Recensione di “L’ultimo ospite” di Paola Barbato

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

Recensione di “L’ultimo ospite” di Paola Barbato 

EditorePiemme
Data di pubblicazione 1 giugno 2021
Copertina rigida413 pagine

Prima di tutto mi è d’obbligo ringraziare moltissimo Paola per l’invio del romanzo con dedica.

Avevo aspettative veramente altissime, lo ammetto, per questo ultimo libro della Barbato (avendoli letti tutti e amati alla follia)… debbo dire che non solo queste aspettative sono state mantenute ma sono state di gran lunga superate!!!

Credo di poter affermare che non leggevo un thriller così terrificante da almeno trent’anni!!!

Un capolavoro che vi farà tremare dalle prime alle ultime pagine. 

Questa storia inquieta a ogni pagina senza che una sola goccia di sangue venga versata, o quasi.

E non è una storia di presenze oscure o fantasmi, anche se tutto lo fa credere, ma io so che la Barbato annida il male nelle persone e nella verità… per quanto assurda questa possa apparire. 

Ma andiamo con ordine.. 

All’inizio è solo una sensazione, un fastidio. L’odore di polvere mista a muffa, certo. Ma anche qualcosa di stonato, un dettaglio fuori posto. 

È questo ciò che prova Letizia quando mette piede per la prima volta a Olimpia d’Arsa, una villa antica e quasi in rovina in cui è costretta a rinchiudersi per qualche giorno con Flavio, il notaio che le ha dato un lavoro e una ragione per ricominciare. La proprietaria della casa è morta novantenne senza eredi né testamento e i lontanissimi parenti si sono fatti avanti come bestie avide e feroci, pronti a scannarsi tra loro per impossessarsi della tenuta. 

E di tutto quello che c’è dentro. 

Un incarico come tanti. Ma non questa volta. Sono solo piccoli dettagli che non combaciano, un cuscino spostato, una serie infinita di armadi nascosti nella boiserie, il cane di Letizia, che in quella casa non vuole entrare, e una luce azzurra, comparsa per brevi istanti una notte dalle bocche di lupo del seminterrato. Sono solo scherzi della mente, si ripete Flavio, compreso nella propria razionalità. 

Ma Letizia è certa che non sia così e la sua fervida immaginazione si accende quando trova oggetti infantili sepolti nella casa, ciocche di capelli biondi, muffole, piccoli trofei. Perché una donna senza figli né nipoti avrebbe dovuto conservarli? Perché avrebbe dovuto nasconderli? 

“Una casa degli orrori, sai quei posti dove ci sono gli armadi segreti nascosti nei muri e c’è uno sportello in ogni angolo? Ecco, mi diceva che era fatta così, che loro da piccoli si nascondevano negli armadi e una volta lui ci era rimasto chiuso dentro perché non c’erano chiavi e da fuori le portelle erano invisibili.  Ma chi la vuole una casa così? Io se ci entro poi faccio gli incubi per mesi.”

Ora Flavio e Letizia sono dentro senza possibilità di uscire e il più atroce dei dubbi si insinua nelle loro menti così diverse: e se non fossero soli?

C’è un’analisi psicologica incredibile dei personaggi nei libri di questa autrice, li impari a conoscere realmente attraverso le sue parole e i suoi pensieri, soffri con loro, hai tremendamente paura come loro! 

Poi c’è questo legame veramente anomalo tra Flavio e Letizia.. ma non vi voglio spoilerare altro. 

“C’era stato un tempo in cui Letizia aveva fatto un lavoro diverso, la scrittrice o, meglio, la ghost-writer. Un lavoro creativo, basato sul nulla, inventava interi universi costruendoli con una fantasia morbosa e paranoica che l’aveva perseguitata sin da bambina. A quella fantasia aveva sempre attribuito un nome: Medina. Medina era la proiezione di come avrebbe potuto essere, oppure era la sua vera natura sepolta, cacciata giù nel profondo, per lei faceva lo stesso. Fuori Letizia cercava di essere come gli altri la volevano, dentro Medina ululava la propria esistenza.”

P.S. Ho trovato geniali i capitoli: La versione di Zora e La versione di G. 

Assolutamente imperdibile!

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “Lunghi silenzi” di Adriana Angoletta in COLLABORAZIONE con autrice

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

Recensione di “Lunghi silenzi” di Adriana Angoletta  in COLLABORAZIONE con autrice

EditoreCTL
Data di pubblicazione 1 dicembre 2020
Copertina flessibile156 pagine

“Ognuno di noi ha un modo per affrontare il dolore che è solo suo. Ognuno di noi ha un modo di reagire al dolore. Qualcuno soccombe, si ammala, cede, qualcuno cade ma si rialza e va avanti, altri combattono cercando una maniera per sopravvivere in attesa che il ricordo faccia meno male.”

💔💔💔 E VOI COME REAGITE AL DOLORE??!! 💔💔💔

Buongiorno cari amici lettori, 

oggi vi parlo di un bellissimo romanzo che ho appena terminato di leggere. 

Una storia veramente toccante, coinvolgente, vera. 

Ma veniamo alla trama:

Un difficile rapporto tra padre e figlio all’indomani dell’incidente stradale nel quale muore Corinne, rispettivamente moglie e madre dei protagonisti. Lei era una giovane pittrice, Carlo è un uomo duro e intransigente, Federico un ragazzo fragile ed emotivo. 

Ciascuno dei due elaborerà il dolore della perdita in maniera diversa: Carlo lottando e combattendo, Federico affrontando con fatica la vita lontano da casa. Dopo i primi episodici contatti non si vedranno né si sentiranno per molti anni. 

Sullo sfondo della storia una città di provincia italiana, la montagna, Parigi. Un imprevedibile colpo di scena chiuderà il romanzo.

“Non è nelle cose umanamente giuste rimanere senza mamma a diciotto anni appena compiuti, in un’età complicata, delicata, soprattutto non sarebbe dovuto rimanere solo un ragazzo come Federico, con un padre come Carlo, freddo e taciturno, un padre lontano dal complicato universo in cui lui viveva. Ma queste cose nella vita non si scelgono, accadono.”

Nei giorni successivi all’incidente ognuno reagisce a suo modo, si creano delle crepe nel rapporto padre e figlio che non verranno, probabilmente, mai più risanate. 

“Federico era un ragazzo sensibile, emotivo e delicato, molto attaccato sia a sua madre che a suo padre, e nonostante gli amici, lo sport e l’età che avrebbe dovuto esigere voglia di indipendenza e di avventura lui al contrario stava bene a casa. Aveva un bellissimo rapporto di complicità con la mamma, la coinvolgeva nelle sue esperienze, le raccontava delle ragazzine che gli piacevano, le chiedeva consigli, l’abbracciava di spalle quando entrava in cucina e lei era china sui fornelli. Parlavano tanto di tutto, non stavano ma in silenzio e condividevano un senso dell’umorismo che li faceva ridere spesso. Era come un vaso di vetro soffiato a mano dalle tinte tenui, dal suono cristallino, poco appariscente ma molto elegante. Anche i suoi colori erano pallidi, la carnagione, i capelli biondo cenere, gli occhi grigio verdi, le efelidi sparse sul viso e sul corpo.”

Consiglio vivamente questo romanzo a chi vuole fare un viaggio nell’animo umano, la penna dell’autrice è veramente coinvolgente, i personaggi sono ben caratterizzati, soprattutto a livello psicologico. Un libro che in molti passaggi mi ha fatto commuovere e che nel finale mi ha spiazzata…

“Di solito il perdono richiede tempo. E pazienza. Il perdono è un sentiero che si snoda per molti chilometri mettendo alla prova il viaggiatore. Per ognuno il percorso è diverso, la fatica diversa, il risultato diverso. Riguardo al sentiero non ci sono regole, nessuno lo conosce, varia a seconda di chi lo percorre. Perdonare è un atto differente per ciascuno di noi e non si può mai dire come avverrà, in quanto tempo avverrà e se porterà al risultato sperato. Bisogna avere coraggio di partire. Alla fine del viaggio ci si troverà sulla cima di una montagna isolata nel cielo, perché più alta di ogni altra. Da lassù si dominerà la valle e la gente e le nostre paure. Sarà fresca l’aria, la inspireremo fino a sentire un senso di stordimento. Ci sfileremo dalle spalle lo zaino che abbiamo portato per mesi o per anni, e una volta aperto lo rovesceremo gettando nel baratro il suo contenuto, scrollandolo per assicurarci che non sia rimasto più nulla al suo interno – rabbia, risentimento, odio, desiderio di vendetta, rancore voleranno nel vuoto, balzando di sasso in sasso, frantumandosi in mille pezzi, disperdendosi tra le ghiaie. Solo allora capiremo di aver portato un peso gravoso e ci sentiremo leggeri, finalmente liberi, affrancati dal dolore che qualcuno o qualcosa ci aveva provocato.”

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “La casa degli specchi” di Rosalie Hawks in collaborazione eBook con casa editrice

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione di “La casa degli specchi” di Rosalie Hawks in collaborazione eBook con casa editrice

EditoreTriskell Edizioni 
Lunghezza del libro 364 pagine
Data di pubblicazione 3 ottobre 2018

Da questa opera io personalmente traggo una lezione di vita e spero che passi anche ai lettori… Uno spiraglio di luce c’è sempre! 

Basta che tra gli uomini ci sia qualcuno con un sentire ancora attaccato ai sentimenti e non solo al profitto personale!! 

Il libro è scritto con dovizia di particolari ci farà immergere nelle avventure dei nostri secondo me “eroi” che ci condurranno in un mondo virtuale distopico, con un crescendo di emozioni di vario genere, da quelle raccapriccianti per le cose malsane che i potenti mettono in atto a discapito del popolo, alla speranza che viene sempre e comunque, con poche persone che rifiutano il sistema. Speranza che si possa emergere anche da situazioni che sembrano ormai definitivamente rivolte alla sopraffazione e al male. 

Nel romanzo ho trovato tanti spunti che fanno riflettere. 

In un futuro neanche tanto lontano ritroviamo una terra devastata dall’uomo, tanto da renderla invivibile e,  per ovviare a questo, invece che porre rimedio ai danni fatti, l’uomo pensa di compensare questo fatto con città costruite in verticale. 

Ai piani alti ci sono i dirigenti e via via scendendo il popolo, la forza pubblica arruolata dal sistema per portare avanti i loro piani fino ad arrivare al piano terra dove risiedono i poveri, e gli scartati, si avete capito bene gli Scartati !

Ossia quelle persone per essere più precisi quei bambini che all’età di otto anni sono stati sottratti ai genitori, esaminati, e se per caso risultano essere deboli o malati, non ritenuti idonei per essere addestrati ai fini di essere utili al sistema per portare avanti questa città assolutamente distopica dove tutto è artificiale, dal cibo, a tutto quello che c’è bisogno per la sopravvivenza.

Ogni cosa è assolutamente regolata dal sistema egoistico centralista, ma c’è di peggio, addirittura certi bambini che secondo il sistema sono irrecuperabili per qualsiasi mansione in quanto presentano malattie o menomazioni vengono soppressi!

In questo mondo assolutamente devastato c’è un qualcuno chiamato il Corvo che apparentemente delinque dedicandosi allo sfruttamento dei minori, al traffico di organi, allo spaccio di droga, ma sarà proprio così…!? Con questo libro si tocca con mano cosa potrebbe succedere a violentare la terra, a sfruttarla fin dove è possibile, per prendere tutto con l’avidità di molti personaggi quelli che per il potere dettato dal più malsano ego possibile non si fanno scrupoli a passare su tutto e tutti!! 

Però c’è un però, c’è tanto ma tanto sesso lgbt che credo vada segnalato ai lettori! 

Secondo il mio modesto parere è adatto solo ad un pubblico adulto in quanto oltre al thriller distopico troveranno veramente molti dettagli sul sesso lgbt. 

La trama è comunque avvincente e ben dettagliata con personaggi veramente credibili! 

4,25/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

I Custodi del Necronomicon : Libro 1 di Stefania Portaluppi

☕☕☕️  #segnalazionelibro ☕☕☕

In COLLABORAZIONE con autrice @stefanialp.. oggi vi presento questo Fantasy: 

I Custodi del Necronomicon : Libro 1 di Stefania Portaluppi 

Lunghezza del libro 537 pagine
Data di pubblicazione 30 giugno 2021

Il Necronomicon non esiste. 

È un’invenzione letteraria di Howard P. Lovecraft. Uno pseudobiblion.

Ma se non fosse solo una leggenda?

Edith Swinson è appena arrivata a New York ed è stata assunta come sorvegliante alla Maugham University, una prestigiosa università del Morningside Heights. 

Edith è orfana. Non ha famiglia. Non ha radici. Non si è mai fermata a lungo nello stesso posto. E di certo non sa nulla di magia, libri maledetti e negromanti.

Rebecca Maugham, la rettrice, invece è impregnata di magia. Altera, oscura e apparentemente inavvicinabile, è una donna che nasconde molti segreti; i più grossi sono legati a una faida famigliare e alla biblioteca sotterranea dell’università. Il centro del potere.

Tra lei ed Edith lo scontro è inevitabile, così come lo è l’attrazione che le spinge inesorabilmente l’una verso l’altra.

Mentre qualcuno trama nell’ombra per uccidere Rebecca, forze oscure si risvegliano. Stregoni e negromanti esistono e si fanno la guerra da sempre, disposti a tutto pur di conquistare il potere assoluto. 

Karla Maugham, la madre di Rebecca, è tra loro ed è forse quella più determinata e crudele.

E la chiave per il potere è proprio quel libro, antico e maledetto, in mano a pochi prescelti.

L’autrice 

Stefania Portaluppi è nata ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, il 24/07/1986 e attualmente vive a Vittuone. È laureata in Lingue e Letterature Straniere e nella vita fa l’operatrice call center. “I Custodi del Necronomicon” è il primo romanzo pubblicato come autrice indipendente. 

Sorridere con gli occhi – Novella in undici atti di Bettina Delia Monticone

☕☕☕️  #segnalazionelibro ☕☕☕

In COLLABORAZIONE con autrice @bettinade… oggi vi presento questo libro: 

Sorridere con gli occhi – Novella in undici atti di Bettina Delia Monticone 

Data di pubblicazione 9 maggio 2021
Copertina flessibile196 pagine 

E se fossimo tutti in un limbo, a condividere la stessa realtà, legati a una vita sospesa? 

La Novella inizia con la protagonista al centro e dieci persone intorno a lei, a comporre una danza di emozioni al ritmo del nuovo quotidiano e dei ricordi. 

Sorridere con gli occhi è un viaggio, scandito dalla musica, dai profumi e dalle manie di giorni sempre uguali: tutto diventa trama per il racconto, sospeso e quindi eterno. 

Una passeggiata al mare racconta molto di due persone. Un’importante fiera di profumi è l’incontro di due amiche, la scena di passioni evanescenti e legami che sopravvivono al tempo sospeso. 

L’amicizia a distanza tra due persone che non si sono mai incontrate, ma sanno tutto una dell’altra, è la fiaba dei giorni moderni. 

L’uomo sospeso scopre la magia degli incontri e del gesto spontaneo quando tutto sembra essersi fermato. 

Undici persone fanno l’occhiolino al contorno imperfetto delle cose per svelare una magia: in un mondo in cui ci si sfiora soltanto, alcune si fermano per imparare a starci accanto. 

Il tempo sospeso non può continuare la sua danza senza ostacoli.

Recensione di “Bugie di sangue” di Nicci French in collaborazione con casa editrice

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

Recensione di “Bugie di sangue” di Nicci French in collaborazione con casa editrice

EditoreSolferino
Data di pubblicazione 16 gennaio 2020
Copertina rigida377 pagine

🔨🔨🔨 FINO A DOVE TI PUOI SPINGERE PER PROTEGGERE CHI AMI?? 🔨🔨🔨

Una collega affidabile. Un’amica affettuosa. 

Una madre e una moglie piena di premure. Neve Connolly è tutte queste cose. 

Un giorno, in un elegante appartamento a Covent Garden, Neve trova un uomo, il suo amante, morto. E non chiama la polizia. 

Come tutti, Neve commette degli errori.  Alcuni sono impercettibili, fatti senza pensarci troppo. Altri sono enormi. Altri ancora sono deliberati. 

Neve è un essere umano, dopo tutto. Non così perfetto come tutti dicono. Ma gli errori hanno conseguenze. 

E quando uno di questi si rivela davvero grave, la catena degli sbagli si trasforma in una spirale inarrestabile, fuori controllo, che inchioda Neve alle sue bugie. 

E mette in pericolo non solo lei, ma le persone che le sono più care. Suo marito. I suoi amici. Sua figlia Mabel, già così fragile, così provata dalla vita. 

“Io so” dichiarò Mabel. “So tutto”.  “Cosa intendi dire?” “Ogni cosa”. 

Anche se volesse, Neve non può più tornare indietro. 

“Forse, pensò, era un po’ come un palazzo in demolizione, che conserva ancora i propri contorni anche quando è saltata la carica, e li perde soltanto a poco a poco, vacillando per poi ripiegarsi su se stesso con un boato.”

La verità è adesso più pericolosa di una menzogna. Una bugiarda. Un’adultera. Una minaccia. Neve Connolly è tutte queste cose. Ma potrebbe essere anche un’assassina?

Un thriller che ti entra da subito nella testa! Un crescendo continuo di tensione. 

Scritto magistralmente a 4 mani da Nicci Gerrard e Sean French, due giornalisti partner nella scrittura e nella vita. 

Se proprio devo trovare un difetto in questo thriller sono i capitoli veramente molto lunghi, avrei spezzato un po’ di più la narrazione… ma è veramente un piccolissimo neo in quanto, comunque, è un libro che una volta iniziato difficilmente si riesce a posare giù!!

“Neve la madre di famiglia, Neve la moglie, Neve lavoratrice e amica, Neve che tutti credevano sincera e degna di fiducia. Per un attimo si sorprese a immaginare le reazioni degli altri quando il suo fragile segreto fosse venuto alla luce, e tutti avessero scoperto ciò che aveva fatto. Incredulità e gioia maligna: ma dai, Neve Connolly? Chi l’avrebbe mai detto!”

Riuscirà Neve a non far cadere il castello di carte in cui poggia la sua vita e quella dei suoi familiari? Riuscirà a scoprire l’assassino del suo amante? O meglio, l’assassino che probabilmente voleva uccidere proprio lei? 

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “Il volo dell’aquila” di Patrizia Masci in COLLABORAZIONE con autrice

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

Recensione di “Il volo dell’aquila” di Patrizia Masci in COLLABORAZIONE con autrice 

EditoreGruppo Albatros Il Filo
Data di pubblicazione 16 maggio 2019
Copertina flessibile338 pagine

“Non ti chiedo miracoli o visioni, ma la forza di affrontare il quotidiano. Preservami dal timore di poter perdere qualcosa della vita. Non darmi ciò che desidero ma ciò di cui ho bisogno. Insegnami l’arte dei piccoli passi.”

Il romanzo in questione è diviso in quattro parti. Quello che salta subito all’occhio leggendolo è l’amore dell’autrice per ogni forma d’arte, principalmente per la pittura e la fotografia. 

Nella prima parte ci vengono presentati i protagonisti: Paul e Valentina, ma nel libro troveremo molti personaggi che daranno voce a una sorta di romanzo corale. 

Siamo a New York nell’ottobre 2014, Paul, inglese di nascita, vive e lavora come giornalista al consolato britannico. 

Non avrebbe nulla di cui lamentarsi se non fosse per il fatto che da un po’ di tempo la sua allegria, il suo entusiasmo e voglia di vivere, sembrano svaniti del tutto.

“I trentadue anni non sembrano essere scritti sul viso rimasto molto più giovane, dalla pelle chiara, due occhi castani e più su un ciuffo di capelli biondo scuro che si ostina a ricadere sulla fronte, nonostante i vani tentativi di domarlo. Si sente ancora bello, e le donne che incontra glielo dimostrano ogni volta che lo squadrano in volto, con sguardi ammiccanti. Tuttavia, lo specchio impietoso gli restituisce ora uno sguardo triste.”

Siamo a Roma sempre nell’ottobre 2014, Valentina, vive e lavora come traduttrice per una casa editrice. 

Giovane e intraprendente trascina un rapporto amoroso che ormai le va troppo stretto e che risulta palesarsi come un legame stanco.

“Il comportamento del compagno la ferisce e la fa sentire prigioniera di un uomo, di un legame forse troppo stretto. E qui nasce la lotta fra il desiderio di essere amata e quello di sentirsi libera, una lotta che ogni volta la lascia senza fiato e senza soluzione.”

La parte seconda prenderà un ritmo molto incalzante raccontandoci di uno stupro e di una bomba in un supermercato. Questi eventi cambieranno per sempre la vita di tutti i personaggi del romanzo…

Conosceremo parecchi nuovi protagonisti che si intrecceranno con le storie di Paul e Valentina. 

“Le persone capitano per caso nella nostra vita, ma non a caso. Spesso ci riempiono la vita di insegnamenti. A volte ci fanno volare in alto, altre ci schiantano a terra insegnandoci il dolore.”

Sembra che tutti dopo una forte esperienza dolorosa vogliano cambiare vita, ci riusciranno?

Nella terza e nell’ultima parte soprattutto, Il volo dell’aquila si tinge di giallo e di thriller ma non vi voglio spoilerare nulla… voglio lasciare a voi il piacere della lettura che vi porterà tutto d’un fiato fino all’ultima pagina. 

“Ecco, l’aquila ha spiccato il volo. Sente l’ebrezza di una tale esperienza. Un brivido corre su di lui per la forte emozione.”

Perché leggerlo? Perché è una storia di rinascita, d’amore, un romanzo che ci farà capire che c’è sempre la possibilità di cambiare, di migliorarsi e di superare le difficoltà! E perché no, il tutto condito con tinte di giallo. Un’ottima miscela che vi farà vivere una bella avventura. 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “Clean. Tabula rasa” di Glenn Cooper in collaborazione con casa editrice

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

Recensione di “Clean. Tabula rasa” di Glenn Cooper in collaborazione con casa editrice

EditoreNord
Data di pubblicazione 9 luglio 2020
Copertina rigida544 pagine

Volevano salvare la memoria. L’hanno cancellata. Ma forse c’è ancora una speranza…

Uno stile narrativo veramente accattivante e una suspense palpabile dall’inizio alla fine. 

È la prima volta che leggo un romanzo di Gleen Cooper e credo proprio che andrò a recuperarne altri!!

Il traguardo di una vita. Finalmente il dottor Steadman può affermare di aver curato l’incurabile: l’Alzheimer. 

E ora che passerà alla storia, poco importa se, per ottenere quel risultato, ha deciso di correre un rischio enorme… Una catastrofe globale. Nel giro di pochi giorni, miliardi di persone in tutto il mondo perdono la memoria a causa di un virus sconosciuto e altamente infettivo. Senza più nessun ricordo, uomini e donne agiscono solo in base all’istinto di sopravvivenza, spinti dalla fame e dalla paura. Le città sono al collasso, non ci sono più elettricità, acqua corrente, rifornimenti di cibo. I pochi immuni dal contagio si rifugiano in casa e pregano nel miracolo. Eppure c’è chi pensa che il miracolo sia già avvenuto: senza polizia e tribunali, è in vigore un’unica legge, quella del più forte… L’ultima speranza. 

Il dottor Jamie Abbott sa di poter rimediare all’errore di Steadman, fermare l’epidemia e, così, guarire la sua stessa figlia. 

Ma per riuscirci ha bisogno dell’aiuto di Mandy Alexander, una sua amica e collega che vive a Indianapolis. Da Boston, è un viaggio di millequattrocento chilometri attraverso un Paese allo sbando, in cui il pericolo si annida ovunque. 

Jamie può solo sperare che ci sia ancora qualcuno là fuori che si ricordi cosa ci rende umani. Perché quando tutte le certezze crollano e la memoria evapora, è necessario unire le forze e agire, prima che la nostra civiltà diventi una tabula rasa…

“C’era voluto così poco per sprofondare nel caos; c’era voluto così poco perché il tessuto sociale si sfaldasse. Le cose sarebbero mai tornate come prima?”

Il thriller di Cooper è molto scenografico e cinematografico, lo vedrei benissimo nel grande schermo come serie tv. 

Era da molto tempo che non leggevo un thriller d’azione così entusiasmante!

Tabula rasa… si riparte da zero!

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “Lezioni d’amore” di Yuri Sterrore in COLLABORAZIONE con casa editrice

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

Recensione di “Lezioni d’amore” di Yuri Sterrore in COLLABORAZIONE con casa editrice Rizzoli

EditoreRizzoli 
Data di pubblicazione 7 luglio 2020
Copertina flessibile288 pagine

 Si può vincere in amore? 

“Ma io insegnerò a Rebecca che le coincidenze esistono eccome, non sono tutto, ma a volte le cose accadono per una ragione, e se ci capita un’opportunità non dobbiamo far altro che coglierla, e se questa poi ci cambia la vita, perché no? Lasciamoglielo fare. Nessuno dice che sia semplice, ma sicuramente ne vale la pena.”

Un libro finalmente che parla di amore e complicità dal punto di vista maschile, e lo fa con molta ironia e divertimento, ma anche con una dolcezza disarmante. 

Luca, alias Mr. Poke, lavora come rider di Glovo e sogna di diventare una star della radio dando consigli di cuore. 

Per ora si accontenta di un podcast casalingo, registrato nei ritagli di tempo tra una consegna e l’altra, mentre sfreccia per Milano sulla sua bici carica di pizza e sushi. 

“Non so nemmeno io come sono finito a fare questo lavoro, il tutto è iniziato dopo aver finito l’università, ho studiato Scienze della comunicazione perché era l’unica facoltà in cui c’erano corsi sulla storia della radio, o sulla radio in generale. Bene, dopo essermi laureato con il massimo dei voti sono finito nel “labirinto degli stage“, un percorso senza sbocchi lavorativi veri e propri. Così ho passato quasi due anni tra un ufficio stampa e l’altro con la prospettiva di non avere prospettive. Un po’ come la casa degli specchi al Luna Park, dove uno su mille esce in tempo.”

Poi, quasi per caso, arriva l’occasione. 

Uno studio radiofonico vuoto, un microfono acceso e via: i sogni di gloria si trasformano in successo e le domande delle ascoltatrici fioccano. 

“Dal soffitto prendono cuori di carta rossi, è il set di Lezioni d’amore, il programma serale condotto da Gordon, uno YouTuber che dice di saper parlare d’amore alle donne, e nel farlo si infila una parrucca bionda che gli sta pure di merda.”

Perché i ragazzi spariscono subito dopo che ci vai a letto? 

Si può essere “scopamici” senza rimanere scottati? 

È giusto mandare foto osé se ci si conosce appena? 

Mr. Poke ha sempre la risposta pronta, quando si tratta degli altri, ma è proprio mentre la sua carriera decolla che i silenzi e le incomprensioni mandano all’aria la relazione con Noemi, la donna della sua vita, la prima e unica che abbia mai amato. 

“Eppure poi ho smesso di farla ridere, è successo, non ricordo nemmeno quando. Ho smesso di farle fare figure di merda al supermercato, di dirle che le stava bene un vestito, di scattarle una foto mossa dove lei veniva bellissima. “Devo ricominciare a farlo” mi ero ripromesso, quando mi sono reso conto di essere cambiato, ma poi non l’ho fatto. Perché la verità è che era cambiata anche lei.”

E ora come si fa? 

Luca è il numero uno ad aiutare i cuori infranti, ma chi sarà adesso a riparare il suo? 

Una serie di esilaranti “lezioni” il cui insegnamento è molto semplice: non aver paura di parlarsi. E stare lontane dai casi umani.

Ammetto che non conoscevo Gordon, non ho mai visto un suo video su YouTube… quindi per me questo libro è stato una completa sorpresa.. e devo dire piacevolissima. 

Vari POV si susseguono nella narrazione, soprattutto di Luca ma anche di Noemi. 

“Quindi fai bene, ad andare nel mondo, a cercare te stesso, perché se non c’è contatto con se stessi, Luca, l’altro diventa una prigione. Al meglio, un rifugio. Sono sicura che prima o dopo, probabilmente in un momento inaspettato, a una curva della strada, dietro una porta, in un letto sconosciuto, a metà di un libro, nel bar di una stazione, all’improvviso, senza saperlo, guarderai nel punto più profondo del pozzo e capirai cosa vuoi davvero. Ma fino ad allora non possiamo farci niente. Non può esserci nessun noi se prima non c’è un io, Luca.”

Un romanzo veramente carico di emozioni… Da leggere tutto d’un fiato!!!

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “L’ossessione” di Wulf Dorn in COLLABORAZIONE con casa editrice

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

Recensione di “L’ossessione” di Wulf Dorn in COLLABORAZIONE con casa editrice

Editore‎Corbaccio 
Data di pubblicazione ‎3 giugno 2021
Copertina flessibile444 pagine

“Sì, c’erano persone che potevano farti precipitare all’inferno, ma la strada per arrivarci la percorrevi comunque da solo. E, quando lo facevi, non eri poi più così lontano dalla pazzia.”

Quello che amo di Dorn è la capacità di entrare completamente nella mente umana, si sente la sua esperienza come terapeuta in una clinica psichiatrica perché i suoi libri sono veramente dei thriller psicologici che ci sconvolgono completamente. 

Una cosa che amo tantissimo sono i ringraziamenti nei suoi libri perché sono veri e propri approfondimenti del libro stesso e vi si possono leggere tante curiosità e idee di come è nato il romanzo. 

Infatti voglio partire proprio da lì a raccontarvi L’ossessione. 

“Ci sono momenti della vita il cui significato si comprende appieno solo dopo un po’. A me è successo nell’autunno 2006, mentre ero nell’ufficio del mio attuale agente letterario Roman Hocke e parlavamo insieme di una possibile collaborazione. All’epoca mi consigliò di mettere nel cassetto il manoscritto che gli avevo sottoposto (e che è sempre lì e ci rimarrà). Era un thriller surreale e, sebbene piacesse a entrambi, Roman riteneva che non fosse adatto come debutto. La storia era troppo bizzarra, come io stesso dovetti riconoscere.

All’epoca lavoravo come terapeuta in una clinica psichiatrica e un giorno, dopo una visita, mentre percorrevo il corridoio del padiglione femminile, notai una camera vuota. Era un livido pomeriggio di novembre, fuori era già buio e la vista del letto vuoto della stanza deserta mise in moto una serie di pensieri dentro la mia testa. L’autore in me si domandò che cosa sarebbe successo se la paziente di quella camera non fosse stata dimessa, bensì fosse sparita senza lasciare tracce.

Se ci fosse stata una sola persona a conoscenza della sua esistenza. Non una persona qualunque, bensì la sua psichiatra, che alla fine, a furia di cercarla, avrebbe cominciato a dubitare della sua stessa salute mentale. Ed eccola, finalmente, l’idea del mio romanzo d’esordio, La psichiatra.

Venne alla luce nel 2009 e né la casa editrice o la mia agenzia né tantomeno io avremmo mai immaginato quale successo avrebbe riscosso la storia di Ellen Roth, Mark Behrendt e Lara Baumann. Nel giro di una settimana il romanzo era in vetta alle classifiche e dopo altri sette giorni era già in ristampa.

Negli ultimi anni mi è stato chiesto spesso che fine avessero fatto Lara ed Ellen. Dopo tutto la conclusione del romanzo era aperta e offriva spazio a numerose speculazioni. Anch’io ero tormentato da questo interrogativo ma osavo affrontare un seguito. Mi mancava l’idea adeguata. Una mattina mi capitò di leggere in rete un articolo su un marito tradito che aveva ucciso la moglie e i due figli del rivale.

Come vendetta aveva risparmiato la vita all’amante per tormentarlo con il dolore della perdita. La notizia mi lasciò scioccato e stupito. Quanto sangue freddo doveva essere necessario per compiere un gesto del genere, quanto si doveva essere feriti e ossessionati?

All’improvviso mi resi conto che il legame tra Ellen Roth, Lara Baumann e Mark Behrendt era ben più forte di quanto avessi pensato inizialmente. Tra di loro era rimasto ancora qualcosa in sospeso e aveva a che fare con la colpa. A partire da quel momento fui preso dalla smania di approfondire la questione. Quando finalmente giunsi alla soluzione, avevo davanti non soltanto il seguito di La psichiatra, bensì anche di Phobia. 

Se avevo qualche remora a scrivere il romanzo? Eccome! Ero terrorizzato. Certi giorni giravo intorno alla tastiera per ore, indeciso e circospetto, con un diavoletto sulla spalla che mi sussurrava incessantemente che dovevo scrivere un romanzo speciale. Dopo tutto lo dovevo al mio fedele pubblico. Per questo è stato anche il manoscritto al quale ho lavorato più a lungo finora.”

Non importa dove sei o cosa stai facendo, se stai leggendo un libro di Wulf Dorn tutto ciò che ti circonda si annulla. 

A dieci anni dall’uscita del primo libro di successo internazionale, Dorn riparte da loro, da Mark ed Ellen, e lo fa rispettando uno stile mai cambiato negli anni. 

Un libro, come tutti del resto, ricco di eventi e colpi scena, lo stile è così scorrevole da non notare il distacco tra una storia e un’altra.

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

L’autore 

Tedesco, nato nel 1969, che per tanti anni ha lavorato come logopedista in una clinica psichiatrica traendone ispirazione per la sua attività di scrittore. Dopo La psichiatra, che grazie al passaparola è diventato un successo internazionale, Dorn ha scritto altri romanzi, tradotti in più lingue e sempre pubblicati in Italia da Corbaccio: Il superstite, Follia profonda, Il mio cuore cattivo, Phobia, Incubo, Gli eredi e Presenza oscura. E a dieci anni dall’uscita della Psichiatra, per la gioia dei suoi lettori Wulf Dorn ha finalmente deciso di riprendere i due protagonisti del libro, Mark Behrendt e Ellen Roth nel suo nuovo straordinario romanzo: L’ossessione.