
✔️ Buongiorno Matteo e benvenuto 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?
Ciao Maura, grazie mille per l’ospitalità. Io lavoro come grafico pubblicitario ed editoriale e sviluppo progetti di cartotecnica per realizzare astucci per cosmesi o packaging in cartone e cartoncino per qualsiasi tipo di oggetto. Il mio hobby principale è da sempre la musica, attualmente sono impegnato soprattutto su questo fronte: sono infatti frontman di una band (Sesto Elemento) con cui festeggeremo quest’anno i 25 anni di attività, sto collaborando sempre come voce principale con un gruppo di rock progressivo con cui stiamo per uscire con un nuovo disco e infine suono le tastiere in un’altra band musicale di recente formazione!
✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Come dicevo prima, ho alle spalle una lunga carriera di musicista (parliamo di quasi 25 anni) caratterizzata sin dal principio dalla vena compositiva: ho sempre sentito la necessità di scrivere canzoni, trovando in questo uno sbocco comunicativo perfetto per me. La mia fortuna è quella di avere una band (Sesto Elemento) che ha sempre colto con entusiasmo i pezzi che proponevo e mi ha sostenuto nel dargli forma e portarli sul palco. In me convivono dunque queste varie forme artistiche che tuttavia non reputo così facilmente scindibili l’una dall’altra. Mi spiego meglio: scrivere un romanzo, oppure scrivere una poesia o una canzone, è semplicemente una modalità diversa di incanalare le proprie esigenze comunicative. Non c’è un “meglio” o un “peggio”, non c’è qualcosa che mi rappresenta di più rispetto all’altro. In alcuni casi la forma “canzone” è più funzionale a veicolare un messaggio, arriva prima, in maniera più veloce. In altri mi serve che chi riceve questo input si prenda il tempo, si immerga, si ricavi uno spazio proprio in cui riconoscersi; con la scrittura di un romanzo questo è molto più semplice, ma sono solamente facce diverse di una stessa medaglia. Dunque posso dire che scrivo praticamente da sempre e cerco di fare in modo che i messaggi non siano troppo definiti ma possano collocarsi in una “zona franca” in cui chi legge riesca a interpretare a modo suo e rendere in qualche modo propri i messaggi e le sfumature che più gli si addicono.
✔️ Parliamo del tuo libro “KAERU”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?
“Kaeru” parte dalla volontà di sondare gli stati d’animo dell’uomo quando viene catapultato in una realtà totalmente inaspettata che sconquassa ogni sua “routinaria” certezza. Le prime pagine generano nel lettore un senso di disorientamento, che è esattamente quello che volevo ottenere, ma al tempo stesso invogliano a proseguire la storia per capire cosa succederà. Sono partito dall’idea “forte” e spiazzante della situazione d’esordio: Marcello, che ha una vita solitaria, piatta e noiosa, senza amici, senza amore e priva di particolari guizzi, un giorno rincasa e trova tutto diverso: la sua abitazione è curata e pulita, arredata in modo totalmente diverso, e una donna bellissima – mai vista prima – lo accoglie, chiamandolo con un altro nome, come se non lo vedesse semplicemente da qualche ora, come se la sua identità fosse un’altra rispetto a quella di cui egli stesso non aveva dubbi. Da qui si dipana una storia ricca, densa e intrecciata in cui i colpi di scena sono diretta conseguenza della costruzione che ho voluto dare. Il riferimento alla pellicola cinematografica “The Truman Show” è evidente, e pure esplicito, anche se in realtà lo collocherei più vicino a una serie TV anni Ottanta intitolata “Ai confini della realtà” in cui si immaginavano situazioni surreali che mettessero in discussione le convinzioni dell’uomo. Per quanto riguarda i riferimenti letterari direi che “Cecità” di Saramago, “1984” di Orwell, “Fu Mattia Pascal” e “Uno, nessuno, centomila” di Pirandello sono altri capisaldi che mi hanno influenzato nella costruzione di questa storia particolare, che si presenta prismatica in ogni suo aspetto, ricca di sfaccettature e questo permette al lettore di darne una diversa lettura a seconda dell’angolazione con cui vi si approccia.
✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo romanzo e a che genere di pubblico è indirizzato?
Il tema di base è una riflessione sulla condizione umana, senza fornire risposte – che comunque nessuno avrebbe – ma cercando di instillare dubbi e domande nel lettore. Alla fine ne emerge un quadro molto cinico che si pone come una grande metafora di vita: la tensione continua dell’uomo alla ricerca di una propria realizzazione che spesso – erroneamente – scavalca la dimensione in cui questo vive rimettendo in discussione i suoi credo. KAERU ha vari significati in lingua giapponese, per primo “rana” ma nasconde altre moltissime accezioni come ad esempio “ritorno alle origini” oppure “cambiamento”… e il romanzo gioca proprio su questa plurivalenza di significati. Il Giappone è semplicemente la proiezione di un qualcosa di distante sia a livello fisico che su un piano concettuale, di fatto non è un libro sul Giappone o che vede in primo piano la cultura orientale. Una dimensione di questo tipo mi serviva per richiamare un’entità che risultasse slegata e lontana dalla nostra quotidianità. Sinceramente non esiste un target di riferimento, ho avuto modo di rendermi conto che si tratta di un romanzo che ha trovato e sta trovando riscontri positivi in maniera piuttosto trasversale.
✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!
Avevo voglia di creare una copertina diversa dalle solite, qualcosa che potesse emergere in una libreria in mezzo alle tantissime proposte. Avevo in testa lo spunto ma per concretizzare l’idea mi sono rivolto ad una bravissima illustratrice, Lara Leonardelli, che ha saputo condensare in un’immagine semplice ed efficace il senso del libro. La rana origami con il sangue che cola, collocata su cerchio rosso che richiama la bandiera del Giappone, è un distillato del romanzo. Per la correzione e la revisione delle bozze mi sono affidato in toto al lavoro professionale della mia casa editrice, Publistampa Edizioni.
✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?
Per un autore emergente – purtroppo – la promozione è quasi tutto, in quanto nessuno si occuperà mai di portare in giro il tuo romanzo e quasi sempre la riuscita o la diffusione di un libro per autori non affermati dipende da quanto e come si riesce a far arrivare il proprio prodotto a gente sconosciuta. Quando una persona pubblica il primo lavoro è carico di aspettative, c’è la convinzione che chiunque sarà interessato a leggerlo, dalla famiglia fino all’ultimo compagno dell’asilo che magari non vede da 30 anni, ma sicuramente sarà curiosissimo di comprare il libro. Purtroppo però la realtà è ben diversa: in giro la curiosità è davvero poca e l’iperstimolazione che c’è sui social diventa una sorta di rumore di fondo che ormai si fatica a percepire. Io non faccio eccezione… ho provato e provo a pubblicizzare sui social ma vedo che i risultati sono molto pochi. Ho avuto opportunità di presentare un po’ in giro i miei romanzi e ho trovato un clima più partecipato e una maggiore predisposizione all’ascolto, ma è comunque difficile trovare spazi, inutile negarlo.
✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
Ad essere onesto qualche pensiero lo avrei anche ma in questo periodo sono totalmente assorbito dall’altra mia passione: la musica. Ho infatti vari progetti aperti (in due band sono il cantante e in una sono il tastierista) che mi assorbono molto tempo e ho due bimbi con cui preferisco riempire le ore che avanzo… diciamo che arriverà di certo qualcosa in futuro, ma non a breve!
✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?
Se siete attratti dalle storie folli, dagli intrecci di trama particolari, dai salti temporali, dal ritmo cinematografico e dai finali imprevedibili, Kaeru è casa vostra. Dovrete però predisporre la mente a qualcosa di particolarmente prismatico e cangiante… e probabilmente il vostro punto di vista potrebbe trovare nuove prospettive! Buona lettura!








