RECENSIONE de “2045. Lettere da un passato futuro“ di Marko D’Abbruzzi in COLLABORAZIONE con autore

RECENSIONE de “2045. Lettere da un passato futuro“ di Marko D’Abbruzzi in COLLABORAZIONE con autore e casa editrice

Editore
Immagina Di Essere Altro
Data di pubblicazione
17 nov 2018
Lunghezza del libro
312 pagine 

CHI DIMENTICA IL PASSATO È VITTIMA DEL FUTURO 

Mai come in questo momento, così difficile per l’Italia e il resto del mondo a causa del corona virus, leggere un distopico risulta così reale e vero…
Il romanzo descrive una Roma sopravvissuta alla terza guerra mondiale con annesse epidemie batteriche, crisi ambientali e sopravvento di una tecnologia che di umano ha ben poco. Roma e i suoi abitanti sono controllati in ogni aspetto da un sistema informatico chiamato “cloud”, alimentato dalla condivisione in rete dagli stessi uomini. 
Fuori dalla città, tuttavia, ci sono le “Zone Rosse”. Chi scappa da Roma, chi diventa un indigente, chi non fa più parte del sistema, per così dire, finisce lì: fuori vi sono epidemie, gli infetti, i predatori e i razziatori. 
Il nostro protagonista, Luca, si ritrova anch’esso indigente: i suoi amici lo abbandonano immediatamente e lui attende di essere denunciato alle autorità per essere ricollocato in una vita socialmente utile. Ed è proprio in questo momento che Luca viene rapito da alcuni sconosciuti e portato nelle Zone Rosse, dove inizia la sua nuova vita tra sopravvivenza, azione e violenza. 
Una cosa che mi è piaciuta moltissimo è la descrizione precisa di Roma, le strade, i quartieri, e le zone rosse con i diversi tipi di vita che conducono i personaggi, in particolare il tema della lingua: gli abitanti delle periferie parlano la “lingua povera” sono analfabeti e il loro linguaggio è un misto di inglese e italiano, mentre la lingua dei cittadini romani è l’italiano moderno informatizzato da parole tecniche. 
Il linguaggio è maturo e la parte di editing è molto curata, la trama veramente avvincente e mai scontata. 
Insomma un Distopico con la D maiuscola. Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, la storia è molto strutturata.
Sperando in un seguito… Lo consiglio vivamente!
4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Cuore di mamma: Diario di viaggio nella maternità e nella prima infanzia” di Natalia Denegri in COLLABORAZIONE con casa editrice Infinito Edizioni

RECENSIONE de “Cuore di mamma: Diario di viaggio nella maternità e nella prima infanzia” di Natalia Denegri in COLLABORAZIONE con casa editrice Infinito Edizioni

Editore
Infinito Edizioni
Data di pubblicazione
25 ott 2018
Lunghezza del libro
192 pagine
Un buon testo semplice e dinamico, sviluppato in capitoli che partono dal desiderio di maternità fino a raggiungere l’età infantile di due o tre anni. 
Come dice la sinossi: quello che avete in mano è un ottimo manuale di base per essere o prepararsi a essere delle buone madri che non rinunciano essere anche donne compagne o mogli.
Sono sicura che noi mamme vogliamo essere le migliori e cerchiamo di superarci ogni giorno nel nostro compito. Non è sempre facile. 
C’è molto da imparare: le circostanze, il mondo che ci circonda, cambiano costantemente, mettendoci di fronte a nuove sfide e noi dobbiamo preparare i nostri piccoli ad affrontarle con successo. Dobbiamo inoltre aiutarli nel raggiungimento del loro grande obiettivo: essere felici. 

Si parla di allattamento, di come calmare il neonato, le prime sfide, l’educazione “senza ansie”…

Ci impegniamo così profondamente nel cercare di essere genitori responsabili che molte volte entriamo in un circolo vizioso, provando a spingerci sempre più oltre e utilizzando strumenti sempre migliori. Vogliamo svolgere il nostro compito nel miglior modo possibile e arriviamo a un punto in cui questo ci crea moltissima ansia. Mi è successo esattamente la stessa cosa e mi sono ritrovata a chiedermi: “Cosa faccio per prendere la decisione migliore?”

Si parla anche di un argomento molto attuale come i social network, raccomandandosi di valutare molto bene prima di pubblicare un’immagine, un video, una storia o un commento, dobbiamo sempre soppesare le conseguenze che questa azione può provocare nel presente e nel futuro dei nostri bambini. 
Un altro argomento che ho trovato molto interessante è la lettura. Non esiste un’età minima per iniziare a mostrargli i libri poiché esistono varie alternative appropriate all’età sia nel contenuto che nel materiale. Così ad esempio già pochi mesi può avere il suo stock di libricini di plastica o di stoffa, senza agenti tossici. Man mano che cresce, puoi cambiare con altri suggeriti per la sua età e per la sua fase di crescita. 
Comunque ribadisco, non esiste un manuale della “madre perfetta” possiamo avere la migliore inclinazione del mondo, prenderci il tempo per cercare, chiedere e raccogliere informazioni, analizzare,  ma dobbiamo però tener presente che siamo pur sempre essere umani e, come tali, avremo sempre un margine di errore.

INTERVISTA a Vittorio Larovere di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Vittorio Larovere di Tantilibriecaffe 


✔️ Buongiorno Vittorio, parlaci un po’ di te...
Mi chiamo Vittorio Larovere, ho 22 anni e sono uno sviluppatore informatico ma la passione per la scrittura mi accompagna fin da bambino. 
Dopo diversi anni di storie nel cassetto, ho deciso di affacciarmi al mondo autopubblicando la mia opera su Amazon.
“Il guardiano e la bambina” ha però qualcosa di speciale e la mia intenzione era quella di condividerlo con più persone possibile. Questa possibilità è arrivata grazie a Leone Editore.

✔️Cos’ha di speciale il tuo nuovo libro?
“Il guardiano e la bambina” racconta il legame tra Anter ed Emia, due persone che non avrebbero dovuto mai incontrarsi ma che per uno scherzo del fato vengono legati nel modo più profondo possibile: con la vita.
Il mondo in cui sono ambientate le vicende è vivo e dettagliato, pieno di trame ed eventi che coinvolgeranno i due protagonisti in modi impensabili. 
Per averne un assaggio, potete trovare il primo capitolo in anteprima su Bookroad.

✔️Che cos’è Bookroad?
E’ la piattaforma di Leone Editore dedicata agli scrittori emergenti. 
“Il guardiano e la bambina” ha la possibilità di mostrarsi nelle librerie di tutto il Paese, ma per farlo deve raggiungere le 200 prenotazioni entro sei mesi dall’inizio della campagna.
È un’occasione preziosa per mostrare la mia visione al mondo e non ho intenzione di rinunciarci!

RECENSIONE de “Carstall e la Spada di Ischeer” di Fulvio Borrelli in collaborazione con autore

RECENSIONE de “Carstall e la Spada di Ischeer” di Fulvio Borrelli in collaborazione con autore 

Editore
Lettere Animate Editore
Data di pubblicazione
30 giu 2019
Lunghezza del libro
332 pagine 

Sinossi 
Carstall è un giovane pescatore di Toscar, una tranquilla cittadina del Regno di Edens. La sua vita ordinaria viene stravolta quando Jivex, il Signore di Axisgard, torna dalla morte con il suo esercito di morti viventi, in cerca di vendetta. Carstall e i suoi amici sono costretti a scappare verso la capitale. 
Ma il viaggio è pieno di insidie, segreti e rivelazioni. Carstall non è chi crede di essere: egli è il solo che può fermare Jivex e il suo potentissimo Scettro di Ghiaccio. 
Ma per farlo dovrà affrontare sé stesso e il suo destino, in una missione contro il tempo, prima che l’antica profezia si avveri… e il Grande Freddo cali su ogni cosa.

Recensione 
Un fantasy 🏰 veramente avventuroso, con tanto di cavalieri, spade ⚔️, combattimenti, Re e maghi 🧙‍♂️….. 
Scritto in maniera veramente fluida e molto pulita. 
L’autore ci mette di fronte a tematiche importanti: l’amicizia, la lealtà, il sacrificio e l’onestà, e lo fa in maniera semplicemente unica, ci cattura con un racconto avvincente, misterioso e dai numerosi colpi di scena. 
Carstall, il protagonista è un ragazzo molto giovane, ma cresciuto veramente in fretta dopo la morte della madre due anni prima. 

“Era un ragazzo snello, con i capelli biondi e gli occhi di un profondo blu oceano. Aveva 14 anni, e lavorava come pescatore al servizio del Capitano Dars da quando ne aveva otto.”

Carstall affronterà un viaggio molto lungo, insieme a quattro compagni e amici fidati, viaggerà per salvare il Regno di Edens dalla minaccia del Ministro Oscuro. 

“Nel mio cuore vi è inquietudine, ma il peso che porto con me lo condivido, fortunatamente, con i miei compagni di viaggio: non sono solo.”
“Ho fatto una promessa, pensò, e intendo mantenerla.”

Il finale, comunque conclusivo, ma aperto; ci lascia sperare in un seguito. 
4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “La regina delle ombre” di Jessica Rigoli. In collaborazione con autrice

RECENSIONE de “La regina delle ombre di Jessica Rigoli. 
In collaborazione con autrice
Edizione SPECIALE cartacea con illustrazioni interne da Palma Caramia @unteconlapalma

Data di pubblicazione
30 ott 2019
Lunghezza del libro
265 pagine 

“A coloro che combattono senza sosta per restare in equilibrio fra luce e ombra. 
A coloro che, stanchi di non capirlo, si sono arresi e sono diventati parte del Tutto. 
A quelli che, consumatisi cercando la luce fuori di sé, sono implosi e hanno iniziato a brillare. 
Fateci strada“

Un fantasy fuori dal comune, una favola in chiave moderna, intrisa di significati e valori. Il secondo romanzo della Rigoli è ancor meglio del primo, che comunque avevo molto amato. Un fantasy avventuroso nel quale ritroveremo tutti i protagonisti del primo libro della saga e se ne aggiungeranno altri che entreranno anch’essi nel nostro cuore. 
Melissa è più grande in questo secondo libro, e dopo tanto attendere, finalmente ritornerà nel Mondo Inverso accompagnata dai suoi fedeli amici a quattro zampe 🐾 Mika e Pako. 
Ma il suo purtroppo non sarà un rientro di piacere, perché dovrà aiutare i suoi amici e abitanti del Mondo Inverso a contrastare l’avanzata del Male sotto forma questa volta della Regina delle Ombre. 

“Non avrai mai più il tuo potere, ragazzina. Tu ormai non appartieni ad alcun mondo, né a quello Dritto né a questo. Sei un’esule, un’anima senza terra, che non ha speranza né scopo. 
I tuoi poteri ora sono nostri e non potrai mai più averli indietro – gracchiavano le ombre. Melissa era terrorizzata. Si voltò verso verso Beatrix ma anche la gatta sembrava disorientata. Sollevò una mano per scacciare quelle presenze fastidiose, ma non accade nulla. Mormorò una formula e alzò entrambe le mani. Niente. Le sue mani erano tornate inermi, vuote, comunissime mani di un’umana.”

Uno stile narrativo pulito e curato, nessun refuso pur essendo un auto pubblicato, e le stupende illustrazioni di Palma Caramia @unteconlapalma rendono questo romanzo una vera chicca. 
Jessica Rigoli è cresciuta molto dal suo precedente lavoro, la sua penna è sinuosa e il racconto scivola via in pochissimo tempo.

“La soluzione è fra le mani del Fato e a noi  non resta che attendere, lasciando libero arbitrio all’arcano potere creativo dell’ignoto.”

Un finale a sorpresa ci delizierà e ci farà sperare in un seguito… 
Non mi resta, che dire un forte grazie a Jessica che, nei ringraziamenti finali, mi ha messo al primo posto tra le blogger che hanno contribuito a migliorare il suo stile e la fiducia nelle proprie capacità. 
Un libro che consiglio a tutti, grandi e piccoli. 
4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Chocolat Blanc” di Francesca V. Capone in COLLABORAZIONE con autrice

RECENSIONE de “Chocolat Blanc” in COLLABORAZIONE con autrice 
Chocolat Blanc di Francesca V. Capone
Data di pubblicazione
30 ott 2019
Lunghezza del libro
336 pagine 
Recensione 
“Odio i tacchi. Sono alta, troppo alta, e sui tacchi e mi sento sempre una valkiria pronta ad assalire il nemico. Ma non li avevo mai evitati. Il motivo? Amo che la versione di me vista da fuori sia di una donna… Come dirlo? Cazzuta, pronto a conquistare il mondo. Questa mi sembra la definizione calzante.“
Vi dico solo che ho letto questo romanzo di ben 336 pagine in un giorno soltanto! L’ho adorato… E detto da me, che non amo particolarmente il romance e il Chicklit, è tutto dire.
Perché questo romanzo è speciale! La penna della Capone è irriverente, ironica, fresca e frizzante. La trama è originale, mai banale, ma ancor di più lo è lo stile narrativo, con capitoli brevi e pieni di verve. L’Io narrante è in prima persona, e si alterna il POV tra i due protagonisti principali: Miss Clio e Chef Romeo.
Della trama non vi voglio svelare nulla perché è letteralmente un libro da scoprire e divorare. Mi sono confrontata spesso con l’autrice durante la lettura e ho scoperto delle chicche:
  1. La copertina è stata disegnata dalla stessa autrice e sistemata con Photoshop. 
  2. È la prima volta che la scrittrice si cimenta in una commedia romantica pura con doppio POV, lei stessa ammette di essersi divertita un mondo a scriverlo.
  3. La Capone ha cercato di mantenere una struttura molto cinematografica (il marito è sceneggiatore e lei ha “attinto“ dalle sue conoscenze.
Insomma cari amici lettori, mi sento veramente di consigliarlo a tutti, questo romanzo vi farà divertire dalla prima all’ultima pagina! 
Ottimo il lavoro di editing svolto, essendo un autopubblicato, non ho trovato nessun refuso, e questo è lodabile. 
Quindi attendiamo che la scrittrice ci delizi presto con un altro romanzo, sulla scia di questo…
4,75/5 🌟🌟🌟🌟🌟
“A te lettore. Se hai un sogno rincorrilo fino a perdere il fiato.”

INTERVISTA a Gloria Luzi di Tantilibriecaffe

INTERVISTA a Gloria Luzi di Tantilibriecaffe 


✔️ Prima di tutto parlaci un po’ di te: il tuo lavoro, le tue passioni, i tuoi interessi?
Sono Gloria ho 43 anni, mamma di Bianca ed Anita, moglie di Roberto.
Architetto, ho sempre seguito il gusto del bello, anche se come diceva il mio professore di storia dell’arte…”il bello è soggettivo”
Vivo una vita straordinariamente uguale a tutte le altre.
Ho avuto un periodo della mia vita in cui ho dovuto lottare per realizzare un grande sogno che sembrava irrealizzabile, ma credendoci, con un pizzico di fortuna ed usando l’ironia (il mio ingrediente segreto e magico che mi ha sempre salvata) sono riuscita a realizzarlo.
Il mio motto è un proverbio Giapponese: “Non mollare mai. Cadi sette volte, rialzati otto.”
Amo cucinare, giocare con le mie bimbe, sono sempre pronta ad ascoltare tutti. Mio marito dice che sono più Psicologa che Architetto 
Adoro i programmi di cucina e le mie serie tv preferite sono FRIENDS e SEX AND THE CITY. 

✔️ Parliamo del tuo libro-diario “Ne basta uno”… cosa ti ha spinto a scriverlo e a mettere nero su bianco la tua storia? Pensi che il tuo libro abbia aiutato tante coppie che vivono o hanno vissuto il tuo iter travagliato?!
Questo diario è nato con lo scopo di aiutarmi ad affrontare il periodo più importante della mia vita. La ricerca di un figlio, l’accettazione di dover provare altre “strade” e la consapevolezza che niente sarebbe stato più come prima. Mi era stato regalato poco prima un quadernino dell’UNICEF dove sulla copertina erano rappresentati tutti i bambini del mondo e non poteva che essere un segno ben preciso. Quel quaderno doveva essere il mio diario.
Mio marito ed io, ma diciamocelo sinceramente più io, abbiamo iniziato l’iter della fecondazione assistita ed ogni volta c’era sempre qualcosa che ostacolava ed allontanava il nostro sogno. Io mi trovavo a scrivere e scrivere. A volte con ironia, a volte no. Il diario fu interrotto al mio rientro in Italia dove poi da lì iniziò la mia gravidanza fortunatamente.
Quel Diario fu lasciato lì in fondo al cassetto, con lo scopo un giorno di riscriverlo e pubblicarlo.
E poi arrivò la mezzanotte del 05 dicembre del 2016, appena neoquarantenne arrivò mio marito con un pacchetto. Lo scartai e vidi questa bellissima copertina. Ebbene si, mio marito tutte le sere quando io mettevo a letto le bimbe e poi mi addormetavo con loro, si mise davanti al pc a trascrivere le mie pagine trasformandole in un piccolo Diario-libro.
La copertina fu disegnata dalla mia migliore amica. Perché NE BASTA UNO? Perché dopo aver lottato per avere la nostra bambina, dopo due anni e mezzo, inspiegabilmente e naturalmente rimasi incinta di un’altra splendida bambina. Il miracolo della vita.
E, ancora frastornata ed incredula, telefonai alla mia dottoressa chiedendole come era potuto succedere. E lei con il suo dolcissimo accento romano mi rispose .”Ah Gloriè, ma non lo sai che NE BASTA UNO di spermatozoo?”
Si credo che questo mio diario abbia aiutato diverse coppie, ricevo quasi quotidianamente messaggi privati su INSTAGRAM di ragazze in cerca di informazioni o solo semplicemente per averle fatto sorridere e sperare ancora. Con altre addirittura abbiamo pianto insieme con i risultati positivi increduli delle loro beta e mi mandano le foto dei loro fantastici e bellissimi miracoli. Chi la foto del suo primo compleanno. Ed io sono immensamente felice.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?
Allora purtroppo non mi reputo una lettrice accanita, non ho una vera passione dei libri (viva la sincerità) e sinceramente si nota anche nel leggere il mio Diario-Libro, scritto di getto ed in maniera molto semplice, come alla fine sono io. Tra la gestione familiare e lavoro, mi trovo ad addormentarmi dopo due pagine se mi trovo a letto, prima di coricarmi. Ma se il libro mi prende in poco tempo lo termino.
I generi che preferisco sono i romanzi ed il mio autore preferito è MURAKAMI HARUKI
I libri più belli di narratori stranieri che io abbia mai letto sono “MEMORIE DI UNA GEISHA” di Arthur Golden, “LA SPOSA BAMBINA” di Padma Viswanathan, “LA METAMORFOSI” di Franz Kafka, “MEMORIE DI ADRIANO” di Marguerite Yourcenar ed “IL CACCIATORE DI AQUILONI” di Khaled Hosseini
Invece quelli italiani sono “LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI” di Paolo Giordano, “UNO, NESSUNO E CENTOMILA” di Pirandello.
Ho terminato da poco “L’ASPIRAFIORI” di Roberta Mangoni, autrice esordiente della mia ridente cittadina. Ed ora sul mio comodino sto per iniziare “COSI’ E’ LA VITA. IMPARARE A DIRSI ADDIO” di Concita De Gregorio.

✔️ Stai scrivendo o scriverai un altro libro?
No, non sto scrivendo e penso di non farlo, ma com’è che si dice? Mai dire mai.

RECENSIONE de “Non ti aspettavo” in COLLABORAZIONE con autore Patrik D’Anello

RECENSIONE de “Non ti aspettavo” in COLLABORAZIONE con autore 

Editore
LFA Publisher
Data di pubblicazione
31 gen 2019
Lunghezza del libro
116 pagine 

“Perché l’amore non ha né un inizio né una fine, ma ha solo bisogno di qualcuno che ci creda.“

Sì io credo ancora nell’amore, nell’amore che ti salva, nell’amore che cancella il tuo passato, nell’amore che ti fa rinascere…

Non servono tante pagine per raccontare una storia, per creare un sogno, per esprimere quello che si ha dentro. In questo romanzo Patrik D’Anello fa uno splendido lavoro, la scrittura è lineare, fluida, accattivante. 
Sergio è un uomo spento, invisibile, triste, fino all’incontro casuale con Sara.

“Non aggiungeva mai lo zucchero al caffè, lo buttava giù così, amaro, anche se non gli piaceva. Aveva smesso di preoccuparsi da un po’ di ciò che gli potesse piacere o meno nella sua vita. Ormai prendeva le cose così com’erano, senza sforzarsi più di cambiarle e adattarle al suo modo di essere.”

Quest’incontro, che ancora lui non sa cambierà la sua vita, ma la cambierà solo nel momento in cui lui si lascerà andare e affronterà il suo passato. I fantasmi, i rancori, le paure, possono essere cancellate dall’amore puro? Ma se è dello stesso amore che abbiamo paura come potremo abbracciarlo?
Patrik è un ragazzo giovanissimo ma con un talento innato per la scrittura, almeno secondo il mio modesto parere, con questo suo romanzo d’esordio ci regala una vera chicca, con tanto di colpo di scena finale. 
Parlare d’amore è una cosa molto difficile, ma D’Anello lo fa con una maturità invidiabile. 

Questo libro lo dedico a tutte quelle persone che non hanno più voglia di sorridere. A tutte quelle persone che non credono più nell’amore. A tutte quelle persone che si nascondono nell’angolino buio della loro stanza. Lo dedico a tutte quelle persone che si identificano in Sergio e Sara. Lo dedico a chi non ascolta più nemmeno se stesso. A chi ha creduto nelle parole sbagliate e nelle promesse infrante. Lo dedico a chi è stanco anche per dormire, a chi ha chiuso gli occhi, a chi ha chiuso il cuore. Lo dedico a chi si sta sgretolando, a chi non ha più mosso un passo, a chi sta lasciando passare i giorni senza riprendere in mano la propria vita. Lo dedico a tutte quelle persone che non si sono più sentite chiedere “come stai?” Lo dedico a chi sta urlando dentro ma non c’è nessuno che lo ascolta, a chi si sente perso e a chi si sente vuoto. Lo dedico a tutte le maschere sorridenti che indossate ogni giorno, ma anche a quel sorriso spento che ci nascondete dietro. Lo dedico a chi ha provato a rialzarsi, per poi cadere ancora più in basso, ancora più solo. Lo dedico all’amore e alla sua bellezza. All’amore perché alla fine è tutto ciò che conta, è tutto ciò per cui lottiamo, perché è tutto ciò per cui abbia un senso vivere. Lo dedico all’amore perché è bello da impazzire, perché è dentro ognuno di noi, basta ricordarsi dove l’abbiamo messo. 
4,5 su 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Le verità di Numeesville” in COLLABORAZIONE con autrici Ilaria Ferraro e Simona di Iorio

RECENSIONE de “Le verità di Numeesville” in COLLABORAZIONE con autrici Ilaria Ferraro e Simona di Iorio 

Data di pubblicazione
13 apr 2018
Lunghezza del libro
402 pagine 
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Sinossi 
Ci sono storie di cui non vorresti mai conoscere la fine, ma ricorderai per sempre come sono iniziate. Un’intricata ragnatela di eventi avvolge le vite degli abitanti della tranquilla cittadina canadese di Numeesville e, poco a poco, rivela verità sconcertanti. In un tetro gioco del destino, c’è chi si nasconde dietro una facciata di perbenismo, chi nega deliberatamente l’evidenza dei fatti e poi c’è Sophie Park che, privata di una promettente carriera giornalistica, scappa dalla gabbia del proprio presente. Si ritrova però ad annegare nel torbido passato della sua città natale, dove tornano a galla particolari ignorati di una morte misteriosa che l’ha segnata profondamente. La donna non ha dimenticato e si rifiuta di credere all’ipotesi di molti che si sia trattato di un suicidio, facendo di tutto per riaprire quel caso, archiviato come irrisolto dieci anni prima. Ed è allora che una voce si solleva più forte delle altre, quella di colei che tutto sa, nonostante mai avrebbe voluto sapere.

Recensione 
“Danzo leggera con lei e assaporo l’illusione di ciò che mi è rimasto della vita: i ricordi, i profumi, le sensazioni e… l’inaspettata verità.”

Questo libro a mio parere non è un proprio e vero thriller, ma un mistery romance, dai ritmi piuttosto lenti…
Scritto a quattro mani, presenta a volte tratti discontinui, perdendosi nella descrizione dei paesaggi e risultando prolisso. 
A fare da sfondo c’è il Canada, i boschi, i panorami innevati, le montagne rocciose, il Black Lake.
È presente un’accozzaglia di personaggi, di nomi e vicende, spesso difficili da seguire, dovuta anche alla presenza in narrazione, di flashback e dejavu. 
Diciamo che il povero lettore, pagina dopo pagina cerca di capire cosa è successo, ma cicciano fuori sempre nuovi personaggi e intrecci a confonderlo. 
I filoni narrativi sono tanti, e questo non rende semplice arrivare alla fine del romanzo. 
Insomma avrei preferito più azione, colpi di scena e thriller vero e proprio. 
3/5 ⭐️⭐️⭐️

RECENSIONE de “Non ti perdere” di Giada Fariseo. In collaborazione con autrice

RECENSIONE de “Non ti perdere” di Giada Fariseo. In collaborazione con autrice 

Editore
Lettere Animate
Data di pubblicazione
24 lug 2019
Lunghezza del libro
414 pagine 

Recensione 
Il rapporto con questo libro è stato un po’ particolare. 
Lo trovo diviso nettamente in due parti, la prima parte per me è stata un po’ combattuta, l’ho preso e ripreso in mano parecchie volte, non perché non fosse scritto bene o quant’altro ma perché l’ho trovata un po’ ridondante, un cliché con bad boy e ragazza innamorata che cerca di cambiarlo…
Poi invece il romanzo prende una piega inaspettata, questo succede quando Tea, la protagonista inizia il suo viaggio verso gli Stati Uniti per approfondire gli argomenti della tesi. (Qui sono state fatte proprio ricerche in loco dalla scrittrice in quanto autobiografico). 
Da qui si parla di relocation centers, di storia reale, e ha iniziato a prendermi e incuriosirmi maggiormente. 
Mi ha rapito la leggenda del filo rosso che vi voglio riportare di seguito:
Il filo rosso del destino (運命の赤い糸 Unmei no akai ito) è una leggenda popolare di origine cinese diffusa in Giappone. Secondo la tradizione ogni persona porta, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella. Il filo ha inoltre la caratteristica di essere indistruttibile: le due persone sono destinate, prima o poi, a incontrarsi e a sposarsi.
Come romanzo d’esordio l’ho trovato comunque curato sia dal punto stilistico che narrativo, non ho trovato refusi significativi. 
Un unico consiglio che mi sento di dare all’autrice è forse di “stringere” un po’ alcuni passaggi che risultano veramente prolissi, vista la mole non indifferente del numero di pagine del romanzo. 
Il finale ci riserva una grossa sorpresa…
Per me è un 3,75/5 ⭐️⭐️⭐️