INTERVISTA a Marco Avonto a cura di Libri in cornice 

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Marco?

Marco è un appassionato di letteratura e di scrittura fin da quando ha memoria. Da ragazzino leggevo voracemente e VELOCEMENTE le avventure a fumetti dei miei personaggi preferiti e non potendo resistere ad aspettare un mese prima di conoscere come proseguivano le loro avventure ne inventavo di mie… poi ho iniziato a scrivere storie e contenuti più personali, prima sulla mia vecchia Olivetti lettera 32 color carta da zucchero che probabilmente i vicini di casa dei miei genitori ancora ricordano e poi sul pc… anzi, sul Mac – il mio inseparabile compagno di lettere!

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Come ti dicevo, ho iniziato relativamente presto… ma sono arrivato alla pubblicazione relativamente tardi. Penso che ogni scrittora voglia trasmettere l’amore per le sue storie e per i suoi personaggi, anche quelli che appaiono a volte più detestabili… come alcuni dei protagonisti de “Gli Irredenti”. Come dice Leonard Cohen, “C’è una crepa in ogni cosa e da lì entra la luce”, no?

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Gli Irredenti”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Io sono cresciuto in provincia, prima di approdare alla “grande città”. Fortunatamente una provincia meno turpe e dark di quella che descrivo nel romanzo, ma insomma… mi interessava descrivere la “mala-vita” della provincia, cioè cosa significa nascere in certi contesti che possono essere oppressivi e dove tutti i sogni rischiano spesso di essere limitati a pochi chilometri da dove sei nato… mi interessava descrivere la vita di persone che tutti noi incontriamo e delle quali non ci accorgiamo nemmeno, come quando entriamo in un bar a prendere un caffè e non badiamo alla persona che in un angolo sta giocandosi lo stipendio al videopoker… ecco, chi è quella persona? Come ha sviluppato questa dipendenza? Qual è la sua storia? L’idea del romanzo nasce così, riconoscendo soprattutto che il vero protagonista del romanzo (che ha una struttura fortemente corale) è in realtà il paese (fittizio) in cui la storia, o meglio le storie, sono ambientate… è questo non-luogo con il quale tutti noi possiamo riconoscerci e possiamo entrare in relazione, ad avvolgere e a costringere le storie dei miei personaggi. Ed essendo un non luogo, la storia che racconta è implicitamente universale: vale in Piemonte come in Basilicata o in Kansas.

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?! 

Il tema del romanzo è la ricerca della redenzione e la spinta alla fuga da una sorta di predestinazione: e nonostante questi siano temi cardine delle religioni, ho provato a sviluppare un punto di vista laico, anzi, da non credente, all’analisi di questo fenomeno che vedo come centrale nell’esplorazione dell’animo degli individui.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidato per la revisione del tuo libro?!

La copertina è mia. E’ una foto che ho scattato in un giro notturno nella periferia nord di Dublino un po’ di anni fa… mi ero perso e prima di ritornare verso una location più sicura mi sono imbattuto nell’immagine di quella strada, di notte, e di quella scritta sulla parete laterale di un edificio. E’ stato come un colpo di fulmine. Ho deciso che se mai avessi pubblicato la storia, anzi le storie, che all’epoca già stavo covando, quella sarebbe stata la copertina. Per quanto riguarda l’editing ma non solo, anche tutto l’apparato di giudizio critico sull’opera e di “scouting” dell’editore mi sono rivolto ad un agente professionista, che mi ha seguito e sostenuto credendo nel mio romanzo fin da subito. Diego Di Dio, con la sua agenzia “Saper scrivere” e il suo staff sono stati e spero continueranno ad essere compagni di viaggio eccezionali. Dopodiché lo staff del mio editore Morellini ha curato l’editing finale e ha contribuito a far vedere la luce alla mia creatura: anche in questo caso la fiducia nella forza del testo è stata immediata!

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Come ti dicevo prima, l’ispirazione nasce dall’osservazione: è come se mentre passeggio, lavoro o leggo ci fosse una parte del mio cervello in background che registra informazioni e fatti e poi ad un certo punto, comincia a unire i puntini e a far nascere la domanda per me più seducente: “E se…?”. Componente autobiografica? Tutto quello che viviamo ci lascia spunti, memorie, ricordi, idee che possiamo utilizzare per costruire le nostre storie… Ricordo una T Shirt (io adoro le T shirt, da quelle da concerto a quelle con le frasi dei film o con battue e freddure… sono un vero nerd, come mi ricorda sempre mia moglie) con la scritta: “Sono uno scrittore. Da questo momento in poi tutto quello che dirai diventerà di mia proprietà”. Non la metterei giù così dura ma… sono sempre in “modalità registrazione”.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero? 

Cito alcuni dei miei lettori (fortunatamente ben più dei “venticinque” di manzoniana memoria!) che nelle loro recensioni (su Amazon o IBS, ad esempio) lo hanno definito “duro”, “sporco”, “amaro”.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Anche se suona un po’ pretenzioso, mi definisco un “americanista dilettante”. Ho una passione viscerale per la letteratura americana in particolare, che coltivo da sempre e che non accenna a diminuire con l’età. I miei autori del cuore? Philip Roth, William Faulkner, Raymond Carver, Jay McInerney, Bret Easton Ellis. Non ho un “genere” preferito, perciò sono la definizione di lettore onnivoro!

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

La promozione è importantissima in un mercato dove si pubblica molto e, ahimé, si legge poco! Devo dire che anche in questo caso il mio editor e il mio editore hanno spinto molto sulla promozione del romanzo in cui, come ti dicevo, hanno creduto fin da subito. Dopodiché il passaparola crea altre occasioni di promozione e… come vedi siamo qui!

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Diciamo che ci stiamo lavorando… bisogna avere un po’ di pazienza… ma spero proprio che la prossima volta parleremo della mia seconda creatura!

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Beh, ovviamente perché sarà il prossimo caso letterario! Scherzi a parte, perché si tratta di un “noir sociale” che racconta un certo tipo di vita di provincia, del tipo che normalmente non si racconta… perché racconta una storia universale… e perché anche gli appassionati di musica troveranno spunti interessanti… Infatti nell’extended book (cui si può accedere scansionando il QR code alla fine del volume) si accede ad una playlist di Spotify curata personalmente da me con una serie di brani che sono adatti per immergersi nelle atmosfere del romanzo!

Intervista in collaborazione con autore ✍️

 

 

Recensione di “Morire ti fa bella” di Stefania Crepaldi a cura di Libri in cornice 🖼️ 

Recensione di “Morire ti fa bella” di Stefania Crepaldi

📑 Editore: Salani 
📅 Pubblicato il: 13 giugno 2023
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 272

Sognava di fare la pasticciera. Fa la truccatrice in un’impresa funebre. E l’investigatrice per caso.

“La morte lascia segni difficili da cancellare. Se è violenta, sgrana gli occhi e spalanca la bocca. Se è improvvisa, lascia delle rughe attorno allo sguardo, lo stupore di chi proprio non se l’aspettava un finale simile. Se è lieta, lascia un sorriso lieve, una curvatura verso l’alto che sembra un ossimoro: lasciare la vita sorridendo? Per cancellare o mitigare queste tracce interviene la tanatoesteta, che poi sarei io. ‘Sei una ragazza Fortunata’ mi ripetono dacché ho memoria. Fortunata. Un nome, un destino.”

“Morire ti fa bella” è un romanzo che merita di essere letto, con una trama avvincente, personaggi ben sviluppati e un perfetto equilibrio tra mistero ed emozione. Non vediamo l’ora di scoprire cosa riserva il futuro per Fortunata e di immergerci nuovamente in questo affascinante mondo letterario.

La protagonista, Fortunata Tiozzo Pizzegamorti, è una tanatoesteta che lavora a Chioggia e Venezia, truccando i defunti per i funerali. Nonostante il suo sogno fosse diventare pasticcera, si ritrova a svolgere questo lavoro particolare. La sua vita prende una svolta inaspettata quando viene coinvolta nella morte sospetta di Gregorio, un giovane gioielliere che sembra essersi suicidato. Fortunata, però, non è convinta che si tratti di un suicidio e decide di indagare per conto suo. Durante la sua indagine, scopre segreti nascosti e si trova a dover affrontare situazioni pericolose, tutto mentre cerca di mantenere un equilibrio tra il suo lavoro e la sua vita personale.

Il romanzo mescola elementi di giallo e humor nero, con una protagonista ironica e malinconica che cerca di trovare la verità dietro la morte di Gregorio. Le ambientazioni suggestive della laguna di Chioggia e delle calli veneziane aggiungono un tocco affascinante alla storia.

Non voglio rovinarvi la sorpresa, ma posso dirvi che uno dei colpi di scena più sorprendenti in “Morire ti fa bella” riguarda la vera natura della morte di Gregorio. Fortunata scopre che dietro il presunto suicidio si nasconde una rete di segreti e bugie che coinvolgono persone insospettabili della comunità. La rivelazione finale cambia completamente la percezione di ciò che è accaduto e mette Fortunata in una situazione di grande pericolo.

Il messaggio principale del romanzo di Stefania Crepaldi sembra essere l’importanza di cercare la verità e di seguire il proprio istinto, anche quando le circostanze sono difficili o pericolose. La protagonista, Fortunata, dimostra grande determinazione e coraggio nel suo percorso di indagine, nonostante le avversità e i rischi personali.

Un altro tema centrale è l’accettazione della morte e il modo in cui le persone affrontano il lutto e la perdita. Attraverso il suo lavoro di tanatoesteta, Fortunata impara a vedere la morte da una prospettiva unica, trovando un equilibrio tra il rispetto per i defunti e un tocco di umorismo che le permette di affrontare la realtà quotidiana.

Infine, il romanzo esplora anche il tema della resilienza e della capacità di adattarsi alle circostanze della vita, mostrando come Fortunata riesca a trovare un senso di scopo e soddisfazione in un lavoro che inizialmente non aveva scelto.

Se vi piacciono i gialli con colpi di scena inaspettati, questo libro vi terrà sicuramente incollati alle pagine fino alla fine! 📚🔍

INTERVISTA a Elsa Lohengrin a cura di Libri in cornice 

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Elsa?

Grazie mille, sono una traduttrice e un’appassionata di storytelling. Dopo la laurea in traduzione, ho approfondito lo studio delle tecniche della scrittura creativa e oggi insegno ciò che ho imparato ad altri scrittori, oltre a scrivere le mie storie.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato a scrivere circa quattordici anni fa, ma i miei primi romanzi non hanno mai visto la luce. Il primo romanzo che ho pubblicato è stato Il Cigno, seguito dalla novella La Ghirlanda, che è appena uscita. Con le mie storie vorrei far riflettere i lettori su alcuni aspetti della vita, ma anche farli rilassare e far loro dimenticare i problemi quotidiani che li assillano.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “IL CIGNO - La saga degli Altavilla ”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Il Cigno è il primo romanzo della Saga degli Altavilla e racconta la storia del dottor Killian Altavilla, che sogna di diventare medico legale. Nel tentativo di raggiungere il suo obiettivo, è però costretto a fare i conti con un altro personaggio e anche con sé stesso e con il suo passato, rappresentato dalla figura del Cigno, di cui per il momento non vi svelo di più. Alla fine dovrà scegliere se tornare nella gabbia dorata che si è costruito oppure spiegare le ali e volare verso una nuova vita.

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Il messaggio principale che vorrei dare con questo libro è quello di non adeguare la propria vita ai desideri degli altri, rinunciando a chi siamo veramente, perché questo può solo farci soffrire e vivere a metà. Il libro è indirizzato soprattutto a un pubblico femminile, ma può essere letto da chiunque.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!

La cover è opera della mia fantastica designer @ekgraphicfactory, che con infinita pazienza è riuscita a condensare l’atmosfera del libro in un’immagine semplice, ma profonda. Per il resto ho una squadra di professionisti e di beta reader a cui mi appoggio per ogni fase del processo di creazione del libro, dal suo contenuto al suo aspetto formale.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Principalmente da ciò che osservo nella mia vita quotidiana, ma nel caso del Cigno ho attinto anche alle storie di alcuni miei amici che si sono trovati in una situazione simile a quella del protagonista del Cigno. Ovviamente ho romanzato e mescolato i loro racconti, ma ho cercato di raccontare la loro sofferenza e i loro dilemmi in modo quanto più verosimile possibile.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Introspettivo, scomodo, liberatorio.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Amo leggere, ma purtroppo non ho molto tempo per leggere per piacere. Amo tutti i generi dalle storie d’amore ai thriller, gli unici libri che non riesco a leggere sono gli horror: abbiamo talmente tanto orrore intorno a noi tutti i giorni che almeno quando leggo voglio poter pensare ad altro. Non ho autori preferiti, ma ammiro molto quelli che riescono a trattare temi profondi con leggerezza e ironia, senza però scadere nella banalità.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

La promozione è fondamentale per far conoscere un libro ai lettori. Personalmente uso i social, ho una mailing list, collaboro con diverse book blogger e partecipo a festival e fiere, in modo da poter incontrare le mie lettrici di persona. Purtroppo, vivendo nella Svizzera tedesca, le opportunità di fare presentazioni dal vivo sono pari a zero, altrimenti farei anche quelle.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

È appena uscito il secondo volume della Saga degli Altavilla, La Ghirlanda, che è una novella natalizia in cui compaiono alcuni dei personaggi che c’erano nel Cigno. I due libri sono però a sé stanti e possono essere letti indipendentemente l’uno dall’altro. Adesso sto scrivendo il prossimo romanzo vero e proprio della serie, che dovrebbe uscire all’inizio dell’anno prossimo. Poi, a grande richiesta delle lettrici, mi dedicherò al sequel del Cigno.

✔️ Infine dicci... perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Per riflettere su alcuni aspetti della vita e sul concetto di felicità e di sacrificio per gli altri, ma anche per conoscere gli Altavilla, una famiglia molto particolare, i cui membri sono bravissimi a combinarne di tutti i colori di nascosto dagli altri, ma anche a sostenersi a vicenda appena uno di loro ne ha bisogno.

Intervista in collaborazione con autrice ✍️

Recensione di “L’occhio del falco” di Federico Bonati a cura di Libri in cornice 🖼️ 

Recensione di “L’occhio del falco” di Federico Bonati

📑 Editore: Affiori
📅 Pubblicato il: 12 gennaio 2024
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 160

Sinossi

Loriano Zaccari è un ex giornalista del «Messaggero» che, dopo il naufragio del suo matrimonio e il licenziamento dal quotidiano romano, si trasferisce in Val di Sole per collaborare con l'«Eco di Trento», un piccolo giornale di provincia. Un giorno, sull'altura di Pejo 3000, viene trovato un cadavere congelato con addosso una divisa della Prima guerra mondiale. Sembrerebbe il cadavere di un milite ignoto, se non fosse per un semplice ma fondamentale dettaglio che proprio Zaccari riesce a scorgere. Un dettaglio che fa mettere sulle sue tracce il vicequestore Clara Neccini, graduata della Polizia di Stato spedita a Trento un anno prima. Tra i due inizia quindi una collaborazione segreta per svelare il mistero, nonostante l'iniziale diffidenza; ma le cose, come Loriano ben presto impara, non sono mai quelle che sembrano.

“L’occhio sinistro si è chiuso, ma quello destro ancora manda immagini al mio cervello, sempre più in difficoltà a operare per la mancanza d’ossigeno: vedo chi mi ha ucciso. Sono in due, ma chi mi ha strappato la vita è stata una persona sola, l’altra mi ha solo colpito, anche se non so con cosa. Mi guarda, mi osserva, respira gonfiando il petto, buttando fuori tutta l’agitazione possibile e immagazzinando aria; che fortuna. Chi mi ha ucciso ora mi prende le gambe e inizia ad avvolgermi con qualcosa, anche se non riesco a capire di che si tratta. Parla di neve e di rocce, di un luogo dove nessuno mi troverà. E mentre lo dice, mi guarda. Anche l’occhio destro mi sta abbandonando, ma con l’ultimo bagliore cerco di incrociare il suo sguardo: non pensavo che proprio tu potessi arrivare a tanto. E non parlo solo del fatto che mi hai ucciso. Sento che sto scivolando lontano. Là dove sta andando il mio corpo fa freddo, ma là dove sto andando io no. Si sta bene. Lì l’aria ha un profumo diverso.”

Un incipit che è degno di un film thriller e da qui in poi, questo ritmo vi terrà incollati al libro. 

Il libro cattura l’attenzione del lettore sin dalle prime pagine infatti , grazie a un ritmo serrato e a una sequenza di eventi che mantiene il finale imprevedibile. Si tratta di un giallo ben strutturato, con un protagonista che conquista immediatamente la simpatia del pubblico. L’autore lascia aperte delle domande che il lettore si farà, suggerendo la possibilità di un seguito che tutti stiamo aspettando, perché ci siamo affezionati ormai al personaggio di Loriano.

Abbiamo due Personaggi Principali:

✔️ Loriano Zaccari: è il protagonista del romanzo, un giornalista che si trasferisce in Val di Sole dopo essere stato licenziato dalla sua precedente testata. È un personaggio che suscita immediata simpatia grazie alla sua determinazione e al suo spirito investigativo. Loriano è un uomo complesso, con un passato misterioso che l’autore lascia in parte inesplorato, creando curiosità e aspettative per futuri sviluppi. La sua separazione dalla ex moglie e il motivo del suo licenziamento sono elementi chiave che aggiungono profondità al suo carattere e alla trama.

✔️ Clara Neccini: è il vice questore della zona e una figura di autorità rispettata. È una donna forte e determinata, con un grande senso della giustizia. Clara collabora spesso con Loriano nelle sue indagini, e la loro dinamica professionale è uno degli aspetti più interessanti del libro. La sua presenza aggiunge un elemento di rigore e professionalità alle indagini, bilanciando l’approccio più intuitivo e personale di Loriano.

 «Legga l’articolo, dottoressa». «Lo farò. Ma immagino che non mi abbia convocata qui in Procura solo per dirmi di leggere un articolo, o sbaglio?». «No, non sbaglia. Sono qui per chiederle di seguire con attenzione questo caso. So cosa le è successo a Roma e sappia che ha la mia piena solidarietà. L’hanno spedita qui a Trento, una città tranquilla dove, oltre a qualche furtarello e a un po di spaccio, sono anni che non si registrano omicidi efferati. In più, l’hanno affidata a un questore che non vede l’ora di andare in pensione. In sostanza, l’hanno mandata qui per farla stare buona e per non rompere troppo le scatole. Ecco, credo che questo caso possa essere interessante per lei, perché magari si può riscattare e dimostrare che qui a Trento l’hanno mandata in punizione, ma non per colpa sua. Può dimostrare il suo valore, dottoressa. Perciò, si dia da fare, ce la metta tutta. Risolva questo caso e al Viminale qualcuno dovrà ricredersi su di lei». Clara aveva preso il quotidiano e aveva allungato la mano al procuratore. Uscendo, sentiva il fuoco arderle dentro.”

Questo libro è consigliato a chiunque ami i gialli ben costruiti e i noir ambientati in contesti suggestivi. Gli appassionati di storie investigative con personaggi complessi e ben sviluppati troveranno questo romanzo particolarmente avvincente. È ideale per lettori che apprezzano trame ricche di suspense e colpi di scena, nonché per coloro che amano esplorare i retroscena e le motivazioni dei personaggi principali. 

Per me è un 4,5/5 🖼️🖼️🖼️🖼️🖼️

E voi lo conoscevate? L’avete letto? Cosa pensate che Loriano scoprirà nel prossimo capitolo della sua vita? Sarà in grado di risolvere i misteri del suo passato mentre affronta nuovi casi intriganti?

L’autore 

Federico Bonati è giornalista, scrittore e autore di podcast. Nel 2022 è uscito il suo romanzo Pelle(Augh Edizioni), e nel 2023 Post (Alise Editore). I suoi racconti sono stati finalisti e vincitori di svariati concorsi, in molti casi pubblicati in volumi e antologie. Il romanzo inedito L’occhio del falco ha vinto il premio come “Miglior Ambientazione” a Giallo Festival 2023.

Sono molto grata all’autore ✍️ per avermi fornito una copia cartaceq del suo romanzo.

INTERVISTA a Alberto Vezù a cura di Libri in cornice 

INTERVISTA a Alberto Vezù

✔️ Buongiorno e benvenuto, parlaci un po’ di te, chi è Alberto?

Buongiorno e grazie per la bella occasione, Alberto è in primis un papà di due splendidi bambini poi è un manager in una grande azienda ed un appassionato di film, telefilm e pure videogiochi. È una persona molto curiosa, che ama la tecnologia ma anche capire meglio le cose che lo circondano.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Io sono assolutamente un novizio, ho iniziato quasi per caso 1 anno fa. Non avevo mai avuto modo di avvicinarmi a questo mondo ma, dopo aver cominciato a vedere la storia che stavo creando, ho pensato che sarebbe stato un bel modo di intrattenere le persone, per farle appassionare a qualcosa. Ai lettori voglio trasmettere mistero e curiosità, la storia porta a farsi domande ma anche a cercare di capire riferimenti sparsi qua e là.

✔️ Parliamo del tuo romanzo in crowdfunding “Oltre i confini della memoria”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo? 

Il romanzo parla della sventura capitata ad Ascanio, personaggio principale, il quale si trova in una situazione strana e pericolosa senza però riuscire a ricordare subito come ci sia finito. Durante la storia Ascanio dovrà da un lato affrontare molte situazioni particolari per uscire dai guai ma in parallelo si troverà a scavare nella sua memoria per cercare di ricordare sempre qualcosa in più riguardo quello che gli è accaduto. 

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Il libro è indirizzato ad un pubblico sicuramente adulto ma non troppo, vanno compresi alcuni aspetti importanti come il contrasto tra un mondo completamente privo di valori ed invece un personaggio che man mano cerca di basare le scelte su di essi.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Sicuramente il libro si ispira a due mondi normalmente distanti, le grandi opere classiche ed i telefilm moderni. Si cerca di avere spunti ed una trama misteriosa e ricercata ma con tempi ed immagini molto filmografiche.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?
  • Curiosità
  • Scoperta 
  • Humor
✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

Essendo una produzione in crowdfunding è essenziale la promozione, molto è stata basata sul passaparola, poi sono passato ai social, questi permettono di raggiungere molte persone ma è importante affidarsi a professionisti seri per dare i messaggi corretti.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Aspettiamo..ma qualcosa da raccontare mi è rimasto in testa..

✔️ Infine dicci... perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Sinceramente perché chi lo ha letto mi dato esattamente il feedback che aspettavo mentre lo scrivevo: “Non ho potuto smettere di leggerlo perché volevo assolutamente capire cosa era successo”

☕️☕️☕️ Recensione di “La strada non aspetta” di Roberto Frazzetta a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️ 

Recensione di “La strada non aspetta” di Roberto Frazzetta

📑 Editore: Bertoni
📅 Pubblicato il: 26 maggio 2023
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 284

Sinossi

Riccardo Masi è un capitano del ROS che in passato è stato infiltrato per anni nel clan Lo Bianco, una delle famiglie più potenti dell’Ndrangheta calabrese. In quella missione gli ideali di giustizia in cui credeva hanno iniziato a vacillare cambiandolo radicalmente. Solo grazie all’aiuto del Vecchio, misterioso personaggio dei servizi segreti, Riccardo riesce a liberarsi dalla sua posizione e chiudere con il mondo malavitoso per ritrovarsi intrappolato a capo di una squadra fantasma dei servizi, gli Evangelisti, che ha il solo scopo di svolgere azioni al limite per contrastare la piaga dell’Ndrangheta. Riccardo Masi è un uomo stanco che non ne può più di quella vita e insieme a Tania, la sua donna, ha architettato un piano per sparire e cambiare vita una volta per tutte. Un’ultima missione e poi la fuga, Riccardo non pensa ad altro. Nella squadra c’è una talpa, qualcuno sta facendo il doppio gioco. L’ispettore Antonio Ilàri ha dei sospetti e lo tiene d’occhio. Tutto è deciso quando alla vigilia della partenza, Tania sparisce misteriosamente. Mentre Riccardo inizia a cercarla la sua copertura salta a causa di un video in rete: il Clan che ha tradito è sulle sue tracce.

“In un mondo di ombre e inganni, trovare la verità è la missione più pericolosa di tutte.”
Cit. Tantilibriecaffe 

“La strada non aspetta” è un thriller avvincente che cattura l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine. La storia segue Riccardo Masi, un capitano del ROS che ha vissuto anni difficili infiltrato nel clan Lo Bianco, una delle famiglie più potenti dell’Ndrangheta calabrese. Questo periodo ha messo a dura prova i suoi ideali di giustizia, cambiandolo profondamente.

Il personaggio di Riccardo è complesso e ben sviluppato. La sua stanchezza e il desiderio di fuggire da una vita di violenza e inganni sono palpabili. La presenza del Vecchio, un enigmatico membro dei servizi segreti, aggiunge un ulteriore strato di mistero e tensione alla trama.

La squadra fantasma degli Evangelisti, di cui Riccardo è a capo, è incaricata di svolgere missioni al limite della legalità per combattere l’Ndrangheta. Tuttavia, la presenza di una talpa all’interno della squadra e la scomparsa improvvisa di Tania, la compagna di Riccardo, complicano ulteriormente la situazione.

Frazzetta mescola abilmente suspense, azione e caratterizzazione dei personaggi. Ambientato in un contesto urbano contemporaneo, il libro segue le vite intrecciate di diversi individui, ognuno con il proprio bagaglio emotivo e le proprie motivazioni. La trama avvincente tiene il lettore con il fiato sospeso mentre i personaggi affrontano sfide e dilemmi morali.

☕️ Riccardo Masi: Un uomo segnato dal passato, stanco della vita che conduce e desideroso di una via di fuga. La sua determinazione e il suo conflitto interiore sono centrali nella narrazione. Dopo aver tradito il clan, si è nascosto a Cerveteri, gestendo un pub e cercando di mimetizzarsi tra gli abitanti del paese.

☕️ Tania: La compagna di Riccardo, che condivide con lui il desiderio di una nuova vita. La sua scomparsa misteriosa aggiunge un elemento di urgenza e pericolo alla storia, spingendo Riccardo in una corsa contro il tempo per ritrovarla.

☕️ Il Vecchio: Un personaggio enigmatico e misterioso dei servizi segreti, che gioca un ruolo cruciale nel liberare Riccardo dalla sua posizione iniziale e nel guidarlo attraverso le missioni pericolose.

☕️ Antonio Ilàri: L’ispettore che sospetta la presenza di una talpa nella squadra di Riccardo e lo tiene sotto stretta osservazione, aggiungendo tensione e complessità alla trama.

La narrazione è ricca di colpi di scena, mantenendo il lettore costantemente sulle spine. La tensione raggiunge il culmine quando un video compromettente mette a rischio la copertura di Riccardo, scatenando una caccia all’uomo da parte del clan che ha tradito.

Frazzetta riesce a creare un’atmosfera di suspense e incertezza, rendendo “La strada non aspetta” una lettura imperdibile per gli amanti del genere thriller. La combinazione di azione, intrighi e personaggi ben delineati rende questo libro un’esperienza coinvolgente e memorabile. La scrittura fluida e vivida dell’autore trasporta il lettore direttamente nelle strade della città e nelle vite dei protagonisti, facendo sembrare ogni scena come un film d’azione.

Questo libro, secondo me, è destinato agli appassionati di thriller e noir, in particolare a coloro che amano storie di infiltrati, complotti e azione adrenalinica. È ideale per chi cerca una lettura intensa e coinvolgente, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

☕️☕️ Perché leggerlo ☕️☕️: 

Il romanzo si distingue per la sua capacità di mescolare suspense, azione e una profonda caratterizzazione dei personaggi. L’autore riesce a creare un’atmosfera realistica e coinvolgente, con una trama ricca di colpi di scena e dilemmi morali. La scrittura fluida e vivida rende ogni scena palpabile, come se il lettore fosse immerso in un film d’azione. Questo libro non delude e lascia un’impronta duratura, rendendolo una lettura imperdibile per gli amanti del genere. 

Per me è un 4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Sei pronto a immergerti in un mondo di suspense e azione? Cosa faresti se fossi nei panni di Riccardo Masi, costretto a fuggire da un passato che non vuole lasciarlo andare? Scopri come si sviluppa questa avvincente storia e lasciati trasportare dalle emozioni e dai colpi di scena!!! 

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

☕️☕️☕️ Recensione di “Insondabile destino” di Anna Ferrari a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️ 

☕️☕️☕️ Recensione di “Insondabile destino” di Anna Ferrari

📑 Editore: PubMe
📅 Pubblicato il: 6 marzo 2023
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 233

Sinossi

Il ritmo del romanzo è impostato dalla citazione della profezia dell’Oracolo di Delfi “Conosci te stesso”, che segna anche l’inizio della storia. Insieme ad altri reperti della civiltà Celtica, viene rinvenuto un misterioso taccuino, scritto in caratteri e simboli sconosciuti, fatto straordinario, perché i Celti non conoscevano la scrittura. Il ritrovamento, per uno scherzo del destino, si immette sulla stessa strada che hanno intrapreso due valenti e affascinanti ricercatori, Niccolò Malcovati, russista di fama, e Beatrice Sensi, esperta internazionale di simbologia e semiotica.

Dovresti leggere questo libro se ami i #romanzistorici con un tocco di #mistero, se ti piacciono le storie ben costruite con personaggi affascinanti, e se apprezzi una narrazione che intreccia abilmente passato e presente. Questo libro offre un #viaggio emozionante attraverso il #tempo, arricchito da dettagli storici e culturali che lo rendono unico.

Insondabile destino è un romanzo che cattura l’attenzione dei lettori per diversi motivi, per me sicuramente i più interessanti sono questi:

  • Mistero Avvincente: La scoperta di un taccuino celtico enigmatico e la sua decifrazione creano una trama ricca di suspense e colpi di scena.
  • Ambientazione Storica: L’accuratezza storica e le descrizioni dettagliate trasportano i lettori in epoche passate, rendendo la lettura un’esperienza immersiva.
  • Personaggi Complessi: I protagonisti, Beatrice e Niccolò, sono ben sviluppati e le loro storie personali aggiungono profondità alla narrazione.
  • Temi Universali: Il libro esplora temi come l’amore, il destino, e le relazioni familiari, offrendo una vasta gamma di emozioni.
  • Stile Elegante: La scrittura raffinata di Anna Ferrari rende la lettura piacevole e coinvolgente.

Sicuramente un romanzo che intreccia abilmente passato e presente, portando i lettori in un viaggio affascinante attraverso i secoli. La storia inizia con la scoperta di reperti celtici in Pannonia, tra cui un taccuino misterioso che necessita di essere decifrato. Questo ritrovamento coinvolge Beatrice Sensi, una semiologa, e Niccolò Malcovati, uno studioso di slavistica.

La narrazione si sviluppa su due piani temporali: il presente, dove Beatrice e Niccolò lavorano insieme per svelare i segreti del taccuino, e l’epoca celtica, che segue le vicende di Liam, un druido, e Gwyny, una giovane destinata a diventare druidessa. Nonostante i secoli che le separano, le storie di Beatrice e Gwyny si intrecciano, mostrando come entrambe le donne siano artefici del proprio destino. Il romanzo è ricco di dettagli storici e culturali, con una trama intricata ma ben costruita. 

(P.S. La trama è davvero molto complessa e intricata, è un romanzo che mette alla prova la nostra attenzione, più volte ho dovuto rileggere alcuni passaggi per comprendere appieno il contenuto e le circostanze…. Per questo motivo non lo consiglio ai lettori che cercano un romanzo easy o passatempo). 

L’autrice dimostra una profonda conoscenza delle tradizioni celtiche e russe, creando un’ambientazione vivida e coinvolgente. Le descrizioni dettagliate e i riferimenti al folklore celtico aggiungono profondità alla narrazione, rendendo il mondo descritto nel libro affascinante e realistico. Le storie d’amore, sia antiche che moderne, sono sviluppate con cura, mostrando le sfide e le emozioni dei personaggi. La relazione tra Beatrice e Niccolò evolve in modo naturale, passando da un legame intellettuale a una passione travolgente, sempre narrata con eleganza.

Un libro che consiglio come ripeto a un pubblico maturo e che ama storie intrecciate con passato e presente e soprattutto dettagli storici. Una scrittura elegante e imperdibile per amanti del genere 

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Sono molto grata all’autrice per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo.

☕️☕️☕️ Recensione di: “Gli irredenti. Una cruda vicenda di periferia” di Marco Avonto a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️ 

☕️☕️☕️ Recensione di: “Gli irredenti. Una cruda vicenda di periferia” di Marco Avonto

📑 Editore: Morellini 
📅 Pubblicato il: 14 aprile 2022
📜 Formato: Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 272

Parto a razzo 🚀 dicendovi che era tantissimo tempo (ED ERA ORA!!!), che non leggevo un libro così straordinario, straordinario nel suo genere: credo si collochi bene nella narrativa noir. Un autore emergente con una marcia in più, con una scrittura e una storia straordinaria che farà molta, ma molta strada…!!!!! E io raramente mi sbaglio!!! 

Gli Irredenti è veramente molto crudo e viscerale. Un libro che ti scava dentro. Io ogni 40-50 pagine circa dovevo metterlo giù e distrarmi con qualcos’altro perché è veramente molto disturbante. La scrittura di Avonto è così palpabile e intensa che ti catapulta dentro il romanzo, e vi dico, in certi momenti è veramente tosta. 

Ma andiamo con ordine… La trama: 

La storia inizia nel 1997 a Borgo Alamo, un piccolo paese di provincia. Pietro, un adolescente introverso, scopre accidentalmente una relazione segreta tra Tommaso Pastore, detto il Bue, figlio del sindaco, e un altro ragazzo del paese. Temendo che la sua relazione venga scoperta, il Bue affoga Pietro e cerca di comprare il silenzio del suo amante. Il sindaco, per proteggere il figlio, decide di trovare un capro espiatorio. Contatta Landi, un alcolizzato con un figlio disabile, offrendogli denaro per incolpare il proprio figlio della morte di Pietro. Tuttavia, il piano fallisce e il Bue finisce in prigione. La narrazione si sposta poi al 2017, quando il Bue esce di prigione e cerca una possibilità di redenzione. Incontra Chiara, la figlia di un’altra “marginale” del paese, e tra i due si sviluppa un legame fragile ma significativo. Questo rapporto rappresenta l’unica speranza di redenzione per i personaggi del romanzo, che devono affrontare le conseguenze delle loro azioni passate. 

Il messaggio principale di “Gli irredenti” ruota attorno ai temi della colpa, della redenzione e delle conseguenze delle azioni umane. Il romanzo esplora come le scelte e i segreti dei personaggi influenzino non solo le loro vite, ma anche quelle delle persone intorno a loro.

Attraverso la storia di Pietro, del Bue e degli altri abitanti di Borgo Alamo, Avonto mette in luce le difficoltà della vita in periferia e le complesse dinamiche sociali e familiari. Il libro invita i lettori a riflettere su come le azioni, anche quelle compiute per paura o disperazione, possano avere ripercussioni durature e spesso devastanti. Inoltre, il romanzo offre uno sguardo sulla possibilità di redenzione e di cambiamento, suggerendo che, nonostante gli errori del passato, c’è sempre una possibilità di riscatto e di costruire un futuro migliore.

Sono rimasta veramente scossa dall’abilità dell’autore nel calarsi visceralmente nelle vicende dei personaggi e nella vita della periferia. Sembra quasi che racconti dall’interno, come se il libro fosse nato direttamente della strada. La sua scrittura è così autentica e cruda che riesce a trasmettere perfettamente le emozioni e le difficoltà quotidiane di chi vive in quei contesti.

I personaggi principali sono: 

☕️ Pietro. Un adolescente introverso che scopre accidentalmente la relazione segreta tra Tommaso Pastore (il Bue) e un altro ragazzo. La sua scoperta lo porta a essere vittima di un omicidio per mano del Bue. 

☕️ Tommaso Pastore (il Bue). Figlio del sindaco di Borgo Alamo, è coinvolto in una relazione segreta con un altro ragazzo del paese. Per evitare che la sua relazione venga scoperta, affoga Pietro e cerca di comprare il silenzio del suo amante. Dopo essere stato incarcerato, cerca una possibilità di redenzione una volta uscito di prigione. 

☕️ Il Sindaco. Padre del Bue, cerca di proteggere il figlio a tutti i costi. Per farlo, contatta Landi e gli offre denaro per incolpare il proprio figlio della morte di Pietro. 

☕️ Landi. Un alcolizzato con un figlio disabile, viene contattato dal sindaco per incolpare il proprio figlio della morte di Pietro in cambio di denaro. Tuttavia, il piano fallisce e il Bue finisce in prigione. 

☕️ Chiara. Figlia di un’altra “marginale” del paese, incontra il Bue dopo che questi esce di prigione. Tra i due si sviluppa un legame fragile ma significativo, che rappresenta l’unica speranza di redenzione per i personaggi del romanzo. 

Questi personaggi sono al centro della trama e le loro azioni e interazioni esplorano temi di colpa, redenzione e le difficoltà della vita in periferia. La narrazione si sviluppa attraverso i loro punti di vista, offrendo una visione complessa e sfaccettata delle dinamiche sociali e familiari del loro ambiente.

Il titolo “Gli irredenti” di Marco Avonto è strettamente legato alla trama e ai temi principali del romanzo. Si riferisce a coloro che non sono stati salvati o redenti. Nel contesto del romanzo, rappresenta i personaggi principali che vivono ai margini della società, intrappolati in una realtà di degrado, povertà e disperazione. Il titolo allude anche a una rinuncia programmatica a una narrazione consolatoria. Il romanzo non offre soluzioni facili o finali felici, ma presenta una visione cruda e realistica della vita in periferia. 

  1. Crudo
  2. Realistico
  3. Toccante

Questi aggettivi catturano l’essenza del romanzo. 

Il finale lascia spazio alla riflessione, invitando il lettore a considerare le tematiche di colpa, redenzione e le complessità della vita in periferia. Un libro imperdibile, un 5/5 pieno pieno 

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

INTERVISTA a Serenella Galdiolo a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️  

INTERVISTA a Serenella Galdiolo

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Serenella?

Sono una donna come ce ne sono tante, madre separata, lavoratrice, che ha un sogno: scrivere. La vita, come per molti di noi, non è stata facile ma focalizzarmi sul mio obiettivo mi ha aiutata a superare le difficoltà con grinta.    

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Scrivo fin da bambina per cercare di trasmettere emozioni, a volte anche crude, ma vere. Ho sempre cercato di usarlo come strumento anche a scopi benefici, devolvendo a enti che si occupano di malati. Con poco e senza risorse economiche sono riuscita a fare molto  e sono felice di ciò.        

✔️ Parliamo del tuo romanzo “L’amore dopo i cinquant’anni”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

L’amore dopo i cinquant’anni parla della ricerca del sentimento vero e sincero di una over 50, che si ritrova in un secolo mordi e fuggi, che ha poco tempo per rimettersi in gioco tra mille incombenze, con la giusta dose di autoironia e buon senso dell’età matura ormai arrivata.      

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

I valori che vorrei portare all’attenzione sono la vera limpidezza nell’amicizia e nell’amore, rare da trovare oramai e la capacità di prendersi in giro quel tanto per sorridere alle delusioni sentimentali senza spegnersi. L’idea è nata dal mio percorso di mamma separata che crede ancora nell’amore e tenta tutte le strade per arrivare in cima alla vetta, imparando nel mentre a perdonarsi e a volersi bene un po’ di più come merita. Il genere di pubblico può essere ampio, perché le delusioni in amore ci sono ad ogni età per uomini e donne. Ci  accomuna comunque il non arrendersi e il saper voltare pagina ironizzando, con maestria. 

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!

La copertina è creata da Rossini editore proprio come la volevo io, un portone di un castello, dove risiede la favola a lieto fine, e quel tocco di rosa che ricorda l’abito della fanciulla nelle fiabe. La correzione è stata supportata da un editor e da me, che intanto frequento corsi all’università della terza età per migliorarmi. La casa editrice ha svolto la parte finale.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

L’ispirazione per le mie storie sono sprazzi di vita vera, situazioni a volte esilaranti o tristemente attuali negli incontri di persone sole alla ricerca dell’anima gemella, anche quando le candeline hanno coperto tutta la torta. Vita reale romanzata e resa divertente agli occhi di chi legge per fare capire che la vita è bella comunque, anche se a tratti ci ritroviamo soli.  

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Il mio libro lo vedo ironico ma dalle sfumature dolci amare.       

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Amo qualsiasi autore che proponga storie di donne da tutto il mondo, spaccati di storie vere di donne di diverse origini ma con la stessa voglia di lottare per affermarsi.     

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

Mi pubblicizzo come posso, come tanti autori amatoriali sconosciuti che vivono del proprio stipendio e non hanno grosse somme da investire , col passa parola, canali web, presentazioni in biblioteche e enti in zona, interviste. 

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Ora mi sto dedicando ad un romanzo da devolvere ad una associazione veneta per la lotta alla violenza alle donne, il ricavato sarà per loro e sono entusiasta.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Dovreste leggere il mio libro perché si ride, ne abbiamo tanto bisogno, di riflettere sull’amore che si riversa troppo spesso sugli altri e troppo poco verso se stessi.

Recensione di “Il turno di notte” di Alex Finlay a cura di Tantilibriecaffe  

Recensione di “Il turno di notte” di Alex Finlay

📘 Editore: Blues SEM 
📆 Data di pubblicazione: 18 ottobre 2023
📚 Copertina flessibile: 336 pagine

Il mondo spezza tutti quanti e poi molti sono forti nei punti spezzati.
ERNEST, HEMINGWAY, Addio alle armi

“Il turno di notte” di Alex Finlay è un thriller che cattura l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine, grazie a una trama intricata e a personaggi ben delineati. La storia si apre con un evento traumatico che lascia un’impronta indelebile sulla vita dei protagonisti e si sviluppa in un arco temporale di quindici anni, creando un legame tra passato e presente che tiene il lettore incollato fino all’ultima pagina.

Ella, la sopravvissuta al massacro del Blockbuster, è un personaggio che incarna la resilienza umana di fronte a eventi devastanti. La sua lotta per superare il trauma e la sua determinazione a scoprire la verità sono palpabili e rendono la sua storia personale un elemento centrale del romanzo. Chris, il fratello del sospettato latitante, aggiunge un ulteriore livello di complessità alla narrazione, portando il lettore a riflettere sulla giustizia e sulla lealtà familiare. Infine, Sarah Keller, l’agente speciale dell’FBI, rappresenta la figura dell’investigatore tenace e intuitivo, che deve districarsi tra segreti e bugie per arrivare alla verità.

Lo stile di scrittura di Finlay è fluido e coinvolgente, con una narrazione in terza persona che permette di esplorare i pensieri e le emozioni dei personaggi, mantenendo un ritmo serrato e una tensione costante. La suspense è ben dosata e il lettore è costantemente stimolato a mettere insieme i pezzi del puzzle. Nel panorama dei thriller polizieschi pubblicati nel 2024, “Il turno di notte” si distingue per la sua capacità di intrecciare temi profondi come la sopravvivenza, la ricerca della giustizia, il peso del passato, i segreti e le bugie, e la resilienza e speranza. Questi temi sono trattati con sensibilità e profondità, rendendo il libro non solo un’opera di intrattenimento, ma anche una riflessione sulle sfide umane.

Personalmente, ho apprezzato la complessità dei personaggi e la struttura della trama, che si sviluppa su più livelli e offre colpi di scena inaspettati. Il finale è soddisfacente e lascia il lettore con una sensazione di chiusura, pur mantenendo un certo grado di ambiguità che stimola la riflessione. “Il turno di notte” è un libro che consiglierei sicuramente agli appassionati di thriller, in particolare a coloro che apprezzano storie che esplorano la psicologia umana e i dilemmi morali.

Il titolo “Il turno di notte” è molto evocativo e si adatta perfettamente al genere thriller del libro. Ecco alcuni motivi per cui lo trovo un titolo efficace:

☕️ Mistero: Il turno di notte è spesso associato a un senso di isolamento e mistero, elementi che si riflettono nella trama del libro.

☕️ Atmosfera: Evoca immediatamente un’atmosfera oscura e tesa, che prepara il lettore al tipo di storia che sta per immergersi.

☕️Simbolismo: Il titolo può simboleggiare i periodi bui della vita dei personaggi, in particolare le ore notturne in cui si svolgono gli eventi cruciali del romanzo.

☕️Curiosità: Stimola la curiosità del lettore, invitandolo a scoprire cosa accade durante questo turno di notte e chi sono i protagonisti coinvolti.

In generale, il titolo funge da perfetto preludio alla storia di suspense e mistero che Alex Finlay ha intessuto, attirando l’interesse e la curiosità del lettore fin dall’inizio.

Concludendo “Il turno di notte” è un libro intrigante, coinvolgentee imprevedibile. Ecco tre motivi per cui dovresti considerare di leggerlo: ☑️ Se sei un appassionato di storie che ti tengono con il fiato sospeso, questo libro offre una trama densa di colpi di scena e misteri da risolvere.

☑️ Alex Finlay crea personaggi tridimensionali con cui è facile empatizzare. La loro evoluzione psicologica e le loro lotte interne aggiungono uno strato di profondità che va oltre il tipico thriller.

☑️ Non è solo un romanzo di intrattenimento; è anche un’opera che invita alla riflessione su temi universali come la resilienza umana, la ricerca della giustizia e l’impatto del passato sul presente. Questo libro è una lettura imperdibile per chi cerca un’esperienza che stimoli la mente e il cuore, lasciando il lettore con molto su cui riflettere dopo aver girato l’ultima pagina.

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Siete curiosi di scoprire i misteri che si celano dietro la sua trama avvincente? Condividete le vostre impressioni e ditemi se questo thriller troverà un posto nella vostra lista di letture future. Aspetto con interesse di leggere i vostri pensieri e discussioni! ☕️☕️🫶🏻🫶🏻☕️☕️

Recensione in collaborazione con casa editrice SEM che ringrazio per l’invio della copia cartacea.