RECENSIONE de La casa che era nostra di Louise Candlish per il #gdlthrillercaffe


Buongiorno cari amici lettori, 
per la tappa di marzo 2020 del GRUPPO DI LETTURA #gdlthrillercaffe,organizzato da me, abbiamo letto:

La casa che era nostra di Louise Candlish

Ringrazio innanzitutto la casa editrice Dea Planeta per avermi fornito l’eBook 

🏡🏡🏡 FINO A DOVE SIETE DISPOSTI A SPINGERVI PER NASCONDERE UN SEGRETO?! 🏡🏡🏡

Editore
DeA Planeta Libri
Data di pubblicazione
22 ott 2019
Lunghezza del libro
460 pagine 

📖📖📖 𝐂𝐡𝐢 è 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 a partecipare al gruppo di lettura mi scriva… siete i benvenuti!!! 📖📖📖


Non può essere vero. Deve esistere una spiegazione. Perché nell’imboccare la via dove abita, in un ricco e tranquillo quartiere residenziale alle porte di Londra, Fiona Lawson vede qualcosa di inconcepibile: una coppia di estranei intenta a traslocare al numero 91 di Trinity Avenue. Casa sua. La stessa in cui lei e il marito, Bram, abitano insieme ai figli a settimane alterne, da quando il tradimento di lui li ha portati alla separazione. Mentre l’amica e vicina Merle accorre in suo aiuto, i tentativi di Fiona di mettersi in contatto con quello che legalmente è ancora suo marito non danno alcun frutto. Bram è sparito, volatilizzato nel nulla. Tutto lascia pensare che abbia trovato il modo di vendere Trinity Avenue all’insaputa di Fiona, per trasferire il ricavato su un conto segreto e far perdere le sue tracce. La domanda che rimbalza ossessiva nella mente di Fiona e del lettore è una sola: perché? 
Segreti, ricatti, ripicche e menzogne abbondano in questo racconto a due voci di un matrimonio – e di un pugno di vite – deragliati in un tumultuoso innescarsi di reazioni a catena. Perché basta un istante per capovolgere tutto ciò che crediamo di sapere sul conto di noi stessi e di coloro che amiamo.

Che dire..: un thriller, un giallo, un intreccio magistrale… questo romanzo di 460 pagine si legge benissimo in un giorno, tant’è la curiosità di sapere, una pagina dietro l’altra, se la follia dell’animo umano ha limiti ancora da superare.
I protagonisti Fiona e Bram, ci parlano in prima persona, la struttura narrativa è a POV alternati: Fiona ci parla attraverso un crime podcast della trasmissione televisiva “La vittima”, Bram ci lascerà un documento Word invece, della sua versione dei fatti. 

“Mi chiamo Fiona Lawson e ho 42 anni. Non so dirvi dove abito, ma solo dove abitavo, dato che sei settimane fa mio marito ha venduto la nostra casa senza avvisarmi e chiedermi il permesso. 
Lo so dovrei dire “dichiaro che”, dovrei dirlo prima di ogni frase perciò dirò così: “dichiaro che” tutto quello che racconterò in questa intervista corrisponde al vero. Perché i contratti legali non mentono, giusto? E l’autenticità della sua firma è stata confermata dagli esperti. 
Sì, i dettagli devono ancora essere chiariti, inclusa l’identità del suo complice, ma come potete vedere devo ancora scendere a patti con l’unica cosa che conta, e cioè col fatto che non ho più una casa. Non ho più una casa.” 

Se lo consiglio?? Assolutamente sì, credo che sia uno dei thriller più belli mai letti! 
5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Il solstizio del cuore” di Stefano Ricchiuti in COLLABORAZIONE con autore

RECENSIONE de “Il solstizio del cuore” di Stefano Ricchiuti in COLLABORAZIONE con autore 

Editore
Tempra
Data di pubblicazione
1 gen 2019
Lunghezza del libro
96 pagine 

Sul finire dell’Ottocento il gentiluomo Claudio Spillari compie un viaggio, dapprima in treno e poi in carrozza, da Grosseto verso la città di Roccaviva per curare l’affare di famiglia relativo alla vendita della villa ereditata dai suoi genitori. Prima di giungere a destinazione la successione di immagini, rappresentative del paesaggio, lo inducono ad una profonda meditazione. Una volta lì, in procinto dell’incontro con un potenziale acquirente dell’immobile, il ritrovamento di una lettera ricondurrà Claudio all’amore travolgente vissuto vent’anni prima con Costanza, ciò comprometterà la trattativa. 

Sopravvivono dentro ognuno di noi ricordi, misteri e radici che riaprono talune fessure di luce nelle notti oscure dell’anima. 

“Claudio Spillari detestava il suo passato poichè in esso vedeva ormai sopravvivere solo grandi nostalgie o dolori, e aborriva anche il suo stesso presente nel quale, nascosti, sopravvivevano gli antichi retaggi malinconici di ciò che fu. 
Questa oppressione derivava dalla sterilità del succedersi quotidiano che soffocava qualunque moto dello spirito, qualsiasi emozioni, in quanto – consapevole o meno – egli aveva sperimentato che la sopravvivenza stessa, altro non era, che una forma particolare di malattia che abbisognava o quantomeno degna.”

Questo romanzo è veramente molto particolare… sebbene molto breve, è veramente intenso, e va decantato e assaporato come un buon vino 🍷 
L’autore ha uno stile narrativo unico, sembra quasi poetico, sinuoso, lieve e sussurrato. Le descrizioni degli ambienti, della natura, dei sentimenti sono viscerali e al contempo delicati. 
Parlando con l’autore ho scoperto che lo stesso, fin da ragazzo, è stato un amante di Italo Calvino, Gabriele D’Annunzio, Oscar Wilde e Shakespeare… infatti quando leggeremo questo romanzo ne sentiremo fortemente la loro influenza. 
L’autore stesso dichiara: “Io, per stare bene, devo scrivere in un modo in cui ogni frase esprima qualcosa che sia nel contempo emotivo e musicale, qualcosa che parli di me e che possa anche essere recitato in un monologo attoriale.”
Quindi, cari amici lettori, l’opera di Ricchiuti è un racconto psicologico; che attraverso le parole del protagonista Claudio, che scava nei suoi ricordi alla ricerca di un amore vissuto più di vent’anni prima, conduce il lettore stesso a scavare dentro la propria anima e pensieri.
Mi sento di consigliarlo a chi vive senza fretta, a chi assapora gli attimi, amanti dei romanzi storici e “di pancia”. 

“È davvero misero chi non conosce tale verità, ed è incompleto l’animo di colui che attinge solo dalla schiuma alla bocca dell’esistenza, accontentandosi di ciò che vede.”
4,25/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “L’amore è un contratto” di Ilenia Toffanin in COLLABORAZIONE con autrice

RECENSIONE de “L’amore è un contratto” di Ilenia Toffanin in COLLABORAZIONE con autrice 

Data di pubblicazione
26 lug 2018
Lunghezza del libro
314 pagine 

Sinossi 
Alexandra Stefani ha giurato a sé stessa che non si lascerà più rovinare la vita dalle azioni altrui. Per questo trova rifugio a Londra dove, in pochi anni, è diventata un avvocato di successo, specializzato in diritto immobiliare. E la sua vita londinese sta andando proprio come lei desidera fino a quando non conosce Richard Dixon, magnate dell’industria cinematografica internazionale che, con il suo modo di fare non proprio trasparente, sembra deciso a sconvolgerle i piani.
Ma il passato di Alex tenta di riemergere e lei si trova a lottare tra l’attrazione per Richard ed il desiderio di seppellire per sempre gli errori commessi, dando il via ad un complicato tira e molla fatto di scontri e ripicche che mettono a dura prova la resistenza di entrambi.

Recensione 
Come anticipato nella sinossi, l’intero romanzo verte sulla storia d’amore, un proprio e vero “tira e molla”, tra la protagonista Alex e il ricco e belloccio imprenditore cinematografico Richard. 
Alex è una ragazza che si è fatta da sé, perché la vita l’ha sottoposta, fin da ragazzina, a una vita per niente facile…

“La mia adolescenza è stata un susseguirsi di psicologi ed assistenti sociali. I miei genitori sono morti in un incidente stradale quando avevo 15 anni. Non ho mai accettato questo fatto perché la mia famiglia era tutto il mio mondo; i miei erano persone meravigliose ed io ho sviluppato una furia cieca nei confronti di tutto e di tutti. A scuola il mio rendimento ha continuato ad essere eccellente ma a volte, senza nessuna ragione apparente, perdevo la testa; gli attacchi di ira erano terribili, distruggevo tutto quello che avevo  a portata di mano.”

È una commedia d’amore, fresca e frizzante, ovviamente come ogni romanzo rosa è facile cadere in cliché e situazioni ridondanti, io avrei tagliato un po’ delle scene a volte ripetitive e forzate: le feste in discoteca o qualsiasi altro locale della “Londra bene” , i vestiti all’ultima moda e ovviamente i tacchi vertiginosi minimo da 12 cm…
Per il resto ho apprezzato molto il lavoro di correzione, revisione ed editing del romanzo, pur essendo un autopubblicato ho trovato un solo refuso in più di 300 pagine. 
Un romanzo molto scorrevole e anche un pizzico divertente, insomma una lettura consigliata a una fascia di età giovane e amante del romanzo rosa. 
3,5/5 ⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “2045. Lettere da un passato futuro“ di Marko D’Abbruzzi in COLLABORAZIONE con autore

RECENSIONE de “2045. Lettere da un passato futuro“ di Marko D’Abbruzzi in COLLABORAZIONE con autore e casa editrice

Editore
Immagina Di Essere Altro
Data di pubblicazione
17 nov 2018
Lunghezza del libro
312 pagine 

CHI DIMENTICA IL PASSATO È VITTIMA DEL FUTURO 

Mai come in questo momento, così difficile per l’Italia e il resto del mondo a causa del corona virus, leggere un distopico risulta così reale e vero…
Il romanzo descrive una Roma sopravvissuta alla terza guerra mondiale con annesse epidemie batteriche, crisi ambientali e sopravvento di una tecnologia che di umano ha ben poco. Roma e i suoi abitanti sono controllati in ogni aspetto da un sistema informatico chiamato “cloud”, alimentato dalla condivisione in rete dagli stessi uomini. 
Fuori dalla città, tuttavia, ci sono le “Zone Rosse”. Chi scappa da Roma, chi diventa un indigente, chi non fa più parte del sistema, per così dire, finisce lì: fuori vi sono epidemie, gli infetti, i predatori e i razziatori. 
Il nostro protagonista, Luca, si ritrova anch’esso indigente: i suoi amici lo abbandonano immediatamente e lui attende di essere denunciato alle autorità per essere ricollocato in una vita socialmente utile. Ed è proprio in questo momento che Luca viene rapito da alcuni sconosciuti e portato nelle Zone Rosse, dove inizia la sua nuova vita tra sopravvivenza, azione e violenza. 
Una cosa che mi è piaciuta moltissimo è la descrizione precisa di Roma, le strade, i quartieri, e le zone rosse con i diversi tipi di vita che conducono i personaggi, in particolare il tema della lingua: gli abitanti delle periferie parlano la “lingua povera” sono analfabeti e il loro linguaggio è un misto di inglese e italiano, mentre la lingua dei cittadini romani è l’italiano moderno informatizzato da parole tecniche. 
Il linguaggio è maturo e la parte di editing è molto curata, la trama veramente avvincente e mai scontata. 
Insomma un Distopico con la D maiuscola. Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, la storia è molto strutturata.
Sperando in un seguito… Lo consiglio vivamente!
4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Cuore di mamma: Diario di viaggio nella maternità e nella prima infanzia” di Natalia Denegri in COLLABORAZIONE con casa editrice Infinito Edizioni

RECENSIONE de “Cuore di mamma: Diario di viaggio nella maternità e nella prima infanzia” di Natalia Denegri in COLLABORAZIONE con casa editrice Infinito Edizioni

Editore
Infinito Edizioni
Data di pubblicazione
25 ott 2018
Lunghezza del libro
192 pagine
Un buon testo semplice e dinamico, sviluppato in capitoli che partono dal desiderio di maternità fino a raggiungere l’età infantile di due o tre anni. 
Come dice la sinossi: quello che avete in mano è un ottimo manuale di base per essere o prepararsi a essere delle buone madri che non rinunciano essere anche donne compagne o mogli.
Sono sicura che noi mamme vogliamo essere le migliori e cerchiamo di superarci ogni giorno nel nostro compito. Non è sempre facile. 
C’è molto da imparare: le circostanze, il mondo che ci circonda, cambiano costantemente, mettendoci di fronte a nuove sfide e noi dobbiamo preparare i nostri piccoli ad affrontarle con successo. Dobbiamo inoltre aiutarli nel raggiungimento del loro grande obiettivo: essere felici. 

Si parla di allattamento, di come calmare il neonato, le prime sfide, l’educazione “senza ansie”…

Ci impegniamo così profondamente nel cercare di essere genitori responsabili che molte volte entriamo in un circolo vizioso, provando a spingerci sempre più oltre e utilizzando strumenti sempre migliori. Vogliamo svolgere il nostro compito nel miglior modo possibile e arriviamo a un punto in cui questo ci crea moltissima ansia. Mi è successo esattamente la stessa cosa e mi sono ritrovata a chiedermi: “Cosa faccio per prendere la decisione migliore?”

Si parla anche di un argomento molto attuale come i social network, raccomandandosi di valutare molto bene prima di pubblicare un’immagine, un video, una storia o un commento, dobbiamo sempre soppesare le conseguenze che questa azione può provocare nel presente e nel futuro dei nostri bambini. 
Un altro argomento che ho trovato molto interessante è la lettura. Non esiste un’età minima per iniziare a mostrargli i libri poiché esistono varie alternative appropriate all’età sia nel contenuto che nel materiale. Così ad esempio già pochi mesi può avere il suo stock di libricini di plastica o di stoffa, senza agenti tossici. Man mano che cresce, puoi cambiare con altri suggeriti per la sua età e per la sua fase di crescita. 
Comunque ribadisco, non esiste un manuale della “madre perfetta” possiamo avere la migliore inclinazione del mondo, prenderci il tempo per cercare, chiedere e raccogliere informazioni, analizzare,  ma dobbiamo però tener presente che siamo pur sempre essere umani e, come tali, avremo sempre un margine di errore.

INTERVISTA a Vittorio Larovere di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Vittorio Larovere di Tantilibriecaffe 


✔️ Buongiorno Vittorio, parlaci un po’ di te...
Mi chiamo Vittorio Larovere, ho 22 anni e sono uno sviluppatore informatico ma la passione per la scrittura mi accompagna fin da bambino. 
Dopo diversi anni di storie nel cassetto, ho deciso di affacciarmi al mondo autopubblicando la mia opera su Amazon.
“Il guardiano e la bambina” ha però qualcosa di speciale e la mia intenzione era quella di condividerlo con più persone possibile. Questa possibilità è arrivata grazie a Leone Editore.

✔️Cos’ha di speciale il tuo nuovo libro?
“Il guardiano e la bambina” racconta il legame tra Anter ed Emia, due persone che non avrebbero dovuto mai incontrarsi ma che per uno scherzo del fato vengono legati nel modo più profondo possibile: con la vita.
Il mondo in cui sono ambientate le vicende è vivo e dettagliato, pieno di trame ed eventi che coinvolgeranno i due protagonisti in modi impensabili. 
Per averne un assaggio, potete trovare il primo capitolo in anteprima su Bookroad.

✔️Che cos’è Bookroad?
E’ la piattaforma di Leone Editore dedicata agli scrittori emergenti. 
“Il guardiano e la bambina” ha la possibilità di mostrarsi nelle librerie di tutto il Paese, ma per farlo deve raggiungere le 200 prenotazioni entro sei mesi dall’inizio della campagna.
È un’occasione preziosa per mostrare la mia visione al mondo e non ho intenzione di rinunciarci!

RECENSIONE de “Carstall e la Spada di Ischeer” di Fulvio Borrelli in collaborazione con autore

RECENSIONE de “Carstall e la Spada di Ischeer” di Fulvio Borrelli in collaborazione con autore 

Editore
Lettere Animate Editore
Data di pubblicazione
30 giu 2019
Lunghezza del libro
332 pagine 

Sinossi 
Carstall è un giovane pescatore di Toscar, una tranquilla cittadina del Regno di Edens. La sua vita ordinaria viene stravolta quando Jivex, il Signore di Axisgard, torna dalla morte con il suo esercito di morti viventi, in cerca di vendetta. Carstall e i suoi amici sono costretti a scappare verso la capitale. 
Ma il viaggio è pieno di insidie, segreti e rivelazioni. Carstall non è chi crede di essere: egli è il solo che può fermare Jivex e il suo potentissimo Scettro di Ghiaccio. 
Ma per farlo dovrà affrontare sé stesso e il suo destino, in una missione contro il tempo, prima che l’antica profezia si avveri… e il Grande Freddo cali su ogni cosa.

Recensione 
Un fantasy 🏰 veramente avventuroso, con tanto di cavalieri, spade ⚔️, combattimenti, Re e maghi 🧙‍♂️….. 
Scritto in maniera veramente fluida e molto pulita. 
L’autore ci mette di fronte a tematiche importanti: l’amicizia, la lealtà, il sacrificio e l’onestà, e lo fa in maniera semplicemente unica, ci cattura con un racconto avvincente, misterioso e dai numerosi colpi di scena. 
Carstall, il protagonista è un ragazzo molto giovane, ma cresciuto veramente in fretta dopo la morte della madre due anni prima. 

“Era un ragazzo snello, con i capelli biondi e gli occhi di un profondo blu oceano. Aveva 14 anni, e lavorava come pescatore al servizio del Capitano Dars da quando ne aveva otto.”

Carstall affronterà un viaggio molto lungo, insieme a quattro compagni e amici fidati, viaggerà per salvare il Regno di Edens dalla minaccia del Ministro Oscuro. 

“Nel mio cuore vi è inquietudine, ma il peso che porto con me lo condivido, fortunatamente, con i miei compagni di viaggio: non sono solo.”
“Ho fatto una promessa, pensò, e intendo mantenerla.”

Il finale, comunque conclusivo, ma aperto; ci lascia sperare in un seguito. 
4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “La regina delle ombre” di Jessica Rigoli. In collaborazione con autrice

RECENSIONE de “La regina delle ombre” di Jessica Rigoli. 
In collaborazione con autrice
Edizione SPECIALE cartacea con illustrazioni interne da Palma Caramia @unteconlapalma

Data di pubblicazione
30 ott 2019
Lunghezza del libro
265 pagine 

“A coloro che combattono senza sosta per restare in equilibrio fra luce e ombra. 
A coloro che, stanchi di non capirlo, si sono arresi e sono diventati parte del Tutto. 
A quelli che, consumatisi cercando la luce fuori di sé, sono implosi e hanno iniziato a brillare. 
Fateci strada“

Un fantasy fuori dal comune, una favola in chiave moderna, intrisa di significati e valori. Il secondo romanzo della Rigoli è ancor meglio del primo, che comunque avevo molto amato. Un fantasy avventuroso nel quale ritroveremo tutti i protagonisti del primo libro della saga e se ne aggiungeranno altri che entreranno anch’essi nel nostro cuore. 
Melissa è più grande in questo secondo libro, e dopo tanto attendere, finalmente ritornerà nel Mondo Inverso accompagnata dai suoi fedeli amici a quattro zampe 🐾 Mika e Pako. 
Ma il suo purtroppo non sarà un rientro di piacere, perché dovrà aiutare i suoi amici e abitanti del Mondo Inverso a contrastare l’avanzata del Male sotto forma questa volta della Regina delle Ombre. 

“Non avrai mai più il tuo potere, ragazzina. Tu ormai non appartieni ad alcun mondo, né a quello Dritto né a questo. Sei un’esule, un’anima senza terra, che non ha speranza né scopo. 
I tuoi poteri ora sono nostri e non potrai mai più averli indietro – gracchiavano le ombre. Melissa era terrorizzata. Si voltò verso verso Beatrix ma anche la gatta sembrava disorientata. Sollevò una mano per scacciare quelle presenze fastidiose, ma non accade nulla. Mormorò una formula e alzò entrambe le mani. Niente. Le sue mani erano tornate inermi, vuote, comunissime mani di un’umana.”

Uno stile narrativo pulito e curato, nessun refuso pur essendo un auto pubblicato, e le stupende illustrazioni di Palma Caramia @unteconlapalma rendono questo romanzo una vera chicca. 
Jessica Rigoli è cresciuta molto dal suo precedente lavoro, la sua penna è sinuosa e il racconto scivola via in pochissimo tempo.

“La soluzione è fra le mani del Fato e a noi  non resta che attendere, lasciando libero arbitrio all’arcano potere creativo dell’ignoto.”

Un finale a sorpresa ci delizierà e ci farà sperare in un seguito… 
Non mi resta, che dire un forte grazie a Jessica che, nei ringraziamenti finali, mi ha messo al primo posto tra le blogger che hanno contribuito a migliorare il suo stile e la fiducia nelle proprie capacità. 
Un libro che consiglio a tutti, grandi e piccoli. 
4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Chocolat Blanc” di Francesca V. Capone in COLLABORAZIONE con autrice

RECENSIONE de “Chocolat Blanc” in COLLABORAZIONE con autrice 
Chocolat Blanc di Francesca V. Capone
Data di pubblicazione
30 ott 2019
Lunghezza del libro
336 pagine 
Recensione 
“Odio i tacchi. Sono alta, troppo alta, e sui tacchi e mi sento sempre una valkiria pronta ad assalire il nemico. Ma non li avevo mai evitati. Il motivo? Amo che la versione di me vista da fuori sia di una donna… Come dirlo? Cazzuta, pronto a conquistare il mondo. Questa mi sembra la definizione calzante.“
Vi dico solo che ho letto questo romanzo di ben 336 pagine in un giorno soltanto! L’ho adorato… E detto da me, che non amo particolarmente il romance e il Chicklit, è tutto dire.
Perché questo romanzo è speciale! La penna della Capone è irriverente, ironica, fresca e frizzante. La trama è originale, mai banale, ma ancor di più lo è lo stile narrativo, con capitoli brevi e pieni di verve. L’Io narrante è in prima persona, e si alterna il POV tra i due protagonisti principali: Miss Clio e Chef Romeo.
Della trama non vi voglio svelare nulla perché è letteralmente un libro da scoprire e divorare. Mi sono confrontata spesso con l’autrice durante la lettura e ho scoperto delle chicche:
  1. La copertina è stata disegnata dalla stessa autrice e sistemata con Photoshop. 
  2. È la prima volta che la scrittrice si cimenta in una commedia romantica pura con doppio POV, lei stessa ammette di essersi divertita un mondo a scriverlo.
  3. La Capone ha cercato di mantenere una struttura molto cinematografica (il marito è sceneggiatore e lei ha “attinto“ dalle sue conoscenze.
Insomma cari amici lettori, mi sento veramente di consigliarlo a tutti, questo romanzo vi farà divertire dalla prima all’ultima pagina! 
Ottimo il lavoro di editing svolto, essendo un autopubblicato, non ho trovato nessun refuso, e questo è lodabile. 
Quindi attendiamo che la scrittrice ci delizi presto con un altro romanzo, sulla scia di questo…
4,75/5 🌟🌟🌟🌟🌟
“A te lettore. Se hai un sogno rincorrilo fino a perdere il fiato.”

INTERVISTA a Gloria Luzi di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Gloria Luzi di Tantilibriecaffe 


✔️ Prima di tutto parlaci un po’ di te: il tuo lavoro, le tue passioni, i tuoi interessi?
Sono Gloria ho 43 anni, mamma di Bianca ed Anita, moglie di Roberto.
Architetto, ho sempre seguito il gusto del bello, anche se come diceva il mio professore di storia dell’arte…”il bello è soggettivo”
Vivo una vita straordinariamente uguale a tutte le altre.
Ho avuto un periodo della mia vita in cui ho dovuto lottare per realizzare un grande sogno che sembrava irrealizzabile, ma credendoci, con un pizzico di fortuna ed usando l’ironia (il mio ingrediente segreto e magico che mi ha sempre salvata) sono riuscita a realizzarlo.
Il mio motto è un proverbio Giapponese: “Non mollare mai. Cadi sette volte, rialzati otto.”
Amo cucinare, giocare con le mie bimbe, sono sempre pronta ad ascoltare tutti. Mio marito dice che sono più Psicologa che Architetto ☺
Adoro i programmi di cucina e le mie serie tv preferite sono FRIENDS e SEX AND THE CITY. 

✔️ Parliamo del tuo libro-diario “Ne basta uno”… cosa ti ha spinto a scriverlo e a mettere nero su bianco la tua storia? Pensi che il tuo libro abbia aiutato tante coppie che vivono o hanno vissuto il tuo iter travagliato?!
Questo diario è nato con lo scopo di aiutarmi ad affrontare il periodo più importante della mia vita. La ricerca di un figlio, l’accettazione di dover provare altre “strade” e la consapevolezza che niente sarebbe stato più come prima. Mi era stato regalato poco prima un quadernino dell’UNICEF dove sulla copertina erano rappresentati tutti i bambini del mondo e non poteva che essere un segno ben preciso. Quel quaderno doveva essere il mio diario.
Mio marito ed io, ma diciamocelo sinceramente più io, abbiamo iniziato l’iter della fecondazione assistita ed ogni volta c’era sempre qualcosa che ostacolava ed allontanava il nostro sogno. Io mi trovavo a scrivere e scrivere. A volte con ironia, a volte no. Il diario fu interrotto al mio rientro in Italia dove poi da lì iniziò la mia gravidanza fortunatamente.
Quel Diario fu lasciato lì in fondo al cassetto, con lo scopo un giorno di riscriverlo e pubblicarlo.
E poi arrivò la mezzanotte del 05 dicembre del 2016, appena neoquarantenne arrivò mio marito con un pacchetto. Lo scartai e vidi questa bellissima copertina. Ebbene si, mio marito tutte le sere quando io mettevo a letto le bimbe e poi mi addormetavo con loro, si mise davanti al pc a trascrivere le mie pagine trasformandole in un piccolo Diario-libro.
La copertina fu disegnata dalla mia migliore amica. Perché NE BASTA UNO? Perché dopo aver lottato per avere la nostra bambina, dopo due anni e mezzo, inspiegabilmente e naturalmente rimasi incinta di un’altra splendida bambina. Il miracolo della vita.
E, ancora frastornata ed incredula, telefonai alla mia dottoressa chiedendole come era potuto succedere. E lei con il suo dolcissimo accento romano mi rispose .”Ah Gloriè, ma non lo sai che NE BASTA UNO di spermatozoo?”
Si credo che questo mio diario abbia aiutato diverse coppie, ricevo quasi quotidianamente messaggi privati su INSTAGRAM di ragazze in cerca di informazioni o solo semplicemente per averle fatto sorridere e sperare ancora. Con altre addirittura abbiamo pianto insieme con i risultati positivi increduli delle loro beta e mi mandano le foto dei loro fantastici e bellissimi miracoli. Chi la foto del suo primo compleanno. Ed io sono immensamente felice.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?
Allora purtroppo non mi reputo una lettrice accanita, non ho una vera passione dei libri (viva la sincerità) e sinceramente si nota anche nel leggere il mio Diario-Libro, scritto di getto ed in maniera molto semplice, come alla fine sono io. Tra la gestione familiare e lavoro, mi trovo ad addormentarmi dopo due pagine se mi trovo a letto, prima di coricarmi. Ma se il libro mi prende in poco tempo lo termino.
I generi che preferisco sono i romanzi ed il mio autore preferito è MURAKAMI HARUKI
I libri più belli di narratori stranieri che io abbia mai letto sono “MEMORIE DI UNA GEISHA” di Arthur Golden, “LA SPOSA BAMBINA” di Padma Viswanathan, “LA METAMORFOSI” di Franz Kafka, “MEMORIE DI ADRIANO” di Marguerite Yourcenar ed “IL CACCIATORE DI AQUILONI” di Khaled Hosseini
Invece quelli italiani sono “LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI” di Paolo Giordano, “UNO, NESSUNO E CENTOMILA” di Pirandello.
Ho terminato da poco “L’ASPIRAFIORI” di Roberta Mangoni, autrice esordiente della mia ridente cittadina. Ed ora sul mio comodino sto per iniziare “COSI’ E’ LA VITA. IMPARARE A DIRSI ADDIO” di Concita De Gregorio.

✔️ Stai scrivendo o scriverai un altro libro?
No, non sto scrivendo e penso di non farlo, ma com’è che si dice? Mai dire mai.