☕️☕️☕️ Recensione di “La strada non aspetta” di Roberto Frazzetta a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️ 

Recensione di “La strada non aspetta” di Roberto Frazzetta

📑 Editore: Bertoni
📅 Pubblicato il: 26 maggio 2023
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 284

Sinossi

Riccardo Masi è un capitano del ROS che in passato è stato infiltrato per anni nel clan Lo Bianco, una delle famiglie più potenti dell’Ndrangheta calabrese. In quella missione gli ideali di giustizia in cui credeva hanno iniziato a vacillare cambiandolo radicalmente. Solo grazie all’aiuto del Vecchio, misterioso personaggio dei servizi segreti, Riccardo riesce a liberarsi dalla sua posizione e chiudere con il mondo malavitoso per ritrovarsi intrappolato a capo di una squadra fantasma dei servizi, gli Evangelisti, che ha il solo scopo di svolgere azioni al limite per contrastare la piaga dell’Ndrangheta. Riccardo Masi è un uomo stanco che non ne può più di quella vita e insieme a Tania, la sua donna, ha architettato un piano per sparire e cambiare vita una volta per tutte. Un’ultima missione e poi la fuga, Riccardo non pensa ad altro. Nella squadra c’è una talpa, qualcuno sta facendo il doppio gioco. L’ispettore Antonio Ilàri ha dei sospetti e lo tiene d’occhio. Tutto è deciso quando alla vigilia della partenza, Tania sparisce misteriosamente. Mentre Riccardo inizia a cercarla la sua copertura salta a causa di un video in rete: il Clan che ha tradito è sulle sue tracce.

“In un mondo di ombre e inganni, trovare la verità è la missione più pericolosa di tutte.”
Cit. Tantilibriecaffe 

“La strada non aspetta” è un thriller avvincente che cattura l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine. La storia segue Riccardo Masi, un capitano del ROS che ha vissuto anni difficili infiltrato nel clan Lo Bianco, una delle famiglie più potenti dell’Ndrangheta calabrese. Questo periodo ha messo a dura prova i suoi ideali di giustizia, cambiandolo profondamente.

Il personaggio di Riccardo è complesso e ben sviluppato. La sua stanchezza e il desiderio di fuggire da una vita di violenza e inganni sono palpabili. La presenza del Vecchio, un enigmatico membro dei servizi segreti, aggiunge un ulteriore strato di mistero e tensione alla trama.

La squadra fantasma degli Evangelisti, di cui Riccardo è a capo, è incaricata di svolgere missioni al limite della legalità per combattere l’Ndrangheta. Tuttavia, la presenza di una talpa all’interno della squadra e la scomparsa improvvisa di Tania, la compagna di Riccardo, complicano ulteriormente la situazione.

Frazzetta mescola abilmente suspense, azione e caratterizzazione dei personaggi. Ambientato in un contesto urbano contemporaneo, il libro segue le vite intrecciate di diversi individui, ognuno con il proprio bagaglio emotivo e le proprie motivazioni. La trama avvincente tiene il lettore con il fiato sospeso mentre i personaggi affrontano sfide e dilemmi morali.

☕️ Riccardo Masi: Un uomo segnato dal passato, stanco della vita che conduce e desideroso di una via di fuga. La sua determinazione e il suo conflitto interiore sono centrali nella narrazione. Dopo aver tradito il clan, si è nascosto a Cerveteri, gestendo un pub e cercando di mimetizzarsi tra gli abitanti del paese.

☕️ Tania: La compagna di Riccardo, che condivide con lui il desiderio di una nuova vita. La sua scomparsa misteriosa aggiunge un elemento di urgenza e pericolo alla storia, spingendo Riccardo in una corsa contro il tempo per ritrovarla.

☕️ Il Vecchio: Un personaggio enigmatico e misterioso dei servizi segreti, che gioca un ruolo cruciale nel liberare Riccardo dalla sua posizione iniziale e nel guidarlo attraverso le missioni pericolose.

☕️ Antonio Ilàri: L’ispettore che sospetta la presenza di una talpa nella squadra di Riccardo e lo tiene sotto stretta osservazione, aggiungendo tensione e complessità alla trama.

La narrazione è ricca di colpi di scena, mantenendo il lettore costantemente sulle spine. La tensione raggiunge il culmine quando un video compromettente mette a rischio la copertura di Riccardo, scatenando una caccia all’uomo da parte del clan che ha tradito.

Frazzetta riesce a creare un’atmosfera di suspense e incertezza, rendendo “La strada non aspetta” una lettura imperdibile per gli amanti del genere thriller. La combinazione di azione, intrighi e personaggi ben delineati rende questo libro un’esperienza coinvolgente e memorabile. La scrittura fluida e vivida dell’autore trasporta il lettore direttamente nelle strade della città e nelle vite dei protagonisti, facendo sembrare ogni scena come un film d’azione.

Questo libro, secondo me, è destinato agli appassionati di thriller e noir, in particolare a coloro che amano storie di infiltrati, complotti e azione adrenalinica. È ideale per chi cerca una lettura intensa e coinvolgente, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

☕️☕️ Perché leggerlo ☕️☕️: 

Il romanzo si distingue per la sua capacità di mescolare suspense, azione e una profonda caratterizzazione dei personaggi. L’autore riesce a creare un’atmosfera realistica e coinvolgente, con una trama ricca di colpi di scena e dilemmi morali. La scrittura fluida e vivida rende ogni scena palpabile, come se il lettore fosse immerso in un film d’azione. Questo libro non delude e lascia un’impronta duratura, rendendolo una lettura imperdibile per gli amanti del genere. 

Per me è un 4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Sei pronto a immergerti in un mondo di suspense e azione? Cosa faresti se fossi nei panni di Riccardo Masi, costretto a fuggire da un passato che non vuole lasciarlo andare? Scopri come si sviluppa questa avvincente storia e lasciati trasportare dalle emozioni e dai colpi di scena!!! 

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

☕️☕️☕️ Recensione di “Insondabile destino” di Anna Ferrari a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️ 

☕️☕️☕️ Recensione di “Insondabile destino” di Anna Ferrari

📑 Editore: PubMe
📅 Pubblicato il: 6 marzo 2023
📜 Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 233

Sinossi

Il ritmo del romanzo è impostato dalla citazione della profezia dell’Oracolo di Delfi “Conosci te stesso”, che segna anche l’inizio della storia. Insieme ad altri reperti della civiltà Celtica, viene rinvenuto un misterioso taccuino, scritto in caratteri e simboli sconosciuti, fatto straordinario, perché i Celti non conoscevano la scrittura. Il ritrovamento, per uno scherzo del destino, si immette sulla stessa strada che hanno intrapreso due valenti e affascinanti ricercatori, Niccolò Malcovati, russista di fama, e Beatrice Sensi, esperta internazionale di simbologia e semiotica.

Dovresti leggere questo libro se ami i #romanzistorici con un tocco di #mistero, se ti piacciono le storie ben costruite con personaggi affascinanti, e se apprezzi una narrazione che intreccia abilmente passato e presente. Questo libro offre un #viaggio emozionante attraverso il #tempo, arricchito da dettagli storici e culturali che lo rendono unico.

Insondabile destino è un romanzo che cattura l’attenzione dei lettori per diversi motivi, per me sicuramente i più interessanti sono questi:

  • Mistero Avvincente: La scoperta di un taccuino celtico enigmatico e la sua decifrazione creano una trama ricca di suspense e colpi di scena.
  • Ambientazione Storica: L’accuratezza storica e le descrizioni dettagliate trasportano i lettori in epoche passate, rendendo la lettura un’esperienza immersiva.
  • Personaggi Complessi: I protagonisti, Beatrice e Niccolò, sono ben sviluppati e le loro storie personali aggiungono profondità alla narrazione.
  • Temi Universali: Il libro esplora temi come l’amore, il destino, e le relazioni familiari, offrendo una vasta gamma di emozioni.
  • Stile Elegante: La scrittura raffinata di Anna Ferrari rende la lettura piacevole e coinvolgente.

Sicuramente un romanzo che intreccia abilmente passato e presente, portando i lettori in un viaggio affascinante attraverso i secoli. La storia inizia con la scoperta di reperti celtici in Pannonia, tra cui un taccuino misterioso che necessita di essere decifrato. Questo ritrovamento coinvolge Beatrice Sensi, una semiologa, e Niccolò Malcovati, uno studioso di slavistica.

La narrazione si sviluppa su due piani temporali: il presente, dove Beatrice e Niccolò lavorano insieme per svelare i segreti del taccuino, e l’epoca celtica, che segue le vicende di Liam, un druido, e Gwyny, una giovane destinata a diventare druidessa. Nonostante i secoli che le separano, le storie di Beatrice e Gwyny si intrecciano, mostrando come entrambe le donne siano artefici del proprio destino. Il romanzo è ricco di dettagli storici e culturali, con una trama intricata ma ben costruita. 

(P.S. La trama è davvero molto complessa e intricata, è un romanzo che mette alla prova la nostra attenzione, più volte ho dovuto rileggere alcuni passaggi per comprendere appieno il contenuto e le circostanze…. Per questo motivo non lo consiglio ai lettori che cercano un romanzo easy o passatempo). 

L’autrice dimostra una profonda conoscenza delle tradizioni celtiche e russe, creando un’ambientazione vivida e coinvolgente. Le descrizioni dettagliate e i riferimenti al folklore celtico aggiungono profondità alla narrazione, rendendo il mondo descritto nel libro affascinante e realistico. Le storie d’amore, sia antiche che moderne, sono sviluppate con cura, mostrando le sfide e le emozioni dei personaggi. La relazione tra Beatrice e Niccolò evolve in modo naturale, passando da un legame intellettuale a una passione travolgente, sempre narrata con eleganza.

Un libro che consiglio come ripeto a un pubblico maturo e che ama storie intrecciate con passato e presente e soprattutto dettagli storici. Una scrittura elegante e imperdibile per amanti del genere 

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Sono molto grata all’autrice per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo.

☕️☕️☕️ Recensione di: “Gli irredenti. Una cruda vicenda di periferia” di Marco Avonto a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️ 

☕️☕️☕️ Recensione di: “Gli irredenti. Una cruda vicenda di periferia” di Marco Avonto

📑 Editore: Morellini 
📅 Pubblicato il: 14 aprile 2022
📜 Formato: Copertina flessibile 
📃 Numero di pagine: 272

Parto a razzo 🚀 dicendovi che era tantissimo tempo (ED ERA ORA!!!), che non leggevo un libro così straordinario, straordinario nel suo genere: credo si collochi bene nella narrativa noir. Un autore emergente con una marcia in più, con una scrittura e una storia straordinaria che farà molta, ma molta strada…!!!!! E io raramente mi sbaglio!!! 

Gli Irredenti è veramente molto crudo e viscerale. Un libro che ti scava dentro. Io ogni 40-50 pagine circa dovevo metterlo giù e distrarmi con qualcos’altro perché è veramente molto disturbante. La scrittura di Avonto è così palpabile e intensa che ti catapulta dentro il romanzo, e vi dico, in certi momenti è veramente tosta. 

Ma andiamo con ordine… La trama: 

La storia inizia nel 1997 a Borgo Alamo, un piccolo paese di provincia. Pietro, un adolescente introverso, scopre accidentalmente una relazione segreta tra Tommaso Pastore, detto il Bue, figlio del sindaco, e un altro ragazzo del paese. Temendo che la sua relazione venga scoperta, il Bue affoga Pietro e cerca di comprare il silenzio del suo amante. Il sindaco, per proteggere il figlio, decide di trovare un capro espiatorio. Contatta Landi, un alcolizzato con un figlio disabile, offrendogli denaro per incolpare il proprio figlio della morte di Pietro. Tuttavia, il piano fallisce e il Bue finisce in prigione. La narrazione si sposta poi al 2017, quando il Bue esce di prigione e cerca una possibilità di redenzione. Incontra Chiara, la figlia di un’altra “marginale” del paese, e tra i due si sviluppa un legame fragile ma significativo. Questo rapporto rappresenta l’unica speranza di redenzione per i personaggi del romanzo, che devono affrontare le conseguenze delle loro azioni passate. 

Il messaggio principale di “Gli irredenti” ruota attorno ai temi della colpa, della redenzione e delle conseguenze delle azioni umane. Il romanzo esplora come le scelte e i segreti dei personaggi influenzino non solo le loro vite, ma anche quelle delle persone intorno a loro.

Attraverso la storia di Pietro, del Bue e degli altri abitanti di Borgo Alamo, Avonto mette in luce le difficoltà della vita in periferia e le complesse dinamiche sociali e familiari. Il libro invita i lettori a riflettere su come le azioni, anche quelle compiute per paura o disperazione, possano avere ripercussioni durature e spesso devastanti. Inoltre, il romanzo offre uno sguardo sulla possibilità di redenzione e di cambiamento, suggerendo che, nonostante gli errori del passato, c’è sempre una possibilità di riscatto e di costruire un futuro migliore.

Sono rimasta veramente scossa dall’abilità dell’autore nel calarsi visceralmente nelle vicende dei personaggi e nella vita della periferia. Sembra quasi che racconti dall’interno, come se il libro fosse nato direttamente della strada. La sua scrittura è così autentica e cruda che riesce a trasmettere perfettamente le emozioni e le difficoltà quotidiane di chi vive in quei contesti.

I personaggi principali sono: 

☕️ Pietro. Un adolescente introverso che scopre accidentalmente la relazione segreta tra Tommaso Pastore (il Bue) e un altro ragazzo. La sua scoperta lo porta a essere vittima di un omicidio per mano del Bue. 

☕️ Tommaso Pastore (il Bue). Figlio del sindaco di Borgo Alamo, è coinvolto in una relazione segreta con un altro ragazzo del paese. Per evitare che la sua relazione venga scoperta, affoga Pietro e cerca di comprare il silenzio del suo amante. Dopo essere stato incarcerato, cerca una possibilità di redenzione una volta uscito di prigione. 

☕️ Il Sindaco. Padre del Bue, cerca di proteggere il figlio a tutti i costi. Per farlo, contatta Landi e gli offre denaro per incolpare il proprio figlio della morte di Pietro. 

☕️ Landi. Un alcolizzato con un figlio disabile, viene contattato dal sindaco per incolpare il proprio figlio della morte di Pietro in cambio di denaro. Tuttavia, il piano fallisce e il Bue finisce in prigione. 

☕️ Chiara. Figlia di un’altra “marginale” del paese, incontra il Bue dopo che questi esce di prigione. Tra i due si sviluppa un legame fragile ma significativo, che rappresenta l’unica speranza di redenzione per i personaggi del romanzo. 

Questi personaggi sono al centro della trama e le loro azioni e interazioni esplorano temi di colpa, redenzione e le difficoltà della vita in periferia. La narrazione si sviluppa attraverso i loro punti di vista, offrendo una visione complessa e sfaccettata delle dinamiche sociali e familiari del loro ambiente.

Il titolo “Gli irredenti” di Marco Avonto è strettamente legato alla trama e ai temi principali del romanzo. Si riferisce a coloro che non sono stati salvati o redenti. Nel contesto del romanzo, rappresenta i personaggi principali che vivono ai margini della società, intrappolati in una realtà di degrado, povertà e disperazione. Il titolo allude anche a una rinuncia programmatica a una narrazione consolatoria. Il romanzo non offre soluzioni facili o finali felici, ma presenta una visione cruda e realistica della vita in periferia. 

  1. Crudo
  2. Realistico
  3. Toccante

Questi aggettivi catturano l’essenza del romanzo. 

Il finale lascia spazio alla riflessione, invitando il lettore a considerare le tematiche di colpa, redenzione e le complessità della vita in periferia. Un libro imperdibile, un 5/5 pieno pieno 

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo. 

INTERVISTA a Serenella Galdiolo a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️  

INTERVISTA a Serenella Galdiolo

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Serenella?

Sono una donna come ce ne sono tante, madre separata, lavoratrice, che ha un sogno: scrivere. La vita, come per molti di noi, non è stata facile ma focalizzarmi sul mio obiettivo mi ha aiutata a superare le difficoltà con grinta.    

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Scrivo fin da bambina per cercare di trasmettere emozioni, a volte anche crude, ma vere. Ho sempre cercato di usarlo come strumento anche a scopi benefici, devolvendo a enti che si occupano di malati. Con poco e senza risorse economiche sono riuscita a fare molto  e sono felice di ciò.        

✔️ Parliamo del tuo romanzo “L’amore dopo i cinquant’anni”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

L’amore dopo i cinquant’anni parla della ricerca del sentimento vero e sincero di una over 50, che si ritrova in un secolo mordi e fuggi, che ha poco tempo per rimettersi in gioco tra mille incombenze, con la giusta dose di autoironia e buon senso dell’età matura ormai arrivata.      

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

I valori che vorrei portare all’attenzione sono la vera limpidezza nell’amicizia e nell’amore, rare da trovare oramai e la capacità di prendersi in giro quel tanto per sorridere alle delusioni sentimentali senza spegnersi. L’idea è nata dal mio percorso di mamma separata che crede ancora nell’amore e tenta tutte le strade per arrivare in cima alla vetta, imparando nel mentre a perdonarsi e a volersi bene un po’ di più come merita. Il genere di pubblico può essere ampio, perché le delusioni in amore ci sono ad ogni età per uomini e donne. Ci  accomuna comunque il non arrendersi e il saper voltare pagina ironizzando, con maestria. 

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!

La copertina è creata da Rossini editore proprio come la volevo io, un portone di un castello, dove risiede la favola a lieto fine, e quel tocco di rosa che ricorda l’abito della fanciulla nelle fiabe. La correzione è stata supportata da un editor e da me, che intanto frequento corsi all’università della terza età per migliorarmi. La casa editrice ha svolto la parte finale.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

L’ispirazione per le mie storie sono sprazzi di vita vera, situazioni a volte esilaranti o tristemente attuali negli incontri di persone sole alla ricerca dell’anima gemella, anche quando le candeline hanno coperto tutta la torta. Vita reale romanzata e resa divertente agli occhi di chi legge per fare capire che la vita è bella comunque, anche se a tratti ci ritroviamo soli.  

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Il mio libro lo vedo ironico ma dalle sfumature dolci amare.       

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Amo qualsiasi autore che proponga storie di donne da tutto il mondo, spaccati di storie vere di donne di diverse origini ma con la stessa voglia di lottare per affermarsi.     

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

Mi pubblicizzo come posso, come tanti autori amatoriali sconosciuti che vivono del proprio stipendio e non hanno grosse somme da investire , col passa parola, canali web, presentazioni in biblioteche e enti in zona, interviste. 

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Ora mi sto dedicando ad un romanzo da devolvere ad una associazione veneta per la lotta alla violenza alle donne, il ricavato sarà per loro e sono entusiasta.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Dovreste leggere il mio libro perché si ride, ne abbiamo tanto bisogno, di riflettere sull’amore che si riversa troppo spesso sugli altri e troppo poco verso se stessi.

Recensione di “Il turno di notte” di Alex Finlay a cura di Tantilibriecaffe  

Recensione di “Il turno di notte” di Alex Finlay

📘 Editore: Blues SEM 
📆 Data di pubblicazione: 18 ottobre 2023
📚 Copertina flessibile: 336 pagine

Il mondo spezza tutti quanti e poi molti sono forti nei punti spezzati.
ERNEST, HEMINGWAY, Addio alle armi

“Il turno di notte” di Alex Finlay è un thriller che cattura l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine, grazie a una trama intricata e a personaggi ben delineati. La storia si apre con un evento traumatico che lascia un’impronta indelebile sulla vita dei protagonisti e si sviluppa in un arco temporale di quindici anni, creando un legame tra passato e presente che tiene il lettore incollato fino all’ultima pagina.

Ella, la sopravvissuta al massacro del Blockbuster, è un personaggio che incarna la resilienza umana di fronte a eventi devastanti. La sua lotta per superare il trauma e la sua determinazione a scoprire la verità sono palpabili e rendono la sua storia personale un elemento centrale del romanzo. Chris, il fratello del sospettato latitante, aggiunge un ulteriore livello di complessità alla narrazione, portando il lettore a riflettere sulla giustizia e sulla lealtà familiare. Infine, Sarah Keller, l’agente speciale dell’FBI, rappresenta la figura dell’investigatore tenace e intuitivo, che deve districarsi tra segreti e bugie per arrivare alla verità.

Lo stile di scrittura di Finlay è fluido e coinvolgente, con una narrazione in terza persona che permette di esplorare i pensieri e le emozioni dei personaggi, mantenendo un ritmo serrato e una tensione costante. La suspense è ben dosata e il lettore è costantemente stimolato a mettere insieme i pezzi del puzzle. Nel panorama dei thriller polizieschi pubblicati nel 2024, “Il turno di notte” si distingue per la sua capacità di intrecciare temi profondi come la sopravvivenza, la ricerca della giustizia, il peso del passato, i segreti e le bugie, e la resilienza e speranza. Questi temi sono trattati con sensibilità e profondità, rendendo il libro non solo un’opera di intrattenimento, ma anche una riflessione sulle sfide umane.

Personalmente, ho apprezzato la complessità dei personaggi e la struttura della trama, che si sviluppa su più livelli e offre colpi di scena inaspettati. Il finale è soddisfacente e lascia il lettore con una sensazione di chiusura, pur mantenendo un certo grado di ambiguità che stimola la riflessione. “Il turno di notte” è un libro che consiglierei sicuramente agli appassionati di thriller, in particolare a coloro che apprezzano storie che esplorano la psicologia umana e i dilemmi morali.

Il titolo “Il turno di notte” è molto evocativo e si adatta perfettamente al genere thriller del libro. Ecco alcuni motivi per cui lo trovo un titolo efficace:

☕️ Mistero: Il turno di notte è spesso associato a un senso di isolamento e mistero, elementi che si riflettono nella trama del libro.

☕️ Atmosfera: Evoca immediatamente un’atmosfera oscura e tesa, che prepara il lettore al tipo di storia che sta per immergersi.

☕️Simbolismo: Il titolo può simboleggiare i periodi bui della vita dei personaggi, in particolare le ore notturne in cui si svolgono gli eventi cruciali del romanzo.

☕️Curiosità: Stimola la curiosità del lettore, invitandolo a scoprire cosa accade durante questo turno di notte e chi sono i protagonisti coinvolti.

In generale, il titolo funge da perfetto preludio alla storia di suspense e mistero che Alex Finlay ha intessuto, attirando l’interesse e la curiosità del lettore fin dall’inizio.

Concludendo “Il turno di notte” è un libro intrigante, coinvolgentee imprevedibile. Ecco tre motivi per cui dovresti considerare di leggerlo: ☑️ Se sei un appassionato di storie che ti tengono con il fiato sospeso, questo libro offre una trama densa di colpi di scena e misteri da risolvere.

☑️ Alex Finlay crea personaggi tridimensionali con cui è facile empatizzare. La loro evoluzione psicologica e le loro lotte interne aggiungono uno strato di profondità che va oltre il tipico thriller.

☑️ Non è solo un romanzo di intrattenimento; è anche un’opera che invita alla riflessione su temi universali come la resilienza umana, la ricerca della giustizia e l’impatto del passato sul presente. Questo libro è una lettura imperdibile per chi cerca un’esperienza che stimoli la mente e il cuore, lasciando il lettore con molto su cui riflettere dopo aver girato l’ultima pagina.

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Siete curiosi di scoprire i misteri che si celano dietro la sua trama avvincente? Condividete le vostre impressioni e ditemi se questo thriller troverà un posto nella vostra lista di letture future. Aspetto con interesse di leggere i vostri pensieri e discussioni! ☕️☕️🫶🏻🫶🏻☕️☕️

Recensione in collaborazione con casa editrice SEM che ringrazio per l’invio della copia cartacea. 

🎤🎤🎤 INTERVISTA a Anna Ferrari a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️☕️☕️

🎤🎤🎤 INTERVISTA a Anna Ferrari

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Anna? 

Domanda da un milione di dollari. E li darei più che volentieri se qualcuno mi desse la risposta! Anna è anzitutto Anna, con la sua storia “epica”. Poi è una scrittrice e un’amante delle parole, un’insegnante di lingue straniere con una formazione classica che continua a nutrire, una critica letteraria, una donna libera e indipendente, una mamma e una compagna nel senso più ampio del termine, un’innamorata degli animali (cani, gatti, tartarughe, cavalli…). Poi ci ce ne sarebbero altre, di personalità, ma non finiremmo più. Come con tutti i Gemelli dipende da quale angolo li guardi!

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato appena ho imparato a leggere l’alfabeto! Ho dei flash in cui vedo i racconti che scrivevo: un campo con fiori giganteschi e coloratissimi, dove mi ero intrufolata di nascosto e non trovavo più l’uscita. Un deserto infuocato attraversato da un cavaliere e una principessa in un castello, con lunghissimi capelli biondi, prigioniera di una strega malvagia. Infantili, certo, ma trovarcisi dentro è divertente. Ho poi continuato, ho scritto anche per case editrici come editor, revisore, traduttore, intanto tenevo un diario (ne ho una ventina). Senza saperlo scrivevo la mia vita. Per trovare il coraggio di far sentire la mia voce ho dovuto… diciamo che ho dovuto guadagnarmelo! Il messaggio fondante di tutte le parole che ho messo e metto su carta è la memoria, il ricordo. La memoria dà l’illusione di eternità, o forse “è” l’eternità. Inoltre, noi siamo i nostri ricordi, e grazie a essi possiamo costruire il nostro destino. Faber est suae quisque fortunae, ognuno è artefice del proprio destino.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Insondabile destino”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Il mio primo amore! Insondabile destino ha un significato molto particolare: è nato quando ho avuto la meglio sull’oscurità che mi aveva catturato l’animo, e ha segnato la nascita di Anna scrittrice. Non so, stavo passeggiando con il mio Hazel nel parco vicino a casa mia, vedevo attorno a me colline, prati verdi, tigli, robinie. Mi ricordavano tanto il paese di mia nonna, Cella di Varzi, dove ho trascorso una fantastica adolescenza. Ci sono tornata per l’estate. La suggestione del posto, le origini celtiche della zona, la mia passione per i miti, e la voglia di raccontare una storia avvincente di una donna straordinaria mi ha letteralmente preso la mano e in tre mesi ha finito la prima bozza. Scrivevo ogni giorno: al mattino a penna sfera sul quaderno, di pomeriggio con Hazel mettevo a posto il seguito e lo registravo, poi ricopiavo a computer e facevo un primo editing (è il mio usuale metodo di scrittura). Devo ringraziare tutti coloro che mi hanno inviato recensioni bellissime, che mi hanno riempito il cuore. Chi vuole le può leggere sul mio sito http://www.anna-ferrari.com

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Tra le tematiche che sento più vicine non possono mancare l’amore per lo studio, la conoscenza; il grande rispetto per gli animali; la ricerca di sé e della consapevolezza; il valore della pazienza e dell’umiltà, della fatica; la responsabilità della scelta, l’onestà interiore e intellettuale. Tutto ciò poi è sempre inserito nella concezione della vita come creazione personale, e quindi di ricordo. Mi sono poi divertita a usare le mie conoscenze sulla relazione tra fantastico e musica, l’importanza dell’amore e, naturalmente, il binomio amore-thanatos. Ah, dimenticavo, ci ho spruzzato anche un po’ di lettera russa, così, per aggiungere sapore! Sono tutte suggestioni che accompagnano la lettura, non la prevaricano, sono quelle che sento io, magari altri lettori ne vedranno solo alcune, o altre che io non ho visto. Sono come immagini che nascono spontaneamente, non una sovrastruttura soffocante. La cosa più bella che mi hanno detto è che “non riuscivano a mettere giù il libro” e che, talvolta, erano così tanto “dentro” la storia che non sapevano più se fossero in mezzo ai druidi o a casa propria!

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!

La copertina è merito dei grafici della casa editrice Monna Lisa, che fa parte di PubMe. Sono stata molto soddisfatta quando ho visto tutti i simboli celtici e magici al posto giusto: le rune sulla chioma infuocata della quercia, la quercia stessa, albero sacro dei Celti e simbolo dell’albero della via della mitologia Yggdrasil. La copertina simboleggia così un destino tutto da scoprire, da inventare. Per la revisione mi sono sempre affidata alla casa editrice, che si dimostrata assai competente e creativa.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Da quello che vedo accadere attorno a me, da quello che leggo, da immagini che mi si infilano in testa.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

Avvincente, misterioso, appassionato. 

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Leggere in pratica è la mia vita. Oltre ai ricordi meravigliosi degli autori Greci e Latini, i quali però fanno solo da guida, ho una vera e propria adorazione per Antonia S. Byatt, Paul Auster, Balzac, Tolstoj e Dostoevskij. Potrei poi citare Emily Dickinson, Marina Cvetaeva, John Donne. Su questi tra poeti ho scritto degli articoli che ritengo assai interessanti sul mio blog, e su Marina Cvetaeva, beh, non ne posso ancora parlare, ma ho in serbo un grande progetto per lei!

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo? 

Oggi è molto importante. A ben veder lo era anche in passato: Kafka pagò perché dei critici parlassero dei suoi libri. Pirandello parlava a tutti dei suoi scritti. In passato forse c’era più “solidarietà interessata” tra gli artisti, nel senso che contribuivano al passaparola. Oggi non si può pensare di fare lo scrittore se non si conosce il marketing, o non ci si affida a una buona squadra di marketing. Ci sono troppi libri, e non c’è più quella solidarietà di cui parlavo. Ognuno combatte per sé e che grida più forte, viene ascoltato. Il “più forte” non è sguaiatezza, ma “migliore qualità”, narrativa e di contenuti.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Eccome! Ben tre. Un romanzo famigliare, un fantasy ambientato nel Rinascimento inglese, e una raccolta di racconti “Storie notturne”.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Come perché? Perché è me-ra-vi-glio-so, imperdibile, straordinario, colto, ricco di informazioni e di suggestioni, perché i personaggi attraggono le identificazioni, essendo persone “comuni”, con sentimenti comuni, anche se sono druidi. Perché dentro c’è e si sente tutta la mia passione, perché raramente si incontrano storie così accattivanti. E l’amore? Poteva mancare l’amore? Non sia mai, un amore dolce, passionale, tra e un uomo e una donna così affascinanti… E litigiosi!

RINGRAZIO PER LA COLLABORAZIONE L’AUTRICE ✍️ 

INTERVISTA a Caterina Pederzoli a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️  

INTERVISTA a Caterina Pederzoli

✔️ Buongiorno e benvenuta, parlaci un po’ di te, chi è Caterina?

Sono un’insegnante e da giugno scorso mi sono specializzata sul sostegno agli studenti con disabilità. Adoro leggere e scrivere: sono un’acquistatrice compulsiva di libri, ne ho ovunque e le librerie di casa non bastano mai! Prediligo la musica rock e heavy metal, i concerti e le feste della birra.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Ho iniziato nel 2017; poiché mi è sempre piaciuto leggere mi sono chiesta se sarei stata in grado di scrivere, così ci ho provato: nel 2020 ho pubblicato il mio primo romanzo “Il Mondo dei matematici” e nel 2023 “Dieci anni”. Ai miei lettori vorrei trasmettere la passione per la lettura che è qualcosa di meraviglioso, ti permette di sognare, di viaggiare, di vivere esperienze sempre nuove ovunque tu sia: al tavolino di un bar, durante la pausa pranzo dal lavoro, su uno sdraio in spiaggia, in treno, sul divano di casa.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “Dieci anni”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Il romanzo narra la storia di Andrea Giovanardi, un uomo di quarant’anni, che si risveglia dopo trentadue giorni di coma: è stato vittima di un grave incidente d’auto che gli ha procurato la perdita della memoria. Il conducente dell’altra auto si è dileguato, è stata aperta un’inchiesta, ma la polizia brancola nel buio. Da quel momento Andrea, chiuso tra le mura dell’ospedale, cerca di tornare in possesso dei suoi ricordi: mentre lentamente riprende le redini della sua vita, ciò che affiora lo trascina in una realtà subdola e pericolosa. L’idea per questo romanzo è nata durante una corsa: mentre mi rilassavo facendo jogging, ho iniziato a pensare ad una nuova storia per un romanzo. Al termine dell’allenamento era quasi completa, assieme al nome del libro e a buona parte dei personaggi. L’incidente d’auto citato nel libro è proprio ambientato nel tratto di strada dove normalmente mi alleno.

✔️ Quali valori sono contenuti e a che genere di pubblico è indirizzato?!

Il protagonista è cinico, disilluso, anaffettivo e opportunista: incolpa la madre, che ha abbandonato lui e il padre, di essere la causa della sua incapacità di instaurare relazioni “sane”. Nel libro piuttosto che la presenza di valori, salta all’occhio l’assenza di uno dei più importanti: la famiglia. Per la storia e i contenuti è una lettura più adatta ad un pubblico adulto.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!

L’immagine di copertina e quelle sul retro le ho realizzate io: ho scattato alcune foto della campagna e della strada dove ha luogo l’incidente citato nel libro. Della revisione del libro se ne è occupato il mio editore, la Casa Editrice il Filo di Arianna.

✔️ Da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri?

Prevalentemente da ciò che leggo, la lettura favorisce la creatività, ma anche dalla visione di film o da vicende della vita quotidiana.

✔️ Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo quali sarebbero?

DIVERTENTE, MISTERIOSO, AVVINCENTE.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Leggere è il mio passatempo preferito. Amo i thriller, i gialli e i romanzi storici, ma leggo di tutto, dai classici (Jane Austin, Emily Brontë, Gustave Flaubert, Maurice Leblanc, Arthur Conan Doyle, John Edward Williams), ai romanzi contemporanei (Valérie Perrin,  Elizabeth Strout, ConnIggulden, James Clavell); è sufficiente un dettaglio della copertina, una parola o la frase dello strillo, una dedica e inevitabilmente mi ritrovo ad acquistare l’ennesimo libro;non esco mai da una libreria a mani vuote.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Sì, ci sto già pensando, a breve mi rimetto al lavoro. Questa volta l’ispirazione è nata al supermercato.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo romanzo?

Beh, ve l’ho detto prima, perché è divertente, misterioso e avvincente! : )

Intervista in collaborazione con autrice ✍️ 

☕️☕️☕️ Recensione di: “Quattro aure unite da una luce bianca” di Lorenzo Tramontana a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️

☕️☕️☕️ Recensione di: “Quattro aure unite da una luce bianca” di Lorenzo Tramontana

📑 Editore: Porto Seguro
📅 Pubblicato il: 17 dicembre 2022
📜 Formato: Copertina flessibile
📃 Numero di pagine: 295

Sinossi

Tra loro si era perso ogni contatto, e per nove anni non erano riusciti a ritrovarsi. Questo fino al terzo anno di liceo: per uno strano caso del destino Lorenzo, Edoardo, Annalisa e Rosa si ritrovano insieme. Grazie a una foto conservata da Lorenzo, i quattro amici si riconoscono e cercano di recuperare il tempo perduto che hanno vissuto distanti. Ma è stato proprio il fato a riunirli, oppure c'è qualcosa che sfugge al loro giudizio? Rapimenti misteriosi, scoperte terribili e avventure rocambolesche: la vita dei quattro amici è destinata a cambiare per sempre, mentre silente la sorte imperscrutabile li attende.

E con il POV di Lorenzo, proprio come nel romanzo in cui lui ci guiderà e ci racconterà gli avvenimenti, parto subito con la mia recensione bella 🤩 succulenta e carica di informazioni. Partiamo proprio dai protagonisti…

Personaggi principali:

☕️ Lorenzo: è il cuore del gruppo, sempre pronto a sostenere i suoi amici. Dopo anni di separazione, è lui a riconoscere gli altri grazie a una vecchia foto. La sua determinazione e il suo spirito di leadership sono fondamentali nelle loro avventure. Lorenzo è anche un personaggio complesso, con un passato che lo ha segnato profondamente, rendendolo a volte vulnerabile ma sempre coraggioso.

☕️ Edoardo: intelligente e riflessivo, Edoardo è il cervello del gruppo. La sua capacità di analizzare le situazioni e trovare soluzioni creative è spesso ciò che salva i suoi amici nei momenti di difficoltà. Edoardo è anche molto sportiva e ama le attività all’aperto, il che lo rende sempre pronto per qualsiasi avventura. La sua determinazione e il suo coraggio sono contagiosi.

☕️ Annalisa: con il suo carattere forte e, Annalisa è la forza del gruppo. Non ha paura di affrontare pericoli e sfide, e la sua lealtà verso i suoi amici è incrollabile. Annalisa coltiva una passione per la moda.

☕️ Rosa: dolce e sensibile. La sua empatia e la sua capacità di comprendere i sentimenti degli altri la rendono un punto di riferimento emotivo per i suoi amici. Rosa ha una grande passione per la lettura e la scrittura, e spesso usa queste abilità per comunicare e risolvere conflitti. La sua gentilezza e la sua sensibilità sono fondamentali per mantenere l’armonia nel gruppo.

I temi trattati sono molteplici e importanti soprattutto nello spettro adolescenziale: abbiamo l’amicizia, il ritrovarsi, l’adolescenza stessa, l’amore… e perché no? Un pizzico di mistero.

Per quanto riguarda l’amicizia il romanzo esplora profondamente questo valore mostrando come i legami tra Lorenzo, Edoardo, Annalisa e Rosa si rafforzano nonostante gli anni di separazione. La loro capacità di ritrovarsi e sostenersi a vicenda è un tema centrale che risuona con il lettore.

Se parliamo del “ritrovarsi” è un tema che sussiste nel momento in cui i quattro ragazzi, dopo anni di separazione, si ritrovano. È trattato con sensibilità, mostrando le difficoltà e le gioie del ricongiungimento. Questo tema è particolarmente rilevante per chi ha vissuto esperienze simili nella propria vita.

La storia si svolge durante l’adolescenza dei protagonisti, un periodo di crescita e scoperta. Le sfide e le esperienze tipiche di questa fase della vita sono rappresentate in modo realistico e coinvolgente. Anche l’amore, in diverse forme, è un tema presente nel romanzo. Le relazioni tra i personaggi sono complesse e sfaccettate, aggiungendo profondità alla narrazione.

E infine gli elementi misteriosi, come i rapimenti e le scoperte terribili, aggiungono suspense e mantengono alta l’attenzione del lettore. Questi misteri sono intrecciati con la trama principale, creando un’atmosfera intrigante.

Lorenzo Tramontana ha uno stile di scrittura fluido e coinvolgente, capace di mantenere alta l’attenzione del lettore dall’inizio alla fine. La sua prosa è ricca di descrizioni vivide che permettono al lettore di immergersi completamente nell’universo del romanzo. Tramontana utilizza un linguaggio accessibile ma evocativo, che rende la lettura piacevole e scorrevole. I dialoghi tra i personaggi sono realistici e ben costruiti, contribuendo a delineare le loro personalità e a far emergere le dinamiche del gruppo. Inoltre, l’autore è abile nel creare suspense e tensione, dosando sapientemente i colpi di scena per mantenere il lettore sempre sul filo del rasoio.

Personalmente ho apprezzato la trama avvincente e i personaggi ben delineati. Tuttavia l’unico difetto, sempre a mio parere personale, è la questione che il romanzo sembri essere scritto e adattato principalmente per un pubblico adolescente, il che potrebbe far sentire un lettore adulto leggermente fuori luogo.

4/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Comunque ricordate, questo è solo il primo libro della saga! Per scoprire come proseguiranno le avventure di Lorenzo, Edoardo, Annalisa e Rosa, non perdetevi il prossimo romanzo: “Fratelli di un altro mondo”

⚠️⚠️⚠️ A causa di problemi legati alla casa editrice, il libro non è acquistabile, però è possibile contattare l’autore, il quale può procurarvi un copia a prezzo scontato ⚠️⚠️⚠️

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo.

☕️☕️☕️ Recensione di: “E ora puoi baciare la fotografa” di Giovanna Pappalettera a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️

☕️☕️☕️ Recensione di: “E ora puoi baciare la fotografa” di Giovanna Pappalettera

📑 Editore: Blueberry Edizioni
📅 Pubblicato il: 13 luglio 2023
📜 Formato: Copertina flessibile
📃 Numero di pagine: 214

Questo romanzo racconta la storia di Aurora, una fotografa di matrimoni di successo che vive in una tranquilla provincia del centro Italia. Nonostante la sua carriera brillante, Aurora sente che manca qualcosa nella sua vita. Questo vuoto diventa evidente quando un vecchio amico d’infanzia, Filippo, la contatta per un lavoro. Filippo, ora un uomo affascinante e di grandi valori, sta per sposare Penelope e chiede ad Aurora di essere la fotografa del matrimonio. Mentre lavorano insieme, Aurora si rende conto di provare sentimenti per Filippo, ma cerca di mantenere la professionalità e di non oltrepassare i limiti imposti dalle circostanze. Tuttavia, la situazione si complica quando la futura sposa offre ad Aurora un’opportunità inaspettata, mettendo alla prova le sue convinzioni e i suoi sentimenti.

Giovanna Pappalettera è un’autrice che riesce a toccare corde profonde con la sua scrittura. I suoi libri spesso esplorano temi personali e universali, offrendo una prospettiva autentica e riflessiva sulla vita. La sua capacità di raccontare storie con empatia e sincerità la rende una voce unica nel panorama letterario italiano. Prima di questo romanzo ho letto anche: “Io, nonostante tutto, sono viva” e l’ho trovato molto profondo.

“Ritornando al secondo matrimonio di mia madre, fu proprio quello il giorno in cui decisi cosa fare della mia vita. Ero ferma davanti alle porte di una chiesetta sconsacrata, usata dal comune per celebrare i matrimoni civili. Stavo lì in contemplazione, con il mio bel vestito lilla, quando un’idea mi colse all’improvviso, travolgendomi completamente e lasciandomi un sorriso ebete stampato in volto. Osservavo mia madre scendere dall’auto, voltarsi verso gli ospiti, sorridere in lacrime, prendere la mano del suo futuro marito e tutto mi fu più chiaro: avrei partecipato sempre a momenti incantevoli come quelli perché la mia professione sarebbe stata fare la fotografa ai matrimoni. Avrei cercato il nome di una grande associazione di wedding planner e avrei mandato il mio curriculum…”

L’autrice esplora una varietà di temi nei suoi libri, spesso intrecciando elementi personali e universali. Alcuni dei temi comuni includono:

☕️ Introspezione e crescita personale.

I suoi personaggi spesso affrontano viaggi interiori, esplorando le proprie emozioni e sfide personali.

☕️ Relazioni e sentimenti.

Le dinamiche delle relazioni umane, sia romantiche che familiari, sono centrali nelle sue storie.

☕️ Resilienza e speranza.

Molti dei suoi libri trattano la capacità di superare le difficoltà e trovare speranza anche nelle situazioni più difficili.

☕️ Aspetti psicologici.

L’autrice ha una particolare attenzione per l’aspetto psicologico dei suoi personaggi, analizzando profondamente le loro motivazioni e stati d’animo.

☕️ Riflessioni sulla vita quotidiana.

Le sue opere spesso includono riflessioni sulla vita quotidiana e sulle sfide che essa presenta, offrendo una visione personale e autentica.

Questi temi rendono i suoi libri profondi e coinvolgenti, capaci di toccare corde emotive nei lettori.

«Come fa a sapere che stavo provando proprio questa sensazione?», gli chiese tutto d’un fiato. L’anziano signore si girò dalla sua parte trafiggendola con il chiarore dei suoi occhi e le sorrise: «Perché ha quello sguardo e quel sospiro». «Cioè?», rispose l’altra non capendo. «Di una persona che si è un po’ persa lungo il cammino ed è esausta». Uau, ci mancava solo il nonnetto empatico, sorrise tra sé rimanendo però colpita da quelle parole. «Effettivamente», disse con voce tremante gettando gli occhi al cielo, «ultimamente non è stato un periodo semplice per me». «Ragazza mia, non è mai un periodo semplice. Cos’è la semplicità? Dov’è la serenità? Viviamo chiedendoci se tutto questo non finirà all’improvviso in un soffio. È naturale che nulla per noi possa risultare semplice». «Ha ragione, ma vede… a volte mi sembra di costruire tante belle cose e poi tutto crolla all’improvviso». Era incredibile come riuscisse a confidarsi con un perfetto estraneo. «Siamo giocatori, costruttori di castelli di carte». Aurora lo fissò a lungo senza parlare, riflettendo su quelle parole. Il signore la guardava sorridendo. «Oggi è solo una pagina delle tante pagine della vita». Il volto di Filippo comparve nei suoi pensieri. «Per quanti problemi uno creda di avere, la pagina si girerà con il soffio del vento… e della vita. Perché quindi crucciarsi quando tutto questo diventerà presto uno ieri?»

Il messaggio principale, secondo me, di questo libro, è l’importanza di seguire il proprio cuore e affrontare le sfide emotive con coraggio e autenticità. La protagonista, Aurora, si trova a dover bilanciare la sua professionalità con i sentimenti personali, esplorando temi di amore, amicizia e integrità morale. Il romanzo invita i lettori a riflettere sulle proprie scelte e a trovare la forza di essere fedeli a se stessi, anche quando le circostanze sono complicate.

«Vedi», aggiunse come se lei glielo avesse chiesto, «a noi non è dato sapere come andranno a finire le cose. Noi viviamo, proviamo sentimenti e sensazioni, senza avere la certezza di tutto quello che facciamo, abbiamo fatto o faremo. In realtà, però, il cuore sa sempre prima come agire. Quando ci poniamo una domanda il cuore ha già risposto prima ancora che si sia finita di formularla. Per questo si soffre, mia cara. Perché a volte non vogliamo accettare quello che in realtà già sappiamo».

Emotivo, introspettivo, coinvolgente…

Il finale mi ha completamente spiazzato perché… non posso spoilerare, ma non me lo aspettavo davvero. Assolutamente consigliato!!! 5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

🤍🤍🤍 Quali sono le vostre riflessioni sui dilemmi emotivi e morali che Aurora affronta nel libro? Condividete la vostra opinione sull’importanza di seguire il proprio cuore nelle situazioni difficili??? 🤍🤍🤍Non vedo l’ora di sentire i vostri pensieri!

L’autrice

Giovanna Pappalettera: Nata a Roma, laureata in Lingue, lavora come insegnante di sostegno negli istituti superiori. La passione per tutti i generi letterari l'ha aiutata molto a sviluppare la sua creatività. Ritiene importante che la mente rimanga aperta a ogni forma di ispirazione. Crede che la scrittura sia un antidoto contro il mondo. I suoi libri rispecchiano tutto il suo essere, sono influenzati da fatti personali reali, in essi vi si proietta completamente. A storie di sentimenti ha sempre unito una riflessione e una visione personale sulla vita e su quello che accade quotidianamente nel mondo. Negli anni ha pubblicato diversi romanzi in self tra cui: Un caffè, per favore. Con la Casa Editrice Alcheringa Edizioni ha pubblicato: lo, nonostante tutto sono viva.
Sono molto grata all’autrice per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo.

☕️☕️☕️ Recensione di “Senza esclusione di polpi” di Marcello Lombardi a cura di Tanti libri e troppi caffè ☕️☕️☕️

☕️☕️☕️ Recensione di “Senza esclusione di polpi” di Marcello Lombardi

📑 Editore: Youcanprint
📅 Pubblicato il: 19 ago 2019
📜 Copertina flessibile
📃 Numero di pagine: 160

“L‘umanità si prende troppo sul serio. È il peccato originale del mondo. Se l’uomo delle caverne fosse stato capace di ridere, la storia sarebbe stata diversa”.

Cit. Oscar Wilde

Sinossi

“Senza esclusione di polpi” è una raccolta di racconti umoristici nei quali, mediante una narrazione ironica, a tratti grottesca e surreale, si mette in risalto il corretto disfun- zionamento dell’esistenza terrena attraverso le pseudogesta di una moderna galleria di polpi. Allora ci si imbatte in un medico che, tradendo le attese, esegue correttamente un intervento chirurgico; in un ragazzo che, con la collaborazione del genitore, tenta di sbarcare il lunario con il crimine ottenendo un esito tragicomico; in un soldato della Seconda guerra mondiale che, con le sue paradossali peripezie, decanta l’assurdità delle guerra; in un fantaprocesso celebrato in uno studio televisivo dove il dramma di un terremoto viene oscurato dall’imperante spettacolarizzazione mediatica; in una coppia di coniugi litigiosi che credono di vivere nella realtà ma che si ritrovano, a loro insaputa, nella fiction; ecc.. Tutti protagonisti che incarnano i tratti somatici del degrado esistenziale, sempre maggiormente connotato di elementi deleteri che, a causa della voracità dell’esistenza terrena e della sua spasmodica velocità, sfugge anche ai palati più raffinati camuffando la sua essenza agrodolce in un indistinto sapore.

Il fulcro di questa raccolta opera è l’insolita e spesso comica disfunzione della vita umana. Lombardi utilizza racconti carichi di umorismo per esaminare le incongruenze e le contraddizioni che incontriamo ogni giorno. Attraverso episodi che spaziano dal campo medico ai conflitti bellici, fino alle dinamiche relazionali, l’autore offre uno sguardo critico e allo stesso tempo divertente sulle complessità dell’esistenza.

“Senza esclusione di polpi” emerge come un’opera che cattura l’attenzione per il suo stile unico e la sua capacità di far riflettere. Marcello Lombardi, con una penna affilata e un occhio critico, ci guida attraverso una serie di racconti che, pur nella loro leggerezza umoristica, non mancano di sollevare questioni profonde sulla società e sull’esistenza umana. I lettori si trovano immersi in narrazioni che oscillano tra il reale e l’assurdo, spesso lasciando un retrogusto agrodolce che persiste ben oltre la lettura.

La raccolta è apprezzata per la sua ironia intelligente e per la capacità dell’autore di trasformare temi seri in momenti di comicità, senza mai perdere di vista la serietà delle questioni trattate. Le storie, che spaziano da vicende quotidiane a riflessioni sulla guerra e sulla medicina, sono intrise di un umorismo che sfida il politicamente corretto e invita a una riflessione più ampia.

Grazie a questa magnifica opera, siamo in grado di approfondire le sottili tematiche celate tra le sue pagine. Dalla profonda paura della morte alla crescente disoccupazione giovanile, dai sogni manipolati dai mezzi di comunicazione di massa alla tassazione dell’aria stessa, dalla società che premia l’ignoranza alla predominanza della finzione rispetto allo studio e all’onestà, dagli abusi nel settore edilizio all’affronto dell’immigrazione, dalla devastazione della guerra al rispetto della memoria storica, dall’importanza dell’informazione fino a molto altro ancora…

Alla fine della lettura, mi sono resa conto che questi racconti possono essere paragonati a viaggi mentali che spesso intraprendiamo per allontanarci da una realtà estremamente difficile da accettare, permettendoci di trovare un momento di svago e di leggerezza. In un mondo così assurdo, a volte ridere è l’unico modo per non cedere alla tristezza.

L’autore ha dimostrato una straordinaria abilità nel condurci attraverso quindici racconti straordinariamente divertenti, all’interno dei quali si celano tematiche di profonda rilevanza che, forse, possono essere comprese meglio se osservate da una prospettiva diversa.

Secondo l’autore, trovare momenti di svago e leggerezza in un mondo assurdo è di fondamentale importanza. In un contesto così difficile e complesso, l’ironia e il divertimento diventano un mezzo per allontanarsi temporaneamente dalla realtà opprimente e per trovare un momento di sollievo. L’autore sostiene che ridere e cercare momenti di leggerezza non sia solo un modo per sfuggire alla tristezza, ma anche una forma di resistenza e di reazione alla durezza della vita. Questi momenti di svago consentono di rigenerare la mente, di riprenderci dal peso delle preoccupazioni quotidiane e di affrontare le difficoltà con una prospettiva diversa. In un mondo assurdo, l’umorismo diventa un prezioso strumento per mantenere la sanità mentale e trovare un po’ di gioia nella follia che ci circonda.

“Senza esclusione di polpi” è un libro che si distingue per la sua originalità e per la capacità di intrattenere e al tempo stesso stimolare il pensiero critico. È un’opera consigliata a chi cerca una lettura che sia allo stesso tempo divertente e significativa, capace di lasciare un’impressione duratura.

In conclusione Marcello Lombardi con il suo stile surreale, con la presenza di elementi irrazionali, fantastici o onirici; porta i suoi racconti surrealisti spesso a sfidare la logica e le convenzioni narrative tradizionali, creando un ambiente magico e misterioso.

Sicuramente lo definisco un libro per palati abituati al genere, non è per niente una lettura semplice, quindi se non siete avvezzi vi consiglio un’altra lettura perché come vi ripeto quest’opera è veramente mooolto particolare!!!

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

L’autore

Nato a Napoli. Attualmente vive in provincia di Caserta. Si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli. Durante il periodo universitario ha coltivato le proprie passioni artistiche cimentandosi come organizzatore teatrale e scrivendo poesie che ha presentato, conseguendo significativi riconoscimenti, a manifestazioni letterarie per inediti.  Nel 2006 è stato finalista al Premio Città di Empoli “Domenico Rea”, nella sezione per racconto breve.  Nel 2019 ha pubblicato, mediante Youcanprint, la raccolta di racconti “Senza esclusione di polpi”.

Sono molto grata all’autore per avermi fornito una copia cartacea del suo romanzo.