Recensione di “Demone Ardente: Cronache di resurrezione – vol. 1” di M.J. Haag in collaborazione eBook con casa editrice
Editore
Hope Edizioni
Lunghezza del libro
208 pagine
Data di pubblicazione
24 aprile 2020
Mi sono approcciata a questo libro anche se il genere non suonava esattamente nelle mie corde fantasy, distopico, un po’ horror, un po’ romantico. Devo dire però che una volta cominciato, la scrittura delle autrici, semplice e fluida, mi ha tenuto incollata al libro!
E trattandosi del primo di una trilogia sto aspettando gli altri due per immergermi di nuovo nella lettura. Venendo alla trama abbiamo una studentessa universitaria Mya di Oklahoma city che si trova al college quando dal notiziario alla televisione sente che c’è stata una grossa scossa di terremoto in Germania e subito dopo si sono visti girare per strada cani ferocissimi che aggrediscono le persone e dopo averle morse le stesse diventano infette ossia una specie di zombie che vagano per le strade e assalgono le persone che incontrano rendendole infette a loro volta.
La situazione si aggrava ulteriormente di lì a poco pure in Oklahoma si avverte una forte scossa e contemporaneamente Mya riceve dal fratello un SMS che l’avverte che stanno succedendo cose terribili e di mettersi in salvo. Da quel momento non ci sarà più connessione di nessun tipo. Immediatamente dopo Mya affacciandosi alla finestra si accorge che pure lì girano cani che aggrediscono le persone e molti infetti. Mya e la sua compagna di stanza decidono di cercare di uscire dal college per raggiungere le loro famiglie, aspetteranno le condizioni per poterlo fare con un certo margine di sicurezza. Una volta uscite da lì le ragazze prenderanno strade diverse in quanto Mya si unirà a dei ragazzi che hanno a disposizione una vettura e devono raggiungere Oklahoma city città dove abita la famiglia di Mya .
La ragazza avrà delle disavventure terribili, pericoli di tutti i generi. Incontrerà pure Grag quello che viene chiamato (uomo ombra) un misto fra l’umano e non…! Enorme di statura, muscoloso, con la pelle grigia e gli occhi gialli… questa creatura ucciderà tutti i compagni di viaggio della ragazza ma risparmierà Mya! Perché? Il perché lo scopriremo leggendo il libro, che pure in mezzo questo fantasy horror ci racconterà un po’ di tenerezza… E ci farà un po’ sorridere con le battute tra Mya e l’uomo ombra.
Recensione di “STORIES FOR BOYS: Il libro dedicato alle donne che tutti gli uomini dovrebbero leggere” di Emanuele Gentili in collaborazione con autore
Data di pubblicazione
3 aprile 2021
Copertina flessibile
129 pagine
Doverosa premessa:il ricavato delle vendite di questo libro sarà devoluto alla Onlus rete di Daphne di Orzinuovi che si occupa di sostenere le donne vittime di violenze.
Partiamo dal presupposto che credo che questo sia il primo libro di poesie che recensisco, premetto che non mi reputo una esperta di rime, metrica, capoversi e punteggiatura. Quindi voglio descrivere questo libro in base alle emozioni che mi ha suscitato.
Ho conosciuto Emanuele in diverse occasioni online, una persona semplice e veramente molto umile e rispettosa. L’autore ci racconta che questa raccolta di poesie viene pubblicata in concomitanza con la nascita di suo figlio Dante. Non è un caso. Gli uomini vanno educati.
Le poesie presenti in questa raccolta hanno un profondissimo rispetto per ill mondo femminile.
Ed è assolutamente vero, in tutte le poesie di Gentili, l’amore è al centro di tutto. Ma non semplicemente l’amore sentimentale pee un uomo o una donna, ma l’amore universale per i figli, l’amore platonico, l’amore per la natura.
L’amore vissuto di pancia, l’amore puro e incondizionato.
“Emanuele ci racconta le donne nella loro complessità, nel loro caleidoscopico modo di guardare la vita, in un susseguirsi di domande su se stesse, nel loro sentirsi inadeguate di fronte a uno specchio che restituisce una bellezza di cui non sono coscienti, distratte da un dolore o da una responsabilità. Il lettore sarà costretto in un viaggio in se stesso alla ricerca di un sentimento che ha origine “sempre in mezzo alla pancia colei che sceglie che chiama che pensa,“ che come l’amore “gorgoglia e freme il bisogno di riempirsi di sorrisi fini e delicati leggeri come api sui fiori“, Dovrà ascoltarlo, capirne la natura, interrogarsi sulla sua veridicità.”
L’autore con questa raccolta tiene molto a portare alla luce e sensibilizzare tutti verso il tema della violenza sulle donne, e con l’acquisto di questo libro possiamo davvero donare una risorsa per sostenere e assistere le donne vittime di violenza.
Lo stile delle poesie di questa raccolta è semplice, senza fronzoli, ma diretto e intimo, si sente che viene “dalla pancia”.
“Stories for Boys è un peregrinare su di un mezzo regale nelle valli di un sentimento arcaico, fondante, primordiale.”
Recensione di “Questo giorno che incombe” di Antonella Lattanzi in COLLABORAZIONE con casa editrice
Editore
HarperCollins Italia
Data di pubblicazione
14 gennaio 2021
Copertina flessibile
456 pagine
Come esplode una vita intera? Un unico lampo in cielo e il fragore di un tuono, oppure una serie infinita di schegge acuminate dappertutto?
Parte con un incipit meraviglioso che fa così:
“Nessuno può restare incolume sotto gli attacchi implacabili della realtà. Ci pieghiamo, controvento, e continuiamo a camminare. Alcuni di noi non ce la fanno più. A un certo punto, come colti di sorpresa, cadono. Altri continuano, la testa bassa nella tempesta, intirizziti si stringono nei cappotti e non si fermano. Altri ancora imparano. A vedere il sole anche quando non c’è, o a spiare le nuvole per spostarsi al momento giusto, pronti a cogliere il primo raggio di luce. A riscaldarsi. Nessuno ha torto o ragione più degli altri. Nessuno ha vinto o perso una battaglia. Semplicemente, come abbiamo potuto, tutti abbiamo cercato di vivere. Tutti noi venuti al mondo siamo eroici.”
Non avevo letto nulla prima di questa scrittrice… il suo stile è avvolgente, ti assorbe completamente. L’ho amato.
Qui saremo felici. Francesca lo pensa mentre sta per varcare il cancello rosso fuoco della sua nuova casa. Accanto a lei c’è Massimo, suo marito, e le loro figlie, ancora piccole. Si sono appena trasferiti da Milano a Giardino di Roma, un quartiere a metà strada tra la metropoli e il mare. Hanno comprato casa in un condominio moderno e accogliente, con un portiere impeccabile e sempre disponibile, vicini gentili che li accolgono con visite e doni, un appartamento pieno di luce che brilla in tutte le stanze. Il posto perfetto per iniziare una nuova vita. Perché Francesca è giovane, è bella, è felice. E, lo sa, qui a Giardino di Roma sarà libera. Eppure qualcosa non va.
Dei dettagli cominciano a turbare la gioia dell’arrivo. Piccoli incidenti, ombre, che hanno qualcosa di sinistro. Ma sono reali o Francesca li sta solo immaginando? Appena messo piede nella nuova casa Massimo diventa distante, Francesca passa tutto il tempo sola in casa con le bambine e non riesce più a lavorare né a pensare. Le visite dei vicini iniziano a diventare inquietanti, sembra impossibile sfuggire al loro sguardo onnipresente. A poco a poco il cancello rosso che difende il condominio si trasforma nella porta di una prigione. E così, intrappolata nella casa, Francesca comincia a soffrire di paranoia e vuoti di memoria.
Sempre più sola e piena di angosce, ha l’impressione che la casa le parli, che le dia consigli, forse ordini. Le amnesie si fanno sempre più lunghe e frequenti. Finché un giorno, dal cortile, arriva un grido. È scomparsa una bambina. Può essere sua figlia? E perché Francesca, ancora una volta, non sa cosa ha fatto nelle ultime ore?
“Perché Francesca era una madre. E le madri – glielo aveva insegnato sua madre, ne era certa – le madri amano. Le madri fanno sacrifici. Le madri sanno cosa è giusto e cosa è sbagliato. Le madri ci sono momenti che essere madri gli prende tutto il corpo, e il tempo. Ma sono momenti, solo momenti Francesca, fidati di me.”
Liberamente ispirato a un episodio di cronaca avvenuto a Bari nel palazzo dove l’autrice è cresciuta, Questo giorno che incombe è un romanzo unico, bellissimo e prismatico, capace di accogliere suggestioni che vanno da Kafka a King, da Polanski a Dostoevskij, di attraversare più generi, dal thriller alla storia d’amore, di riflettere sulla maternità e le sue angosce, di parlare del male e del dubbio, e capace di riscrivere, tra realtà e finzione, una storia vera.
“La mente è una cosa imperscrutabile, fatta di silenzi infiniti e incredibili cadute nell’orrore, di mari azzurri trasparenti in cui immergere la testa e non avere più dolore e acque limacciose fatte di sabbie mobili che ti inghiottono e tu non torni più. Non tutto lo puoi spiegare tra te e te. Quasi niente lo puoi spiegare con le parole, e ancora meno con la voce.”
Antonella Lattanzi ha già indagato gli abissi e le pieghe dell’animo umano in Devozione e Una storia nera, e adesso torna a farlo con il suo libro più importante. Con una lingua meravigliosa, appassionata e incalzante, Questo giorno che incombe racconta il sospetto, la speranza, il dolore, la passione, confermando lo straordinario talento dell’autrice e lasciando il lettore senza fiato, in un crescendo continuo dall’arrivo nella casa nuova fino alle indimenticabili pagine finali.
Marco mi ha raccontato una storia… dategli la possibilità di farlo anche con voi. Sedetevi accanto a lui e ascoltatelo…
MANCANO UNA DECINA DI COPIE PER LA PUBBLICAZIONE… SOSTENETE QUESTA AUTRICE
Con il codice ESTATE2021 è previsto lo sconto del 20%!!!!!
Da quando era bambino, Marco soffre di diverse fobie che lentamente lo hanno portato a isolarsi da tutti. Stare da solo non ha mai costituito un problema per lui e dentro le mura del suo appartamento si è costruito una vita che considera perfetta.
Ma accade qualcosa di talmente forte che ribalta la sua visione della vita e, contro ogni aspettativa, ora si trova in un affollato aeroporto in procinto di partire. Questa è la sua storia, anzi, è solo l’inizio.
Perché ho scritto questo libro? Potrei rispondere di essermi ispirata a una storia vera, o che con questo romanzo ho voluto affrontare un tema sociale di cui si parla poco, ma la realtà è che le storie arrivano da sole, il mio compito è solo quello di trovare il modo di raccontarle.
Recensione di “Missione oltre la Stella Madre: I predatori di Oran 1” di Furio LC Rex in collaborazione con autore
Editore
Delos Digital
Data di pubblicazione
9 febbraio 2021
Lunghezza del libro
331 pagine
VI PIACCIONO I LIBRI DI FANTASCIENZA?!?
Romanzo finalista al Premio Urania 2019
Cari amici lettori,
prima di parlarvi del romanzo in questione vorrei fare un appunto sulla fantascienza in Italia. Ahimè è un genere oramai diventato proprio di nicchia, ci sono pochissimi scrittori di fantascienza in Italia e ancor meno lettori appassionati di questo genere.
Per scrivere di fantascienza è molto importante essere dotati di una spiccata fantasia, avere padronanza del genere e dei suoi linguaggi, nonché dei suoi meccanismi.
Le storie molto frequentemente si situano nel futuro, con dettagliate descrizioni della società o delle innovazioni in essa apportate.
In questo romanzo di Furio LC Rex troviamo un po’ tutte queste caratteristiche, il linguaggio è parecchio tecnico, con l’uso di parole inglesi e si parla tantissimo di tecnologia e ingegneria spaziale.
Anno Domini 2347. Sono passati dieci anni dalla fine della devastante Guerra delle colonie. Al termine delle ostilità, la pace fu garantita grazie a rapporti economico-commerciali nell’ambito di un’istituzione politico-amministrativa chiamata Federazione solare: un sistema chiuso, un mercato unico, in cui lo sviluppo economico dipende dal commercio di materie prime tra i pianeti, ora legati dagli stessi interessi che tempo addietro li avevano portati alla grande guerra. Le vie del commercio sono rotte spaziali marcate da portali d’ingresso e d’uscita, come autostrade del cosmo all’interno delle quali i vascelli possono viaggiare a velocità di compressione spazio-temporale riuscendo così a raggiungere, in poco tempo, gli avamposti più remoti del Sistema solare. Mai, prima di quei giorni, una nave spaziale aveva tentato l’impresa di giungere fino a un sistema planetario lontano decine di anni luce: una rivoluzione, nel modo di viaggiare e di esplorare il cosmo, che implica un approccio mentale in contrasto con l’attitudine oscurantista dei poteri forti della stessa Federazione solare. E soprattutto implica venire a contatto con altre civiltà, che potrebbero non essere così benevolenti nei confronti dei nuovi arrivati.
“Missione oltre la stella madre” è un romanzo di fantascienza avventurosa riconducibile al filone della space opera. Il lettore è catapultato in un mondo narrativo dinamico, divertente e colorato, con uno stile avvincente e un’ottima cura dei dettagli tecnologici e delle ambientazioni specifiche. Esso rappresenta l’avvio di una nuova saga che coinvolgerà sia gli amanti della fantascienza classica, sia chi ha apprezzato le più recenti opere di S.A. Corey (The Expanse).
Si nota moltissimo l’influenza del lavoro dell’autore nella sua opera:
Furio LC Rex è un esperto di strategia e di operazioni aeree, da sempre appassionato di fantascienza, che si diletta a scrivere romanzi d’avventura ambientati nel futuro. Nato a Civitanova Marche nel 1969, si è diplomato presso l’Istituto Tecnico Aeronautico di Forlì, è laureato in Scienze Organizzative e Gestionali e ha frequentato una lunga serie di corsi specialistici in Italia e all’estero nel campo del Project management, delle Information Operations (in Germania) e della pianificazione strategica presso l’Air University di Montgomery (Alabama), dove si è diplomato in Contingency Wartime Planning. Furio ha vissuto a Londra dal 2000 al 2003; a Tampa, in Florida, nel 2008 e a Bruxelles dal 2010 al 2014. Varie esperienze professionali lo hanno anche portato a visitare moltissimi luoghi che sono stati fonte d’ispirazione per le storie che scrive. Alcuni tra questi sono il Canada (Cold Lake, nello Stato dell’Alberta), l’Alaska (Denali National Park), la Bielorussia, l’Ucraina, la Norvegia e l’Islanda.
Per quanto riguarda lo stile di scrittura, pur essendo un romanzo con una trama molto articolata e tanti personaggi principali e secondari è comunque godibile al pubblico grazie allo stile semplice e diretto.
Estremamente consigliato agli appassionati del genere!!
Recensione di “Sorridere con gli occhi – Novella in undici atti” di Bettina Delia Monticone in collaborazione con autrice
Data di pubblicazione
9 maggio 2021
Copertina rigida
196 pagine
Un libro da assaporare in ogni parola, riga e pagina.
Da tanto tempo veramente non trovavo un racconto, un romanzo, o una novella così particolare.
L’autrice in questo libro si mette completamente a nudo, raccontando la sua vita, le persone care che le gravitano intorno tutti i giorni.
Il tema centrale è il periodo di pandemia che tutti abbiamo attraversato e stiamo attraversando.
“Nel tempo sospeso, ho imparato che con tre gocce di latte scremato il mio caffè diventa gentile. Anche se il gusto non cambia, io so che posso regalarmi questa piccola coccola e sorrido. Ho imparato che se togli tutti libri dalla libreria, combatti la polvere, e li rimetti in ordine, comunque uno spazietto per un libro in più lo trovi. E l’ultimo arrivato conquista il suo posto. Ho imparato che ci sono infiniti angoli da pulire in una casa, tra una pagina di un libro e l’altra, che la polvere è più lenta di me. Ho imparato che se ti svegli tutte le notti alle quattro e mezza e inizi a pensare, ti fai del male, dovresti aprire il libro sul comodino e leggerlo.”
Non un semplice racconto, ma un viaggio nei sogni della protagonista, nemmeno una biografia se così vogliamo dire ma un completo viaggio nei sentimenti.
E tanto il detto in questo romanzo ma anche, e soprattutto, il non detto, quello che si legge tra le righe…
“L’amicizia è una boccata d’aria fresca in una “giornata No“, mi ha detto una volta la mia amica, quando non sopporti niente e nemmeno te stessa ma cerchi sollievo in quella sola persona. Sei la febbre e non riesci a dormire la gola brucia e il naso non collabora, un semplice bicchiere di acqua fresca per te è tutto. Certe persone sanno togliere la sete come acqua e menta, senza zucchero, quando accendi disperato la luce della cucina e vorresti piangere.”
La visione della vita in questo romanzo è positiva, ci parla del 2020, quest’anno che più di ogni altro ci ha dato opportunità di riflessioni ed emozioni, dolore ma anche speranza.
“Quando il lavoro è un’incognita, quando il mondo cambia per colpa di un virus trovando tutti noi impreparati, quando non puoi vedere amici lontani come vorresti e rischi di non vedere più nemmeno quelli vicini, quelli che abbracci ogni giorno in palestra: deve esistere una svolta, anche quando ti senti stanco. Serve un progetto per le giornate senza stimoli, dice la vocina nella mia mente, e sono certa che se solo sapessi cosa sia la noia nella vita, lo capirei con più semplicità. Alcuni di noi non provano noia nel tempo che scorre, ma quel senso di pienezza del tempo che anestetizza dall’inquietudine. Sono sufficienti ventun giorni ad abituarsi a una nuova quotidianità, ventun giorni a entrare nei panni di un attore che indossa i propri abiti per uscire dalla camera da letto e andare in cucina, in giardino, intorno a casa.”
Se immagino la Monticone intenta a scrivere la vedo a riempire infiniti quaderni di appunti, e poi a organizzarli e trasferirli nella sua novella.
Non è una lettura semplice ma va interiorizzata. La lettura mi ha fatto scaturire importanti riflessioni.
“Grazie ad ogni caffè improvvisato di cui si aveva poca voglia e ai baci rubati, grazie alla leggerezza delle scoperte, a tutti quei libri comprati per caso. Alla voglia di guardare alle cose con purezza e tenerezza, posando sul comodino le delusioni e le lame che ci hanno ferito. E grazie ai miei occhi, per aver imparato a guardare il mondo proprio così. Auguro a tutti voi lo stesso sguardo pieno di vita.”
In COLLABORAZIONE con casa editrice Rizzoli oggi vi presento questa bellissima box personalizzata composta da 3 libri di Frédéric Dard:
Il montacarichi
I bastardi vanno all’inferno
Gli scellerati
Editore
Rizzoli
Data di pubblicazione
1 giugno 2021
Il montacarichi
All’interno di un cortile parigino adibito a legatoria, un montacarichi conduce all’appartamento di Madame Dravet. A qualche strada da lì, una sera di Natale dei primi anni Sessanta, Albert Herbin, appena uscito di prigione, è solo al tavolo di un rinomato ristorante della città. Qui i suoi occhi incontrano la signora Dravet, che siede insieme alla figlia. La donna è bellissima. In maniera del tutto imprevedibile e altrettanto efficace, l’uomo riesce ad accompagnare a casa la donna, che infine lo invita a prendere il montacarichi con lei per un ultimo bicchiere nel suo appartamento. È lì, al secondo piano di questo stabile per metà abitazione e per metà fabbrica, dove l’attrazione tra i due sembra essere destinata a concludersi sul comodo divano del salotto di Madame, che Albert si troverà avvinto a fatti concitati, legato al destino della signora Dravet, coinvolto in una conturbante vicenda.
I bastardi vanno all’inferno
Il destino, in fondo, è l’ironia della vita, sono i suoi colpi bassi. Anni Cinquanta, un luogo imprecisato nel Sud della Francia. Sono chiusi nella stessa, minuscola cella. Sono due uomini agli antipodi. Il primo è una spia, il secondo un poliziotto sotto copertura con il compito di scucire informazioni al compagno di galera. Entrambi hanno molto da nascondere e non possono sbagliare una risposta. Questo rapporto teso, nutrito dal sospetto e in bilico tra calcolo e aggressività, si complica quando Frank e Hal sentono emergere, inaspettatamente, qualcosa che somiglia a un’amicizia, un desiderio, quasi loro malgrado, di affidarsi l’uno all’altro. Nel momento in cui decidono di evadere la loro sorte sembra segnata, ma l’entrata in scena di Dora, una bionda enigmatica in cui incappano durante la fuga, cambierà tutto. Perché, rinchiusi tra quattro mura, tutti gli uomini finiscono per assomigliarsi. E una volta fuori, chi può dire quale dei due sia il poliziotto e quale la spia? “I bastardi vanno all’inferno” è tra i più noti romanzi di Frédéric Dard, storia scritta prima per il teatro, poi approdata sul grande schermo e infine divenuta romanzo. Un noir senza tempo, un’indagine impietosa sulla natura umana.
Gli scellerati
Primi anni Cinquanta, Léopoldville, infelice sobborgo di Parigi dall’aria irrespirabile, presidiato da uno stabilimento chimico e circondato da campi di cavolo. Louise, diciassette anni e un cuore avido, è già stufa della pochezza di questo posto, della madre che la opprime, del patrigno disoccupato e alcolizzato. Ecco perché rimane tanto affascinata dai Rooland, una coppia di stravaganti americani trasferitisi da poco nel quartiere. Casa Rooland, ai suoi occhi, è un’isola di colore e allegria che sorge come un sogno in quel grigiore, con quella favolosa Dodge parcheggiata nel vialetto di ghiaia rossa, i suoi sedili di pelle bianca, le cromature. I Rooland li vede in giardino quando torna a casa dalla fabbrica, seduti insieme su un dondolo con i cuscini blu, un bicchiere in mano, a passare il tempo come nessun francese farebbe mai. In un giorno più sbagliato degli altri Louise prende coraggio, va da loro, si propone come domestica, pur di entrare in quelle stanze. E comincia per lei una nuova vita, in un mondo fuori dal mondo. Ma sarà proprio la convivenza con la coppia a rivelare le crepe di quell’apparente perfezione, a rendere palesi segreti e ossessioni, e la ragazza si troverà in un groviglio di non detti, di tensioni, di comportamenti incomprensibili e desideri fatali. E il suo sogno sarà offuscato da ombre sempre più lunghe.
Recensione di “Segnali dall’Universo” di Maria Rita Privitera in collaborazione con casa editrice
Editore
Kimerik
Lunghezza del libro
44 pagine
Data di pubblicazione
2 aprile 2020
Piccolo racconto molto intenso che ho appena finito di leggere e condivido con voi.
La nostra protagonista si appresta ad andare in pensione anticipata visto che se ne è presentata l’occasione di poterlo fare.
La sera prima dell’ultimo giorno di lavoro riceve una strana telefonata!!
Molto, molto inquietante… e da lì accade di tutto. Farà il suo ultimo giorno di lavoro alquanto turbata, deciderà subito dopo in fretta e furia di partire per Antigua con l’intento di andare a cercare la sua amica Stella che è partita per Antigua qualche tempo prima, per un viaggio premio!
E non si è più fatta sentire, cosa molto inusuale.
Succederanno durante il viaggio di ricerca delle cose a dir poco strane!! Che la metteranno in seria difficoltà non voglio spoilerare ma saranno cose assolutamente imprevedibili da dover affrontare all’istante.
Mi sento di dire che questo piccolo racconto ci porterà a riflettere su tante cose… Per l’appunto che siano messaggi dall’universo?
Che tendono a farci capire cose delle quali non ci accorgeremmo altrimenti? In quanto cose molto ben mascherate dalla quotidianità di ognuno di noi?
Il finale metterà a posto tutti i tasselli, ci farà comprendere che l’universo i messaggi ce li manda!! Sta a noi riuscire a captarli e interpretarli.
INTERVISTA ad Adriana Angoletta di Tantilibriecaffe
Buongiorno Adriana, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro?I tuoi hobby e interessi?
Sono laureata in lettere e filosofia, specializzata in storia dell’arte. Per 25 anni ho organizzato un centinaio di mostre per Enti pubblici quali Soprintendenze, Musei, Regioni, Ministeri, città del Vaticano, Festival dei due mondi di Spoleto ecc. in Italia e all’estero. Da circa 10 anni ho chiuso la mia Società e mi sono dedicata alla scrittura, passione di sempre. Ho scritto 5 romanzi.
Hobby e interessi…leggo molto, quasi solo classici, gioco a golf e in inverno faccio sci di fondo. Amo la montagna dove vivo per diversi mesi all’anno.
Parliamo del tuo libro “Lunghi silenzi”. Com’è nata l’idea?
Volevo scrivere una storia sul tema del perdono dopo aver riletto Il Conte di Montecristo.
Io sono dalla parte di Edmond Dantès…
Quali valori sono contenuti nel tuo libro e a che genere di pubblico è indirizzato?!
I valori sono la famiglia, il rispetto, il saper accettare la vita, il perdono…
Il libro è indirizzato a chi vuole un romanzo che faccia riflettere. Io direi che il target può essere dai 40 anni in poi.
Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Scrivo dal 2007.
Vorrei trasmettere il concetto che dietro alle cose che accadono ci sono pensieri, emozioni, sentimenti…c’è l’animo umano in tutte le sue sfaccettature.
Quanto è importante la promozione di un romanzo secondo te? Tu che strade hai percorso per pubblicizzarlo?
La promozione è fondamentale per avere successo. Lo scrittore deve scrivere e il suo lavoro finisce qui. Ci vuole poi un esperto in comunicazione e marketing che faccia il resto.
Io ho fatto molto per i primi 3 romanzi poi mi sono stancata…Il mondo della narrativa mi ha deluso.
Stai già pensando o hai in cantiere un’altra pubblicazione?!
Sto scrivendo un libro di racconti lunghi. Storie di vita. Ne ho terminati 4 e vorrei perlomeno raddoppiare.
Infine dicci… perché dovremmo leggere il tuo libro?!
Direi per arricchire la propria mente con una storia che fa pensare.
Recensione di “Collasso Verticale: il romanzo SQL” di Stefano Gelati in collaborazione con autore @stefanoge…
Data di pubblicazione
14 novembre 2020
Copertina rigida
186 pagine
Buongiorno cari amici lettori, oggi vi parlo del secondo libro della trilogia cyberpunk di Stefano Gelati.
Innanzitutto mi preme dirvi che anche in questo secondo romanzo lo stile di scrittura è veramente particolare, e, come nel primo libro, la suspense è alta e vi farà divorare il romanzo in poche ore!
Ma veniamo alla trama:
2032: gli Omega Dogs sono sulla cresta dell’onda. Hanno dimostrato le loro capacità colpendo duramente, negli interessi economici e nell’immagine pubblica, nemici potenti e astuti. Nel caso del più potente, più astuto, più privo di scrupoli di tutti loro, sono passati senza esitazione alle vie di fatto, e, senza lasciare tracce, lo hanno eliminato. Nessuna pietà per chi minaccia gli amici e la famiglia. Con i fondi gentilmente, e inconsapevolmente, messi a disposizione dal defunto, hanno quindi aperto un’attività pubblica di sviluppo software, che copre una consolidata ed elitaria attività segreta di controllo degli scenari mondiali. Tutto ciò che minaccia il futuro dell’umanità, in tema ambientale, economico, bellico, etico, diventa un loro obiettivo. Sfruttando le competenze tecniche in materia di sicurezza delle informazioni e violazione della privacy, e le poche ma fidate amicizie tra le autorità e il darkweb, rovinano la giornata a parecchi loschi personaggi che pensavano di poter andare avanti con i propri egomaniaci piani a scapito della gente. Perché a loro piace la gente, e non gli ego. Il loro membro più atipico è Stefano Baroni, ex imprenditore, diventato parte integrante del loro affascinante mondo. Apparentemente condannato da un tumore maligno, si è sottoposto a un esperimento segreto da parte del CERN, a seguito del quale è diventato un programma per computer, con una personalità e una coscienza umana. Un’entità digitale autocosciente. Come tale, rappresenta un’arma devastante per gli Omega Dogs, perché alla potenza di calcolo e alla disponibilità di informazioni, unisce l’intuizione e la fantasia umana. Sembra però che la sua fantasia gli procuri degli svarioni. Infatti, ha un sogno ricorrente. E per giunta, un sogno molto inquietante. Che cosa significa, quando un software sogna? Gli Omega Dogs non lo sanno, ma hanno poco, pochissimo tempo per scoprire quel significato, ed evitare una catastrofe di proporzioni immani.
In questo secondo libro conosciamo più da vicino gli Omega Dogs, questa squadra fortissima e decisamente atipica che lotta per l’ambiente, la popolazione mondiale, le guerre in prima persona.
Phantom ha un tono rabbioso, e si sente, nonostante cerchi di dissimularlo, quando affronta argomenti ambientali. Il suo Avatar, per la video conferenza settimanale, è un rendering tridimensionale di una splendida tigre albina. Il simbolo dell’orgogliosa diversità, del difetto che diventa unicità. Sembra un ragazzo timido e inerme, e invece si tratta di un hacker di primo livello mondiale, uno che con tempo e calma potrebbe far partire un elicottero Apache con un mozzicone di sigaretta. Lui che spesso dimentica di rispondere al saluto, il proprio compleanno, il nome dei genitori (che peraltro si meritano di essere dimenticati). È un preziosissimo membro della squadra.”
Come nel primo romanzo, anche qui sin dalle prime pagine di questo romanzo, ci immergiamo completamente in un linguaggio particolare, distopico assolutamente informatizzato ai massimi livelli, le note a pié di pagina ci aiutano a capire meglio tanti termini tecnici.
“Nikita, il suo Avatar è una ballerina del Bolshoi, che si esibisce in eleganti piroette, su un parquet illuminato da un proiettore di scena, indossando un tutù color camouflage militare, con un fucile automatico AK47 a tracolla. Di lei sappiamo poco: probabilmente bielorussa, probabilmente alta e bellissima come spesso sono le donne slave, sicuramente molto portata per spionaggio e controspionaggio, con importanti conoscenze in ambito militare.”
“Tsunami, nordcoreano, fuggito dalla persecuzione della polizia segreta del regime dittatoriale che nega il pane il suo popolo, per primeggiare negli armamenti e nel Cybercrimine. La sua famiglia si è sacrificata per consentirgli di vivere libero, e ora lui è uno dei più pericolosi pirati informatici del mondo. Vive in Italia, da qualche parte, non sappiamo quasi nulla di lui, tranne che possiamo contare sulla sua capacità di violare qualunque sistema informatico. Il suo avatar è intonato: un gigantesco drago rosso senza arti, il cui corpo serpentiforme dalle scaglie riflettenti, si avvolge in un nodo mobile, fluido, in continua trasformazione; i suoi occhi hanno la sclera illuminata a LED, e le sue narici sbuffano, quando è arrabbiato, fumo scintillante.”
Questa storia è molto attuale in quanto parliamo anche di COVID (Covid19 e Covid23), parliamo probabilmente di una terza guerra mondiale, insomma tutto quello che ci auguriamo che nel futuro non avvenga di nuovo…
Infine abbiamo Stefano Baroni, il nostro protagonista:
“Sono un software. Ogni neurone e ogni sinapsi dell’organo cerebrale biologico che è stato il mio nucleo di autocoscienza, è diventato un oggetto, con le sue proprietà e le sue azioni, di quello straordinario software, che, attivato dopo la morte del mio corpo fisico, si è creato una propria struttura di autocoscienza, auto plasmandosi secondo schemi intellettivi ed emotivi dello Stefano Baroni originale, ma in un mondo, in un universo, in cui la mia fantasia e la mia esperienza hanno cominciato a dare un aspetto e una realtà virtuale ad ogni fenomeno elettronico digitale dei computer e della rete. Aiutato dai parametri che simulano il mio stato emozionale, ho ricreato la mia personalità, fino a diventare una entità pienamente consapevole.”
Il nostro protagonista con la sua immensa squadra gli Omega Dogs, riuscirà anche questa volta a sconfiggere il male e tenere al sicuro non solo i suoi familiari ma tutta la popolazione mondiale?
Consigliato a chi ama e vuole leggere un libro particolare, distopico, che parla di informatica sistemi e software, hacker..