Lucky – Storia di due destini inseparabili di Marco Caneva
Scrittore di libri e racconti, educatore e volontario in canile, questo libro è stato ispirato dalla sua esperienza decennale.
Una storia di amicizia, abbandono, rivalsa. La vita può donare una seconda possibilità!
Lucky è un cane lupo meticcio, intelligente e molto affettuoso, che non si sente accettato nella sua nuova famiglia e, proprio per questo motivo, fuggirà e finirà in canile. Gino, un tempo il proprietario di Lucky, è un pensionato che ha perso da poco la moglie e che si è chiuso nella sua solitudine. I due vivono ormai ai margini della società ma non sanno che la vita ha ancora molto da offrire a entrambi e che, seppur tra mille difficoltà e imparando ad aiutare il prossimo, si può ritrovare se stessi.
L’autore
Marco Caneva è nato a Monza e ha trascorso la sua infanzia in Estremo e Medio Oriente. È ritornato in Italia durante la giovinezza per completare i suoi studi e attualmente vive a Lissone, dove, oltre al suo lavoro, si dedica all’attività di educatore e fa volontariato in canile. Lucky. Storia di due destini inseparabili è il suo esordio per BookRoad.
INTERVISTA a Marta Beritelli a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️
✔️ Buongiorno Marta e benvenuta 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?
Ciao! Mi presento, sono Marta e sono una correttrice di bozze e traduttrice che di mestiere fa la bartender, perché nel nostro paese il terziario è uno dei pochi settori non ancora in crisi (oddio, un po’ sì, ma…). Sono sposata con quello che è stato negli anni dell’adolescenza migliore amico e peggior nemico, proprio come in un triste romanzetto rosa, con la differenza che alla fine per me è stato tutto molto divertente. Dopodiché, galeotto fu un mio trasferimento al nord per lavoro, l’amicizia si trasformò in altro e adesso ho un coinquilino piuttosto chiassoso, ma abbastanza piacevole, due gatti altrettanto chiassosi e una miriade di biblioteche. Sono appassionata di fumetti e manga, colleziono funko dei miei personaggi preferiti e il mio hobby principale è fare origami. Diciamo che ho scollinato il famoso cigno qualche anno fa e ora faccio più o meno tutto, compresi gli origami 3D. Amo cambiare colore di capelli con variazioni dal fucsia al blu e colleziono tarocchi. Adoro viaggiare e sogno di vivere sul mare.
✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Ho iniziato a scrivere molto presto e intendo proprio presto, la mia prima storia risale alle elementari ed era profonda quanto potete immaginare, ma alla mia nonna piacque tantissimo e diventò la storia della buonanotte. Da lì, non ho più smesso. La storia più impegnativa ho iniziato a scriverla a 18 anni e – udite, udite – la sto finendo adesso. Quello che voglio trasmettere ai lettori è un po’ quello che sento, ma anche quello che mi è stato insegnato. Credo che sia importante condividere sé stessi e le proprie esperienze e il fatto di scrivere fantasy non lo rende meno possibile, anzi. Mi piace sapere che ho fatto sorridere qualcuno, o ridere, o piangere, perché vuol dire che quel qualcosa è arrivato.
✔️ Parliamo del tuo libro “Profumo di Caffè”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?
Dunque, “Profumo di caffè” nasce nel pub in cui attualmente lavoro. Al tempo ci lavorava anche la mia migliore amica e il tipo di rapporto che si legge nel libro non è molto lontano da quella che è la realtà. Una sera eravamo a lavoro e scherzavo, dicendole che quando doveva lavare lei i bicchieri era territoriale come una sirena e bam! L’idea. In sostanza il resto del libro è quasi tutta fantasia. Molti dei personaggi che ci sono dentro sono reali, sono persone che esistono e fanno parte della mia vita. Mio marito faceva il buttafuori, ma non è fisicamente un vichingo, altrimenti chi avrebbe il tempo di scrivere, ma per il resto ci siamo. Era il mio “periodo dei gessetti”, disegnavo porte sui muri di camera con i gessetti, in quel periodo avevo ritrovati dei vecchi libri di mio padre e i vicini sotto di noi erano piuttosto rumorosi. Tutto ha trovato un suo posto nella mia mente e alla fine è nato “Profumo di caffè”. Il titolo rappresenta la costante della mia vita. La caffeina.
✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?
In questo romanzo si parla della telepatia genetica. Ovviamente non è vera telepatia, ma è quel qualcosa di non detto fra sorelle, nonne, zie, che viene comunque sentito. Quel filo di cui molti cercano di disfarsi per tutta la vita, senza rendersi conto di quanto possa a volte rendersi prezioso. Come si capisce nel libro, la mia famiglia è prevalentemente matriarcale e pure un po’ impicciona, ma questo mi ha aiutato a superare tante prove. Si parla anche dell’amicizia. Non dell’amicizia fatta con i mignolini, di quell’amicizia che è vera, profonda, radicata. Aldilà dei cattivi umori, delle rispostacce, dei raptus di follia. L’amicizia che si capisce e che si sopporta e che non viene mai a mancare. Un romanzo che vuole dire che niente è facile e gli affetti meno di tutti, ma che ne vale la pena. Che non esiste l’amore in technicolor, ma che esiste quello che ti riempie la vita, e che sarebbe l’ora di smetterla di prenderci tutti così sul serio, che ci fa solo male al fegato. Non abbiamo una brutta copia, solo la bella, cerchiamo di essere felici e umili.
✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!
La copertina l’ha realizzata una mia carissima amica, che lo fa per hobby, e che anche lei deve possedere una specie di telepatia, perché ogni copertina che ha fatto, è stata amore a prima vista. Per la revisione – ahimè – mi sono dovuta arrangiare da sola. Sono correttrice di bozze e questo è un grande vantaggio, ma sappiamo che non è la stessa cosa. Il self, però, è anche questo: avventura. Quando ho iniziato a pubblicare in self era tutto molto nuovo. Ho dovuto studiare, certificarmi, imparare a usare applicazioni, è stato molto interessante. Per questi libri non ho potuto avvalermi di un editor professionista, ma ho intenzione di farlo in futuro.
✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?
La promozione è fondamentale. Vitale. Io, anche in questo caso, ho fatto affidamento su alcuni programmi, ho acquistato delle applicazioni grafiche e ho battuto la via dei social. Non sempre utile, non sempre dà una risposta concreta, ma con un po’ di impegno i risultati si vedono. Richiede una costanza che spesso la vita non ci concede di avere e sarebbe meglio che qualcuno se ne occupasse per noi, ma che farci? Per ora siamo io, me e Marta.
✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
Ho in cantiere l’ultimo volume della trilogia di Sangue, iniziata nel 2018. Sto facendo la prima correzione del testo e spero di riuscire a farla uscire questa estate, massimo settembre. Nel frattempo (ma non ho ancora la data definitiva) dovrei pubblicare un altro romanzo fantasy, questa volta con la Blueberry.
✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?
Per passare un po’ di tempo divertendovi. Perché prendersi una pausa e vivere in un’altra realtà fa bene, perché è intriso di una buona percentuale di sarcasmo, non vuole prendersi troppo sul serio, ma è una storia divertente e curiosa. Ci sono angeli zuccherini, presunti medium, spiriti impertinenti e fantasmi di parenti un po’ troppo entranti. Insomma, la mia vita. Ed è divertente essere spettatori ogni tanto, anche delle disgrazie (non gravi) altrui, come diceva Totò. Siamo umani e quindi non c’è da vergognarsi se ridiamo quando qualcuno scivola su una buccia di banana, giusto? Cioè, poi mi farà male il sedere, ma probabilmente voi vi sarete fatti una bella risata e per un po’ tutto sarà più luminoso.
INTERVISTA a Anita Cainelli a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️
✔️ Buongiorno Anita e benvenuta 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?
Sono scrittrice solo per diletto, la mia professione principale è invece come segretaria di accettazione in un reparto oncologico. Sono moglie e madre, quindi anche i lavori casalinghi mi occupano parecchio tempo. Non ho altri hobby, tranne quello di curare le mie amicizie preziosissime e la mia famiglia. Ho appena compiuto i miei anni tondi, che non svelo quanti siano, e la mia ambizione è quella di continuare a scrivere. Sognare attraverso i miei libri, ma anche con le letture che non mancano mai. Guai se non leggo prima di addormentarmi!
✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Ho iniziato a scrivere poesie già da bambina. E infatti continuo a scriverne sulla mia pagina Facebook autrice. Mi piace trasmettere sensazioni, emozioni, pensieri. Le scrivo di getto, senza brutta copia, dando un senso al momento stesso descrivendolo in versi. Il mio primo libro risale a circa dieci anni fa, ‘Quando finisce un amore’, scritto per caso per occupare le vacanze al mare, visto che non sono una da esposizione solare ossessiva. Sotto l’ombrellone, con un quaderno e una penna. Poi, tornata a casa, ho deciso di trascriverlo sul PC, pensando di tenerlo solo per me. Mia figlia, anche lei scrittrice, ha invece inviato a mia insaputa il file a una sua amica editrice che ha apprezzato la storia. Così ho continuato a scrivere e al momento ho pubblicato otto libri, di diverso genere, per arrivare al cuore di persone diverse, che sappiano cogliere le tematiche serie dietro storie apparentemente semplici.
✔️ Parliamo del tuo libro “Il dono maledetto”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?
‘Il dono maledetto’ è nato da un’idea che mi ronzava in testa da un po’. Innanzitutto adoro i gialli a sfondo psicologico e poi mi sono ritrovata in parte nella protagonista e nel suo ‘dono’, un’empatia estrema che le permette di percepire nettamente le emozioni altrui, tradotte perfino in pensieri. Non che io possegga un tale dono, ma l’empatia, soprattutto nella mia professione, è per me spesso causa di sofferenza, anche se è sicuramente un aiuto per i pazienti oncologici. Nel libro parlo di un omicidio e della protagonista che coglie il pensiero dell’assassino assistendo casualmente al delitto. Sarà questa l’unica traccia per scoprire il colpevole. Il dono aiuterà infatti le indagini a risolvere il mistero che si cela dietro l’omicidio di una donna dalla personalità e dalla vita apparentemente molto semplici.
✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?
Nel libro sono contenuti molti valori, portati alla luce anche dal poliziotto addetto al profiling psicologico con cui la protagonista collaborerà nei vari interrogatori. Non manca nemmeno l’ironia, un pizzico di ilarità, una storia d’amore. ‘Il dono maledetto’ è un po’ di tutto questo, il primo di tre libri dedicati a Giorgia e al suo dono. Il secondo è di prossima uscita, il terzo ancora in scrittura.
✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!
Il libro è stato pubblicato da Edizioni Leucotea che ha curato la realizzazione della copertina, seppur permettendomi di usare una mia fotografia scattata in quello che per me poteva essere il vicolo dove si è consumato il delitto. L’editing l’ho invece eseguito autonomamente.
✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?
Sicuramente è importante la diffusione pubblicitaria mediante i canali social. Ho creato una pagina apposita per il libro e cerco di mantenerla viva con regolari post. Purtroppo il mio tempo è poco, e anche riuscire a seguire a sufficienza la pagina non è facile. Il mio libro è comunque esposto allo stand Leucotea del Salone del Libro 2023 e ho organizzato un evento in un café/pasticceria dove ho parlato di tutti i miei libri con intervista televisiva locale. Una bellissima esperienza! Tra tanti libri che escono ogni giorno credo sia molto difficile scegliere le letture più adatte, ma penso che i miei romanzi, di lettura breve quanto la durata di un film, possano rimanere in fondo all’anima di chi li legge, perché un po’ diversi, perché parlano di vita vera, di cose concrete, ma sempre con un pizzico di humor e di poesia.
✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
Sto scrivendo altri tre libri, oltre al terzo della serie ‘Il dono maledetto’. Un altro romanzo è appena stato accettato da una casa editrice. Uno lo ho scritto a quattro mani con un’amica. Scrivo nel poco tempo disponibile, ma costantemente, dedicandomi all’una o all’altra storia a seconda del momento. Tanti mi chiedono: ma come fai nella tua quotidianità a trovare anche il tempo per scrivere? La risposta è sempre quella: scrivo appena posso, sfruttando anche i pochi minuti a disposizione. Per me è rilassante, molto di più che passare il tempo davanti a un programma televisivo qualunque.
✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?
Leggendo ‘Il dono maledetto’ vi incamminerete tra le strade di Verona, città che io adoro, per la storia, i palazzi, l’atmosfera intensamente viva. Incontrerete personaggi particolari, ed Elisa, la buffa amica della protagonista; conoscerete la storia della famiglia di Roberto, lo psicologo forense, di Marilena, la vittima. E penserete sempre di aver individuato l’assassino. Invece la trama è più intrecciata del previsto e il destino ci mette sempre del suo. Fino all’ultimo momento.
Il Re di Cuori e la città di Smeraldo di Ruben Neri
Data di pubblicazione: 3 dicembre 2022
Copertina flessibile: 245 pagine
A causa di suo padre, Aaron Johnson è costretto a vivere una vita piena di difficoltà ed ingiustizie.
Tutto questo fino a quando non entra in possesso di un oggetto che gli stravolgerà la vita, obbligandolo ad affrontare un’ avventura del tutto inaspettata, piena di personaggi a dir poco incredibili e colma di momenti avvincenti.
L’autore
Nato il 9 luglio del 1996 a Lugano e cresciuto a Mezzovico-Vira in Svizzera, Ruben Neri nutre sin dall'infanzia l'amore per tutto ciò che ha dell'incredibile. Le sue più grandi passioni sono Batman e Spiderman, questi sono i primi personaggi del suo cuore che lo portano a espandere la sua infinità curiosità fino ad arrivare ai più grandi racconti fantasy e di fantascienza come Il Signore degli Anelli, Ritorno al fututo e Star Wars. Così, catturato da queste creazioni per lui a dir poco sbalorditive, decide di ispirarsi a Stan Lee e a J.R.R Tolkien, due tra i suoi più grandi idoli, creando il suo primo personaggio nel 2012 quando aveva solamente 16 anni e il suo primo racconto, dando il via a un universo completamente suo, con la speranza di riuscire un giorno a condividerlo con tutto il mondo.
In COLLABORAZIONE con autore ✍️ che ringrazio per la copia cartacea.
INTERVISTA a Romina Zanetta a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️
✔️ Buongiorno Romina e benvenuta 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?
Inizio con il dire che il mio lavoro non ha niente a che vedere con il mondo della scrittura anzi sono un’impiegata contabile qualunque piuttosto banale. Sin da ragazzina ho sviluppato una vera e propria passione per i romanzi horror thriller e Stephen King è il mio idolo indiscusso. Oltre a questo amo la musica e la danza.
✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Ho iniziato a scrivere quando si è ammalata mia madre perché era l’unica cosa che mi distraeva e mi faceva evadere da una realtà che non mi piaceva. Infatti questo libro è proprio dedicato a lei. In questo libro vorrei trasmettere la speranza o meglio la possibilità di salvezza per chi è affetto da malattie gravi.
✔️ Parliamo del tuo libro “I due volti della morte”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?
Parla di una donna Vivien che vede andare in pezzi la sua vita quando le viene diagnosticato un male incurabile. Uno stregone voodoo le propone un rito di scambio con una assassina condannata a morte ma dopo iniziano una serie di omicidi che riconducono a lei. L’idea è nata proprio dalle malattie gravi perché nel mio immaginario avrei voluto che fosse stato così cioè poter donare la salute alle persone meritevoli.
✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?
Avun pubblico pressoché adulto poiché ci sono anche scene un po’ cruente degli omicidi. I valori che voglio trasmettere sono la solidarietà e l’altruismo.
✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!
Ho fatto tutto con l’aiuto di mia sorella Miryam che ha fatto la copertina e tutti i disegni interni dei vari capitoli. Ogni capitolo ha appunto un disegno inerente che introduce le scene che verranno poi descritte.
✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?
È molto importante per farlo conoscere il più possibile. L’ho pubblicizzato su vari siti e ho fatto alcuni firma libro nelle librerie.
✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
Sì a giugno uscirà il mio prossimo libro che si intitola IL DONO DEL MOSTRO ed è un genere horror fantasy.
✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?
Perché secondo me è una giusta miscela di suspense, magia, intrigo, amore e anche umorismo. È molto scorrevole e ho cercato di fare in modo che il lettore non si annoi mai e abbia voglia di continuare a leggere per scoprire cosa accade nel capitolo successivo.
INTERVISTA a Lucia Massaglia a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️
✔️ Buongiorno Lucia e benvenuta🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?
Buongiorno a voi! Io al momento penso alla famiglia e alla scrittura. Sto buttando tutte le mie energie per migliorarmi come scrittrice, da folle, ma ho voluto provare a darmi una possibilità. Tra miei hobby (escludendo ovviamente la lettura), c’è la fotografia: amo un sacco fotografare anche se ammetto di non essere chissà quanto brava in quello; e le degustazioni di vino: ho fatto dei corsi per raggiungere il primo livello di sommelier.
✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
La mia passione per la scrittura è iniziata quando ero bambina. Ho sempre amato riportare frasi e/o pensieri sul mio diario, a circa quattordici anni ho provato a scrivere un breve racconto che poi negli anni sono divenuti sempre più lunghi. Con la scrittura cerco di trasmettere emozioni ed empatia. Mi piacerebbe che dalle mie storie traessero qualcosa, gli restasse qualcosa.
✔️ Parliamo del tuo romanzo “Non è mai troppo tardi”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?
Non è mai troppo tardi mi piace definirlo un romanzo rosa “atipico”, inizia quando teoricamente i due protagonisti hanno già raggiunto il loro lieto fine. Eppure ad un certo punto capiscono che qualcosa negli anni è andato storto, decidendo di tentare con la terapia di coppia. A questo punto entra in gioco Anna, la loro terapeuta, e grazie a lei rivivono la loro storia e i loro sentimenti. Ma anche la loro singolarità come individui. é romanzo nato con l’idea di dare delle possibili scelte alle persone, aiutarle anche a capire che non sono sole, che le cose che accadono sono la quotidianità e che può essere altro dopo “il vissero felici e contenti” e che se anche non è facile può comunque non essere mai troppo tardi per tornare ad essere felici.
✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?
Ho cercato di trasmettere l’importanza della comunicazione, della famiglia (non intesa solo come marito e moglie, infatti si vedrà anche il passato della protagonista con una madre che se n’è andata). Il romanzo è per una fascia d’età dai 25 anni in poi proprio per le dinamiche di coppia, anche se mi è stato fatto notare (e non hanno tutti i torti) che potrebbero leggerlo anche ragazzi dai 16/17 anni, soprattutto se hanno a che fare con genitori con un rapporto in crisi, così da aiutarli, almeno in parte, a capire la loro situazione.
✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!
L’immagine della copertina l’ho scelta io, poi però per impaginazione e revisione anche del testo mi sono affidata ai professionisti che collaborano con la casa editrice che mi ha pubblicata.
✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?
La promozione del romanzo, soprattutto per emergenti come me, è fondamentale. Per farti conoscere devi in un qualche modo farti notare. Io ho deciso, oltre che affidarmi anche a bookbloger, di farmi conoscere sui social per quella che sono e quello che mi piace fare: parlare di libri ed editoria. Infatti nel mio profilo non troverete solo il mio libro, ma anche curiosità, mi piace l’idea di stringere legami (anche se virtuali) con le persone che decidono di seguirmi o supportarmi.
✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
Sì, ho già terminato il secondo romanzo, che adesso è in fase di editing.
✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?
Non è mai troppo tardi è un romanzo di speranza e non solo di amore. Un romanzo che in un qualche modo sprona a darsi una possibilità, in qualsiasi campo tu sia o qualsiasi cosa tu voglia fare. Quindi se siete in dubbio sul compiere qualcosa, date una possibilità al mio romanzo e provate a canalizzare in voi, le energie dei miei protagonisti per arrivare a darvi una possibilità.
I migliori anni della mia vita. La maledizione di James Blind di Leonardo Masetti
Editore: Porto Seguro
Data di pubblicazione:,22 settembre 2022
Copertina flessibile: 480 pagine
Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, un ragazzo non ancora ventenne di nome Antonio Lugará è pronto ad arruolarsi nel Regio Esercito.
Cosa lo ha spinto a compiere un atto così estremo che gli cambierà la vita? Sta scappando da qualcosa…o da qualcuno?
Il romanzo ripercorre i mesi precedenti della vita di Antonio, trascorsa a Bagheria, la cui vita – e quella dei suoi amici – s’intreccia con le pericolose macchinazioni del sanguinario Don Calogero, un avido caporione disposto a tutto per ottenere il controllo del territorio della Conca d’Oro.
I migliori anni della mia vita pone le fondamenta sulle emozioni e sulle riflessioni di grotteschi e caricaturali protagonisti: storie di amori proibiti, vili tradimenti, omicidi efferati e valorose prove di amicizia si inseriscono nel tipico paesaggio rurale della Sicilia, all’apparenza pacifico ma che, in realtà, è corroso dal potere esercitato dalla violenza criminale.
L’autore
Leonardo Masetti è nato a Prato nel 1975. La passione per la musica, l’arte e la scrittura lo ha portato, nel 2002, a realizzare il “grande sogno americano”: trasferitosi a New York, ha dato inizio alla sua carriera come produttore musicale e autore letterario. Co-creatore del fumetto fantasy Iktomi e autore di diversi progetti televisivi, Leonardo esprime le sue abilità di scrittura ancora oggi. I migliori anni della mia vita è il primo romanzo pubblicato con Porto Seguro Editore.
In COLLABORAZIONE con autore ✍️ che ringrazio per la copia cartacea.
✔ Buongiorno Paolo e benvenuto🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?
Buongiorno Maura e buongiorno a tutti. Io sono un impiegato e faccio parte di quel gruppo di persone che fanno un lavoro che non c’entra niente con le proprie passioni, ma garantisce uno stipendio con il quale poter avere una vita dignitosa e dedicarsi ai propri hobby, che nel mio caso sono tutti legati all’arte. Mi piace la musica, suono alcuni strumenti, mi piace tantissimo il teatro nel quale per un bel po’ di anni ho lavorato come autore e regista e infine adoro tutto ciò che è letteratura e così leggo e scrivo tantissimo!
✔ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Ho iniziato a scrivere per il teatro, più o meno nel 1998. Facevo parte di una compagnia che metteva in scena spettacoli dedicati a tematiche sociali ma con uno stile tragicomico particolare, a volte quasi surreale, grottesco e molto ironico. Terminata l’esperienza con il teatro mi è rimasta la voglia di scrivere e mi è rimasto anche appiccicato lo stesso stile grottesco e surreale. Ho iniziato così a scrivere racconti che trattavano di molte tematiche, dai contenuti molto svariati, spesso legate ai temi sociali, come la violenza di genere, la questione lgbt, l’immigrazione, la guerra, la pedofilia, e sempre e comunque ho cercato di mantenere fede al mio stile particolare e provocatorio. Quello che vorrei trasmettere è che non ci si dovrebbe mai girare dall’altra parte, ma rimanere sempre vigili, curiosi, attenti a tutto quello che ci succede intorno, e che le cose non sempre sono come sembrano, non sono solo bene o male, bianco o nero, ma che il mondo è fatto di sfumature e io adoro le sfumature.
✔ Parliamo dei tuoi libri “Sputi” e “Il lenzuolo” Di cosa parlano? Com’è nata l’idea?
SPUTI è una raccolta di 100 racconti brevi, a volte brevissimi, al massimo una pagina, e ogni racconto è accompagnato da un’illustrazione, opera del bravissimo artista Federico Quiliconi. Sono racconti suddivisi in sezioni, ogni sezione un tema: e parti del corpo, i parenti, le feste, i sacramenti, le emozioni, e così via. Alcuni si pongono come obbiettivo il puro divertimento, altri, invece, puntano dritto al cuore, allo stomaco di chi legge, trattando temi forti e delicati. L’idea della raccolta è nata da una sfida che girava su Instagram: scrivere un racconto di sei parole, come un bel po’ di anni fa aveva fatto Hemingway. Io ho scritto questo: DAD – Schermi accesi insegnava a bambini spenti. Il racconto è piaciuto molto, e da lì l’idea di scriverne altri, non di sei parole, ma comunque molto brevi.
IL LENZUOLO è il mio primo romanzo. Avevo fatto già dei tentativi, ma nessuno mi aveva mai convinto, poi, arrivato alla terza raccolta di racconti (in precedenza ho pubblicato L’UOMO LIVELLA e NON DIRMI CHE TI PIACE BARICCO), ho pensato che fosse arrivata l’ora di riprovarci. È nato così IL LENZUOLO. L’idea è arrivata per caso: cercavo un tema, uno spunto da cui poter partire, era da giorni che ci ragionavo, e allora mi sono detto, va bene, scrivi a partire dalla prima cosa che vedi, ero steso a letto sotto le lenzuola e quello che ho visto è il lenzuolo e da lì è partito una sorta di brainstorming, una tempesta di idee, spunti, immagini, e piano piano il romanzo ha preso forma. La storia inizia con una violenza sessuale subita da una donna, è una violenza terribile, crudele, della quale rimane come testimonianza l’impronta del corpo su un lenzuolo, una sorta di sindone. Da quel momento il lenzuolo diventa il filo conduttore che ci accompagna lungo una trama a volte surreale e a volte quasi distopica e grottesca.
✔ Quali valori sono contenuti nei tuoi romanzi e a che genere di pubblico sono indirizzati?
Si tratta di opere dai contenuti particolari, provocatori, a volte disturbanti, ma mai queste scelte, sia di contenuto che di stile, sono fini a sé stesse. Sono dell’idea che se uno vuole dire qualcosa la miglior cosa da fare è dirla, senza girarci intorno, senza filtri, fronzoli. Si tratta di un patto di fiducia che si va a stringere con il lettore, poi sta a lui decidere se vuole seguirmi e fino a dove vuole farlo. Questo per quanto riguarda i contenuti. Lo stile mi aiuta a rendere leggibile ciò che voglio dire, a conquistare il lettore, a portarlo dalla mia parte, a far sì che mi segua e mi creda, anche quando ciò che scrivo è incredibile. Il pubblico a cui mi rivolgo è un pubblico adulto, a partire dai giovani fino a chi con l’età e molto più vicino alla mia o va anche oltre.
✔ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione dei tuoi libri?!
La copertina è nata da un lavoro di squadra con l’illustratore Federico Quiliconi, lo stesso delle immagini che accompagnano i racconti della raccolta SPUTI. Ci siamo scambiati idee e proposte e alla fine siamo arrivati alla versione attuale che trovo essere bellissima. Per la revisione mi sono rivolto a una cara amica che ha iniziato da poco a fare editing di professione. Lei mi ha insegnato molto e mi ha aiutato a imparare a rileggere ciò scrivo e a essere io il primo critico, lettore e correttore delle mie opere. Un grandissimo grazie va anche alla casa editrice Edizioni Mondo Nuovo con la quale ho pubblicato tutte le mie opere e che sempre mi segue in ogni passo, dalla stesura e rielaborazione dei miei lavori fino alla versione finale e la promozione.
✔ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarli?
Oggi più che mai la promozione è fondamentale. Il mercato dei libri è sommerso da proposte e la possibilità di poter pubblicare è ormai alla portata di tutti. Questo, se da una parte è una cosa positiva, dall’altra fa sì che sia sempre più difficile farsi conoscere e leggere al di fuori della propria cerchia di amici, parenti e conoscenti. La promozione, in particolare sui social, ma anche tramite i canali più tradizionali, quali presentazioni e reading, è quel passaggio in più che permette all’autore di farsi conoscere anche al di fuori, poi, ovviamente, entrano in gioco la qualità del prodotto, la cura, i contenuti, la serietà della casa editrice. Io cerco di muovermi un po’ in tutte le direzioni: mi piace tantissimo incontrare il pubblico dal vivo, fare reading che, visto il genere dei miei lavori, risultano essere molto divertenti, e questo anche grazie al supporto musicale di Stefano Taglietti, amico musicista che sempre mi accompagna nelle presentazioni, e poi sto imparando a muovermi sul web, affidandomi a chi, come te, ha scelto di fare della sua passione un’occasione di lavoro e ci si dedica con professionalità ed entusiasmo.
✔ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
Sto mettendo insieme dei racconti per una nuova raccolta. La caratteristica dei racconti è che tutti nascono da notizie di cronaca che poi reinterpreto rendendole storie a sé, dove spesso i protagonisti non sono solo le vittime ma anche i carnefici. Sto poi pensando seriamente alla continuazione del romanzo IL LENZUOLO, ho già in mente qualche idea…
Lei non ha nome. Lei ha solo un codice e l’obbligo di eseguire ogni ordine. Se vuole continuare a vivere, deve tenere la testa bassa e cercare di rendersi invisibile.
Ma qualcosa nei suoi piani cambia.
Lui è uscito da un istituto di igiene mentale dopo quindici anni, accusato di un crimine che non ha commesso.
Riusciranno le loro vite ad incrociarsi o resteranno due estranei per sempre?
L’autrice
Chiara Mazzotta è nata a Pavia nel 1990. Dal 2016 vive in Toscana con il compagno Alessio e la figlia Cassandra. Da sempre, sogna di pubblicare un libro con la sua firma. “Gli invendibili” è il suo romanzo d’esordio.
In COLLABORAZIONE con autrice ✍️ che ringrazio per la copia cartacea.