La principessa di ghiaccio. I delitti di Fjällbacka (Vol. 1) di Camilla Läckberg

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Buongiorno cari amici lettori, per la tappa di febbraio del GRUPPO DI LETTURA #gdllackberg organizzato da me, abbiamo letto:

La principessa di ghiaccio. I delitti di Fjällbacka (Vol. 1) di Camilla Läckberg

Editore: Marsilio

Data di pubblicazione: 20 settembre 2018

Copertina flessibile: 458 pagine

📖📖📖 𝐂𝐡𝐢 èinteressato a partecipare al gruppo di lettura mi scriva… siete i benvenuti!!! 📖📖📖

“La casa era deserta, vuota. Il gelo penetrava in ogni recesso. Nella vasca si era formata una sottile pellicola di ghiaccio, e lei aveva cominciato ad assumere un aspetto leggermente bluastro. Gli parve che somigliasse a una principessa, lì stesa. Una principessa di ghiaccio.”

L’incipit cattura subito l’attenzione, i protagonisti portano alla luce una serie di misteri legati ad un passato forse dimenticato.

Ho letto questo libro in pochi giorni con la smania di sapere fino all’ultimo chi era l’assassino!!!

Leggendo ci viene subito all’occhio uno stile di scrittura particolare, senza nome o numero dei capitoli.

Vi parlo subito della trama:

Nella piccola città balneare svedese di Fjällbacka, in pieno inverno, viene ritrovato il cadavere di una giovane donna, Alexandra Wijkner, dentro la vasca da bagno piena di acqua ghiacciata. Suicidio o omicidio? L’autopsia rivela che Alexandra è stata drogata e poi uccisa. Erica, scrittrice amica d’infanzia della vittima, indaga sulla morte misteriosa insieme all’amico Patrik Hedström, poliziotto presso il locale commissariato.

Ho amato molto la costruzione dell’autrice dei personaggi principali e non, impossibile non affezionarsi subito a Erica e Patrik.

Credo che l’autrice sia riuscita a creare due personaggi credibili come Erica e Patrick e ce li fa scoprire a poco a poco mano a mano che il loro rapporto cresce.

“Erica aveva pubblicato quattro libri, ma erano tutti biografie su altrettante importanti scrittrici. Non era ancora riuscita a chiamare a raccolta il coraggio necessario per creare una storia tutta sua, eppure sapeva che dentro di lei aspettavano di essere scritti. Forse questo spunto avrebbe potuto fornirle l’estro e l’ispirazione di cui aveva bisogno.“

Sono pronta per il prossimo libro della serie di Fjällbacka che già ho iniziato 🙃

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

FURTI & FURTI: Una famiglia per bene di Maurizio Castellani

☕️☕️☕️ #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

Non potevo non presentarvi questo giallo che ho avuto il piacere di revisionare l’anno scorso, ringrazio ancora l’autore

FURTI & FURTI: Una famiglia per bene di Maurizio Castellani

Data di pubblicazione: 5 marzo 2021

Copertina flessibile: 159 pagine

🟡🟡🟡 VI PIACCIONO I GIALLI ALL’ITALIANA?! 🟡🟡🟡

L’ottava indagine di Marco Vincenti.

Il solito tran tran di un albergo di provincia viene interrotto dalla visita inattesa del medico legale.

Costui chiede a Marco Vincenti di far luce su un misterioso sventramento avvenuto su una salma nell’obitorio dell’ospedale.

Marco si troverà a indagare su una serie di furti di opere d’arte e di diamanti.

Lo sventramento lo porterà a sventrare le trame occulte di un gruppo di persone legate tra loro da un rapporto di parentela.

Tra nuovi amori, dolorosi addii e felici ritorni, l’ottava indagine di Marco Vincenti si concluderà alla grande, come una bandiera tenuta ben alta che sventola alle prime brezze di primavera.

Recensione di “L’ultima cosa che mi ha detto” di Laura Dave

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “L’ultima cosa che mi ha detto” di Laura Dave in collaborazione con casa editrice

Editore: Piemme

Data di pubblicazione: 11 gennaio 2022

Copertina flessibile: 320 pagine

💔💔💔 Conosceremo mai veramente chi ci sta accanto??!! 💔💔💔

“Succede sempre nei film. Uno sconosciuto bussa alla porta. E, se decidi di aprire, niente sarà mai più come prima.”

Tutto è raccontato con il POV in prima persona della protagonista Hannah.

Un romanzo imperdibile tra la narrativa e il thriller.

“Così chiudo la porta. E guardo il pezzo di carta giallo che stringo ancora in mano. Non l’ho ancora aperto. Nel silenzio penso a quanto non voglio aprirlo. Non voglio sapere cosa dice. Una parte di me desidera aggrapparsi a quest’ultimo momento, il momento in cui puoi ancora convincerti che sia uno scherzo, un errore, un niente di niente; il momento prima di sapere con certezza che qualcosa è cominciato e non puoi più fermarlo. Apro il foglio. Il biglietto di Owen è corto. Una riga, misteriosa. Proteggila.”

Un’appassionante storia sull’amore, l’inganno, l’assenza.

“Sono furiosa con Owen anche per avermi messo in questa situazione, al di là delle sue motivazioni. Mi fido di lui, sono convinta che stia agendo così per proteggere Bailey: ma intanto mi tocca restare qui, da sola. Mi sento ridicola come lo era mia madre. Entrambe a riporre fiducia cieca in un uomo, fiducia senza limiti, in nome dell’amore. Ma se l’amore ti porta a questo, ne vale davvero la pena?”

Laura Dave è abilissima a combinare le rivelazioni improvvise della trama e un’accurata caratterizzazione dei personaggi.

“È così che si riempiono i vuoti: con le storie e i ricordi delle persone che ti vogliono bene. Se ti mentono, come ha fatto lui, allora chi sei? Chi è lui? La persona che pensavi di conoscere, la tua persona preferita, comincia a scomparire, un miraggio, a meno che non tu non riesca ad aggrapparti all’idea che almeno le parti importanti siano ancora vere. L’amore era vero, lo è sempre stato. Perché se non puoi credere neanche a quello, allora tutto quanto è una bugia, E a quel punto cosa ti resta? Come salvare qualcosa da una situazione del genere? Come evitare che scompaia l’intero mondo che fino a quel momento avevi conosciuto? Come evitare di scomparire anche tu, insieme a tutto il resto?”

4,5/5 ☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Games. Piccoli giochi innocenti” di Bo Svernström

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Games. Piccoli giochi innocenti” di Bo Svernström

Letto insieme al GDL #sistersclub

Editore: Longanesi

Data di pubblicazione: 24 giugno 2021

Copertina flessibile: 480 pagine

“Ci sono alcune cose che dovete sapere sul mio conto. La prima: sono una persona cattiva. Quando avevo undici anni ho ucciso un mio coetaneo, spaccandogli la testa con un blocco di cemento, in un campo vicino a casa. È morto sul colpo. La mia terapeuta, una donna bionda e carina, sostiene che non si è trattato necessariamente di un omicidio, che forse è stato un incidente. Che l’ho fatto senza pensarci, senza la volontà di uccidere. Che è stato un impulso improvviso. Ma quale bambino ha impulsi del genere?“

Buongiorno cari amici lettori,

vi premetto che questo libro non mi ha convinto per niente.

Partendo dalla struttura narrativa troveremo i capitoli alternati con flashback temporali del prima e dopo, narrati in prima persona da Robert Lindström e in terza persona dell’autore.

Una grossa difficoltà in questo libro, come tantissimi thriller nordici, sono i nomi dei protagonisti 😩😩😩😩

Tantissime indagini, tantissimi colloqui, ma fino a metà libro siamo nel baratro del “siamo punto e a capo”…

Poi da metà libro in poi la trama si fa un po’ più intensa con elementi thriller ma il tutto sembra macchinoso.

Pochissimi i colpi di scena e abbastanza forzature a livello di intreccio narrativo.

Infine un finale frettoloso… purtroppo non mi ha convinto. Il colpevole si rivelerà essere praticamente la persona di cui si sospetta da inizio libro…

I personaggi sono, come dicevo all’inizio, veramente troppi!! Nessuno riesce a decollare secondo me e a interessare il lettore.

«Ma se – e ribadisco se – non hai ucciso Max, dev’esserci un assassino che l’ha fatta franca. Per ventotto anni» Si è voltata verso di me, con un’espressione strana. «In realtà solo tu puoi sapere se hai ucciso Max o no. Eri presente quando è morto. Tu sai cosa è successo, Robert. Sforzati di ricordare!»

Per me è un NI…

2,5/5 ☕️☕️

Recensione di “I fratelli Kimball” di Valeria Di Spezio

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre

Recensione di “I fratelli Kimball” di Valeria Di Spezio in collaborazione con autrice

Editore: Elpìs

Data di pubblicazione: 6 settembre 2019

Copertina flessibile: 351 pagine

“Ascoltami bene, non sarò un uomo di grande intelletto, ma se c’è una cosa che ho imparato e di cui vado fiero è questa: Non bisogna mai vergognarsi di essere buoni e sensibili. Le buone azioni e le belle parole vanno mostrate sempre con orgoglio. L’amore non dovrebbe mai stupirci, dovrebbe piuttosto essere una cosa normale, un fatto quotidiano“.

Amici lettori ho appena finito di leggere questo romanzo, di Valeria Di Spezio.

Devo dire che mi è stato particolarmente gradito in questo momento che stiamo vivendo! Perché innanzitutto a me piacciono molto i racconti dei tempi passati quando le cose andavano un po’ più lente e come conseguenza… uno aveva il tempo di elaborare un po’ i pensieri, magari riflettere un po’ di più …!

La scrittura di Valeria Di Spezio l’ho trovata semplice ed efficace nel farti restare in quell’atmosfera del passato, con le descrizioni degli usi e costumi dell’epoca. Venendo alla trama: Inghilterra siamo nel 1828, entriamo in una famiglia non ricca ma dignitosa, formata da la madre Annabelle e tre figli, il maggiore John, e le due figlie femmine Alice, ragazza bellissima, ma che non fa sfoggio della sua bellezza, anzi vive nel rimpianto di un amore passato…! Dove il suo lui l’ha lasciata per un’altra. Infine Sarah la più giovane e la più (peperina) per quei tempi! Il padre è morto anni prima in un naufragio e la madre ha cresciuto così da sola i tre figli, aiutata però da un amico di famiglia il signor Gibson, amico del defunto marito, vedovo con una figlia piccola la quale diventa grande amica dei figli di Annabelle.

Un giorno bussa alla porta di casa Kimball un baronetto Sir Richard Barry, che avuto sentore che a John piace scavare nei segreti come dice lui… Anziché fare un lavoro comune, Sir Barry offre un lavoro a dir poco strano a John cioè trovare una canzone che gli frulla nel cervello e non lo fa dormire la notte. Da questo lavoro offerto a John ci sarà un trasferimento del giovane a casa di Sir Barry, lì saranno invitate le sorelle per un ballo. In questo contesto si svilupperà per ognuno dei fratelli una storia personale ben descritta dall’autrice che racconta gli usi e costumi dell’epoca! Quando per una ragazza beneducata non era concesso nemmeno manifestare le proprie emozioni appieno, ma bisognava moderare qualsiasi emozione, per paura di fraintendimenti.

“Vi prego di non giudicarla male: è cresciuta in un mondo dove il matrimonio combinato è la normalità e, al contrario, scegliere chi amare una favola per sciocchi malati di sentimentalismo“

Riusciranno i nostri giovani a coronare i loro sogni? Per questo non ci resta che leggerlo! Lo consiglio è un bel libro a mio parere!

4,25/5 ☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Uscire da Matrix. Il labirinto apparente” di Claudio Mario Cherubini

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Uscire da Matrix. Il labirinto apparente” di Claudio Mario Cherubini in COLLABORAZIONE con autore

Data di pubblicazione: 15 dicembre 2021)

Copertina flessibile: 292 pagine

Cari amici lettori,

quando leggo un libro talmente bello come questo mi sorge sempre, fin dalle prime pagine, questa domanda nella mia testa: riuscirò nella recensione a rendergli giustizia? Riuscirò a far percepire tutto il bello e tutte le sensazioni che mi ha suscitato leggendolo? Beh, questo non lo so… ma di certo cercherò di fare del mio meglio!

Molti di noi credono che i nostri pensieri siano il riflesso del mondo esterno, il riflesso di quello che accade, e se invece l’universo non fosse così? Se fossi tu con i tuoi pensieri a creare il tuo presente e il tuo futuro? Se tu stesso creassi la storia della tua vita con ciò che ti passa per la mente ora? Allora, forse, se cambiassimo il modo in cui pensiamo, si aprirebbero per noi tante nuove e meravigliose opportunità. La nostra vita prenderebbe una direzione del tutto nuova. Dobbiamo soltanto fare il primo passo. Lao Tse afferma: «Un viaggio di mille miglia inizia con un piccolo passo…»), facciamolo!

Con uno stile pulito, limpido ed estremamente scorrevole, siamo invitati dall’Autore a esplorare il nostro Sé e a porci delle domande importanti non solo per una maturazione e una consapevolezza di noi stessi, che per raggiungere la serenità risulta indispensabile, ma anche per arrivare al superamento di quelli che credevamo fossero i nostri limiti. Limiti imposti sia da noi stessi che dalla società in cui viviamo, che spesso ci porta allo spegnimento dei nostri entusiasmi, dei nostri sogni.

Questo secondo libro di Cherubini ha lo stesso scopo del primo: aiutare tutti, compreso sé stesso, a crescere, a eliminare la sofferenza dalle vite di ognuno e a trovare il naturale stato di benessere che è per tutti un diritto di nascita.

Quindi la necessità di uscire da Matrix, da quel labirinto apparente in cui siamo stati imprigionati. La necessità, cioè, di liberarci dei preconcetti, pregiudizi, condizionamenti e delle regole del sistema che non ci fanno godere della vita nella sua pienezza.

Dalla prima all’ultima pagina troverete motivazione, troverete sicuramente idee e citazioni importanti, conoscenze che non sapevate di avere che vi porteranno alla ricerca della felicità e della serenità.

Si inizia parlando di religione, poi si passa alla scienza poi si passa all’esperienza di vita. Questo libro è una guida veramente completa che ci prende per mano e che ci aiuta a scavare in noi stessi e a trovare quello di cui abbiamo bisogno.

Viene affrontato molto bene l’argomento dei pregiudizi e dei condizionamenti che sono alla base del modo in cui stiamo affrontando questa situazione che ci ha colpiti impreparati a inizio 2020…

Come dice l’autore questo libro va letto almeno due volte, perché una volta arrivati alla fine avremo maggior consapevolezza e riusciremo a leggerlo e interpretarlo in modo diverso e sicuramente più efficace.

Perché lo scopo di questo libro non è quello di darvi una verità assoluta, ma rendervi più consapevoli, aiutarvi a trovare la vostra verità ed essere più felici.

“Non è sufficiente essere dei sognatori, il sognatore spera in un futuro migliore, in una felicità che verrà a causa di qualche evento esterno, vive nella mancanza. Ma nel futuro non è possibile creare nulla, la creazione è nel momento presente, nel qui e ora, nell’adesso. Il visionario, al contrario, porta ciò che “sogna” nel presente, lo vede già realizzato, lo tocca, lo sente, lo annusa… è felice e grato. È in questo momento che avviene la creazione e tutto cospirerà per l’effettiva realizzazione.”

Claudio Mario Cherubini ci indica una strada ricca di spunti di riflessione, da percorrere fino a quando quel labirinto esistenziale che è dentro di noi si svelerà nella sua sostanziale semplicità.

Un libro che tutti dovrebbero leggere!!!

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Un tè a Chaverton House” di Alessia Gazzola

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Un tè a Chaverton House” di Alessia Gazzola in COLLABORAZIONE con casa editrice @garz…

Editore: Garzanti

Data di pubblicazione: 15 marzo 2021

Copertina rigida: 192 pagine

Cara lettrice, caro lettore, la storia che stai per leggere è stata scritta in trenta giorni durante il lockdown. A fine giornata inviavo il capitolo a mia madre e a un gruppo di sette amiche annunciando l’arrivo con e-mail roboanti del tipo: «A voi che l’aspettate fremendo ecco la nuova esaltante puntata di Chaverton House» oppure: «Preparatevi psicologicamente alla nuova sconcertante puntata di Chaverton House». In un momento storico per noi senza precedenti, durante il quale abbiamo tutti sofferto la mancanza dei nostri cari e della libertà in nome del bene collettivo, per il gruppo di lettura di Chaverton House l’appuntamento quotidiano con questa semplice storia, che si prefiggeva come unico scopo l’evasione, portava conforto e senso di vicinanza. Se mai ce ne fosse stato il bisogno, quest’esperienza mi ha dimostrato che le storie uniscono. Le storie creano un legame tra le persone. Le storie consolano e a volte, in momenti eccezionali, per quanto semplici e senza pretese possano sembrare, le storie salvano dai brutti pensieri.

La storia è narrata in prima persona con il POV di Angelica, la protagonista.

Il romanzo si apre con il racconto di tre fate che distribuiscono ognuna un proprio dono ai neonati. Ad Angelica consegnano: buonumore, docilità di temperamento e il talento con i lievitati.

“I tempi sono cambiati: alle bambine servono talenti veri, altro che docilità di temperamento.”

L’autrice nella prefazione ci anticipa che quella che andremo a leggere sarà una storia molto semplice e senza troppe pretese se non quelle di far trascorrere il tempo piacevolmente nei mesi di lockdown dello scorso anno.

Angelica, se vogliamo, ha i tratti distintivi delle protagoniste della Gazzola: impacciata spesso a livelli catastrofici, semplice, ironica. Ci ricorda un po’ Alice Allevi, la protagonista della sua fortunatissima serie L’Allieva.

Questo romanzo di differenzia dagli altri dell’autrice perché ci catapulta in uno spazio temporale magico, quello della campagna inglese e della dimora, Chaverton House appunto, che sembrano essere rimasti all’epoca vittoriana.

«Se questa allora è la tua decisione…» «Sì insomma, lo so che il contratto…» «I contratti si stracciano, se non vanno più bene», afferma quindi, già distante. Che peccato che lo stesso non possa farsi con i sentimenti, che ben lontani dal potersi stracciare, restano qui, annidati dentro di noi, a farci a pezzi.

Lo consiglio in primis chi è appassionato al Regency, all’Inghilterra, a chi si vuole immergere in una storia d’amore. Ai lettori che sanno apprezzare una storia semplice, dolce e spensierata.

3,5/5 ⭐️⭐️⭐️

Recensione di “Crepacuore: Storia di una dipendenza affettiva” di Selvaggia Lucarelli

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Crepacuore: Storia di una dipendenza affettiva” di Selvaggia Lucarelli

Editore: Rizzoli

Data di pubblicazione: 16 novembre 2021

Lunghezza del libro: 105 pagine

Letto in un’ora e mezza, uno spaccato di vita veramente molto drammatico.

Selvaggia Lucarelli è una giornalista, scrittrice blogger, conduttrice radiofonica, commediografa e attrice teatrale italiana.

In questo libro si spoglia e si mette veramente a nudo ai lettori, raccontando gli anni della sua vita probabilmente più dolorosi in assoluto.

La predisposizione e il trauma della Lucarelli ha origine nella sua infanzia…

“Negli anni, ho cercato innumerevoli spiegazioni per i silenzi di mia madre. Alla fine, ho concluso che era l’unico modo che conosceva per acquisire un’illusoria idea di forza nel suo matrimonio. Incapace di prendersi ciò che la sua intelligenza e i suoi talenti avrebbero meritato, completamente pervasa in gioventù dall’ideale dell’amore assoluto e poi delusa dalla realtà (che comunque non avrebbe mai potuto essere all’altezza delle sue aspettative), sceglieva il silenzio perché ammettere ad alta voce la verità era troppo doloroso. La verità è che mia madre, sebbene non fosse capace di riconoscerlo, dipendeva completamente da mio padre. Quando lo ha incontrato, ha rinunciato a una parte di sé, convinta che lui potesse colmarla. Quel vuoto non le ha mai dato pace. E non mi ha mai dato pace, perché quel vuoto era anche il mio. Un vuoto più subdolo, perché mascherato da molti “pieni”. Non c’era tempo per interrogarsi su cosa non andasse nella mia vita, perché la mia vita era tutto quello che mia madre non aveva avuto, quindi stavo facendo bene.“

Crepacuore porta alla luce un fenomeno a cui spesso non viene dato un nome, una forma di droga e quindi di dipendenza: la dipendenza affettiva.

“Quando non eravamo insieme sentivo uno strano disordine emotivo, una specie di febbre, di sete che dovevo placare. Vivevo le mie giornate senza di lui come un intervallo, una pausa dell’esistenza. Mi spegnevo, in attesa di riaccendermi quando lo avrei rivisto. Ero appena diventata una giovane tossica, convinta, al contrario, di aver colmato quella zona irrimediabilmente cava della mia esistenza”.

Selvaggia Lucarelli descrive gli esordi di una relazione durata ben quattro anni in cui nulla, nella sua vita, ha avuto scampo: dal lavoro agli amici, l’ossessione per una storia che non aveva alcuna possibilità di funzionare, piano piano, ha intaccato tutto quello che la circondava. Perfino l’amore per suo figlio, che finisce trascurato tra decisioni imprudenti e un’asfissiante sindrome abbandonica:

“Oggi, guardandomi indietro, faccio ancora fatica ad ammetterlo, ma la felicità di mio figlio, la sua sicurezza perfino, erano la cosa più importante solo in quei rari momenti in cui sentivo di aver messo la mia relazione al sicuro. L’unico pericolo che avvertivo come costante e incombente era quello che lui mi lasciasse per la mia evidente inadeguatezza”.

È una lettura accattivante e veloce, che permette però di gettare lo sguardo sulle dinamiche dell’animo umano e quindi di soffermarsi, volendo nelle pieghe spesso inesplorate dei nostri desideri e bisogni, e può essere un punto di partenza per spostarci da dove non vogliamo più stare, cominciando magari anche noi, dallo sguardo.

“La nostra relazione era stata una sorta di fungo infestante, aveva invaso ogni singolo ramo, radice, foglia, frutto della mia esistenza“

Un libro che tutti dovrebbero leggere.

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Inganni” di Lucia de Cristofaro

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre

Recensione di “Inganni” di Lucia de Cristofaro in collaborazione eBook con casa editrice

Editore: Albatros

Lunghezza del libro: 170 pagine

Data di pubblicazione: 7 novembre 2019

Amici lettori, ho appena finito di leggere Inganni di Lucia De Cristofaro, che dire se non che è bravissima?

Ha uno stile di scrittura secondo me eccezionale! Perché racchiude in un romanzo praticamente rosa e tanto, tanto altro, riesce ad andare a fondo dei problemi della nostra società, parla di politica che purtroppo non vede più in là del proprio naso. Questo lo fa attraverso la protagonista del racconto una giornalista che va in giro per le strade di periferia, soprattutto nelle grandi città parlando con persone semplici, che vivono quotidianamente le difficoltà derivanti dalla cattiva gestione politica.

Veniamo alla trama: i protagonisti sono una donna e un uomo, i nomi non sono importanti per la nostra autrice, ma bensì le persone e quello che fanno nella vita.

Lei è un’affermata giornalista, lui un ingegnere impegnato molto per la salvaguardia del pianeta. Si incontrano per caso e ne nasce un amore che per quanto riguarda lei, sicuramente e completamente si tratta di amore! Lui ha un atteggiamento altalenante, quando lei dopo un periodo di frequentazione impostata molto libera e senza schemi fissi, ha bisogno di sentire da lui se pensa di concretizzare il rapporto in un rapporto stabile, scoprirà purtroppo che per lui non è la stessa cosa, ma vorrebbe continuare così senza impegni senza neanche dare un minimo di stabilità al rapporto.

Capito questo lei lo lascia e decide di continuare la sua vita senza di lui!

Ci sarà un pov di narrazione alternata tra i due protagonisti.

Come finirà questo amore? Si riavvicineranno? Non voglio spoilerare ma vi do un consiglio, leggetelo!

Bello dall’inizio alla fine.

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Il mio cuore cattivo” di Wulf Dorn

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Il mio cuore cattivo” di Wulf Dorn

Editore: Corbaccio

Data di pubblicazione: 31 ottobre 2013

Copertina rigida: 347 pagine

Devo ancora capire perché i libro di Dorn li leggo tutti d’un fiato, ora che li ho letti tutti però che faccio??? 😅😅😅😅

Il mio cuore cattivo parte con un incipit che ti catapulta direttamente nella trama senza passare dal via!!

Troverete tanta componente horror e un ritmo veramente serrato, raccontato in prima persona dalla protagonista Dorothea, chiamata Doro. Quindi un unico punto di vista con le sue riflessioni e la tenacia della protagonista nel trovare la sua verità.

“Da quel giorno la mia vita è radicalmente cambiata. Nulla è più come prima. Mi hanno affidata a una clinica dove ho parlato a lungo con psichiatri e terapeuti. Volevano che mi ricordassi quello che era successo la sera prima della morte di Kai. Ma non ce la faccio. Invece di immagini, nel mio cervello c’è un grande buco nero, e da qualche parte di quel buio impenetrabile sento la voce di quell’essere lugubre e sinistro. Profonda, distorta e minacciosa. Che cosa hai fatto, Doro? Ma che cosa hai fatto. Non lo so. Dico davvero, non lo so. Tutto quello che ho conservato nella memoria di quel lasso di tempo si esprime al meglio con una frase da calendario che la mia compagna di stanza, in clinica, teneva appesa sopra il letto: Solo quando abbiamo perduto tutto, capiamo ciò che ha veramente significato per noi.”

Per farvi capire di cosa parliamo, partiamo prima da una rapida occhiata alla trama:

C’è un vuoto nella memoria di Dorothea. Quella sera voleva uscire a tutti i costi ma i suoi l’avevano costretta a fare la babysitter al fratello minore mentre loro erano a teatro. Ricorda che lui non ne voleva sapere di dormire e urlava come un pazzo. Ricorda una telefonata che l’aveva sconvolta, ricorda di aver perso la testa, e poi più niente. Più niente fino agli occhi sbarrati del fratellino, senza più vita. C’è un abisso in quel vuoto di memoria, un abisso che parole come “arresto cardiaco” non riescono a colmare. Perché la verità è che lei non ricorda cosa sia successo. Solo adesso, dopo mesi di ospedale psichiatrico, di terapie, di psicologi, ha raggiunto faticosamente un equilibrio precario. Ha cambiato casa, scuola, città: si aggrappa alla speranza di una vita normale. Ma una notte vede in giardino un ragazzo terrorizzato che le chiede aiuto e poi scompare senza lasciare traccia. E quando, dopo qualche giorno, Dorothea scopre l’identità del ragazzo e viene a sapere che in realtà lui si sarebbe suicidato prima del loro incontro, le sembra di impazzire di nuovo. I fantasmi del passato si uniscono a quelli del presente precipitandola in un incubo atroce in cui non capisce di chi si può fidare, e in cui la sua peggiore nemica potrebbe rivelarsi proprio lei stessa…

Questo thriller è un viaggio nelle incertezze esistenziali percorso nel mare della chimica adolescenziale. L’adolescenza già di per se è terreno fertile per lo svilupparsi di alcune delle peggiori patologie che insidiano la psiche. Dorn sfrutta appieno questa debolezza, piazzandoci tra le mani un testo in prima persona, nel quale la giovane protagonista, come un saltimbanco su un flebile filo cerca di non inciampare nei suoi deliri, pronti ad ogni passo a gettarla nel profondo e denso mare nero della follia.

«In ognuno di noi c’è qualcosa di malvagio, di cattivo, di perverso», ho detto. «È la parte di L noi alla quale dobbiamo stare sempre molto attenti, ma che qualche volta è più forte di noi. Come è successo a te vicino al lago e a me con Kai. Allora c’è un modo solo per fronteggiare la malvagità che è in noi. Assumerci la responsabilità di ciò che abbiamo fatto. Se non lo facciamo, il senso di colpa ci perseguita e ci distrugge.»

Lo consiglio vivamente, come tutti i libri di Dorn ovviamente, leggete anche l’epilogo dell’autore che io amo in tutti i suoi romanzi perché ci spiega tante cose.

4,5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️