INTERVISTA a Gioia Colli di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Gioia Colli di Tantilibriecaffe

✔️ Buongiorno e benvenuta 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Buongiorno e grazie per il benvenuto e la disponibilità! Amo leggere da quando sono piccola e crescendo questa passione, oltre a non svanire, ne ha generata un’altra: scrivere. A volte mi imbattevo in libri che mi piacevano, ma al tempo stesso mi lasciavano l’amaro in bocca per qualche motivo e allora mi chiedevo “che cosa avrei fatto diversamente se fossi stata io a scrivere la storia?”

Cercare di trasformare questa mia passione in un lavoro svolto – e retribuito – professionalmente è una delle mie occupazioni principali, l’altra è il mio lavoro di addetta stampa dell’Associazione Città di Reggio nonché guida al museo diocesano.

Un ambito che mi affascina ed è diventato un mio amatissimo hobby è il mondo dei videogiochi. Sono una fan di Mario, Kirby, Pokemon, in generale della Nintendo, ma ascolto volentieri curiosità anche sugli infiniti altri titoli a cui non ho giocato.

✔️ Parliamo dei tuo libri. Di cosa parlano? Com’è nata l’idea per questi romanzi?

La saga di Camena è nata dalla confluenza di molti spunti: la mia tendenza a mescolare i generi, il mio amore per i cartoni animati (e i certo loro cattivi) con quello per i fantasy, in modo particolare quando un personaggio abituato al nostro mondo ordinario si ritrova catapultato in uno straordinario e deve venire a patti con leggi assurde che lo regolano. Un po’ come Alice nel paese delle Meraviglie, a cui il titolo originario faceva riferimento. La storia parla di Camena, una quasi-laureata che la notte prima del grande giorno si ritrova nel bel mezzo di un’invasione aliena da parte dei fantasmi del suo cartone preferito. Questi spettri sono i cattivi della storia da cui provengono e siccome l’antidoto ai loro poteri esiste solo nel loro pianeta d’origine, lì sono inarrestabili. Rapiscono Camena per usarla come interprete, dal momento che è l’unica a capirli e questo innesca una lunga serie di situazioni assurde, buffe e stranianti a cui si aggiungono poi le insidie e particolarità del mondo in cui è ambientata la storia, che ricorda la nostra Terra ma non lo è. Tra i problemi che Camena si ritroverà per le mani, un esercito di fantasmi invincibili intenzionato a conquistare il mondo potrebbe non essere nemmeno il più grave.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione dei tuoi libri?!

Per la copertina mi sono affidata a Irene Barboni che ho trovato su Instagram come aireenscolor. Volevo una copertina colorata capace di dare l’idea giusta del tono e del genere della storia: un romanzo umoristico con tinte di sovrannaturale, colpi di scena e personaggi tridimensionali. Ovviamente doveva anche catturare l’attenzione e i disegni di Irene erano proprio quello che cercavo. L’impaginazione, invece, è stata svolta da Paola Chiozza, che ancor oggi ringrazio e la correzione dall’Accademia della scrittura.

✔️ Quali valori sono contenuti nei tuoi libri e a che genere di pubblico sono indirizzati?!

Un messaggio centrale nella serie Camena è odiarsi a vicenda non porta mai a niente di buono, anche quando qualcuno ha ragione a essere in disaccordo o arrabbiato (figurarsi se non ce l’ha). Ce ne sono altri, come l’invito a guardarsi dalle manipolazioni, anche quando vengono da persone in apparenza bene intenzionate. Penso che i libri dovrebbero avere una morale e una sostanza, ma al tempo stesso, sia da lettrice che scrittrice, non mi piacciono le prediche, le ipocrisie o quei personaggi in cartonato bianco e nero e cerco di evitarli il più possibile. Il pubblico a cui ho pensato è di giovani adulti, ma anche i più o meno giovani possono apprezzare questi libri. Mi rifaccio a certi aspetti del fantasy per ragazzi (tanta immaginazione, colpi di scena e mancanza di scene osé o gore) mescolandoci elementi di quelli più per adulti (chiaroscuro morale, complessità dei personaggi e del mondo e un pizzico di satira). Dal primo libro alcune di queste cose potrebbero non comparire, ma questo è perché volevo costruire un fantasy dove il mondo si svela poco a poco anziché bombardarti subito con tremila informazioni e pretendere che a pagina cinque tu ti ricordi trenta nomi e abbia due lauree in storia locale. Il primo volume è un assaggio per conoscere i personaggi e la situazione generale, dal secondo le cose cambiano.                        

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarli?

La promozione è importante quanto inevitabile e questa non è la mia opinione ma un fatto. Puoi avere scritto il libro migliore di tutta la Storia umana, ma se nessuno ti conosce finisci perso e ignorato nell’oceano infinito della concorrenza, a meno che tu non sia già famoso/a. Per la pubblicità personalmente mi affido a Instagram e alle bookblogger.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Sto lavorando al quarto volume della serie Camena e ho altri progetti, come la riedizione di La rivolta dei sogni, un romanzo breve, ma è ancora presto per parlarne.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere i tuoi romanzi?

Leggeteli se volete immergevi in una storia fresca e imprevedibile, se ricordate con nostalgia almeno un cartone animato e se avete voglia di ridere, riflettere e godervi un fantasy i cui singoli volumi non sono mattoni che vi bombardano di informazioni dal primo secondo.

Recensione di “La dama verde” di Karen Sander

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “La dama verde” di Karen Sander in collaborazione con casa editrice

Editore: Giunti Editore

Data di pubblicazione: 22 settembre 2021

Copertina flessibile: 276 pagine

I capitoli riportano il nome del protagonista che in quel momento ci parla in prima persona

Linguaggio semplice, non particolarmente coinvolgente.

Due filoni narrativi che dovrebbero ricongiungersi per portare a una soluzione e invece non ci azzeccano nulla tra loro. Ritmo veramente lento e confusionario.

Veniamo alla trama:

Quando una ragazza trasandata, con i capelli biondi e la pelle chiara punteggiata di lentiggini, si presenta sulla porta di Susan McFarland, gli occhi della donna si riempiono di lacrime: possibile che sia proprio Madelin, la sua Madelin, la figlia scomparsa misteriosamente dieci anni prima e che ormai credeva morta? Eppure, dopo tutto quel tempo, la giovane è riuscita per miracolo a sfuggire al suo brutale carceriere e tornare a casa. Ma non sarà l’unica, sconvolgente sorpresa per Susan e la sua famiglia: poche ore dopo, Madelin è di nuovo svanita nel nulla, il marito di Susan giace in una pozza di sangue e la figlia più piccola, Harper, si è chiusa in un armadio ed è talmente scioccata da non riuscire più a parlare. Che cosa è accaduto durante la breve assenza della donna? L’ispettore Tom Pine della polizia di Edimburgo, che dieci anni prima aveva indagato sulla scomparsa di Madelin, accorre sulla scena insieme alla sua partner Kate Fincher, più giovane di lui, ma col fiuto e la tenacia dei detective più esperti. Scattano subito le ricerche per ritrovare la ragazza: le prime segnalazioni indicano che Madelin si sta addentrando nelle Highlands, forse di nuovo in fuga dal suo rapitore, ed è vitale trovarla prima che sia lui a farlo.

Non so c’è qualcosa che non mi ha convinto e che non mi ha preso in questo libro il fatto che viene raccontato tutto subito quindi viene eliminata la fase suspense e la fase investigativa all’inizio.

Poi sembra prendere una piega thriller più interessante ma invece l’intreccio narrativo è talmente artefatto che da sui nervi.

Sono presenti anche dei refusi all’inizio dei primi capitoli che riportano date sbagliate.

Veramente molto delusa, non lo consiglio.

2/5 ☕️☕️

La città morta. Zetafobia (Vol. 2) di Gualtiero Ferrari

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

In COLLABORAZIONE con autore oggi vi presento questo romanzo:

La città morta. Zetafobia (Vol. 2) di Gualtiero Ferrari

Editore: Delos Digital

Data di pubblicazione: 20 luglio 2021

Copertina flessibile: 304 pagine

Con gli zombie si può convivere, sono gli altri sopravvissuti il vero pericolo.

Sono trascorsi sei anni dalla pandemia di H5N1v2, la mutazione del virus dell’aviaria che ha dato il via all’apocalisse zombie.

Domenico, suo figlio e la moglie Lucrezia, scampati per il rotto della cuffia a orde di non-morti famelici, sono riusciti a sopravvivere fino a oggi.

L’isolamento della famiglia è bruscamente interrotto da un’automobile che si schianta contro una cabina elettrica. All’interno una giovane donna in travaglio sta dando alla luce suo figlio.

Appena il bimbo è nato la madre taglia tre pezzi di cordone ombelicale e chiede a Domenico di consegnarli al distretto militare di Torino.

Ottenuto ciò che voleva la donna estrae una pistola, uccide il neonato e si spara.

Chi era la donna? Perché quel pezzo di materiale organico è così importante?

E soprattutto Domenico e la sua famiglia sono pronti a rischiare tutto per portare a termine una missione di cui non sanno nulla, addentrandosi nel pericoloso territorio della città morta, Torino? Il seguito del romanzo “Zetafobia”.

L’autore

Gualtiero Ferrari nasce a Torino nel 1970. Sposato, con un figlio quattordicenne, cresce e vive in questa splendida città, salvo trasferirsi alcuni anni all’estero, per motivi di studio e di lavoro. Parla fluentemente l’inglese, il francese e quel minimo di tedesco necessario a ordinare del cibo caldo e una birra fresca. Di formazione economico-scientifica, più che umanistica, si è avvicinato alla lettura nel corso dell’adolescenza e si è rifugiato nella scrittura, ormai adulto, durante un difficile periodo personale. Attualmente lavora presso un’azienda di meccanica di precisione. Zetafobia, finalista al Premio Odissea, è stato il suo primo romanzo e ha riscosso un lusinghero successo.

Recensione di “Le ossa della principessa” di Alessia Gazzola

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Le ossa della principessa” di Alessia Gazzola

Editore: Longanesi

Data di pubblicazione: 31 ottobre 2018

Copertina rigida: 346 pagine

Ricordatemi perché avevo lasciato in sospeso la serie de L’Allieva della Gazzola… è una serie di romanzi veramente imperdibili.

Lo stile narrativo dell’autrice è talmente divertente, ironico, tagliente e l’intreccio narrativo con una punta di giallo rendono la lettura veramente spassosa… impossibile mettere giù il libro una volta iniziato.

“Alice, tu sei una privilegiata. Ti sto addestrando personalmente e stai diventando una brava poliziotta.») «Gliene sono profondamente grata, ispettore. » «Perché tu vuoi fare la poliziotta, vero? » In realtà non mi sono mai interrogata sugli sbocchi futuri. Per lo più sono intenta a pianificare progetti del tipo aprire un chiosco di limonate a Cuba.”

«Be’, ispettore, sa… mancano due anni e mezzo alla mia specializzazione. Ancora non ho ben chiara la strada da intraprendere, ma le esperienze al suo fianco mi stanno insegnando parecchio… » «Balle!» mi interrompe. «Alice, tu hai davvero del talento investigativo. Se posso permettermi, ne hai più come poliziotta che come medico. Da te non accetterei nemmeno la prescrizione di un’aspirina! » conclude prima di erompere in una risata fragorosa, con un’ilarità che personalmente non riesco a condividere «Vedremo, ispettore, ancora è tutto da decidere. »

Ma veniamo alla trama:

Benvenuti nel grande Santuario delle Umiliazioni. Ossia l’istituto di medicina legale dove Alice Allevi fa di tutto per rovinare la propria carriera di specializzanda. Se è vero che gli amori non corrisposti sono i più strazianti, quello di Alice per la medicina legale li batte tutti. Sembrava quasi che la sua tormentata esistenza in Istituto le avesse concesso una tregua, quanto bastava per provare a mettere ordine nella sua sempre più disastrata vita amorosa, ma ovviamente non era così. Ambra Negri Della Valle, la bellissima, brillante, insopportabile e perfetta Ape Regina, è scomparsa. Difficile immaginare una collega più carogna di lei, sempre pronta a mettere Alice in cattiva luce con i superiori, come se non ci pensasse lei stessa a infilarsi nei guai, con tutti i pasticci che riesce a combinare. Per non parlare della storia di Ambra con Claudio Conforti, medico legale affermato e tanto splendido quanto perfido, il sogno proibito di ogni specializzanda… E forse anche di Alice. Ma per quanto detesti Ambra, Alice non arriverebbe mai ad augurarle la morte. Così, quando dalla procura chiamano lei e Claudio chiedendo di andare a identificare un cadavere appena ritrovato in un campo, Alice teme il peggio. Non appena giunta sulla scena del ritrovamento, però, mille domande le si affollano in mente: a chi appartengono quelle povere ossa? E cosa ci fa una coroncina da principessa accanto al corpo?

È molto avvincente e molto giallo questo romanzo. Ci lascia sempre con il fiato sospeso!

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “La casa senza ricordi” di Donato Carrisi

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “La casa senza ricordi” di Donato Carrisi

Editore: Longanesi

Data di pubblicazione: 29 novembre 2021

Lunghezza del libro: 400 pagine

Una, due… tre… stop ✋ basta 😠 Carrisi non mi frega più!!!

Sono oramai tre anni che il famoso scrittore di thriller italiani delude noi lettori.

Ma se non leggi il suo ultimo libro non sei nessuno, no? Tanta è la curiosità di vedere se finalmente Carrisi scriverà una storia in cui farà combaciare tutti i pezzi, con un finale risolto!

Invece no, cari amici lettori, un ennesimo buco nell’acqua.

La casa senza ricordi, a mio parere, è un copia e incolla del precedente: La casa delle voci. Una brutta copia che ridonda di personaggi già conosciuti e ritriti, di un intreccio più o meno uguale al precedente e tanta ipnosi… ma anche basta 😡

Inoltre non c’è niente di peggio di un thriller senza un finale, come se ti avessero strappato le ultime pagine del libro che stai leggendo, e ritrovarsi con un pugno di mosche in mano e tantissima rabbia perché non ne potrai conoscere probabilmente mai la conclusione.

A mio avviso sono stanca!

Un’altra storia incompleta, 400 pagine in cui l’autore sparpaglia sempre di più le tessere di un puzzle che ahimè non avrà mai soluzione, l’ennesima delusione di chiudere ogni suo libro con rabbia e frustrazione.

Ora lascio a voi la parola: l’avete letto? Che ne pensate??

2/5 ☕️☕️

Recensione di “Il segreto dello chef” di Marika Carrabino in collaborazione con autrice

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre

Recensione di “Il segreto dello chef” di Marika Carrabino in collaborazione con autrice

Data di pubblicazione: 3 marzo 2019

Lunghezza del libro: 115 pagine

Romanzo rosa, uno stile narrativo quello della nostra Marika Carrabino veramente coinvolgente, devo dire, che mi ha fatto emozionare, sì veramente emozionare, assieme alla protagonista Bianca.

Oltre a questo ho fatto altre considerazioni, leggendo questo romanzo, le cose accadono! E sul momento non pensiamo che anche un fatto che può sembrare negativo, alla fine possa portare con sé una maggiore consapevolezza, e ci impone quasi di porci delle domande su cosa vogliamo veramente noi!

Se quello che facciamo, lo facciamo per noi..?Oppure per accontentare altri…?

Facciamo quello che loro si aspettano da noi!!

Veniamo alla trama la protagonista Bianca è fidanzata con Marco da 10 anni. È stata allevata da una tata di nome Morgana a Taormina, la madre di Bianca l’ha affidata a lei fin da piccolina per poter seguire il marito, un noto avvocato, nei suoi spostamenti in giro per l’Italia. Bianca considera la sua vera madre affettiva Morgana, e cresce comunque bene e di buon carattere, anche se in cuor suo non riesce a capire come due genitori possano allontanarsi dalla propria figlia così a lungo per questioni di lavoro. La madre ha poi un atteggiamento di distacco anche quando è presente, quasi insensibile e infinitamente triste. Bianca lavora a Taormina in un ristorante come lavapiatti, bravissima a cucinare, in quanto Morgana per far sì che la piccola non fosse triste per la mancanza della mamma la impegna con lei in cucina e le insegna a cucinare fin da piccola ripetendole sempre che con un pizzico d’amore in cucina è tutto più semplice.

All’improvviso la proprietaria del ristorante decide di venderlo, ma con una clausola… Impone al nuovo chef che acquisterà il ristorante di tenere a lavorare lì tutti i dipendenti che aveva lei.! Al ristorante Bianca non faceva solo la lavapiatti ma aiutava in cucina e dava anche consigli ai colleghi, si trova ora un nuovo chef arrogante ,dispotico che in cucina non le concede neanche di entrare praticamente! Però c’è un però, questa novità nella vita di Bianca farà sì che lei sempre accondiscendente con tutti, si ritrovi a controbattere con ardore alle prepotenze dello chef per difendere gli altri lavoratori e se stessa. In questi scambi di battute ritroverà in lei un’altra persona molto più combattiva capirà pure che dava per scontate cose che così non erano. Il destino a volte ci riserva delle sorprese incredibili che muove le nostre coscienze e ci fa riflettere se la nostra vita deve essere proprio così… Oppure c’è altro? Bianca e il nuovo chef hanno in comune la passione per la cucina anche se di carattere diametralmente opposto questo farà sì che a volte ci sia un qualche intendimento tra di loro. Non voglio spoilerare ma vi assicuro che da qui cominceremo ad emozionarci veramente! A rimanere incollati al libro. Oltre all’amore nelle sue sfaccettature l’autrice affronta anche temi importanti quali un tentato suicidio ma tutto sarà affrontato con leggerezza senza creare pathos!

Perché leggere questo libro?

Perché è una bella storia d’amore e assieme a Bianca capiremo che le cose che accadono a volte ci lasciano una maggior consapevolezza di noi stessi.

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Camena e Nuova Ctonia

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

In COLLABORAZIONE con autrice oggi vi presento questo libro:

Camena e Nuova Ctonia

Data di pubblicazione: 29 novembre 2021

Copertina flessibile: 316 pagine

L’esercito di fantasmi controllato dal malvagio Lord Travius ha conquistato Milano e l’intera Lombardia.

Il governo italiano sarà finalmente pronto a trattare con un tiranno invincibile letteralmente venuto da un cartone animato?

Camena, coinvolta suo malgrado nella vicenda, ne dubita.

Eppure giunge una richiesta di incontro e Camena viene scelta come ambasciatrice degli spettri.
Immaginava che sarebbe stata una strada in salita, ma non poteva prevedere quanto fosse profondo l’abisso di corruzione, intrighi e segreti che si spalanca davanti a lei e agli spettri.
In quel mondo simile al nostro, saranno davvero i fantasmi la minaccia più grande?

Recensione di “Recursion. Falsa memoria” di Blake Crouch in collaborazione con casa editrice

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Recursion. Falsa memoria” di Blake Crouch in collaborazione con casa editrice

Editore: Fanucci

Data di pubblicazione: 14 maggio 2020

Copertina flessibile: 304 pagine

Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.

Questo thriller distopico si divora letteralmente.

Quello che ci appare per buona metà del romanzo sono due filoni narrativi distinti: quello di Barry Sutton nel 2018 e quello di Helena Smith nel 2007.

Veniamo alla trama:

«Mio figlio è stato azzerato.» Queste sono le ultime parole rivolte da Ann Voss Peters al detective Barry Sutton, prima di lanciarsi nel vuoto. Profondamente colpito, Barry inizia a indagare sulla sua morte e scopre che non si tratta di un caso isolato. In tutto il Paese alcune persone si stanno svegliando in vite diverse da quelle in cui si sono addormentate. Soffrono della Sindrome della falsa memoria, una misteriosa, nuova malattia che contagia le vittime con vividi ricordi di una vita che non hanno mai vissuto. O, forse, qualcosa di ancora più insidioso si cela dietro il dilagare di queste false reminiscenze? A chilometri di distanza, la neuroscienziata Helena Smith sta sviluppando una tecnologia che consenta di preservare i ricordi più intensi e quindi di riviverli. Se avrà successo, chiunque sarà in grado di provare di nuovo l’emozione di un primo bacio, la nascita di un figlio o l’ultimo momento con un genitore morente. La ricerca della verità condurrà Barry in un viaggio surreale e avventuroso, e lo porterà a intrecciare il suo destino con la creazione di Helena, che si rivelerà un frutto avvelenato offerto all’umanità: la capacità non solo di conservare i ricordi, ma di stravolgerli… con il rischio di portare millenni di civiltà al collasso.

“La vita è sofferenza. Ma non deve esserlo. Perché dovresti essere costretto ad accettare la morte di tua figlia quando puoi cambiare le cose? Perché un uomo morente non dovrebbe tornare alla sua giovinezza con piena saggezza e conoscenza, invece di ansimare le sue ultime ore in agonia? Perché lasciare che una tragedia si compia quando potresti tornare indietro e prevenirla? Quello che stai difendendo non è la realtà… è una prigione, una bugia.» Tu lo sai. Devi capirlo. Hai inaugurato una nuova era per l’umanità. Una in cui non dobbiamo più soffrire e morire. In cui possiamo fare così tante esperienze. Fidati di me, la tua prospettiva cambia quando hai vissuto innumerevoli vite. Ci hai permesso di sfuggire ai limiti dei nostri sensi. Ci hai salvati tutti. Questa è la tua eredità.”

Il ritmo di questo thriller è veramente molto serrato, impossibile fermarsi, non si può abbandonare la lettura.

Siamo di fronte a uno dei tanti temi sull’uso che vogliamo fare della tecnologia sempre più invasiva a tutti i livelli, ora a disposizione di poche menti eccelse (scienziati) ma indirizzata a tutto il genere umano.

Fino a che punto potremmo spingerci? E se tutto questo pazzesco meccanismo venisse nelle mani di persone malvagie???

«Tutti i miei ricordi di quella vita sono in sfumature di grigio, come dei fotogrammi di un film noir. Sembrano reali, ma sono reminiscenze vaghe e tormentate. Tutti credono che la SFM siano solo falsi ricordi dei grandi momenti della tua vita, ma quelli che fanno più male sono i ricordi più piccoli. Non ricordo semplicemente mio marito. Ricordo l’odore del suo alito la mattina nel letto quando si girava verso di me. Di come ogni volta che si alzava prima per lavarsi i denti sapevo che sarebbe tornato al letto per cercare di fare sesso. Sono queste le cose che mi distruggono. I dettagli più piccoli e perfetti che mi fanno capire che è successo davvero».

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione de “Tu sei Musica” di Simona Bianchera in collaborazione con autrice

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre

Recensione de “Tu sei Musica” di Simona Bianchera in collaborazione con autrice

Editore: Panesi Edizioni

Data di pubblicazione: 10 febbraio 2019

Lunghezza del libro: 115 pagine

Romanzo rosa, la nostra Simona Bianchera con questo romanzo leggero, scorrevole, fa fare una pausa a tutti noi, con il suo modo semplice di narrazione, ci propone il modo di vivere di due amiche: Alaska la protagonista principale, e Vanessa la sua più cara amica. Nella quotidianità delle due amiche, dinamiche e piene di voglia di vivere, ci sono comunque dei leggeri, e meno leggeri intoppi che loro affronteranno sempre insieme aiutandosi tra loro con amore…!

Ecco appunto l’amore questo sentimento che veramente può cambiare il mondo, su cui bisogna saper puntare sempre!

L’amore quello che fa sorridere, e anche piangere!

Lo troviamo in tutte le sue forme nell’amicizia, nel rapporto uomo, donna, nel rapporto genitori figli.nella narrazione troviamo nei bei disegni, la passione di Alaska che quando è ispirata trasferisce su tela le sue emozioni…! Poi c’è l’amore per la Musica filo conduttore di tutto il racconto! Insomma una lettura, che nei tempi che purtroppo stiamo attraversando, ci può dare una grossa mano a staccare la spina, a farci sognare.

Ve lo raccomando amici lettori!

Per inciso non smettiamo mai di sognare, che poi magari il sogno si avvera!! Il finale ci sorprenderà piacevolmente, intensamente.

Perché leggere questo romanzo?

Perché per l’appunto lasceremo la nostra quotidianità, e cominceremo a sognare!

4,25/5 ☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Un villaggio scomparso” di Tim Weaver

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Un villaggio scomparso” di Tim Weaver in collaborazione con casa editrice

Editore: Time Crime

Data di pubblicazione: 27 febbraio 2020

Copertina rigida: 451 pagine

All’inizio nella lettura purtroppo pago lo scotto di non aver letto i 9 libri precedenti a questo, di non aver conosciuto i casi precedenti di cui si è occupato il protagonista che lo hanno reso quello che è.

In una narrazione che va avanti e indietro nel tempo, Raker si ritrova nel caso più contorto, stimolante e pericoloso, in cui iniziano a emergere le connessioni tra Los Angeles e gli abitanti di Black Gale.

Due filoni narrativi e due protagonisti corrono in parallelo a capitoli alternati per tutto il romanzo:

In prima persona dal protagonista in Inghilterra David Raker, intermezzato da storia del 1985 a Los Angeles poliziotta Jo…

Non si riesce a capire cosa possano avere in comune queste sue storie così lontane sia temporalmente che geograficamente.

“La cosa che ti spaventa di più» disse mentre usava il piede per rigirare l’uomo sulla schiena «è il pensiero di dover rinunciare al tuo lavoro. A tutto ciò che comportano le scomparse, al sollievo che trai dalla ricerca, al fatto che ti tolgono quel fardello di dolore dalle spalle e ti aiutano a tirare avanti. È questo che ti impedisce di impazzire. Vederti costretto a smettere sarebbe peggio di qualunque proiettile. Ritrovarti rinchiuso, confinato, in una situazione dove non puoi avere alcun controllo sulla tua vita, senza alcun margine, ancora peggio, privato della libertà, ti ucciderebbe.

Ma veniamo alla trama:

Nella notte di Halloween, i nove residenti di Black Gale si riuniscono per una cena. Mangiano, bevono e ridono. Giocano e scattano foto. Le foto saranno l’ultimo ricordo di ciascuno di loro. La mattina seguente, infatti, l’intero villaggio sembrerà svanito nel nulla. Senza cadaveri, prove o indizi, il mistero di cosa successe al Black Gale rimane irrisolto per i successivi due anni e mezzo. Ma alla fine le famiglie delle persone scomparse ingaggiano un investigatore, David Raker, per vedere se riesce a scoprire qualcosa, là dove la polizia sembra essersi arresa. Da quel momento, l’ossessione dei parenti diventa anche la sua…

Quali segreti i vicini nascondevano alle loro famiglie, e tra di loro? Erano veramente quello che sembravano? L’investigatore Raker è alla ricerca di 9 persone scomparse o di 9 cadaveri?

L’unica pecca di questo romanzo secondo me è che è veramente molto prolisso, è un bel mattone ricco di descrizioni e con un intreccio veramente tosto.

“Le persone scomparse erano sempre state la mia vita, essenziali quanto il sangue nelle vene, ma l’ultimo caso mi aveva quasi ucciso. Non mi sentivo pronto a seguirne uno di quelle proporzioni, e riambientarmi lavorando con Healy non mi sembrava una buona idea. Ma il problema era proprio quello: quando si ha una cosa nel sangue, è impossibile sbarazzarsene completamente. Potevo rinnegarla per un po’ – o almeno provarci – ma il bisogno compulsivo sarebbe sempre rimasto“.

4/5 ☕️☕️☕️☕️