Recensione de “Confessioni di uno psicologo” di Tiziano Cerulli in collaborazione con casa editrice Alto Voltaggio Edizioni e autore

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Recensione de “Confessioni di uno psicologo di Tiziano Cerulli in collaborazione con casa editrice Alto Voltaggio e autore

EditoreAlto Voltaggio
Data di pubblicazione19 giugno 2020
Lunghezza del libro250 pagine 

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Acquista insieme le nuove opere di Tiziano Cerulli e Armando Zoff, in edizione cartacea a soli € 29,00 (comprese le spese di spedizione con raccomandata tracciabile).

Nell’immaginario collettivo la figura dello psicologo è ancora vista con diffidenza e paura. 

Quest’opera aiuta a sfatare tale mito accogliendoci nell’intimità di uno di essi, nelle sue gioie, turbamenti e sofferenze. 

In qualità di artista e professionista della salute mentale, l’autore riflette sulle proprie esperienze personali e professionali, passando dalle relazioni affettive ai disastri della comunicazione sui social network, dalle derive della “New Age” ad acute riflessioni sul mondo psicospirituale contemporaneo, accompagnando il lettore in un cammino di ricerca interiore e invitandolo a entrare insieme a lui nel “confessionale” dell’anima.

Come lo definisce l’autore stesso questo è un libro di riflessione, ricordi, provocazioni e ispirazioni poetiche tra realtà e virtualità. 

Cerulli ci prende per mano e ci accompagna passando dall’infanzia, all’adolescenza e infine nell’età adulta raccontandoci attraverso quella che è la sua esperienza e vita vissuta ai vari quesiti e aneddoti della vita.  

Nel libro si alternano due tipi di narrazione: da un lato abbiamo quella più teorica e con un linguaggio più tecnico e formale, dall’altra appunto quella del vissuto dell’autore che si mette a nudo con il lettore.  

Infatti attraverso Armando Zoff e la sua casa editrice Alto Voltaggio sono venuta a conoscenza ed ho apprezzato questo libro come molti altri editi da questo editore. 

Zoff infatti afferma di aver voluto pubblicare questo testo proprio per sfatare l’infausto mito dello “strizzacervelli” e dare la possibilità a tutti i lettori di avvicinarsi alla vita intima di uno psicologo. 

Uno psicologo infatti è prima di tutto un essere umano, con le sue infinite paure e fragilità. 

Sicuramente questo libro tocca moltissimi argomenti attuali, tra i quali di maggiore spicco troviamo l’uso dei social in particolare di Facebook. 

L’autore ci dice che ovviamente ognuno usa i social come meglio crede, lui, attraverso la sua esperienza e avendoli usati malissimo in passato, ci dice che ora è riuscito a sfruttarlo come una sorta di confessionale, uno strumento in grado di stimolare le persone e spingerle a porsi delle domande. 

Sicuramente Cerulli con quest’opera si è molto esposto, raccontando la sua vita, le sue emozioni, e anche soprattutto, i periodi no della sua esistenza. 

Ovviamente lo consiglio a tutti per approfondire vari argomenti psicologici essendo trattati con semplicità e fruibili da un vasto pubblico. 

4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “La mia tana” di Sabrina Volpe in collaborazione con autrice e casa editrice Bookabook

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

“La mia tana” di Sabrina Volpe in collaborazione con  autrice e casa editrice

EditoreBookabook
Data di pubblicazione18 luglio 2019
Copertina flessibile 128 pagine 

Una giovane donna vittima di un’aggressione è sopraffatta dallo sgomento per quel gesto che lascia un segno indelebile sul suo corpo inesperto. Per sfuggire ai fantasmi di quel sopruso, decide di intraprendere un cammino interiore attraverso la scrittura, ripercorrendo tutte le fasi della sua vita. Un’esperienza ricca di piacere e delusione, di rabbia e frustrazione, di perdite e conquiste che attraversa varchi di luce e supera buio e ombre. Un lungo percorso spirituale oltre i confini della propria coscienza, alla ricerca di un rifugio e, forse, di una nuova vita.

Ho letto questo romanzo che mi è apparso subito qualcosa di molto particolare, attraverso le parole di Sabrina Volpe faremo un giro assolutamente introspettivo. 

Sabrina ci spiega che nella vita ci sono gioie e dolori, che bisogna credere nella vita anche quando sembra tutto vada al contrario di come vorremmo!! 

La protagonista fin da piccola vive le situazioni che la vita le offre, sempre con tutta se stessa, crede fermamente che con pazienza, dedizione, e soprattutto amore, tutto si possa vincere! 

Avrà però più delusioni che soddisfazioni, incontrerà un ragazzo alla quale dedicherà tutta se stessa, sempre convinta che per far funzionare le cose bisogna aver pazienza, perdonare, assistere, proteggere, insomma un vasto repertorio di emozioni, svolto al fine sempre di trovare l’amore della sua vita, e con la perseveranza di poter alla fine raggiungere la felicità.

Capirà purtroppo dopo molti anni di aver vissuto come spettatrice, dentro una bolla di vetro, senza rendersi conto che solo trovando la sua centratura, il velo sarebbe caduto da solo, che l’amore rende liberi, che amare non significa annullarsi! 

L’autrice esprime tutti sentimenti che proviamo, a volte contrastanti e in modo quasi poetico ci porterà a guardarsi dentro. 

“Non avrebbe mai dimenticato il passato di sbalzi, di dispiaceri, il dolore e la sua stessa unicità, ma soprattutto non avrebbe mai scordato il suo nome”. 

Questo libro lo consiglio soprattutto a chi sta facendo un lavoro su di sé, per la propria crescita interiore. 

4,25/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “L’uomo del labirinto” di Donato Carrisi

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Recensione de “L’uomo del labirinto” di Donato Carrisi

Letto insieme al #gdlcarrisi

Per partecipare contattare me o @libriamo…

EditoreLonganesi 
Data di pubblicazione 4 dicembre 2017
Lunghezza del libro400 pagine 

Una ragazza scomparsa e ritrovata.

Un uomo senza più nulla da perdere.

La caccia al mostro è iniziata.

Dentro la tua mente.

“Quindici anni senza notizie, senza un indizio, una speranza. Quindici anni di silenzio. Un incubo lunghissimo, che si è concluso in modo felice e inaspettato. Perché nessuno, fino a due giorni fa, sarebbe stato in grado di immaginare che Samantha Andretti era ancora viva…”

In questo terzo libro della serie de “Il suggeritore” conosciamo un nuovo personaggio: Bruno Genko. 

Per tutti, Bruno Genko era un investigatore privato. In realtà, il suo mestiere era ascoltare. 

Un uomo all’apparenza sciatta, ma invece molto scrupoloso e ordinato nella vita privata. Per lui i giorni sono contati, e, prima di morire, vuole assolutamente tenere fede a un patto: risolvere il rapimento avvenuto 15 anni prima, e assolvere all’impegno preso con i genitori della vittima. 

Nel suo lavoro era essenziale possedere quasi un sesto senso. Entrare nella testa delle persone. Ma per pensare i pensieri di qualcun altro bisognava essere sempre concentrati. E la famiglia, gli amici, erano pericolose distrazioni. 

Un uomo fondamentale solo e bistrattato, questo è il ritratto di Genko. 

Pochi indizi per risolvere un caso avvenuto praticamente vent’anni prima: un fumetto, una maschera da coniglio con gli occhi a cuore… basteranno a Genko per risolvere l’enigma? 

Cos’è il labirinto? Quale essere umano può tenere imprigionata una ragazzina per quindici lunghi anni?

I figli del buio sono chiamati i bambini e i ragazzini scomparsi, perché spesso vengono segregati in tane sotterranee, sepolti vivi. E quando rivedono la luce del giorno, è come se rinascessero una seconda volta. Ma non saranno mai più gli stessi.

Un thriller molto psicologico senza dubbio. Scava nelle nostre paure. 

Nel momento in cui mi stavo godendo un finale che finalmente era chiaro e consolatorio… beh ecco che Carrisi capovolge nuovamente il tutto con un finale aperto, spiazzante… (mi consola il fatto che siamo in tanti a non aver capito). 

Solo io non ho capito pienamente la fine?

La storia è molto coinvolgente per i 3/4 del libro. Poi, ritengo,corra un po’ troppo in fretta verso la fine che ho ritenuto davvero troppo ingarbugliata…

4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Niente di nuovo sotto il sole” di Paolo Gullì in collaborazione con autore

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Recensione de “Niente di nuovo sotto il sole” di Paolo Gullì in collaborazione con autore

EditoreCasa Editrice il Filo di Arianna
Data di pubblicazione 11 agosto 2020
Copertina flessibile 102 pagine 

Un ragazzo qualsiasi abituato a sbarcare il lunario al call Center di una enorme azienda. Uno dei tanti giovani con una vita comune. 

La settimana lavorativa è appena terminata. Nihil, questo il suo nome, sta per imbattersi in quella che per lui sarà l’assoluta verità. 

Una verità della quale avrebbe fatto volentieri a meno.

Paradossale è la prima parola che mi viene in mente dopo aver iniziato e chiuso l’ultima pagina di questo breve libro. 

Già dalla copertina, tra l’altro bellissima illustrata da Boban Pesov, si intuisce che andremo a leggere un racconto surreale, ai limiti del paranormale. 

Nihil, il protagonista, vive una vita abitudinaria, ogni venerdì sera, finito il turno al call center dove lavora, va a casa pregustandosi il giorno di riposo che gli spetta… ma da quando si sveglierà quel sabato mattina niente sarà come prima. 

Il romanzo di Gullì rilascia nel lettore un senso di turbamento, prendendo a tratti una configurazione noir, distopica, assolutamente insensata e irragionevole. 

“Questo libro non è letteratura, ma neanche cinema. Non è teatro, né poesia. Ti porta a credere di essere Pirandello, poi vira, veloce, e muta nel sogno di Proust di parlare del vuoto. Questo libro è tutto e niente, e soprattutto del niente fa la sua forza, senza scadere in banali ossimori o luoghi comuni. In queste pagine ci sono io, c’è lui, ci siete voi e c’è anche l’altro; e proprio per questo nessuno di noi può ritrovarvisi veramente, come quando ci si guarda allo specchio e ci riconosce, ma solo a metà. Va letto come si guarderebbe un bel film, oppure guardato come si leggerebbe un buon libro.”

Un romanzo, un racconto, che secondo me è adatto ai lettori amanti di storie straordinarie e a un pubblico con fervida immaginazione, perché Gullì lascia proprio a lui il compito di interpretare e chiudere il cerchio di questa storia apparentemente inverosimile e sconcertante. 

3/5 ⭐️⭐️⭐️  per l’originalità…

Recensione de “Urlami” di Laura Fortugno in collaborazione con casa editrice Bookabook

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

“Urlami” di Laura Fortugno in collaborazione con casa editrice Bookabook

EditoreBookabook
Data di pubblicazione28 febbraio 2019
Copertina flessibile 269 pagine 

L’autrice in un modo un po’ inconsueto “Lei, lui, gli altri“ entra nella vita di alcuni personaggi, che nell’arco della loro vita, senza rendersene conto, manifestano delle problematiche, il più delle volte dovute a carenze affettive o al vissuto della loro infanzia. 

Con i loro comportamenti attuali cercano di compensare quella mancanza di amore, di sicurezza, ognuno a modo loro. 

Lui, Andrea, con una infedeltà verso la moglie, che pure pensa di amare, cerca sempre affermazioni, conferme con altre donne. 

Lei, Giulia, la moglie, che pur sapendo che lui la tradisce, non riesce nemmeno a parlarne con Andrea per paura di perdere quel marito, che malgrado tutto, le dà una sicurezza di famiglia. 

Poi ci sono quelli che Laura Fortugno chiama gli altri, una ragazzina quindicenne che chatta con Andrea e crede di aver trovato il grande amore. Un’amica di Giulia pure lei con una vita all’ombra di un uomo sposato. 

Poi c’è Edoardo che è amico di Laura da un anno, ma ricoprirà un ruolo importante per il suo risveglio. 

In un solo weekend queste vite si incroceranno, alcuni di loro avranno modo di capire che finché ognuno di noi non impara a guardarsi dentro e ad avere chiaro il loro dialogo interiore con il nostro io profondo, abbandonando sensi di colpa e pregiudizi, ma con benevolenza nei nostri confronti, non potremo costruire nulla di buono. 

Ognuno, diventando padrone della propria vita, può cambiare e creare il proprio destino…

Pensò camminando fra la neve, ricordando una frase pronunciata da Edoardo. “Anch’io voglio cambiare il mio“ sentenziò ad alta voce “Me lo devo!“ “Certo che posso!“ Pronunciò urlando. Urlandosi. 

Nei racconti è presente pure una grossa componente erotica, non volgare ma adatta a descrivere la vita intima dei protagonisti. Laura Fortugno con una bella narrazione fluida ci farà entrare nell’anima delle persone raccontate, e questo probabilmente, ci darà l’occasione per entrare un po’ anche nel nostro animo… 

Il finale è aperto! Io personalmente l’ho chiuso ascoltando il mio sentire! E voi cari lettori potrete interpretarlo con il vostro… 

È un bel libro lo consiglio. 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “L’isola delle anime” di Piergiorgio Pulixi in collaborazione con casa editrice Rizzoli

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione de “L’isola delle anime” di Piergiorgio Pulixi in collaborazione con casa editrice Rizzoli

EditoreRizzoli
Data di pubblicazione11 giugno 2019
Copertina flessibile 445 pagine 

Mi accingo a descrivere, questo romanzo di Piergiorgio Pulixi, come sempre a modo mio, con semplicità. 

L’ho trovato molto ben scritto, oltre ad essere un thriller noir molto avvincente!

Ho apprezzato inoltre il fatto che leggendo il romanzo, si ha modo di acquisire delle nozioni sui comportamenti, le usanze, di un popolo, che per certi versi è in gran parte sconosciuto ai più. L’autore ci racconta, vi assicuro con grande dovizia di particolari, anche usanze, fatti, accadimenti, di qualche millennio fa, inserendolo all’interno della trama, mai noioso, addirittura appassionante! 

La trama molto articolata, parla di omicidi accaduti quarant’anni fa, mai risolti, l’ispettore capo della polizia di Stato Moreno Barrali che ha seguito i casi è rimasto totalmente coinvolto, tanto da non riuscire mai a dimenticare. Anzi una volta che i casi sono stati archiviati, lui ha continuato per tutti quegli anni a indagare, per proprio conto, senza mai trovare pace, lui pensa si tratti di omicidi che hanno a che fare con rituali, molto antichi, dove venivano fatti sacrifici di animali, e forse umani, per riverire gli dei. 

Ora Moreno Barrali è anziano e molto ammalato, gli resta poco da vivere, ma non vuole andarsene senza aver passato le consegne di tutto quello che ha acquisito in quegli anni.  Mara Rais ed Eva Croce , sono due poliziotte mandate per “punizione“ alla delitti irrisolti da poco costituita, dalla questura di Cagliari. 

Il diretto superiore delle due agenti decide di mandarle a parlare con Moreno, più che altro impietosito dalle sue condizioni di salute, avverrà così che loro malgrado, si troveranno assolutamente coinvolte negli antichi casi, ma a far precipitare la situazione, dopo tanti anni si presenta un nuovo caso… 

Qui non narro più nulla della trama, che a mio parere è scritta magistralmente da Pulixi, vi assicuro che avrete modo di provare leggendo questa narrazione, una vasta gamma di sentimenti, l’appassionante ricerca poliziesca, la partecipazione alla narrazione degli eventi che hanno a che fare con l’antropologia, fino alla commozione quando verrà svelato il privato di alcuni personaggi. 

Che dire del finale? È veramente mozzafiato!Qualcuno lo leggerà tutto d’un botto, personalmente per quanto mi piaceva, lho diviso in due tempi per prolungare l’emozione!!

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Non ti faccio niente” di Paola Barbato

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Recensione de “Non ti faccio niente” di Paola Barbato

GDL #toctoccileggiamo

EditorePiemme
Data di pubblicazione13 giugno 2017
Lunghezza del libro 420 pagine

Lacerante… un altro capolavoro della Barbato. 

Questa autrice ha un dono innato, che non ho trovato in nessun altro autore o autrice, quello di creare empatia con i carnefici, il lettore arriverà a provare pena e sintonia con un assassino, un rapitore, un criminale. 

I suoi libri sono macchine perfette, ma i meccanismi delle quali sono oliati risultano intrisi di un dolore inimmaginabile. 

In questo libro in particolare la Barbato fa leva su di una paura primordiale: nel cuore di un genitore il terrore più grande resterà sempre quello di perdere di vista per un attimo il proprio figlio e non trovarlo più.

I romanzi della Barbato sono molto più di un thriller, sono la chiave che smuove le nostre coscienze, che ci chiede di metterci faccia a faccia con i nostri errori, è un invito ad avere un occhio di riguardo per quel tempo così meraviglioso e ingenuo della nostra vita che è l’infanzia, un’età piena di promesse e sogni che spesso s’infrangono dietro uno sguardo freddo da parte di un adulto.

Un salto negli anni ‘80, tutto il suo romanzo si basa sulla paura, o meglio sulle paure, che sono diverse, molteplici e hanno mille nomi. Ogni personaggio in “Non ti faccio niente” ha le sue fobie, e ciascuno di noi, leggendolo, ritrova le proprie.

Trentadue bambini in sedici anni. Tutti tenuti per tre giorni da un uomo che cerca di realizzare i loro desideri e li restituisce alla famiglia, felici. Quando la polizia comincia a collegare i rapimenti lampo, l’uomo scompare.

Ma dopo trent’anni cominciano a morire i figli degli stessi bambini rapiti tra gli anni ‘80 e ‘90… Ma perché il rapitore “buono” si è trasformato in un assassino? O forse c’è qualcuno che intende emularlo. O sfidarlo. O punirlo.

Un libro che vi farà avere paura… per sempre. 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Il lupo” di Nazareth Simoncelli in COLLABORAZIONE con autore

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Il lupo” di Nazareth Simoncelli in COLLABORAZIONE con autore

EditoreCorponove
Data di pubblicazione30 luglio 2020
Copertina flessibile 144 pagine

“Che i fanciulli, è in specie le bambine, vispe e carine, hanno torto a dar retta a ogni sorta di gente. Così accade tuttora che il lupo tante e tante ne divora. State attente ragazze, ci son dei lupi di tutte le razze. Ne conosco di quelli sì discreti, docili, compiacenti, mansueti, che senza esprimer nulla, sperando pure di farla persuasa, danno la caccia a una bella fanciulla. In piazza, alla finestra, in chiesa, in casa. Garbati in vista, onesti e graziosi sono quelli i lupi più pericolosi.”

Simoncelli ci presenta un noir dalle molteplici metafore, l’incontro è lo scontro tra la natura e l’uomo… Ma andiamo per ordine…

Un ritaglio del Corriere della Sera dell’11 settembre 1879. Un annegato, forse suicida. Un nome, anzi due, Alessandro Antonio. Nessun cognome. Un caso chiuso in fretta. Ma su di lui sarebbe caduta la gogna di un tremendo passaparola. Un incontro a Milano nel 1994. Un vecchio nipote dell’annegato affida quel ritaglio a uno sconosciuto per trovare una verità che riabiliti il nonno da ogni ombra. Non si rassegna di vederne la memoria infangata da illazioni gravissime: l’aver ucciso delle bambine e abusato delle loro intimità. “Mio nonno non avrebbe fatto male ad una mosca! Un uomo che ama la montagna non può fare quelle cose lì!”. Lo sconosciuto lavora a Milano ma abita proprio fra i monti dell’Alta Valle Seriana: Ardesio, il paese dove fatti innominabili e innominati di un secolo prima sono rimasti sospesi fra verità e dicerie. Una ricerca difficile. Pochi risultati nelle cronache locali di quel 1878.

Nel prologo sono presenti informazioni che ci servono per elaborare e intuire l’intero romanzo, probabilmente le andremo a rileggere alla fine per assimilare correttamente l’intera vicenda.

Uno stile di scrittura molto bello quello di Simoncelli, meravigliose descrizioni delle zone poco conosciute della Val Seriana. 

Un noir che ci trasporta totalmente nelle atmosfere cupe e gelide dei monti e ci descrive l’animo degli abitanti, fieri e indomiti.

“Questa è anche la storia di quei paesini sparpagliati lungo un fiume che se ne va verso la pianura indisturbato e che, come molti altri, fanno l’Italia, con discrezione, in genere silenziosi e tranquilli, altre volte più irrequieti nelle travolgenti piene, che dai monti scendono danneggiando culture e campi.”

A tratti la trama e l’ambientazione ricordano quelle della Tuti nei suoi romanzi. Un incontro casuale nel 1994 e un uomo che è deciso a scoprire la verità accaduta negli anni 1887-89. 

“Avevo incontrato un vecchietto a Milano che rivendicava l’innocenza del nonno con un pezzo di giornale che poteva dire tutto e il suo contrario, e un altro signore che stava per darmi forse qualche elemento in più, entrambi eredi di fatti di un’epoca andata. Magari i nonni si erano incontrati, parlati, visti cento anni prima. D’altro canto tutto era possibile essendo quell’uomo senza cognome, amante della montagna come pochi e forse vittima ignara della stessa, più che delle malelingue del fondovalle. Antonio, quell’anziano signore con cui stavo bevendo un grappino ad Ardesio, era il filo d’oro che avrebbe riunito i cocci; aveva uno sguardo più rivolto all’aldilà che ai tempi andati, ma rammentava così bene quei fatti da renderli appena vissuti.”

Un romanzo breve, ma vi assicuro molto intenso!

4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

LE RECENSIONI DI MADRE de “È così che si fa” di Giulia Rossi in collaborazione con casa editrice Nord

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

È così che si fa di Giulia Rossi in collaborazione con casa editrice Nord

EditoreNord 
Data di pubblicazione5 settembre 2019
Copertina flessibile 342 pagine

Questo libro racconta di un professore, Castaldi Federico, assai precario nel lavoro, che in un momento della sua vita, molto difficile, scrive una lettera, che secondo me è più uno sfogo interiore che una volontà concreta. 

Ebbene in questa lettera dice che vuole suicidarsi, fa pure delle confessioni, imbarazzanti, passato l’attimo, mette questa lettera in una tasca dimenticandosela completamente, finirà con il perderla, proprio a scuola! 

Questo creerà più di un problema mentale… in quanto nella lettera, non c’è nulla che possa, far risalire, direttamente a lui. 

Nel mio sentire, entro parecchio in empatia con questo giovane uomo, che probabilmente sbaglia, ma non per cattiveria, ma semplicemente, per mancanza di fermezza, nel respingere una delle sue allieve diciottenni, che si innamora perdutamente di lui. Forse nemmeno la ragazza si rende bene conto di quello che sta facendo, ma in concreto prende lei l’iniziativa, nell’irretire questo giovane uomo, fragile, che si trova in un momento, della sua vita molto complicato. 

Lui e la moglie hanno appena perso un bambino, che portato a termine della gravidanza, qualche ora prima del parto muore. 

In quel momento purtroppo lui non si trovava  nemmeno in casa. La moglie fatica molto ad accettare l’accaduto, pure Federico è molto dispiaciuto, per quanto è accaduto!

“Non mi perdonerà mai per non aver sentito quel maledetto telefono“ “stavi lavorando“ gli aveva risposto Don Marco “dalle tempo, in lei Pietro già viveva. Per quanto tu possa stare male, non potrai mai essere all’altezza del suo dolore“ 

Ora a tutto ciò, si aggiunge una ragazzina che si innamora del suo professore e farà di tutto per averlo! 

Federico cercherà in ogni modo, veramente e sinceramente, di respingerla, ma non sufficientemente per impedire che accada, una sola volta, ciò che non avrebbe mai dovuto accadere! 

Non vi sarà sufficiente fermezza da parte sua! In un momento di estrema fragilità Federico penserà più e più volte all’accaduto, e pure Matilde, la giovane studentessa, si renderà conto che il suo amore per Federico era sincero sì, ma non appropriato. 

Per tutti e due, sarà una lezione di vita, si può anche sbagliare, capire di aver sbagliato, e riscattarsi. 

Questo racconto ti porta inoltre a fare una seria considerazione, non sempre raccontare tutta la verità, è cosa buona, a volte è solo uno scaricare sull’altro, una verità soltanto per ripulirsi la coscienza! 

La scrittura di Giulia Rossi è veramente impostata nella nitidezza del racconto con parole semplici, ed efficaci. 

Giulia è al suo romanzo d’esordio ma devo dire che il suo romanzo mi è piaciuto molto e lo consiglio caldamente. 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de Mai più. Per non dimenticare. A Wonder story di R. J. Palacio in COLLABORAZIONE con casa editrice Giunti

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Mai più. Per non dimenticare. A Wonder story di R. J. Palacio in COLLABORAZIONE con casa editrice Giunti

EditoreGiunti Editore
Data di pubblicazione15 gennaio 2020
Copertina flessibile 224 pagine

VI PIACCIONO LE GRAPHIC NOVEL? AMATE LE STORIE SULLA GUERRA E OLOCAUSTO? 

La maggior parte della vicenda si svolge in Francia durante la Seconda guerra mondiale, ma la scena all’inizio potrebbe accadere anche al giorno d’oggi in una qualsiasi scuola. A Sara, un’artista in erba che ama scarabocchiare durante le lezioni è caduto il suo prezioso album che, alla fine delle lezioni, sarà raccolto dal ragazzo seduto nel banco accanto a lei, un ragazzo con le gambe contorte dalla poliomielite. 

A causa del suo modo di camminare, i compagni di scuola gli hanno affibbiato il nomignolo crudele di “granchio”. Il suo vero nome è Julien. 

Il libro prosegue e amplia quella storia, iniziando in un contesto contemporaneo con una videochiamata, durante la quale l’attuale Julian chiede alla nonna di parlargli della sua esperienza di bambina ebrea in Francia durante la guerra. 

Attraverso gli occhi della giovane Sara, vedremo crescere la minaccia nazista: le svastiche svolazzanti sugli edifici della città, le leggi che vietano gli ebrei di entrare in alcuni luoghi pubblici e ordinarono loro di indossare una stella gialla, i primi spaventosi rastrellamenti e deportazioni. 

Ma per Sara, la cui famiglia vive nella Zona Libera, la vita perlopiù continua come se tutto fosse normale… Finché i nazisti arrivano nella sua scuola per rastrellare tutti i bambini ebrei.

Mai più è una storia immaginaria, sia pure basata su eventi storici, di una bambina che deve nascondersi e dell’eroismo di chi la aiuta. In particolare, il libro non è raccontato dal punto di vista dei non-ebrei, come di solito accade nella letteratura sull’Olocausto per bambini e giovani adulti, ma dal punto di vista della bambina che viene nascosta. Il messaggio principale è questo: 

“Il male sarà fermato solo quando le persone perbene decideranno di fermarlo.”

Mai più termina con l’appello a resistere agli esempi di pregiudizio e xenofobia contemporanei.

Lo consiglio vivamente a tutti i ragazzi del nostro tempo che non hanno conosciuto il terribile orrore della Seconda guerra mondiale. 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️