RECENSIONE de “Chocolat Blanc” di Francesca V. Capone in COLLABORAZIONE con autrice

RECENSIONE de “Chocolat Blanc” in COLLABORAZIONE con autrice 
Chocolat Blanc di Francesca V. Capone
Data di pubblicazione
30 ott 2019
Lunghezza del libro
336 pagine 
Recensione 
“Odio i tacchi. Sono alta, troppo alta, e sui tacchi e mi sento sempre una valkiria pronta ad assalire il nemico. Ma non li avevo mai evitati. Il motivo? Amo che la versione di me vista da fuori sia di una donna… Come dirlo? Cazzuta, pronto a conquistare il mondo. Questa mi sembra la definizione calzante.“
Vi dico solo che ho letto questo romanzo di ben 336 pagine in un giorno soltanto! L’ho adorato… E detto da me, che non amo particolarmente il romance e il Chicklit, è tutto dire.
Perché questo romanzo è speciale! La penna della Capone è irriverente, ironica, fresca e frizzante. La trama è originale, mai banale, ma ancor di più lo è lo stile narrativo, con capitoli brevi e pieni di verve. L’Io narrante è in prima persona, e si alterna il POV tra i due protagonisti principali: Miss Clio e Chef Romeo.
Della trama non vi voglio svelare nulla perché è letteralmente un libro da scoprire e divorare. Mi sono confrontata spesso con l’autrice durante la lettura e ho scoperto delle chicche:
  1. La copertina è stata disegnata dalla stessa autrice e sistemata con Photoshop. 
  2. È la prima volta che la scrittrice si cimenta in una commedia romantica pura con doppio POV, lei stessa ammette di essersi divertita un mondo a scriverlo.
  3. La Capone ha cercato di mantenere una struttura molto cinematografica (il marito è sceneggiatore e lei ha “attinto“ dalle sue conoscenze.
Insomma cari amici lettori, mi sento veramente di consigliarlo a tutti, questo romanzo vi farà divertire dalla prima all’ultima pagina! 
Ottimo il lavoro di editing svolto, essendo un autopubblicato, non ho trovato nessun refuso, e questo è lodabile. 
Quindi attendiamo che la scrittrice ci delizi presto con un altro romanzo, sulla scia di questo…
4,75/5 🌟🌟🌟🌟🌟
“A te lettore. Se hai un sogno rincorrilo fino a perdere il fiato.”

INTERVISTA a Gloria Luzi di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Gloria Luzi di Tantilibriecaffe 


✔️ Prima di tutto parlaci un po’ di te: il tuo lavoro, le tue passioni, i tuoi interessi?
Sono Gloria ho 43 anni, mamma di Bianca ed Anita, moglie di Roberto.
Architetto, ho sempre seguito il gusto del bello, anche se come diceva il mio professore di storia dell’arte…”il bello è soggettivo”
Vivo una vita straordinariamente uguale a tutte le altre.
Ho avuto un periodo della mia vita in cui ho dovuto lottare per realizzare un grande sogno che sembrava irrealizzabile, ma credendoci, con un pizzico di fortuna ed usando l’ironia (il mio ingrediente segreto e magico che mi ha sempre salvata) sono riuscita a realizzarlo.
Il mio motto è un proverbio Giapponese: “Non mollare mai. Cadi sette volte, rialzati otto.”
Amo cucinare, giocare con le mie bimbe, sono sempre pronta ad ascoltare tutti. Mio marito dice che sono più Psicologa che Architetto 
Adoro i programmi di cucina e le mie serie tv preferite sono FRIENDS e SEX AND THE CITY. 

✔️ Parliamo del tuo libro-diario “Ne basta uno”… cosa ti ha spinto a scriverlo e a mettere nero su bianco la tua storia? Pensi che il tuo libro abbia aiutato tante coppie che vivono o hanno vissuto il tuo iter travagliato?!
Questo diario è nato con lo scopo di aiutarmi ad affrontare il periodo più importante della mia vita. La ricerca di un figlio, l’accettazione di dover provare altre “strade” e la consapevolezza che niente sarebbe stato più come prima. Mi era stato regalato poco prima un quadernino dell’UNICEF dove sulla copertina erano rappresentati tutti i bambini del mondo e non poteva che essere un segno ben preciso. Quel quaderno doveva essere il mio diario.
Mio marito ed io, ma diciamocelo sinceramente più io, abbiamo iniziato l’iter della fecondazione assistita ed ogni volta c’era sempre qualcosa che ostacolava ed allontanava il nostro sogno. Io mi trovavo a scrivere e scrivere. A volte con ironia, a volte no. Il diario fu interrotto al mio rientro in Italia dove poi da lì iniziò la mia gravidanza fortunatamente.
Quel Diario fu lasciato lì in fondo al cassetto, con lo scopo un giorno di riscriverlo e pubblicarlo.
E poi arrivò la mezzanotte del 05 dicembre del 2016, appena neoquarantenne arrivò mio marito con un pacchetto. Lo scartai e vidi questa bellissima copertina. Ebbene si, mio marito tutte le sere quando io mettevo a letto le bimbe e poi mi addormetavo con loro, si mise davanti al pc a trascrivere le mie pagine trasformandole in un piccolo Diario-libro.
La copertina fu disegnata dalla mia migliore amica. Perché NE BASTA UNO? Perché dopo aver lottato per avere la nostra bambina, dopo due anni e mezzo, inspiegabilmente e naturalmente rimasi incinta di un’altra splendida bambina. Il miracolo della vita.
E, ancora frastornata ed incredula, telefonai alla mia dottoressa chiedendole come era potuto succedere. E lei con il suo dolcissimo accento romano mi rispose .”Ah Gloriè, ma non lo sai che NE BASTA UNO di spermatozoo?”
Si credo che questo mio diario abbia aiutato diverse coppie, ricevo quasi quotidianamente messaggi privati su INSTAGRAM di ragazze in cerca di informazioni o solo semplicemente per averle fatto sorridere e sperare ancora. Con altre addirittura abbiamo pianto insieme con i risultati positivi increduli delle loro beta e mi mandano le foto dei loro fantastici e bellissimi miracoli. Chi la foto del suo primo compleanno. Ed io sono immensamente felice.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?
Allora purtroppo non mi reputo una lettrice accanita, non ho una vera passione dei libri (viva la sincerità) e sinceramente si nota anche nel leggere il mio Diario-Libro, scritto di getto ed in maniera molto semplice, come alla fine sono io. Tra la gestione familiare e lavoro, mi trovo ad addormentarmi dopo due pagine se mi trovo a letto, prima di coricarmi. Ma se il libro mi prende in poco tempo lo termino.
I generi che preferisco sono i romanzi ed il mio autore preferito è MURAKAMI HARUKI
I libri più belli di narratori stranieri che io abbia mai letto sono “MEMORIE DI UNA GEISHA” di Arthur Golden, “LA SPOSA BAMBINA” di Padma Viswanathan, “LA METAMORFOSI” di Franz Kafka, “MEMORIE DI ADRIANO” di Marguerite Yourcenar ed “IL CACCIATORE DI AQUILONI” di Khaled Hosseini
Invece quelli italiani sono “LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI” di Paolo Giordano, “UNO, NESSUNO E CENTOMILA” di Pirandello.
Ho terminato da poco “L’ASPIRAFIORI” di Roberta Mangoni, autrice esordiente della mia ridente cittadina. Ed ora sul mio comodino sto per iniziare “COSI’ E’ LA VITA. IMPARARE A DIRSI ADDIO” di Concita De Gregorio.

✔️ Stai scrivendo o scriverai un altro libro?
No, non sto scrivendo e penso di non farlo, ma com’è che si dice? Mai dire mai.

RECENSIONE de “Non ti aspettavo” in COLLABORAZIONE con autore Patrik D’Anello

RECENSIONE de “Non ti aspettavo” in COLLABORAZIONE con autore 

Editore
LFA Publisher
Data di pubblicazione
31 gen 2019
Lunghezza del libro
116 pagine 

“Perché l’amore non ha né un inizio né una fine, ma ha solo bisogno di qualcuno che ci creda.“

Sì io credo ancora nell’amore, nell’amore che ti salva, nell’amore che cancella il tuo passato, nell’amore che ti fa rinascere…

Non servono tante pagine per raccontare una storia, per creare un sogno, per esprimere quello che si ha dentro. In questo romanzo Patrik D’Anello fa uno splendido lavoro, la scrittura è lineare, fluida, accattivante. 
Sergio è un uomo spento, invisibile, triste, fino all’incontro casuale con Sara.

“Non aggiungeva mai lo zucchero al caffè, lo buttava giù così, amaro, anche se non gli piaceva. Aveva smesso di preoccuparsi da un po’ di ciò che gli potesse piacere o meno nella sua vita. Ormai prendeva le cose così com’erano, senza sforzarsi più di cambiarle e adattarle al suo modo di essere.”

Quest’incontro, che ancora lui non sa cambierà la sua vita, ma la cambierà solo nel momento in cui lui si lascerà andare e affronterà il suo passato. I fantasmi, i rancori, le paure, possono essere cancellate dall’amore puro? Ma se è dello stesso amore che abbiamo paura come potremo abbracciarlo?
Patrik è un ragazzo giovanissimo ma con un talento innato per la scrittura, almeno secondo il mio modesto parere, con questo suo romanzo d’esordio ci regala una vera chicca, con tanto di colpo di scena finale. 
Parlare d’amore è una cosa molto difficile, ma D’Anello lo fa con una maturità invidiabile. 

Questo libro lo dedico a tutte quelle persone che non hanno più voglia di sorridere. A tutte quelle persone che non credono più nell’amore. A tutte quelle persone che si nascondono nell’angolino buio della loro stanza. Lo dedico a tutte quelle persone che si identificano in Sergio e Sara. Lo dedico a chi non ascolta più nemmeno se stesso. A chi ha creduto nelle parole sbagliate e nelle promesse infrante. Lo dedico a chi è stanco anche per dormire, a chi ha chiuso gli occhi, a chi ha chiuso il cuore. Lo dedico a chi si sta sgretolando, a chi non ha più mosso un passo, a chi sta lasciando passare i giorni senza riprendere in mano la propria vita. Lo dedico a tutte quelle persone che non si sono più sentite chiedere “come stai?” Lo dedico a chi sta urlando dentro ma non c’è nessuno che lo ascolta, a chi si sente perso e a chi si sente vuoto. Lo dedico a tutte le maschere sorridenti che indossate ogni giorno, ma anche a quel sorriso spento che ci nascondete dietro. Lo dedico a chi ha provato a rialzarsi, per poi cadere ancora più in basso, ancora più solo. Lo dedico all’amore e alla sua bellezza. All’amore perché alla fine è tutto ciò che conta, è tutto ciò per cui lottiamo, perché è tutto ciò per cui abbia un senso vivere. Lo dedico all’amore perché è bello da impazzire, perché è dentro ognuno di noi, basta ricordarsi dove l’abbiamo messo. 
4,5 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Le verità di Numeesville” in COLLABORAZIONE con autrici Ilaria Ferraro e Simona di Iorio

RECENSIONE de “Le verità di Numeesville” in COLLABORAZIONE con autrici Ilaria Ferraro e Simona di Iorio 

Data di pubblicazione
13 apr 2018
Lunghezza del libro
402 pagine 
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Sinossi 
Ci sono storie di cui non vorresti mai conoscere la fine, ma ricorderai per sempre come sono iniziate. Un’intricata ragnatela di eventi avvolge le vite degli abitanti della tranquilla cittadina canadese di Numeesville e, poco a poco, rivela verità sconcertanti. In un tetro gioco del destino, c’è chi si nasconde dietro una facciata di perbenismo, chi nega deliberatamente l’evidenza dei fatti e poi c’è Sophie Park che, privata di una promettente carriera giornalistica, scappa dalla gabbia del proprio presente. Si ritrova però ad annegare nel torbido passato della sua città natale, dove tornano a galla particolari ignorati di una morte misteriosa che l’ha segnata profondamente. La donna non ha dimenticato e si rifiuta di credere all’ipotesi di molti che si sia trattato di un suicidio, facendo di tutto per riaprire quel caso, archiviato come irrisolto dieci anni prima. Ed è allora che una voce si solleva più forte delle altre, quella di colei che tutto sa, nonostante mai avrebbe voluto sapere.

Recensione 
“Danzo leggera con lei e assaporo l’illusione di ciò che mi è rimasto della vita: i ricordi, i profumi, le sensazioni e… l’inaspettata verità.”

Questo libro a mio parere non è un proprio e vero thriller, ma un mistery romance, dai ritmi piuttosto lenti…
Scritto a quattro mani, presenta a volte tratti discontinui, perdendosi nella descrizione dei paesaggi e risultando prolisso. 
A fare da sfondo c’è il Canada, i boschi, i panorami innevati, le montagne rocciose, il Black Lake.
È presente un’accozzaglia di personaggi, di nomi e vicende, spesso difficili da seguire, dovuta anche alla presenza in narrazione, di flashback e dejavu. 
Diciamo che il povero lettore, pagina dopo pagina cerca di capire cosa è successo, ma cicciano fuori sempre nuovi personaggi e intrecci a confonderlo. 
I filoni narrativi sono tanti, e questo non rende semplice arrivare alla fine del romanzo. 
Insomma avrei preferito più azione, colpi di scena e thriller vero e proprio. 
3/5 ⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Non ti perdere” di Giada Fariseo. In collaborazione con autrice

RECENSIONE de “Non ti perdere” di Giada Fariseo. In collaborazione con autrice 

Editore
Lettere Animate
Data di pubblicazione
24 lug 2019
Lunghezza del libro
414 pagine 

Recensione 
Il rapporto con questo libro è stato un po’ particolare. 
Lo trovo diviso nettamente in due parti, la prima parte per me è stata un po’ combattuta, l’ho preso e ripreso in mano parecchie volte, non perché non fosse scritto bene o quant’altro ma perché l’ho trovata un po’ ridondante, un cliché con bad boy e ragazza innamorata che cerca di cambiarlo…
Poi invece il romanzo prende una piega inaspettata, questo succede quando Tea, la protagonista inizia il suo viaggio verso gli Stati Uniti per approfondire gli argomenti della tesi. (Qui sono state fatte proprio ricerche in loco dalla scrittrice in quanto autobiografico). 
Da qui si parla di relocation centers, di storia reale, e ha iniziato a prendermi e incuriosirmi maggiormente. 
Mi ha rapito la leggenda del filo rosso che vi voglio riportare di seguito:
Il filo rosso del destino (運命の赤い糸 Unmei no akai ito) è una leggenda popolare di origine cinese diffusa in Giappone. Secondo la tradizione ogni persona porta, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella. Il filo ha inoltre la caratteristica di essere indistruttibile: le due persone sono destinate, prima o poi, a incontrarsi e a sposarsi.
Come romanzo d’esordio l’ho trovato comunque curato sia dal punto stilistico che narrativo, non ho trovato refusi significativi. 
Un unico consiglio che mi sento di dare all’autrice è forse di “stringere” un po’ alcuni passaggi che risultano veramente prolissi, vista la mole non indifferente del numero di pagine del romanzo. 
Il finale ci riserva una grossa sorpresa…
Per me è un 3,75/5 ⭐️⭐️⭐️

    RECENSIONE de “L’arte della lentezza” in COLLABORAZIONE con casa editrice Giunti

    RECENSIONE de “L’arte della lentezza” in COLLABORAZIONE con casa editrice

    Oggi colgo l’occasione di ben due challenge per parlarvi meglio di questo libro che ho terminato proprio ieri sera…

      Editore
      Giunti Editore
      Data di pubblicazione
      10 gen 2020
      Lunghezza del libro
      144 pagine 

      ⏳⌛️⏳ E VOI CHE TIPI SIETE? FRENETICI O RIFLESSIVI? COME AFFRONTATE LA VITA?! ⏳⌛️⏳

      Un testo veramente utile e di facile intuizione. Lo stile descrittivo narrativo è fruibile da tutti. 
      Sicuramente in un contesto odierno è azzeccato. 
      Perché come diceva Seneca, non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne sprechiamo molto. 
      Questo libro aiuta con esempi ed esercizi molto facili a rallentare il nostro ritmo, ci insegna l’arte della SLOW LIFE, FOOD, ATTITUDE. 

      “Lo stress non è altro che la sottomissione volontaria obblighi imposti da altri” 

      Quindi, sì, perché no? Un po’ di sano egoismo a volte aiuta! Siamo sollecitati in questo mondo frenetico da tantissimi stimoli, e perdiamo il contatto con noi stessi e il ritmo naturale. 

      “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.”

      Insomma cari lettori, sicuramente un testo promosso e che consiglio a tutti!

      ⏳⌛️⏳ E VOI CHE TIPI SIETE? FRENETICI O RIFLESSIVI? COME AFFRONTATE LA VITA?! ⏳⌛️⏳

      RECENSIONE de “Fiori sopra l’inferno” di Ilaria Tuti

      RECENSIONE de “Fiori sopra l’inferno” di Ilaria Tuti 

      Polenta Arnaboldi squisita 😋 #giftedby @degustabox #degustablogger

      Editore
      Tea
      Data di pubblicazione
      4 gen 2018
      Lunghezza del libro
      366 pagine 

      *** VI PIACE LA TUTI, L’AVETE LETTO? ***

      “La solitudine avvolgeva Teresa come un abito troppo stretto, un corsetto d’altri tempi, che in pubblico faceva raddrizzare la schiena ma nell’intimo rubava il respiro. Aveva imparato a curarla come faceva un antidoto con il veleno: la assorbiva a piccole dosi, ogni giorno. Non si sottraeva, non cercava diversivi: restava ferma e si faceva mordere. Così l’anima aveva imparato a produrre gli anticorpi e aveva smesso di morirne.“

      Che dire, cari amici lettori, ho iniziato l’anno nel migliore dei modi leggendo questo romanzo della Tuti. Devo dire che sono andata quasi per caso, partecipando alla challenge di @piccolimomentidiecstasy intitolata #anoicepiacemalato
      Se non avessi saputo che questo era il romanzo d’esordio di Ilaria Tuti, beh non l’avrei lontanamente immaginato. 
      È un thriller completo, con le “palle“, una scrittura talmente buona e matura da essere tranquillamente affiancata a maestri del genere come Jeffery Deaver, Dorn, Fitzek, eccetera.
      Ho amato tutto in questo libro, dal prologo all’epilogo. Persino i ringraziamenti vanno letti perché arricchiscono il lettore di quel qualcosa in più. Per quanto riguarda la trama è anch’essa geniale, capitoli molto brevi, tengono altissima l’attenzione e la suspense del lettore. 
      Ambientato in un paesino di poche anime tra le Alpi, dove a sconvolgere di più non sono i peccati, ma gli sforzi della comunità di coprire peccatori e lasciare le vittime nelle mani dei carnefici, pur di salvaguardare l’integrità del gruppo.
      E che dire della protagonista, il commissario Teresa Battaglia, una donna prima di tutto, leader indiscussa nell’ambito del distretto e con i colleghi, ma intimamente sola e piena di debolezze fisiche e mentali.

      “Non sono i piedi gonfi a farmi vergognare, le mani che a volte sembrano mancare la presa o gli occhi che confondono le parole e si appannano. 
      È l’eclissi della mente a togliermi il sonno, perché altro non sono se non i miei pensieri, i ricordi, le speranze legate ai sogni. Altro non sono se non queste emozioni e la mia dignità.”

      Mi è piaciuto talmente tanto da iniziare subito il seguito “Ninfa dormiente“. 
      Per me è indiscutibilmente 5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

      “Forse loro vedono il mondo meglio di noi” disse in un sussurro. “Vedono l’inferno che abbiamo sotto i piedi, mentre noi contempliamo i fiori che crescono sul terreno. Il loro passato li ha privati di un filtro che a noi invece è stato concesso.”

      RECENSIONE de “Il fiore e le spade” di Alfred Mason in collaborazione con casa editrice Scrittura & Scritture


      RECENSIONE de “Il fiore e le spade” di Alfred Mason in collaborazione con casa editrice Scrittura & Scritture


      Editore
      Scrittura & Scritture
      Data di pubblicazione
      29 nov 2018
      Lunghezza del libro
      351 pagine 

      Sinossi 
      1718. Clementina Sobieska, figlia del principe di Polonia, è promessa sposa di Giacomo Stuart, il “principe esiliato”, che con questa unione formerebbe in Europa un partito a lui favorevole. A impedire le nozze interviene l’imperatore Carlo VI d’Asburgo che, sotto consiglio di Re Giorgio I di Gran Bretagna, fa rapire Clementina per confinarla in un castello a Innsbruck. Ma il nobile Carlo Wogan, fedelissimo dello Stuart, non si arrende a che la storia non si compia: Clementina deve sposare il principe, lei è nata per essere regina. Wogan si impegna in prima persona a che questo avvenga e promette di liberare la Principessa. L’impresa, però, è troppo ardua per una sola persona, e Wogan ha bisogno dei suoi amici, pochi ma fidati, il fior fiore dell’Irlanda, tre ufficiali del Dilon’s Iris Regiment. Su tutto sembra prevalere una sola parola: l’onore. Ma si è davvero pronti a sacrificare tutto per l’onore?

      Recensione 
      “Un esercito non potrebbe liberarla” osservò.
      “No, ma un uomo può farlo.”
      “Voi?!” e inclinò il paralume della lampada per gettare piena luce sul viso di Wogan. 
      “È impossibile!.”
      “In tal caso prego Vostra Maestà di aspettare nuovamente ch’io faccia l’impossibile.”

      Un romanzo storico pregno di avventura e colpi di scena, questo è subito chiaro dalle prime pagine di questo romanzo, che ci fa entrare a capofitto nel 1700.

      “Forse Whittington aveva ragione? Pensò: era l’amore per Clementina che lo spingeva in questa pericolosa avventura? Ingannava se stesso al punto di credere di essere mosso soltanto dalla devozione per Giacomo Stuart?”

      Il romanzo di Mason, pubblicato con il titolo “Clementina” nel 1901, appartiene al genere “cappa e spada”, è scritto con un’azione incalzante e un ritmo costante e travolgente. 

      “Era la verità; una pura coincidenza, se volete, ma per entrambi, i pronostici e i presagi erano le cose più importanti del mondo. Gli argomenti possono essere controbattuti da argomenti, le discussioni distruggono sempre le speranze; ma nei presagi il destino è manifestamente rivelato prima del tempo.”

      Un romanzo che racchiude valori di lealtà e tenacia. 
      Consigliato agli amanti del genere storico
      4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

      RECENSIONE de “Un anno felice” di Chiara Francini in COLLABORAZIONE con autrice

      RECENSIONE de “Un anno felice” di Chiara Francini in COLLABORAZIONE con autrice 
      Editore
      Rizzoli
      Data di pubblicazione
      25 giu 2019
      Lunghezza del libro
      345 pagine 
      UNA FRECCIA PUÒ USCIRE DA UNA FERITA, MA IL RICORDO RIMANE CONFITTO NEL CUORE. 
      Recensione 
      “Melania è il suo secondo nome. Ha trentacinque anni ed è piccola. Bassa, con polsi sottili e un’aritmia nello sguardo come se i suoi occhi scivolassero su tutto per non più di pochi secondi, ma sempre ingordi. Si chiama Beatrice per via di Dante. Si chiama Melania per Via col vento..“

      Melania, un giorno qualsiasi, incontra Axel, uno svedese atipico, dai tratti mediterranei, ed è subito alchimia, attrazione.

      “Quel suo amore è come il corpo di Cristo, da ingoiare, senza romperlo.”

      Una mattina, dopo quattro giorni di frequentazione si sveglia e pensa che non seguire la felicità (o almeno quello che lei crede che sia) sia una cosa da matti, perché l’innamoramento è il caos, la destabilizzazione più radicale e non bisogna temere, ma assecondare con coraggio e incoscienza questa magnifica disarmonia prestabilita.
      Melania lascia tutto per lui: lavoro, casa, amici… Per la felicità, per l’amore? Purtroppo lo scoprirà ben presto.
      Un distacco, una umiliazione, poi la successiva, tutto è freddo, ghiacciato.
      Perché Melania è gioia di vivere, mangia a bocconi la vita, Axel è ghiaccio, inverno, noia e insicurezza. Piano piano, vivendo con lui, Melania invece di ingoiare bocconi di vita, ingoia bocconi di risentimento, indifferenza e non amore. Axel ha un modo maniacale, estremamente rigido di fare tutto, Melania si domanda troppo spesso se riesce, qualche volta, sentire in pieno qualche sentimento.
      Tutto bianco e sordo attorno a Melania, la vita scorre sempre identica, la neve copre tutto, ed è come una mano che tappa le bocche e ammutolisce con la sua tonda potenza. Ormai è sempre più difficile comunicare e stargli vicino, anche se a lei basta che lui la guardi, l’abbia scelta, basta viva con lei per renderla felice.

      “A volte il nostro bisogno di un segno d’amore è così grande che non ci importa cosa significhi esattamente o quanto dovremo pagarlo in seguito.“

      Uno stile narrativo molto sofisticato, raro e prezioso, i termini usati sono aulici e ricercati, e rendono questo questo romanzo, un libro unico, ma richiedono “per i più“, l’uso costante di un vocabolario. 
      Se lo consiglio a tutti? No, assolutamente, questo romanzo è una goccia di rugiada per l’animo, pregno di sentimenti ma anche di riflessioni… Con un finale assolutamente inaspettato e probabilmente la fiera coltellata finale.

      UNA FRECCIA PUÒ USCIRE DA UNA FERITA, MA IL RICORDO RIMANE CONFITTO NEL CUORE 
      4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

      RECENSIONE de “La casa delle voci” in collaborazione con casa editrice Longanesi

      RECENSIONE de “La casa delle voci” in collaborazione con casa editrice Longanesi
      Editore
      Longanesi
      Data di pubblicazione
      2 dic 2019
      Lunghezza del libro
      400 pagine 
      Sinossi 
      Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.
      Recensione
      Premetto che è il primo libro di Carrisi che leggo, quindi questo non so se mi pone in situazione  di vantaggio o di difetto, fatto sta comunque che l’aspettativa era veramente alta, essendo l’autore decantato come uno dei maggiori maestri italiani del genere thriller. 
      Fino a metà libro devo dire che Carrisi mi ha letteralmente inghiottito nel suo vortice folle, facendomi provare reali ed agghiaccianti brividi di terrore. 
      Poi… non lo so… forse ci ha voluto svelare troppi indizi? Ci sono stati degli inevitabili cliché? Il problema è che sono arrivata a metà libro immaginando già il finale 😕
      Forse la forte pubblicità mediatica intorno all’uscita del libro ha reso i lettori troppo esigenti e, a mio modesto parere, avrei preferito che l’autore, come mi aspettavo in un ottimo thriller psicologico, giocasse con la mente dei lettori fino all’ultima pagina e oltre…
      📚📚📚 Voi l’avete letto? Che ne pensate? 📚📚📚
      Per me è 3,5/5 ⭐️⭐️⭐️