Recensione di “Ottocentottantatré” di Silvia Ricco

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Ottocentottantatré” di Silvia Ricco in COLLABORAZIONE con casa editrice

Editore: Kimerik

Data di pubblicazione: 31 gennaio 2020

Copertina flessibile: 244 pagine

Buongiorno cari amici lettori, vi dico subito che il romanzo di cui sto per parlarvi l’ho adorato.

“Come sono arrivata qui, non lo so. Il mio battito irregolare, il mio corpo fragile, il mio pensiero affollato sono il frutto di un percorso lungo, ma non troppo, all’interno di una casa degli orrori, di una di quelle case che da fuori sono così affascinanti, così belle, così luminose ma che, all’interno, nascondono segreti dolorosi. Come sono arrivata qui seduta sulle scale di un posto che non so come si chiama, non lo so, ricordo che doveva essere una delle tante mete, una di quelle mete che scelsi con la sua falsa compagnia; doveva esserci lui seduto accanto a me, ma mi sono resa conto che nel lungo viaggio all’interno di quest’attrazione io ero l’unica a fare scelte nell’illusione che venissero fatte in due. Lui era chi credi ti cammini accanto ma è sempre tre passi avanti o dietro di te, per vigliaccheria, paura, disagio.”

Una favola d’amore straziante, la scrittura è perfetta per entrare direttamente dentro il cuore.

Ho letto raramente libri con tale empatia ❤️‍🩹.

Mi è successo di doverlo mettere giù ogni capitolo per farmi un bel pianto e ricominciare… pazzesco!!

“Sono stata prigioniera in una stanza con il mio sequestratore e io innamorata di lui in una stanza che mi sembrava essere un grande castello delle favole; e io innamorata di chi mi impediva di vivere altra vita se non la mia in simbiosi con la sua. Se lui c’era, tutto il resto si bloccava, tutto il resto attendeva. La mia vita vera era in pausa.”

Ma veniamo alla trama:

Silvia è una ragazza molto giovane, estremamente sensibile ma determinata. Quando, dopo anni, rivede Flavio, esplode in lei un sentimento intenso e incontrollabile, che la porterà a fare tutto in funzione di quel ragazzo che le ha rapito il cuore e la mente. Affronterà distanze fisiche, ma si accorgerà che la distanza reale, più pericolosa, sarà quella creata dallo stesso Flavio. Silvia si ritroverà ben presto in un labirinto di passione e follia. Varrà davvero la pena di lasciarsi travolgere e assorbire da un sentimento così totalizzante?

“La verità è che ho gli ho sempre mentito. Non sono mai stata realmente me stessa con lui. Forse solo le prime due sere che abbiamo passato insieme, perché poi ho cercato di essere sempre quella che potesse piacergli. Flavio non mi ha mai conosciuta per quella che sono quando sono sola o in compagnia dei miei amici, della mia famiglia. Ho riempito Flavio di piccole bugie. Piccole e innocue bugie, perché ogni scelta che ho fatto, ogni cosa che ho detto, è stata la conseguenza di un pensiero ponderato, di qualcosa di premeditato. Se c’è una cosa che non ho mai dato a Flavio al 100% è stata la spontaneità, per la mia maledetta paura di perderlo.”

Come dice la sinossi questo romanzo è un mix di passione e follia, un amore totalizzante.

“È stata spesso la paura del suo rifiuto, la paura dell’umiliazione che mi obbligava a nascondere le mie ferite, a indossare delle maschere per fargli credere che io fossi quella che in realtà non potrò essere mai: felice senza lui.”

Lo consiglio vivamente a tutti. Un romanzo imperdibile!!!

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Annegare” di Marni Mann e Gia Riley

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre

Recensione di “Annegare” di Marni Mann e Gia Riley in collaborazione con casa editrice

Editore: Quixote Edizioni

Copertina flessibile: 368 pagine

Data di pubblicazione: 19 maggio 2019

Romanzo scritto con uno stile narrativo accattivante, quello delle due autrici, Marni Mann e Gia Riley racchiude in sé il rosa e tanto a livello erotico. E per questo lo consiglio ad un pubblico adulto. C’è poi la parte thriller che vi assicuro vi farà restare incollati al libro dalla prima all’ultima pagina.

L’amore è dominante in questo romanzo, l’amore quello malato e distruttivo di Brooks per Andi, e poi c’è l’amore quello con la A maiuscola che cura, rinforza e rimargina ferite, quello che fa crescere e prendere consapevolezza di sé di quello che valiamo veramente. Questo amore fa emergere nei protagonisti la speranza che ormai si era assopita in loro di avere una vita sana e felice.

Veniamo alla trama: ci sono due personaggi principali Andi e Clay. Da loro verrà raccontata la storia in un POV che narrerà in prima persona i fatti. Andi non ne può più di violenze, soprusi, e paura. Una paura che non la lascia mai!

Con l’aiuto della sua amica Camille cerca di fuggire da quest’uomo violento, Brooks, Camille compera per lei un biglietto ferroviario e organizza la fuga. Salita sul treno con ancora i lividi sul viso che Brooks le ha fatto la sera prima troverà un treno semivuoto dove incontrerà Clay (Adrian), il suo vero nome.

Due persone Andi e Clay, unite da uno stesso destino, quello di fuggire. Persone che portano con sé cicatrici, visibili anche nel corpo in Andi, ma non meno importanti nello spirito! Clay a sua volta fugge da qualcosa che all’inizio non sarà ben definito… e per non spoilerare non dirò! Ma pure lui è annientato nello spirito dal fatto che deve fuggire, non farsi trovare, e soprattutto non farsi riconoscere.

Il loro incontro in un certo senso sarà la loro salvezza. Sì la loro salvezza!! Perché tra i due nascerà un amore immenso, che farà palpitare anche il cuore di noi lettori.

Perché leggerlo? Perché credetemi vi coinvolgerà dalla prima all’ultima pagina e porterà anche a noi lettori la consapevolezza che non bisogna mai arrendersi!

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Zetafobia 2 – La città morta” di Gualtiero Ferrari

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Zetafobia 2 – La città morta” di Gualtiero Ferrari in collaborazione con autore

Editore: Delos Digital

Data di pubblicazione: 29 giugno 2021

Copertina flessibile: 303 pagine

Con gli zombie si può convivere, sono gli altri sopravvissuti il vero pericolo.

Come amante di The walking dead, la serie tv, e tutto quello che riguarda distopico e horror, non potevo non amare questo libro.

All’inizio c’è un piccolo riassunto del primo volume della serie così da renderci conto della storia anche se non lo avessimo letto.

Luglio 2015:

Parla Domenico, il protagonista, in prima persona, uomo paranoico e vogliamo dire forse un po’ schizofrenico? (La sua mente è governata da Patrick un Leprecauno vestito di verde!).

“Tutte le notti lo stesso incubo. Ogni volta che mi addormento, un mese dopo l’altro da oltre cinque anni, trascorro le ore che vanno dal tramonto all’alba in un eterno déjà-vu. Una montagna di sabbia dalle vaghe fattezze umane mi opprime il petto rubandomi il respiro, mentre con gli occhi chiusi ripercorro la fine della civiltà umana. Rivivo i giorni dell’incredulità e dello sgomento, quando i telegiornali sparavano notizie a raffica e le urla dei video amatoriali rimbombavano nelle orecchie, sovrastando le immagini che scorrevano sgranate sullo sfondo. Il ricordo delle vittime sbranate dagli zombie m’infiamma i sensi. Sudo. Tremo. Ho paura. L’inconscio vomita immagini raccapriccianti. Tante, troppe.”

Seppur di fantasia troverete scene molto forti… quindi lo sconsiglio ai lettori deboli di stomaco 😅

Ogni capitolo ha come titolo la data e l’ora, la trovo un’idea molto originale, in più i capitoli sono brevi e pieni di colpi di scena finale che tengono il lettore incollato al libro che si divora veramente molto velocemente.

“In verità, la nostra vita era pura illusione. Una chimera di normalità costellata da infiniti buchi neri, ciascuno capace di trascinarci all’inferno. E Torino, ne ero convinto, era un Inferno con la “i” maiuscola.”

La scrittura è veramente fluida e avventurosa, i personaggi sono ben delineati sia a livello descrittivo che psicologico.

Ci sono dei momenti addirittura ironici che insieme allo scenario apocalittico e le diverse scene splatter creano una miscela esplosiva.

Perfetta la ricostruzione di una Torino che ovviamente si capisce essere la città natale dell’autore.

In tutto il romanzo ma soprattutto nei capitoli finali c’è veramente tanta avventura e accadimenti, il ritmo è molto serrato.

Un libro che consiglio vivamente agli amanti del genere, io l’ho divorato in meno di due giorni.

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Il codice dell’illusionista” di Camilla Läckberg e Henrik Fexeus

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Buongiorno cari amici lettori, per la tappa di gennaio del GᖇᑌᑭᑭO ᗪI ᒪETTᑌᖇᗩ #gdlthrillercaffe organizzato da me abbiamo letto:

Il codice dell’illusionista di Camilla Läckberg e Henrik Fexeus

Editore: Marsilio

Data di pubblicazione: 4 novembre 2021

Copertina flessibile: 720 pagine

Se volete partecipare scrivetemi!!!

Buongiorno cari amici lettori, ebbene sì, il mio primo approccio con la Läckberg è stato a dormire poco esplosivo 🧨

Ho amato così tanto lo stile di questa scrittrice che ho deciso di ripercorrere tutta la sua bibliografia a ritroso e partendo dal primo suo romanzo li andrò a leggere tutti! Ho creato un gruppo Telegram proprio per la lettura di tutti i suoi scritti… chi vuole partecipare mi contatti!!! Ma questo è un altro discorso 😅😅😅

Ora veniamo a questo thrill magistrale scritto a quattro mani insieme a un famosissimo mentalista…

In questo primo, esplosivo episodio di una serie che è già un fenomeno internazionale, la straordinaria abilità di Camilla Läckberg di scavare negli abissi dell’animo umano incontra le competenze psicologiche di uno dei più apprezzati mentalisti del mondo per dare vita a un’originalissima coppia di investigatori: Mina Dabiri e Vincent Walder, la poliziotta misofoba e il mentalista esperto di misteri numerici, in lotta contro un serial killer spietato, e contro i propri demoni.

I personaggi sono pieni di fobie e completamente fuori di testa, ma è impossibile non amarli.

Una scrittura a quattro mani completamente fluida e pazzescamente coinvolgente, è impossibile smettere la lettura.

“Mina guardò l’uomo seduto di fronte a lei al lato opposto del tavolino scuro. Vincent Walder. Si rese conto, sorpresa, di trovarlo attraente. Era raro che le capitasse. E in realtà la definizione che le si era presentata alla mente era “di classe”. Aveva un che di severo, un tocco di eleganza all’antica, anche in jeans e maglietta.”

La storia intreccia fatti avvenuti nel 1982… che solo verso la fine del romanzo riusciremo a ricollocare nel presente.

“Io e te siamo unici, Mina, e ne paghiamo il prezzo. Ma ricordati una cosa: gli altri hanno su di te il potere che tu dai loro, e non di più. Lascia che guardino, se vogliono. Perché non farli pagare per il piacere di guardare, se ne hanno voglia? E lascia che parlino. Tu non c’entri.”

Un thriller psicologico pazzesco che consiglio caldamente!!! Io l’ho amato e spero tanto in un seguito per incontrare nuovamente Vincent e Mina.

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

CAMILLA LÄCKBERG è tra gli scrittori più letti al mondo, con ventinove milioni di copie vendute in sessanta paesi. Marsilio ha pubblicato in Italia i dieci libri della serie di Fjällbacka – che hanno ispirato la serie tv Omicidi tra i fiordi -, la raccolta di racconti Tempesta di neve e profumo di mandorle e i due romanzi della Storia di Faye, La gabbia dorata e Ali d’argento.

Recensione di “Hypno” di Alessandro Pasquinucci

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Hypno” di Alessandro Pasquinucci in collaborazione con autore

Editore: La Memoria del Mondo

Data di pubblicazione: 5 luglio 2021

Copertina flessibile: 232 pagine

“Se cominci a giocare devi arrivare fino in fondo”

Uno stile di scrittura fluido, accattivante, che cattura l’attenzione del lettore sin dalle prime pagine. Sicuramente un romanzo d’esordio curato e meritevole.

Si entra subito in empatia con la protagonista Rebecca e gli altri coprotagonisti.

“Non si riteneva una fanatica della tecnologia, tutt’altro. Aveva un proprio profilo su Facebook, così come su Instagram e su qualche altro social in voga in quel periodo, ma li usava poco, postando contenuti meno di una volta al mese. Entrava sulle diverse piattaforme quasi esclusivamente per consultazione o per noia. In pratica era stata obbligata a creare il proprio spazio virtuale da quando anche tutte le comunicazioni scolastiche erano approdate esclusivamente sul web. A differenza della maggior parte dei coetanei, tra cui anche i suoi migliori amici, Rebecca continuava a preferire il contatto umano alla fredda relazione sociale data dalla tecnologia, ma era consapevole che stava diventando sempre più difficile essere compresa in quel tipo di società. Così, all’apparenza non le restava altra scelta che sforzarsi, almeno un minimo, di ammorbidire la propria posizione. Solo in questo modo poteva sentirsi accettata e partecipe di quel mondo che, altrimenti, le sarebbe passato invisibile accanto.”

Seppur rivolto a generazione adolescenziale l’ho trovato molto avventuroso anche per noi lettori adulti.

Vengono affrontati temi molto importanti in questo romanzo, i social, il loro uso smodato e l’influenza terribile a volte che hanno sugli adolescenti.

“Era stata catapultata dentro un vortice di cui non conosceva l’origine né la fine. Ed era proprio quello a spaventarla. Si sentiva come i protagonisti di quei romanzi distopici che amava tanto leggere, ma non vivere in prima persona.Sola sulla riva, cullata dal rumore delle onde e da una leggera brezza salmastra, riusciva a sentirsi in pace con se stessa, lasciando per un momento alle spalle il caos che Pendulum stava provocando intorno e dentro di lei. Ma la sensazione di sollievo svanì velocemente. Una domanda continuava ad assillarla; che fine aveva fatto Luca?”

È un libro che consiglio molto a tutti, ci farà capire quanto inesorabilmente siamo legati al web e a tutti i suoi pro e tanti contro.

Lo vedrei benissimo adattato allo schermo televisivo come film o serie tv.

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

INTERVISTA a Gioia Colli di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Gioia Colli di Tantilibriecaffe

✔️ Buongiorno e benvenuta 🤗, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Buongiorno e grazie per il benvenuto e la disponibilità! Amo leggere da quando sono piccola e crescendo questa passione, oltre a non svanire, ne ha generata un’altra: scrivere. A volte mi imbattevo in libri che mi piacevano, ma al tempo stesso mi lasciavano l’amaro in bocca per qualche motivo e allora mi chiedevo “che cosa avrei fatto diversamente se fossi stata io a scrivere la storia?”

Cercare di trasformare questa mia passione in un lavoro svolto – e retribuito – professionalmente è una delle mie occupazioni principali, l’altra è il mio lavoro di addetta stampa dell’Associazione Città di Reggio nonché guida al museo diocesano.

Un ambito che mi affascina ed è diventato un mio amatissimo hobby è il mondo dei videogiochi. Sono una fan di Mario, Kirby, Pokemon, in generale della Nintendo, ma ascolto volentieri curiosità anche sugli infiniti altri titoli a cui non ho giocato.

✔️ Parliamo dei tuo libri. Di cosa parlano? Com’è nata l’idea per questi romanzi?

La saga di Camena è nata dalla confluenza di molti spunti: la mia tendenza a mescolare i generi, il mio amore per i cartoni animati (e i certo loro cattivi) con quello per i fantasy, in modo particolare quando un personaggio abituato al nostro mondo ordinario si ritrova catapultato in uno straordinario e deve venire a patti con leggi assurde che lo regolano. Un po’ come Alice nel paese delle Meraviglie, a cui il titolo originario faceva riferimento. La storia parla di Camena, una quasi-laureata che la notte prima del grande giorno si ritrova nel bel mezzo di un’invasione aliena da parte dei fantasmi del suo cartone preferito. Questi spettri sono i cattivi della storia da cui provengono e siccome l’antidoto ai loro poteri esiste solo nel loro pianeta d’origine, lì sono inarrestabili. Rapiscono Camena per usarla come interprete, dal momento che è l’unica a capirli e questo innesca una lunga serie di situazioni assurde, buffe e stranianti a cui si aggiungono poi le insidie e particolarità del mondo in cui è ambientata la storia, che ricorda la nostra Terra ma non lo è. Tra i problemi che Camena si ritroverà per le mani, un esercito di fantasmi invincibili intenzionato a conquistare il mondo potrebbe non essere nemmeno il più grave.

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione dei tuoi libri?!

Per la copertina mi sono affidata a Irene Barboni che ho trovato su Instagram come aireenscolor. Volevo una copertina colorata capace di dare l’idea giusta del tono e del genere della storia: un romanzo umoristico con tinte di sovrannaturale, colpi di scena e personaggi tridimensionali. Ovviamente doveva anche catturare l’attenzione e i disegni di Irene erano proprio quello che cercavo. L’impaginazione, invece, è stata svolta da Paola Chiozza, che ancor oggi ringrazio e la correzione dall’Accademia della scrittura.

✔️ Quali valori sono contenuti nei tuoi libri e a che genere di pubblico sono indirizzati?!

Un messaggio centrale nella serie Camena è odiarsi a vicenda non porta mai a niente di buono, anche quando qualcuno ha ragione a essere in disaccordo o arrabbiato (figurarsi se non ce l’ha). Ce ne sono altri, come l’invito a guardarsi dalle manipolazioni, anche quando vengono da persone in apparenza bene intenzionate. Penso che i libri dovrebbero avere una morale e una sostanza, ma al tempo stesso, sia da lettrice che scrittrice, non mi piacciono le prediche, le ipocrisie o quei personaggi in cartonato bianco e nero e cerco di evitarli il più possibile. Il pubblico a cui ho pensato è di giovani adulti, ma anche i più o meno giovani possono apprezzare questi libri. Mi rifaccio a certi aspetti del fantasy per ragazzi (tanta immaginazione, colpi di scena e mancanza di scene osé o gore) mescolandoci elementi di quelli più per adulti (chiaroscuro morale, complessità dei personaggi e del mondo e un pizzico di satira). Dal primo libro alcune di queste cose potrebbero non comparire, ma questo è perché volevo costruire un fantasy dove il mondo si svela poco a poco anziché bombardarti subito con tremila informazioni e pretendere che a pagina cinque tu ti ricordi trenta nomi e abbia due lauree in storia locale. Il primo volume è un assaggio per conoscere i personaggi e la situazione generale, dal secondo le cose cambiano.                        

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarli?

La promozione è importante quanto inevitabile e questa non è la mia opinione ma un fatto. Puoi avere scritto il libro migliore di tutta la Storia umana, ma se nessuno ti conosce finisci perso e ignorato nell’oceano infinito della concorrenza, a meno che tu non sia già famoso/a. Per la pubblicità personalmente mi affido a Instagram e alle bookblogger.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Sto lavorando al quarto volume della serie Camena e ho altri progetti, come la riedizione di La rivolta dei sogni, un romanzo breve, ma è ancora presto per parlarne.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere i tuoi romanzi?

Leggeteli se volete immergevi in una storia fresca e imprevedibile, se ricordate con nostalgia almeno un cartone animato e se avete voglia di ridere, riflettere e godervi un fantasy i cui singoli volumi non sono mattoni che vi bombardano di informazioni dal primo secondo.

Recensione di “La dama verde” di Karen Sander

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “La dama verde” di Karen Sander in collaborazione con casa editrice

Editore: Giunti Editore

Data di pubblicazione: 22 settembre 2021

Copertina flessibile: 276 pagine

I capitoli riportano il nome del protagonista che in quel momento ci parla in prima persona

Linguaggio semplice, non particolarmente coinvolgente.

Due filoni narrativi che dovrebbero ricongiungersi per portare a una soluzione e invece non ci azzeccano nulla tra loro. Ritmo veramente lento e confusionario.

Veniamo alla trama:

Quando una ragazza trasandata, con i capelli biondi e la pelle chiara punteggiata di lentiggini, si presenta sulla porta di Susan McFarland, gli occhi della donna si riempiono di lacrime: possibile che sia proprio Madelin, la sua Madelin, la figlia scomparsa misteriosamente dieci anni prima e che ormai credeva morta? Eppure, dopo tutto quel tempo, la giovane è riuscita per miracolo a sfuggire al suo brutale carceriere e tornare a casa. Ma non sarà l’unica, sconvolgente sorpresa per Susan e la sua famiglia: poche ore dopo, Madelin è di nuovo svanita nel nulla, il marito di Susan giace in una pozza di sangue e la figlia più piccola, Harper, si è chiusa in un armadio ed è talmente scioccata da non riuscire più a parlare. Che cosa è accaduto durante la breve assenza della donna? L’ispettore Tom Pine della polizia di Edimburgo, che dieci anni prima aveva indagato sulla scomparsa di Madelin, accorre sulla scena insieme alla sua partner Kate Fincher, più giovane di lui, ma col fiuto e la tenacia dei detective più esperti. Scattano subito le ricerche per ritrovare la ragazza: le prime segnalazioni indicano che Madelin si sta addentrando nelle Highlands, forse di nuovo in fuga dal suo rapitore, ed è vitale trovarla prima che sia lui a farlo.

Non so c’è qualcosa che non mi ha convinto e che non mi ha preso in questo libro il fatto che viene raccontato tutto subito quindi viene eliminata la fase suspense e la fase investigativa all’inizio.

Poi sembra prendere una piega thriller più interessante ma invece l’intreccio narrativo è talmente artefatto che da sui nervi.

Sono presenti anche dei refusi all’inizio dei primi capitoli che riportano date sbagliate.

Veramente molto delusa, non lo consiglio.

2/5 ☕️☕️

La città morta. Zetafobia (Vol. 2) di Gualtiero Ferrari

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

In COLLABORAZIONE con autore oggi vi presento questo romanzo:

La città morta. Zetafobia (Vol. 2) di Gualtiero Ferrari

Editore: Delos Digital

Data di pubblicazione: 20 luglio 2021

Copertina flessibile: 304 pagine

Con gli zombie si può convivere, sono gli altri sopravvissuti il vero pericolo.

Sono trascorsi sei anni dalla pandemia di H5N1v2, la mutazione del virus dell’aviaria che ha dato il via all’apocalisse zombie.

Domenico, suo figlio e la moglie Lucrezia, scampati per il rotto della cuffia a orde di non-morti famelici, sono riusciti a sopravvivere fino a oggi.

L’isolamento della famiglia è bruscamente interrotto da un’automobile che si schianta contro una cabina elettrica. All’interno una giovane donna in travaglio sta dando alla luce suo figlio.

Appena il bimbo è nato la madre taglia tre pezzi di cordone ombelicale e chiede a Domenico di consegnarli al distretto militare di Torino.

Ottenuto ciò che voleva la donna estrae una pistola, uccide il neonato e si spara.

Chi era la donna? Perché quel pezzo di materiale organico è così importante?

E soprattutto Domenico e la sua famiglia sono pronti a rischiare tutto per portare a termine una missione di cui non sanno nulla, addentrandosi nel pericoloso territorio della città morta, Torino? Il seguito del romanzo “Zetafobia”.

L’autore

Gualtiero Ferrari nasce a Torino nel 1970. Sposato, con un figlio quattordicenne, cresce e vive in questa splendida città, salvo trasferirsi alcuni anni all’estero, per motivi di studio e di lavoro. Parla fluentemente l’inglese, il francese e quel minimo di tedesco necessario a ordinare del cibo caldo e una birra fresca. Di formazione economico-scientifica, più che umanistica, si è avvicinato alla lettura nel corso dell’adolescenza e si è rifugiato nella scrittura, ormai adulto, durante un difficile periodo personale. Attualmente lavora presso un’azienda di meccanica di precisione. Zetafobia, finalista al Premio Odissea, è stato il suo primo romanzo e ha riscosso un lusinghero successo.

Recensione di “Le ossa della principessa” di Alessia Gazzola

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Le ossa della principessa” di Alessia Gazzola

Editore: Longanesi

Data di pubblicazione: 31 ottobre 2018

Copertina rigida: 346 pagine

Ricordatemi perché avevo lasciato in sospeso la serie de L’Allieva della Gazzola… è una serie di romanzi veramente imperdibili.

Lo stile narrativo dell’autrice è talmente divertente, ironico, tagliente e l’intreccio narrativo con una punta di giallo rendono la lettura veramente spassosa… impossibile mettere giù il libro una volta iniziato.

“Alice, tu sei una privilegiata. Ti sto addestrando personalmente e stai diventando una brava poliziotta.») «Gliene sono profondamente grata, ispettore. » «Perché tu vuoi fare la poliziotta, vero? » In realtà non mi sono mai interrogata sugli sbocchi futuri. Per lo più sono intenta a pianificare progetti del tipo aprire un chiosco di limonate a Cuba.”

«Be’, ispettore, sa… mancano due anni e mezzo alla mia specializzazione. Ancora non ho ben chiara la strada da intraprendere, ma le esperienze al suo fianco mi stanno insegnando parecchio… » «Balle!» mi interrompe. «Alice, tu hai davvero del talento investigativo. Se posso permettermi, ne hai più come poliziotta che come medico. Da te non accetterei nemmeno la prescrizione di un’aspirina! » conclude prima di erompere in una risata fragorosa, con un’ilarità che personalmente non riesco a condividere «Vedremo, ispettore, ancora è tutto da decidere. »

Ma veniamo alla trama:

Benvenuti nel grande Santuario delle Umiliazioni. Ossia l’istituto di medicina legale dove Alice Allevi fa di tutto per rovinare la propria carriera di specializzanda. Se è vero che gli amori non corrisposti sono i più strazianti, quello di Alice per la medicina legale li batte tutti. Sembrava quasi che la sua tormentata esistenza in Istituto le avesse concesso una tregua, quanto bastava per provare a mettere ordine nella sua sempre più disastrata vita amorosa, ma ovviamente non era così. Ambra Negri Della Valle, la bellissima, brillante, insopportabile e perfetta Ape Regina, è scomparsa. Difficile immaginare una collega più carogna di lei, sempre pronta a mettere Alice in cattiva luce con i superiori, come se non ci pensasse lei stessa a infilarsi nei guai, con tutti i pasticci che riesce a combinare. Per non parlare della storia di Ambra con Claudio Conforti, medico legale affermato e tanto splendido quanto perfido, il sogno proibito di ogni specializzanda… E forse anche di Alice. Ma per quanto detesti Ambra, Alice non arriverebbe mai ad augurarle la morte. Così, quando dalla procura chiamano lei e Claudio chiedendo di andare a identificare un cadavere appena ritrovato in un campo, Alice teme il peggio. Non appena giunta sulla scena del ritrovamento, però, mille domande le si affollano in mente: a chi appartengono quelle povere ossa? E cosa ci fa una coroncina da principessa accanto al corpo?

È molto avvincente e molto giallo questo romanzo. Ci lascia sempre con il fiato sospeso!

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “La casa senza ricordi” di Donato Carrisi

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “La casa senza ricordi” di Donato Carrisi

Editore: Longanesi

Data di pubblicazione: 29 novembre 2021

Lunghezza del libro: 400 pagine

Una, due… tre… stop ✋ basta 😠 Carrisi non mi frega più!!!

Sono oramai tre anni che il famoso scrittore di thriller italiani delude noi lettori.

Ma se non leggi il suo ultimo libro non sei nessuno, no? Tanta è la curiosità di vedere se finalmente Carrisi scriverà una storia in cui farà combaciare tutti i pezzi, con un finale risolto!

Invece no, cari amici lettori, un ennesimo buco nell’acqua.

La casa senza ricordi, a mio parere, è un copia e incolla del precedente: La casa delle voci. Una brutta copia che ridonda di personaggi già conosciuti e ritriti, di un intreccio più o meno uguale al precedente e tanta ipnosi… ma anche basta 😡

Inoltre non c’è niente di peggio di un thriller senza un finale, come se ti avessero strappato le ultime pagine del libro che stai leggendo, e ritrovarsi con un pugno di mosche in mano e tantissima rabbia perché non ne potrai conoscere probabilmente mai la conclusione.

A mio avviso sono stanca!

Un’altra storia incompleta, 400 pagine in cui l’autore sparpaglia sempre di più le tessere di un puzzle che ahimè non avrà mai soluzione, l’ennesima delusione di chiudere ogni suo libro con rabbia e frustrazione.

Ora lascio a voi la parola: l’avete letto? Che ne pensate??

2/5 ☕️☕️