INTERVISTA a Anita Cainelli a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️

INTERVISTA a Anita Cainelli a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️

✔️ Buongiorno Anita e benvenuta 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Sono scrittrice solo per diletto, la mia professione principale è invece come segretaria di accettazione in un reparto oncologico. Sono moglie e madre, quindi anche i lavori casalinghi mi occupano parecchio tempo. Non ho altri hobby, tranne quello di curare le mie amicizie preziosissime e la mia famiglia. Ho appena compiuto i miei anni tondi, che non svelo quanti siano, e la mia ambizione è quella di continuare a scrivere. Sognare attraverso i miei libri, ma anche con le letture che non mancano mai. Guai se non leggo prima di addormentarmi!

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere poesie già da bambina. E infatti continuo a scriverne sulla mia pagina Facebook autrice. Mi piace trasmettere sensazioni, emozioni, pensieri. Le scrivo di getto, senza brutta copia, dando un senso al momento stesso descrivendolo in versi. Il mio primo libro risale a circa dieci anni fa, ‘Quando finisce un amore’, scritto per caso per occupare le vacanze al mare, visto che non sono una da esposizione solare ossessiva. Sotto l’ombrellone, con un quaderno e una penna. Poi, tornata a casa, ho deciso di trascriverlo sul PC, pensando di tenerlo solo per me. Mia figlia, anche lei scrittrice, ha invece inviato a mia insaputa il file a una sua amica editrice che ha apprezzato la storia. Così ho continuato a scrivere e al momento ho pubblicato otto libri, di diverso genere, per arrivare al cuore di persone diverse, che sappiano cogliere le tematiche serie dietro storie apparentemente semplici.

✔️ Parliamo del tuo libro “Il dono maledetto”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?

‘Il dono maledetto’ è nato da un’idea che mi ronzava in testa da un po’. Innanzitutto adoro i gialli a sfondo psicologico e poi mi sono ritrovata in parte nella protagonista e nel suo ‘dono’, un’empatia estrema che le permette di percepire nettamente le emozioni altrui, tradotte perfino in pensieri. Non che io possegga un tale dono, ma l’empatia, soprattutto nella mia professione, è per me spesso causa di sofferenza, anche se è sicuramente un aiuto per i pazienti oncologici. Nel libro parlo di un omicidio e della protagonista che coglie il pensiero dell’assassino assistendo casualmente al delitto. Sarà questa l’unica traccia per scoprire il colpevole. Il dono aiuterà infatti le indagini a risolvere il mistero che si cela dietro l’omicidio di una donna dalla personalità e dalla vita apparentemente molto semplici.

✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?

Nel libro sono contenuti molti valori, portati alla luce anche dal poliziotto addetto al profiling psicologico con cui la protagonista collaborerà nei vari interrogatori. Non manca nemmeno l’ironia, un pizzico di ilarità, una storia d’amore. ‘Il dono maledetto’ è un po’ di tutto questo, il primo di tre libri dedicati a Giorgia e al suo dono. Il secondo è di prossima uscita, il terzo ancora in scrittura.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!

Il libro è stato pubblicato da Edizioni Leucotea che ha curato la realizzazione della copertina, seppur permettendomi di usare una mia fotografia scattata in quello che per me poteva essere il vicolo dove si è consumato il delitto. L’editing l’ho invece eseguito autonomamente.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?

Sicuramente è importante la diffusione pubblicitaria mediante i canali social. Ho creato una pagina apposita per il libro e cerco di mantenerla viva con regolari post. Purtroppo il mio tempo è poco, e anche riuscire a seguire a sufficienza la pagina non è facile. Il mio libro è comunque esposto allo stand Leucotea del Salone del Libro 2023 e ho organizzato un evento in un café/pasticceria dove ho parlato di tutti i miei libri con intervista televisiva locale. Una bellissima esperienza! Tra tanti libri che escono ogni giorno credo sia molto difficile scegliere le letture più adatte, ma penso che i miei romanzi, di lettura breve quanto la durata di un film, possano rimanere in fondo all’anima di chi li legge, perché un po’ diversi, perché parlano di vita vera, di cose concrete, ma sempre con un pizzico di humor e di poesia.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Sto scrivendo altri tre libri, oltre al terzo della serie ‘Il dono maledetto’. Un altro romanzo è appena stato accettato da una casa editrice. Uno lo ho scritto a quattro mani con un’amica. Scrivo nel poco tempo disponibile, ma costantemente, dedicandomi all’una o all’altra storia a seconda del momento. Tanti mi chiedono: ma come fai nella tua quotidianità a trovare anche il tempo per scrivere? La risposta è sempre quella: scrivo appena posso, sfruttando anche i pochi minuti a disposizione. Per me è rilassante, molto di più che passare il tempo davanti a un programma televisivo qualunque.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Leggendo ‘Il dono maledetto’ vi incamminerete tra le strade di Verona, città che io adoro, per la storia, i palazzi, l’atmosfera intensamente viva. Incontrerete personaggi particolari, ed Elisa, la buffa amica della protagonista; conoscerete la storia della famiglia di Roberto, lo psicologo forense, di Marilena, la vittima. E penserete sempre di aver individuato l’assassino. Invece la trama è più intrecciata del previsto e il destino ci mette sempre del suo. Fino all’ultimo momento.

Il Re di Cuori e la città di Smeraldo di Ruben Neri

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

Il Re di Cuori e la città di Smeraldo di Ruben Neri

Data di pubblicazione: 3 dicembre 2022

Copertina flessibile: 245 pagine

A causa di suo padre, Aaron Johnson è costretto a vivere una vita piena di difficoltà ed ingiustizie.

Tutto questo fino a quando non entra in possesso di un oggetto che gli stravolgerà la vita, obbligandolo ad affrontare un’ avventura del tutto inaspettata, piena di personaggi a dir poco incredibili e colma di momenti avvincenti.

L’autore

Nato il 9 luglio del 1996 a Lugano e cresciuto a Mezzovico-Vira in Svizzera, Ruben Neri nutre sin dall'infanzia l'amore per tutto ciò che ha dell'incredibile. Le sue più grandi passioni sono Batman e Spiderman, questi sono i primi personaggi del suo cuore che lo portano a espandere la sua infinità curiosità fino ad arrivare ai più grandi racconti fantasy e di fantascienza come Il Signore degli Anelli, Ritorno al fututo e Star Wars. Così, catturato da queste creazioni per lui a dir poco sbalorditive, decide di ispirarsi a Stan Lee e a J.R.R Tolkien, due tra i suoi più grandi idoli, creando il suo primo personaggio nel 2012 quando aveva solamente 16 anni e il suo primo racconto, dando il via a un universo completamente suo, con la speranza di riuscire un giorno a condividerlo con tutto il mondo.
In COLLABORAZIONE con autore ✍️ che ringrazio per la copia cartacea.

INTERVISTA a Romina Zanetta a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️

INTERVISTA a Romina Zanetta a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️

✔️ Buongiorno Romina e benvenuta 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Inizio con il dire che il mio lavoro non ha niente a che vedere con il mondo della scrittura anzi sono un’impiegata contabile qualunque piuttosto banale. Sin da ragazzina ho sviluppato una vera e propria passione per i romanzi horror thriller e Stephen King è il mio idolo indiscusso. Oltre a questo amo la musica e la danza.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere quando si è ammalata mia madre perché era l’unica cosa che mi distraeva e mi faceva evadere da una realtà che non mi piaceva. Infatti questo libro è proprio dedicato a lei. In questo libro vorrei trasmettere la speranza o meglio la possibilità di salvezza per chi è affetto da malattie gravi.

✔️ Parliamo del tuo libro “I due volti della morte”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?

Parla di una donna Vivien che vede andare in pezzi la sua vita quando le viene diagnosticato un male incurabile. Uno stregone voodoo le propone un rito di scambio con una assassina condannata a morte ma dopo iniziano una serie di omicidi che riconducono a lei. L’idea è nata proprio dalle malattie gravi perché nel mio immaginario avrei voluto che fosse stato così cioè poter donare la salute alle persone meritevoli.

✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?

Avun pubblico pressoché adulto poiché ci sono anche scene un po’ cruente degli omicidi. I valori che voglio trasmettere sono la solidarietà e l’altruismo.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!

Ho fatto tutto con l’aiuto di mia sorella Miryam che ha fatto la copertina e tutti i disegni interni dei vari capitoli. Ogni capitolo ha appunto un disegno inerente che introduce le scene che verranno poi descritte.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?

È molto importante per farlo conoscere il più possibile. L’ho pubblicizzato su vari siti e ho fatto alcuni firma libro nelle librerie.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Sì a giugno uscirà il mio prossimo libro che si intitola IL DONO DEL MOSTRO ed è un genere horror fantasy.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Perché secondo me è una giusta miscela di suspense, magia, intrigo, amore e anche umorismo. È molto scorrevole e ho cercato di fare in modo che il lettore non si annoi mai e abbia voglia di continuare a leggere per scoprire cosa accade nel capitolo successivo.

Intervista in collaborazione con autrice ✍️

INTERVISTA a Lucia Massaglia di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Lucia Massaglia a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️

✔️ Buongiorno Lucia e benvenuta🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Buongiorno a voi! Io al momento penso alla famiglia e alla scrittura. Sto buttando tutte le mie energie per migliorarmi come scrittrice, da folle, ma ho voluto provare a darmi una possibilità. Tra miei hobby (escludendo ovviamente la lettura), c’è la fotografia: amo un sacco fotografare anche se ammetto di non essere chissà quanto brava in quello; e le degustazioni di vino: ho fatto dei corsi per raggiungere il primo livello di sommelier.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

La mia passione per la scrittura è iniziata quando ero bambina. Ho sempre amato riportare frasi e/o pensieri sul mio diario, a circa quattordici anni ho provato a scrivere un breve racconto che poi negli anni sono divenuti sempre più lunghi. Con la scrittura cerco di trasmettere emozioni ed empatia. Mi piacerebbe che dalle mie storie traessero qualcosa, gli restasse qualcosa.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Non è mai troppo tardi”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?

Non è mai troppo tardi mi piace definirlo un romanzo rosa “atipico”, inizia quando teoricamente i due protagonisti hanno già raggiunto il loro lieto fine. Eppure ad un certo punto capiscono che qualcosa negli anni è andato storto, decidendo di tentare con la terapia di coppia. A questo punto entra in gioco Anna, la loro terapeuta, e grazie a lei rivivono la loro storia e i loro sentimenti. Ma anche la loro singolarità come individui. é romanzo nato con l’idea di dare delle possibili scelte alle persone, aiutarle anche a capire che non sono sole, che le cose che accadono sono la quotidianità e che può essere altro  dopo “il vissero felici e contenti” e che se anche non è facile può comunque non essere mai troppo tardi per tornare ad essere felici.

✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?

Ho cercato di trasmettere l’importanza della comunicazione, della famiglia (non intesa solo come marito e moglie, infatti si vedrà anche il passato della protagonista con una madre che se n’è andata). Il romanzo è per una fascia d’età dai 25 anni in poi proprio per le dinamiche di coppia, anche se mi è stato fatto notare (e non hanno tutti i torti) che potrebbero leggerlo anche ragazzi dai 16/17 anni, soprattutto se hanno a che fare con genitori con un rapporto in crisi, così da aiutarli, almeno in parte, a capire la loro situazione. 

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!

L’immagine della copertina l’ho scelta io, poi però per impaginazione e revisione anche del testo mi sono affidata ai professionisti che collaborano con la casa editrice che mi ha pubblicata.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?

La promozione del romanzo, soprattutto per emergenti come me, è fondamentale. Per farti conoscere devi in un qualche modo farti notare. Io ho deciso, oltre che affidarmi anche a bookbloger, di farmi conoscere sui social per quella che sono e quello che mi piace fare: parlare di libri ed editoria. Infatti nel mio profilo non troverete solo il mio libro, ma anche curiosità, mi piace l’idea di stringere legami (anche se virtuali) con le persone che decidono di seguirmi o supportarmi.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Sì, ho già terminato il secondo romanzo, che adesso è in fase di editing. 

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Non è mai troppo tardi è un romanzo di speranza e non solo di amore. Un romanzo che in un qualche modo sprona a darsi una possibilità, in qualsiasi campo tu sia o qualsiasi cosa tu voglia fare. Quindi se siete in dubbio sul compiere qualcosa, date una possibilità al mio romanzo e provate a canalizzare in voi, le energie dei miei protagonisti per arrivare a darvi una possibilità.

I migliori anni della mia vita. La maledizione di James Blind di Leonardo Masetti

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

I migliori anni della mia vita. La maledizione di James Blind di Leonardo Masetti

Editore: Porto Seguro

Data di pubblicazione:,22 settembre 2022

Copertina flessibile: 480 pagine

Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, un ragazzo non ancora ventenne di nome Antonio Lugará è pronto ad arruolarsi nel Regio Esercito.

Cosa lo ha spinto a compiere un atto così estremo che gli cambierà la vita? Sta scappando da qualcosa…o da qualcuno?

Il romanzo ripercorre i mesi precedenti della vita di Antonio, trascorsa a Bagheria, la cui vita – e quella dei suoi amici – s’intreccia con le pericolose macchinazioni del sanguinario Don Calogero, un avido caporione disposto a tutto per ottenere il controllo del territorio della Conca d’Oro.

I migliori anni della mia vita pone le fondamenta sulle emozioni e sulle riflessioni di grotteschi e caricaturali protagonisti: storie di amori proibiti, vili tradimenti, omicidi efferati e valorose prove di amicizia si inseriscono nel tipico paesaggio rurale della Sicilia, all’apparenza pacifico ma che, in realtà, è corroso dal potere esercitato dalla violenza criminale.

L’autore

Leonardo Masetti è nato a Prato nel 1975. La passione per la musica, l’arte e la scrittura lo ha portato, nel 2002, a realizzare il “grande sogno americano”: trasferitosi a New York, ha dato inizio alla sua carriera come produttore musicale e autore letterario. Co-creatore del fumetto fantasy Iktomi e autore di diversi progetti televisivi, Leonardo esprime le sue abilità di scrittura ancora oggi. I migliori anni della mia vita è il primo romanzo pubblicato con Porto Seguro Editore. 
In COLLABORAZIONE con autore ✍️ che ringrazio per la copia cartacea.

INTERVISTA a Paolo Dal Canto di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Paolo Dal Canto di Tantilibriecaffe

Buongiorno Paolo e benvenuto🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Buongiorno Maura e buongiorno a tutti. Io sono un impiegato e faccio parte di quel gruppo di persone che fanno un lavoro che non c’entra niente con le proprie passioni, ma garantisce uno stipendio con il quale poter avere una vita dignitosa e dedicarsi ai propri hobby, che nel mio caso sono tutti legati all’arte. Mi piace la musica, suono alcuni strumenti, mi piace tantissimo il teatro nel quale per un bel po’ di anni ho lavorato come autore e regista e infine adoro tutto ciò che è letteratura e così leggo e scrivo tantissimo!

Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere per il teatro, più o meno nel 1998. Facevo parte di una compagnia che metteva in scena spettacoli dedicati a tematiche sociali ma con uno stile tragicomico particolare, a volte quasi surreale, grottesco e molto ironico. Terminata l’esperienza con il teatro mi è rimasta la voglia di scrivere e mi è rimasto anche appiccicato lo stesso stile grottesco e surreale. Ho iniziato così a scrivere racconti che trattavano di molte tematiche, dai contenuti molto svariati, spesso legate ai temi sociali, come la violenza di genere, la questione lgbt, l’immigrazione, la guerra, la pedofilia, e sempre e comunque ho cercato di mantenere fede al mio stile particolare e provocatorio. Quello che vorrei trasmettere è che non ci si dovrebbe mai girare dall’altra parte, ma rimanere sempre vigili, curiosi, attenti a tutto quello che ci succede intorno, e che le cose non sempre sono come sembrano, non sono solo bene o male, bianco o nero, ma che il mondo è fatto di sfumature e io adoro le sfumature.

Parliamo dei tuoi libri “Sputi” e “Il lenzuolo” Di cosa parlano? Com’è nata l’idea?

SPUTI è una raccolta di 100 racconti brevi, a volte brevissimi, al massimo una pagina, e ogni racconto è accompagnato da un’illustrazione, opera del bravissimo artista Federico Quiliconi. Sono racconti suddivisi in sezioni, ogni sezione un tema: e parti del corpo, i parenti, le feste, i sacramenti, le emozioni, e così via. Alcuni si pongono come obbiettivo il puro divertimento, altri, invece, puntano dritto al cuore, allo stomaco di chi legge, trattando temi forti e delicati. L’idea della raccolta è nata da una sfida che girava su Instagram: scrivere un racconto di sei parole, come un bel po’ di anni fa aveva fatto Hemingway. Io ho scritto questo: DAD – Schermi accesi insegnava a bambini spenti. Il racconto è piaciuto molto, e da lì l’idea di scriverne altri, non di sei parole, ma comunque molto brevi.

IL LENZUOLO è il mio primo romanzo. Avevo fatto già dei tentativi, ma nessuno mi aveva mai convinto, poi, arrivato alla terza raccolta di racconti (in precedenza ho pubblicato L’UOMO LIVELLA e NON DIRMI CHE TI PIACE BARICCO), ho pensato che fosse arrivata l’ora di riprovarci. È nato così IL LENZUOLO. L’idea è arrivata per caso: cercavo un tema, uno spunto da cui poter partire, era da giorni che ci ragionavo, e allora mi sono detto, va bene, scrivi a partire dalla prima cosa che vedi, ero steso a letto sotto le lenzuola e quello che ho visto è il lenzuolo e da lì è partito una sorta di brainstorming, una tempesta di idee, spunti, immagini, e piano piano il romanzo ha preso forma. La storia inizia con una violenza sessuale subita da una donna, è una violenza terribile, crudele, della quale rimane come testimonianza l’impronta del corpo su un lenzuolo, una sorta di sindone. Da quel momento il lenzuolo diventa il filo conduttore che ci accompagna lungo una trama a volte surreale e a volte quasi distopica e grottesca.

Quali valori sono contenuti nei tuoi romanzi e a che genere di pubblico sono indirizzati?

Si tratta di opere dai contenuti particolari, provocatori, a volte disturbanti, ma mai queste scelte, sia di contenuto che di stile, sono fini a sé stesse. Sono dell’idea che se uno vuole dire qualcosa la miglior cosa da fare è dirla, senza girarci intorno, senza filtri, fronzoli. Si tratta di un patto di fiducia che si va a stringere con il lettore, poi sta a lui decidere se vuole seguirmi e fino a dove vuole farlo. Questo per quanto riguarda i contenuti. Lo stile mi aiuta a rendere leggibile ciò che voglio dire, a conquistare il lettore, a portarlo dalla mia parte, a far sì che mi segua e mi creda, anche quando ciò che scrivo è incredibile. Il pubblico a cui mi rivolgo è un pubblico adulto, a partire dai giovani fino a chi con l’età e molto più vicino alla mia o va anche oltre.

Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione dei tuoi libri?!

La copertina è nata da un lavoro di squadra con l’illustratore Federico Quiliconi, lo stesso delle immagini che accompagnano i racconti della raccolta SPUTI. Ci siamo scambiati idee e proposte e alla fine siamo arrivati alla versione attuale che trovo essere bellissima. Per la revisione mi sono rivolto a una cara amica che ha iniziato da poco a fare editing di professione. Lei mi ha insegnato molto e mi ha aiutato a imparare a rileggere ciò scrivo e a essere io il primo critico, lettore e correttore delle mie opere. Un grandissimo grazie va anche alla casa editrice Edizioni Mondo Nuovo con la quale ho pubblicato tutte le mie opere e che sempre mi segue in ogni passo, dalla stesura e rielaborazione dei miei lavori fino alla versione finale e la promozione.

Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarli?

Oggi più che mai la promozione è fondamentale. Il mercato dei libri è sommerso da proposte e la possibilità di poter pubblicare è ormai alla portata di tutti. Questo, se da una parte è una cosa positiva, dall’altra fa sì che sia sempre più difficile farsi conoscere e leggere al di fuori della propria cerchia di amici, parenti e conoscenti. La promozione, in particolare sui social, ma anche tramite i canali più tradizionali, quali presentazioni e reading, è quel passaggio in più che permette all’autore di farsi conoscere anche al di fuori, poi, ovviamente, entrano in gioco la qualità del prodotto, la cura, i contenuti, la serietà della casa editrice. Io cerco di muovermi un po’ in tutte le direzioni: mi piace tantissimo incontrare il pubblico dal vivo, fare reading che, visto il genere dei miei lavori, risultano essere molto divertenti, e questo anche grazie al supporto musicale di Stefano Taglietti, amico musicista che sempre mi accompagna nelle presentazioni, e poi sto imparando a muovermi sul web, affidandomi a chi, come te, ha scelto di fare della sua passione un’occasione di lavoro e ci si dedica con professionalità ed entusiasmo.

Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Sto mettendo insieme dei racconti per una nuova raccolta. La caratteristica dei racconti è che tutti nascono da notizie di cronaca che poi reinterpreto rendendole storie a sé, dove spesso i protagonisti non sono solo le vittime ma anche i carnefici. Sto poi pensando seriamente alla continuazione del romanzo IL LENZUOLO, ho già in mente qualche idea…

Gli invendibili di Chiara Mazzotta

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

Gli invendibili di Chiara Mazzotta

Data di pubblicazione: 13 febbraio 2023

Copertina flessibile: 225 pagine

Lei non ha nome. Lei ha solo un codice e l’obbligo di eseguire ogni ordine. Se vuole continuare a vivere, deve tenere la testa bassa e cercare di rendersi invisibile.

Ma qualcosa nei suoi piani cambia.

Lui è uscito da un istituto di igiene mentale dopo quindici anni, accusato di un crimine che non ha commesso.

Riusciranno le loro vite ad incrociarsi o resteranno due estranei per sempre?

L’autrice

Chiara Mazzotta è nata a Pavia nel 1990. Dal 2016 vive in Toscana con il compagno Alessio e la figlia Cassandra. Da sempre, sogna di pubblicare un libro con la sua firma. “Gli invendibili” è il suo romanzo d’esordio.

In COLLABORAZIONE con autrice ✍️ che ringrazio per la copia cartacea.

INTERVISTA a Matteo Lorenzi di Tantilibriecaffe

✔️ Buongiorno Matteo e benvenuto 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Ciao Maura, grazie mille per l’ospitalità. Io lavoro come grafico pubblicitario ed editoriale e sviluppo progetti di cartotecnica per realizzare astucci per cosmesi o packaging in cartone e cartoncino per qualsiasi tipo di oggetto. Il mio hobby principale è da sempre la musica, attualmente sono impegnato soprattutto su questo fronte: sono infatti frontman di una band (Sesto Elemento) con cui festeggeremo quest’anno i 25 anni di attività, sto collaborando sempre come voce principale con un gruppo di rock progressivo con cui stiamo per uscire con un nuovo disco e infine suono le tastiere in un’altra band musicale di recente formazione!

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Come dicevo prima, ho alle spalle una lunga carriera di musicista (parliamo di quasi 25 anni) caratterizzata sin dal principio dalla vena compositiva: ho sempre sentito la necessità di scrivere canzoni, trovando in questo uno sbocco comunicativo perfetto per me. La mia fortuna è quella di avere una band (Sesto Elemento) che ha sempre colto con entusiasmo i pezzi che proponevo e mi ha sostenuto nel dargli forma e portarli sul palco. In me convivono dunque queste varie forme artistiche che tuttavia non reputo così facilmente scindibili l’una dall’altra. Mi spiego meglio: scrivere un romanzo, oppure scrivere una poesia o una canzone, è semplicemente una modalità diversa di incanalare le proprie esigenze comunicative. Non c’è un “meglio” o un “peggio”, non c’è qualcosa che mi rappresenta di più rispetto all’altro. In alcuni casi la forma “canzone” è più funzionale a veicolare un messaggio, arriva prima, in maniera più veloce. In altri mi serve che chi riceve questo input si prenda il tempo, si immerga, si ricavi uno spazio proprio in cui riconoscersi; con la scrittura di un romanzo questo è molto più semplice, ma sono solamente facce diverse di una stessa medaglia. Dunque posso dire che scrivo praticamente da sempre e cerco di fare in modo che i messaggi non siano troppo definiti ma possano collocarsi in una “zona franca” in cui chi legge riesca a interpretare a modo suo e rendere in qualche modo propri i messaggi e le sfumature che più gli si addicono.

✔️ Parliamo del tuo libro “KAERU”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?

“Kaeru” parte dalla volontà di sondare gli stati d’animo dell’uomo quando viene catapultato in una realtà totalmente inaspettata che sconquassa ogni sua “routinaria” certezza. Le prime pagine generano nel lettore un senso di disorientamento, che è esattamente quello che volevo ottenere, ma al tempo stesso invogliano a proseguire la storia per capire cosa succederà. Sono partito dall’idea “forte” e spiazzante della situazione d’esordio: Marcello, che ha una vita solitaria, piatta e noiosa, senza amici, senza amore e priva di particolari guizzi, un giorno rincasa e trova tutto diverso: la sua abitazione è curata e pulita, arredata in modo totalmente diverso, e una donna bellissima – mai vista prima – lo accoglie, chiamandolo con un altro nome, come se non lo vedesse semplicemente da qualche ora, come se la sua identità fosse un’altra rispetto a quella di cui egli stesso non aveva dubbi. Da qui si dipana una storia ricca, densa e intrecciata in cui i colpi di scena sono diretta conseguenza della costruzione che ho voluto dare. Il riferimento alla pellicola cinematografica “The Truman Show” è evidente, e pure esplicito, anche se in realtà lo collocherei più vicino a una serie TV anni Ottanta intitolata “Ai confini della realtà” in cui si immaginavano situazioni surreali che mettessero in discussione le convinzioni dell’uomo. Per quanto riguarda i riferimenti letterari direi che “Cecità” di Saramago, “1984” di Orwell, “Fu Mattia Pascal” e “Uno, nessuno, centomila” di Pirandello sono altri capisaldi che mi hanno influenzato nella costruzione di questa storia particolare, che si presenta prismatica in ogni suo aspetto, ricca di sfaccettature e questo permette al lettore di darne una diversa lettura a seconda dell’angolazione con cui vi si approccia.

✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?

Il tema di base è una riflessione sulla condizione umana, senza fornire risposte – che comunque nessuno avrebbe – ma cercando di instillare dubbi e domande nel lettore. Alla fine ne emerge un quadro molto cinico che si pone come una grande metafora di vita: la tensione continua dell’uomo alla ricerca di una propria realizzazione che spesso – erroneamente – scavalca la dimensione in cui questo vive rimettendo in discussione i suoi credo. KAERU ha vari significati in lingua giapponese, per primo “rana” ma nasconde altre moltissime accezioni come ad esempio “ritorno alle origini” oppure “cambiamento”… e il romanzo gioca proprio su questa plurivalenza di significati. Il Giappone è semplicemente la proiezione di un qualcosa di distante sia a livello fisico che su un piano concettuale, di fatto non è un libro sul Giappone o che vede in primo piano la cultura orientale. Una dimensione di questo tipo mi serviva per richiamare un’entità che risultasse slegata e lontana dalla nostra quotidianità. Sinceramente non esiste un target di riferimento, ho avuto modo di rendermi conto che si tratta di un romanzo che ha trovato e sta trovando riscontri positivi in maniera piuttosto trasversale.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!

Avevo voglia di creare una copertina diversa dalle solite, qualcosa che potesse emergere in una libreria in mezzo alle tantissime proposte. Avevo in testa lo spunto ma per concretizzare l’idea mi sono rivolto ad una bravissima illustratrice, Lara Leonardelli, che ha saputo condensare in un’immagine semplice ed efficace il senso del libro. La rana origami con il sangue che cola, collocata su cerchio rosso che richiama la bandiera del Giappone, è un distillato del romanzo. Per la correzione e la revisione delle bozze mi sono affidato in toto al lavoro professionale della mia casa editrice, Publistampa Edizioni.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?

Per un autore emergente – purtroppo – la promozione è quasi tutto, in quanto nessuno si occuperà mai di portare in giro il tuo romanzo e quasi sempre la riuscita o la diffusione di un libro per autori non affermati dipende da quanto e come si riesce a far arrivare il proprio prodotto a gente sconosciuta. Quando una persona pubblica il primo lavoro è carico di aspettative, c’è la convinzione che chiunque sarà interessato a leggerlo, dalla famiglia fino all’ultimo compagno dell’asilo che magari non vede da 30 anni, ma sicuramente sarà curiosissimo di comprare il libro. Purtroppo però la realtà è ben diversa: in giro la curiosità è davvero poca e l’iperstimolazione che c’è sui social diventa una sorta di rumore di fondo che ormai si fatica a percepire. Io non faccio eccezione… ho provato e provo a pubblicizzare sui social ma vedo che i risultati sono molto pochi. Ho avuto opportunità di presentare un po’ in giro i miei romanzi e ho trovato un clima più partecipato e una maggiore predisposizione all’ascolto, ma è comunque difficile trovare spazi, inutile negarlo.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Ad essere onesto qualche pensiero lo avrei anche ma in questo periodo sono totalmente assorbito dall’altra mia passione: la musica. Ho infatti vari progetti aperti (in due band sono il cantante e in una sono il tastierista) che mi assorbono molto tempo e ho due bimbi con cui preferisco riempire le ore che avanzo… diciamo che arriverà di certo qualcosa in futuro, ma non a breve!

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Se siete attratti dalle storie folli, dagli intrecci di trama particolari, dai salti temporali, dal ritmo cinematografico e dai finali imprevedibili, Kaeru è casa vostra. Dovrete però predisporre la mente a qualcosa di particolarmente prismatico e cangiante… e probabilmente il vostro punto di vista potrebbe trovare nuove prospettive! Buona lettura!

INTERVISTA a Maria Palmieri di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Maria Palmieri di Tantilibriecaffe

✔️ Buongiorno Maria e benvenuta 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Buongiornoooo Maura e buongiorno a voi tutti lettori. Cercherò di essere più esaustiva possibile ☺️ Sono una ragazza di 25 anni che lavora per potersi realizzare in tutti gli ambiti a cui ambisce. Ho sempre creduto sin da piccolina che sudare le cose col sacrificio personale abbia tutto un altro sapore. Amo il mondo della ristorazione. Mi sono specializzata, diplomandomi con l’Accademia, a livello internazionale, come Sommelier. Attualmente sono una cassiera di un supermercato nel paese in cui vivo: Palinuro (SA). Sto usando i profitti lavorativi e sto investendo sulla mia cultura e sulle mie passioni. Molti ritengono di non avere tempo per niente. Io ritengo che il tempo te lo crei, se lo vuoi per davvero. Cerco di incastrare tutto: lavoro, hobby, studio, impegni.. Di giorno lavoro, di notte scrivo, leggo e studio. Nell’ intermezzo trovo il tempo di occuparmi di casa mia. Amo viaggiare ed ogni scusa è buona per partire. L’ispirazione maggiore alla mia scrittura mi arriva come un fulmine a ciel sereno ogni volta che prendo un treno o un aereo. È come un viaggio dentro di me. Prendo la penna e parto… Ho conseguito corsi di formazione anche a Barcellona, partendo da sola. È stata la spinta che mi serviva per il lancio del mio primo romanzo: “Una Voce”. Il mio grande sogno è esercitare il mestiere da Sommelier , viaggiare e scrivere tanto. E perché no?! Voler raggiungere un budget in più per potermi permettere una laurea in Scrittura. Una volta raggiunti questi obiettivi potrò guardare indietro e ringraziare questo mio lavoro attuale con molta emozione e gratitudine perché mi ha permesso di arrivare lontano rispetto al mio punto di partenza. Ma, già lo sto facendo.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho un dolce ricordo della me bambina, scrivevo e completavo tutti i miei diari segreti. Può sembrare una sciocchezza ma ad oggi per me vale tanto. Avevo tante cose da raccontare ma le tenevo per me stessa. Le scrivevo e le nascondevo. Questo mi faceva stare bene. Era una sorta di gioco o passatempo. Un’altra cosa che ero abitudinaria a fare era la stesura di lettere contraccambiate, con mio fidanzatino Cristian, ai tempi delle scuole. Ci mettevo passione. Forse il mio inconscio già era cosciente che sarebbe arrivato qualcosa di più grande in un futuro. Difatti, 3 anni fa mi sono proiettata oltre. Da quando ho iniziato a scrivere intensamente non ho più smesso. Ho scelto di avere coraggio, con l’intenzione di creare un libro, un progetto che durasse in eterno.

✔️ Parliamo del tuo libro “Una voce”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?

Il mio libro “Una Voce” parla di vita vera. Parla della mia vita, del mio vissuto, delle mie emozioni, delle persone e degli eventi che mi hanno segnato e insegnato qualcosa, ciascuno in modo diverso. Il mio Romanzo parla di speranza, parla di una trasformazione da negativo a positivo, capitolo dopo capitolo. Parla di forza e coraggio per la vita che scegli di fare. Leggendo noterete il cambiamento dall’età infantile all’età adulta che vi porterà a mettere il focus sull’importanza di vivere una vita pienamente nonostante le ostilità e le difficoltà che si incontrano durante il proprio cammino. L’idea è nata grazie alla mia voce interiore (non è un caso il titolo) che inizialmente mi tormentava e successivamente ne ho tratto un vantaggio perché mi sono lasciata guidare fino a mettermi in discussione nuovamente e riscoprire me stessa attraverso la scrittura.

✔️ Quali valori sono contenuti nei tuoi romanzi e a che genere di pubblico sono indirizzati?

Con i miei libri voglio trasmettere speranza, emozioni vere e tanto amore. Generalmente sono indirizzati a chiunque li senta suoi. La scelta del lessico semplice e fruibile è stata una strategia vincente perché in questo modo ho dato la possibilità di poter far leggere e far arrivare i miei messaggi a tutte le persone di tutte le età. I valori persistenti in questo libro sono: famiglia, umiltà, coraggio, fede, lealtà, speranza, onestà, trasparenza, competenza, umorismo, entusiasmo e rispetto.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione dei tuoi libri?!

Ho realizzato la mia copertina grazie all’aiuto di un fotografo, che ha catturato quel magico momento con un drone dall’alto. Nella copertina sono raffigura su un molo, aggrappata a delle corde, da sola. Questo fa riflettere dopo aver letto l’intero contenuto del mio libro. La copertina interna ha un altro significato potente: le mie mani da piccola… raffigurano : Il processo di crescita, l’importanza dei piccoli gesti, il valore delle piccole cose, l’amore e tanto altro. L’intero manoscritto non è stato toccato da nessuno nè tanto meno modificato, ho scelto tutto in base ai miei criteri, mi sono affidata per la pubblicazione su Amazon a: Lorenzo Pugnaloni editoria. Abbraccio il metodo del Selfpublishing e l’ho scelto tra le mille case editrici perché ti consente più libertà in tutto e per tutto.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarli?

Secondo me, la promozione di un romanzo è fondamentale, viaggia a braccetto dopo il lancio 🚀 è impensabile credere di pubblicare e poi restarsene con le mani in mano, in balia del nulla, aspettando la manna dal cielo. Bisogna adoperarsi affinché il frutto del proprio lavoro cresca a dismisura, non dimenticando che, per la realizzazione di questo grande progetto andato in porto, ci son voluti sacrifici non indifferenti. Io mi sono affidata in primis al mio editore che mi ha lanciato su Amazon: Lorenzo Pugnaloni. E, successivamente, a svariate interviste che usciranno per radio e giornali.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Caschi come un fagiolo. Mi hai letto nella mente o cosa? Certamente, sto scrivendo il romanzo successivo. Sarà una bomba! 💣

Intervista in collaborazione con autrice ✍️

I tuoi occhi sono foglie di Marilena Guglielmi

☕️☕️☕️ #RECENSIONE ☕️☕️☕️

I tuoi occhi sono foglie di Marilena Guglielmi

Editore: Il Canneto Editore

Data di pubblicazione: 26 maggio 2022

Copertina flessibile: 233 pagine

Questo romanzo della Guglielmi rappresenta un giallo originale, la trama ruota attorno alla vita di due giovani ex compagni di scuola, Andrea e Mathieu. I due si trovano coinvolti in una serie di eventi drammatici che portano alla luce avvenimenti del passato.

La storia si sviluppa in luoghi differenti, come Torino e la Costa Azzurra, e viene presentata attraverso brevi capitoli che offrono diversi punti di vista. Nonostante la bellezza del luogo, l’atmosfera è spesso plumbea e inquietante, caratterizzata da tempeste di vento e oscuri segreti che portano alla scoperta di una serie di crimini. La natura assume un ruolo importante nel romanzo, le piante , gli alberi e le erbe diventano elementi importanti della trama.

“Mentre Yuri ha sempre amato i numeri, Andrea e Lea nutrivano una passione smisurata per le piante. I tre bambini condividevano i rispettivi interessi come in un sistema di vasi comunicanti. Tutti e tre sapevano contare e conoscevano le quattro operazioni ben prima di mettere piede a scuola; cantic-chiavano, al posto delle filastrocche infantili, i nomi scientifici delle specie vegetali. Era la loro vita… Fino al divorzio burrascoso dei genitori e alla decisione della madre di tornare in Italia, portando con sé i tre figli di cui aveva ottenuto l’affido. Ma Andrea è spaventato, le memorie dell’infanzia non sembrano rasserenarlo.”

I personaggi sono ben sviluppati e complessi, in costante evoluzione. Il libro oltre che giallo, thriller e poliziesco è anche un romanzo d’amore, sentimenti e valori di formazione.

La scrittura dell’autrice è poliedrica: semplice e asciutta, poetica e commovente, diretta o metaforica.

“Yuri esercita un controllo molto rigido su sé stesso; può sembrare inespressivo o scostante a chi non lo conosce bene. A volte si sfoga abbandonandosi al turpiloquio. Anna Bianca è abituata a sentire i fratelli scambiarsi insulti senza che nessuno si offenda. Spesso ricorre ai numeri per distrarsi dai pensieri molesti. In questo momento magari sta calcolando quanto impiegheranno per giungere a destinazione: sono in viaggio da quaranta minuti, mancano duecento chilometri, tra due ore saranno arrivati. Duecentoquaranta chilometri è la distanza tra Torino e Ventimiglia, due ore e quaranta il tempo che occorre per superaria. Ma è sempre stato così? Quand’era adolescente la sua maschera di cinismo e freddezza era più imperfetta, meno inviolabile. Yuri non aveva mai avuto un brufolo, aveva evitato la fase dei movimenti sgraziati e delle ossa sporgenti. Però era pieno di sentimenti inconfessabili che tentava di mantenere segreti. E qualcosa trapelava…”

Il libro è composto da capitoli brevi, ciascuno associato a una specifica pianta che si integra perfettamente nella narrazione, e un trama veramente complessa che ci porta dall’Italia alla Francia con dei flashback che tassello dopo tassello vanno al loro posto.

Colpo di scena finale… insomma un’esperienza di lettura veramente molto particolare e diversa. Lo consiglio vivamente! 4,5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione in collaborazione con autrice ✍️  che ringrazio per l’invio della copia cartacea.