📌📌📌 RECENSIONE 📌📌📌 “L’indicibile di me stesso. Memorie in corso d’opera del Signor Nessuno” di “Armando Jivan Sahi in COLLABORAZIONE con autore

📌📌📌 RECENSIONE 📌📌📌

“L’indicibile di me stesso. Memorie in corso d’opera del Signor Nessuno” di Armando Jivan Sahi in COLLABORAZIONE con autore 

L’indicibile di me stesso. Memorie in corso d’opera del Signor Nessuno di Armando Zoff

Editore
Alto Voltaggio 
Data di pubblicazione 
17 febbraio 2014
Lunghezza del libro: 272 pagine 

“Spero tu possa specchiarti in queste pagine, affresco di quel sogno ad occhi aperti che è la vita, e trovarvi ispirazione per il tuo viaggio verso la gioia. 
E ora dammi la mano, lasciati condurre nei meandri della mia esistenza.”

È il terzo libro che leggo di Zoff, debbo dire che questo si discosta un po’ dai precedenti.

“Chi vuole rinascere, deve essere disposto a lasciar morire chi credeva di essere“.

Questa frase, in quarta di copertina, analizza molto bene il testo che ci racconta l’iniziazione di Armando Jivan Sahi ai misteri profondi dell’esistenza e a una versione più allargata ed evoluta di sé stesso.
Una sorta di libro-diario, nel quale l’autore ci racconta, con dovizia di particolari, il cammino intrapreso con la sua insegnante psicospirituale Videha, della quale l’autore fu allievo durante cinque anni di apprendistato.

“Dedico questo libro a Videha. 
Perché la sua venuta, quella mano tesa di un angelo mandatomi dal cielo, accelerò la realizzazione del mio destino. 
Vedendo le mie capacità e il mio potenziale, lei mi vincolò ad uno standard più alto e non mi permise mai di farla franca, quando non vivevo all’altezza di ciò di cui sono realmente capace.”

Un libro insolito, uno specchio di un uomo alla ricerca del suo vero IO. 
Non aspettatevi uno stile narrativo delicato, la penna di Zoff è tagliente, urticante, senza filtri. 
Un romanzo-diario che racconta la storia del Signor Nessuno, le relazioni con sé stesso, con gli altri.
Ci saranno importanti rivelazioni all’interno del libro, che scandiscono la più forte e incessante lotta alla ricerca di sé. 

“È sempre un bene esporsi in una completa nudità, perché questo è il solo modo per conoscere se stessi. 
Un individuo vero è sempre pronto a mostrarsi fino all’essenza più intima del suo essere, perché non ha paura”. Cit. Osho 

È un testo al contempo psicologico, spirituale ed esoterico, un diario di bordo ustionante e misterioso che al contempo ha anche una fragranza saggistica. 
L’aspetto di questo libro che più ho ammirato è il grande coraggio mostrato dall’autore, che ci conduce nelle cose della vita più segrete e inconfessabili, quelle che normalmente teniamo nascoste per paura del giudizio altrui. 
4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “A tre passi dal sicomoro” di Andrea Ricci in COLLABORAZIONE con casa editrice Librosì Edizioni

RECENSIONE de “A tre passi dal sicomoro” di Andrea Ricci in COLLABORAZIONE con casa editrice 

A tre passi dal sicomoro di Andrea Ricci

LE RECENSIONI DI MADRE 
#lerecensionidimadre 

Editore
Librosì Edizioni 
Data di pubblicazione 
12 giugno 2014


Lunghezza del libro: 144 pagine 



Il commissario Andrea Relli, figlio d’arte in quanto suo padre era stato questore, si avvia alla carriera in polizia pensando fosse per lui l’unica strada percorribile, così come avrebbe desiderato suo padre. 
Ma si imbatte in un caso a dir poco inconsueto rispetto alle indagini condotte fino ad ora , una maestra viene ritrovata uccisa in un modo assai particolare, nuda, sopra una carta dipinta di stelle e con in mano dei versi, una specie di filastrocca. 
Il commissario chiede l’intervento di un grafologo per studiare il biglietto e guarda caso il giovane, ma molto preparato grafologo, all’età di nove anni ha assistito al suicidio della sua maestra gettatasi in un dirupo durante una gita scolastica. Riuscirà il giovane grafologo a non farsi influenzare dalla bruttissima esperienza vissuta all’età di nove anni? 
Il commissario decide di affidargli comunque il caso. 
Relli lavora un po’ svogliatamente ma, si rende pure conto, che risolvere questo caso potrebbe essere per lui l’occasione per affermarsi per le proprie qualità, e non essere sempre e unicamente additato come il figlio del questore. 
Questo appassionante giallo ha, per certi aspetti, la struttura di un romanzo, in quanto oltre alle indagini ci permette di entrare nella vita intima dei protagonisti, ognuno di loro con il proprio bagaglio di emozioni, portando il lettore ad un totale coinvolgimento. 
Credo che questa lettura così strutturata possa appassionare un vasto pubblico di lettori. Il giallo risulta essere pieno di colpi di scena! 

“Il viso del killer era come uno specchio che rifletteva la realtà che aveva davanti, era stato tutto così facile che a volte avrebbe voluto lasciar perdere. La gente guardava quello che aveva davanti senza osservare”

Buono il finale, lo consiglio!!!
4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “The dark side of the sun” di Nick Ragazzoni in COLLABORAZIONE con autore

RECENSIONE de “The dark side of the sun” di Nick Ragazzoni in COLLABORAZIONE con autore 

The dark side of the sun di Nick Ragazzoni

Editore
Il Rio
Data di pubblicazione
1 ott 2019
Lunghezza del libro
180 pagine 

“Noriyuki Nagai rappresentava la quintessenza dell’agente dalla vita incasinata e piena di guai, cui la fortuna, spesso voltò le spalle in modo anche irrimediabile. 
Aveva sul curriculum una miriade di casi risolti in modo brillante, ma la sua vita privata faceva acqua da tutte le parti. Era un uomo solo e senza amici, dal passato alquanto burrascoso e dai tragici  trascorsi familiari.”

Quasi tutta la vicenda è incentrata sulla personalità dell’ispettore, un “caso umano” se vogliamo, che trascorre le sue giornate a bere sake 🍶 e fumare…
Forse proprio in questo il romanzo, il più delle volte, descrivendo il trascorrere della vita di Nagai, risulta ripetitivo e ridondante. 
In sé la trama all’inizio, con la sparizione di Natsuki Urayama, ci fa ben sperare, ma l’indagine sembra non trovare sbocco da subito, le vicende sono aggrovigliate e i dialoghi ridotti al minimo indispensabile. 
L’autore ci descrive in maniera minuziosa le abitudini giapponesi, come per esempio il rito del tè… ma proprio in questo si perde in descrizioni lunghe e ripetitive, che secondo me, avrebbero dovuto essere snellite per dare più armonia e spazio alla narrazione principale della trama. 
Sono riportati tanti termini originali giapponesi con, il calce di pagina, il loro significato e traduzione, questo a mio avviso, distoglie troppe volte il lettore dalla lettura del romanzo. 
In generale però manca completamente l’aspetto noir, non c’è tensione né colpi di scena. 
Lo stile narrativo è superficiale e si sofferma spesso su descrizioni poco inerenti alla trama principale. 
Un noir discreto, che ci racconta molto della storia giapponese di quel periodo, ma non adatto agli amanti del noir serrato e del giallo. 
Senza infamia e senza lode…
3/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

#GDLTHRILLERCAFFE

#GDLTHRILLERCAFFE
Buongiorno cari amici lettori, 
per la tappa di maggio del GRUPPO DI LETTURA organizzato da me abbiamo letto:
 
Non dimenticare di B. A. Paris
 
☕️☕️☕️ CONOSCEVATE QUESTA AUTRICE?!? ☕️☕️☕️
➡️➡️➡️ APPROFITTO PURE PER MOSTRARVI IL MIO NUOVO FEED CHE PIANO PIANO ANDRÀ A SOSTITUIRE IL PRECEDENTE… VI PIACE??!! ⬅️⬅️⬅️
 
Editore
Nord
Data di pubblicazione
17 gen 2019
Lunghezza del libro
364 pagine 
 
📖📖📖 Chi è interessato a partecipare al gruppo di lettura mi scriva… siete i benvenuti!!! 📖📖📖
 
Sicuramente abbiamo fatto un altro centro al bersaglio con questo thriller, scelto per la tappa di maggio del mio gruppo di lettura. 
Ultimamente non sbagliamo un colpo, escono dai sondaggi sempre thriller ad alta tensione. 
Non avevo letto nulla di questa autrice e sono rimasta molto colpita dal suo stile narrativo. Sarò ripetitiva ma io amo la scrittura in prima persona, i flashback e i POV dei protagonisti. 
Un thriller che ci pone tantissime domande, un’escalation di tensione, che porterà il lettore a capire il tutto solo a 30-40 pagine dalla fine.
 
“Invece di non badarci, l’ho stuzzicata fino a trasformarla in una piaga. E, invece di lasciare che guarisse, l’ho grattata fino a infettarla“.
 
Un thriller “malato“, che affronta il tema delle personalità multiple, dei cosiddetti “borderline“. 
È piaciuto a tutte le ragazze che partecipano al mio gruppo di lettura, e siamo abbastanza numerose! 
Insomma, veramente un bel libro che consiglio agli amanti del thriller psicologico.
4,25/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Cosa rimane dei posti dopo la gente: Racconti giovanili” di Elio Picardi in COLLABORAZIONE con casa editrice & MyBook

RECENSIONE de “Cosa rimane dei posti dopo la gente: Racconti giovanili” di Elio Picardi in COLLABORAZIONE con casa editrice 

Cosa rimane dei posti dopo la gente di Elio Picardi

Inaugurazione della nuova rubrica: LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Editore
& MyBook 
Data di pubblicazione 
01 febbraio 2019
Lunghezza del libro 
104 pagine 
               
L’autore in questo libro si ispira alla narrativa minimalista e rende omaggio al suo ispiratore Raymond Carver con piccolissimi, ma incisivi racconti, alcuni dei quali scritti nel lontano 1995. 
Picardi porta il lettore a capire che il nostro passaggio, la nostra vita e, le azioni che compiamo tutti i giorni, non sono fini a se stesse, ma tutto, proprio tutto, è collegato! 
Le nostre emozioni provate nel presente determineranno le emozioni che proveremo nel futuro, gli stessi luoghi che noi frequentiamo avranno l’impronta del nostro passaggio e nulla di ciò che noi compiamo vivendo, cadrà nel vuoto. 
Tutto è uno, e l’universo ha memoria di tutti i nostri comportamenti. 
L’autore fa parlare i protagonisti in prima persona rendendoci così più partecipi alle vicende e delineando le idee e i pensieri dei personaggi stessi. 
La scrittura è scorrevole, se non per alcuni racconti, che narrano vicende surreali e quasi oniriche. 
Nell’insieme è godibile e lascia un messaggio: l’amore alla fine vince!
4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Il Divoratore” di Aligi Pezzatini e Simone Gambineri in collaborazione con autori

RECENSIONE de “Il Divoratore” di Aligi Pezzatini e Simone Gambineri in collaborazione con autori 

Il Divoratore 
L’Officina del Fantasy – Simone Gambineri & Aligi Pezzatini 

Copertina flessibile
320 pagine
Data di pubblicazione 
29 febbraio 2020

Sul mondo di Esperia la tecnologia sta lentamente declinando, apparentemente senza motivo. Anche per scoprirne le cause, una giovane archeologa sta conducendo degli scavi, ma viene ferita a morte da un colpo di pistola dopo aver rinvenuto uno strano manufatto. 
Per salvarsi si vede costretta a stipulare un patto con un essere, definito dalle leggende come maledetto, che concede un grande potere ma al prezzo della sua anima. Sarà l’unica via anche per svelare i più grandi arcani del suo mondo, sostenuta in questo da un nuovo, inaspettato amore. 

“Solo nel mondo del Divoratore capirete quale sia il vero senso di un’emozione.” 

Un fantasy con parecchi argomenti, più o meno riconducibili al mondo reale, colpi di scena e domande a cui rispondere. 
La protagonista principale è Altea, una giovane archeologa, specializzata in lingue antiche. 
Scritto a quattro mani, gli autori ci trasportano in un’avventura ricca di colpi di scena e di battaglie con creature Demoniache. 

“Tendi la mano verso di me e introduci nel profondo della mia oscurità” – disse l’Abissale con un tono stranamente melodioso. “Quando sentirai qualcosa prendere forma afferrala con fermezza e la Falce della Memoria sarà tua: con essa  otterrai per sempre la superiore forza necessaria per manovrarla con la dovuta potenza, e le arti della battaglia non avranno più segreti per te!”

Ci sarà una riflessione finale della protagonista che mi ha colpito molto: 

“Cosa sarebbero un uomo o una donna senza la complessa interazione di tutte le emozioni che albergano nel loro cuore e nella loro mente? Cosa succederebbe se alcune di queste emozioni venissero a mancare e le risposte emotive fossero governate solo da un numero limitato di emozioni? Io l’ho provato, a mano a mano che perdevo qualcosa in conseguenza di ogni dono che Enàbram mi concedeva, e certe volte mi sembrava come se ciò che mi accadeva stesse succedendo a qualcun altro, senza alcun mio coinvolgimento diretto. A ripensarci adesso, non era fatto una bella sensazione, come non lo è stata quando ero dominata solo dalla rabbia. Ma non so se essere dominata solo dall’amore e dalla speranza sarebbe stato meglio: ogni emozione, anche la più positiva, può essere dannosa da sola perché comporta il rischio di renderci incapaci di giudicare correttamente il mondo circostante e le altre persone. Se c’è una cosa ho imparato da questa esperienza, è che tutte le emozioni sono importanti e che solo quando esse sono in equilibrio tra loro ogni persona può dirsi vera e umana.
4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “I DIFENSORI DELLA CITTÀ: La nascita dei nuovi supereroi” di MARCO ASTOLFI in COLLABORAZIONE con autore

RECENSIONE de “I DIFENSORI DELLA CITTÀ: La nascita dei nuovi supereroi” di MARCO ASTOLFI  in COLLABORAZIONE con autore
 
I difensori della città. La nascita dei nuovi supereroi di Marco Astolfi
 
Editore
GWMAX 
Lunghezza del libro 
260 pagine 
Data di pubblicazione 
02 febbraio 2019
 
 TUTTI SIAMO SUPEREROI… QUAL È IL VOSTRO SUPERPOTERE?!?
 
“Cerchiamo altrove gli eroi, quando, invece, sono sempre stati accanto a noi. Fin dall’inizio“ 
 
Questa la dedica dell’autore all’inizio del suo romanzo, direi azzeccatissima per il suo libro che ci parla e ci insegna dei solidi principi. 
Un romanzo fantastico, indubbiamente, ma anche la storia di due ragazzi ordinari, che faranno cose straordinarie. 
Eleonora e Marco, per puro “accidente“ si ritrovano, loro malgrado, mutati in supereroi. 
Questo “dono“, o questa maledizione, diventa occasione di travagliate riflessione su sé stessi e sulla vita. 
I ragazzi comprenderanno ben presto che avere dei talenti non equivale ad esserne, naturalmente, all’altezza. Perché constateranno ben presto che i poteri acquisiti richiederanno la continua coltivazione, la ricerca del piano etico e morale, il coraggio della scelta.
 
“Mi chiamo Marco ed è importante che mi riesca di farvi capire l’importanza di avere una vita ordinaria, una vita incentrata sulla semplicità. 
Comunemente saremmo portati a pensare che tutto ciò sia così triste, patetico, sembrerebbe quasi di andare sprecando il tempo a nostra disposizione su questo misero pianeta. Ci ripetiamo, invece, bisogna cogliere l’attimo, essere sempre sulla cresta dell’onda. Insomma, correre a 100 all’ora senza fermarsi è il solo modo per assaporare l’esistenza. 
Io ho provato a correre, anzi a volare a 100 all’ora e persino più veloce. 
Sapete che cosa ho scoperto? 
Ho capito che bisogna rallentare, se non addirittura fermarsi e guardarsi un po’ attorno. Diamo per scontati gli affetti delle persone care, l’amore che solo chi ci vuole bene davvero è in grado di donarci. Utilizziamo il nostro tempo per sprofondare volutamente in un mare di superficialità, obbligandoci ad essere parte di una società priva di audacia. Concludendo, il tempo è un regalo e bisogna sfruttarlo al meglio prima che sia troppo tardi, perché una volta sprecato nessuno lo ridarà più indietro.”
 
“Il mio nome è Eleonora e fino a poco tempo fa era una ragazza normale. 
Ma che cosa significa essere normale? Significa essere fortunati. Semplicemente e maledettamente fortunati. E, purtroppo, questa cosa è sorprendentemente sottovalutata. Fortunati a camminare, correre e respirare. Fortunati a parlare, a ridere e poter giocare. Fortunati a passeggiare per strada sentendosi al sicuro. Fortunati a non essere soli, ad avere una famiglia, ad avere degli amici. Fortunati ad essere innamorati. 
Vivere con quella fortuna di poter costruire un futuro. Sapete qual è la fregatura di tutta questa buona sorte? 
Ci rende incredibilmente deboli, fragili, vulnerabili. Ci rende spesso incapaci di reagire alle difficoltà, le prove che la vita ci pone davanti. 
Pensiamo paradossalmente che tutto sia immutabile, che duri per sempre. Ma quel “per sempre“ non esiste. Mai. 
Ma la verità è che quelli realmente fortunati sono i guerrieri. Quelle persone che, nonostante tutto, si sono fatti beffe delle problematicità, reagendo con coraggio contro quanto potesse essere complicata la loro esistenza. 
Coloro che combattono devono essere acclamati, perché non fingono.”
 
Lo stile narrativo è in prima persona, cosa che io apprezzo moltissimo, e da diversi POV. Questo ci rende la storia tangibile e ci consente di immedesimarci completamente nell’animo dei personaggi.
 
“Possiamo dunque dire che qualsiasi uomo è potenzialmente un eroe? Un supereroe alla conquista di sé?”
 
4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Un intero attimo di beatitudine. A diciotto anni, l’amore può cambiare tutto. In un solo, indimenticabile istante” di C. H. Parenti in collaborazione con casa editrice DeA Planeta Libri

RECENSIONE de “Un intero attimo di beatitudine. A diciotto anni, l’amore può cambiare tutto. In un solo, indimenticabile istante” di C. H. Parenti in collaborazione con casa editrice

Editore
DeA Planeta Libri
Data di pubblicazione 
26 marzo 2019

Lunghezza del libro 
383 pagine

Pochissime parole per descrivere questo romanzo: meraviglioso, struggente, straordinario. Ambientato in un piccolo borgo alle porte di Siena, narra la storia di Arianna e Daniel. 
Un amore così grande, infinito, particolare, la Parent riesce a farcelo arrivare appieno, con una scrittura in prima persona e dai diversi POV.
Ci sono dei temi molto importanti come la genitoriali ta, la malattia, l’adolescenza. Un’età molto, molto delicata, i diciott’anni. Arianna è in balia delle emozioni per un padre non presente e vive la sua vita sconsideratamente.

“Ho gli occhi di mio padre, ma non vedo il mondo come lui. Non so chi sono e non so cosa voglio. Forse è per questo che lui se n’è andato a conquistare il mondo senza di me, abbandonandomi qui come spazzatura.”

Una storia che ci farà provare sensazioni uniche, sicuramente è un romanzo, se non il romanzo d’amore, finora più bello mai letto. C’è un’infinita bellezza nelle parole dell’autrice che ci riempiranno il cuore per tantissimo tempo.

“La bellezza è qualcosa per cui vale la pena di vivere. Nei momenti in cui ce la troviamo davanti e la ammiriamo in tutta la sua purezza, tutto, anche il tempo, si ferma. Così all’improvviso, dentro di noi, diciamo sì alla vita. È questo il famoso “attimo di beatitudine” che cita Dostoevskij alla fine de Le notti bianche.”

Un libro che consiglio davvero con il cuore a tutti!

“In fondo non è il tempo a dare la misura di un amore. Anche se vive solo per una manciata di giorni, un amore può lo stesso essere infinito.”
5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA a Stefano Ricchiuti di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Stefano Ricchiuti di Tantilibriecaffe 
 
 
✔️ Prima di tutto parlaci di te: quali sono le tue passioni, i tuoi hobbies, il tuo lavoro….
 
1. Sono sostanzialmente un ragazzo semplice, che tuttavia coltiva molte passioni: mi piace la letteratura, lo studio del comportamento umano, i manga, il cinema, le serie TV, ecc. 
A livello professionale sono un giocatore professionista di golf e un maestro della Federazione Italiana, autore di due testi di manualistica sportiva, uno dei quali ha ricevuto una menzione speciale del CONI, prima volta nella storia italiana per un testo legato al golf. 
 
✔️ Parliamo del tuo libro “Il solstizio del cuore”, che ho letto a gennaio e mi ha colpito moltissimo soprattutto per lo stile di scrittura ✍️….
 
2. “Il solstizio del cuore” è un romanzo che certamente risente dell’influenza della mia passione per un certo tipo di letteratura. Si tratta di una storia ambienta verso la fine dell’Ottocento, il cui scopo principale è quello di dar risalto alle piccole o grandi emozioni e sensazioni che rendono la vita degna di essere chiamata con questo nome.
 
✔️ Ami leggere? Se sì, quali sono i tuoi autori e generi preferiti?!
 
Sì, certamente amo leggere, anche perché scrivere senza leggere dovrebbe essere considerato un reato! 
Scherzi a parte, sono più che altro un lettore di classici, ma non disdegno ovviamente anche testi di altro tipo, sia di narrativa che di saggistica, e adoro leggere anche molte biografie. 
I miei autori preferiti? Semplice: Italo Calvino, Gabriele D’Annunzio, William Shakespeare, Oscar Wilde, Arthur Schnitzler, Mark Twain… Ma anche, ad esempio: Niccolò Ammanniti, R.K. Narayan, J.K. Rowling e molti altri.
 
✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
 
Scrivo per una semplice ragione: le emozioni, a mio modo di vedere, assumono una loro dignità solamente quando queste vengono espresse, e la scrittura è un modo per dar vita e vigore a esse.

RECENSIONE de “Specchio d’Acqua. In cammino sulle tracce della memoria” di Carola Helios in collaborazione con casa editrice Caravaggio Editore

RECENSIONE de Specchio d’Acqua. In cammino sulle tracce della memoria” di Carola Helios in collaborazione con casa editrice @caravagg…

Editore
Caravaggio Editore 
Data di pubblicazione
07 feb 2017
Lunghezza del libro
135 pagine 

Gli occhi di una donna nel tempo. 
Un paese che cambia. 
Una famiglia che si perde e si ritrova. 

Agro Pontino, Lazio: la storia dei Bengasi, una famiglia che attraversa il ‘900 italiano nei ricordi di una donna; memorie che sono come l’acqua, ricordi in cui si specchiano tante generazioni, diverse nello spirito e spesso divise con asprezza da interessi opposti e differenti visioni del mondo. Il fiume della memoria, il mare dei pensieri, oceani di lontananze e di nuove, inaspettate vicinanze. Acqua che ribolle e che rischia di tracimare e distruggere i frutti della fatica quotidiana. Alla fine di tutto, però, c’è il tempo, l’unica cosa che resiste e che con il suo scorrere placa e ripulisce anche le paure più grandi.

Recensione 
Nel 1927 i consorzi di bonifica dell’opera nazionale combattenti iniziano il prosciugamento delle paludi pontine, parte di un vasto piano di colonizzazione della zona voluto dal regime di Mussolini. Squadre di operai muniti di falci e con indosso lunghi stivali hanno il compito di pulire i canali lungo la riva, mentre il letto del fiume viene dragato da imbarcazioni munite di lame per tagliare le erbacce. 
Una sorta di romanzo-diario, corale, che ci racconta la storia sotto tutti i punti di vista degli innumerevoli componenti famigliari. 
Scritto con semplicità, ci porta a conoscere la storia della famiglia Bengasi. 
Dedicato a tutti quei pionieri e alle loro famiglie che con forza e coraggio hanno reso l’Agro pontino fertile e abitabile. 

“Disola assapora fino in fondo quello che di bello non smette di offrirle la vita: tante storie che non smettono mai di scorrere nel fiume della memoria, nello specchio d’acqua in cui osserviamo i nostri cambiamenti e ciò che non cambia mai dentro e fuori di noi.”
3,75/5 ⭐️⭐️⭐️