Recensione de “L’ipotesi del male” di Donato Carrisi

Letto insieme al #gdlcarrisi

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

Recensione de “L’ipotesi del male” di Donato Carrisi

Letto insieme al #gdlcarrisi… Per partecipare contattare me o @libriamociblog

EditoreLonganesi 
Data di pubblicazione 29 aprile 2013
Lunghezza del libro414 pagine 

“TI PIACEREBBE UNA NUOVA VITA??”

“Hai mai desiderato scomparire?

C’è una sensazione che tutti, prima o poi abbiamo provato nella vita: il desiderio di sparire. 

Di fuggire da tutto. 

Di lasciarci ogni cosa alle spalle. 

Ma per alcuni non è solo un pensiero passeggero. Diviene un’ossessione che li divora e li inghiotte. Queste persone spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Nessuno sa che fine fanno. 

E quasi tutti presto se ne dimenticano.”

Che dire di questo secondo libro di Carrisi con protagonista Mila Vasquez, sicuramente mi ha preso molto di più de “Il suggeritore“.

Divorato in pochi giorni, con un finale da brivido. 

Qui invece che il Suggeritore il cattivo è chiamato “il signore della buonanotte”. L’ipotesi del male: il bene di alcuni coincide sempre con il male di altri, ma è valido anche il contrario. 

“L’ipotesi del male era una sintesi stupefacente di ciò che vedeva ogni giorno come poliziotta. Ma spiegava anche tante cose di lei. 

È dal buio che vengo, ed è al buio che ogni tanto devo ritornare.”

Questo thriller parla di persone scomparse che ritornano… E ritornano per uccidere. 

Mila li chiamava i predestinati. 

Sono passati sette anni dal caso de “Il suggeritore“ e sono cambiate diverse cose. Mila ora lavora nel “Limbo“, ovvero un dipartimento quasi disconnesso dal resto della polizia, dove si cercano le persone scomparse.

Pur essendo con la stessa protagonista, questo romanzo può essere letto tranquillamente anche senza aver letto il libro precedente. 

Certo sicuramente certi piccoli dettagli vi sfuggiranno.

Lo consiglio vivamente. 

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Il caffè dell’amore” di Paoletta Maizza in COLLABORAZIONE eBook con autrice

📌📌📌 RECENSIONE 📌📌📌

Il caffè dell’amore” di Paoletta Maizza in COLLABORAZIONE eBook con autrice

Data di pubblicazione 17 dicembre 2019
Lunghezza del libro 412 pagine 

Letto insieme a @liberileggendo e il GDL #ilcaffedellamore

☕☕☕️ AVETE MAI AVUTO UNA SECONDA OCCASIONE? L’AVETE COLTA AL VOLO? ☕☕☕

“Siete pronti a conoscere il senso della vita? Venite con me… Sto per andare al Caffè dell’amore e scegliere quello più adatto a me.”

Buongiorno cari amici lettori, ci vorrebbe nella vita una Anna per tutti noi, la protagonista di questo romance, che ci prepari ogni giorno i suoi caffè magici. 

Eh già, perché pare che bevendo i suoi caffè avvenga una magia, ne ha inventato di tanti tipi, lei adora il caffè e adora la sua famiglia che possiede questa caffetteria in Puglia, che si chiama appunto: “Il Caffè dell’amore“.

Mi è piaciuto veramente molto questo romanzo… Tanto da non rispettare le tappe del GDL e leggerlo tutto d’un fiato in due giorni! Spero che Rosalba non mi bacchetterà… 😅😅😅😅

In questo romance dai tratti delicati e, con l’amore sempre al primo posto, la Maizza ci porta nella sua splendida Puglia, dove il cielo è sempre limpido e l’aroma del caffè sembra uscire dalle pagine per giungere fino a noi. 

La narrazione è in prima persona di Anna, la protagonista, e sono presenti continui flash back che ci portano indietro all’ultimo anno del diploma e successivamente all’università frequentata da Anna, quindi conosceremo pure le vicende del passato di 10 anni prima.

L’unico neo sono gli innumerevoli refusi presenti nel testo… Consiglierei la rilettura e la ripubblicazione del romanzo all’autrice.

“Il sapore del caffè ha un certo non so che di evanescente e concreto allo stesso tempo. Assaporandolo si riesce a percepirne la dualità nascosta ed io sono stata capace di tirarne fuori la magia per regalarla a chi mi sta vicino e intorno. 

È stato un puro caso il mio.”

Nel complesso un romanzo dolce, delicato, nel quale l’amore trionferà, una lettura molto piacevole. 

Lo consiglio!

3,5/5 ⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA a Marco Pirati di Tantilibriecaffe

✔️ Prima di tutto parlaci un po’ di te: qual è il tuo lavoro, le tue passioni, i tuoi interessi?

Di lavoro faccio il consulente aziendale ma la scrittura è sempre stata una mia passione, insieme alla lettura e alle serie tv. Mi piace la possibilità di visitare il mondo dell’autore ed esplorare nuovi pensieri ed emozioni.

✔️ Parlaci del tuo romanzo “Mr. Mistero”… perché lo definisci l’erede del piccolo principe?!

Perché ne ho preso, diciamo così, il testimone. Se il piccolo principe è la luce, Mr. Mistero è l’ombra dentro ognuno di noi. Sentivo la necessità di continuare l’esplorazione interiore iniziata dal piccolo principe e proseguire in regioni più cupe dell’animo umano. E’ come se avessi proseguito, con un nuovo personaggio, il sentiero tracciato dal suo autore.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Amo molto leggere. Ho letto tanti generi diversi e tanti autori che mi sono piaciuti molto. Sceglierne uno in particolare è difficile. Paulo Coelho è sicuramente tra i miei preferiti.

Dino Buzzati è eccezionale. Tra i giovani contemporanei, Nicolò Targhetta del blog Non è successo Niente, che ha molto talento. 

Non ho un genere preferito. Ma ne ho uno che non sopporto: il fantasy. Quello con i draghi, i popoli, la storia politica. Amo i racconti brevi e le storie d’amore non banali, per citare dei titoli: “Cime Tempestose” di Emily Bronte e “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Enrico Brizzi.

✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Scrivo perché mi aiuta a vedere il mistero e la meraviglia che ci circonda ogni giorno. Meraviglia e mistero che voglio trasmettere ai lettori. 

Pensiamo di sapere tutto ma la verità è che siamo circondati da una giustizia e una bellezza che non sappiamo spiegare. Come un pirata per mare, voglio accompagnare il lettore nella magia quotidiana per scoprire la verità su noi stessi e il mondo. 

A volte è meraviglioso, a volte può fare male. Ma è un’avventura che dona significato alla vita.

✔️ Hai in cantiere o stai pensando di scrivere un altro romanzo?!

Si! In Mr. Mistero mi sono concentrato sul legame con se stessi e sul percorso verso la libertà interiore. Nel romanzo successivo vorrei esplorare i punti di vista femminili, con una protagonista femminile e una tematica legata di più alle relazioni uomo-donna.  Solo che, essendo uomo, mi ci vorrà ancora molto tempo e ricerca prima di poter scrivere qualcosa di valido.

RECENSIONE de La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker

EditoreLa nave di Teseo
Data di pubblicazione4 luglio 2019
Copertina flessibile 708 pagine

“Tutto è connesso ma niente è collegato. Questa storia mi sembra un rompicapo.“

Che dire cari amici lettori, 

quando si finisce un libro di Dicker resta sempre una certa malinconia perché sono opere talmente straordinarie che vorresti durassero per sempre. 

Questo è il terzo libro che leggo dell’autore dopo “La verità sul caso Harry Quebert” e “Il libro dei Baltimore.”

Letto insieme al mio gruppo di lettura #gdlthrillercaffe

Raramente ho trovato un libro così machiavellico, tantissimi personaggi (calcolate che alla fine del libro ci sono tre pagine con i nomi dei protagonisti e coprotagonisti e la loro collocazione) e oltretutto una trama intricatissima con continui flashback temporali (ci si sposta continuamente dal 1994 al 2014). 

Dicker ama giocare con i suoi lettori e tenerli incollati letteralmente alle sue opere. 

Due poliziotti che, poco prima della pensione, si rendono conto che 20 anni prima hanno arrestato il colpevole sbagliato… un vaso di Pandora che all’improvviso si scoperchia e da lì non si potrà più tornare indietro. 

Un libro che assolutamente non dovrà mancare tra le vostre letture, lo consiglio tantissimo. 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Shalis” di Claudio Bolle in collaborazione con autore

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Recensione de “Shalis” di Claudio Bolle in collaborazione con autore

Data di pubblicazione11 luglio 2020
Copertina flessibile 307 pagine

Buongiorno cari amici lettori, 

sono qui a recensire un romanzo molto particolare. 

Sinceramente non saprei definire propriamente il genere, forse un distopico avventuroso… ma con molto, molto, erotismo. 

I nomi delle località in questo romanzo sono distorsioni di quelli noti, a volte in lingue straniere o antiche.

Un romanzo che parte come avventura per poi prendere le pieghe di un fantasy con elementi di fantascienza. 

Ci troviamo in un futuro lontanissimo dopo la grande Catastrofe, come si capirà a lettura inoltrata, ma invece che nel futuro sembra quasi di trovarsi nel passato, poiché le popolazioni sono tornate a una forma quasi primitiva. 

Sono organizzati in tribù, vestono di gonnellini di paglia e si nutrono di molluschi e bacche.

Organizzano strani rituali e parlano un linguaggio sconosciuto. 

L’avventura inizia con il naufragio di una ragazza che viene trovata praticamente morta su una spiaggia da due di questi indigeni, marito e moglie.

Questa donna, bellissima, alta, dalla pelle candida come la neve e dai biondi capelli fluenti. La sua provenienza certamente dev’essere di origine nordica, molto lontana dall’Africa dove sembra che ci troviamo. 

La ragazza si rimetterà subito grazie all’aiuto di questa coppia, ma la sua memoria sembra perduta, verrà chiamata Ziwena dalla popolazione locale. 

Piano piano però i ricordi riemergeranno e lei si ricorderà di essere la principessa Shalis.

Dopo innumerevoli, e forse a mio parere, troppe pagine di sesso, celebrazioni, orge, eccetera… si metterà in viaggio per ritornare  alla sua terra di origine. 

Compagni di viaggio molto insoliti sono un leone e una leonessa che lei, grazie a delle doti particolari, riesce ad ammansire come fossero due docili gattoni. 

Sarà un viaggio pieno di battaglie, combattimenti, ma Shalis ha piena  maestranza dell’arte della guerra e sarà un’ottima leader. 

La narrazione è abbastanza scorrevole, non ci sono refusi. 

L’autore ci porta fino alla fine e poi con un finale aperto ci fa capire che questo è il primo libro di una trilogia…

100 SERIE TV IN PILLOLE

STAGIONE 2 – Manuale per malati seriali recidivi di Luca Liguori, Antonio Cuomo e Giuseppe Grossi

☕☕☕️  #segnalazionelibro ☕☕☕

In COLLABORAZIONE con autore e casa editrice Multiplayer Edizioni oggi vi presento questo libro: 

100 SERIE TV IN PILLOLE STAGIONE 2 – Manuale per malati seriali recidivi di Luca Liguori, Andrea Cuomo e Giuseppe Grossi

Copertina flessibile 208 pagine
Editore Multiplayer Edizioni
Data di pubblicazione 24 settembre 2020

💊💊💊 IO SONO MALATA  DI SERIE TV… E VOI??!!!! 💊💊💊

Il mondo si potrà pure fermare, ma il numero di serie da vedere cresce sempre. Inesorabilmente.

Dopo il successo di 100 Serie TV in pillole – Manuale per malati seriali e Cult – I film che ti hanno cambiato la vita, la redazione di Movieplayer.it torna a parlare di piccolo schermo e serialità. Una nuova seconda stagione davvero imperdibile!

Terni – 24 settembre 2020 – “Non c’è cura per un malato seriale. Ormai lo sappiamo bene. E allora siamo qui a somministrarvi una nuova dose dedicata ad altre 100 serie tv che hanno fatto la storia del piccolo schermo. Vi avevamo lasciato sul più bello, come durante il finale del vostro show preferito, perché c’era ancora tanta altra serialità da celebrare. Lo faremo con una seconda stagione di serie tv imperdibili, da riscoprire o da recuperare. 100 nuovi show per un’intensa e imperdibile sessione di binge-reading.”

A distanza di due anni, Movieplayer.it, il web magazine di cinema serie TV e streaming video, presenta ai lettori il secondo volume di 100 SERIE TV IN PILLOLE, scritto a sei mani dalle tre penne più brillanti della redazione: Luca Liguori, Antonio Cuomo e Giuseppe Grossi.

LA CONFERENZA STAMPA – SAVE THE DATE

A parlarne più approfonditamente saranno gli stessi autori durante la conferenza digitale che si svolgerà il 28 settembre alle ore 15.00in contemporanea live sui canali Facebook, YouTube e Twitch di Movieplayer.it

La moderatrice dell’evento streaming sarà la giornalista Eva CarducciL’evento è aperto a tutti e non necessita di registrazione.

Se è vero che la dipendenza da serie TV può essere considerata da alcuni una vera e propria patologia, noi, battute a parte, l’abbiamo sempre vista come una delle migliori cure possibili alla noia e alla tristezza. 

E di questo abbiamo avuto conferma in uno dei periodi più bui e noiosi che le nostre generazioni possano ricordare, il recente lockdown, durante il quale abbiamo tutti rivolto lo sguardo verso il televisore.” commenta Luca Liguori, autore del libro e Direttore Editoriale di Movieplayer.it “Abbiamo anche capito che le 100 serie che avevamo scelto due anni fa non erano sembrate “poche” solo a noi, e che di “malati seriali” insaziabili e incontentabili ne esistono tantissimi.”

Il manuale raccoglie, rigorosamente in ordine alfabetico, altre 100 serie tv in un ventaglio molto ampio di generi seriali: dai crime più avvincenti alle migliori serie drammatiche, dalle sitcom più amate agli show di fantascienza. Senza dimenticare una contenuta ma accurata selezione di anime come Neon Genesis Evangelion, Death Note e L’attacco dei giganti.

Che siano tra i fenomeni televisivi più rilevanti del momento come The BoysThe Mandalorian e Ozark, prodotti meno mainstream ma assolutamente ottimi come Broadchurch o cult intramontabili come Willy, il Principe di Bel-AirDawson’s Creek o Xena – Principessa guerriera, ogni serie tv viene approfondita in maniera davvero esaustiva. Il volume, infatti, oltre a fornire un assaggio di trama (il giusto per stuzzicare l’appetito) e una breve critica dell’opera, specifica il numero di stagioni, la durata degli episodi e le ore totali necessarie per un binge watching fino all’ultima puntata.

Come nel volume precedente, gli autori non mancano poi di segnalare, per ogni serie, l’episodio memorabileil target (consigliata a chi), la compagnia più adatta per la visione e gli effetti collaterali nei quali anche i malati seriali più recidivi rischiano di incappare. 

In fondo al volume, come in tutti i manuali che si rispettino, è posizionato un comodo glossario che viene in aiuto di chi, nonostante l’amore incondizionato per le serie televisive, non ne mastica (ancora) lo slang.

#candelinegrigie

Diciassettesima tappa della challenge organizzata da @radicalging e @officialagathachristie

Diciassettesima tappa: 17 – Gone Girl: non è un mistero (in realtà lo è ancora) il fatto che per 11 giorni Agatha Christie sia svanita nel nulla. A dirla tutta, ogni tanto spariva anche nei suoi libri, usando lo pseudonimo Mary Westmacott. Fateci vedere un libro che ha scritto sotto pseudonimo oppure, se volete, condividete una citazione dai suoi libri che sembra ricordare gli 11 giorni della sua scomparsa.

Alla fine del 1926Archie chiese ad Agatha il divorzio. Si era infatti innamorato di Nancy Neele, un’amica del maggiore Belcher, direttore della British Empire Mission, il tour promozionale al quale avevano partecipato qualche anno prima. 

Il 3 dicembre 1926, i Christie litigarono e Archie lasciò la loro casa, chiamata Styles, a Sunningdale, nel Berkshire, per trascorrere il fine settimana con la sua amante a Godalming, nel Surrey

Quella stessa sera, verso le 21:45, la Christie scomparve da casa sua, lasciando dietro di sé una lettera per la sua segretaria dove diceva che sarebbe andata nello Yorkshire. La sua auto, una Morris Cowley, fu in seguito trovata a Newlands Corner, sopra una cava di gesso, con una patente di guida scaduta e dei vestiti.

La sua scomparsa causò molte domande tra il pubblico. Il segretario agli interni, William Joynson-Hicks, fece pressione sulla polizia e un giornale offrì una ricompensa di cento sterline. Oltre mille agenti di polizia, 15.000 volontari e diversi aerei perlustrarono il paesaggio rurale. 

Sir Arthur Conan Doyle giunse a regalare a una medium uno dei guanti della Christie per trovare la donna scomparsa. Dorothy L. Sayers visitò la casa nel Surrey, usando in seguito lo scenario nel suo libro Unnatural Death

La scomparsa di Christie venne descritta anche dalla prima pagina del The New York Times. Nonostante la vasta ricerca non fu trovata per dieci giorni.

Il 14 dicembre 1926, venne rintracciata presso lo Swan Hydropathic Hotel (oggi Old Swan Hotel) di Harrogate, nello Yorkshire, registrata come “signora Tressa Neele” (il cognome dell’amante del marito) da Città del Capo.

L’autobiografia di Christie non fa riferimento alla sua scomparsa. 

Sebbene due medici le abbiano diagnosticato un’amnesia, l’opinione rimane divisa sul motivo per cui scomparve. La sua biografa Laura Thompson suggerì che Christie lo chiarì nei sei romanzi rosa che scrisse tra il 1930 e il 1956con lo pseudonimo Mary Westmacott, in uno stile ben diverso dalle sue normali storie poliziesche. 

Era infatti conosciuta per l’essere depressa a causa dal superlavoro letterario, per la morte di sua madre avvenuta all’inizio di quell’anno e per l’infedeltà di suo marito. La reazione pubblica dell’epoca fu in gran parte negativa, supponendo che fosse una trovata pubblicitaria o un tentativo di incastrare il marito per omicidio.

Uno dei famosi romanzi scritti sotto pseudonimo è: Ritratto incompiuto 

Recensione de “Un momento fa, forse” di Giovanni Ardemagni in collaborazione con autore

📌📌📌 RECENSIONE 📌📌📌

Recensione de “Un momento fa, forse” di Giovanni Ardemagni in collaborazione con autore @giovanniarde…

EditorePegasus Edition 
Data di pubblicazione1 maggio 2019
Copertina flessibile 154 pagine

Cari amici lettori vorrei raccontarvi quello che la lettura di questo libro ha lasciato in me. Questo racconto, narrato egregiamente da Giovanni Ardemagni, mi ha fatto tanto riflettere sul mio modo di vivere, mi ha toccato nel profondo del mio essere, mi sono chiesta: “Ma nella mia vita quotidiana quanto vivo nel qui ed ora? Affronto quello che mi accade anche a livello animico? Sono pronta a cogliere quello che la vita mi offre nella sua completezza?” Ecco spero che anche voi accogliate questa lettura illuminante con la stessa carica emotiva che ha scatenato in me. 

Venendo alla trama, questo romanzo ci parla di un’amicizia nata in tanti anni di lavoro fatti assieme dai due protagonisti Marcel e G, amicizia che si rinsalda dopo una giornata trascorsa assieme come mai era successo tra loro! in questa giornata vissuta intensamente, in pienezza, i nostri due protagonisti, scherzano, giocano, si lasciano andare, parlano di tutto, fino a raccontarsi, e a confidarsi anche segreti, tenuti nascosti fino a quel momento.

In questa giornata meravigliosa per loro, assaporano la pienezza dell’essere. 

“Penso solo che noi tutti cerchiamo di fare il possibile per allungarci la vita, Marcel, oggi, mi ha fatto capire come allargarla. E gliene sarò grato per sempre.”

L’autore tocca pure un tema doloroso, ma di stretta attualità, purtroppo si tratta di quei licenziamenti, fatti a persone già in età avanzata che si sono spesi per l’azienda con devozione. In questo caso abbiamo un nuovo datore di lavoro, che subentrando in quell’azienda, non esita a licenziare i nostri due amici, senza peraltro farsi il minimo scrupolo, ma badando semplicemente, e unicamente, a quello che ritiene sia la cosa migliore per ottenere maggior profitto. 

I nostri due amici accuseranno fortemente il colpo, ma avranno reazioni diverse.

Il finale sarà veramente molto intenso, arriverà a commuoverci! 

Ringrazio l’autore per averci dato l’opportunità di entrare in certe situazioni, accompagnandoci con estrema delicatezza e una scrittura semplice ed efficace! 

Questo romanzo a me personalmente ha dato molto! E lo consiglio caldamente a tutti…  complimenti Giovanni Ardemagni! 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Il mio funerale e altre cose poco importanti” di Ottavia Spaggiari in collaborazione con casa editrice Bookabook

📌📌📌 RECENSIONE 📌📌📌

Recensione de “Il mio funerale e altre cose poco importanti” di Ottavia Spaggiari in collaborazione con casa editrice Bookabook

EditoreBookabook
Data di pubblicazione23 maggio 2019
Copertina flessibile 456 pagine

⚱️⚱️⚱️  E VOI COME IMMAGINATE IL VOSTRO FUNERALE?!?! ⚱️⚱️⚱️

“Quando sei morto rimpiangi tutte le parole che avresti potuto dire e che non hai mai detto.”

Buongiorno cari amici lettori, oggi vi voglio parlare di questo romanzo molto particolare e intenso, che pur se esula dalla mia zona di comfort ho amato.

“Mi chiamo Giacomo Necchi e prometto che non sarà un morto blaterante come le voci narranti dei film in cui il povero defunto comincia raccontare delle tragiche circostanze della propria dipartita, con annessi interminabili monologhi sulla meraviglia della vita, l’ineluttabilità della morte e il desiderio di confessare episodi scabrosi del proprio passato. Questo non è un noir e questa storia non parla di me, né della mia morte che, seppur disgraziata, non si può certo definire straordinaria. 

Da morto mi sento piuttosto bene. Trovo rilassante fare parte della vita altrui senza il peso di una relazione interattiva reciproca.”

Eh già, il narratore veramente particolare di questo romanzo è proprio Giacomo, il defunto Giacomo. 

In prima persona, ci racconta la sua vita attraverso le vicende familiari, i suoi più cari affetti, un romanzo corale che racchiude la vita di tutti, parenti, amici, vicini di casa del defunto e loro congiunti.

Un italiano trasferito da trent’anni in America, a Long Beach, in California. 

Da sempre ha lavorato in una grossa compagnia di assicurazioni perché la sua passione più grande, la scrittura, purtroppo si è rivelata infruttuosa.

“Non sono mai stato uno scrittore vero e non lo sono nemmeno da morto.

Le parole di Nathan sono fuorvianti per la descrizione di un altro personaggio, ovvero me stesso. In realtà non posso nemmeno definirmi personaggio. Sono morto, dall’inizio alla fine. Sono il narratore. Un narratore pessimo, che interrompe il proprio personaggio a metà del dialogo. E chi se ne frega. Il narratore sono io, le decisioni sono mie, quindi parliamo di me.

La mia morte non era così prevedibile. 

Da come parlava Nathan sembrava che io fossi con un piede nella fossa. Che avessi trascorso la mia vita ammazzandomi di hamburger e patatine fritte come nel peggior luogo comune europeo che vede l’americano medio obeso e incurante della propria dieta.”

Sembra paradossale, lo so, ma attraverso questo romanzo la Spaggiari ci fa capire che Giacomo conoscerà veramente i suoi familiari e amici solo dopo morto, li vedrà per quello che realmente sono, come se un velo paraocchi gli si fosse levato da davanti agli occhi.

Giacomo si accorge che la morte gli concede una prospettiva privilegiata. 

Si rende subito conto che tutti intorno a lui hanno qualcosa da nascondere e che non sono davvero come ha sempre creduto che fossero. Persino lui stesso ha un segreto postumo che potrebbe sconvolgere la sua famiglia.

“Guarda questo posto. Lo sai come si chiamava? La stanza senza sottobicchieri… Infatti è piena di aloni, e macchie di tazze di caffè che non riesco a togliere. Ci ha rinchiuso tutto qui dentro. Qui viveva la sua vita immaginaria, costruita sui se. Qui dentro era uno scrittore e forse non era nemmeno sposato con me. 

Ma lui non era uno scrittore. Non importa quanto avrebbe voluto diventarlo. Aveva scelto di non esserlo, e sai una cosa? Sì, forse questo era il suo unico rimpianto, ma sai cosa ti dico? Gli è andata piuttosto bene. Ha avuto te, ha avuto Nathan, ha avuto quello che voleva: la stabilità. 

Un rimpianto solo nella vita non è nulla.”

Grandi segreti taciuti, dinamiche familiari troppo consolidate per cambiarle, tradimenti, verranno alla luce, piano piano, Ottavia Spaggiari con uno stile veramente molto bello e fluido, nonostante la mole di 456 pagine, ci porterà alla scoperta di rimpianti, vita vissuta, cose che si potevano cambiare e non.

Veramente consigliato 4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA a Marco Astolfi di Tantilibriecaffe

Questa settimana intervista all’autore Marco Astolfi

✔️ Parlaci un po’ di te… cosa fai nella vita oltre a scrivere?

Io lavoro in banca, oramai da quattordici anni pieni, come semplice impiegato, nulla di… adrenalinico insomma.

È però un lavoro che mi consente di dedicarmi alle mie passioni, come lo scrivere appunto. Poi, seguo la mia società di pallacanestro dove giocavo come responsabile delle comunicazioni, per lo più quelle via social network.

Poi mi piace lo sport (per compensare la sedentarietà da impiegato), il cinema e l’arte, oltre che ai fumetti.

✔️ Parliamo del tuo libro “I difensori della città” che ho letto e amato.

Pur essendo una storia fantastica è ricco di principi morali, com’è nata l’idea?

Innanzitutto, ti ringrazio, mi fa davvero un grande piacere che il mio lavoro sia riuscito a regalarti emozioni che ricorderai.

Mi sono ispirato ai comics, dove ogni eroe deve fare i conti con il suo nemico più grande: sé stesso. Non dobbiamo mai scordarci che, ad esempio, anche un personaggio come “Superman”, pieno zeppo di superpoteri, è pur sempre una persona con le sue debolezze (e non parlo di kryptonite). Il lettore deve immedesimarsi nel suo eroe, deve poter dire “Lui è come me e se ce l’ha fatta lui, posso farcela anche io!”. 

I miei protagonisti, infatti, sono normalissimi ragazzi, che ogni giorno vediamo in giro per strada.

Il mio romanzo è nato per puro gioco insieme ad una mia amica; poi all’insaputa sua e di tutti, ho iniziato a scrivere questa storia. È sempre stato un mio desiderio pubblicare qualcosa di mio.

✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Io sono sempre stato un grande appassionato di eroi e supereroi, dai miti greci ai fumetti della Marvel e DC-Comics. Quando leggi le gesta di un eroe, lo immagini sempre come un personaggio invincibile, senza paura e senza alcun difetto. In realtà, la vita ci insegna che è tutto l’opposto, che i veri eroi siamo noi, nel nostro quotidiano, per noi stessi e per gli altri.

Fragilità e paura devono essere nostri “compagni di viaggio”, che insieme a determinazione e coraggio completano il nostro essere. Mai vergognarsi di ciò che si è, mai pensare che una cosa sia impossibile da fare.

Il vero eroe è colui che si accetta e si migliora senza arrendersi, diventando un esempio da seguire. Infatti, il mio supereroe preferito (che viene poco prima di “Batman”) è “Paperinik”: il personaggio di Paperino con il suo alter ego incarna perfettamente questa ideologia.

✔️ Pensi di scrivere un seguito al tuo primo libro? Hai in cantiere un altro romanzo?

“I Difensori della città” ha riscosso un successo che neppure io mi sarei aspettato e chiunque lo ha letto ha fatto la stessa domanda. Per cui, senza troppi spoilers, rispondo di sì, c’è in cantiere un seguito delle avventure dei miei supereroi. Posso anticipare che sto creando un nuovo antagonista veramente spietato, che metterà a dura prova i protagonisti.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Mi piace leggere e vorrei davvero ritagliare più tempo per farlo. 

Un libro mi deve attrarre e tenere incollato con la storia e i personaggi. Mi piacciono un sacco i romanzi gialli di Agatha Christie (adoro Hercule Poirot) ma tra i miei preferiti ci sono classici come “Zanna Bianca” di London e “Frankenstein” di Shelley. In vacanza ho terminato “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” di Jonasson: un libro tanto grottesco e comico quanto dolce, che si fa amare. Adesso ho da poco iniziato “I cerchi nell’acqua” di Robecchi: un poliziesco ambientato proprio a Milano, che mi aiuterà ad addentrarmi ancora di più nella città del mio romanzo. Mai scordarsi della nostra cultura letteraria, siamo il Paese più bello del mondo.