Recensione de “La chiave del tempo” di Flaminia Nucci in collaborazione con autrice

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Recensione de “La chiave del tempo” di Flaminia Nucci in collaborazione con autrice

EditoreRobin
Data di pubblicazione20 luglio 2020
Copertina flessibile 256 pagine

“Forse è questo il destino. Solo la conseguenza di un gesto in un angolo di cielo. Un gesto di cui si ignora tutto, ma a causa del quale all’improvviso nuove melodie si intrecciano. Si fondono. Fremono. Ogni dolore è una fine, devi accettarlo. E accettare di vivere questo epilogo come l’annuncio di un prologo. Così va la vita. Senza inizio né fine. Senza fine né inizio. Come un otto. Che sta solo a me guardare in orizzontale per vederlo ancora una volta trasformarsi in infinito.”

In questo romanzo si respira a pieni polmoni l’arte, dalla musica che fa da padrona, alle intense e veramente dettagliate descrizioni dei luoghi: Copenaghen e Siviglia. 

Ho notato subito le bellissime illustrazioni, ce ne sono veramente moltissime, completano la visione mentale già fervida del lettore grazie alla narrazione così dettagliata della Nucci. 

Lodevole conoscenza, da parte dell’autrice, dell’architettura, della storia, dei dettagli più precisi delle città d’Europa e d’Italia. 

La doppia narrazione è molto efficace, a capitolo alternati, l’autrice ci parla di Reno e Rocio.

I protagonisti si incontrano casualmente a San Gimignano nel 2010, sono entrambi musicisti, lui flautista e lei violoncellista. 

Per un attimo è pura magia, i loro sguardi entrano nell’anima. Così prepotentemente scatta un sentimento anche se per pochi minuti perché i due torneranno alle loro vite per 7 lunghi anni..

Un senso di vuoto e malinconia subito ci pervade, attraverso i protagonisti, che sono alla ricerca spasmodica di una pienezza interiore. 

E da qui inizia la parte più importante del romanzo: 

Strani sogni dove avvengono scambi di persona…

In sogno e sulle ali dell’immaginazione, tutti noi abbiamo sperimentato la speciale ebbrezza 

di visitare posti ignoti e meravigliosi, o di essere oniricamente altre persone.

Ma poi al risveglio abbiamo conosciuto la cocente delusione di quando la realtà ci ricaccia d’un sol colpo alla vita di tutti giorni.

Ma cosa accadrebbe se nel momento di riaprire gli occhi scoprissimo che quello che abbiamo sognato è realmente accaduto? 

Che abbiamo delle prove tangibili che il giorno è trascorso ed effettivamente sono successe tutte le cose vissute in sogno? 

Questo ci direbbe che i sogni non sono soltanto sogni, ma manifestazioni di mondi e di dimensioni ulteriori. Anche questa scoperta dovrebbe indurci a comportamenti diversi. Forse non ci renderebbe migliori quanto il sapere che c’è un mondo parallelo, ma ci alleggerirebbe l’animo da molte angosce perché l’esistenza di un altro mondo arricchirebbe di senso quello in cui già ci troviamo.

Sapremmo finalmente che esistono un dove e persino un altrove, e non proveremo più la spiacevole sensazione di camminare a vuoto.

Mai come in questo romanzo i sogni sono salvifici… il nostro inconscio ci verrà incontro attraverso i sogni per farci capire che non c’è solo quello che noi viviamo tutti i giorni, ma c’è altro nascosto dentro di noi che non percepiamo. In questo il sogno aiuta a evadere dalla nostra vita quotidiana e imparare, correggere il tiro della nostra vita attraverso un viaggio dentro il nostro IO. 

Un libro che è molto più di una storia d’amore, è la ricerca del sé, la ricerca dell’altra metà di noi stessi. 

Consigliato a tutti, un viaggio attraverso le percezioni dell’anima. 

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Ammazzalavoro” di Marco Turco in COLLABORAZIONE eBook con autore

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Recensione de “Ammazzalavoro” di Marco Turco in COLLABORAZIONE eBook con autore

Data di pubblicazione 30 maggio 2020
Lunghezza del libro 155 pagine 

💼💼💼 Disoccupati e alla ricerca di lavoro unitevi…!!! Questo libro è per voi! 💼💼💼

Sebbene questo thriller tratti un argomento spinoso, l’autore, secondo me, ha saputo parlarne in maniera veramente molto originale, la sua scrittura è semplice e diretta, ma al contempo anche sottile e provocatoria. 

“Lavorare uccide? 

Siamo già entrati nell’epoca del campo di concentramento virtuale per risorse umane, in cui i disoccupati invidiano chi ha un lavoro e viceversa, ma sono solo i secondi a morire per mano di altri, visto che i primi ci pensano da soli a morire di stigma o di fame.”

La nostra protagonista Virginia, è alla ricerca di lavoro da molto tempo, e, colloquio dopo colloquio andato male, decide di mettere a punto un piano… la vendetta. 

In fondo chi di noi non ha mai provato quella terribile sensazione di inadeguatezza, di inutilità di fronte all’ennesimo colloquio con un responsabile delle risorse umane o recruiter?? Quella sensazione che prende all’ennesimo: “Le faremo sapere”, di voler strangolare questi addetti spocchiosi e insensibili??? 

“Quest’occasione è troppo ghiotta per me: andare a un colloquio di lavoro ed eliminare un “nemico“ che sta cercando di arricchirsi alle mie spalle è un vero e proprio obbligo morale, che conferma la bontà della mia campagna di “pulizia etnica“ o forse meglio di “bonifica“ nel mondo del lavoro.”

Mi è piaciuta moltissimo la doppia narrazione in prima persona, da parte di Virginia e da parte dei responsabili delle risorse umane, ci fa entrare appieno nelle sensazioni e significati che il romanzo ci vuole trasmettere. 

42 vittime… e ancora l’ammazzolavoro Virginia non è stata scoperta. 

Un libro breve ma molto intenso, una vena satirica e irriverente ci accompagna in tutta la lettura, una denuncia sociale al mondo del lavoro e alle figure che lo popolano. 

Un finale veramente molto originale e spiazzante renderà l’opera ancora più interessante. 

Un esordio veramente buono per Marco Turco. 

Un’opera che consiglio. 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “L’ultimo segreto di Paganini” di Davide Lazzeri in collaborazione con autore

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Recensione de “L’ultimo segreto di Paganini” di Davide Lazzeri in collaborazione con autore

EditoreCompagnia editoriale Aliberti
Data di pubblicazione22 maggio 2020
Copertina flessibile 294 pagine

1840. Muore Niccolò Paganini, il più grande e virtuoso violinista della storia, lasciando un segreto pericoloso per l’umanità. 

Rimarrà celato per più di un secolo e mezzo.

“L’aura di maledetto già lo circonda. Maleducato e arrogante, veste sempre di nero, con marsina e panciotto dello stesso colore, gli occhiali scuri finché il sole non tramonta. Il cappello nasconde un volto brutto con un naso aquilino e capelli scarmigliati. 

Lo seguo ovunque egli vada. In disparte, ma sempre presente. So dove va ogni sera e con chi si intrattiene. Io so di lui, lui non sa di me.”

Troveremo molti filoni narrativi in questo romanzo, capitoli molto brevi che ci faranno viaggiare continuamente nel tempo e nello spazio. 

Un attimo siamo a Parigi, Vienna, New York, Genova, Chausey Island nel 2013-14, l’attimo dopo a Ginevra, Londra, Berlino tra il 1805-1840. 

Difficile è veramente a volte tenere il passo tanto le informazioni sono cospicue e i personaggi molteplici. 

Sebbene ascoltare la musica appaia come la cosa più semplice e comune del mondo è in realtà il risultato di meccanismi complessi e sorprendenti. Gli effetti della musica sul nostro cervello in quanto a percezione, cognizione e  modifiche metaboliche temporanee e neurali sono permanenti.

In questo romanzo si dà ampio spazio alla ricerca musicale, con tantissime elucubrazioni mediche, biologiche, scientifiche.

Percepiamo molto bene tutti gli studi che sono stati fatti dall’autore. 

Ci sono moltissime nozioni storiche, di fisica, biologia e applicazioni in campo medico.

Miti e leggende ruotano quindi intorno a Paganini, ma nel libro troviamo anche la parte thriller, la parte noir, la parte storica, tutto orchestrato magistralmente da Lazzeri. 

Un libro molto complesso nel suo insieme, che consiglio solo agli amanti dei libri ricchi di approfondimenti e spiegazioni dettagliate, non abbiamo grandi colpi di scena, ma troviamo un alone di mistero costante. 

Il libro si approccia alla psico-neurobiologia che è una disciplina piuttosto nuova, un ramo iperspecialistico della neurobiologia. 

Come vi dicevo il marchio dell’autore si nota molto nel fatto che essendo un chirurgo mette molto della sua esperienza, ci sono intere pagine di medicina, scienza. 

Personalmente avrei alleggerito un po’ il libro, tagliando un po’ queste parti medico scientifiche in quanto già di per sé il libro è molto corposo e pieno di avvenimenti. 

Comunque, nel finale, ogni tassello del puzzle incredibile di questo thriller andrà al suo posto. 

E infine un’ampia postfazione darà al tutto una completezza, il lettore non dovrà più porsi domande della serie: “Cosa c’è di vero e cosa no?” perché Lazzeri risponderà a tutte le nostre domande di lettori che ci siamo posti. 

4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Lettera alla sposa” di Licia Allara in collaborazione con autrice

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione de “Lettera alla sposa” di Licia Allara in collaborazione con autrice

EditoreEuropa Edizioni
Data di pubblicazione1 aprile 2019
Copertina flessibile 115 pagine

Amici lettori, 

mi accingo a fare questa recensione, con un po’ di emozione ma comunque di getto, per cercare di far passare le mie sensazioni. 

La scrittrice ci mette in evidenza che l’immergersi nelle aspettative altrui, acconsentire, per comodità, per non rischiare di deludere gli altri, vuoi per affetto o per insicurezza nostra, alla fine però farà sì, che mai saremo persone centrate, mai avremo ascoltato il nostro vero sentire quello animico! Addirittura penseremo che siano le nostre stesse aspettative, quelle che viviamo, se non impariamo ad ascoltare il nostro intimo sentire, non prenderemo coscienza di ciò che accade. Licia Allara narra di un matrimonio, un matrimonio perfetto, pensato e organizzato, fin nei minimi particolari. 

Il giorno del matrimonio perfetto arriveranno il fioraio, l’organista, e tanti invitati, tutti molto eleganti! 

La nostra autrice si soffermerà su alcuni di loro, per raccontarci le loro vite, dall’infanzia fino al momento della partecipazione, e, con la sua scrittura semplice e fluida entrerà nella loro essenza, non nell’immagine che danno, al mondo di sé. 

L’inganno, che queste persone fanno al mondo, lo faranno soprattutto a se stesse in quanto non consapevoli di vivere la vita, che in qualche modo, è già stata programmata da altri. 

La vita ogni tanto ci verrà incontro, ma avendo tacitato il nostro sentire interiore abitualmente, non sapremo neppure cogliere l’attimo e riconoscere l’opportunità. 

Questo libro ci lascia qualche lezione di vita, non dobbiamo interferire nelle vite altrui, ma neanche permettere che nessuno entri nella nostra vita a tracciare il nostro cammino, anche se a volte tutto ciò è fatto per affetto. 

La nostra vita va vissuta, magari con qualche errore, che impareremo a correggere! 

“Leggeva molti libri, vedeva molti film, si emozionava sui libri, piangeva al cinema, ma che quelle emozioni potessero entrare a far parte di una vita reale, della sua vita, questo è un pensiero che non ebbe mai”. 

Questo libro è molto consigliato!!

Ci porterà a fare un giro introspettivo, nel nostro sentire …! Grazie Licia Allara 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de Il filo rosso di Paola Barbato

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Recensione de “Il filo rosso” di Paola Barbato

GDL #toctoccileggiamo

EditorePiemme
Data di pubblicazione4 giugno 2019
Lunghezza del libro 384 pagine

“È un filo sottile, il dolore. Un filo rosso. E ci lega, ci stringe, penetra così a fondo che ci dimentichiamo di averlo dentro. Curiamo le cicatrici, come se fossero quelle il male. Poi un giorno, improvvisamente, il filo si tende, strappa tutto, apre la pelle. E se lo segui, se guardi dove va a finire, va a finire dentro a un altro. Un altro come te. Un altro che lo sa.”

Anche in questo thriller la Barbato ci prende le viscere e le attorciglia, tanto è forte il suo romanzo, la trama, i personaggi. 

Ti entrano sotto la pelle e la lacerano. 

I temi trattati dalla Barbato sono sempre molto attuali purtroppo, attraverso le sue opere in fondo, ci accorgiamo di quanto sia malato il nostro mondo. 

La parte finale de Il filo rosso, soprattutto per chi è genitore, vi avviso, è devastante. 

Antonio, il protagonista, un padre al quale hanno stuprato e ucciso la figlia di solo 13 anni. 

Senza mai rientrare nella casa dove era stata massacrata la figlia, senza mai visitare la sua tomba al cimitero, senza un contatto con sua moglie o con tutto quello che era stato. Per cinque anni aveva funzionato…

“Era stato un lavoro lungo e meticoloso, la costruzione di un ingranaggio perfetto, una macchina inutile fatta coi resti di qualcosa che non esisteva più, ma che, se ben oliata e supervisionata, funzionava a meraviglia. 

Una parte del suo cervello era rimasta chiusa, esiliata in un compartimento stagno, le azioni che in qualche modo avrebbero potuto ricordargli qualcosa si erano trasformate in automatismi. Aveva abbassato tutti gli interruttori, fatto buio in sé…”

Ma un giorno un cadavere rinvenuto nel suo cantiere ma, soprattutto, un messaggio alla sua porta: 

UNO IN MENO

Da qui Antonio entrerà in una spirale senza via d’uscita. 

“C’era una ragione per continuare a vivere. Una ragione sola. Ma bastava.”

Un thriller magistrale. Molto consigliato

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Complotto mortale” di Tony Kent in collaborazione con casa editrice Solferino

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione de “Complotto mortale” di Tony Kent in collaborazione con casa editrice

EditoreSolferino
Data di pubblicazione6 giugno 2019
Copertina flessibile 469 pagine 

Un autore che è alla sua prima opera può tenerti incollato ad un libro? Ebbene la risposta è sì cari amici lettori! 

Che dire di questo autore che è al suo primo lavoro? Dire bravo mi sembra riduttivo, vi assicuro, amici lettori che se leggerete il libro di Tony Kent, la penserete come me. 

Egli ci conduce attraverso una trama, veramente articolata, complicata, che per l’appunto, come dice il titolo dell’opera, un complotto mortale, accompagnandoci con la sua scrittura fluida a sbrogliare la matassa.

Nella trama, a mio parere, molto interessante, troveremo la politica e la manipolazione che purtroppo usano, molti politici e non!!

Incuranti del male che procureranno agli altri esseri umani, avranno come unico obiettivo, quello di raggiungere i loro scopi, non esiteranno a corrompere, ahimè, ad uccidere anche molte persone, per ottenere il potere! Questa storia è inventata, ma purtroppo come ben sappiamo, a volte la realtà non si discosta di molto! 

Noi cari lettori però continueremo a pensare e sperare che certe cose succedono solo nei romanzi thriller per l’appunto. 

Tutto accade a partire da un attentato , compiuto da quello che fino ad allora era stato un integerrimo professore universitario. In una piazza affollata c’è un palco, sul palco ci sono due politici, uno il Primo Ministro britannico l’altro il presidente degli Stati Uniti. 

Il killer sparerà un intero caricatore contro i due nel palco, uno morirà e uno resterà ferito.  Domanda: perché un tranquillo professore universitario avrà deciso di uccidere? Chi effettivamente era la vittima designata? 

L’Intrigo partirà da qui! Vicino al palco si trovano pure una giornalista e il suo cameramen, erano lì unicamente per fare il loro lavoro, e resteranno purtroppo coinvolti nel complotto, come tutti quelli che da qualche punto di vista avranno a che fare con l’attentato.

Ora l’attentatore verrà immediatamente catturato e trasferito in un carcere, dove sarà l’unico detenuto. La giornalista e il suo cameraman si recheranno fuori dalla prigione dove hanno saputo esserci l’attentatore, mimetizzati aspetteranno ore per cercare di avere notizie sul fatto al fine di poter essere i primi a divulgare notizie inerenti all’accaduto.

Purtroppo per loro vedranno qualcosa che non avrebbero dovuto vedere, in quanto è già chiaro che c’è un tentativo di insabbiamento sul reale accaduto.

Da lì partirà una caccia per catturare i due senza esclusione di colpi e tutti quelli che in qualche modo avranno capito che le notizie date dai media non corrispondono con quello visto, dovranno lottare per difendere la loro stessa vita.

Chi ha architettato il tutto non vorrà che saltino i disegni malvagi programmati. 

Vi garantisco che è assolutamente avvincente! Se il libro è bello il finale è mozzafiato strepitoso a mio parere!

E all’autore mi sento di dire, se alla tua prima opera scrivi così… Non ci resta che aspettare il tuo prossimo lavoro, magari riuscirai a stupirci ancora con la tua bravura! 

Molto consigliato per gli amanti del thriller. 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “L’ipotesi del male” di Donato Carrisi

Letto insieme al #gdlcarrisi

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Recensione de “L’ipotesi del male” di Donato Carrisi

Letto insieme al #gdlcarrisi… Per partecipare contattare me o @libriamociblog

EditoreLonganesi 
Data di pubblicazione 29 aprile 2013
Lunghezza del libro414 pagine 

“TI PIACEREBBE UNA NUOVA VITA??”

“Hai mai desiderato scomparire?

C’è una sensazione che tutti, prima o poi abbiamo provato nella vita: il desiderio di sparire. 

Di fuggire da tutto. 

Di lasciarci ogni cosa alle spalle. 

Ma per alcuni non è solo un pensiero passeggero. Diviene un’ossessione che li divora e li inghiotte. Queste persone spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Nessuno sa che fine fanno. 

E quasi tutti presto se ne dimenticano.”

Che dire di questo secondo libro di Carrisi con protagonista Mila Vasquez, sicuramente mi ha preso molto di più de “Il suggeritore“.

Divorato in pochi giorni, con un finale da brivido. 

Qui invece che il Suggeritore il cattivo è chiamato “il signore della buonanotte”. L’ipotesi del male: il bene di alcuni coincide sempre con il male di altri, ma è valido anche il contrario. 

“L’ipotesi del male era una sintesi stupefacente di ciò che vedeva ogni giorno come poliziotta. Ma spiegava anche tante cose di lei. 

È dal buio che vengo, ed è al buio che ogni tanto devo ritornare.”

Questo thriller parla di persone scomparse che ritornano… E ritornano per uccidere. 

Mila li chiamava i predestinati. 

Sono passati sette anni dal caso de “Il suggeritore“ e sono cambiate diverse cose. Mila ora lavora nel “Limbo“, ovvero un dipartimento quasi disconnesso dal resto della polizia, dove si cercano le persone scomparse.

Pur essendo con la stessa protagonista, questo romanzo può essere letto tranquillamente anche senza aver letto il libro precedente. 

Certo sicuramente certi piccoli dettagli vi sfuggiranno.

Lo consiglio vivamente. 

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Il caffè dell’amore” di Paoletta Maizza in COLLABORAZIONE eBook con autrice

📌📌📌 RECENSIONE 📌📌📌

Il caffè dell’amore” di Paoletta Maizza in COLLABORAZIONE eBook con autrice

Data di pubblicazione 17 dicembre 2019
Lunghezza del libro 412 pagine 

Letto insieme a @liberileggendo e il GDL #ilcaffedellamore

☕☕☕️ AVETE MAI AVUTO UNA SECONDA OCCASIONE? L’AVETE COLTA AL VOLO? ☕☕☕

“Siete pronti a conoscere il senso della vita? Venite con me… Sto per andare al Caffè dell’amore e scegliere quello più adatto a me.”

Buongiorno cari amici lettori, ci vorrebbe nella vita una Anna per tutti noi, la protagonista di questo romance, che ci prepari ogni giorno i suoi caffè magici. 

Eh già, perché pare che bevendo i suoi caffè avvenga una magia, ne ha inventato di tanti tipi, lei adora il caffè e adora la sua famiglia che possiede questa caffetteria in Puglia, che si chiama appunto: “Il Caffè dell’amore“.

Mi è piaciuto veramente molto questo romanzo… Tanto da non rispettare le tappe del GDL e leggerlo tutto d’un fiato in due giorni! Spero che Rosalba non mi bacchetterà… 😅😅😅😅

In questo romance dai tratti delicati e, con l’amore sempre al primo posto, la Maizza ci porta nella sua splendida Puglia, dove il cielo è sempre limpido e l’aroma del caffè sembra uscire dalle pagine per giungere fino a noi. 

La narrazione è in prima persona di Anna, la protagonista, e sono presenti continui flash back che ci portano indietro all’ultimo anno del diploma e successivamente all’università frequentata da Anna, quindi conosceremo pure le vicende del passato di 10 anni prima.

L’unico neo sono gli innumerevoli refusi presenti nel testo… Consiglierei la rilettura e la ripubblicazione del romanzo all’autrice.

“Il sapore del caffè ha un certo non so che di evanescente e concreto allo stesso tempo. Assaporandolo si riesce a percepirne la dualità nascosta ed io sono stata capace di tirarne fuori la magia per regalarla a chi mi sta vicino e intorno. 

È stato un puro caso il mio.”

Nel complesso un romanzo dolce, delicato, nel quale l’amore trionferà, una lettura molto piacevole. 

Lo consiglio!

3,5/5 ⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA a Marco Pirati di Tantilibriecaffe

✔️ Prima di tutto parlaci un po’ di te: qual è il tuo lavoro, le tue passioni, i tuoi interessi?

Di lavoro faccio il consulente aziendale ma la scrittura è sempre stata una mia passione, insieme alla lettura e alle serie tv. Mi piace la possibilità di visitare il mondo dell’autore ed esplorare nuovi pensieri ed emozioni.

✔️ Parlaci del tuo romanzo “Mr. Mistero”… perché lo definisci l’erede del piccolo principe?!

Perché ne ho preso, diciamo così, il testimone. Se il piccolo principe è la luce, Mr. Mistero è l’ombra dentro ognuno di noi. Sentivo la necessità di continuare l’esplorazione interiore iniziata dal piccolo principe e proseguire in regioni più cupe dell’animo umano. E’ come se avessi proseguito, con un nuovo personaggio, il sentiero tracciato dal suo autore.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Amo molto leggere. Ho letto tanti generi diversi e tanti autori che mi sono piaciuti molto. Sceglierne uno in particolare è difficile. Paulo Coelho è sicuramente tra i miei preferiti.

Dino Buzzati è eccezionale. Tra i giovani contemporanei, Nicolò Targhetta del blog Non è successo Niente, che ha molto talento. 

Non ho un genere preferito. Ma ne ho uno che non sopporto: il fantasy. Quello con i draghi, i popoli, la storia politica. Amo i racconti brevi e le storie d’amore non banali, per citare dei titoli: “Cime Tempestose” di Emily Bronte e “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Enrico Brizzi.

✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Scrivo perché mi aiuta a vedere il mistero e la meraviglia che ci circonda ogni giorno. Meraviglia e mistero che voglio trasmettere ai lettori. 

Pensiamo di sapere tutto ma la verità è che siamo circondati da una giustizia e una bellezza che non sappiamo spiegare. Come un pirata per mare, voglio accompagnare il lettore nella magia quotidiana per scoprire la verità su noi stessi e il mondo. 

A volte è meraviglioso, a volte può fare male. Ma è un’avventura che dona significato alla vita.

✔️ Hai in cantiere o stai pensando di scrivere un altro romanzo?!

Si! In Mr. Mistero mi sono concentrato sul legame con se stessi e sul percorso verso la libertà interiore. Nel romanzo successivo vorrei esplorare i punti di vista femminili, con una protagonista femminile e una tematica legata di più alle relazioni uomo-donna.  Solo che, essendo uomo, mi ci vorrà ancora molto tempo e ricerca prima di poter scrivere qualcosa di valido.

RECENSIONE de La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker

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La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker

EditoreLa nave di Teseo
Data di pubblicazione4 luglio 2019
Copertina flessibile 708 pagine

“Tutto è connesso ma niente è collegato. Questa storia mi sembra un rompicapo.“

Che dire cari amici lettori, 

quando si finisce un libro di Dicker resta sempre una certa malinconia perché sono opere talmente straordinarie che vorresti durassero per sempre. 

Questo è il terzo libro che leggo dell’autore dopo “La verità sul caso Harry Quebert” e “Il libro dei Baltimore.”

Letto insieme al mio gruppo di lettura #gdlthrillercaffe

Raramente ho trovato un libro così machiavellico, tantissimi personaggi (calcolate che alla fine del libro ci sono tre pagine con i nomi dei protagonisti e coprotagonisti e la loro collocazione) e oltretutto una trama intricatissima con continui flashback temporali (ci si sposta continuamente dal 1994 al 2014). 

Dicker ama giocare con i suoi lettori e tenerli incollati letteralmente alle sue opere. 

Due poliziotti che, poco prima della pensione, si rendono conto che 20 anni prima hanno arrestato il colpevole sbagliato… un vaso di Pandora che all’improvviso si scoperchia e da lì non si potrà più tornare indietro. 

Un libro che assolutamente non dovrà mancare tra le vostre letture, lo consiglio tantissimo. 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️