Recensione de Phobia di Wulf Dorn

Buongiorno cari amici lettori, per la tappa di febbraio del GᖇᑌᑭᑭO ᗪI ᒪETTᑌᖇᗩ #BookloversBookClub abbiamo letto:

Phobia di Wulf Dorn

EditoreTEA 
Data di pubblicazione16 gennaio 2020
Lunghezza del libro324 pagine 

☕☕☕ VI PIACE DORN?? QUALI DEI SUOI LIBRI AVETE LETTO??!! ☕☕☕

“E io vi mostrerò qualcosa di diverso dall’ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi, o dall’ombra vostra che la sera incontro a voi si leva; in una manciata di polvere vi mostrerò la paura.”

La paura può assumere anche dimensioni patologiche. Se le lasciamo troppo spazio nelle nostre vite, prenderà il sopravvento. Ci renderà insicuri e inibiti, limitando il nostro agire razionale. E quando inizierà a impadronirsi delle nostre vite, le conseguenze saranno fatali, per noi stessi e per la società in cui viviamo. La paura, infatti, è un terreno molto fertile per la diffidenza, l’odio e la discriminazione, e dà il potere a tutti coloro che la strumentalizzano per raggiungere i propri scopi. Perciò sta a noi  interrogarci sulle nostre paure e affrontarle. La paura, infatti ha una casa, come dice George Otis in questo romanzo. Si insidia nelle nostre teste, ed è soltanto lì che possiamo incontrarla.

Una sola parola: terrificante!!!

Questo thriller parte dalle prime pagine con una scarica di adrenalina pura, instilla nel lettore una paura primordiale, quella di una madre che si trova in pericolo, in casa sua, e cerca disperatamente di difendere se stessa e il suo bambino. 

Ma partiamo dalla trama: 

Londra, una fredda notte di dicembre nell’elegante quartiere di Forest Hill. Sarah sta dormendo quando sente rientrare il marito, che sarebbe dovuto restare via per lavoro ancora qualche giorno. Ma l’uomo che trova in cucina intento a prepararsi un panino non è Stephen. Eppure indossa gli abiti di Stephen, ha la sua valigia, ed è arrivato fin lì con l’auto di Stephen, parcheggiata come al solito davanti alla casa. Sostiene di essere Stephen, e conosce particolari della loro vita che solo lui può conoscere. Elemento ancora più agghiacciante, l’uomo ha il volto deturpato da orribili cicatrici. Per Sarah e per Harvey, il figlio di sei anni, incomincia un incubo atroce, anche perché lo sconosciuto scompare così come era apparso e nessuno crede alla sua esistenza. Anche la polizia è convinta che Sarah sia vittima di un forte esaurimento nervoso e che non voglia accettare che il marito sia andato via di casa volontariamente e che presto tornerà. Sola e disperata, Sarah si rivolge all’unica persona che, forse, può aiutarla, il suo amico d’infanzia Mark Behrendt, psichiatra che conosce gli abissi dell’animo umano. Insieme Mark e Sarah iniziano a indagare, mentre il misterioso sconosciuto è sempre un passo avanti a loro e sembra divertirsi a tormentarli, a lasciare piccoli segnali e scomparire. Chi è l’uomo sfigurato? Che cosa vuole da Sarah?

Mark uno psichiatra con un passato dolorosissimo ancora troppo recente alle sue spalle, la perdita della compagna travolta da un automobilista sconosciuto. 

Si ritroverà anche lui a Londra, per assistere al funerale di un amico psichiatra professore all’università, oppure più probabilmente per sfuggire dalla paura, la paura del suo passato. 

I libri di Dorn sono veramente inquietanti, non solo per la trama che è a dir poco terrorizzante, ma anche e soprattutto, perché Dorn sceglie i suoi personaggi con una caratteristica mentale, solitamente nei suoi romanzi i protagonisti hanno quasi tutti disturbi mentali, traumi, paure e psicosi. 4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Reset. L’alba dopo il lungo freddo” di Claudio Secci

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

Recensione de “Reset. L’alba dopo il lungo freddo” di Claudio Secci

Tappa di febbraio della challenge #vediamosemiattizzi – In collaborazione con casa editrice

EditoreWatson
Data di pubblicazione25 giugno 2018
Copertina flessibile 242 pagine

Sarà stato frutto di uno strano caso, ma ciò che avrebbe potuto estinguerci ci ha permesso di rinascere.

“Josh, ti racconterò una lunga storia. 

Sarà come se la stessimo vivendo adesso, insieme. È la mia storia, ma in qualche modo quella di tutti. Con questo racconto rivivrò avvenimenti concitati e drammatici, ma è giusto che qualcuno sappia, perché un giorno si possa raccontare.”

Un romanzo che ha mantenuto le promesse, una copertina favolosa che racchiude un distopico molto avventuroso, da non staccarsi dalle pagine. 

Secci, con un linguaggio molto crudo ma anche molto descrittivo, ci fa calare completamente nella storia. Raccontato tutto da Tim in prima persona, ci immedesimiamo completamente nel personaggio, percependo visivamente, tattilmente la trama. 

“Prendete un plastico di mezzo metro circa, raffigurante un tranquillo borgo del Nord ovest degli States. Con un martello, infliggete delle violenze percosse qua e là, in maniera totalmente casuale, senza un preciso criterio. Bene, ora cospargete di cenere uniformemente. A piacere, a seconda dei gusti, aggiungete un po’ di benzina e schizzatane qualche goccia alla rinfusa, ricordando poi di gettarvi un fiammifero acceso prima di ricoprire con cautela. Fatto? Prendete infine un’enorme boule di vetro di 40 cm di diametro e capovolgendola coprite il plastico così ridotto. Scuotete energicamente, riponete sul pavimento e osservate: questa è Old Town adesso, come la sto osservando io dal centro strada. E se la boule di vetro fosse aerografata di grigio scuro dall’esterno, non ci sarebbe paragone più azzeccato.”

Tutti devono imparare gradualmente ad accettarsi e ad accettare le diversità, che spesso diventano elementi vantaggiosi per poter ricostruire qualcosa insieme e per poter avviare una nuova convivenza che aiuti il singolo e il gruppo.

Prevarrà la paura della morte o la voglia di combattere e sopravvivere?!

Perché leggerlo? Perché in un’era tecnologica e iperconnessa come la nostra, Timothy ci ricorda che non bisogna mai smettere di credere in noi stessi e nelle nostre capacità di adattamento in ambienti anche ostili e nel rapporto con altre persone, anche molto diverse da noi.

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

#ReadChristie2021 Recensione de Parker Pyne indaga Christie Agatha

#ReadChristie2021

Febbraio: una storia in cui si parla d’amore

Per la tappa di febbraio della #challenge organizzata da @officialagathachristie ho scelto:

Parker Pyne indaga di Christie Agatha

Lunghezza del libro 207 pagine
Editore Arnoldo Mondadori Editore
Data di pubblicazione 1 gennaio 1989

CHE ROMANZO AVETE SCELTO DELLA CHRISTIE PER LA TAPPA DI FEBBRAIO?!? 

Posso dire che ho adorato questa raccolta di racconti? Posso dire che mai come adesso avrei bisogno veramente di incontrare Parker Pyne???!!!!

Siete felici? Se la risposta è no, consultate Mr.  Parker Pyne, Richmond Street, 17.

Ma chi è Parker Pyne??

L’inserzione non accenna al fatto che Parker Pyne sia un detective; l’uso del verbo “consultare” ci fa supporre che costui sia un libero professionista, ma non specifica a quale categoria appartenga. 

Ma chi è dunque questo Parker Pyne: un medico, uno psicologo oppure uno stregone? Non tarderemo a scoprire che è un misto di questi tre elementi, detentore di una panacea universale con cui alleviare le pene dei molti “cuori solitari“ o “infranti“ che si rivolgono a lui, fiduciosi di poter presto uscire dal loro inferno personale.

L’imponente presenza fisica rassicura i clienti: obeso, calvo, miope, con gli occhi cerchiati da grosse lenti, somiglia ad un vecchio gufo spelacchiato che però riesce a vedere nelle tenebre e ascoltare fino in fondo all’anima di chi lo consulta. Grazie alla vasta esperienza accumulata nella vita, è sufficiente uno sguardo per classificare i clienti: un dettaglio che per altri potrebbe essere privo di interessi, costituirà per lui, invece, un dato rivelatore. Giudica e sentenzia e raramente si sbaglia ma anche in questi casi accetta la sconfitta di buon grado perché gli servirà da lezione futuro: un altro passo “falso” non lo coglierà più in contropiede. 

Cos’altro si può dire di lui? Nei racconti appare sempre sorridente e cortese; la sua voce è gioviale e persuasiva ma, come quella di tanti altri demagoghi, sa assumere, al momento giusto, un tono decisivo ed autorevole.

È un attore nato ma dalla vocazione abortita; il suo modo di fare non ha niente di spontaneo, tutto è stato calcolato in anticipo per mettere i clienti (e se stesso) a proprio agio: è una specie di benevolo padre confessore senza la lunga barba bianca cui gli estranei si possono rivolgere con la massima confidenza, sicuri che lui non tradirà i “segreti d’ufficio” e che non se ne servirà in futuro per ricavarne un succoso bestseller. 

Il suo identikit non riserva alcuna sorpresa ai più incalliti lettori di Agatha Christie; l’unico fatto che lo differenzia dai suoi colleghi più famosi è il possedere un’agenzia privata molto efficiente e condotta da personale qualificato, e che gli permette di rimanersene rintanato in ufficio ad aspettare i nuovi casi da risolvere Parker Pyne non è avido anzi, generoso e disinteressato: se è compromesso l’esito finale del caso o se quest’ultimo richiede interventi costosi che vanno oltre le disponibilità economiche del cliente, giunge persino a rimetterci di tasca propria.

Parker Pyne non si considera un detective, bensì un dottore; l’autrice stessa, nel racconto Una perla di valore, confessa che è difficile etichettarlo con esattezza. La sua agenzia, infatti, non è la tipica agenzia investigatrice cui ci ha abituato in tutta una serie di romanzi gialli, ma somiglia piuttosto ad una clinica, dove le schede e i dossier prendono il posto dei bollettini e dei resoconti medici. Il compito di Parker Pyne è quello di curare l’animo dei suoi clienti o, come li chiama lui, pazienti; interferendo nelle loro esistenze ed alterando le strutture simboliche del loro inconscio, egli altera anche il modo in cui essi percepiscono la realtà. L’importante è che il cliente, o l’oggetto del desiderio di quest’ultimo, non si accorga mai di essere stato coinvolto in un gigantesco bluff, in una sceneggiatura il cui copione è stato previsto sin dalla prima battuta.

Concludendo la felicità, secondo l’ottica di Agatha Christie, non è rosa ma è decisamente tinta di giallo.

SOFFIA NEL VENTO di ANGELA BIANCHI

RECENSIONE

Recensione de “SOFFIA NEL VENTO di ANGELA BIANCHI in collaborazione con autrice

Quanti anni può resistere una montagna prima di essere erosa dal mare? E quanti anni possono resistere gli uomini prima che sia consentito loro di essere liberi? E per quante volte un uomo può distogliere lo sguardo e fingere di non vedere? La risposta, amico mio, soffia nel vento.

Dopo il suo romanzo d’esordio Scelgo me, Angela Bianchi ci stupisce con un altro libro veramente denso di emozioni e sentimenti. 

Ahimè, come tantissimi lettori si aspettavano, questo non è un sequel del primo romanzo, ma è un’altra storia d’amore, comunque bellissima. 

Qui si parla d’amore a tutto tondo, non solo l’amore che ci può essere tra un uomo e una donna ma dell’amore più grande, quello dei genitori verso i propri figli. 

I protagonisti, Casey e Connor all’inizio del romanzo sono due ragazzi che si giurano amore eterno, in fuga dai propri genitori che hanno abusato di loro e non li hanno mai amati. La storia è raccontata proprio dai due protagonisti che si alternano, capitolo dopo capitolo, la narrazione in prima persona.

Protagonista indiscussa del romanzo è la musica, Connor infatti è un cantante molto famoso di una rock band, anche Casey canta con una bellissima voce. 

Dice l’autrice: la trama prende vita solo dopo il concerto dei The Killers a Milano. Ero lì che guardavo Brandon Flowers esibirsi quando l’idea è arrivata.

La Bianchi mette sul piatto anche in questo romanzo l’estrema resilienza dei protagonisti, si sofferma soprattutto su ragazze e donne che nella vita hanno dovuto subire il peggio del peggio, per poi diventare quello che sono, donne con una forza e un amore straordinario. 

Unico neo che ho trovato in questo secondo libro della Bianchi, è una scelta di impaginazione che all’inizio lascia un po’ interdetti… I font sono veramente molto piccoli…, debbo dire che la lettura dopo diverse pagine risulta faticosa e stancante. 

Ma preparatevi cari amici lettori… il finale è a dir poco scioccante, molto ma molto più del primo romanzo che già ci aveva lasciato senza parole…

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Nove minuti” di Beth Flynn in collaborazione con casa editrice Quixote

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

Recensione de “Nove minuti” di Beth Flynn in collaborazione con casa editrice

EditoreQuixote Edizioni
Data di pubblicazione 30 agosto 2019
Lunghezza del libro350 pagine 

Un prologo che anticipa il finale del primo volume di questa trilogia thriller psicologica, ma che non ci prepara assolutamente all’asprezza di questo romanzo. 

Una totale immersione nella Florida degli anni ‘70. 

Ma andiamo con ordine…

“Era il 15 maggio 1975. Un tipico giovedì. Un giorno come tanti, senza avvenimenti straordinari o minimamente eccezionali. Quello fu, però, il giorno in cui la mia vita cambiò per sempre.”

Fort Lauderdale, 1975 la quindicenne Ginny Lemon viene rapita di fronte a un minimarket da un uomo che fa parte di una delle più pericolose gang di motociclisti della Florida del Sud. 

Perchè? Perchè lei è un dono assoluto per il capo dei Satan’s Army, Grizz.

Ginny perde così ogni collegamento con il passato: una madre e un patrigno, sebbene la sua esistenza sarebbe stata migliore senza di loro, gli amici, la scuola, la sua vita precente e soprattutto la libertà. 

Ginny diventerà Kit, nuovo nome, nuova famiglia, i fili della sua esistenza come una marionetta saranno tirati da Grizz, un uomo imponente, con occhi verdi che trasudano l’orrore che è capace di infondere al prossimo. È un malavitoso, un delinquente, un assassino spietato, e un uomo innamorato, ossessionato da lei che la tratterà con reverenza, rispetto, mai violerà il suo corpo o il suo animo, anzi, si prostrerà a lei e la circonderà di attenzioni come fosse una principessa, esaudirà ogni suo desiderio, tutto per renderla felice, tranne la libertà. Mai e poi mai potrebbe lasciare andare la sua donna.

Inizialmente Gin, spaventata da tutto ciò che accade intorno a lei tenta di capire come scappare da quell’incubo, nel quale in fondo si era messa da sola, vuoi per la troppa ingenuità dovuta ai suoi quindici anni, vuoi perchè tutto sommato era sola al mondo da sempre, nessuno si era mai preso cura di lei, nessuno l’aveva mai davvero amata. Ma la sua nuova famiglia l’amava. Grizz non le ha mai nascosto di volerla per sè ma le ha lasciato il tempo e lo spazio per amarlo a sua volta. 

Sindrome di Stoccolma? Probabilmente sì, ma l’autrice descrive in termini romantici e pieni d’amore l’avvicinamento dei due protagonisti ed io per prima ho vissuto il loro amore, dimenticandomi a un certo punto che, in fondo, quella povera ragazza era stata rapita. Era tutto “normale”, naturale, un vero amore. 

I membri della gang la proteggevano sempre e le stavano accanto: Grunt mai l’avrebbe lasciata sola, Moe aveva salvaguardato la sua precedente esistenza e aveva pagato le conseguenze di un suo sbaglio, Damian e Lucifer, i due Rottweiler, l’avrebbero fermata e protetta fino alla fine dei loro giorni. 

Una storia d’amore circondata da una violenza inaudita, descrizioni che definirei oltre i confini del dark, violente che trasudano sangue e torture inaudite, vendette, personalità psicologiche descritte in modo sublime enfatizzandone i lati oscuri.

Scene erotiche crude senza ridondanti dettagli espliciti. Lettura appassionante, narrata direttamente in prima persona dalla protagonista, l’autrice Beth Flynn, è riuscita a creare la giusta dose di romanticismo, violenza e suspese capaci di tenere il lettore in tensione rivelando solo alla fine sconcertanti verità!

Perché leggerlo??? Perché è un thriller diverso… crudo, cruento, a tratti raccapricciante, psicologicamente complesso e toccante, il cuore rischia di perdere un battito per un amore incondizionato, deviato, dove non esistono confini sociali, morali, culturali o religiosi. E siamo solo al primo libro della trilogia!!! 

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “La dama in grigio (Ghost Ladies Vol. 1)” di Antonia-Romagnoli in collaborazione eBook con autrice

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione de “La dama in grigio (Ghost Ladies Vol. 1)” di Antonia Romagnoli in collaborazione eBook con autrice

Data di pubblicazione12 marzo 2016
Lunghezza del libro 256 pagine 

Cari amici lettori, 

eccomi qui a parlare di un nuovo romanzo appena finito di leggere. 

Siamo nel lontano 1807 dove per viaggiare si usavano ancora carrozze e cavalli, dove le dame si muovevano in un frusciare di abiti lunghi…!! C’erano pure tanti padri che più che padri, erano padroni del futuro delle figlie femmine, che vedevano come un oggetto da accasare al più presto possibile, e possibilmente al miglior offerente che magari potesse pure raddrizzare le sorti economiche della famiglia! 

Detto ciò abbiamo una ragazza Joanne, che di ubbidire al padre e sposare un uomo molto più anziano di lei, per niente affascinante, anzi che per lei risulta essere disgustoso, non ne vuole proprio sapere! Il padre per punirla del rifiuto decide di mandare la ragazza in Cornovaglia, da una zia che abita una casa in campagna, dove lui ritiene la ragazza mediti sul suo rifiuto, e pur di tornare alla casa paterna, decida di accettare le nozze.

In Cornovaglia succederanno tante cose, anche inaspettate, tra le quali troveremo addirittura un pizzico di (giallo fantasy) che movimenteranno la storia! 

La povera Joanne avrà una possibilità diversa che non accettare l’imposizione del padre? Questo lo scopriremo leggendo il libro.

La scrittura di Antonia romagnoli è fluida e coinvolgente, ci porterà in un mondo antico, con i ritmi più lenti e più legati alla forma di quelli odierni, ma con un loro fascino! 

Perché dovremmo leggere questo romanzo? Perché ci riporterà indietro nel tempo in una bella anche se sofferta storia d’amore, infatti se l’amore c’è troverà Il modo di esplodere in qualsiasi luogo ed in qualsiasi tempo. 

4,25/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “M x E: Musica per Eva” di Arianna Ciancaleoni in collaborazione con autrice

☕☕☕ RECENSIONE ☕☕☕

Recensione de “M x E: Musica per Eva” di Arianna Ciancaleoni in collaborazione con autrice

Data di pubblicazione18 gennaio 2017
Copertina flessibile 305 pagine

Eva, una vita all’ombra del suo fidanzato, Matteo, un imprenditore ricco e snob, con una famiglia potente. 

Eva, che lavora in uno dei tanti alberghi di proprietà dei genitori di Matteo, e si adegua a sopportare una noiosa routine e perdonare le mancate attenzioni del suo compagno. 

Ma senza preavviso la notte di capodanno tutto il suo mondo le cade addosso. Matteo senza tanti preamboli le dice che ha una storia con un’altra. Nel giro di poche ore si troverà messa alla porta sia di casa, sia del lavoro, e si rifugerà a casa di una vecchia amica. 

All’inizio Eva è intontita, non si rende bene conto di quello che le è successo, ed è convinta che in breve tempo il suo fidanzato ritornerà da lei con la coda tra le gambe. 

Passeranno però i mesi, Eva si renderà conto che Matteo non tornerà più e sarà costretta a guardarsi indietro, ripercorrendo i fantasmi del suo passato…

Nella seconda parte del romanzo d’improvviso veniamo catapultati nel 1996, i POV sono di Matteo e Eva. Ripercorriamo gli anni scolastici delle superiori, un po’ di tutta la comitiva di amici. 

Riuscirà Eva a far pace con il passato e a riprendere in mano la sua vita?? 

“Sai, è come essere Cenerentola tutta la vita e poi incontrare il Principe Azzurro, sul cavallo bianco e tutto il resto. Hai tutto il mondo che ti invidia o che è felice per te. E poi, ti rendi conto che non è te che il Principe vuole…“

Ogni inizio capitolo è scandito da un testo di una canzone e questa scelta mi è piaciuta molto. Con una scrittura semplice e fluida la Ciancaleoni ci conduce in una storia romantica, sofferta, attuale. 

“Devi farle capire chi sei. Falle conoscere i tuoi lati peggiori, falle accettare il tuo carattere, mostrale come reagisci davanti alla vita e ai suoi mostri. Se andrà oltre a questo, allora imparerà a capire la persona che ha davanti, e potrà decidere. Se è destino, busserà alla tua porta. E tu dovrai accoglierla come si deve.”

Perché leggerlo?? Perché è una storia che comunque fa riflettere su determinate situazioni in cui a volte ci troviamo invischiati e non ci permettono di aprire gli occhi e guardare gli altri, presi dalla nostra forma di sofferenza egoistica. 

4,25/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione de “Cavie” di Liliana Marchesi in COLLABORAZIONE eBook con casa editrice La Corte Editore

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Cavie” di Liliana Marchesi  in COLLABORAZIONE eBook con casa editrice e autrice

EditoreLa Corte Editore
Data di pubblicazione 29 agosto 2019
Copertina flessibile205 pagine

Buongiorno cari amici lettori, 

avete presente quei libri che si divorano in poche ore e vi trascinano in un’avventura pazzesca..??? Cavie è sicuramente uno di questi. 

La Marchesi mescola sapientemente elementi di fantascienza, distopia e thriller, coinvolgendovi dalle prime pagine del suo romanzo. 

Il tutto inizia raccontato da Cora, una dei protagonisti, con un POV in prima persona. 

Ma veniamo alla trama: 

Cora si risveglia all’interno di una teca di cristallo. Non sa dove si trova, come sia finita lì dentro, e soprattutto non ne capisce il perché. Ma non è sola. Con lei ad affrontare lo stesso incubo c’è Kurtis, un ex soldato che sembra essersi risvegliato poco prima e che, come lei, sembra non ricordare nulla. Hanno tutti e due degli strani tatuaggi sul braccio e ben presto capiranno di essere finiti in un labirinto di prove al limite della sopravvivenza, e che avranno bisogno l’uno dell’altra per superarle. 

E mentre poco alla volta i ricordi iniziano a riaffiorare, e scomode verità a emergere, dovranno dare fondo a tutte le loro abilità e a ogni goccia del loro coraggio per poter sopravvivere al folle esperimento in cui sono stati catapultati. E scoprire quali segreti si celino dietro quello che viene chiamato “Progetto Pentagono”.

All’incirca a metà libro prenderà la parola pure Kurtis, l’altro protagonista intervallando i POV tra quelli di Cora. 

Nel romanzo ci sono paragrafi anche del passato di Cora, ma solo sprazzi di memoria confusa. 

Cosa possono avere in comune un ex soldato, con un passato da piantagrane, e una ragazza con una malattia sconosciuta? Ma soprattutto, che fine hanno fatto i sintomi della malattia di Cora? 

Riusciranno Kurtis e Cora a capire dove sono e il perché? Riusciranno a salvarsi da quello che sembra un terribile esperimento???

Questo libro è auto conclusivo ma ovviamente ci lascia moltissime domande aperte che verranno, spero, rivelate nel secondo: CAVIE 2 – Identità. 

4,25/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

INTERVISTA a Erica Leonangeli di Tantilibriecaffe

Questa settimana intervista all’autrice Erica Leonangeli

✔️ Buongiorno Erica, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Salve, sono Erica e scrivo cose. In questo preciso momento? Disoccupata ma, in questa maniera, ho avuto maggior tempo da dedicare alle mie passioni: fotografia, gite in montagna e scrittura. Per un verso o per l’altro, sono tutte correlate; ognuna attinge dall’altra. (QUANTO DEVO DILUNGARMI?? intanto rispondo così, poi mi dirai se va bene)

✔️ Parliamo del tuo libro d’esordio “STORIE DELLA BUONA NOTTE che non piaceranno proprio a tutti”. Come mai hai scelto una raccolta di racconti? 

Non volevo cimentarmi in un romanzo vero e proprio, credo perché non fossi pronta a quel tipo d’impegno. L’idea di creare dei racconti brevi mi è sembrata più intrigante, forse perché avevo tante idee in testa che non potevano collimare in una cosa sola. Anche se è una lama a doppio taglio, perché si ha poche pagine per trasmettere quello che si vuole.

✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori? 

Ho sempre scritto a singhiozzo, devo essere sincera; non ero costante. Ma questa volta ce l’ho fatta! Spero che i lettori si divertano leggendo i miei racconti, che rimangano spiazzati e, allo stesso tempo, che rivedano qualcosa di loro stessi.

✔️ Ti sei ispirata a qualcuno che conosci per creare i personaggi dei tuoi racconti? C’è qualcosa di reale nelle tue storie o è tutto frutto di fantasia? 

Mi sono ispirata a me stessa. Sono tutti avvenimenti che sono realmente accaduti o sensazioni che io ho provato/attraversato. Ci ho aggiunto una cucchiaiata di Black humor, una spruzzata di fantascienza e una bella impanata di auto-ironia e la cena era fatta (e io in cucina sono una pippa totale!)

✔️ Infine dicci perché dovremmo acquistare e leggere il tuo libro…?

Beh, perché devo comprarmi le caramelle gommose! E pagare gli esami per tenere a bada il colesterolo a questo punto 😂

Recensione de “L’uomo col chihuahua” di Giuseppe Benassi in collaborazione con autore

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Recensione de “L’uomo col chihuahua” di Giuseppe Benassi in collaborazione con autore

EditorePendragon 
Data di pubblicazione 1 ottobre 2020
Copertina flessibile192 pagine

La vita dell’avvocato Leopoldo Borrani procede più o meno nella routine, fino a quando un giorno, entra nel suo studio un uomo ostentatamente effeminato e accompagnato da un chihuahua mostruoso… tutto orecchie da pipistrello e grandi occhi neri. 

L’uomo gli sorrise. Aveva la bocca storta, e una chiostra di denti piccoli e bianchissimi, da pesce. Lo sguardo, poco intelligente. L’occhio destro era coperto da una frangetta bionda, ben tagliata. Quello sinistro era azzurro, con la palpebra leggermente cascante. Il sorriso era ambiguo, mellifluo, effeminato. Il volto, un po’ sgualcito. Ma il corpo, da vero atleta. Nel sorridere, l’occhio visibile si era stretto in quello che pareva un occhiolino. Il cane invece, che doveva essere un chihuahua, aveva grossi occhi rotondi e neri, orecchie grandi e puntute che parevano ali di pipistrello, e le labbra piegate all’insù, in un sorriso.

Quest’uomo vuole sporgere una denuncia dicendo di essersi recato il giorno prima dai carabinieri e di non essere stato preso in considerazione. Gabriele Fossa, questo il nome del bizzarro e particolare soggetto, vuole denunciare una serie di strane effrazioni avvenute nella sua villa, in riva al mare, sulla costiera livornese. 

Questa faccenda, quasi dimenticata e archiviata dal Borrani, a causa di altri incarichi lavorativi più urgenti, ritorna prepotentemente alla mente dell’avvocato quando alcuni giorni dopo, lo strano individuo viene ritrovato assassinato in un lago di sangue, nella sua villa al mare. 

Spinto dal senso di colpa per non aver depositato in tempo la denuncia in Procura, ma anche molto dalla curiosità, l’avvocato inizierà un’indagine personale non di sua competenza e di certo in un ambiente molto, molto diverso da quello abituale, finendo spesso in situazioni improbabili al limite del grottesco. 

In quel caso ormai c’era dentro fino al collo, quel misterioso professore l’aveva colpito, incuriosito, e la sua coscienza sporca – non aver fatto subito quel che avrebbe dovuto – gli imponeva di darsi da fare, di indagare per conto suo, di cercare di scovare l’assassino di quel poveretto. Era morto! Ammazzato! E lui, Borrani, era una delle ultime persone con cui aveva parlato! E ora, quel morto reclamava che gli si facesse giustizia!

La scrittura di Benassi è molto buona, un mix perfetto tra il serio e il faceto, un intreccio tra giallo e commedia, condito da dialoghi divertenti e ironici, tipici dei toscani. 

Perché leggerlo??? Perché è un libro che vi terrà incollati alle pagine, ricco di situazioni equivoche e divertenti, ma nello stesso tempo un buon giallo sviluppato nel modo migliore. 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️