Recensione di “Gli eletti” di Jeffery Deaver

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Gli eletti” di Jeffery Deaver inCOLLABORAZIONE con casa editrice

EditoreRizzoli 
Data di pubblicazione 7 luglio 2020
Copertina flessibile496 pagine

Buongiorno cari amici lettori, 

siamo al secondo volume della trilogia dedicata a Colter Shaw, un personaggio creato da Deaver, che è impossibile non amare. 

Così diverso da Lincoln Rhyme, per chi lo ingaggia rappresenta un’ottima alternativa alla polizia, ma ti devi fidare dell’uomo, uno allergico alle burocrazie e capace di sovvertire le regole del buon senso.

Ma veniamo alla trama di questo thriller ricco di azione, consigliato a tutti gli amanti del noir e hard boiled: 

“C’è stata una vittima, un ragazzo che Colter doveva riportare a casa e che aveva inseguito fino alla zona selvaggia nel nord dello Stato di Washington. Qui, al riparo tra le valli delle Montagne Rocciose, ha sede la Fondazione Osiride, che promette felicità a chi ha sofferto. Farsi accettare al suo interno riesce facile a Colter perché, in fondo, è vero: anche lui ha un segreto che non lo fa dormire, un ricordo che brucia. Ma ben presto scopre che, una volta entrati nella schiera degli eletti di Osiride, è quasi impossibile uscirne. O almeno, uscirne vivi.”

“E adesso vi rivelerò il segreto del Percorso. Il punto centrale è proprio questo. L’immortalità. Il nostro slogan: Passato, Presente, Futuro. 

Il Passato: le vite che ci siamo lasciati alle spalle. Il Presente: oggi. Il Futuro: le vite che ci aspettano. Il Percorso vi insegnerà a vivere…”

Travolgente come sempre. Scorre come un fiume in piena. 

Consigliato!!!

4,5/5 ☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Come le foglie rosse d’autunno” di Letizia Falzone

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione di “Come le foglie rosse d’autunno” di Letizia Falzone in collaborazione con autrice

Editore‎Rossini (Rende) 
Data di pubblicazione 11 febbraio 2020
Copertina flessibile ‎300 pagine 

Condivido con voi la mia ultima lettura, devo subito dire che questo romanzo rosa mi ha fatto emozionare tanto!! Ma proprio tanto! 

Non è il solito romance, ma è uno spaccato di vita descritto egregiamente dalla nostra Letiziea Falzone che vi condurrà a dividere con i protagonisti tante emozioni forti, mi ripeto ma a me è questo l’effetto che ha fatto cioè essere completamente immersa con i protagonisti nelle vicissitudini della vita e nel susseguirsi di quegli eventi che potrebbero appartenere ad ognuno di noi. 

La scrittura è così realistica e fluida che difficilmente potrete non immergervi totalmente!

Veniamo alla trama: la protagonista principale è Elena che dopo otto anni di vedovanza decide di sposare Cristiano un amico che da sempre è innamorato di lei e che ha aspettato che i tempi fossero maturi per chiedere a Elena di sposarlo. Elena ha quattro figli che saranno i coprotagonisti del romanzo, quattro figli e quattro situazioni.

Elena attraverserà tante vicissitudini con questi figli fino a domandarsi: dove avrò sbagliato? 

La vita le farà provare il dolore attraverso gli errori che compiranno i figli e la gioia poi con il loro riscatto la loro realizzazione.

Elena, donna molto bella e molto forte, avrà cedimenti momentanei ma con l’aiuto di Cristiano, con l’amore e il sostegno che le darà nelle traversie sempre si rialzerà! 

Ci sarà pure un accadimento talmente inaspettato per noi lettori che riguarderà anche la storia di Elena e Cristiano come coppia che vi farà palpitare… 

Perché leggere questo libro? Per emozionarsi!! E dico davvero! Per vivere assieme ai protagonisti le loro storie e capire semmai ne avessimo ancora bisogno che non si deve mollare mai! 

Dopo il buio ci sarà sempre un nuovo giorno a portare la sua luce nelle nostre vite. 

Lo consiglio caldamente!

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “L’isola di Heta. Fuoco amico” di Sandra Moretti

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “L’isola di Heta. Fuoco amico” di Sandra Moretti in COLLABORAZIONE con autrice

EditoreTabula Fati
Data di pubblicazione 26 gennaio 2021
Copertina flessibile200 pagine

“Sappiamo quello che desideri, il tuo cuore ce l’ha mostrato prima delle tue parole. Ma non si può invertire l’ordine delle cose. Ciò che arriva alla luce è della luce, ciò che va nelle tenebre resta alle tenebre. È così dall’inizio dei tempi e così deve rimanere.”

Nel Terzo volume della saga di: “L’isola di Heta” di Sandra Moretti, le aspettative rimangono alte e le promesse di un altro buon libro, rimangono confermate. 

Ritroveremo alcuni personaggi già conosciuti in precedenza, ben delineati e caratterizzati. Soprattutto: Thea. Scomparsa momentaneamente per alcuni eventi e situazioni, di cui eviterò di farvi un ripasso generale, per allontanare gli spoiler, ai futuri nuovi lettori.

Il precedente volume (per chi ha letto questa saga) si sa, ci ha lasciati con un colpo di scena particolare e ritrovarci di nuovo immersi nel mondo di Heta, questa volta avrà un sapore diverso, quasi intenso.

Proprio come un caffè ☕️!!!

La vita in quel luogo è diventata frenetica e la lotta tra il bene e il male, continua a serpeggiare sui protagonisti, i quali ormai, sono temprati nell’affrontare sfide sempre più difficili.

Dalla seconda metà del libro, la storia aumenta di ritmo, diventando ancora più emozionante e profonda. Non a caso, lo scoppio della guerra ha fatto diventare il clima ancora più teso, provocando certi tipi di reazioni nei personaggi. 

Oltre alle difficoltà, unite alle riflessioni e consapevolezza, di ciò che comporta essere dei combattenti e il duro lavoro che si nasconde alle spalle.

Come poter imparare a fidarsi di qualcuno, in un mondo caotico come quello di Heta?

Come si può raggiungere la tanto amata e ambita libertà?

Beh, suppongo lo scopriremo nell’ultimo volume!

La Moretti ha uno stile di scrittura talmente avvincente e curato, oltre al suo studio mirato nella costruzione di eventi nel romanzo, che merita di essere letta solo per questo.

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Gli eredi” di Wulf Dorn

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Gli eredi” di Wulf Dorn letto con GDL #BookloversBookClubGDL 

EditoreTEA 
Data di pubblicazione 28 giugno 2018
Copertina flessibile312 pagine

Buongiorno cari amici lettori, 

io adoro 🥰 Dorn… ma purtroppo questo è il primo libro che leggo suo a non convincermi per nulla!

La vicenda principale di questo romanzo è inventata, così come pure i luoghi e i personaggi che incontreremo di seguito. Per quanto riguarda gli intermezzi, mi piacerebbe poter dire che si tratta di pura invenzione, invece in ciascuna di queste scene c’è un fondo di verità; si basano su avvenimenti successi nel corso dell’anno in cui ho scritto il romanzo. Una delle esperienze più importanti che ho fatto nella mia vita di lettore e autore di storie oscure è che la realtà è sempre molto più agghiacciante di qualsiasi invenzione. 

Ma veniamo alla trama:

«Mi creda, avrà bisogno ancora di un sacco di caffè oggi. Sarà una cosa lunga.» Nella saletta colloqui del seminterrato del reparto psichiatrico dell’ospedale, Frank Bennell, stimato criminologo alla soglia della pensione, chiede aiuto a Robert Winter, psicologo con cui ha collaborato in numerosi casi di omicidio. Però i due esperti del lato oscuro della natura umana questa volta sono messi a dura prova. La donna che si trovano davanti, sopravvissuta a un grave incidente su una strada di montagna immersa nella nebbia e battuta dalla pioggia, sembra oscillare tra realtà terribili e allucinazioni. Si chiama Laura Schrader, trentadue anni, capelli biondi; nell’auto accanto a lei una pistola vecchio modello col caricatore vuoto e un baule in cui si nasconde una dura verità. Nel suo sguardo diffidenza e terrore. Perfino Winter, il quale nella sua carriera ha ascoltato dai suoi pazienti storie così plausibili da non riuscire quasi a smascherarle, non sa come mettere in ordine i pochi elementi ricavati con tanta fatica dalla donna: l’uomo che l’ha salvata chiamando i soccorsi e poi è sparito nel nulla, bambini dagli occhi di ghiaccio, misteriose uccisioni… Fatica a collegarli a quanto si vede nella foto che gli ha mostrato il collega: qualcosa di terribile, che supera ogni immaginazione. In una lunga notte, fuori dalla clinica, sotto un cielo nero e gonfio di odio sta succedendo qualcosa. Ma cosa? Bisogna credere a quella donna per arrivare in tempo. Se sarà ancora possibile.

Sinceramente io amo la versione di Dorn de “La psichiatra” quando tinge i suoi romanzi di un thriller psicologico pazzesco invece questo si preannuncia e si rivela un thriller paranormale forse troppo paranormale e avrei voluto più spiegazioni soprattutto nel finale molto frettoloso. 

Voi lo avete letto? Cosa ne pensate?

3/5 ☕️☕️☕️

INTERVISTA a Francesca Osseni di Tantilibriecaffe 

INTERVISTA a Francesca Osseni di Tantilibriecaffe 

 ✔️ Buongiorno Francesca, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Insegno italiano agli studenti stranieri da cinque anni. Amo stare a contatto con culture diverse; ogni giorno mi regala la possibilità di stupirmi di qualcosa.

Collaboro inoltre come redattrice editoriale con una casa editrice che si occupa di guide turistiche.

Queste due occupazioni rispecchiano quelli che sono i miei effettivi interessi: le storie e i viaggi.

✔️ Parliamo del tuo libro “Mumble Mumble”.  Di cosa parla? Com’è nata l’idea?

Mumble Mumble… è un diario. Il protagonista scrive per cercare di ordinare i pensieri in modo da dirigere consapevolmente le proprie azioni. Scrive per ascoltarsi; difatti non si tratta tanto di un diario che riporta avvenimenti quotidiani, quanto piuttosto le emozioni provate in determinate circostanze. Si tratta di un’opera autentica e sincera.

L’idea di pubblicare è quindi nata successivamente alla stesura del testo; a inizio pandemia l’esigenza di aiutare il prossimo si è fatta automaticamente sentire per cui la pubblicazione parte da una spinta fondata sul coraggio; perché si sa, non è mai così facile esporsi apertamente, sopratutto nelle proprie debolezze.  

✔️ Come hai realizzato la copertina e a chi ti sei affidata per la revisione del tuo libro?!

La casa editrice Gruppo Albatros Il Filo ha preso in carico l’opera per cui oltre a revisionarla, ha seguito tutti i processi che portano una casa editrice a trasformare un testo in un libro. La pubblicazione da parte di una casa editrice mette in gioco un team di professionisti che collaborano per la creazione di un’opera che assume un valore aggiunto rispetto al fenomeno dell’autopubblicazione.

La copertina invece è stata realizzata dalla mia amica e artista Rame13.

✔️ Quali valori sono contenuti nel tuo libro e a che genere di pubblico è indirizzato?!

L’età del protagonista scorre dai 27 ai 30 anni. Una fase di vita in cui il processo di costruzione della propria identità si afferma piano piano ma anche drasticamente. È una fase di svolta in cui l’individuo davanti al processo evolutivo si trova ad ascoltare il cambiamento interiore con coraggio ma anche afflizione.

Mumble Mumble… parla di sentimenti e stati d’animo per cui in realtà, dato che l’uomo è soprattutto guidato da questi e dato che questi si ripresentano svariate volte nella vita, il testo si rivolge a un pubblico vario ma attento. Non si tratta difatti di un testo da ombrellone.

✔️ Cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori? 

L’importanza di ascoltarsi. Spesso non concediamo a noi stessi il tempo di riflettere, di “sentire” il nostro stato emotivo. È invece un esercizio urgente poiché le azioni sono guidate dai pensieri e credo proprio che alla società di oggi manchi effettivamente un’educazione al sentimento.

Il cambiamento è un processo naturale che appartiene all’uomo, alla società, al pianeta terra, al globo. L’essere umano a volte ne è spaventato e reagisce con diffidenza, disinteresse o codardia per mancanza di coraggio; oppure reagisce andandogli in contro troppo velocemente, bruciando le tappe.

Il processo evolutivo va ascoltato e guidato consapevolmente in modo da poter essere padroni delle proprie scelte, in modo da essere liberi. È in questo che consiste l’educazione al sentimento: nel fermarsi ad ascoltare il proprio cuore e nell’educarlo attraverso il pensiero. Io provo a farlo attraverso la scrittura.

In tal modo sarà possibile agire e stare nel mondo in armonia.

✔️ Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?

La promozione è molto importante; specialmente oggi dove grazie ai social sono in molti che hanno ricevuto la possibilità di farsi conoscere. Io mi sono lasciata soprattutto guidare dalla mano degli esperti in promozione della casa editrice – interviste scritte, televisive e dirette Facebook – ma, nel mio piccolo, ho provato a fare qualcosa anche io. Ho personalmente scritto alle librerie presentando il mio libro; in alcune sono andata di persona. Ho studiato il potenziale di Instagram perfezionando un po’ quello che era il mio inutilizzato profilo, scoprendo anche che è uno strumento creativo e divertente. Ho organizzato presentazioni entrando in contatto con le realtà culturali della mia città.

✔️ Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!

Sto lavorando su altri due progetti. Il primo segue l’onda di Mumble Mumble… per cui si tratta sempre di un testo basato sull’ascolto interiore; l’altro invece si fonda sull’ascolto di voci altre e credo proprio che si trasformerà in una raccolta.

✔️ Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo libro?

Perché potrebbe darvi l’opportunità di conoscere un punto di vista diverso; quello della figlia, della fidanzata, dell’amica, della lavoratrice dipendente, della ragazza sicura e di quella incerta e impaurita. Oppure potrebbe farvi tornare alla mente una fase della vostra vita e trarre degli insegnamenti. Oppure potrebbe farvi sentire completamente in disaccordo; in tal modo avrete comunque concesso a voi stessi l’opportunità di riflettere. Potrebbe anche esservi d’aiuto nell’affrontare una situazione attuale.

Comunque sia, quel che mi auguro davvero è che possa invogliare ad ascoltare il proprio cuore con onestà e coraggio.  

Recensione di “UNA VOCE PARTICOLARE” di STEFANIA CENCI

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “UNA VOCE PARTICOLARE” di STEFANIA CENCI in collaborazione con autrice

EditoreLupi Editore
Data di pubblicazione 27 luglio 2021
Copertina flessibile 153 pagine

“Siamo in un mondo ricco di informazioni scientifiche e abbiamo la tecnologia che fino a pochi decenni fa potevamo solo sognarla. Ma a livello spirituale siamo rimasti dei trogloditi. Siamo come un enorme gigante che usa solo la forza dei muscoli. La testa e il cuore dove li abbiamo lasciati?”

Questa autobiografia, cari amici lettori, vi lascerà tanto dentro di voi dopo averla letta. 

Paola, la protagonista del romanzo, narra la storia con sincerità e senza schemi, la storia di una dipendenza e di una ossessione. 

Parlare delle proprie fragilità e dipendenze credo sia una delle cose più difficili da fare, ma la Cenci lo fa con una narrazione veramente sciolta e toccante. 

Un messaggio importantissimo questo libro ci racconta: saper riconoscere i problemi, accoglierli, vedere il perimetro del dolore masticato ogni giorno – sopratutto quello autoinflitto – è l’unica strada possibile per imparare a educarsi. 

Questo romanzo autobiografico è dedicato al marito dell’autrice e alla figlia. 

È un viaggio dentro un tunnel nel quale sembra che la luce non di veda mai. È la storia di Paola e di Andrè, suo marito e di sua figlia Sofia. 

“Per Paola il matrimonio era iniziato appena lo vide per la prima volta in quella foto di gruppo che qualcuno aveva scattato in un parco acquatico. Quando lo conobbe veramente, ebbe la conferma di appartenergli. Era bellissimo e molto simpatico e la conquistò con la sua spontaneità: non si vergognava di svelarsi interessato.”

Paola ha tante debolezze, una dal cortisone, un’altra dalla musica. Non ne è consapevole in un primo tempo: utilizza le canne per rilassarsi insieme al marito, quando la figlia piccola è a dormire, mentre usa il cortisone per tenere a bada la forte asma. Non sa che la loro combinazione può portarla ad avere alcune psicosi. La musica, poi, è la chiave per estraniarsi ancor più da un reale certe volte noioso, troppo spesso opprimente. Non crede di fare niente di male, è solo un metodo per distendersi, pensa mentre si accende uno spinello ascoltando i suoi cd preferiti.

Solo quando la musica inizia a trasformarsi in rappresentazione mentale, quando le voci si fanno messaggio per i suoi pensieri più cupi, allora Paola inizia a rendersi conto che qualcosa non va. Quel che in un primo tempo era visto come un passatempo, un divertimento, adesso le appare come la causa di un’ossessione: la voce le parla, la voce la comanda e rischia di mandare in frantumi tutta la sua vita. La allontanano dal marito André e la portano persino in città distanti, dietro promesse mai esaudite, sulla scia di minacce neppure velate. Sceglie così di farsi ricoverare, di andare a fondo per comprendere meglio i propri limiti e la causa delle proprie paure. Non è un percorso facile, lo sa benissimo, è mettersi a nudo e provare ad accettare ciò che vede. 

Cosa ne esce fuori? La vera Paola. 

Questi sono i cammini, gli insegnamenti più importanti: attraverso la sofferenza e la consapevolezza si può riuscire a tornare alla vita, a saper stringere le parti migliori e lasciar defluire quello che non serve. Quello che si trasforma in ostacolo per raggiungere la felicità.

Resta il fatto che ancora oggi nel 2021 l’argomento delle dipendenze rimane sempre molto difficile da trattare, quasi un tabù. 

Ma il risvolto positivo è che le dipendenze quasi sempre modificano il corso della vita e se superate ci rendono più forti di prima. 

Scrittura asciutta e pulita, senza refusi. Assolutamente consigliato!!

4,5/5 ☕️☕️☕️☕️

Recensione di “VIVI DI SOGNI” di Cinzia Perrone

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “VIVI DI SOGNI” di Cinzia Perrone in collaborazione con autrice

Data di pubblicazione17 giugno 2020
Copertina flessibile 180 pagine

Vivi di Sogni, dopo una bellissima introduzione di Marco Torcoletti, ci mostrerà la storia di Luca.

Un dodicenne che cerca di sopravvivere ai ritmi frenetici della vita, con tutte le difficoltà del caso, tra cui, quelle famigliari e affettive.

Luca, ha fortunatamente un padre premuroso, che si è sempre preso cura di lui, combattendo la perdita prematura della moglie e la disapprovazione dei suoceri, fino al rinnegamento del nipote. 

Per poter permettere ad entrambi, una vita economicamente adeguata, il padre sarà costretto a dedicare molto tempo al lavoro, più di quanto vorrebbe, trascurando quindi il figlio.

Luca si ritroverà solo per la maggior parte del tempo, nonostante Teresa, la loro vicina di casa, ha accettato di prendersi cura di lui, per aiutare il padre Eduardo, negli istanti in cui si trova a lavoro. 

Spinta dall’affetto che prova nei confronti, di quei due poveri uomini restati soli e per il desiderio di sentirsi di nuovo madre, dopo la sciagura che si è abbattuta sulla sua famiglia e sul figlio.

L’altra presenza importante per il ragazzo sarà quella del cugino Pietro, figlio del cognato e unici famigliari con cui il padre ha mantenuto solidi rapporti. Da lì, la scelta di andare a vivere vicino a loro.

Tra Luca e Pietro, ci sono sempre stati litigi e incomprensioni, soprattutto a livello scolastico e nella vita quotidiana, eppure, non smetteranno di aiutarsi e sostenersi per tutta l’arco narrativo.

Il nostro giovane protagonista esprimerà anche il disagio di non avere amici con cui passare le sue giornate, aumentando il suo malessere e la solitudine. 

Però, lo ritroveremo intenzionato a dedicare tutte le sue energie, sulla scelta del proprio futuro, dato gli ottimi risultati e voti. 

Tanto da portare il cugino a chiedergli aiuto, per aumentare il suo rendimento scolastico, siccome annebbiato dall’amore per il calcio e ottenere l’approvazione, oltre al consenso del padre, per continuare a giocare.

“I sogni appartengono solo a chi li porta nel cuore e li coltiva, come si fa con una piantina che si cerca con tutte le forze di tenere in vita e di alimentare.”

L’autrice in questa sua delicata storia, ci mostrerà varie dinamiche e spunti di riflessione psicologici. 

Il principale che spicca è quello di Luca, ovvero, il complicato percorso verso l’età adulta, negli anni cruciali dell’adolescenza. 

Anche gli altri personaggi, dovranno imparare a gestire il loro essere all’interno del mondo e trovare le risposte ai dubbi che li tormentano, combattendo le proprie paure e le difficoltà della vita.

3,5/5 ☕️☕️☕️

Recensione di “Un’amica particolare” di E. G. Scott 

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione di “Un’amica particolare” di E. G. Scott in collaborazione eBook con casa editrice

EditoreSEM
Lunghezza del libro 305 pagine
Data di pubblicazione 11 marzo 2020

Cari amici lettori, mi appresto a condividere con voi la mia ultima lettura, premetto che la mia intenzione è quella di far passare a voi le mie emozioni. Ho cominciato a leggere questo libro che mi trovavo al mare primo impatto (io non capisco sarà perché sono distratta!?) c’era un prima e un dopo narrato in prima persona dai due protagonisti Paul e Rebecca che in un certo qual modo mi confondeva ma… Dopo poco entri nella trama e ti trovi un buon thriller basato pure su una storia molto articolata e veramente coinvolgente.

Veniamo alla trama i due protagonisti sono sposati da 20 anni! Sposati per amore, i due hanno un passato drammatico…  difficile evidentemente da gestire… In quanto i ricordi e le cicatrici restano…! 

In comune oltre ad un passato difficile hanno la propensione alla menzogna mentire fa parte della loro vita del menage quotidiano, apparentemente la coppia è perfetta e buon lavoro lei che lavora per un’azienda farmaceutica e un buon lavoro lui che è nel campo delle costruzioni edili. 

Il fatto che Rebecca lavori nel settore farmaceutico gli rende più facile abusare di farmaci, abuso che la porterà alla dipendenza da quest’ultimi. 

Si può ricercare anche la causa di ciò nel suo passato forse…! Si unisce a questa dipendenza anche la relazione che ha con il suo capo e questa situazione la porterà al licenziamento. 

Di questo licenziamento non farà parola con Paul continuerà a fingere di andare al lavoro. Trovatasi senza contante come conseguenza andrà in banca a prelevare dal conto cointestato con il marito. Da lì le cadrà il mondo addosso, Paul ha prelevato tutti i soldi senza dire niente! Che dovrà fare il marito di tutti quei soldi 1 milione di euro? 

Comincerà ad indagare su di lui, scoprendo così che pure lui ha un’amante, da qui un crescendo di colpi di scena! Alcuni molto forti! Il clou si raggiungerà quando un mattino due poliziotti suoneranno alla loro porta per interrogarli sulla sparizione di due donne, che guardacaso frequentano la stessa palestra di Rebecca non voglio spoilerare ma vi assicuro ci sarà tanta carne al fuoco. Da quel mattino i due coniugi si ritroveranno in un certo qual modo e si spalleggeranno l’un l’altro con la polizia perché? 

Non ci resta che leggerlo. 

Il finale è a sorpresa i due autori ci condurranno però a mettere insieme tutti i tasselli di questo puzzle veramente intricato. 

Lo consiglio!

4,25/5 ☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Scintilla” di Lidia Simonetti 

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Scintilla” di Lidia Simonetti in COLLABORAZIONE con autrice

Questa è la storia di una piccola e giovane aquila di nome Scintilla. Generata dall’amore di un’aquila mortale e una fenice con il dono dell’immortalità. 

L’amore dei loro genitori è nato e sbocciato, contro ogni equilibrio che regnava nel loro mondo di Speranza, combattendo i pregiudizi e le proibizioni imposte dalla società. 

Ecco perché sulla giovane aquilotta, si riversavano contro, grandi aspettative per il futuro e il benessere del loro habitat.

“Si chiamerà Scintilla e un giorno illuminerà l’intera foresta”

Purtroppo, spesso il prezzo da pagare per le nostre scelte, si conferma più alto del normale, dovendo compiere sacrifici e rinunce, per poter raggiungere la propria felicità. 

Ed è proprio ciò che succederà a Luce, la madre di Scintilla. Per conseguire la sua storia d’amore con Omar, dovrà sottoporsi al rituale del Grande Libro e perdere la sua immortalità. 

Ciò la costringerà ad abbandonare prematuramente una figlia e il marito.

Questa perdita poterà scompiglio nella vita di Omar, tanto da dimenticarsi di dover accudire la propria figlia e la affiderà alle cure di Iano, un dolce e amorevole unicorno, che conosceva la famiglia da diversi tempi orsono.

Scintilla, con il passare dei giorni e della sua nuova vita, verrà a conoscenza di diverse informazioni, data la sua forte e immensa curiosità, da buon cucciolo che è. 

Le verrà narrata la storia dei propri antenati e svelato il compito che dovrà portare a termine, inclusi i nemici da cui dovrà tenersi alla larga e una guerra che incombe dietro l’angolo.

Con questa consapevolezza, partirà verso una nuova avventura, carica di mistero e magia, come i suoi occhi, ora diventati azzurri, grazie al potere acquisito.

Il libro dell’autrice è per la maggior parte descrittivo nella prima parte, con pochi dialoghi, dato che narra la storia di un’aquila appunto e ha preferito soffermarsi sulle ambientazioni e alla costruzione e spiegazione della trama di fondo.

Dettaglio essenziale per la buona riuscita, di un determinato genere.

Tutto cambierà però nella seconda parte, in cui il ritmo procederà con scioltezza e colpi di scena, aumentando anche la cadenza dei dialoghi tra i personaggi.

Lo stile di Lidia è fresco e lineare, privo di errori o eccessive pesantezze. Merito anche del buon lavoro di editing e della strabiliante copertina di Marco Russo, che risalta a pieno l’essenza della storia e del personaggio. 

Merita di essere letto, solo per avere tra le mani il cartaceo e poterlo esporre nella propria libreria!

Purtroppo, su questo ultimo punto, troveremo una novità, dato che il libro è stato preso nelle mani di una casa editrice, che ha appunto modificato tutto, tra cui l’illustrazione.

Nonostante ciò, se cercate un fantasy dai tratti classici, con il superamento di varie prove da parte della protagonista, l’eterna lotta tra il bene e il male e anche una dolce storia d’amore, beh, questo libro fa proprio al caso vostro!

4,75/5 ☕️☕️☕️☕️☕️

Recensione di “Tutto quello che volevi” di Helen Monks Takhar

☕️☕️☕️ RECENSIONE ☕️☕️☕️

Recensione di “Tutto quello che volevi” di Helen Monks Takhar in collaborazione con casa editrice

Editore‎‎Nord
Data di pubblicazione 4 febbraio 2021
Copertina flessibile ‎352 pagine

“Se non fossi riuscita a essere un passo avanti a te adesso, mi avresti portato via tutto quello cui tenevo.”

Un thriller tutto al femminile, estremamente psicologico e accattivante. 

Due donne. Due personalità opposte. Una rivalità. 

Katherine ama avere tutto sotto controllo. Perciò, quando le viene affiancata una nuova, esuberante assistente, si sente mancare la terra sotto i piedi. 

Non perché la consideri una minaccia al suo ruolo di caporedattore, ma perché Lily è un’incognita che turba la quiete della sua esistenza, perché è tutto ciò che lei non è. Mentre Katherine ha dovuto lottare duramente per arrivare dov’è ora, Lily è stata assunta in quanto nipote dell’editore della rivista; se Katherine ha superato i quaranta, Lily non ha ancora compiuto venticinque anni; Katherine è diretta e determinata, Lily invece è sempre premurosa, sensibile e politicamente corretta. Forse è solo il prodotto della sua generazione, eppure Katherine non può fare a meno di avvertire una nota stonata, quasi che l’estrema sollecitudine di Lily nascondesse un secondo fine. 

“Da quattro settimane, ormai, la vedo uscire sui gradini davanti a casa, ogni mattina. So a che ora va e a che ora viene. So quanto si sente debole prima di indossare la maschera quotidiana da “sto bene” per il resto del mondo, mentre si trascina alla fine della sua via e attraversa Green Lanes per arrivare alla fermata sotto il mio palazzo. So che la domenica cammina veloce lungo il vialetto di cemento del parco, come se qualcosa la inseguisse, e poi nel pomeriggio si affretta verso il pub con il compagno, come se fossero in ritardo per un appuntamento importante.”

All’inizio teme sia l’invidia per una giovane con un brillante futuro davanti a sé, mentre lei sta entrando nella parabola discendente, tuttavia a poco a poco si rende conto che i suoi sospetti sono fondati. Lily la segue come un’ombra, si presenta a riunioni cui non è stata invitata, prende decisioni senza consultare nessuno e spaccia persino per proprie le idee di Katherine. 

Inoltre inizia a essere onnipresente pure fuori dell’ufficio: Katherine la incontra «per caso» nel suo ristorante preferito, poi la sorprende a bere un drink col suo compagno. 

Come se Lily volesse sostituirla in tutto e per tutto. Come se volesse usare la sua giovinezza, la sua bellezza e il suo talento per impadronirsi di tutto ciò per cui Katherine ha combattuto. 

“Ti godrai un altro giorno su questa terra; un altro giorno sul mio posto di lavoro.andrai a casa, nel mio appartamento, ti infilerei nel letto che io e il mio compagno abbiamo scelto assieme.” 

Lo stile di scrittura è molto particolare, abbiamo i POV di Katherine e di Lily… ognuna si rivolge all’altra come in un diario dialogo ipotetico. 

Un tema importantissimo emerge da questo thriller scritto in maniera magistrale: lo scontro generazionale, i Millenial contro la generazione X. 

Un thriller pazzesco che entra nella mente dei lettori. Assolutamente consigliato. 

5/5 ☕️☕️☕️☕️☕️