Recensione di “Nelle profondità del lago” di S. K. Tremayne

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Recensione di “Nelle profondità del lago” di S. K. Tremayne in COLLABORAZIONE con casa editrice

EditoreGarzanti
Data di pubblicazione 15 ottobre 2020
Copertina rigida336 pagine

Un thriller che vi porterà nelle brughiere inglesi, delle atmosfere talmente suggestive e inquietanti che vi lasceranno senza fiato. 

Brughiera nebbiosa, boschi fitti e terrificanti, la descrizione è talmente dettagliata che il lettore è lì, dentro il libro, sente il fango farlo sprofondare, i rami degli alberi graffiarlo, e le radici nel terreno farlo inciampare. 

Lo stile narrativo è molto particolare, abbiamo un narratore in terza persona per i coprotagonisti e una narrazione in prima persona per la protagonista, Kath. 

Ma veniamo alla trama: 

È una gelida giornata d’inverno quando Kath si risveglia in ospedale, scampata per miracolo a un terribile incidente. Non ricorda nulla dell’accaduto e non vede l’ora di tornare a casa per riabbracciare il marito Adam e la figlia Lyla, le persone cui tiene di più al mondo. Ma non appena mette piede nella proprietà immersa nella silenziosa brughiera del Dartmoor, niente è come prima. Non c’è più traccia della tranquillità che credeva di aver trovato. Adam è distante e sfuggente; amici e conoscenti continuano a ripeterle che non si è trattato di un semplice incidente, ma di un tentato suicidio. Kath non riesce a crederci: non sarebbe mai stata capace di abbandonare la figlia, che vive del suo affetto e delle sue cure. 

“Spesso soffro di mal di testa improvvisi, così forti da farmi urlare. E come se qualcosa mi scricchiolasse dentro la testa, come le ossa che grattugiano i nervi. Come adesso. Faccio una smorfia. mentre lascio la tazza di caffè nel lavello, mi metto una mano sulla fronte, in quel punto delicato dove devo aver sbattuto sul volante, mandando in frantumi ossa e cervello e una settimana di ricordi, come una lastra in mille pezzi di ghiaccio invernale sul laghetto artificiale della brughiera.”

Eppure, anche il comportamento di Lyla, all’improvviso indecifrabile, la mette in allarme: la bambina le chiede ossessivamente «Perché l’hai fatto mamma? Non mi vuoi bene?», e dice di vedere l’ombra di un uomo nella brughiera. 

“Magari con l’amore fosse stato lo stesso, pensò mentre percorreva la strada dei morti. Magari l’amore si fosse potuto riparare, ricostruire, ristabilire. Ma quando si distrugge la fiducia, quando si distrugge una famiglia amorevole, è tutto finito, giusto? E se al posto di quell’amore si insinuasse io sospetto, persino il disprezzo, cosa accadrebbe? Dove si arriverebbe? In quale foresta oscura ci si sveglierebbe? Forse si rischierebbe di prendere un sentiero ancora più buio.”

Un uomo che le sta osservando e che assomiglia come una goccia d’acqua a Adam. Kath inizia a dubitare di tutto e di tutti, persino di sé stessa e della memoria che non smette di tradirla e di confonderla. Anche se sa bene che non può lasciarsi paralizzare dalla paura, ma deve trovare il coraggio di scoprire come sono andate davvero le cose la notte dell’incidente. Solo così potrà sperare di uscire dall’incubo in cui la sua vita si è trasformata quasi senza che lei se ne accorgesse.

Una sensazione costante di terrore, di panico, vi avvolgerà e terra incatenati alle pagine. 

E un finale che non vi aspettereste mai possibile…

4,75/5 ⭐⭐⭐⭐⭐

Recensione di “Il perfetto recupera crediti” di Ramerini Dario

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Il perfetto recupera crediti” di Ramerini Dario in COLLABORAZIONE con autore

Editore‎Lupetti
Data di pubblicazione ‎01 ottobre 2020
Copertina rigida‎270 pagine

Buongiorno cari amici lettori, 

oggi vi parlo di un libro particolare, che non è un romanzo come mi è solito recensire ma un saggio, un libro di approfondimento e una guida. Prima di parlarvi di questo testo però è doveroso presentarvi l’autore. 

“Dario segue da sempre il suo cuore. Dopo gli studi, affascinato dal potere dell’intenzione, cambia così più volte lavoro, diventando infine jewelry designer per esprimere tutto il suo gusto per la bellezza. 

Ma una professione nel mondo del gioiello sembra non essere ancora abbastanza per lui: Dario segue un corso dopo l’altro per impadronirsi del sapere che gli apra la porta del proprio talento. In quegli anni la Repubblica gli dedica un pezzo “montature high-tech e qualità così l’export sfida la crisi” e lui inizia scrivere sul suo blog darioramerini.it, oggi aggiornato alla mission attuale. 

Frequenta un circolo di filosofia e legge libri su libri per arricchire il suo bagaglio di competenze. Ed ecco che trasforma la sua attività dal plasmare oggetti preziosi a formare persone di valore: Target la forza vendita del retail, iniziando dal settore orafo. 

È qui che ha la sua prima intuizione per incontrare il proprio destino e, insieme a Fabio Zancanella, crea “il cerimoniale della vendita” Per educare a vendere col cuore. Intanto, nel 2016 Dario mette a frutto studi, scoperte e perspicacia per far recuperare l’azienda per cui lavora all’epoca niente di meno che € 133.500. Arriviamo a “Il perfetto recupera crediti“: ci vogliono tre anni per confezionarlo dopo aver messo a punto il suo metodo S.E.M.E che si rivela di successo nel 99,1% dei casi di utilizzo. La sua vita testimonia l’ascolto della chiamata lavorativa in pieno contatto con il talento, animato dalla conoscenza del proprio perché. Oggi Dario scrive libri e allena all’uso dei metodi creati con la sua forte intenzione.”

Sono stata molto soddisfatta dalla lettura di questo libro e ringrazio l’autore per avermelo fatto conoscere. 

Il perfetto recupera crediti è veramente curato, approfondito in tutti i suoi punti e, soprattutto, di facile comprensione. 

È molto vasta la raccolta di argomenti, è corredato da immagini, schede, schemi e dettagli facilmente consultabili per mettere in pratica subito la teoria e rientrare praticamente in possesso dei propri soldi, semplicemente facendo nascere nel debitore la voglia di pagare attraverso le parole giuste.

Il libro non parla solo di recupero crediti o finanza, ma è veramente ampio lo spettro dei temi trattati: c’è moltissima parte psicologica, PNL, linguaggio del corpo. 

Grazie all’estrema competenza e background di Ramerini, questa guida risulta estremamente interessante ed efficace per chi voglia persuadere eticamente anche in altri campi. Il libro è un’anteprima: è comunque già acquistabile online in siti specializzati.

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “La consuetudine del buio” di Amy Engel

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “La consuetudine del buio” di Amy Engel in COLLABORAZIONE con casa editrice

EditoreHarperCollins Italia
Data di pubblicazione 18 marzo 2021
Copertina flessibile288 pagine

Quando la notte è più buia, ricordati chi sei.

La consuetudine del buio è una storia sul legame indissolubile fra una madre e una figlia. È una storia di vendetta, è una storia di coraggio.

E di come, a volte, anche il più oscuro e terrificante dei luoghi può darci il senso di protezione di una casa.

Perché a volte bisogna scegliere il male minore. Soppesare tutte le alternative e scegliere quella che uccide di meno. Guardarsi allo specchio con sincerità e riconoscere il buio che abbiamo dentro.

Un libro lacerante, viscerale e crudo, scava nel rapporto madre e figli come un coltello affilato. 

La trama:

Eve Taggert non è estranea al lato oscuro della vita. È sopravvissuta a una famiglia disastrata e a una madre dura e spietata che non le ha certo insegnato la tenerezza, e adesso vive nella precarietà in una piccola cittadina sperduta nei Monti Ozark. Nonostante questo, non ha mai fatto mancare nulla a sua figlia di dodici anni, Junie. 

L’ha cresciuta da sola, a dispetto di tutto, lottando ogni giorno per darle la vita che lei e il fratello non sono mai riusciti ad avere. Comprensione, sostegno, amore. 

Finché, in una mattina livida e fredda, Junie viene trovata nel parco giochi cittadino, stesa accanto alla sua migliore amica. Abbandonate come bambole rotte, la gola tagliata. Le ricerche della polizia finiscono presto in un vicolo cieco, ma Eve non ha intenzione di rassegnarsi. Deve scoprire chi ha ucciso la figlia. La sua ricerca di giustizia la trascina dai bassifondi della città fino alla solitudine dei boschi. Ma più di tutto, la riporta alle lezioni di vita della madre. Perché Eve avrà bisogno di tutta la crudeltà che le è stata insegnata per scoprire la verità.

“Il momento di essere buona è finito” continuò. “Il momento di frignare e compatirti è finito. Lo capisci? Questa volta non cercò un assenso, non mi diede spazio per muovermi o deviare lo sguardo. Il suo fiato che sapeva di sigaretta mi inondò la faccia e i suoi occhi penetrarono i miei come schegge di ghiaccio. “Sei fatta di una fibra più forte. Trovalo, Eve. Chiunque sia stato. Trovalo e fargliela pagare.”

4,75/5 ⭐⭐⭐⭐⭐

Del Leone e del Cerbiatto di C. B. Ipieobon 

☕️☕️☕️  #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

In COLLABORAZIONE con autore @del.leone… oggi vi presento questo romanzo:  

Del Leone e del Cerbiatto di C. B. Ipieobon 

Copertina flessibile 376 pagine 
Data di pubblicazione 8 novembre 2020

«Da quando in qua il Leone non rivendica ciò che è suo e anche ciò che non è suo?
Questo potrebbe essere un ostacolo al raggiungimento del… traguardo.»

Alla Rocca, il palazzo del Regno del Nord, è stato appena concluso l’accordo di pace che sancisce la fine dell’indipendenza del popolo delle montagne e la sua sottomissione alla dinastia di DaeHyun III, Leone del Pugnale, Signore dei Regni Centrali. Ma l’accordo imposto dall’invasore prevede delle condizioni che la fiera e orgogliosa Principessa del Nord non può accettare… non nel modo in cui queste saranno onorate da suo padre e dal Comandante. 

Quando Jing decide di prendere in mano le redini della sua vita, cambierà per sempre, nel giro di poche lune, il suo destino, quello del suo paese e quello di tutti i Regni Centrali. 

NOTA DELL’AUTORE 

È un romanzo d’amore, senza se e senza ma, senza alcun megalomane intento didascalico. 

È la storia d’amore tra un uomo e una donna dove l’uomo è un uomo e la donna è una donna, nonostante l’uomo, a volte, pensi come Venere e la donna, a volte, agisca come Marte.

Recensione di “La felicità secondo Sachiko” di Satoko Motoyama in collaborazione con traduttrice Fiori Picco e casa editrice

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “La felicità secondo Sachiko” di Satoko Motoyama in collaborazione con traduttrice Fiori Picco e casa editrice

Editore‎Fiori d’Asia Editrice
Data di pubblicazione 20 maggio 2021
Copertina flessibile ‎183 pagine

La felicità secondo Sachiko” è uno spaccato di vita giapponese tra passato e presente attraverso i ricordi dell’autrice negli shot bar della frenetica Tokyo, nei ristoranti nascosti della calma Kyoto e nella quiete delle campagne della Prefettura di Shimane.

La protagonista ci parla in prima persona, probabilmente c’è sicuramente una parte autobiografica dell’autrice. 

Questo romanzo tratta temi molto importanti come ad esempio la seconda guerra sino-giapponese (7 luglio 1937 – 2 settembre 1945) fu il maggiore conflitto mai avvenuto tra la Repubblica di Cina e l’Impero giapponese, e il più grande conflitto asiatico del XX secolo. Combattuta prima e durante la seconda guerra mondiale terminò con la resa incondizionata del Giappone il 2 settembre 1945, che mise fine alla seconda guerra mondiale. 

Le vicende della guerra rimangono il maggior problema nelle relazioni diplomatiche tra Cina e Giappone. Da una parte la Cina accusa il Giappone, e spesso il suo governo, di cercare di “cancellare” la memoria dell’aggressione e delle azioni contrarie alle convenzioni belliche commesse da alcune unità giapponesi in Cina, dall’altra si accusa il governo cinese di enfatizzare il ruolo avuto dal Partito Comunista nella guerra.

Erodoto diceva: “Abbastanza spesso accade che Dio conceda all’uomo un barlume di felicità, precipitandolo poi nella rovina“. E prima della rovina il Giappone impazzì. Al Governo non importava della reputazione nazionale e internazionale del paese, tantomeno dell’economia in crisi; ancora una volta provocò una guerra nel Pacifico, costringendo gli Stati Uniti a ricorrere ai bombardamenti aerei. In Giappone, tra aziende varie e negozi privati, ci sono circa 100.000 attività secolari che non sono interessate alla grande distribuzione. Per questo si parla spesso di “business men cinesi” e di “maestri artigiani giapponesi“. 

Il libro narra subito l’incontro della protagonista con Sachiko. 

“Nella vita ci capita di incontrare persone con cui subito abbiamo un feeling particolare e che sono destinate a rimanere per sempre dentro di noi. Qualunque forma di affetto o di amore arriva perché deve succedere, non dipende dalla nostra volontà. A Tokyo mi è capitato di conoscere quel tipo di persona, e all’inizio sembrò una pura casualità.”

Tra un piatto di vongole stufate e una tazza di tè alle erbe l’amica Sachiko con la sua saggezza le rivela il segreto per essere felici.

L’autrice ha uno stile molto descrittivo e lento come nella maggior parte della letteratura giapponese, ma è proprio questo che ce la fa amare. Si parla di riti, di usanze, che ancora oggi sembrano aver fermato il tempo. 

4,25/5 ⭐⭐⭐⭐

UNA VOCE PARTICOLARE di STEFANIA CENCI

☕️☕️☕️  #segnalazionelibro ☕️☕️☕️

In COLLABORAZIONE con autrice oggi vi presento questo romanzo: 

UNA VOCE PARTICOLARE di STEFANIA CENCI

Data di pubblicazione ‎27 luglio 2021
Copertina flessibile‎153 pagine 

“Siamo in un mondo ricco di informazioni scientifiche e abbiamo la tecnologia che fino a pochi decenni fa potevamo solo sognarla. Ma a livello spirituale siamo rimasti dei trogloditi. Siamo come un enorme gigante che usa solo la forza dei muscoli. La testa e il cuore dove li abbiamo lasciati?”

Quante dipendenze si possono avere nell’arco di un’esistenza? Non ne esiste un numero preciso, tantomeno sono di un’unica tipologia. 

Paola, per esempio, ha una dipendenza dai cannabinoidi. Una dal cortisone. E un’altra dalla musica. Non ne è consapevole in un primo tempo: utilizza le canne per rilassarsi insieme al marito, quando la figlia piccola è a dormire, mentre usa il cortisone per tenere a bada la forte asma. Non sa che la loro combinazione può portarla ad avere alcune psicosi. 

La musica, poi, è la chiave per estraniarsi ancor più da un reale certe volte noioso, troppo spesso opprimente. Non crede di fare niente di male, è solo un metodo per distendersi, pensa mentre si accende uno spinello ascoltando i suoi cd preferiti.

Solo quando la musica inizia a trasformarsi in rappresentazione mentale, quando le voci si fanno messaggio per i suoi pensieri più cupi, allora Paola inizia a rendersi conto che qualcosa non va. 

Quel che in un primo tempo era visto come un passatempo, un divertimento, adesso le appare come la causa di un’ossessione: la voce le parla, la voce la comanda e rischia di mandare in frantumi tutta la sua vita. 

La allontanano dal marito André e la portano persino in città distanti, dietro promesse mai esaudite, sulla scia di minacce neppure velate. Sceglie così di farsi ricoverare, di andare a fondo per comprendere meglio i propri limiti e la causa delle proprie paure. Non è un percorso facile, lo sa benissimo, è mettersi a nudo e provare ad accettare ciò che vede. Cosa ne esce fuori? La vera Paola. 

Saper riconoscere i problemi, accoglierli, vedere il perimetro del dolore masticato ogni giorno – sopratutto quello autoinflitto – è l’unica strada possibile per imparare a educarsi. Questi sono i cammini, gli insegnamenti più importanti: attraverso la sofferenza e la consapevolezza si può riuscire a tornare alla vita, a saper stringere le parti migliori e lasciar defluire quello che non serve. Quello che si trasforma in ostacolo per raggiungere la felicità.

Recensione di “Il paese dalle porte di mattone” di Giulia Morgani

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione di “Il paese dalle porte di mattone” di Giulia Morgani  in collaborazione con casa editrice

EditoreHarperCollins Italia
Copertina flessibile 352 pagine
Data di pubblicazione 14 maggio 2020

Per chi ama le atmosfere di mistero, in questo racconto troverà pure, superstizione, credenze popolari, suspense. Mistero veramente fitto che andrà a stimolare la nostra curiosità al pari di quella del protagonista Giacomo. 

Venendo alla trama: è da poco finita la guerra e Giacomo viene promosso a capo stazione di un piccolo paesino Centounoscale Scalo. 

Ci andrà pieno di energia positiva e di speranza di essere accolto da abitanti gioviali, resterà deluso immediatamente, perché troverà un ambiente ostile, dove la gente (poca…) cercherà di farlo andare via dicendo che in quel paese non c’è posto per nessun estraneo.

Che dire dei proprietari della casa dove andrà ad abitare? Se possibile saranno le persone ancora più strane e chiuse in se stesse e che chiaramente nascondono qualcosa! 

Giacomo farà conoscenza con Roberto che sembra essere l’unico bambino del paese! Com’è possibile? Dove saranno gli altri bimbi? Roberto è un bambino particolare già alla sua giovane età ha i capelli tutti grigi…! 

Tutto ciò stimolerà la curiosità di Giacomo che comincerà a fare domande alle pochissime persone che incontrerà per strada. Con quest’ultime e i ricordi interiori di qualche abitante, pian piano si farà strada in lui e in noi lettori la curiosità e pure una certa consapevolezza che è il paese deve essere successo qualcosa di terribile, spaventoso, che gli abitanti non amano assolutamente ricordare. 

Giacomo si sente coinvolto e cercherà di far uscire allo scoperto gli scheletri e i segreti che tengono bloccato un intero paese… ci riuscirà? Non ci resta che leggerlo. 

4,25/5 ⭐⭐⭐⭐

VIVI DI SOGNI di Cinzia Perrone

In COLLABORAZIONE con autrice oggi vi presento questo romanzo: 

VIVI DI SOGNI di Cinzia Perrone

Data di pubblicazione 17 giugno 2020
Copertina flessibile 180 pagine

Costruire, anziché demolire, questo potrebbe essere il motto di VIVI DI SOGNI.

La storia inizia con Luca dodicenne, orfano di madre, che vive solo con un padre affettuoso ma occupatissimo per il suo tipo di lavoro; proprio per questo motivo, il padre Eduardo decide, quando Luca ha quattro anni, di trasferirsi vicino al cognato nonché suo buon amico, in modo che oltre lui, il figlio possa crescere con altre persone familiari vicine. Infatti il cugino, Pietro, coetaneo di Luca, nonostante la diversità del carattere, diverrà il migliore amico del piccolo protagonista, che lo anteporrà talvolta ai suoi desideri per non incrinare il loro rapporto…

Recensione di “Per un attimo ancora” di Holly Miller

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Recensione di “Per un attimo ancora” di Holly Miller inCOLLABORAZIONE con casa editrice

EditoreHarperCollins Italia 
Data di pubblicazione 29 aprile 2021
Copertina flessibile 416 pagine

❤️❤️❤️ Sceglieresti l’amore, se sapessi come va a finire? ❤️❤️❤️

Una meravigliosa lettura che racconta il coraggio di seguire il proprio cuore. 

Grandi emozioni dipinte con sfumature sottili. Preparatevi a piangere.

Un’altra notte è passata. Una notte agitata e piena di sogni che Joel vorrebbe dimenticare. Come ogni mattina, indossa una giacca un po’ spiegazzata, cerca di ravviare i capelli arruffati e, con in mano il taccuino da cui non si separa mai, si avvia verso l’unico caffè della cittadina inglese di Everfen. Lì, seduto in disparte, scribacchia e cerca di mettere ordine tra gli incubi e i pensieri di fronte a una tazza fumante. A dire il vero questo non è l’unico motivo per cui si trova lì. Ci sono anche gli occhi nocciola di Callie, la cameriera del locale, e il suo sorriso caldo come il colore delle foglie d’autunno. Joel desidera incrociare il suo sguardo, ma al tempo stesso sa che non dovrebbe, perché per lui l’amore non è contemplabile. 

Da quando è bambino è perseguitato da visioni che gli svelano il destino delle persone che ama. Visioni che si avverano sempre.

Fin da bambino faccio sogni profetici. Visioni lucide e realistiche che mi svegliano di soprassalto e che mi mostrano cosa succederà nei giorni, nelle settimane, negli anni a venire. I protagonisti sono sempre le persone a cui voglio bene. I sogni si susseguono, più o meno con cadenza settimanale e il rapporto tra quelli belli, brutti o neutri è abbastanza regolare. Ma quello che temo di più sono le premonizioni cupe: incidenti e malattie, dolori e sfortune. È per colpa loro che sono costantemente teso, sempre in allerta, a chiedermi quando sarà la prossima volta che dovrò far cambiare rotta al corso del destino, o correre per intervenire nei piani perfetti di qualcuno. O, peggio, salvare una vita.”

È per questo che non lascia più avvicinare nessuno e non vuole più innamorarsi. 

Callie però è diversa dagli altri, e gli va incontro con il volto radioso e la voce allegra. A piccoli passi, perché anche lei deve sconfiggere i fantasmi di un passato ingombrante. Nel momento in cui cominciano a parlare, Joel e Callie capiscono che qualcosa di nuovo e inaspettato sta succedendo. Qualcosa che ha il sapore dolce dei nuovi inizi. Finché, una notte, Joel non sogna come finirà… 

Per un attimo ancora segna lo straordinario esordio di Holly Miller nel panorama letterario internazionale. 

Caso editoriale alla fiera di Londra, venduto in venticinque paesi, ha conquistato il cuore di migliaia di lettori, diventando un vero successo del passaparola. 

Una storia delicata e commovente, di fragilità e resilienza, che racconta il coraggio di amare, soprattutto quando pensiamo di sapere come andrà a finire. 

“So che non hai mai desiderato altro che io fossi felice. Ma so anche che, affinché ciò accada, dovrò imparare a lasciarti andare. Ci sto provando, Joel. A raccogliere il mio cuore da terra, amare ciò che eravamo, e infine lasciarti andare. Sappi solo, ogni giorno, che ci sto provando.”

Assolutamente da leggere e conservare in libreria… per chissà poi leggerlo di nuovo!!!

5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐

RECENSIONE di “L’isola di Heta” di Sandra Moretti in collaborazione con autrice

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RECENSIONE di “L’isola di Heta” di Sandra Moretti in collaborazione con autrice

EditoreEdizioni Tabula Fati
Data di pubblicazione22 ottobre 2016
Copertina flessibile 184 pagine 

“Vivete per Heta o non vivrete affatto”

Innanzitutto mi è d’obbligo ringraziare Sandra per avermi omaggiato della sua trilogia di fantascienza. Packaging molto accurato, copertine da sogno e carta spessa caratterizzano al primo impatto questi 3 volumi. 

“Esistono tanti mondi quanti ne puoi immaginare… questa è la verità che la giovane Thea Bright scoprirà quando verrà inaspettatamente catapultata su Heta, un pianeta parallelo, uguale e diverso dal suo, ma altrettanto “umano” e per certi versi spaventoso. Perché è arrivata lì? Quali segreti nasconde quell’isola che la spaventa e la attrae allo stesso tempo? Che cosa c’entra lei con lo strano mistero legato allo spicchio 12 e, soprattutto, cosa la lega a Nathan Delphi, affascinante Tenente che protegge il suo mondo?”

“Mi chiamo Eleytheria Bright, per tutti Thea. Ero al funerale di mio padre quando all’improvviso mi sono ritrovata qui. Non so dove sono. Non conosco niente di questo posto e non ho mai avuto un chip! Questo non è il mio mondo, è l’unica cosa certa… Voglio tornare a casa!”

La fantascienza è probabilmente il genere letterario che in Italia ancora oggi riscontra le maggiori difficoltà per affrancarsi dal ghetto critico in cui è stato spesso e volentieri confinato. Se il romanzo storico, il fantastico, il giallo, il noir hanno trovato posto nelle principali delle case editrici italiane, la fantascienza ha subito un destino di ostracismo insistito, spesso ingiustificato, nonostante abbia avuto per lunghi periodi un pubblico costante e affezionato. 

Diciamo che tutt’oggi leggere fantascienza è considerato di nicchia. E soprattutto trovare autrici emergenti così di talento è molto difficile. 

Un bellissimo esordio, una storia veramente avventurosa e coinvolgente che vi farà terminare il libro in poche ore. Un mondo parallelo creato ad arte dall’autrice, uno stile di scrittura semplice e molto fluido. 

Il finale ovviamente lascia con il fiato sospeso… non vedo l’ora di leggere il seguito!!

Consigliato a tutti… non solo agli amanti dello sci-fi. 

4,75/5 ⭐⭐⭐⭐⭐