Recensione di “Una di famiglia” di Freida McFadden a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Newton Compton Editori
📅 Pubblicato il: 2 luglio 2024
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 320

#RecensioniLibri 

Ho appena terminato la lettura del romanzo e sono ancora con il fiato sospeso, un thriller psicologico avvincente che scava nelle oscure dinamiche familiari.

La protagonista, Millie, è una giovane donna con un passato turbolento che cerca disperatamente un lavoro. 

“Chiedo soltanto un nuovo inizio. Sono disposta a fare qualsiasi cosa. Mi spezzerò la schiena se sarà necessario. Ingoio le lacrime. Anche se in realtà potrei anche piangere a dirotto, tanto nessuno mi vedrà disperarmi sul sedile posteriore della mia Nissan. Non c’è nessuno a cui importi di me. Persino i miei genitori si sono lavati le mani della mia esistenza dieci anni fa.”

Trova un’occasione apparentemente perfetta come governante a tempo pieno presso la ricca famiglia Winchester. Il suo compito è prendersi cura della loro lussuosa casa e della figlia, Cecelia, ma l’alloggio offertole, una piccola mansarda con la porta che si chiude solo dall’esterno, suscita subito i primi sospetti.

“C’è qualcosa in questa stanza che mi stringe lo stomaco in una morsa di terrore.”

La situazione si complica a causa della signora Winchester, Nina, una donna capricciosa e instabile che sembra divertirsi a mettere in difficoltà Millie. 

“Lavoro a casa dei Winchester solo da sette giorni, ma mi sembra siano trascorsi anni. Anzi, secoli. L’umore di Nina è altalenante e imprevedibile. Un attimo prima, mi abbraccia e mi dice quanto sia felice di avermi qui, e quello successivo mi rimprovera per non aver sbrigato un’incombenza che non mi ha mai affidato. Volubile è dire poco. Cecelia, poi, è una ragazzina viziata che non sopporta la mia presenza. Se avessi alternative, me ne andrei. E invece devo rimanere qui.”

Il marito, Andrew, al contrario, appare affascinante e comprensivo, ma con il passare del tempo Millie inizia a notare comportamenti strani e a percepire una tensione latente tra i coniugi.

“…un marito gentile, simpatico, ricco, premuroso e… be’, assolutamente stupendo. Chiudo gli occhi per un istante e penso a come sarebbe vivere la vita di Nina. Essere la donna responsabile di questa famiglia. Possedere abiti e scarpe costosi, un’auto elegante. Avere una domestica a cui impartire ordini, costringerla a cucinare e pulire per me, riservarle come alloggio un buco nel solaio mentre io ho una camera gigantesca con un fantastico letto matrimoniale e una infinità di lenzuola. E soprattutto, avere un marito come Andrew che mi bacia come fa con lei, e che mi trasmette il suo calore stringendomi a sé.”

Nella prima parte, la storia prende vita attraverso gli occhi di Millie. La sua prospettiva ci immerge in un mondo fatto di segreti celati e verità scomode, gettando le basi per un’atmosfera di crescente suspense.

La narrazione si snoda attraverso due voci in prima persona, offrendo prospettive contrastanti che si intrecciano in un’unica, tesa trama.

Nella seconda parte, il testimone passa a Nina. La sua voce svela nuovi dettagli, rimettendo in discussione tutto ciò che il lettore credeva di sapere e costringendolo a riflettere su cosa sia realmente successo.

“Ho provato a recitare la parte della moglie perfetta, sperando di non fornirgli pretesti per rinchiudermi nel solaio. Ho cucinato cene squisite, tenuto la casa immacolata… Ma, nonostante questo, è sempre riuscito a trovare qualcosa che non andava. Qualcosa che non avrei mai immaginato di aver sbagliato.”

Questo dualismo narrativo crea un’esperienza di lettura complessa e stimolante, che costringe a riconsiderare ogni personaggio e motivazione. La storia non si conclude con l’ultima pagina, ma continua a risuonare nella mente del lettore, lasciandolo con interrogativi e profonde riflessioni sulla natura umana.

Uno degli elementi più apprezzati del romanzo sono i suoi colpi di scena, in particolare il ribaltamento di prospettiva che avviene nella seconda parte del libro. La narrazione cambia radicalmente, rivelando segreti che stravolgono la percezione dei personaggi e degli eventi.

Al di là della pura suspense, il romanzo affronta temi importanti come la manipolazione psicologica, l’abuso domestico e le dinamiche di potere. La storia esplora come la realtà può essere distorta per controllare le vittime e come l’apparenza di una vita perfetta possa nascondere una profonda oscurità.

A chi lo consiglio:

  • Ai fan del #domesticthriller moderno e scorrevole, ideale per una lettura “a una tirata”.
  • A chi cerca suspense e colpi di scena, senza farsi scoraggiare da qualche cliché narrativo.
  • A chi ama protagoniste femminili affascinanti e complesse, coinvolte in relazioni oscuramente intrecciate.

In conclusione “Una dí famiglia” è un libro che si divora rapidamente, ideale per una serata sul divano. Nonostante alcune critiche sulla sua originalità, il romanzo ha saputo conquistare un vasto pubblico grazie alla sua capacità di creare un’atmosfera tesa e di sorprendere il lettore fino all’ultima pagina. È il primo libro di una serie, quindi se ti piace lo stile di Freida McFadden, puoi continuare a seguire le avventure della protagonista.

Per me è un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

Recensione di “Le porte di Black” di Leonardo Gioia a cura di Libri in cornice 🖼️

📑 Editore: Graus Edizioni
📅 Pubblicato il: 3 giugno 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 134

#RecensioniLibri 

La trama ruota attorno a Leopold, un uomo che ha l’opportunità di vivere vite multiple in diverse epoche e realtà, siano esse autentiche o distopiche. Questo accade grazie a Black, una figura enigmatica proveniente da un’altra realtà. Inizialmente, Black sembra offrire a Leopold la possibilità di esplorare diversi “destini”. Tuttavia, man mano che Leopold recupera i suoi ricordi, inizia a percepire Black non come un benefattore, ma come un manipolatore che lo controlla. La storia si concentra sulla lotta interiore di Leopold, diviso tra il desiderio di una vita normale e la necessità di affrontare un mondo sconosciuto e imprevedibile.

«Non contano le mille domande che vuoi farmi. Sappi che tutte le piccole cose che accadono sono solo dettagli, sfumature. Si potrebbero definire come i contorni della vera storia. Ti è stata data una possibilità. Diciamo pure che io ti ho dato la possibilità di effettuare una scelta. Tu, questa scelta, l’hai fatta. Non c’è bisogno che ti dica che, a ogni scelta, corrispondono delle conseguenze, talvolta irreversibili. La cosa più importante, che dovresti comprendere, è che tutto nel mondo si basa sul principio di causa-effetto. Se ci pensi bene, siamo tutti schiavi del principio di conservazione dell’energia. Azione e reazione. Niente si crea e niente si distrugge, tutto si trasforma. Ora, per arrivare al tuo caso specifico, dalla tua scelta si sono originati una serie di eventi che ci hanno condotto qui, in questo determinato momento».

Questo romanzo presenta un potenziale narrativo affascinante e profondo. Il tema centrale del libero arbitrio contrapposto al destino (o alla manipolazione) è un classico intramontabile. L’idea di vivere vite multiple non è nuova, ma l’approccio con la figura di Black come “burattinaio” aggiunge un elemento di mistero e tensione che la rende intrigante. Molti di noi si chiedono cosa sarebbe successo se avessero fatto scelte diverse, e questo libro porta quel concetto all’estremo.

La descrizione della storia come un’esperienza “tra l’onirico e l’irrazionale” suggerisce una narrazione non convenzionale, dove le regole della realtà possono essere piegate o spezzate. Questo stile può essere molto coinvolgente, ma richiede anche un’esecuzione attenta per evitare che la trama diventi troppo confusionaria o priva di coerenza interna. Il successo dipenderà molto dalla capacità di bilanciare gli elementi fantastici con una solida base emotiva e psicologica per il personaggio di Leopold. 

«Persino i miei ricordi sembrano svanire, diventano solo sfumature lontane nel tempo. I ricordi, in fondo, costituiscono la personalità di ognuno di noi… sono la traccia delle nostre attività e delle nostre esperienze. Se ci pensi, noi siamo un grumo di ricordi. Ricordi di esperienze positive e negative. Ricordi di percezioni… che lasciano una traccia profonda in noi, sottile ma indelebile… che resiste nel tempo… strutturando quello che gli psicanalisti chiamano l’inconscio. Non sono solo segni di un’esperienza passata o di una percezione legata a un cenno di approvazione e disapprovazione, ma realtà che si consolidano al nostro interno, a causa di una serie di feedback, come effetto del nostro agire quotidiano. Alla fine, diventano una struttura inalterabile del nostro agire… una struttura d’acciaio che si regge, rafforzandosi, sulla coerenza e linearità dei comportamenti di ogni individuo. I ricordi, le sensazioni accumulate nel nostro vivere, le percezioni che acquisiamo nel tempo sono l’impalcatura del nostro essere: sono la nostra personalità. Se questa impalcatura sparisce o, per una serie di circostanze, ha cedimenti parziali, sgretolandosi, la coerenza della struttura, pur imperfetta e piena di difetti, è messa in discussione. Allora, diventa difficile collocare le proprie azioni, gli eventi, i ricordi, le emozioni…».

Punti di forza

  • Concetto intrigante: il tema della “non linearità dello spazio-tempo” e l’idea di vivere vite alternative donano al testo un taglio filosofico e onirico. Il concetto di realtà parallela come teatro delle possibilità umane è stimolante.
  • Struttura narrativa immersiva: la narrazione alterna flashbacks e differenze temporali, trascinando il lettore in un’esperienza quasi cinematografica. L’abilità di far percepire Leopold sospeso tra realtà diverse è ben riuscita.
  • Stile compatto: in poco più di cento pagine, Spezia presenta un universo concettualmente complesso mantenendo ritmo e coinvolgimento.

Le porte di Black è un romanzo breve con un cuore grande: esplora l’identità, il libero arbitrio e la relazione con realtà alternative grazie all’incontro-sogno con Black. La sua forza risiede nell’evocazione di molte vite possibili e nell’interrogare il lettore sull’essenza del tempo e delle scelte. Se desideri una trama più “lineare” o personaggi intensamente psicologici, potresti trovare alcuni limiti.

Curiosità:

“La storia contenuta in questo libro è frutto di un sogno di circa dieci anni fa. La mattina seguente, nell'impeto dell'ispirazione, scrissi di getto i primi tre capitoli, salvo poi accantonare il progetto per molto tempo, a causa dei vari impegni lavorativi e familiari. Non essendo uno scrittore professionista, non ritenevo che scrivere fosse una priorità della mia vita. Ho sempre saputo che quelle pagine fossero da qualche parte nel mio pc, mentre la storia restava sempre ben impressa nella mia mente. In realtà, avevo presente solo l'inizio e la fine della vicenda, con qualche idea sulle caratteristiche principali dei personaggi chiave. Una mattina, qualche tempo fa, ho avuto l'impulso di dare uno sguardo a ciò che avevo scritto anni prima. Con mia grande sorpresa, ho trovato che il racconto funzionava e che, pur non essendo del mestiere, era scritto discretamente (per quella parte scritta di getto). Inoltre, mi sembrava che la storia fosse apprezzabile e scorresse abbastanza bene. Mi sono, quindi, sentito in dovere di chiudere, in modo sensato, questa avventura sia del personaggio principale, che personale. Ho ritrovato facilmente l'ispirazione e la sintonia con la storia. Ho scritto la bozza in meno di un mese, ritagliando lo spazio necessario durante le notti.”

In definitiva, se sei coinvolto da concetti che rimescolano tempo, realtà e destino, questo libro merita di essere letto.

Per me è un 4 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️

Sono molto grata all’autore Leonardo Gioia per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

Recensione di “Il Cimitero Delle Farfalle”  di Massimiliano Orsi a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📅 Pubblicato il: 16 marzo 2025
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 187

#RecensioniLibri 

“Possiamo solo imparare a convivere con il vuoto che resta, spolverarlo di tanto in tanto ed essere grati per il tempo che ci è stato concesso.”

🦋 Trama in breve

Matteo Casali perde suo padre Francesco all’improvviso. Il lutto lo travolge, ma un misterioso invito lo conduce in un’esperienza che sfida le leggi del tempo. Padre e figlio si ritrovano in un viaggio che li cambia profondamente, costringendoli a confrontarsi con il passato, le scelte fatte e ciò che significa davvero vivere.

Se potessi tornare indietro e salvare la vita di qualcuno, lo faresti? Già… anche io. Ma probabilmente sbaglieremmo entrambi…

E se il tempo fosse disposto a darci un’altra occasione? Ho appena terminato Il cimitero delle farfalle di Massimiliano Orsi e il cuore è ancora pieno di emozioni.

Temi e atmosfere

• Perdita e memoria: il romanzo esplora il dolore della separazione e il desiderio di riscrivere il destino.

• Relazioni familiari: il rapporto padre-figlio è al centro, con tutte le sue fragilità e incomprensioni.

• Tempo e seconde possibilità: la narrazione gioca con il tempo, offrendo al lettore una riflessione profonda sul valore delle scelte.

• Tono onirico: l’atmosfera è sospesa, quasi magica, come un sogno che si intreccia con la realtà.

Caro papà… Anche questa volta hai fatto come ti pare e ci hai sorpreso tutti… Ci costringi a dirti addio anche se non vogliamo, anche se non siamo pronti. Caro papà… Vorrei dirti tante cose, ma mi sembra tutto così banale e scontato… Dopotutto una delle lezioni più importanti che ci hai insegnato è stata che la vita non è il risultato di tante altisonanti parole, ma piuttosto la somma delle nostre azioni, dei nostri gesti… Tu non eri il tipo che diceva “ti voglio bene” ma lo dimostravi continuamente con le azioni, con i gesti e con la presenza… Caro papà… Ora che la tua presenza manca che cosa ci inventeremo noi? Vorrei poterti dire di stare tranquillo, di riposare in pace, ma c’è un dolore dentro che sembra poter distruggere tutto… Caro papà… Ti prometto che ci faremo forza, come ci hai insegnato… Quindi anche se fa male ti lasciamo andare. Sappi che sei stato l’unica persona che ho sempre preso come modello e se nella vita sarò anche solo metà dell’uomo che sei stato tu, potrò dire di aver fatto un bel lavoro… Caro papà questo è il momento più difficile, mentre lacrime bagnano questo foglio, devo dirti addio… Dobbiamo dirti addio…Quindi adesso vai e passa a trovarci nei sogni di tanto in tanto… Che anche se siamo grandi ne abbiamo bisogno…

Il romanzo ruota attorno a due figure principali, ma ogni personaggio è uno specchio emotivo che riflette le grandi domande della vita. 

Matteo Casali: 

Protagonista assoluto, figlio di Francesco.

Sensibile, tormentato, riflessivo. Il suo viaggio è anche interiore: da figlio ferito a uomo consapevole. Rappresenta il lettore stesso, che cerca risposte nel caos emotivo.

Francesco

Padre di Matteo, figura centrale anche se scomparsa. Presente attraverso i ricordi e il viaggio temporale. È il motore del cambiamento di Matteo. La sua presenza postuma è un ponte tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere.

“Lei è stato scelto da un’entità superiore che ha deciso di darle un’opportunità… Ebbene lei, domani si sveglierà nel suo letto ma non sarà domani, tornerà indietro nel tempo. Esattamente un giorno prima del tragico evento… ma si ricordi… Ogni scelta ha le sue conseguenze!”

Il romanzo è un vero scrigno di immagini evocative e simbolismi che arricchiscono la narrazione e ne amplificano il significato emotivo. Ecco i principali:

🦋 La farfalla

Simbolo centrale del romanzo, rappresenta la trasformazione, la fragilità della vita e la rinascita. Come la metamorfosi da bruco a creatura alata, anche Matteo attraversa un percorso di cambiamento profondo A B. La farfalla è anche legata alla memoria: leggera, effimera, ma capace di lasciare un’impronta duratura. 

⏳ Il tempo

Il viaggio temporale che Matteo intraprende è una metafora del desiderio di riscrivere il passato e guarire le ferite.

🏚️ Il negozio misterioso

Luogo simbolico che rappresenta il confine tra realtà e immaginazione, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. È una sorta di “limbo narrativo” dove le scelte diventano possibilità e il dolore può essere rielaborato.

“Il cimitero delle farfalle” è più di un romanzo: è un abbraccio al lettore, una carezza malinconica che parla di legami, rimpianti e possibilità. Con uno stile dolce e profondo, Orsi riesce a intrecciare il dolore della perdita con la luce della speranza, trasformando ogni pagina in un’occasione per riflettere sulla vita, sul tempo e sulle scelte che ci definiscono.

È il tipo di lettura che non si dimentica facilmente: resta tra le pieghe del cuore, come una farfalla che ha toccato l’anima e poi è volata via, lasciando bellezza e una sottile nostalgia.

Hai mai desiderato una seconda possibilità? Hai mai voluto abbracciare di nuovo chi hai perso, anche solo per un istante?

Se ami le storie che parlano di perdita, amore e seconde possibilità, questo libro è un viaggio che non puoi perdere.

🦋 Perché certe storie non si leggono soltanto; si vivono.

4,5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️

INTERVISTA a Massimiliano Orsi a cura di Libri in cornice 🖼️ 

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Massimiliano?

Buongiorno! Grazie di questa intervista e di aver prestato attenzione al mio libro. Che dire di me, sono uno scrittore esordiente da una vita, per pagare le bollette faccio il corriere e questo significa avere poco tempo per dedicarmi alla scrittura, per questo molti dei miei scritti sono rigorosamente figli dello smartphone, non è molto ortodosso, ma è l’unico modo per poter portare avanti un progetto, una storia. Quindi direi che Massimiliano è uno che si arrangia come può!

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere da quando ho imparato a farlo. Ho sempre avuto una fervida immaginazione che ho messo nero su bianco sia con la scrittura sia con i disegni, alcune copertine dei miei libri sono infatti disegnate da me. Ai miei lettori vorrei trasmettere qualcosa di mio, ogni personaggio è una parte di me portata ai suoi estremi a volte, e mi piace cercare di scavare a fondo nelle emozioni, nei sentimenti senza usare altisonanti paroloni ma sforzandomi di rendere semplice un concetto complesso come quello dello spettro emozionale. Un’emozione quando la senti la riconosci subito, spiegarla è un po’ più difficile, io cerco di semplificare al massimo in modo che chi legge si possa riconoscere.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Il cimitero delle farfalle”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo? 

Il Cimitero Delle Farfalle non è un romanzo nato da un’idea, ma da un fortissimo dolore. Un dolore con cui dovrò imparare a convivere. All’inizio di quest’anno (2025) mio padre è venuto a mancare improvvisamente per un attacco di cuore. Inutile dire quanto questa cosa abbia lasciato me e la mia famiglia distrutti. Pochi giorni dopo il funerale ho iniziato a scrivere senza nemmeno pensare. Ed è nata questa storia che è un po’ ‘ la mia lettera di addio a papà. Infatti presenta degli errori perché non ho voluto fare nessun tipo di editing o revisione. L’ho pubblicato esattamente due mesi dopo la sua scomparsa ed è una storia che parla di avere una seconda possibilità, di come il dolore sia straziante e di quanto tempo buttiamo via senza dargli mai il giusto peso.

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Credo che il valore principale sia quello della famiglia, dei rapporti interpersonali che troppo spesso diamo per scontati. Ma anche quello, come dicevo prima, del tempo, di dare spazio a chi lo merita anche se nemmeno ci rendiamo conto di quanto quelle persone abbiano fatto per noi. Direi che questo romanzo è indirizzato a chiunque stia affrontando o abbia affrontato in passato una perdita importante, perché penso sia capace di farti sentire meno solo.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

L’ispirazione per i miei libri può venire da qualsiasi cosa. Da una canzone, da un film, da una persona, da uno sguardo, persino da un odore particolare. Si nasconde un po’ ovunque, ma quando riesci a vederla è bellissimo!

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Profondo.

Delicato.

Avvolgente.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

La promozione è fondamentale se non hai un nome importante. Chi come me è praticamente uno sconosciuto deve necessariamente puntare molto, se non tutto, su una buona promozione. Personalmente ho cercato di coinvolgere più persone possibili nel mondo della letteratura, inviando il mio romanzo e cercando di creare un po’ di rumore intorno al libro.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Ho diverse cose in testa, e spero di riuscire a portarne a termine almeno una! Vedremo, ho buttato giù qualcosa, ma è presto per dirlo.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Dovreste leggere il mio romanzo perché Il Cimitero Delle Farfalle è quella carezza che è venuta a mancare, è quella parola non detta e rimasta lì nella gola, è una spalla su cui piangere, è quella voce che ti riempie il cuore di tristezza ma ti sussurra “andrà tutto bene”.

Intervista in collaborazione con autore ✍️ Massimiliano Orsi 

Recensione di “Emozioni”  di Paul McGregor a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Gruppo Albatros Il Filo
📅 Pubblicato il: 29 febbraio 2024
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 166

#RecensioniLibri 

Sono profondamente colpita dalla profondità e dalla delicatezza di quest’opera. La trovo un vero e proprio viaggio emotivo che accarezza e scuote l’animo, spingendoci a scavare dentro noi stessi. Mi sembra che l’autore ci inviti ad abbracciare le nostre vulnerabilità e a riscoprire la bellezza e la speranza che si nascondono nell’amore e nelle relazioni umane. È un invito a superare la solitudine e la paura, a valorizzare le azioni altruistiche e a vivere pienamente, rimarginando le ferite del cuore con positività e speranza.

Ho consumato un intero blocco di post-it per segnare le pagine di questo libro meraviglioso, tanto sono numerose le citazioni che mi hanno colpita. Sono racconti che aprono l’anima e scaldano il cuore. Man mano che vi riporterò le citazioni, vi commenterò anche le sensazioni che mi hanno suscitato.

“Ma come uno scoglio, nonostante l’impeto del mare, alla fine di ogni giorno, si proclama vittorioso nell’essere rimasto saldo su se stesso, anche quando le acque lo sommergevano tentando di trascinarlo via con loro, così noi, a ogni tramonto, possiamo brindare alla nostra salvezza e celebrare la nostra forza se, nonostante le nostre cadute, ci siamo nuovamente rialzati, se, nonostante il dolore, ci siamo asciugati le lacrime, se, nonostante una vita che spesso sembra godere nello spogliarci delle nostre certezze, ci siamo rivestiti della nostra dignità, e se, nonostante i tradimenti che fanno a pezzi la nostra fiducia, il nostro cuore è riuscito a mantenere intatta la sua capacità di amare. Perché quando arriverà il tramonto dell’ultimo giorno della nostra vita, i ricordi più belli, profondi e struggenti, che potremo portare via con noi nel viaggio che ci attende, saranno quelli legati all’amore che avremo ricevuto ma, soprattutto, a quello che avremo donato, prima di tutto alla vita stessa.”

Mi trasmette un messaggio di ottimismo e incoraggiamento, sottolineando l’importanza di rialzarsi dopo ogni caduta, di superare il dolore e di mantenere la propria dignità e la capacità di amare, anche di fronte alle delusioni e ai tradimenti.

“Eppure le lacrime, ogni volta che nascono, poi scompaiono, scivolando nell’acqua che, gentilmente, lava le nostre guance umide di pianto. Eppure le lacrime poi scompaiono, penetrando nella stoffa di un fazzoletto che, compassionevole, le cattura. Eppure le lacrime poi scompaiono, impregnando la federa di un cuscino che, mentre noi lo abbracciamo immergendoci il nostro viso, con la sua morbidezza le accoglie fino a calmarle. Si asciugano perfino le lacrime che sono state suscitate da un vuoto impossibile da colmare, e anche quelle scatenate da un evento che ci provoca danni irreversibili che siamo obbligati ad accettare, e sono le lacrime che diventano la sabbia di quel deserto chiamato rassegnazione, che trova posto nella nostra anima ogni volta in cui lei, arrendendosi a una violenza a cui non riesce a opporsi, si lascia inaridire dal dolore. Così, qualsiasi sia il motivo che interrompa il loro fluire, nel nostro mondo le lacrime si trasformano in sottili strati di polvere intrisa di emozioni, che il vento del coraggio rapisce dal nostro viso e porta via con sé, quando, soffiando per accarezzarli dolcemente, lui vuole ricordare ai nostri occhi, che le hanno liberate, la necessità di ricominciare a guardare oltre, e ai nostri cuori, che pur continuano a soffrire, il bisogno di andare avanti comunque.”

L’autore esplora il tema delle lacrime in modo molto delicato e poetico, quasi personificandole e attribuendo loro un ciclo di nascita, esistenza e infine scomparsa. Il “vento del coraggio” che rapisce la polvere di emozioni dal viso è un’immagine di liberazione e rinnovamento. È un invito a guardare oltre, a superare il dolore e a trovare la forza di andare avanti. Mi trasmette un messaggio di resilienza e la capacità intrinseca dell’animo umano di riprendersi, anche quando ferito.

“Perché arriva un giorno in cui devi ammettere che hai perso, e io l’ho fatto, ed è questo che mi ha fatto sentire svuotato. Per un po’ di tempo ho annaspato dentro me stesso, perché ero smarrito e inerme di fronte a una delusione che era troppo più grande rispetto a me. Il vuoto che avvertivo nella mia anima non mi dava modo di aggrapparmi a niente, e non mi permetteva di trovare la forza di reagire. Poi però, recuperando un brandello di lucidità, sono riuscito a riconoscermi un merito. Mi ero ritrovato sfiancato, esaurito, a terra, eppure riuscivo ancora a essere forte, perché, nonostante tutti i colpi che avevo subito, avevo trovato il coraggio, sì, il coraggio, di essere sincero con me stesso e di alzare bandiera bianca. Allora forse potevo fare un passo ulteriore in quella stessa direzione, e spingermi a essere schietto fino in fondo, e così ho cominciato a chiedermi il perché di quella sensazione di vuoto che si era completamente impossessata di me. La risposta che mi sono dato è stata che io mi ero consegnato alla mia lotta affrontandola senza risparmiarmi, e se è vero che mi ero arreso dopo il mio fallimento, più vero ancora era che non avevo mollato un attimo mentre stavo combattendo, quindi almeno in questo non avevo niente da rimproverarmi, ed ecco che il piccolo vaso vuoto in cui sentivo di essermi ridotto ha cominciato a riempirsi di nuovo. Al peso di avere perso ha cominciato ad accompagnarsi uno strano senso di leggerezza, portata dalla consapevolezza che, se tutto in me sembrava essersi ridotto a zero, da quel momento in poi non avrei potuto far altro che ricominciare a crescere.”

Questo senso di vuoto e l’impossibilità di trovare un appiglio sono sentimenti che risuonano in chiunque abbia sperimentato un fallimento profondo. Nonostante il fallimento, emerge un senso di orgoglio per l’impegno profuso, che porta a una sorprendente sensazione di leggerezza. Trasmette la sensazione che la sconfitta non sia la fine, ma piuttosto un nuovo inizio, un terreno fertile per una nuova evoluzione personale.

“Molte di loro ci travolgono quando meno ce lo aspettiamo. Altre noi le cerchiamo, le rincorriamo, le desideriamo. Alcune di loro ci vogliono così come siamo, per prenderci come germogli e portarci a sbocciare. Altre ci trasformano in quello che vogliono loro, facendoci conoscere chi ancora noi non sospettavamo di essere. Ma che siano loro a raggiungere noi, o che siamo noi ad afferrare loro, lo stupore è sempre ciò che le emozioni ci riservano, per la profondità della forza con cui agitano le radici della nostra anima, come se fossero il vento di una tempesta che, per quanto violenta a volte possa essere, si abbatte su di noi soltanto per portarci chiarezza, spazzando via le nubi di ogni indecisione dal nostro orizzonte, e mostrandoci la strada che siamo destinati a percorrere. Le emozioni sono il manuale di istruzioni della nostra vita, che può essere scritto soltanto attraverso ciò che sentiamo nella profondità di noi stessi, e che può essere letto soltanto attraverso ciò che viviamo sulla nostra pelle, perché le sue pagine sono i nostri giorni che, attraverso i sussulti della nostra anima, ci vedono trasformarci da semplici comparse in attori protagonisti della nostra storia. E per scrivere quel manuale noi tracciamo le sue parole intingendo la punta del nostro cuore nell’inchiostro della nostra anima, dando forma a lettere che bruciano come se fossero fiamme, che però non consumano la carta su cui sono scritte, perché quella carta è la vita, e una vita emozionante non finisce mai sprecata, perché è, semplicemente e fantasticamente, vissuta.”

Mi trasmette il concetto che anche le emozioni più intense e “violente” hanno uno scopo: quello di rivelare la nostra vera strada. Sono viste non come ostacoli, ma come strumenti per comprendere meglio noi stessi e il nostro cammino. È un inno alla pienezza dell’esistenza, vissuta in ogni sua sfumatura emotiva, che non si consuma ma si arricchisce. In sintesi, le emozioni che mi suscita sono di meraviglia, ispirazione e un profondo senso di certezza che le emozioni giocano nel dare significato e direzione alla nostra vita.

Indubbiamente un 5 su 5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

In collaborazione con autore ✍️ Paul McGregor

Recensione di “Ogni cosa è adesso” di Ftima Chistè a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Rizzoli

📅 Pubblicato il: 11 marzo 2025

📜 Copertina flessibile 

📃 Numero di pagine: 252

“Quando l’amore finisce, cosa resta? Potresti fare l’errore di credere che non resti nulla. E invece resta tutto: resti tu.”

RECENSIONE 

Non è finita quella sera in cui ti ha detto: «Non ti amo più». Non è finita la notte in cui non l’hai sentito rientrare. Non è finita quando non siete stati più in due. Non è finita nemmeno quella volta in cui hai pianto fino a restare senza fiato. Non è finita il giorno in cui hai riempito gli scatoloni della vostra vita assieme. Non è finita l’istante in cui ti sei chiesta: “E adesso?” Non è finita la volta che l’hai rivisto con un’altra. Non è finita quando hai evitato il suo sguardo in un caffè che una volta era solo vostro. Non è finita quando hai smesso di leggere il suo nome sullo schermo del tuo cellulare. Non è finita la prima volta che hai riso di nuovo, e ti sei sentita in colpa per averlo fatto. Non è finita quando hai imparato a vivere senza la sua voce, il suo tocco, la sua presenza. Non è finita nemmeno quando hai accettato che forse non tornerà mai più. È finita molto prima, in tanti piccoli istanti. Ma non sei finita tu.

Queste parole sono un potente inno alla resilienza, mostrando come la fine non sia un singolo evento, ma un processo graduale. Sottolinea che, nonostante il dolore, non ci si  annulla, ma si continua a esistere e a rinascere.

Non faccio che chiedermi: “Quando l’amore finisce, cosa resta?” Resta il vuoto. Resta il silenzio. Resta una versione di noi che non saremo mai più. Restano le parole che non abbiamo avuto il coraggio di dirci. Resta un letto troppo grande e la paura del buio. Resta tutto ciò che c’era prima e che non ricordavo più. Resto io. Ma chi sono io, senza di te?

Un’altra profonda e toccante riflessione sulla fine di una relazione e sul senso di smarrimento che ne deriva. L’autrice esplora con delicatezza e onestà il vuoto lasciato dall’amore perduto, focalizzandosi non solo sulla mancanza dell’altro, ma anche sulla perdita di una parte di sé. Enfatizza la persistenza di questi elementi dolorosi: il silenzio, le parole inespresse, la paura, e un’identità frammentata. La domanda finale, “Ma chi sono io, senza di te?”, è un pugno nello stomaco, che cattura perfettamente il disorientamento e la crisi d’identità che spesso accompagnano la fine di un amore significativo. È un testo che risuona con chiunque abbia sperimentato un addio, esprimendo con efficacia la malinconia e la vulnerabilità di un cuore ferito.

Restano le ferite, che diventeranno cicatrici. Restano i ricordi, che diventeranno parte delle tue radici. Resta ciò che hai dato. Perché non è vero che è stato sprecato. Resta una casa da arredare con i colori che ami, restano le giornate di sole, resta il profumo dei fiori in primavera, e il rumore del mare. Resta la bellezza. E la capacità che hai di farla tua. Resta la vita.

Ftima conferma che le ferite diventano cicatrici che narrano la nostra forza, i ricordi si radicano in noi. È un inno alla vita che persiste, alla bellezza ritrovata e alla capacità di rifiorire, trasformando il dolore in una tela per la nostra rinascita.

Note dell’autrice: Ho scritto questo romanzo con l'intento di esplorare una domanda che prima o poi tutti ci poniamo. Mi ha aiutata a vedere come la fine di una relazione sia un vero e proprio lutto, che coinvolge la mente e il corpo, e come ogni passo del percorso - dalla rabbia alla tristezza, dalla nostalgia alla rinascita - abbia il suo valore e il suo tempo. Questo libro non parla solo di quello che accade dopo la fine di un amore, ma anche di ciò che succede prima. Parla di tutti di quei piccoli istanti in cui ci si inizia a perdere. Perché anche in quei momenti c'è qualcosa di prezioso da cogliere, un frammento di consapevolezza che può guidarci verso una nuova comprensione di noi stessi. Ho scritto queste pagine con l'intento di raccontare non solo una storia, ma anche un cammino. Quando l’amore finisce, ciò che resta non è vuoto, ma uno spazio tutto da riempire. Ogni emozione ha un senso, e ogni ferita prima o poi si cicatrizza. Perché alla fine ciò che resta siamo noi. E cosa c’è di più importante? 

Indubbiamente un 5/5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

Mi ha affiancato nella lettura l’autrice che ringrazio. 

L’avete letto?!

INTERVISTA a Paul McGregor a cura di Libri in Cornice 

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Paul?

Sono una persona molto riservata, che però, attraverso la scrittura, ha trovato un modo per offrirsi allo sguardo del mondo, in un modo molto personale ed intimo, perché i miei scritti riflettono i movimenti più profondi della mia anima. 

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere da ragazzino, quando ho trovato nelle parole che sgorgavano dentro di me un diario a cui confidare tutti i miei segreti, soprattutto nei momenti in cui non mi sentivo circondato da persone disposte ad ascoltarmi e a capirmi. Ai miei lettori voglio trasmettere esattamente ciò che la scrittura trasmette a me, cioè l’importanza di ascoltare se stessi, senza mai ignorare la propria voce interiore, che è sincerità allo stato puro, e credo che sia fondamentale dare importanza alla propria anima, soprattutto in un mondo come il nostro, che dà troppo peso alla superficie.  

✔️ Parliamo del tuo libro “Emozioni ”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo libro?

“Emozioni” descrive le tappe di un viaggio che le mie parole percorrono nelle profondità della mia anima. Sono le mie riflessioni e le mie reazioni più emotive dovute a esperienze di vita vissuta e a domande che mi piace pormi, per capire non soltanto che tipo di persona sono, ma, soprattutto, quale persona io sia diventato nel corso del tempo, perché credo che cambiare sia inevitabile. Questo libro nasce dal mio amore per la scrittura, a cui ho sempre chiesto aiuto come ad un’amica fidata, fino al giorno in cui lei mi ha spinto a dare fiducia a me stesso come scrittore, e da quel momento ho capito che volevo provare a raggiungere altri cuori attraverso le mie parole, che da sempre danno voce al mio. 

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

I valori in cui credo, e che descrivo nel mio libro, sono l’amicizia, l’importanza della natura e del rispetto per l’ambiente, la bellezza di sentirsi connessi gli uni con gli altri, l’inevitabilità di dover affrontare il dolore, unita però all’opportunità di imparare da lui a essere più forti, il miracolo della rinascita, e, ovviamente, l’amore, con tutte le sue luci e le sue ombre. Poiché credo che certe emozioni appartengano alla nostra umanità più vera, rispondo alla tua domanda dicendo che, il mio libro, vuole rivolgersi a tutti, con la mia speranza di riuscire a toccare l’intimità di ogni persona che si avvicini alla mia scrittura.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!

La copertina mi è stata proposta dalla mia Casa editrice, a cui avevo detto che mi sarebbe piaciuta un’immagine che rappresentasse l’alba di quella che mi auguro sia solo la prima tappa di un lungo cammino come artista. La revisione è stata impercettibile, perché, con mio immenso piacere, i correttori di bozze mi hanno dato la soddisfazione di approvare la mia scrittura senza volerla minimamente cambiare né stravolgere. 

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri? 

Dal mio vissuto, dalle domande che mi pongo, a molte delle quali non riesco spesso a trovare risposta, tanto che i miei scritti sono, appunto, dei tentativi di capire meglio ciò che, forse, è anche bello accettare come non del tutto spiegabile, e cioè che è anche nel suo essere misteriosa che la vita ci sfida a considerarla bella e degna di essere attraversata.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo libro quali sarebbero?

Intenso, profondo, sincero. 

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Certo che sì. Anzi, forse è proprio grazie alla lettura che è nato in me il desiderio di scrivere. Mi piacciono sia la narrativa che, ovviamente, la poesia, che amo profondamente. Come autore di romanzi mi piace moltissimo Nicholas Sparks, molti dei cui libri sono diventati film hollywoodiani di grande successo, e come poeta apprezzo moltissimo Khalil Gibran. Trovo che la grandezza di questi artisti stia nell’ascolto di un’emotività che, evidentemente, appartiene loro, e che vogliono trasmettere agli altri, e con me ci riescono in pieno.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

Come ho detto dall’inizio io sono una persona molto riservata, tanto che, incredibile a dirsi, io neppure usavo i social! Da quando ho pubblicato il mio libro ho aperto due profili, uno su Facebook “Paul McGregor Autore”, e l’altro su Instagram “paul_mcgregor_autore”, che sono stati fondamentali per la promozione del mio libro. Sono spazi dedicati esclusivamente a me come artista, e mi hanno dato l’opportunità di collaborare con molti book-influencers e creators che si occupano di promozione editoriale, e inoltre, neanche a dirlo, mi hanno permesso di conoscere persone gentilissime che sono diventate alcuni fra i miei followers più fedeli e attivi, cosa di cui non finirò mai di ringraziarli, perché attraverso il loro affetto mi dimostrano di rimanere toccati dall’intensità delle mie parole.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Il materiale che ho a disposizione è molto vasto, perché, come ho già detto, scrivo fin da ragazzino. Ancora mi voglio dedicare alla promozione e, spero, diffusione più ampia possibile, di “EMOZIONI”, e poi metterò mano a un’altra raccolta, sperando di riuscire ad appassionare un pubblico sempre più numeroso. 

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo libro?

Come dice il titolo della mia opera, io parlo, a cuore aperto, delle mie emozioni, ma questo non vuol dire che io pretenda che esse debbano appartenere a tutti. Intendiamoci, quando le persone che interagiscono con me mi dicono che si sono rispecchiate nelle mie parole, questo mi rende davvero felice. Ma quello che voglio dire è che i miei scritti non vogliono insegnare niente a nessuno, perché non vogliono essere una lezione ma, semmai, una testimonianza di vita personale, con la speranza che le mie emozioni possano scatenare, nelle persone che le leggono, le loro. Questa è la bellezza delle parole, sono pezzi della mia intimità che vogliono far venire a galla l’intimità di altri, così che ci si possa incontrare, e abbracciare, in una dimensione personale, senza filtri.

Intervista in collaborazione con autore ✍️ Paul McGregor

Recensione di “Ellie all’improvviso” di Lisa Jewell a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Neri Pozza

📅 Pubblicato il: 20 febbraio 2020

📜 Copertina flessibile 

📃 Numero di pagine: 300

Una storia dove niente è quello che sembra e tutte le certezze della vita possono infrangersi come uno specchio troppo fragile.

Trama

Laurel Mack è una donna spezzata. Dieci anni prima, sua figlia Ellie – una studentessa modello, bella e brillante – è uscita di casa e non è mai più tornata. La famiglia si è sgretolata: il matrimonio è finito, i rapporti con gli altri figli si sono incrinati e Laurel vive in una bolla di dolore e rimpianti. Quando incontra Floyd, un uomo gentile e carismatico, qualcosa in lei si riaccende. Ma è la figlia di lui, la piccola Poppy, a scuotere davvero Laurel: la somiglianza con Ellie è impressionante. Troppo impressionante per essere un caso. Da qui comincia un’indagine personale, che riapre vecchie ferite e scoperchia segreti sepolti.

RECENSIONE 

Oggi vi porto la recensione di un libro che ho ri-letto… sì avete capito bene. Letto due volte perché l’avevo letto nel 2024 e non ricordavo trama, finale ecc. ma solo qualche flash. E l’ho riletto in 3 giorni!!! 

Cosa fai quando tua figlia sparisce nel nulla e nessuno riesce a spiegarti il perché? E cosa succede quando, dieci anni dopo, incontri una bambina che le assomiglia in modo inquietante?

Lisa Jewell, maestra del thriller psicologico, torna con una storia dal ritmo serrato e carica di tensione emotiva, che tiene incollati fino all’ultima pagina. Ellie all’improvviso non è solo un giallo, è soprattutto un viaggio nel dolore, nella speranza e nell’ossessione materna.

Temi principali
  • La maternità, con tutte le sue sfumature: amore, protezione, ma anche ossessione e perdita di controllo.
  • La manipolazione e l’inganno, raccontati con grande sottigliezza.
  • Il dolore non elaborato, che diventa un personaggio esso stesso.
  • L’identità, e cosa significa davvero “conoscere” una persona, anche qualcuno che si ama profondamente.

Lisa Jewell utilizza una narrazione a più voci e salti temporali che amplificano la suspense. I capitoli brevi e il linguaggio diretto creano un ritmo incalzante, ma mai caotico. Ogni dettaglio torna, ogni personaggio ha uno scopo preciso. E quando il puzzle si compone, la rivelazione – pur intuibile – fa comunque male.

🟢 Cosa funziona

✅ L’introspezione psicologica dei personaggi, in particolare quella di Laurel.

✅ L’atmosfera: inquietante ma profondamente umana.

✅ La capacità di Jewell di rendere plausibili le emozioni anche nei momenti più estremi.

✅ Il modo in cui la tensione cresce, anche nei momenti “domestici”.

A chi lo consiglio
  • A chi ama i thriller psicologici con un forte elemento emotivo.
  • A chi cerca una lettura che parli di relazioni familiari e traumi con delicatezza ma senza filtri.
  • A chi ha amato libri come La ragazza del treno, L’amore bugiardo o i romanzi di Gillian Flynn e Paula Hawkins.
Conclusione

Ellie all’improvviso è un thriller che colpisce più al cuore che allo stomaco. Jewell non gioca solo con la suspense, ma soprattutto con l’empatia: ci mette nei panni di una madre che non riesce ad arrendersi e ci costringe a chiederci cosa saremmo disposti a fare noi, al suo posto. Un libro che si legge tutto d’un fiato, ma che lascia dentro un’eco persistente.

Indubbiamente un 5/5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

L’avete letto?!

Recensione di “La torre d’avorio” di Paola Barbato a cura di Libri in cornice 🖼️ 

Recensione di “La torre d’avorio” di Paola Barbato

📑 Editore: Neri Pozza 
📅 Pubblicato il: 29 ottobre 2024
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 416
«È possibile cancellare il passato e liberarci della persona che siamo stati?»

Mara Paladini, precedentemente conosciuta come Mariele Pirovano, ha scontato una pena in una struttura psichiatrico-giudiziaria per il tentato omicidio del marito e dei due figli, avvelenati a causa della sua sindrome di Münchhausen per procura. Dopo tredici anni, vive sotto falso nome in un appartamento isolato, cercando di sfuggire al passato. Tuttavia, una macchia d’umidità sul soffitto la porta a scoprire un cadavere nel piano superiore, ucciso con la stessa modalità che lei aveva utilizzato in passato. Temendo di essere incastrata, Mara fugge, coinvolgendo altre quattro donne con cui aveva condiviso l’internamento: Moira, Fiamma, Maria Grazia e Beatrice. Insieme, intraprendono una fuga disperata, cercando di dimostrare la propria innocenza e affrontare i fantasmi del passato.    

La torre d’avorio di Paola Barbato è un thriller psicologico intenso e coinvolgente. Il romanzo esplora le profondità dell’animo umano attraverso la storia di Mara Paladini, una donna che cerca di ricostruire la propria vita dopo un passato segnato da eventi drammatici.  

«Aveva sempre avuto un’idea propria di cosa fosse una Torre d’Avorio. Nell’immaginario collettivo, si tratta di una struttura inaccessibile edificata utilizzando materiale pregiato. Mara però non si levava dalla testa che l’avorio derivasse dalle zanne degli animali, e che quindi la Torre, di fatto, fosse costituita da denti. Era un’immagine ripugnante, trovarsi chiusi in una bocca che avrebbe potuto iniziare a masticarti in qualunque momento. Esattamente la condizione in cui voleva stare per il resto della vita».

La Barbato utilizza una narrazione serrata e coinvolgente, alternando momenti di tensione a introspezioni profonde. La caratterizzazione dei personaggi è uno dei punti di forza del romanzo: ogni donna ha una storia complessa e un passato tormentato, che viene esplorato con sensibilità e realismo. Il romanzo affronta tematiche come la colpa, la redenzione e la possibilità di una seconda possibilità, offrendo una riflessione profonda sull’animo umano.

«Sin dai primissimi tempi del matrimonio, la signora ha avvertito da parte propria una certa “pochezza” rispetto al marito. Non capiva perché un uomo così ricco di risorse avesse scelto lei che, a suo avviso, oltre a essere di bell’aspetto, non aveva nulla da offrire. La mia impressione è che non abbia mai creduto nell’amore del marito, che si sia convinta di essere stata scelta per una non meglio precisata “pietà”. E questo, secondo me, è il primo sintomo di quella che poi si sarebbe sviluppata come la sindrome di Münchhausen per procura».

La torre d’avorio è un’opera che mescola abilmente elementi thriller e psicologici, offrendo una lettura intensa e riflessiva. Paola Barbato conferma la sua maestria nel creare storie avvincenti e personaggi memorabili. 

Ecco una panoramica dei personaggi principali de La torre d’avorio, ognuno con il proprio passato oscuro e un ruolo cruciale nella vicenda:

Mara Paladini (nata Mariele Pirovano)

La protagonista. Ex insegnante e madre di famiglia, ha scontato 13 anni in una struttura psichiatrico-giudiziaria per aver tentato di avvelenare marito e figli, affetta da sindrome di Münchhausen per procura. Vive nascosta sotto falso nome, finché un nuovo omicidio, simile al suo, la costringe a fuggire. Personaggio profondo, ambiguo e tormentato, combattuto tra il senso di colpa e il desiderio di redenzione.

Moira

Una delle donne conosciute nella struttura psichiatrica. Impulsiva, diretta, ma con una forte lealtà verso Mara. Condivide con lei un legame di sorellanza forgiato durante gli anni di detenzione. Il suo passato è segnato da violenza e disperazione, ma anche da una tenace voglia di riscatto.

Fiamma

Carismatica, intelligente, forse la più lucida del gruppo. Ha un atteggiamento protettivo ma strategico. È la mente più fredda del gruppo e spesso guida le decisioni durante la fuga. Il suo disturbo mentale si manifesta in modi sottili ma inquietanti.

Maria Grazia

Anziana, apparentemente fragile, ma sorprendentemente lucida. È quella che più di tutte sembra essersi rassegnata alla propria condizione, ma in realtà ha una forza interiore inattesa. Spesso pronuncia frasi enigmatiche e disarmanti.

Beatrice

La più giovane e ingenua, con una visione del mondo ancora filtrata dall’innocenza. Ha un rapporto quasi infantile con la realtà, ma anche una sensibilità profonda. Rappresenta la parte più pura del gruppo, ma anche la più vulnerabile.

Consigliato a chi cerca un romanzo che vada oltre il semplice intrattenimento, offrendo spunti di riflessione sulla natura umana e sulla possibilità di redenzione.

Indubbiamente un altro capolavoro di Paola Barbato

5/5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

INTERVISTA a Cristina Missaglia cura di Libri in cornice 

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Cristina?

Buongiorno a te  e grazie per la tua intervista. Chi è Cristina? È una donna di questi tempi. È una mamma, una moglie, una figlia, una amica e un’insegnante che  nasce e vive a Milano. 

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere qualche anno fa per raccontare la mia vita che senz’altro è un po particolare. Inizialmente non volevo trasmettere qualcosa  ma volevo condividere la mia storia e le mie esperienze. Soprattutto volevo lasciare a mia figlia un “vademecum ” per non arrendersi mai davanti ai diversi eventi della vita.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Il cuore non dimentica il dolore”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo? 

Come dicevo, parla della mia vita, parla di fatti  che mi hanno cambiato fortemente al punto di chiamare questi cambiamenti “metamorfosi “.

L’idea è nata dopo aver sentito in TV uno spot che promuoveva la scrittura di un romanzo: avevo senz’altro qualcosa da dire!

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Ci sono diversi valori contenuti nel libro ma forse il più importante è il valore della VITA  e l’arte preziosa di reagire sempre. Molti di quelli che lo hanno letto mi hanno detto che in alcune parti si sono ritrovati “nel mio cammino”. È una autobiografia schietta e sincera dove la VITA  viene affrontata con Positività  anche grazie agli affetti profondi delle persone vicine a me. Quindi è indirizzato a chiunque voglia immergersi in una vita qualunque piena di momenti positivi e negativi: è una lettura che lascia il segno!

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!

Sia per la revisione che per la copertina ho avuto indicazioni dalla casa editrice. Andrea è stato il mio editor ed è stato meraviglioso. Con lui ho lavorato benissimo,  ha capito i miei vari diversi stati d’animo permettendomi di esprimerli con parole semplici ma profonde che toccano il cuore. Per la copertina mi avevano proposto alcune opzioni e tra tutte ho scelto questa, forse meno di impatto, ma x me rappresenta a chi ho lasciato quanto scritto: a mia figlia.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Caspita, solo 3…… Direi: sincero, profondo e speranzoso.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Si’ amo leggere specialmente in estate . I generi che preferisco sono i gialli e i thriller. In passato mi era piaciuto leggere Gabriel Garcia Marquez, adesso non ho un autore preferito, solitamente, cerco le storie che mi incuriosiscono maggiormente. Pertanto, leggo Donato Carrisi, Cerone, Nino Treusch…..

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

È molto importante per far conoscere al pubblico dei lettori le diverse opere. Sappiamo che le grandi librerie promuovono i libri di scrittori famosi o di Vip o pseudo-vip che decidono di scrivere libri. Purtroppo manca uno spazio x gli emergenti e senza dubbio sono diminuiti i lettori. Io, un po’ come tutti, ho fatto delle presentazioni nelle biblioteche, dei firmacopie nelle librerie e ho partecipato ad alcuni concorsi tutto con esiti positivi. Poi, ho iniziato con te, Maura, alla promozione nei canali social.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Ogni tanto ci penso e mi piacerebbe scrivere della scuola e del mio lavoro di insegnante. Vedremo….

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Perché non dovreste….è  un libro diverso dai soliti romanzi con i soliti schemi; leggendolo non si perde nulla, nemmeno il tempo visto che ho usato volutamente un linguaggio fluido per esprimere dei  contenuti profondi, anzi ci si arricchisce personalmente. Poi la curiosità di scoprire gli eventi che hanno dato il via alle varie metamorfosi, dovrebbe essere il giusto slancio per leggerlo. Buona lettura

Intervista in collaborazione con autrice ✍️ Cristina Missaglia