Recensione de “Il libro delle anime” di Glenn Cooper

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione de “Il libro delle anime” di Glenn Cooper

Letto insieme al GDL #sistersclub

Editore: TEA

Data di pubblicazione: 19 novembre 2020

Copertina rigida: 432 pagine

È un libro, un semplice libro antico. Ma è il Libro delle Anime. E il suo segreto è il nostro destino.

Degno seguito de “La biblioteca dei morti” riprende la storia che avevano tanto amato nel primo volume.

Anche qui troviamo la doppia narrazione temporale del 1500 e dell’odierno.

“Come cambiamento di stile di vita, era a dir poco radicale. Per buona parte dei vent’anni passati nell’FBI, Will era stato il profiler migliore in assoluto, un abilissimo cacciatore di serial killer. E, se non fosse stato per quelle che lui chiamava con indulgenza «le mie debolezze personali», sarebbe uscito di scena in grande stile, con tutti gli onori e con un bel contratto di consulenza. Ma il suo debole per l’alcol e per le donne, nonché la sua assoluta mancanza di ambizione, gli avevano minato la carriera e lo avevano condotto al famigerato caso Doomsday. Per il mondo, quello era ancora un caso irrisolto, ma lui sapeva che le cose non stavano così. Lui lo aveva risolto, eccome, però ne era uscito a pezzi. E le conseguenze erano state il prepensionamento forzato, l’insabbiamento della faccenda e una montagna di accordi di segretezza. Ne era uscito vivo, ma per un soffio.“

Avventuroso e mistico, come un libro di Dan Brown.

“Will sollevò il volume dal grembo di Spence e si mise comodo sul divano. Aprì una pagina a caso e s’immerse per qualche minuto in una sfilza di nomi, di vite scomparse da lungo tempo. In un libro di anime.”

Ma veniamo alla trama:

È un libro, un semplice libro antico. Ma custodisce un segreto. Un segreto che è stato scritto col sangue nel 1297, da innumerevoli scrivani coi capelli rossi e con gli occhi verdi, forse toccati dalla grazia divina, forse messaggeri del diavolo. Che è riapparso nel 1334, in una lettera vergata da un abate ormai troppo anziano per sopportare il peso di quel mistero. Che, nel corso del XVI secolo, ha illuminato la strada di un teologo, i sogni di un visionario e le parole di un genio. È un libro, un semplice libro antico. Ma sta per scatenare l’inferno. Perché quel libro è stato sottratto alla Biblioteca dei Morti, la sconfinata raccolta di volumi in cui è riportata la data di nascita e di morte di tutti gli uomini vissuti dall’VIII secolo in poi. E, dopo essere rimasto sepolto sotto la polvere della Storia per oltre settecento anni, adesso è riemerso ed è diventato un’ossessione per Will Piper, deciso a cancellare il dolore che la Biblioteca ha portato nella sua vita; per Henry Spence, che ha dedicato la sua esistenza alla soluzione dell’enigma e che ormai ha i giorni contati; per Malcolm Frazier, il capo della sicurezza della Biblioteca, determinato a uccidere pur d’impedire al mondo di conoscere la verità. Un’ossessione che inevitabilmente porta altro dolore, altri enigmi, altro sangue.

4,5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Follia profonda (Jan Forstner Vol. 2)” di Wulf Dorn

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Follia profonda (Jan Forstner Vol. 2)” di Wulf Dorn

Editore: TEA

Data di pubblicazione: 17 ottobre 2013

Copertina flessibile: 440 pagine

È un’emozione indescrivibile leggere di seguito i due romanzi che raccontano la storia dello psichiatra Jan Forstner, ritornare alla clinica Waldklinik e assaporare una nuova storia.

“Le fiabe che ci sono state raccontate da bambini, invece, sono molto più sincere. Hai mai provato a riflettere sulla frase che si trova in fondo a ogni fiaba? E vissero per sempre felici e contenti. Cela una verità ineludibile. Infatti il per sempre sta a indicare la fine della vita. In fondo c’è comunque la perdita. L’aspetto più cinico è che risulterà tanto più lacerante quanto maggiore è stata la felicità precedente. Quando un giorno riceverai questa lettera, avremo sofferto entrambi e il dolore sarà indescrivibile. Sarà il momento in cui capirai che cosa significa l’amore vero e che niente a questo mondo accade per caso. Credimi, per quanto soffrirai, mi ringrazierai di questo dolore. Anzi, di più. Mi amerai per questo. Proprio come io ti amo fin da ora. Ora, che non sei neppure consapevole della mia esistenza. Con il pensiero sono sempre insieme a te. E ben presto nemmeno tu potrai più dimenticarmi.”

Preparatevi cari lettori… Assisteremo a un finale degno di un film di Hitchcock!!! (E non dico quale per non spoilerare) 😉

“Il suo viso era la prima cosa che vedeva davanti a sé al risveglio e l’ultima la sera prima di chiudere gli occhi. Oh, Jan, il mio pensiero è sempre con te. Non vedo l’ora che tu riceva mie notizie. Perché avrebbe dovuto aspettare ancora? E se si fosse avvicinata a lui subito? Questo pensiero la eccitò. Forse era colpa dell’alcol, ma all’improvviso aveva voglia di dirglielo. Lui era solo a pochi metri da lei. Le sembrava quasi di sentire il profumo del suo dopobarba. Una lieve nota di legno, che gli si addiceva, Maschile, ma non esagerata. Le sarebbe bastato trovare il coraggio, fare qualche passo e lo avrebbe raggiunto. Mio Dio, potrei farlo per davvero!”

Lo psico-thriller affascina sempre. Se poi a costruirlo è Wulf Dorn, il teutonico autore di quella Psichiatra che ha furoreggiato qualche anno fa, il successo è garantito. Anche questa volta si naviga tra delitti e follia. Protagonista è la mente malata di una femmina misteriosa che uccide gay e giornalisti, e che è segretamente infatuata di Jan Forstner, il collaudato eroe-terapeuta del suo personalissimo manicomio-modello, a cui invia profumati bouquet di rose e infantili disegni di vacche con la testa mozza.

«Dimmi, Jan, che cosa succederebbe se non dovesse mai smettere? Che cosa succederebbe se l’innamoramento, questa limerence, durasse per sempre, invece di trasformarsi in qualcosa di più ragionevole?» «Vuoi saperlo per davvero?» «Te lo chiedo apposta.» Jan si girò un dito vicino alla tempia. «Allora impazziresti.»

Ho ritrovato un tema che avevo accarezzato spesso: lo stalking. Finora ci avevo girato al largo, perché sull’argomento sono stati scritti già diversi thriller e mi rendevo conto che, se volevo affrontarlo anch’io, avrei dovuto dargli un taglio nuovo.

Alla fine è stata la mail di un giovane lettore a farmi capire dove mi avrebbe condotto la vicenda successiva. Aveva apprezzato in modo particolare le scene surreali di La psichiatra, e mi chiedeva se in futuro avrei scritto un romanzo dell’orrore.

In effetti ci avevo già pensato e di colpo ho trovato la chiave per il mio thriller sullo stalking: la paura pura e semplice.

Che cosa temiamo più dell’ignoto, qualcosa che non possiamo vedere, ma che sappiamo essere in agguato vicino a noi? Qualcosa che ci può apparire come un fantasma, anche se nella nostra epoca progredita ed evoluta può sembrare assurdo avere paura dei fantasmi.

Potete credere a me, comunque: i fantasmi esistono davvero. Non vanno in giro scuotendo catene o ululando in luoghi maledetti, No, vanno dove possono farci più paura: nella nostra testa. Li incontriamo scendendo una scala buia in cantina, oppure quando ci perdiamo di notte in un quartiere deserto di una città sconosciuta. A volte basta persino essere in una stanza perfettamente silenziosa.

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

La mamma si è addormentata di Romy Hausmann

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Buongiorno cari amici lettori, per la tappa di dicembre del GᖇᑌᑭᑭO ᗪI ᒪETTᑌᖇᗩ #gdlthrillercaffe organizzato da me abbiamo letto:

In collaborazione con Giunti Editore

La mamma si è addormentata di Romy Hausmann

Editore: Giunti Editore

Data di pubblicazione: 3 novembre 2021

Copertina flessibile: 384 pagine

Se volete partecipare scrivetemi!!!

Chi si è macchiato di una colpa potrà mai essere libero?

Dalle prime pagine lo stile narrativo della Hausmann appare confusionale e destabilizzante…

Troveremo all’interno dell’intreccio narrativo delle lettere (fino a dopo metà libro non capiremo chi le scrive), inoltre i capitoli non sono numerati.

Tanti intrecci narrativi diversi più gli sbalzi temporali, ci friggono il cervello per almeno le 150 pagine iniziali… poi si inizierà a vedere la luce in fondo al tunnel.

«Non so cosa significhi essere normali, ma in compenso una certezza ce l’ho: so di cosa possano essere capaci le persone. E ho paura. Il passato è venuto a prendermi e a farmi a pezzi.»

Ma veniamo alla trama:

Era solo una ragazzina di quindici anni quando è stata condannata per un crimine atroce, di cui si è sempre dichiarata innocente.

Adesso Nadja è una donna adulta e ha ormai scontato la sua pena. Non chiede altro che una vita normale, e quel lavoro anonimo come assistente in uno studio di avvocati sembra l’unico modo per tenere a bada gli incubi e il panico che la assale all’improvviso. Un’esistenza grigia e ripetitiva che però la fa sentire protetta. Ma un giorno, inaspettatamente, la morte rientra di nuovo nella sua vita. Laura, la moglie del suo capo, l’unica persona che le abbia mai dimostrato amicizia, ha commesso un tragico errore, un errore che è finito nel sangue. Adesso potrebbe perdere tutto: suo marito, sua figlia, le sue sicurezze. Nadja sa bene che cosa significhi. Ma sa anche che aiutarla la renderebbe sua complice. Mentre si dirige nei boschi dello Spreewald con un carico inquietante nel bagagliaio della macchina, non può certo immaginare che quel luogo popolato di oscure leggende diventerà teatro di una caccia spietata. Qualcuno sta cercando di trascinarla in un gioco perverso e Nadja capirà ben presto che il suo passato sanguinoso potrebbe fare di lei la vittima perfetta. O l’assassina perfetta.

“Ma mentre ero seduta lì, sul nostro letto, mi fu chiaro che anche se avessi avuto la forza e i soldi per realizzare i miei piani, si sarebbe trattato comunque di soluzioni transitorie. A un certo punto il frigo sarebbe stato di nuovo vuoto, lo scarico del lavandino di nuovo puzzolente, la vernice sarebbe ingiallita per il fumo e si sarebbe scrostata dai muri. Non sarei mai riuscita a garantirti un’infanzia normale, non in quella casa, non in quella città, non in quella vita. In momenti simili – si, è vero, lo ammetto – in momenti simili io l’ho davvero odiata…”

Comunque cari amici lettori alla fine varrà la pena proseguire con la lettura perché tutti i tasselli andranno al loro posto e l’intreccio narrativo sarà davvero notevole.

«Uno dei tuoi maggiori problemi è che non puoi fare affidamento su te stessa. È cosi, giusto? A ogni respiro dubiti della tua mente. Non c’è da meravigliarsi, vista la tua storia.»

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “The secret” di‪ ‬Rhonda Byrne

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “The secret” di Rhonda Byrne

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 13 marzo 2018

Copertina rigida: 198 pagine

“A mano a mano che conoscerai il Segreto, leggendo queste pagine, scoprirai come puoi avere, essere o fare tutto ciò che vuoi. Giungerai a sapere chi sei veramente e a conoscere le meraviglie che ti aspettano.”

L’idea di comunicare il Segreto al mondo per mezzo di un film mi si era fissata nella mente e nei due mesi successivi la mia équipe di produzione cinematografica e televisiva dovette apprendere il Segreto.

Era indispensabile che ogni membro della squadra lo conoscesse, altrimenti non avremmo potuto realizzare il nostro progetto.

Mentre il film veniva visto in tutto il mondo, cominciavano ad affluire in gran numero storie miracolose: c’erano persone che scrivevano di essere guarite da dolori cronici, depressione e malattie, altre che raccontavano di aver ripreso a camminare per la prima volta dopo un incidente; altre ancora che erano state in punto di morte e si erano ristabilite. Abbiamo ricevuto migliaia di testimonianze di come il Segreto sia stato usato per ottenere ingenti somme di denaro e ricevere per posta assegni inaspettati. Ci sono persone che grazie al Segreto hanno raggiunto l’armonia in famiglia e con il partner, sono riuscite a ottenere l’automobile, il lavoro e la promozione che volevano, e tanti sono gli esempi di attività economiche che hanno subìto una rapida trasformazione grazie al Segreto. Ci sono state storie confortanti di rapporti di coppia in crisi, con tanto di figli, che hanno ritrovato la serenità.

Frammenti di un Grande Segreto sono stati trovati, lungo il corso dei secoli, nelle tradizioni orali, in letteratura, nelle religioni e nelle filosofie. Per la prima volta tutti i tasselli del Segreto si uniscono in un’incredibile rivelazione che trasformerà la vita di coloro che ne faranno esperienza.

Con questo libro imparerete a usare il Segreto in ogni aspetto della vostra vita – denaro, salute, relazioni, felicità – e in ogni vostra interazione col mondo.

Comincerete a comprendere il potere nascosto e ancora inutilizzato che si trova dentro di voi, e questa rivelazione colmerà di gioia ogni ambito della vostra esistenza.

Il Segreto racchiude la saggezza dei maestri del mondo moderno, uomini e donne che l’hanno usato per ottenere ricchezza, salute e felicità.

Mettendo in pratica la conoscenza del Segreto essi portano alla luce storie avvincenti che raccontano di malattie sconfitte, ingenti guadagni, del superamento di ostacoli e del conseguimento di obiettivi da molti ritenuti irraggiungibili.

Ho deciso di realizzare The Secret mossa dal desiderio di portare gioia a miliardi di persone nel mondo, e questa è tuttora la mia intenzione. L’équipe del Segreto vive ogni giorno la concretizzazione di questo progetto, dal momento che riceviamo da ogni angolo del pianeta migliaia di lettere da persone di ogni età, razza e nazionalità che ci esprimono la loro gratitudine per la gioia che il Segreto ha portato nelle loro vite. Non c’è nulla che non si possa fare grazie a questa conoscenza. Chiunque tu sia e ovunque tu ti trovi, il Segreto può darti tutto quello che vuoi.

3/5 ☕️☕️☕️

Camena e l’arrivo dei fantasmi di Gioia Colli

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

In COLLABORAZIONE con autrice oggi vi presento questo libro:

Camena e l’arrivo dei fantasmi di Gioia Colli

Data di pubblicazione: 27 settembre 2021

Copertina flessibile: 152 pagine

Si parla di fantasie d’evasione, ma cosa succede quando personaggi inventati per questo scopo invadono il mondo reale? Camena non se lo era mai chiesto, ma quando i fantasmi dal suo mondo fantastico preferito invadono Milano, sa che nulla sarà più come prima.

Mentre la logica da cartoon irrompe in quella del mondo reale, la ragazza si rende conto che niente potrà fermare la loro ascesa e che la vera domanda è: riuscirà il suo senso del pericolo a tenere a bada la gioia nell’incontrarli?

Una commedia frizzante e imprevedibile con colpi di scena, tinte di mistero e sostanza.

Recensione di “Il superstite (Jan Forstner Vol. 1)” di Wulf Dorn

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Il superstite (Jan Forstner Vol. 1)” di Wulf Dorn

Editore: TEA

Data di pubblicazione: 17 ottobre 2013

Copertina flessibile: 440 pagine

“A volte la vita ci pone domande senza risposta, pensò mentre saliva in auto. Però ci offre sempre una possibilità per ricominciare daccapo.”

Divorato in 48 ore… un altro gioiellino di Dorn.

Un intreccio cupo e misterioso, un thriller inquietante e avvincente.

Consiglio di leggerlo prima di “Follia profonda” poiché sono collegati.

Prima del silenzio.

Una notte d’inverno, la strada ghiacciata, neve tutt’intorno, un’auto sbanda, si schianta contro un albero, il guidatore è gravemente ferito. Aveva appuntamento con lo sconosciuto che poche ore prima aveva rapito suo figlio Sven, mentre era fuori casa con il fratello maggiore. Adesso tutto è inutile: l’uomo sa che sta per morire. E sa che anche suo figlio morirà.

Dopo il silenzio.

Da ventitré anni lo psichiatra Jan Forstner vive con l’angoscia della scomparsa del fratellino. Tutto ciò che gli resta è un registratore che aveva portato con sé la notte in cui erano usciti insieme e dove sono incise le ultime parole di Sven: «Quando torniamo a casa?»

E poi il silenzio. E gli incubi che da quella notte non hanno smesso di tormentarlo. La notte in cui il padre è morto in un incidente d’auto. La vita di Jan si riassume tutta in quella notte: ha studiato psichiatria come suo padre, si è specializzato in criminologia e ora è tornato al punto di partenza: alla Waldklinik, la clinica dove lavorava il padre e dove adesso lavorerà anche lui. Vorrebbe ricominciare a vivere, lasciarsi alle spalle l’incubo, ma quando una paziente della clinica si suicida, Jan si trova coinvolto in un’indagine che svelerà un segreto atroce rimasto sepolto per ventitré anni…

“«Sai una cosa» disse Marenburg sedendosi accanto a lui, «esistono milioni di frasi sagge, del tipo il tempo guarisce le ferite eccetera. Sono tutte solenni stronzate, ragazzo. Il dolore non diminuisce mai. Allo stesso modo come non si smette mai di cercare il motivo di qualcosa che ci tormenta.» Marenburg lo guardò negli occhi e sorrise incoraggiante. «Ma bisogna fare attenzione a non perdere il lume della ragione. Forse non riuscirai mai a scoprire che cosa è accaduto a tuo fratello. Allo stesso modo in cui io non saprò mai la ragione per cui la mia bambina è morta in questo luogo. Ma ciò che si può imparare è a convivere con il dolore. Non funziona sempre, ma con un po’ di pazienza e col passare degli anni diventa più facile.»”

Il tema affrontato egregiamente è la perdita, la sofferenza del non sapere, la ricerca della verità.

“È giunto il momento, avrebbe voluto dirle. Finalmente l’ho capito. Mi farò aiutare. Anche se sono scettico. In ogni caso però ho deciso di fare qualcosa, qualcosa per combattere questo intollerabile silenzio che risuona in me come un’ eco sorda e mi fa gridare di notte.“

Un autore, una garanzia, soprattutto un maestro nel trattare risvolti psicologici della mente umana.

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Preventorio 108” di Alfonso Rotunno

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Preventorio 108” di Alfonso Rotunno in collaborazione con autore

Editore: Planet Book

Data di pubblicazione: 21 ottobre 2020

Copertina flessibile: 390 pagine

“L’edificio apparve imponente, stagliato contro i fianchi delle colline che dominavano la vallata. La visione gli congelò il piantò, ghiacciandogli il petto. Il gigante di muratura crebbe, squadrato e letale. I tre blocchi aggettanti gli parvero muoversi e andargli incontro minacciosi. Una creatura ancestrale pronta a librarsi in volo e spiegare le sue ali di pietra.”

Un thriller psicologico con parti horror veramente molto complesso, c’è tantissima carne al fuoco 🔥

La trama è veramente densa e l’intreccio narrativo notevole.

Quello che salta subito all’occhio cominciando a leggere il romanzo è la scelta di carattere: piccolo, fitto, con pochissima interlinea, 400 pagine che sicuramente sarebbero più di 500…

“Non sto facendo nulla di male, provò a persuadersi, sono solo lettere. Immediatamente una vocetta interna lo pungolò, accusandolo di negare l’evidenza dei fatti. Nessuno sborserebbe una cifra del genere per assumere in privato un portalettere. Doveva esserci sotto qualcosa. Se lo sentiva. Il suo ruolo andava ben oltre quello di fattorino. Era un latore, il latore di un messaggio importante.”

Nella prima parte della storia si passa in rassegna a conoscere i numerosi protagonisti del romanzo e il loro legame con il Preventorio… e qui forse la prima pecca, purtroppo 😣 i protagonisti sono tanti, troppi, impossibile ricordare tutti i nomi, il legame di parentela, le loro vicende.

Ma veniamo alla trama:

Dopo anni di abbandono, il preventorio di Aigües, in Spagna, è stato acquistato e riformato per creare un complesso alberghiero. Diciotto persone ricevono un invito per prendere parte all’inaugurazione dello sfarzoso stabilimento balneare: un soggiorno di cinque giorni in mezza pensione. Dopo un primo impatto di idillio, relax e reciproca conoscenza, il secondo giorno vedrà un risveglio fin da subito tormentato. I diciotto si ritroveranno imprigionati al buio, senza elettricità, cibo e acqua. Al panico e allo sgomento iniziale, seguiranno le prime congetture. Solo allora un proiettore si attiverà nel cineforum e i malcapitati faranno la conoscenza del misterioso anfitrione che li ha riuniti, un tale di nome Harshad, e da quel momento gli ospiti cominceranno a indagare, setacciare corridoi e stanze, cercare una via di fuga, ed emergeranno i primi legami e collegamenti tra loro. Capiranno sempre più che non sono ospiti, ma vittime di una persona che conosce anche le sfaccettature dell’animo delle sue prede, come se le avesse vigilate per anni.

Preventorio 108 è sicuramente un thriller complesso, una storia tutta da decifrare, con enigmi e riferimenti storici.

Quello che ci troviamo di fronte spesse volte sono rompicapi da risolvere e oltre tutto non aiuta che durante la narrazione ci siamo sbalzi temporali dal 1961 al 2013.

Il numero 108 non è casuale ma leggendo capiremo che è collegato agli avvenimenti e si aprirà nuovamente un altro rebus da decifrare.

Parliamo poi della scelta di stile narrativo dell’autore che è alquanto singolare, Rotunno sceglie parole desuete, ricercate, estremamente difficili, questo a mio avviso è un prezzo per quanto riguarda lo stile linguistico dell’autore ma crea molta difficoltà nella lettura che a volte diventa un po’ pesante.

Non mancheranno nell’ intreccio molte citazioni di romanzi celebri, ad esempio Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.

Quello che il rapitore, killer, penitenziere chiede ai suoi ostaggi è di redimersi dai loro peccati, attraversare delle passioni per trovare le risposte sul proprio corpo.

“Si pulisce i guanti e osserva i suoi ospiti litigare. Conosce le loro emozioni come conosce le proprie. Sa tutto di loro. Ha avuto modo di studiarli per anni. Li vede agitarsi irrequieti come topi in gabbia. Controllare porte e finestre sbarrate. Interrogarsi sulla scomparsa del personale, sulla mancanza di copertura della rete mobile, tremare alle insinuazioni del buio. Sa che non capiscono cosa stia accadendo, così come sa che in qualcuno di loro ha già cominciato a prender forma la consapevolezza di non aver via di fuga. Rimane impassibile alla loro ostinata ricerca di una spiegazione logica al blocco delle uscite, così come alla manifestazione del loro terrore in forme di isteria. Assapora l’antipasto preparato. Poi decide che è giunto il momento delle presentazioni.”

Quindi cari amici lettori, l’inizio è indubbiamente a mio avviso lento e prolisso, poi il thriller prende un po’ più velocità con elementi di suspense e horror.

Preventorio 108 secondo me, è un libro adatto a lettori esperti di thriller e pazienti nel sviscerare ogni singola parola e trabocchetto in esso contenuti… un po’ alla Thilliez se vogliamo.

Complessivamente per me è un 4/5 ☕️☕️☕️☕️

The Creative Planner Method: Nera di Carlo Lesma e Annalisa dalla mente al cuore

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

In COLLABORAZIONE con autrice oggi vi presento questo libro/agenda e planner:

The Creative Planner Method: Nera di Carlo Lesma e Annalisa dalla mente al cuore

Data di pubblicazione: 3 agosto 2021

Copertina flessibile: 328 pagine

📓✏️📓 VOI CHE TIPO SIETE: AMATE PROGRAMMARE E USARE AGENDE OPPURE NO??!! 📓✏️📓

Non una semplice agenda, ma un vero coach al tuo fianco.

The Creative Planner 2022 ti condurrà, giorno per giorno, alla realizzazione dei tuoi obiettivi. Gli esercizi, sia figurativi che di scrittura creativa, ti aiutano a focalizzare ciò che veramente conta per te, per ispirarti e motivarti, chiarire cosa vuoi essere e dove vuoi andare, introdurre sane abitudini e creare una vita bilanciata e più armonica.

Qui troverai gli strumenti per rendere il tuo tempo produttivo, stimolarti a creare, a sognare, e trasformare quei sogni realtà. Potrai monitorare i tuoi progressi in ogni area della vita per dare una forma nuova e differente ai tuoi sogni.

Resta aperto a ciò che leggerai in queste pagine, esercita i momenti di introspezione che ti consigliamo e scoprirai come trasformare la tua vita in magia intenzionalmente.

📓✏️📓 VOI CHE TIPO SIETE: AMATE PROGRAMMARE E USARE AGENDE OPPURE NO??!! 📓✏️📓

Recensione di “Le imperfette” di Federica De Paolis

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Le imperfette” di Federica De Paolis in COLLABORAZIONE con casa editrice

Editore: DeA Planeta Libri

Data di pubblicazione: 9 giugno 2020

Copertina flessibile: 304 pagine

“Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio, Sempre.”

Un romanzo imperdibile che scaverà dentro ogni lettore, ci spingerà a riflettere e non ci lascerà indifferenti. 

Anna sta recitando una parte, ma non lo sa. 

O forse non vuole saperlo, perché altrimenti dovrebbe chiedersi chi è, e cosa desidera dalla vita. Del resto, ha due meravigliosi bambini, un padre che la adora e un marito chirurgo estetico che è appena diventato primario di Villa Sant’Orsola, la clinica privata di famiglia. 

Ha anche un amante, Javier, il papà spagnolo di una compagna di scuola del figlio: si incontrano due volte alla settimana in un appartamento che diventa subito uno splendido altrove, un luogo di abbandono. 

E allora, cos’è che non funziona? 

“Quando aveva smesso di amarlo? E perché? Al desiderio si era sostituita la consuetudine, all’ascolto il già detto, alla curiosità l’indifferenza. Certi amori muoiono un giorno dopo l’altro. Senza scampo. Anna non lo sapeva. Non sapeva neanche perché era finita a letto con un altro.”

I nodi, si sa, presto o tardi arrivano al pettine. Il suo matrimonio, il suo rapporto con i figli, la reputazione della clinica: uno dopo l’altro, tutti i pilastri della sua esistenza iniziano a vacillare. 

Anna è costretta a fare ciò che non avrebbe mai immaginato: aprire gli occhi e attraversare il confine sottile che separa l’apparenza dalla realtà. Per scoprire che le ferite, anche se fanno male, a volte sono crepe dalle quali può entrare una nuova luce. 

“Anna detestava le clienti della clinica Sant’Orsola. «Le imperfette», come le chiamava suo marito. C’era qualcosa di malevolo in quel nomignolo. Guido, nonostante amasse il suo lavoro, in fondo deprecava chi ricorreva alla chirurgia. Il sentimento opposto animava Attilio: per lui tutte le donne erano imperfette, tutte erano in cerca di qualcosa che le completasse. E per il padre di Anna il discorso non si limitava alla bellezza: era un’inquietudine dell’anima che portava le donne a cercare di migliorarsi, come se la condizione del femminile fosse votata a una ricerca perpetua, una spinta costante.”

Con straordinaria lucidità e una scrittura che non concede niente alla retorica, Le imperfette getta uno sguardo su quel groviglio interiore che ci portiamo dentro, dove le bugie che gli altri ci raccontano si mescolano agli inganni dei nostri stessi sensi.

«Sono sentimenti contraddittori eppure coesistenti. La vita non è bianca o nera, le persone non sono buone o cattive, le sensazioni non sono limpide, piuttosto imperfette.»

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “Candy” di Alex Faccio 

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione di “Candy” di Alex Faccio in collaborazione con casa editrice

EditoreAda Edizioni 
Copertina flessibile 151 pagine
Data di pubblicazione 21 febbraio 2020

Autore molto giovane ma non esordiente in questo thriller, noir e poliziesco racconta una storia che ci terrà incollati al libro. 

Un killer sta aspettando la sua esecuzione ma chiede di parlare con il Detective di prima classe Tyrell Jenkins. 

Cosa avranno in comune questi due personaggi…? 

Assolutamente nulla, o almeno così sembra, perché il killer chiede proprio di lui allora?! 

Questa è una domanda che si porrà pure il detective. 

Si approccerà ad affrontare un colloquio spietatissimo, il killer sfodererà tutti i suoi omicidi senza risparmiare i dettagli, in maniera cruda e violenta. 

Il detective risponderà con altrettanta violenza di linguaggio!! 

Nella narrazione i due personaggi faranno tanti riferimenti a frasi di film. 

Il detective non riuscirà assolutamente a capire la furia omicida che anima questo John Doe, che non si accontenta di uccidere le persone, ma vuole che abbiano il massimo della sofferenza prima di morire. 

La trama si svolge praticamente tra i due protagonisti, il Detective e l’omicida seriale, un colloquio che comunque l’autore ha scritto bene e non ci sarà mai un calo di interesse per il lettore. 

Ritengo sia pure un noir psicologico in quanto vi farà vedere le due facce della stessa medaglia, uno di loro ovviamente crede nella legge che fa giustizia indagando, cerca, cattura, punisce!! L’altro, il killer, crede solo nella giustizia che si fa da solo con violenza inaudita! 

Avranno comunque in comune molto, ma molto di più di quello che sembrerà all’inizio per più di metà del libro…! 

Il finale qualcuno di noi se lo aspetterà, altri no, pure per questo ritengo il romanzo un intreccio narrativo veramente accattivante e stimolante a livello psicologico. 

Lo consiglio, scritto bene, anche se i deboli di stomaco dovranno rinforzarsi un po’!

4,5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️