Recensione di “Ogni cosa è adesso” di Ftima Chistè a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Rizzoli

📅 Pubblicato il: 11 marzo 2025

📜 Copertina flessibile 

📃 Numero di pagine: 252

“Quando l’amore finisce, cosa resta? Potresti fare l’errore di credere che non resti nulla. E invece resta tutto: resti tu.”

RECENSIONE 

Non è finita quella sera in cui ti ha detto: «Non ti amo più». Non è finita la notte in cui non l’hai sentito rientrare. Non è finita quando non siete stati più in due. Non è finita nemmeno quella volta in cui hai pianto fino a restare senza fiato. Non è finita il giorno in cui hai riempito gli scatoloni della vostra vita assieme. Non è finita l’istante in cui ti sei chiesta: “E adesso?” Non è finita la volta che l’hai rivisto con un’altra. Non è finita quando hai evitato il suo sguardo in un caffè che una volta era solo vostro. Non è finita quando hai smesso di leggere il suo nome sullo schermo del tuo cellulare. Non è finita la prima volta che hai riso di nuovo, e ti sei sentita in colpa per averlo fatto. Non è finita quando hai imparato a vivere senza la sua voce, il suo tocco, la sua presenza. Non è finita nemmeno quando hai accettato che forse non tornerà mai più. È finita molto prima, in tanti piccoli istanti. Ma non sei finita tu.

Queste parole sono un potente inno alla resilienza, mostrando come la fine non sia un singolo evento, ma un processo graduale. Sottolinea che, nonostante il dolore, non ci si  annulla, ma si continua a esistere e a rinascere.

Non faccio che chiedermi: “Quando l’amore finisce, cosa resta?” Resta il vuoto. Resta il silenzio. Resta una versione di noi che non saremo mai più. Restano le parole che non abbiamo avuto il coraggio di dirci. Resta un letto troppo grande e la paura del buio. Resta tutto ciò che c’era prima e che non ricordavo più. Resto io. Ma chi sono io, senza di te?

Un’altra profonda e toccante riflessione sulla fine di una relazione e sul senso di smarrimento che ne deriva. L’autrice esplora con delicatezza e onestà il vuoto lasciato dall’amore perduto, focalizzandosi non solo sulla mancanza dell’altro, ma anche sulla perdita di una parte di sé. Enfatizza la persistenza di questi elementi dolorosi: il silenzio, le parole inespresse, la paura, e un’identità frammentata. La domanda finale, “Ma chi sono io, senza di te?”, è un pugno nello stomaco, che cattura perfettamente il disorientamento e la crisi d’identità che spesso accompagnano la fine di un amore significativo. È un testo che risuona con chiunque abbia sperimentato un addio, esprimendo con efficacia la malinconia e la vulnerabilità di un cuore ferito.

Restano le ferite, che diventeranno cicatrici. Restano i ricordi, che diventeranno parte delle tue radici. Resta ciò che hai dato. Perché non è vero che è stato sprecato. Resta una casa da arredare con i colori che ami, restano le giornate di sole, resta il profumo dei fiori in primavera, e il rumore del mare. Resta la bellezza. E la capacità che hai di farla tua. Resta la vita.

Ftima conferma che le ferite diventano cicatrici che narrano la nostra forza, i ricordi si radicano in noi. È un inno alla vita che persiste, alla bellezza ritrovata e alla capacità di rifiorire, trasformando il dolore in una tela per la nostra rinascita.

Note dell’autrice: Ho scritto questo romanzo con l'intento di esplorare una domanda che prima o poi tutti ci poniamo. Mi ha aiutata a vedere come la fine di una relazione sia un vero e proprio lutto, che coinvolge la mente e il corpo, e come ogni passo del percorso - dalla rabbia alla tristezza, dalla nostalgia alla rinascita - abbia il suo valore e il suo tempo. Questo libro non parla solo di quello che accade dopo la fine di un amore, ma anche di ciò che succede prima. Parla di tutti di quei piccoli istanti in cui ci si inizia a perdere. Perché anche in quei momenti c'è qualcosa di prezioso da cogliere, un frammento di consapevolezza che può guidarci verso una nuova comprensione di noi stessi. Ho scritto queste pagine con l'intento di raccontare non solo una storia, ma anche un cammino. Quando l’amore finisce, ciò che resta non è vuoto, ma uno spazio tutto da riempire. Ogni emozione ha un senso, e ogni ferita prima o poi si cicatrizza. Perché alla fine ciò che resta siamo noi. E cosa c’è di più importante? 

Indubbiamente un 5/5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

Mi ha affiancato nella lettura l’autrice che ringrazio. 

L’avete letto?!

INTERVISTA a Paul McGregor a cura di Libri in Cornice 

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Paul?

Sono una persona molto riservata, che però, attraverso la scrittura, ha trovato un modo per offrirsi allo sguardo del mondo, in un modo molto personale ed intimo, perché i miei scritti riflettono i movimenti più profondi della mia anima. 

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere da ragazzino, quando ho trovato nelle parole che sgorgavano dentro di me un diario a cui confidare tutti i miei segreti, soprattutto nei momenti in cui non mi sentivo circondato da persone disposte ad ascoltarmi e a capirmi. Ai miei lettori voglio trasmettere esattamente ciò che la scrittura trasmette a me, cioè l’importanza di ascoltare se stessi, senza mai ignorare la propria voce interiore, che è sincerità allo stato puro, e credo che sia fondamentale dare importanza alla propria anima, soprattutto in un mondo come il nostro, che dà troppo peso alla superficie.  

✔️ Parliamo del tuo libro “Emozioni ”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo libro?

“Emozioni” descrive le tappe di un viaggio che le mie parole percorrono nelle profondità della mia anima. Sono le mie riflessioni e le mie reazioni più emotive dovute a esperienze di vita vissuta e a domande che mi piace pormi, per capire non soltanto che tipo di persona sono, ma, soprattutto, quale persona io sia diventato nel corso del tempo, perché credo che cambiare sia inevitabile. Questo libro nasce dal mio amore per la scrittura, a cui ho sempre chiesto aiuto come ad un’amica fidata, fino al giorno in cui lei mi ha spinto a dare fiducia a me stesso come scrittore, e da quel momento ho capito che volevo provare a raggiungere altri cuori attraverso le mie parole, che da sempre danno voce al mio. 

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

I valori in cui credo, e che descrivo nel mio libro, sono l’amicizia, l’importanza della natura e del rispetto per l’ambiente, la bellezza di sentirsi connessi gli uni con gli altri, l’inevitabilità di dover affrontare il dolore, unita però all’opportunità di imparare da lui a essere più forti, il miracolo della rinascita, e, ovviamente, l’amore, con tutte le sue luci e le sue ombre. Poiché credo che certe emozioni appartengano alla nostra umanità più vera, rispondo alla tua domanda dicendo che, il mio libro, vuole rivolgersi a tutti, con la mia speranza di riuscire a toccare l’intimità di ogni persona che si avvicini alla mia scrittura.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!

La copertina mi è stata proposta dalla mia Casa editrice, a cui avevo detto che mi sarebbe piaciuta un’immagine che rappresentasse l’alba di quella che mi auguro sia solo la prima tappa di un lungo cammino come artista. La revisione è stata impercettibile, perché, con mio immenso piacere, i correttori di bozze mi hanno dato la soddisfazione di approvare la mia scrittura senza volerla minimamente cambiare né stravolgere. 

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri? 

Dal mio vissuto, dalle domande che mi pongo, a molte delle quali non riesco spesso a trovare risposta, tanto che i miei scritti sono, appunto, dei tentativi di capire meglio ciò che, forse, è anche bello accettare come non del tutto spiegabile, e cioè che è anche nel suo essere misteriosa che la vita ci sfida a considerarla bella e degna di essere attraversata.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo libro quali sarebbero?

Intenso, profondo, sincero. 

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Certo che sì. Anzi, forse è proprio grazie alla lettura che è nato in me il desiderio di scrivere. Mi piacciono sia la narrativa che, ovviamente, la poesia, che amo profondamente. Come autore di romanzi mi piace moltissimo Nicholas Sparks, molti dei cui libri sono diventati film hollywoodiani di grande successo, e come poeta apprezzo moltissimo Khalil Gibran. Trovo che la grandezza di questi artisti stia nell’ascolto di un’emotività che, evidentemente, appartiene loro, e che vogliono trasmettere agli altri, e con me ci riescono in pieno.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

Come ho detto dall’inizio io sono una persona molto riservata, tanto che, incredibile a dirsi, io neppure usavo i social! Da quando ho pubblicato il mio libro ho aperto due profili, uno su Facebook “Paul McGregor Autore”, e l’altro su Instagram “paul_mcgregor_autore”, che sono stati fondamentali per la promozione del mio libro. Sono spazi dedicati esclusivamente a me come artista, e mi hanno dato l’opportunità di collaborare con molti book-influencers e creators che si occupano di promozione editoriale, e inoltre, neanche a dirlo, mi hanno permesso di conoscere persone gentilissime che sono diventate alcuni fra i miei followers più fedeli e attivi, cosa di cui non finirò mai di ringraziarli, perché attraverso il loro affetto mi dimostrano di rimanere toccati dall’intensità delle mie parole.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Il materiale che ho a disposizione è molto vasto, perché, come ho già detto, scrivo fin da ragazzino. Ancora mi voglio dedicare alla promozione e, spero, diffusione più ampia possibile, di “EMOZIONI”, e poi metterò mano a un’altra raccolta, sperando di riuscire ad appassionare un pubblico sempre più numeroso. 

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo libro?

Come dice il titolo della mia opera, io parlo, a cuore aperto, delle mie emozioni, ma questo non vuol dire che io pretenda che esse debbano appartenere a tutti. Intendiamoci, quando le persone che interagiscono con me mi dicono che si sono rispecchiate nelle mie parole, questo mi rende davvero felice. Ma quello che voglio dire è che i miei scritti non vogliono insegnare niente a nessuno, perché non vogliono essere una lezione ma, semmai, una testimonianza di vita personale, con la speranza che le mie emozioni possano scatenare, nelle persone che le leggono, le loro. Questa è la bellezza delle parole, sono pezzi della mia intimità che vogliono far venire a galla l’intimità di altri, così che ci si possa incontrare, e abbracciare, in una dimensione personale, senza filtri.

Intervista in collaborazione con autore ✍️ Paul McGregor

Recensione di “Ellie all’improvviso” di Lisa Jewell a cura di Libri in cornice 🖼️ 

📑 Editore: Neri Pozza

📅 Pubblicato il: 20 febbraio 2020

📜 Copertina flessibile 

📃 Numero di pagine: 300

Una storia dove niente è quello che sembra e tutte le certezze della vita possono infrangersi come uno specchio troppo fragile.

Trama

Laurel Mack è una donna spezzata. Dieci anni prima, sua figlia Ellie – una studentessa modello, bella e brillante – è uscita di casa e non è mai più tornata. La famiglia si è sgretolata: il matrimonio è finito, i rapporti con gli altri figli si sono incrinati e Laurel vive in una bolla di dolore e rimpianti. Quando incontra Floyd, un uomo gentile e carismatico, qualcosa in lei si riaccende. Ma è la figlia di lui, la piccola Poppy, a scuotere davvero Laurel: la somiglianza con Ellie è impressionante. Troppo impressionante per essere un caso. Da qui comincia un’indagine personale, che riapre vecchie ferite e scoperchia segreti sepolti.

RECENSIONE 

Oggi vi porto la recensione di un libro che ho ri-letto… sì avete capito bene. Letto due volte perché l’avevo letto nel 2024 e non ricordavo trama, finale ecc. ma solo qualche flash. E l’ho riletto in 3 giorni!!! 

Cosa fai quando tua figlia sparisce nel nulla e nessuno riesce a spiegarti il perché? E cosa succede quando, dieci anni dopo, incontri una bambina che le assomiglia in modo inquietante?

Lisa Jewell, maestra del thriller psicologico, torna con una storia dal ritmo serrato e carica di tensione emotiva, che tiene incollati fino all’ultima pagina. Ellie all’improvviso non è solo un giallo, è soprattutto un viaggio nel dolore, nella speranza e nell’ossessione materna.

Temi principali
  • La maternità, con tutte le sue sfumature: amore, protezione, ma anche ossessione e perdita di controllo.
  • La manipolazione e l’inganno, raccontati con grande sottigliezza.
  • Il dolore non elaborato, che diventa un personaggio esso stesso.
  • L’identità, e cosa significa davvero “conoscere” una persona, anche qualcuno che si ama profondamente.

Lisa Jewell utilizza una narrazione a più voci e salti temporali che amplificano la suspense. I capitoli brevi e il linguaggio diretto creano un ritmo incalzante, ma mai caotico. Ogni dettaglio torna, ogni personaggio ha uno scopo preciso. E quando il puzzle si compone, la rivelazione – pur intuibile – fa comunque male.

🟢 Cosa funziona

✅ L’introspezione psicologica dei personaggi, in particolare quella di Laurel.

✅ L’atmosfera: inquietante ma profondamente umana.

✅ La capacità di Jewell di rendere plausibili le emozioni anche nei momenti più estremi.

✅ Il modo in cui la tensione cresce, anche nei momenti “domestici”.

A chi lo consiglio
  • A chi ama i thriller psicologici con un forte elemento emotivo.
  • A chi cerca una lettura che parli di relazioni familiari e traumi con delicatezza ma senza filtri.
  • A chi ha amato libri come La ragazza del treno, L’amore bugiardo o i romanzi di Gillian Flynn e Paula Hawkins.
Conclusione

Ellie all’improvviso è un thriller che colpisce più al cuore che allo stomaco. Jewell non gioca solo con la suspense, ma soprattutto con l’empatia: ci mette nei panni di una madre che non riesce ad arrendersi e ci costringe a chiederci cosa saremmo disposti a fare noi, al suo posto. Un libro che si legge tutto d’un fiato, ma che lascia dentro un’eco persistente.

Indubbiamente un 5/5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

L’avete letto?!

Recensione di “La torre d’avorio” di Paola Barbato a cura di Libri in cornice 🖼️ 

Recensione di “La torre d’avorio” di Paola Barbato

📑 Editore: Neri Pozza 
📅 Pubblicato il: 29 ottobre 2024
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 416
«È possibile cancellare il passato e liberarci della persona che siamo stati?»

Mara Paladini, precedentemente conosciuta come Mariele Pirovano, ha scontato una pena in una struttura psichiatrico-giudiziaria per il tentato omicidio del marito e dei due figli, avvelenati a causa della sua sindrome di Münchhausen per procura. Dopo tredici anni, vive sotto falso nome in un appartamento isolato, cercando di sfuggire al passato. Tuttavia, una macchia d’umidità sul soffitto la porta a scoprire un cadavere nel piano superiore, ucciso con la stessa modalità che lei aveva utilizzato in passato. Temendo di essere incastrata, Mara fugge, coinvolgendo altre quattro donne con cui aveva condiviso l’internamento: Moira, Fiamma, Maria Grazia e Beatrice. Insieme, intraprendono una fuga disperata, cercando di dimostrare la propria innocenza e affrontare i fantasmi del passato.    

La torre d’avorio di Paola Barbato è un thriller psicologico intenso e coinvolgente. Il romanzo esplora le profondità dell’animo umano attraverso la storia di Mara Paladini, una donna che cerca di ricostruire la propria vita dopo un passato segnato da eventi drammatici.  

«Aveva sempre avuto un’idea propria di cosa fosse una Torre d’Avorio. Nell’immaginario collettivo, si tratta di una struttura inaccessibile edificata utilizzando materiale pregiato. Mara però non si levava dalla testa che l’avorio derivasse dalle zanne degli animali, e che quindi la Torre, di fatto, fosse costituita da denti. Era un’immagine ripugnante, trovarsi chiusi in una bocca che avrebbe potuto iniziare a masticarti in qualunque momento. Esattamente la condizione in cui voleva stare per il resto della vita».

La Barbato utilizza una narrazione serrata e coinvolgente, alternando momenti di tensione a introspezioni profonde. La caratterizzazione dei personaggi è uno dei punti di forza del romanzo: ogni donna ha una storia complessa e un passato tormentato, che viene esplorato con sensibilità e realismo. Il romanzo affronta tematiche come la colpa, la redenzione e la possibilità di una seconda possibilità, offrendo una riflessione profonda sull’animo umano.

«Sin dai primissimi tempi del matrimonio, la signora ha avvertito da parte propria una certa “pochezza” rispetto al marito. Non capiva perché un uomo così ricco di risorse avesse scelto lei che, a suo avviso, oltre a essere di bell’aspetto, non aveva nulla da offrire. La mia impressione è che non abbia mai creduto nell’amore del marito, che si sia convinta di essere stata scelta per una non meglio precisata “pietà”. E questo, secondo me, è il primo sintomo di quella che poi si sarebbe sviluppata come la sindrome di Münchhausen per procura».

La torre d’avorio è un’opera che mescola abilmente elementi thriller e psicologici, offrendo una lettura intensa e riflessiva. Paola Barbato conferma la sua maestria nel creare storie avvincenti e personaggi memorabili. 

Ecco una panoramica dei personaggi principali de La torre d’avorio, ognuno con il proprio passato oscuro e un ruolo cruciale nella vicenda:

Mara Paladini (nata Mariele Pirovano)

La protagonista. Ex insegnante e madre di famiglia, ha scontato 13 anni in una struttura psichiatrico-giudiziaria per aver tentato di avvelenare marito e figli, affetta da sindrome di Münchhausen per procura. Vive nascosta sotto falso nome, finché un nuovo omicidio, simile al suo, la costringe a fuggire. Personaggio profondo, ambiguo e tormentato, combattuto tra il senso di colpa e il desiderio di redenzione.

Moira

Una delle donne conosciute nella struttura psichiatrica. Impulsiva, diretta, ma con una forte lealtà verso Mara. Condivide con lei un legame di sorellanza forgiato durante gli anni di detenzione. Il suo passato è segnato da violenza e disperazione, ma anche da una tenace voglia di riscatto.

Fiamma

Carismatica, intelligente, forse la più lucida del gruppo. Ha un atteggiamento protettivo ma strategico. È la mente più fredda del gruppo e spesso guida le decisioni durante la fuga. Il suo disturbo mentale si manifesta in modi sottili ma inquietanti.

Maria Grazia

Anziana, apparentemente fragile, ma sorprendentemente lucida. È quella che più di tutte sembra essersi rassegnata alla propria condizione, ma in realtà ha una forza interiore inattesa. Spesso pronuncia frasi enigmatiche e disarmanti.

Beatrice

La più giovane e ingenua, con una visione del mondo ancora filtrata dall’innocenza. Ha un rapporto quasi infantile con la realtà, ma anche una sensibilità profonda. Rappresenta la parte più pura del gruppo, ma anche la più vulnerabile.

Consigliato a chi cerca un romanzo che vada oltre il semplice intrattenimento, offrendo spunti di riflessione sulla natura umana e sulla possibilità di redenzione.

Indubbiamente un altro capolavoro di Paola Barbato

5/5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

INTERVISTA a Cristina Missaglia cura di Libri in cornice 

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Cristina?

Buongiorno a te  e grazie per la tua intervista. Chi è Cristina? È una donna di questi tempi. È una mamma, una moglie, una figlia, una amica e un’insegnante che  nasce e vive a Milano. 

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere qualche anno fa per raccontare la mia vita che senz’altro è un po particolare. Inizialmente non volevo trasmettere qualcosa  ma volevo condividere la mia storia e le mie esperienze. Soprattutto volevo lasciare a mia figlia un “vademecum ” per non arrendersi mai davanti ai diversi eventi della vita.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Il cuore non dimentica il dolore”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo? 

Come dicevo, parla della mia vita, parla di fatti  che mi hanno cambiato fortemente al punto di chiamare questi cambiamenti “metamorfosi “.

L’idea è nata dopo aver sentito in TV uno spot che promuoveva la scrittura di un romanzo: avevo senz’altro qualcosa da dire!

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Ci sono diversi valori contenuti nel libro ma forse il più importante è il valore della VITA  e l’arte preziosa di reagire sempre. Molti di quelli che lo hanno letto mi hanno detto che in alcune parti si sono ritrovati “nel mio cammino”. È una autobiografia schietta e sincera dove la VITA  viene affrontata con Positività  anche grazie agli affetti profondi delle persone vicine a me. Quindi è indirizzato a chiunque voglia immergersi in una vita qualunque piena di momenti positivi e negativi: è una lettura che lascia il segno!

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!

Sia per la revisione che per la copertina ho avuto indicazioni dalla casa editrice. Andrea è stato il mio editor ed è stato meraviglioso. Con lui ho lavorato benissimo,  ha capito i miei vari diversi stati d’animo permettendomi di esprimerli con parole semplici ma profonde che toccano il cuore. Per la copertina mi avevano proposto alcune opzioni e tra tutte ho scelto questa, forse meno di impatto, ma x me rappresenta a chi ho lasciato quanto scritto: a mia figlia.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Caspita, solo 3…… Direi: sincero, profondo e speranzoso.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Si’ amo leggere specialmente in estate . I generi che preferisco sono i gialli e i thriller. In passato mi era piaciuto leggere Gabriel Garcia Marquez, adesso non ho un autore preferito, solitamente, cerco le storie che mi incuriosiscono maggiormente. Pertanto, leggo Donato Carrisi, Cerone, Nino Treusch…..

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

È molto importante per far conoscere al pubblico dei lettori le diverse opere. Sappiamo che le grandi librerie promuovono i libri di scrittori famosi o di Vip o pseudo-vip che decidono di scrivere libri. Purtroppo manca uno spazio x gli emergenti e senza dubbio sono diminuiti i lettori. Io, un po’ come tutti, ho fatto delle presentazioni nelle biblioteche, dei firmacopie nelle librerie e ho partecipato ad alcuni concorsi tutto con esiti positivi. Poi, ho iniziato con te, Maura, alla promozione nei canali social.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Ogni tanto ci penso e mi piacerebbe scrivere della scuola e del mio lavoro di insegnante. Vedremo….

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Perché non dovreste….è  un libro diverso dai soliti romanzi con i soliti schemi; leggendolo non si perde nulla, nemmeno il tempo visto che ho usato volutamente un linguaggio fluido per esprimere dei  contenuti profondi, anzi ci si arricchisce personalmente. Poi la curiosità di scoprire gli eventi che hanno dato il via alle varie metamorfosi, dovrebbe essere il giusto slancio per leggerlo. Buona lettura

Intervista in collaborazione con autrice ✍️ Cristina Missaglia 

INTERVISTA a Marco Avonto a cura di Libri in cornice 

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Marco?

Marco è un appassionato di letteratura e di scrittura fin da quando ha memoria. Da ragazzino leggevo voracemente e VELOCEMENTE le avventure a fumetti dei miei personaggi preferiti e non potendo resistere ad aspettare un mese prima di conoscere come proseguivano le loro avventure ne inventavo di mie… poi ho iniziato a scrivere storie e contenuti più personali, prima sulla mia vecchia Olivetti lettera 32 color carta da zucchero che probabilmente i vicini di casa dei miei genitori ancora ricordano e poi sul pc… anzi, sul Mac – il mio inseparabile compagno di lettere!

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Come ti dicevo, ho iniziato relativamente presto… ma sono arrivato alla pubblicazione relativamente tardi. Penso che ogni scrittora voglia trasmettere l’amore per le sue storie e per i suoi personaggi, anche quelli che appaiono a volte più detestabili… come alcuni dei protagonisti de “Gli Irredenti”. Come dice Leonard Cohen, “C’è una crepa in ogni cosa e da lì entra la luce”, no?

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Gli Irredenti”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Io sono cresciuto in provincia, prima di approdare alla “grande città”. Fortunatamente una provincia meno turpe e dark di quella che descrivo nel romanzo, ma insomma… mi interessava descrivere la “mala-vita” della provincia, cioè cosa significa nascere in certi contesti che possono essere oppressivi e dove tutti i sogni rischiano spesso di essere limitati a pochi chilometri da dove sei nato… mi interessava descrivere la vita di persone che tutti noi incontriamo e delle quali non ci accorgiamo nemmeno, come quando entriamo in un bar a prendere un caffè e non badiamo alla persona che in un angolo sta giocandosi lo stipendio al videopoker… ecco, chi è quella persona? Come ha sviluppato questa dipendenza? Qual è la sua storia? L’idea del romanzo nasce così, riconoscendo soprattutto che il vero protagonista del romanzo (che ha una struttura fortemente corale) è in realtà il paese (fittizio) in cui la storia, o meglio le storie, sono ambientate… è questo non-luogo con il quale tutti noi possiamo riconoscerci e possiamo entrare in relazione, ad avvolgere e a costringere le storie dei miei personaggi. Ed essendo un non luogo, la storia che racconta è implicitamente universale: vale in Piemonte come in Basilicata o in Kansas.

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?! 

Il tema del romanzo è la ricerca della redenzione e la spinta alla fuga da una sorta di predestinazione: e nonostante questi siano temi cardine delle religioni, ho provato a sviluppare un punto di vista laico, anzi, da non credente, all’analisi di questo fenomeno che vedo come centrale nell’esplorazione dell’animo degli individui.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!

La copertina è mia. E’ una foto che ho scattato in un giro notturno nella periferia nord di Dublino un po’ di anni fa… mi ero perso e prima di ritornare verso una location più sicura mi sono imbattuto nell’immagine di quella strada, di notte, e di quella scritta sulla parete laterale di un edificio. E’ stato come un colpo di fulmine. Ho deciso che se mai avessi pubblicato la storia, anzi le storie, che all’epoca già stavo covando, quella sarebbe stata la copertina. Per quanto riguarda l’editing ma non solo, anche tutto l’apparato di giudizio critico sull’opera e di “scouting” dell’editore mi sono rivolto ad un agente professionista, che mi ha seguito e sostenuto credendo nel mio romanzo fin da subito. Diego Di Dio, con la sua agenzia “Saper scrivere” e il suo staff sono stati e spero continueranno ad essere compagni di viaggio eccezionali. Dopodiché lo staff del mio editore Morellini ha curato l’editing finale e ha contribuito a far vedere la luce alla mia creatura: anche in questo caso la fiducia nella forza del testo è stata immediata!

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Come ti dicevo prima, l’ispirazione nasce dall’osservazione: è come se mentre passeggio, lavoro o leggo ci fosse una parte del mio cervello in background che registra informazioni e fatti e poi ad un certo punto, comincia a unire i puntini e a far nascere la domanda per me più seducente: “E se…?”. Componente autobiografica? Tutto quello che viviamo ci lascia spunti, memorie, ricordi, idee che possiamo utilizzare per costruire le nostre storie… Ricordo una T Shirt (io adoro le T shirt, da quelle da concerto a quelle con le frasi dei film o con battue e freddure… sono un vero nerd, come mi ricorda sempre mia moglie) con la scritta: “Sono uno scrittore. Da questo momento in poi tutto quello che dirai diventerà di mia proprietà”. Non la metterei giù così dura ma… sono sempre in “modalità registrazione”.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero? 

Cito alcuni dei miei lettori (fortunatamente ben più dei “venticinque” di manzoniana memoria!) che nelle loro recensioni (su Amazon o IBS, ad esempio) lo hanno definito “duro”, “sporco”, “amaro”.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Anche se suona un po’ pretenzioso, mi definisco un “americanista dilettante”. Ho una passione viscerale per la letteratura americana in particolare, che coltivo da sempre e che non accenna a diminuire con l’età. I miei autori del cuore? Philip Roth, William Faulkner, Raymond Carver, Jay McInerney, Bret Easton Ellis. Non ho un “genere” preferito, perciò sono la definizione di lettore onnivoro!

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

La promozione è importantissima in un mercato dove si pubblica molto e, ahimé, si legge poco! Devo dire che anche in questo caso il mio editor e il mio editore hanno spinto molto sulla promozione del romanzo in cui, come ti dicevo, hanno creduto fin da subito. Dopodiché il passaparola crea altre occasioni di promozione e… come vedi siamo qui!

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Diciamo che ci stiamo lavorando… bisogna avere un po’ di pazienza… ma spero proprio che la prossima volta parleremo della mia seconda creatura!

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Beh, ovviamente perché sarà il prossimo caso letterario! Scherzi a parte, perché si tratta di un “noir sociale” che racconta un certo tipo di vita di provincia, del tipo che normalmente non si racconta… perché racconta una storia universale… e perché anche gli appassionati di musica troveranno spunti interessanti… Infatti nell’extended book (cui si può accedere scansionando il QR code alla fine del volume) si accede ad una playlist di Spotify curata personalmente da me con una serie di brani che sono adatti per immergersi nelle atmosfere del romanzo!

Intervista in collaborazione con autore ✍️

 

 

Recensione di “Morire ti fa bella” di Stefania Crepaldi a cura di Libri in cornice 🖼️ 

Recensione di “Morire ti fa bella” di Stefania Crepaldi

📑 Editore: Salani 
📅 Pubblicato il: 13 giugno 2023
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 272

Sognava di fare la pasticciera. Fa la truccatrice in un’impresa funebre. E l’investigatrice per caso.

“La morte lascia segni difficili da cancellare. Se è violenta, sgrana gli occhi e spalanca la bocca. Se è improvvisa, lascia delle rughe attorno allo sguardo, lo stupore di chi proprio non se l’aspettava un finale simile. Se è lieta, lascia un sorriso lieve, una curvatura verso l’alto che sembra un ossimoro: lasciare la vita sorridendo? Per cancellare o mitigare queste tracce interviene la tanatoesteta, che poi sarei io. ‘Sei una ragazza Fortunata’ mi ripetono dacché ho memoria. Fortunata. Un nome, un destino.”

“Morire ti fa bella” è un romanzo che merita di essere letto, con una trama avvincente, personaggi ben sviluppati e un perfetto equilibrio tra mistero ed emozione. Non vediamo l’ora di scoprire cosa riserva il futuro per Fortunata e di immergerci nuovamente in questo affascinante mondo letterario.

La protagonista, Fortunata Tiozzo Pizzegamorti, è una tanatoesteta che lavora a Chioggia e Venezia, truccando i defunti per i funerali. Nonostante il suo sogno fosse diventare pasticcera, si ritrova a svolgere questo lavoro particolare. La sua vita prende una svolta inaspettata quando viene coinvolta nella morte sospetta di Gregorio, un giovane gioielliere che sembra essersi suicidato. Fortunata, però, non è convinta che si tratti di un suicidio e decide di indagare per conto suo. Durante la sua indagine, scopre segreti nascosti e si trova a dover affrontare situazioni pericolose, tutto mentre cerca di mantenere un equilibrio tra il suo lavoro e la sua vita personale.

Il romanzo mescola elementi di giallo e humor nero, con una protagonista ironica e malinconica che cerca di trovare la verità dietro la morte di Gregorio. Le ambientazioni suggestive della laguna di Chioggia e delle calli veneziane aggiungono un tocco affascinante alla storia.

Non voglio rovinarvi la sorpresa, ma posso dirvi che uno dei colpi di scena più sorprendenti in “Morire ti fa bella” riguarda la vera natura della morte di Gregorio. Fortunata scopre che dietro il presunto suicidio si nasconde una rete di segreti e bugie che coinvolgono persone insospettabili della comunità. La rivelazione finale cambia completamente la percezione di ciò che è accaduto e mette Fortunata in una situazione di grande pericolo.

Il messaggio principale del romanzo di Stefania Crepaldi sembra essere l’importanza di cercare la verità e di seguire il proprio istinto, anche quando le circostanze sono difficili o pericolose. La protagonista, Fortunata, dimostra grande determinazione e coraggio nel suo percorso di indagine, nonostante le avversità e i rischi personali.

Un altro tema centrale è l’accettazione della morte e il modo in cui le persone affrontano il lutto e la perdita. Attraverso il suo lavoro di tanatoesteta, Fortunata impara a vedere la morte da una prospettiva unica, trovando un equilibrio tra il rispetto per i defunti e un tocco di umorismo che le permette di affrontare la realtà quotidiana.

Infine, il romanzo esplora anche il tema della resilienza e della capacità di adattarsi alle circostanze della vita, mostrando come Fortunata riesca a trovare un senso di scopo e soddisfazione in un lavoro che inizialmente non aveva scelto.

Se vi piacciono i gialli con colpi di scena inaspettati, questo libro vi terrà sicuramente incollati alle pagine fino alla fine! 📚🔍

INTERVISTA a Elsa Lohengrin a cura di Libri in cornice 

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Elsa?

Grazie mille, sono una traduttrice e un’appassionata di storytelling. Dopo la laurea in traduzione, ho approfondito lo studio delle tecniche della scrittura creativa e oggi insegno ciò che ho imparato ad altri scrittori, oltre a scrivere le mie storie.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere circa quattordici anni fa, ma i miei primi romanzi non hanno mai visto la luce. Il primo romanzo che ho pubblicato è stato Il Cigno, seguito dalla novella La Ghirlanda, che è appena uscita. Con le mie storie vorrei far riflettere i lettori su alcuni aspetti della vita, ma anche farli rilassare e far loro dimenticare i problemi quotidiani che li assillano.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “IL CIGNO - La saga degli Altavilla ”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Il Cigno è il primo romanzo della Saga degli Altavilla e racconta la storia del dottor Killian Altavilla, che sogna di diventare medico legale. Nel tentativo di raggiungere il suo obiettivo, è però costretto a fare i conti con un altro personaggio e anche con sé stesso e con il suo passato, rappresentato dalla figura del Cigno, di cui per il momento non vi svelo di più. Alla fine dovrà scegliere se tornare nella gabbia dorata che si è costruito oppure spiegare le ali e volare verso una nuova vita.

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Il messaggio principale che vorrei dare con questo libro è quello di non adeguare la propria vita ai desideri degli altri, rinunciando a chi siamo veramente, perché questo può solo farci soffrire e vivere a metà. Il libro è indirizzato soprattutto a un pubblico femminile, ma può essere letto da chiunque.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!

La cover è opera della mia fantastica designer @ekgraphicfactory, che con infinita pazienza è riuscita a condensare l’atmosfera del libro in un’immagine semplice, ma profonda. Per il resto ho una squadra di professionisti e di beta reader a cui mi appoggio per ogni fase del processo di creazione del libro, dal suo contenuto al suo aspetto formale.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Principalmente da ciò che osservo nella mia vita quotidiana, ma nel caso del Cigno ho attinto anche alle storie di alcuni miei amici che si sono trovati in una situazione simile a quella del protagonista del Cigno. Ovviamente ho romanzato e mescolato i loro racconti, ma ho cercato di raccontare la loro sofferenza e i loro dilemmi in modo quanto più verosimile possibile.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Introspettivo, scomodo, liberatorio.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Amo leggere, ma purtroppo non ho molto tempo per leggere per piacere. Amo tutti i generi dalle storie d’amore ai thriller, gli unici libri che non riesco a leggere sono gli horror: abbiamo talmente tanto orrore intorno a noi tutti i giorni che almeno quando leggo voglio poter pensare ad altro. Non ho autori preferiti, ma ammiro molto quelli che riescono a trattare temi profondi con leggerezza e ironia, senza però scadere nella banalità.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

La promozione è fondamentale per far conoscere un libro ai lettori. Personalmente uso i social, ho una mailing list, collaboro con diverse book blogger e partecipo a festival e fiere, in modo da poter incontrare le mie lettrici di persona. Purtroppo, vivendo nella Svizzera tedesca, le opportunità di fare presentazioni dal vivo sono pari a zero, altrimenti farei anche quelle.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

È appena uscito il secondo volume della Saga degli Altavilla, La Ghirlanda, che è una novella natalizia in cui compaiono alcuni dei personaggi che c’erano nel Cigno. I due libri sono però a sé stanti e possono essere letti indipendentemente l’uno dall’altro. Adesso sto scrivendo il prossimo romanzo vero e proprio della serie, che dovrebbe uscire all’inizio dell’anno prossimo. Poi, a grande richiesta delle lettrici, mi dedicherò al sequel del Cigno.

✔️ Infine dicci... perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Per riflettere su alcuni aspetti della vita e sul concetto di felicità e di sacrificio per gli altri, ma anche per conoscere gli Altavilla, una famiglia molto particolare, i cui membri sono bravissimi a combinarne di tutti i colori di nascosto dagli altri, ma anche a sostenersi a vicenda appena uno di loro ne ha bisogno.

Intervista in collaborazione con autrice ✍️

Recensione di “L’occhio del falco” di Federico Bonati a cura di Libri in cornice 🖼️ 

Recensione di “L’occhio del falco” di Federico Bonati

📑 Editore: Affiori
📅 Pubblicato il: 12 gennaio 2024
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 160

Sinossi

Loriano Zaccari è un ex giornalista del «Messaggero» che, dopo il naufragio del suo matrimonio e il licenziamento dal quotidiano romano, si trasferisce in Val di Sole per collaborare con l'«Eco di Trento», un piccolo giornale di provincia. Un giorno, sull'altura di Pejo 3000, viene trovato un cadavere congelato con addosso una divisa della Prima guerra mondiale. Sembrerebbe il cadavere di un milite ignoto, se non fosse per un semplice ma fondamentale dettaglio che proprio Zaccari riesce a scorgere. Un dettaglio che fa mettere sulle sue tracce il vicequestore Clara Neccini, graduata della Polizia di Stato spedita a Trento un anno prima. Tra i due inizia quindi una collaborazione segreta per svelare il mistero, nonostante l'iniziale diffidenza; ma le cose, come Loriano ben presto impara, non sono mai quelle che sembrano.

“L’occhio sinistro si è chiuso, ma quello destro ancora manda immagini al mio cervello, sempre più in difficoltà a operare per la mancanza d’ossigeno: vedo chi mi ha ucciso. Sono in due, ma chi mi ha strappato la vita è stata una persona sola, l’altra mi ha solo colpito, anche se non so con cosa. Mi guarda, mi osserva, respira gonfiando il petto, buttando fuori tutta l’agitazione possibile e immagazzinando aria; che fortuna. Chi mi ha ucciso ora mi prende le gambe e inizia ad avvolgermi con qualcosa, anche se non riesco a capire di che si tratta. Parla di neve e di rocce, di un luogo dove nessuno mi troverà. E mentre lo dice, mi guarda. Anche l’occhio destro mi sta abbandonando, ma con l’ultimo bagliore cerco di incrociare il suo sguardo: non pensavo che proprio tu potessi arrivare a tanto. E non parlo solo del fatto che mi hai ucciso. Sento che sto scivolando lontano. Là dove sta andando il mio corpo fa freddo, ma là dove sto andando io no. Si sta bene. Lì l’aria ha un profumo diverso.”

Un incipit che è degno di un film thriller e da qui in poi, questo ritmo vi terrà incollati al libro. 

Il libro cattura l’attenzione del lettore sin dalle prime pagine infatti , grazie a un ritmo serrato e a una sequenza di eventi che mantiene il finale imprevedibile. Si tratta di un giallo ben strutturato, con un protagonista che conquista immediatamente la simpatia del pubblico. L’autore lascia aperte delle domande che il lettore si farà, suggerendo la possibilità di un seguito che tutti stiamo aspettando, perché ci siamo affezionati ormai al personaggio di Loriano.

Abbiamo due Personaggi Principali:

✔️ Loriano Zaccari: è il protagonista del romanzo, un giornalista che si trasferisce in Val di Sole dopo essere stato licenziato dalla sua precedente testata. È un personaggio che suscita immediata simpatia grazie alla sua determinazione e al suo spirito investigativo. Loriano è un uomo complesso, con un passato misterioso che l’autore lascia in parte inesplorato, creando curiosità e aspettative per futuri sviluppi. La sua separazione dalla ex moglie e il motivo del suo licenziamento sono elementi chiave che aggiungono profondità al suo carattere e alla trama.

✔️ Clara Neccini: è il vice questore della zona e una figura di autorità rispettata. È una donna forte e determinata, con un grande senso della giustizia. Clara collabora spesso con Loriano nelle sue indagini, e la loro dinamica professionale è uno degli aspetti più interessanti del libro. La sua presenza aggiunge un elemento di rigore e professionalità alle indagini, bilanciando l’approccio più intuitivo e personale di Loriano.

 «Legga l’articolo, dottoressa». «Lo farò. Ma immagino che non mi abbia convocata qui in Procura solo per dirmi di leggere un articolo, o sbaglio?». «No, non sbaglia. Sono qui per chiederle di seguire con attenzione questo caso. So cosa le è successo a Roma e sappia che ha la mia piena solidarietà. L’hanno spedita qui a Trento, una città tranquilla dove, oltre a qualche furtarello e a un po di spaccio, sono anni che non si registrano omicidi efferati. In più, l’hanno affidata a un questore che non vede l’ora di andare in pensione. In sostanza, l’hanno mandata qui per farla stare buona e per non rompere troppo le scatole. Ecco, credo che questo caso possa essere interessante per lei, perché magari si può riscattare e dimostrare che qui a Trento l’hanno mandata in punizione, ma non per colpa sua. Può dimostrare il suo valore, dottoressa. Perciò, si dia da fare, ce la metta tutta. Risolva questo caso e al Viminale qualcuno dovrà ricredersi su di lei». Clara aveva preso il quotidiano e aveva allungato la mano al procuratore. Uscendo, sentiva il fuoco arderle dentro.”

Questo libro è consigliato a chiunque ami i gialli ben costruiti e i noir ambientati in contesti suggestivi. Gli appassionati di storie investigative con personaggi complessi e ben sviluppati troveranno questo romanzo particolarmente avvincente. È ideale per lettori che apprezzano trame ricche di suspense e colpi di scena, nonché per coloro che amano esplorare i retroscena e le motivazioni dei personaggi principali. 

Per me è un 4,5/5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

E voi lo conoscevate? L’avete letto? Cosa pensate che Loriano scoprirà nel prossimo capitolo della sua vita? Sarà in grado di risolvere i misteri del suo passato mentre affronta nuovi casi intriganti?

L’autore 

Federico Bonati è giornalista, scrittore e autore di podcast. Nel 2022 è uscito il suo romanzo Pelle(Augh Edizioni), e nel 2023 Post (Alise Editore). I suoi racconti sono stati finalisti e vincitori di svariati concorsi, in molti casi pubblicati in volumi e antologie. Il romanzo inedito L’occhio del falco ha vinto il premio come “Miglior Ambientazione” a Giallo Festival 2023.

Sono molto grata all’autore ✍️ per avermi fornito una copia cartaceq del suo romanzo.

INTERVISTA a Alberto Vezù a cura di Libri in cornice 

INTERVISTA a Alberto Vezù

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Alberto?

Buongiorno e grazie per la bella occasione, Alberto è in primis un papà di due splendidi bambini poi è un manager in una grande azienda ed un appassionato di film, telefilm e pure videogiochi. È una persona molto curiosa, che ama la tecnologia ma anche capire meglio le cose che lo circondano.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Io sono assolutamente un novizio, ho iniziato quasi per caso 1 anno fa. Non avevo mai avuto modo di avvicinarmi a questo mondo ma, dopo aver cominciato a vedere la storia che stavo creando, ho pensato che sarebbe stato un bel modo di intrattenere le persone, per farle appassionare a qualcosa. Ai lettori voglio trasmettere mistero e curiosità, la storia porta a farsi domande ma anche a cercare di capire riferimenti sparsi qua e là.

✔️ Parliamo del tuo romanzo in crowdfunding “Oltre i confini della memoria”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo? 

Il romanzo parla della sventura capitata ad Ascanio, personaggio principale, il quale si trova in una situazione strana e pericolosa senza però riuscire a ricordare subito come ci sia finito. Durante la storia Ascanio dovrà da un lato affrontare molte situazioni particolari per uscire dai guai ma in parallelo si troverà a scavare nella sua memoria per cercare di ricordare sempre qualcosa in più riguardo quello che gli è accaduto. 

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Il libro è indirizzato ad un pubblico sicuramente adulto ma non troppo, vanno compresi alcuni aspetti importanti come il contrasto tra un mondo completamente privo di valori ed invece un personaggio che man mano cerca di basare le scelte su di essi.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Sicuramente il libro si ispira a due mondi normalmente distanti, le grandi opere classiche ed i telefilm moderni. Si cerca di avere spunti ed una trama misteriosa e ricercata ma con tempi ed immagini molto filmografiche.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?
  • Curiosità
  • Scoperta 
  • Humor
✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

Essendo una produzione in crowdfunding è essenziale la promozione, molto è stata basata sul passaparola, poi sono passato ai social, questi permettono di raggiungere molte persone ma è importante affidarsi a professionisti seri per dare i messaggi corretti.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Aspettiamo..ma qualcosa da raccontare mi è rimasto in testa..

✔️ Infine dicci... perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Sinceramente perché chi lo ha letto mi dato esattamente il feedback che aspettavo mentre lo scrivevo: “Non ho potuto smettere di leggerlo perché volevo assolutamente capire cosa era successo”