte almeno una volta davanti a uno schermo del telefono spento:

“Cosa rende l’amore reale? È il batticuore incontrollabile, i messaggi letti e riletti, le notti insonni a chiedersi se anche l’altro sta pensando a te? O è il momento in cui decidi di restare, anche quando l’euforia inziale si è dissolta come zucchero in un caffè troppo amaro? Forse era più simile a un contratto senza clausole chiare, un salto nel vuoto senza rete di sicurezza. Lo vivi, ci credi, ci investi tutto quello che hai. E l’amore a prima vista? Il colpo di fulmine che ti stravolge la vita in un istante? Forse era solo un’invenzione romantica per giustificare decisioni avventate. O magari esisteva davvero – per alcuni.”

In breve: Un romanzo frizzante, sfacciato e terribilmente onesto. Claudia De Nicola ci regala una protagonista in cui è impossibile non rispecchiarsi, facendoci sognare tra Avenue Montaigne e la Fifth Avenue.

E se pensate di aver già capito come andrà a finire, beh… preparatevi a rimettere tutto in discussione. Claudia De Nicola non ci regala il solito finale scontato e impacchettato con un fiocco rosa. Senza svelarvi nulla (non sono una di quelle che fa spoiler, promesso!), vi dico solo che l’ultima pagina non è un punto fermo, ma un punto esclamativo che vibra di possibilità. È un finale sorprendentemente aperto, uno di quelli che ti costringe a chiudere il libro, fare un respiro profondo e restare lì, a fissare il vuoto, con mille domande in testa e un sorriso complice sulle labbra. Perché, proprio come nella vita reale, la storia di Bella non finisce dove pensiamo noi: continua a scorrere, lasciandoci quel retrogusto di attesa e libertà che solo le grandi storie sanno dare.

Per me è un 4,5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️

Curiosissime di sapere cosa sceglierà Bella? Correte a leggerlo!

Ti è mai capitato di sentirti un “cecchino dell’amore… ma cieca”? Scrivimelo nei commenti! 

L’autrice consiglia di accompagnare la lettura con questi brani per entrare nel giusto mood:

 * You Don’t Own Me – Lesley Gore / Grace feat. G-Eazy

 * Love on the Brain – Rihanna

 * Believe – Cher

 * New Rules – Dua Lipa

 * Sex and Candy – Marcy Playground

 * Dreams – Fleetwood Mac

 * Midnight City – M83

 * Just a Girl – No Doubt

 * Je te laisserai des mots – Patrick Watson

 * Crazy in Love – Beyoncé (Fifty Shades Remix)

 * Ciao Adios – Anne-Marie

 * Fast as You Can – Fiona Apple

 * Feeling Good – Nina Simone

 * No Roots – Alice Merton

 * This Girl – Kungs vs Cookin’ on 3 Burners

Sono molto grata all’autrice per avermi fornito una copia cartacea del suo libro. 

Recensione di “Opona. La città del vapore (Vol. 1)” di Andrea Rapini a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Pav Edizioni
📅 Pubblicato il: 25 settembre 2024
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 502

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Ciao a tutti, amanti delle atmosfere opprimenti e dei mondi che tolgono il fiato! Oggi parliamo di un’opera che definire “romanzo” è riduttivo. Si tratta di un’esperienza immersiva, densa e, lasciatemelo dire, spaventosamente profetica. Sto parlando di “Opona – La città del vapore” di Andrea Rapini. Prendetevi un caffè forte e mettetevi comodi, perché per affrontare Opona serve fiato. Tanto fiato.

Diciamolo subito: Opona è un libro impegnativo. Non è una lettura da “un capitolo prima di dormire”. La mole cospicua di pagine e la fitta trama di eventi richiedono una dedizione totale. Ma, ragazzi, che soddisfazione quando i pezzi del puzzle iniziano a incastrarsi! Rapini costruisce un mondo post-apocalittico con un ritmo urbano frenetico, scandito da un linguaggio tutto suo. L’autore ha creato parole nuove, neologismi necessari per descrivere tecnologie e concetti futuristici che rendono l’immersione totale. Sembra quasi di sentire lo sferragliare del ferro mentre si legge.

L’atmosfera di questo libro è… soffocante. Opona è cinta da paludi fangose e malsane, ma la vera domanda che vi perseguiterà per tutto il tempo è: la paura è fuori, tra le nebbie dei confini, o è già dentro le mura, nascosta nel vapore delle macchine? L’autore evoca creature mostruose, spesso di stampo antropomorfo o ispirate a una mitologia distorta, che vanno a toccare le nostre paure ancestrali. Non sono solo “nemici”, sono l’incarnazione di ciò che l’uomo ha sempre temuto, aggiornato all’era del vapore. Non aspettatevi sconti: Rapini ci sbatte in faccia descrizioni dettagliate, crude, quasi viscerali degli ambienti e delle situazioni. Il sangue si mescola all’olio e alla fuliggine in un connubio dark/horror che vi farà venire i brividi.

In questo scenario monumentale, si muovono tantissimi personaggi. La scelta stilistica dell’autore è tanto audace quanto efficace: la narrazione procede a salti continui, con capitoli alternati che parlano rigorosamente in prima persona. Questa struttura ci permette di entrare letteralmente nella testa dei protagonisti. Ogni personaggio possiede:

 * Un linguaggio proprio: Dimenticate la voce piatta dell’autore; qui ogni “io” ha il suo vocabolario e il suo registro.

 * Un carattere e una forma: La psicologia e la fisicità sono delineate con una precisione chirurgica.

   Che siano operai, Guardiani, reietti o Cronisti, i loro ruoli sono dinamici e nessuno resta fermo. Le loro traiettorie si intersecano e si scontrano in un susseguirsi di eventi che tiene alta la tensione, mostrandoci come ruoli così diversi riescano a comporre il mosaico di una società sull’orlo del baratro. Opona ci pone una domanda scomoda: possiamo davvero immaginare un futuro così? La risposta, purtroppo, sembra nascondersi tra le righe di questa critica sociale mascherata da Steampunk. È un monito sulla direzione che sta prendendo il nostro progresso.

In tre parole: Viscerale, Claustrofobico, Crudele.

Lo consiglio a…

 * I puristi dello Steampunk: Se per te non è solo mettersi un paio di goggles e qualche ingranaggio sul cappello, ma è sporcizia, vapore pesante e critica sociale.

 * Gli amanti del Dark/Horror: Se cerchi una lettura che non abbia paura di mostrare il lato marcio delle cose e ami sentirti addosso il fango delle paludi.

 * I lettori “Maratoneti”: Chi gode nel decifrare un nuovo linguaggio, tenere traccia di fazioni diverse e perdersi in un “libro-mondo” di ampio respiro.

 * Chi cerca riflessione: Perfetto per chi si interroga sul futuro dell’umanità e sul rapporto uomo-macchina.

Meglio evitare se…

 * Cerchi una lettura leggera, veloce e con un protagonista unico ed “eroico”.

 * Non sopporti i ritmi che si prendono il loro tempo per costruire l’atmosfera attraverso descrizioni dettagliate.

 * Preferisci il fantasy classico con elfi e foreste incantate.

Per quanto riguarda il finale, non spoilero, ma attendo con ansia il secondo volume! Se siete pronti a sporcarvi le mani con il grasso delle macchine e a sfidare le creature che abitano le paludi e la mente umana, questo è il libro adatto a voi. Ma attenti: una volta entrati a Opona, l’aria “fuori” non vi sembrerà mai più la stessa.

Per me è un 4 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️

Cosa ne pensate: sareste pronti a sopravvivere in un futuro dominato dal vapore e dal controllo sociale, o preferireste le paludi? 

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

Recensione di “Avelig. La donna del silenzio” di Flavio Lucibello a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: La Caravella Editrice
📅 Pubblicato il: 2 agosto 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 126

#RecensioniLibri 

Ciao a tutti, cari lettori e amanti delle storie che profumano di sale e mistero! Oggi vi porto tra le pagine di un libro che non è solo una lettura, ma un vero e proprio esercizio di ascolto. Sto parlando di “AVELIG – La donna del silenzio” di Flavio Lucibello. Se cercate il solito thriller o una storia d’amore convenzionale, cambiate rotta: questo è un viaggio verso l’imponderabile.

“Il mare non è mai stato amico dell’uomo. Tutt’al più è stato complice della sua inquietudine.” – Joseph Conrad, Lo specchio del mare

In un mondo che corre troppo veloce e urla troppo forte, Lucibello ci scaraventa in una dimensione dove il silenzio è il protagonista assoluto. La trama ruota attorno a figure come Dagan, Edouard e Céline, i cui destini si intrecciano con quello, etereo e potente, di Avelig.

Ma chi è Avelig? È una donna, un simbolo, o forse la voce stessa del mare? La narrazione ci suggerisce che, per proteggere l’immenso blu che ci circonda, non bastano i dati scientifici o la militanza: bisogna tornare a sognarlo.

Dagan è il personaggio che incarna forse più di tutti il conflitto tra ciò che siamo e ciò che dovremmo essere. Spesso immerso in una ricerca che va oltre il visibile, rappresenta l’uomo che sente il richiamo di qualcosa di antico. È attraverso di lui che percepiamo il peso della responsabilità verso il mare e la necessità di una “connessione profonda”. Per Dagan, il viaggio non è mai solo geografico, ma un percorso di spoliazione dalle sovrastrutture della modernità.

Edouard è colui che spesso si trova a dover gestire il confine sottile tra la logica e l’inspiegabile. È il destinatario (o l’autore) di quelle riflessioni sulla “prigionia della razionalità”. Rappresenta la saggezza di chi ha vissuto abbastanza da sapere che la scienza non può spiegare tutto e che esiste un valore fondamentale nella fantasia e nell’imponderabile. È la voce che ci invita a non chiudere mai del tutto la porta dell’immaginazione.

Céline porta nel racconto una dimensione di empatia e accoglienza. È il personaggio che meglio riesce a sintonizzarsi con le frequenze del silenzio. Se Dagan cerca e Edouard riflette, Céline spesso sente. È lei la figura che permette al lettore di percepire quel “lento, silenzioso ritorno” interiore, dove la nebbia del mondo esterno si dirada per lasciare spazio a una chiarezza emotiva che gli anni avevano offuscato.

Sullo sfondo (o forse al centro di tutto) resta Avelig. Lei non è solo un personaggio, è l’elemento catalizzatore. È lo specchio in cui Dagan, Edouard e Céline devono guardarsi per capire che “ogni ritorno dal mare è un atto d’amore”. È il silenzio che parla e che obbliga ognuno di loro a tenere accesa la propria luce.

Il libro poggia su tre pilastri fondamentali che ho amato ritrovare tra le righe:

• Il superamento della Razionalità: In uno dei passaggi più belli, l’autore ci ricorda che siamo “sempre più prigionieri della razionalità”. Lucibello ci sfida a lasciare uno spazio libero nella testa per l’imponderabile. Senza la fantasia, la ricerca della verità è cieca.

• Il Viaggio Interiore: La nebbia e il silenzio non sono ostacoli, ma strumenti. C’è un momento in cui i protagonisti iniziano a “riconoscersi con una chiarezza che gli anni avevano offuscato”. È un ritorno non al passato, ma al proprio “io” più profondo.

• Il Mare come Maestro: Il legame con l’oceano è viscerale. “Ogni ritorno dal mare è un atto d’amore”. Questa frase racchiude l’essenza del libro: il mare ti cambia, ti educa e, se ti permette di tornare, hai il dovere di portare con te quella luce.

La scrittura di Lucibello è evocativa, quasi ipnotica. Ho apprezzato moltissimo come la letteratura venga usata come strumento di connessione ecologica e spirituale. Non è un libro che si legge “per sapere come va a finire”, ma per sentire cosa succede dentro di noi mentre i personaggi si muovono nella nebbia.

“Ogni ritorno dal mare è un atto d’amore. Chi rientra vivo, ha imparato qualcosa. Chi rimane, deve tenere accesa una luce”.

A chi lo consiglio:

• A chi sente il richiamo del mare anche quando è lontano dalla costa.

• A chi ama le storie dove il confine tra realtà e mito è sottile come l’orizzonte.

• A chi ha bisogno di spegnere il rumore del mondo esterno per riaccendere quello interiore.

Per me è un 4 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️

Un libro che sussurra verità profonde. Un inno alla capacità di meravigliarsi ancora.

Cosa ne pensate? Siete pronti a lasciare spazio all’imponderabile nella vostra libreria? Fatemelo sapere nei commenti! 👇

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

INTERVISTA a Cristian Scapin a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Cristian?

Cristian è una persona normale, almeno in apparenza. Vivo una vita comune, lavoro nella scuola, ho una famiglia, una quotidianità come tante. Quello che non è così comune è il modo in cui guardo le cose: tendo a osservare, a farmi domande, a non accontentarmi delle risposte facili. Non amo le etichette e non mi piace semplificare ciò che è complesso. A vedermi sono una persona qualunque. A leggermi, forse, emerge il Vuoto.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere quando ho capito che, in fondo, sei solo e in mutande davanti al mondo: tutto è più grande di te e ciò che ti resta sono i sogni e le emozioni che questi sanno darti. Scrivo non per raccontare i miei sogni — quelli sono miei e non li vendo — ma per trasmettere emozioni. A volte belle e luminose, altre volte macabre e spaventose. Esattamente come nella vita reale.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Donum – Le Cronache del Vuoto”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

DONUM – Le Cronache del Vuoto è un romanzo di fantascienza, ma soprattutto è una storia sull’essere umano quando tutte le certezze vengono meno. È ambientato nello spazio profondo, in un futuro in cui l’umanità è costretta a confrontarsi con l’ignoto, con altre civiltà e, soprattutto, con sé stessa. L’idea nasce da una domanda semplice e scomoda: cosa resta dell’uomo quando perde il controllo, quando la tecnologia non basta più e le vecchie regole non funzionano? Il Vuoto non è solo uno scenario cosmico, ma uno stato interiore, un luogo in cui i personaggi — e chi legge — sono costretti a guardarsi senza filtri.

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?

In DONUM non ci sono valori “da manifesto”, ma scelte. Responsabilità, sacrificio, lealtà, il peso delle decisioni quando non esiste una soluzione giusta. I personaggi non sono eroi, sono persone chiamate a decidere in condizioni estreme. È un romanzo pensato per lettori adulti o giovani adulti che non cercano solo evasione, ma storie che mettano in discussione, che chiedano attenzione e coinvolgimento emotivo. Non è un libro per chi vuole risposte facili, ma per chi non ha paura di farsi domande.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?

La copertina è nata da un’idea molto chiara che avevo in testa: doveva comunicare il Vuoto, non spiegare la storia. Ho lavorato sull’immagine come su una soglia, qualcosa che non racconta tutto ma invita a entrare. Per la revisione mi sono affidato a un lavoro attento e paziente, fatto di riletture, confronti e limature continue. È stato un processo lungo ma necessario, perché un libro non si scrive mai davvero da soli: serve uno sguardo esterno che sappia rispettare la voce dell’autore senza addomesticarla.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

L’ispirazione arriva dall’osservazione: delle persone, delle dinamiche umane, delle crepe che si aprono quando qualcosa va storto. Mi interessa ciò che succede quando le maschere cadono e resta l’essenziale. Attingo molto dalla realtà, dalle emozioni vissute e da quelle osservate negli altri. La fantascienza, per me, non è una fuga, ma uno strumento per amplificare ciò che è già presente nella vita di tutti i giorni.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Profondo, scomodo, termiano.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Sì, leggo molto. La fantascienza è il mio territorio naturale, soprattutto quella che usa il futuro per interrogare il presente e l’essere umano. Tra gli autori che adoro ci sono Asimov, Lem, Heinlein e Dick, capaci di unire idee forti, visioni radicali e riflessioni profonde sulla società e sull’identità. Accanto a loro porto con me anche suggestioni più oscure, come Lovecraft e Poe, per il modo in cui lavorano sull’ignoto, sull’inquietudine e su ciò che sfugge al controllo umano. Cerco storie che non consolino, ma che lascino una traccia.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

La promozione è fondamentale. Un buon libro senza visibilità rischia semplicemente di non esistere. Ho cercato di muovermi su più fronti: social network, presentazioni dal vivo, dialogo diretto con i lettori, passaparola. Non amo la promozione urlata, preferisco creare occasioni di incontro e confronto, dove il libro diventa un pretesto per parlare di idee e di storie. È un lavoro lungo e spesso faticoso, ma fa parte del mestiere di chi decide di pubblicare.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Sì. Sto lavorando al tomo secondo di DONUM – Le Cronache del Vuoto. Non tanto per continuare una trama, quanto per approfondirne la sostanza: i temi, le domande, le conseguenze di ciò che è stato messo in moto nel primo volume. Il Vuoto non è qualcosa che si attraversa una sola volta, e alcune risposte richiedono tempo, e spazio, per emergere. È un lavoro in corso, lento e consapevole, come deve essere quando non si vuole ripetersi.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Non sono io che devo dirvi perché leggere DONUM. Siete voi che dovete chiedervi: siete in grado di leggere DONUM?

Intervista in collaborazione con autore ✍️

INTERVISTA a Marta C. a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Marta?

Una donna che ha smesso di aspettare il lieto fine e ha iniziato a scriverselo da sola. Sopravvissuta e rinata. Sono una donna che lavora, una mamma sola. Non un’eroina e non una vittima. Sono una donna normale che ha fatto una cosa straordinaria: ho scelto me stessa e non ho nessuna intenzione di smettere.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere quando ho avuto la certezza che rielaborare il mio passato non avrebbe riaperto una ferita. Scrivere è stato un atto di liberazione, un salvagente lanciato alla me del passato e, spero, alla lettrice o al lettore che ha bisogno di sentire che non è sola/o. Voglio trasmettere una cosa semplice, ma rivoluzionaria: ridere non toglie valore al dolore. Lo alleggerisce quel tanto che basta per poterne parlare. E scegliere sé stessi non è egoismo: è sopravvivenza.

✔️ Parliamo del tuo libro “Io mi scelgo: Manuale semiserio per mollare il principe (azzurro tossico) e scegliere sé stesse”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo libro?

“Io mi scelgo” è la mia storia, ma potrebbe essere anche quella di tante donne che si sono perse amando la persona sbagliata. È un manuale semiserio su come mollare un principe tossico (a volte anche violento) e tornare a essere la protagonista della propria vita. L’idea è nata quando ho capito che dovevo trasformare il dolore in qualcosa che non mi facesse male. Così ho preso paura, lacrime, minacce, tribunali, fughe in pigiama e ho messo tutto in un libro. Ho condito il tutto con ironia, perché almeno una risata liberatoria ce la meritiamo tutte.

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Valori semplici e fondamentali: la libertà è un diritto, il rispetto non si negozia, l’amore vero non urla, non spinge e non ti spegne e le donne non devono “salvare” nessuno: devono salvare sé stesse. È rivolto a tutte le donne e ragazze: quelle che stanno uscendo da una relazione tossica, quelle che ci sono dentro e non riescono ancora a chiamarla col suo nome e quelle che vogliono solo ridere, riflettere e sentirsi meno sole. Anche alle donne che stanno benissimo, ma vogliono far ginnastica emotiva. Prevenzione è potere.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!

La copertina l’ho creata io, partendo da una mia foto e un’idea creativa. Mi ha aiutato Canva. Volevo un’immagine che parlasse di libertà, di rinascita, di mare e di battaglie. Una cosa semplice, ma vera. Per la revisione, invece, mi sono affidata a me stessa. Mi sono basata sulla mia storia e soprattutto sul confine tra ironia e dolore. La mia voce non doveva essere addolcita: doveva essere mantenuta. E così è stato.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Dalla vita vera: quella che non è Instagrammabile, quella con le occhiaie, le paure, i processi, i pianti in macchina e le risate che arrivano quando meno te le aspetti. La mia ispirazione principale? Mia figlia. La creatura che, senza parlare, mi ha detto tutto: “Mamma, basta! Andiamo via e salviamoci.”

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo libro quali sarebbero?

Pungente, Sincero, Rivoluzionario (alla portata di tutti, niente barricate: basta dire “Basta”.)

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Sì, leggo. Amo i libri che parlano chiaro, senza giri di parole: narrativa contemporanea, autobiografie, storie vere di donne che ce l’hanno fatta. Adoro chi sa usare l’ironia come arma chirurgica: gente che con due frasi ti fa ridere e pensare allo stesso tempo.

✔️ Quanto è importante la promozione di un libro secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

La promozione è fondamentale, anche se non dovremmo dirlo: i libri non camminano da soli. Ho usato tutto quello che avevo: social, reel ironici, passaparola e collaborazioni. Sono fiera di aver fatto tutto da sola. 

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Ti dico la verità: non lo so. Non sono una scrittrice di mestiere. Ho scritto Io mi scelgo per liberarmi e, nel mio piccolo, per aiutare altre donne a riconoscersi e a non sentirsi sole. Non per lucro, né per farne un lavoro. Se un giorno avrò un’altra storia da raccontare, e spero sia una storia di luce, allora la scriverò. Magari nascerà davvero un “Io mi scelgo… e poi”. Perché la rinascita non finisce con l’ultima pagina: prosegue, evolve, cambia e cresce.  

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo libro?

 Perché non è un libro che ti dice cosa devi fare e non è un racconto strappalacrime. È un libro che ti fa sentire meno sola. Perché racconta il dolore senza trasformarlo in spettacolo e la rinascita senza trasformarla in moralismo. Perché ti fa ridere quando pensavi di non avere più niente da ridere. E, soprattutto, perché magari tra una pagina e l’altra ti scappa un pensiero: “Ok. Oggi scelgo me.” Che è l’inizio di tutto.

Intervista in collaborazione con autrice ✍️ 

INTERVISTA a Cristina Pasqualetto a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Cristina?

Un medico, una mamma, una moglie, una figlia, una sorella, in ordine sparso. Una persona in costante evoluzione, in ricerca della versione di me. Appassionata del mio lavoro, la cardiologia, e di sport (il nuoto soprattutto). 

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere prima sui social, cercando di portare la mia esperienza lavorativa come fosse un diario di viaggio. Da lì poi ho pensato che le storie dei miei pazienti potessero essere un motivo di ispirazione per molte altre persone.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “La parte viva”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Parla per lo più di libertà, da vari punti di vista, quelli dei tre protagonisti e dei co-protagonisti, che ci mostrano che anche quando abbiamo tutto non è scontato essere liberi, nell’accezione piena della parola. L’idea è nata dall’incontro più o meno contemporaneo di due pazienti a cui mi sono ispirata nel creare i personaggi del libro.

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

La libertà, appunto. Il pubblico è un pubblico adulto che apprezza le storie tratte dalla vita vera. Ma tra i protagonisti c’è anche una adolescente alla ricerca della sua libertà, per cui direi che questo libro può parlare anche a loro.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!

La copertina è stata realizzata dal grafico della casa editrice e devo dire che mi ha colpito da subito perché ha centrato il senso che volevo dare: un cuore che si libera nell’aria è l’immagine che meglio rappresenta nell’immaginario la libertà. Un cuore leggero, privo di catene. Per la revisione mi sono affidata all’agenzia EditReal e alla straordinaria Dssa Michela Tanfoglio che ha saputo essere in primis una vera maestra.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Dalle persone che incontro in ambulatorio e che spesso hanno solo bisogno di essere ascoltate. Come diceva Goethe “Parlare è un bisogno, ascoltare è un’arte” e credo che in fondo questa arte mi sia stata lasciata in dono da mia nonna che sapeva ascoltare sempre tutti. Era un punto di riferimento per le donne del suo paese. E sempre di più le persone hanno bisogno di essere ascoltate.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Sincero, diretto, vivo.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

I miei generi preferiti sono le storie vere, che mi lasciano sempre una lezione. Ma non sono così selettiva nei generi, spazio un po’ su tutto. Rimane però Calvino il mio autore preferito: come il primo amore che non si scorda mai. Ho iniziato a leggerlo alle superiori ed è rimasto per sempre.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

La promozione è fondamentale per essere conosciuti e arrivare a più persone possibili, ma è sempre più difficile, soprattutto per i nuovi autori, essere presi in considerazione e dalle librerie e dai critici più influenti. Io ho cercato di utilizzare entrambe le strade, le presentazioni nelle librerie e i social, sia in modo autonomo che attraverso collaborazioni.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

In realtà il 16/1/26 è uscito il mio terzo libro, Nel cuore dei Campioni (edizione Lab DFG), un libro che racconta le storie di otto atleti che hanno dovuto affrontare una diagnosi di cardiopatia, in alcuni casi andando vicino o addirittura affrontando la morte improvvisa. Ci raccontano la vita prima e la vita dopo, lo sport che hanno amato e che in qualche modo li ha “traditi” e la loro rinascita.  

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Dovremmo leggere La Parte Viva per ricordarci ogni giorno che nascere liberi è un dono, ma la libertà non è altrettanto scontata per sempre: è una scelta che va custodita e a volte è necessario avere il coraggio di scegliere la propria strada per rimanere liberi, anche quando è la strada più difficile.

Intervista in collaborazione con autrice ✍️

Recensione di “Io mi scelgo: Manuale semiserio per mollare il principe (azzurro tossico) e scegliere sé stesse” di Marta C. a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📅 Pubblicato il: 28 settembre 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 69

#RecensioniLibri 

💜 IO MI SCELGO – La rivoluzione gentile che stavamo aspettando

Ci sono libri che leggi e libri che ti leggono. “Io mi scelgo” appartiene decisamente alla seconda categoria. Marta C. è riuscita nell’impresa titanica di scrivere il libro che ogni donna vorrebbe aver letto dieci anni fa, ma che arriva esattamente quando deve arrivare: nel momento giusto per salvarti.

Marta C. ha trovato la formula magica: ti fa ridere mentre ti apre gli occhi. Il suo stile “semiserio” non è un espediente letterario, è una carezza. Ti accompagna attraverso tematiche dolorose con la delicatezza di chi sa esattamente cosa significa starci in mezzo, ma con l’ironia di chi ne è uscita vittoriosa.

Ogni capitolo è come una chiacchierata con quella amica saggia che tutti vorremmo avere: quella che ti dice le cose come stanno senza giudicarti, che ti fa ridere delle tue stesse disavventure amorose mentre ti aiuta a capire dove hai sbagliato a valutare te stessa.

Finalmente qualcuno che lo dice chiaro e tondo: il problema non è trovare l’amore, è smettere di cercarlo nelle persone sbagliate pensando di poterle salvare, cambiare o guarire. Marta smonta con precisione chirurgica (e un pizzico di sarcasmo liberatorio) tutti i clichés romantici che ci hanno venduto come “amore vero”:

  • “Se ti ama davvero cambierà per te” – FALSO
  • “L’amore vero supera tutto” – FALSISSIMO
  • “Forse sono io troppo esigente” – NO, SEMPLICEMENTE NO

Ogni pagina è un momento “aha!” che ti fa esclamare “ma parla di me!” (e poi realizzi che parla di tutte noi).

Non è il solito libro che ti lascia ispirata per tre giorni e poi tutto torna come prima. Marta C. ti dà strumenti concreti, esercizi, domande da farti, segnali da riconoscere. È come avere una bussola emotiva che finalmente ti indica la direzione giusta: verso te stessa.

Gli esercizi di auto-riflessione sono potenti senza essere invadenti. Le liste dei “red flags” sono così precise che ti chiedi se l’autrice abbia installato telecamere nella tua vita. I suggerimenti per ricostruire l’autostima sono pratici, realistici e soprattutto gentili con te stessa.

Marta non scrive dall’alto di una cattedra. Condivide le sue cadute, i suoi errori, le volte in cui è tornata da chi non doveva. E proprio questa vulnerabilità rende il libro potentissimo. Ti senti vista, capita, accompagnata. Non sei sola in questo casino, e soprattutto: ne puoi uscire.

La sua voce è quella di una donna vera, non di una guru della self-help che ha tutte le risposte. È onesta quando dice “mi sono fatta del male” e coraggiosa quando aggiunge “ma poi ho scelto me”.

“Mia figlia è stata la mia forza. La mia motivazione. Il mio orgoglio. Il mio motivo per denunciare, per affrontare i processi, per non mollare. “Scelta” non è una parola da dizionario, è una presa di posizione. “Amare” non è un gesto romantico, è resistenza pura. Me l’ha insegnato lei senza dire una parola.

“Io mi scelgo” non è un invito all’egoismo o alla chiusura emotiva. È un manifesto di amor proprio rivoluzionario: puoi amarti e amare qualcun altro, ma mai nell’ordine sbagliato. Prima tu, poi eventualmente l’altro. E se l’altro non ti fa stare bene, l’altro non è per te. Punto.

Questo libro ti insegna che:

  • Stare da sola è meglio che stare male accompagnata
  • L’amore non dovrebbe mai farti sentire piccola
  • Non sei tu “troppo”: lui è semplicemente “non abbastanza”
  • Scegliere te stessa non è egoismo, è sopravvivenza emotiva

L’autrice ha un modo di scrivere che ti entra dentro. Ogni pagina ha almeno una frase che vorresti sottolineare, fotografare, tatuarti addosso. Il libro è pieno di verità dette con parole semplici ma devastanti nella loro precisione.

“Ho scelto me. Non per egoismo, ma per sopravvivenza. E poi, diciamolo: ero la mia unica opzione sensata. Non tutte le ferite si vedono. Alcune si nascondono dietro un sorriso ironico con un rossetto cillegia e uno spray al peperoncino nella borsa. Ma oggi non mi nascondo più. Mi scelgo. Con tutte le mie verità, le mie cicatrici e la mia forza. Con le battaglie vinte, quelle perse e quelle che ancora combatto. Con la voce che tremava e quella che oggi non chiede più il permesso. E se qualcuno pensa che sia esagerata… va bene. Non sono guarita. Ma sono viva e sono sveglia. Chi mi vuole addormentata, ha sbagliato favola.”

Per chi è questo libro (spoiler: per TUTTE)

  • Per chi sta pensando di tornare dal suo ex (FERMA, LEGGI PRIMA QUESTO)
  • Per chi si sente in colpa a dire di no
  • Per chi pensa di non meritare di meglio
  • Per chi giustifica comportamenti ingiustificabili
  • Per chi ha bisogno di sentirsi dire che non è pazza
  • Per chi vuole imparare ad amarsi davvero
  • Per chi è stanca di sentirsi stanca

Ma soprattutto: per ogni donna che ha mai messo qualcun altro prima di sé pensando che fosse amore.

Il mio verdetto personale

Questo libro andrebbe distribuito nelle scuole, regalato a tutte le amiche, letto ad alta voce nelle piazze. “Io mi scelgo” non è solo un libro, è un atto di rivoluzione gentile. È la chiave che ti mancava per aprire quella porta che ti teneva prigioniera delle tue stesse illusioni.

L’ho letto in un fiato, ma ci tornerò ogni volta che avrò bisogno di ricordarmi chi sono e cosa merito. Marta C., grazie. Grazie per aver scritto quello che molte di noi sentivano ma non riuscivano a mettere in parole. Grazie per averci ricordato che scegliere noi stesse non è la fine della storia, ma l’inizio di quella giusta.

Dove leggerlo

Ovunque, ma vi consiglio:

  • Sul divano, con un plaid e una tisana
  • In un weekend tutto per te
  • Con le amiche, leggendo i capitoli ad alta voce
  • Quando stai per mandare quel messaggio che NON devi mandare

Da abbinare a:

  • Un quaderno per prendere appunti (ne avrete bisogno)
  • La playlist “Strong Women” su Spotify
  • Un blocco dei contatti preventivo sul telefono
  • Tanto amore per voi stesse
  • Fazzoletti (sì, piangerete, ma di liberazione)

Questo libro è terapia travestita da lettura leggera. È la migliore amica, la psicologa, la sorella maggiore che ti dice le verità scomode con amore. È il libro che ogni donna dovrebbe leggere almeno una volta nella vita, meglio se prima di trovarsi invischiata con l’ennesimo principe azzurro che di azzurro ha solo le botte all’anima che ti lascia.

COMPRATELO. LEGGETELO. REGALATELO. VIVETELO.

E poi, finalmente, scegliete voi stesse. 💜

Per me è indubbiamente un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

L’avete letto anche voi? Raccontatemi come vi ha cambiate! E se state pensando di leggerlo: fatelo. È il segno che stavate aspettando.

Sono molto grata all’autrice per avermi fornito una copia cartacea del suo libro. 

Recensione di “L’ultima notte” di Manuel Bellomo a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: CTL (Livorno)
📅 Pubblicato il: 18 luglio 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 176

#RecensioniLibri 

La Chiesa non può permettersi di non conoscere quel che succede al suo interno. Non è mai successo, e mai succederà. Ma non sarò io a saperlo.

Ciao a tutti lettori! Oggi ci immergiamo nelle ombre di uno dei luoghi più iconici e misteriosi al mondo. Ho appena terminato la lettura de “L’ultima notte” di Manuel Bellomo e, ve lo dico subito: se cercate un giallo d’altissimo livello con venature noir, questo è il libro che dovete assolutamente aggiungere alla vostra lista.

L’incipit è folgorante. La maestosità della Basilica di San Pietro viene violata dal sangue: il Cardinale Richter viene trovato senza vita. Un omicidio che non è solo un crimine, ma un terremoto politico e religioso.

A guidare l’indagine troviamo una coppia decisamente singolare: il giornalista Alessandro Balbi e il Giudice Ansaloni. Due figure speculari, personaggi che indagano molto diversi tra loro, che si ritrovano a scavare in un passato mai realmente sepolto. Al centro del mistero c’è la figura enigmatica di Roberto Berio, un uomo svanito nel nulla quindici anni prima, che riemerge dal buio con il volto celato da una maschera e il cuore pieno di segreti legati a opere d’arte dal valore inestimabile.

Perché questo noir vi conquisterà:

Questo è un giallo molto intricato e pieno di particolari avvincenti, costruito come un orologio svizzero. Ogni indizio è un tassello di un mosaico più grande che coinvolge figure potenti come il Cardinale Venchi e il capo della Gendarmeria, Giannini. Nulla è lasciato al caso.

Le descrizioni degli ambienti non sono semplici fondali. La conoscenza che l’autore dimostra della Città del Vaticano è lodevole: camminerete tra corridoi polverosi e sale affrescate, percependo l’odore dell’incenso e il peso della storia. È un’immersione totale che conferisce al romanzo una credibilità straordinaria. 

I capitoli sono in numeri romani e molto brevi, una scelta che crea un effetto dipendenza: la classica trappola del “leggo solo un altro capitolo 😂”, salvo poi ritrovarsi all’alba ad aver voltato l’ultima pagina.

“L’ultima notte” non è solo un giallo, è un labirinto di specchi. L’atmosfera è densa, carica di segreti sussurrati nei corridoi del Vaticano e di identità che si frammentano dietro maschere antiche. Ogni capitolo aggiunge un velo di dubbio che ti spinge a dubitare di chiunque, perfino dei “buoni”. Si percepisce in ogni pagina una ricerca meticolosa. L’autore non si limita a narrare, ma istruisce il lettore attraverso dettagli storici e artistici di rara precisione. La conoscenza delle dinamiche vaticane e dei luoghi descritti eleva il romanzo, trasformandolo in un’esperienza immersiva e intellettualmente stimolante.

Grazie alla struttura a capitoli brevi, la tensione non cala mai. Il ritmo è un crescendo continuo: una volta iniziato, il libro prende il controllo del tuo tempo. È quella lettura “febbrile” che ti costringe a girare pagina per svelare l’intrigo successivo, rendendo impossibile ogni pausa.. Bellomo ci regala un viaggio emozionante dietro le mura vaticane, dove ogni silenzio nasconde una verità e ogni ombra potrebbe essere un nemico.

Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

Il fascino dei segreti del Vaticano è intramontabile... Qual è il libro ambientato tra queste mura che vi ha più colpito o che vi ha tenuti svegli la notte? Scrivetemi il titolo qui sotto!

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

Recensione di “Omnibus. Il Dio del cielo” di Massimiliano Gradante a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Infuga Edizioni
📅 Pubblicato il: 30 maggio 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 215

#RecensioniLibri 

“Quando il cielo chiama, solo chi ha il coraggio di alzare lo sguardo può rispondere.”

Avete mai desiderato un fantasy che mescolasse il sapore classico dell’avventura con una mitologia fresca e tutta da scoprire? 

Ho appena terminato “Omnibus: Il Dio del cielo” di Massimiliano Gradante. Si tratta di un fantasy tutto italiano che non ha paura di puntare in alto, portandoci in un universo dove le forze elementali e le gerarchie divine si scontrano.

Tutto inizia con un sogno che sembra irraggiungibile. Omnibus non è nato eroe: ci viene presentato come un ragazzo fragile e considerato “inadatto” in una società che venera la forza e gli Elementi. Il suo obiettivo? Diventare un Arcangelo, i guerrieri d’élite che proteggono il regno e padroneggiano poteri inimmaginabili.

La storia si dipana su due binari paralleli che finiscono per intrecciarsi in modo sorprendente:

  • L’Ascesa Divina: Seguiamo il percorso di formazione di Omnibus, un cammino fatto di visioni, speranza e una determinazione ferrea che lo porterà a sfidare le leggi stesse della natura per reclamare il potere del Cielo.
  • La Minaccia sulla Terra: Mentre nei cieli si consumano lotte di potere, sulla Terra conosciamo Dan e Meredith, due figure umane che si ritrovano catapultate in un incubo quando l’equilibrio tra i mondi si spezza. Un’antica oscurità sta tornando e il destino dei mortali è appeso a un filo.

È una corsa contro il tempo e contro il pregiudizio: può un “debole” diventare il Dio più potente di tutti? E soprattutto, riuscirà a gestire quel potere senza perdere se stesso? 

«In questo mondo non c’è spazio per altro che il raggiungimento del proprio fine. O lotti per conquistarlo… o cadi prima ancora di riuscirci.» Un sorriso gli piegò le labbra. «E io non cadrò.»

Il cuore pulsante del romanzo sono le relazioni complesse che si creano: Omnibus: Il “Dio del Cielo” è una figura tormentata. La sua evoluzione da ragazzo scartato a entità onnipotente è affascinante e a tratti inquietante. Rappresenta la brama di rivalsa. 

Ignis: L’Arcangelo del Fuoco. Migliore amico e rivale, il suo legame con Omnibus è la colonna portante emotiva della storia. La dinamica Cielo vs Fuoco tra i due è scintilla pura!

Dan e Meredith: Loro sono il nostro punto di vista “terreno”. Attraverso i loro occhi sentiamo il peso reale e terrificante che le guerre divine hanno sulle persone comuni. La loro resilienza è commovente. 

«Chiunque può essere il “buono”. Chiunque può essere il “cattivo”». Spalanca le sue enormi ali nere, che si aprono con un sibilo profondo. «E se toccherà a me essere il cattivo…» Si slancia oltre la parete, iniziando la lunga discesa. «..allora lo sarò.»

Cosa ho amato:

  • Il Worldbuilding: Si sente la passione nella creazione del contesto narrativo, specialmente nel sistema magico degli Elementi e nella gerarchia degli Arcangeli.
  • Il Ritmo: L’alternanza tra le vicende divine (più epiche) e quelle terrestri (più thriller/survival) crea un mix che ti tiene incollata alle pagine.
  • Orgoglio personale: È bello vedere autori italiani costruire saghe così ambiziose!

Per chi è questo libro?

Se amate le storie di accademie magiche che poi evolvono in guerre epiche, o se vi piacciono i protagonisti underdog che devono lottare contro tutto e tutti questo libro fa per voi.

Per me è un 4 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️

Se foste costretti a scegliere un alleato divino basato su un elemento, vi fidereste più dell’imprevedibilità del Fuoco (Ignis) o della vastità del Cielo (Omnibus)? Fatemi sapere nei commenti! 👇