Recensione di “Bugie di sangue” di Nicci French in collaborazione con casa editrice

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Recensione di “Bugie di sangue” di Nicci French in collaborazione con casa editrice

EditoreSolferino
Data di pubblicazione 16 gennaio 2020
Copertina rigida377 pagine

🔨🔨🔨 FINO A DOVE TI PUOI SPINGERE PER PROTEGGERE CHI AMI?? 🔨🔨🔨

Una collega affidabile. Un’amica affettuosa. 

Una madre e una moglie piena di premure. Neve Connolly è tutte queste cose. 

Un giorno, in un elegante appartamento a Covent Garden, Neve trova un uomo, il suo amante, morto. E non chiama la polizia. 

Come tutti, Neve commette degli errori.  Alcuni sono impercettibili, fatti senza pensarci troppo. Altri sono enormi. Altri ancora sono deliberati. 

Neve è un essere umano, dopo tutto. Non così perfetto come tutti dicono. Ma gli errori hanno conseguenze. 

E quando uno di questi si rivela davvero grave, la catena degli sbagli si trasforma in una spirale inarrestabile, fuori controllo, che inchioda Neve alle sue bugie. 

E mette in pericolo non solo lei, ma le persone che le sono più care. Suo marito. I suoi amici. Sua figlia Mabel, già così fragile, così provata dalla vita. 

“Io so” dichiarò Mabel. “So tutto”.  “Cosa intendi dire?” “Ogni cosa”. 

Anche se volesse, Neve non può più tornare indietro. 

“Forse, pensò, era un po’ come un palazzo in demolizione, che conserva ancora i propri contorni anche quando è saltata la carica, e li perde soltanto a poco a poco, vacillando per poi ripiegarsi su se stesso con un boato.”

La verità è adesso più pericolosa di una menzogna. Una bugiarda. Un’adultera. Una minaccia. Neve Connolly è tutte queste cose. Ma potrebbe essere anche un’assassina?

Un thriller che ti entra da subito nella testa! Un crescendo continuo di tensione. 

Scritto magistralmente a 4 mani da Nicci Gerrard e Sean French, due giornalisti partner nella scrittura e nella vita. 

Se proprio devo trovare un difetto in questo thriller sono i capitoli veramente molto lunghi, avrei spezzato un po’ di più la narrazione… ma è veramente un piccolissimo neo in quanto, comunque, è un libro che una volta iniziato difficilmente si riesce a posare giù!!

“Neve la madre di famiglia, Neve la moglie, Neve lavoratrice e amica, Neve che tutti credevano sincera e degna di fiducia. Per un attimo si sorprese a immaginare le reazioni degli altri quando il suo fragile segreto fosse venuto alla luce, e tutti avessero scoperto ciò che aveva fatto. Incredulità e gioia maligna: ma dai, Neve Connolly? Chi l’avrebbe mai detto!”

Riuscirà Neve a non far cadere il castello di carte in cui poggia la sua vita e quella dei suoi familiari? Riuscirà a scoprire l’assassino del suo amante? O meglio, l’assassino che probabilmente voleva uccidere proprio lei? 

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “Il volo dell’aquila” di Patrizia Masci in COLLABORAZIONE con autrice

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Recensione di “Il volo dell’aquila” di Patrizia Masci in COLLABORAZIONE con autrice 

EditoreGruppo Albatros Il Filo
Data di pubblicazione 16 maggio 2019
Copertina flessibile338 pagine

“Non ti chiedo miracoli o visioni, ma la forza di affrontare il quotidiano. Preservami dal timore di poter perdere qualcosa della vita. Non darmi ciò che desidero ma ciò di cui ho bisogno. Insegnami l’arte dei piccoli passi.”

Il romanzo in questione è diviso in quattro parti. Quello che salta subito all’occhio leggendolo è l’amore dell’autrice per ogni forma d’arte, principalmente per la pittura e la fotografia. 

Nella prima parte ci vengono presentati i protagonisti: Paul e Valentina, ma nel libro troveremo molti personaggi che daranno voce a una sorta di romanzo corale. 

Siamo a New York nell’ottobre 2014, Paul, inglese di nascita, vive e lavora come giornalista al consolato britannico. 

Non avrebbe nulla di cui lamentarsi se non fosse per il fatto che da un po’ di tempo la sua allegria, il suo entusiasmo e voglia di vivere, sembrano svaniti del tutto.

“I trentadue anni non sembrano essere scritti sul viso rimasto molto più giovane, dalla pelle chiara, due occhi castani e più su un ciuffo di capelli biondo scuro che si ostina a ricadere sulla fronte, nonostante i vani tentativi di domarlo. Si sente ancora bello, e le donne che incontra glielo dimostrano ogni volta che lo squadrano in volto, con sguardi ammiccanti. Tuttavia, lo specchio impietoso gli restituisce ora uno sguardo triste.”

Siamo a Roma sempre nell’ottobre 2014, Valentina, vive e lavora come traduttrice per una casa editrice. 

Giovane e intraprendente trascina un rapporto amoroso che ormai le va troppo stretto e che risulta palesarsi come un legame stanco.

“Il comportamento del compagno la ferisce e la fa sentire prigioniera di un uomo, di un legame forse troppo stretto. E qui nasce la lotta fra il desiderio di essere amata e quello di sentirsi libera, una lotta che ogni volta la lascia senza fiato e senza soluzione.”

La parte seconda prenderà un ritmo molto incalzante raccontandoci di uno stupro e di una bomba in un supermercato. Questi eventi cambieranno per sempre la vita di tutti i personaggi del romanzo…

Conosceremo parecchi nuovi protagonisti che si intrecceranno con le storie di Paul e Valentina. 

“Le persone capitano per caso nella nostra vita, ma non a caso. Spesso ci riempiono la vita di insegnamenti. A volte ci fanno volare in alto, altre ci schiantano a terra insegnandoci il dolore.”

Sembra che tutti dopo una forte esperienza dolorosa vogliano cambiare vita, ci riusciranno?

Nella terza e nell’ultima parte soprattutto, Il volo dell’aquila si tinge di giallo e di thriller ma non vi voglio spoilerare nulla… voglio lasciare a voi il piacere della lettura che vi porterà tutto d’un fiato fino all’ultima pagina. 

“Ecco, l’aquila ha spiccato il volo. Sente l’ebrezza di una tale esperienza. Un brivido corre su di lui per la forte emozione.”

Perché leggerlo? Perché è una storia di rinascita, d’amore, un romanzo che ci farà capire che c’è sempre la possibilità di cambiare, di migliorarsi e di superare le difficoltà! E perché no, il tutto condito con tinte di giallo. Un’ottima miscela che vi farà vivere una bella avventura. 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “Clean. Tabula rasa” di Glenn Cooper in collaborazione con casa editrice

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Recensione di “Clean. Tabula rasa” di Glenn Cooper in collaborazione con casa editrice

EditoreNord
Data di pubblicazione 9 luglio 2020
Copertina rigida544 pagine

Volevano salvare la memoria. L’hanno cancellata. Ma forse c’è ancora una speranza…

Uno stile narrativo veramente accattivante e una suspense palpabile dall’inizio alla fine. 

È la prima volta che leggo un romanzo di Gleen Cooper e credo proprio che andrò a recuperarne altri!!

Il traguardo di una vita. Finalmente il dottor Steadman può affermare di aver curato l’incurabile: l’Alzheimer. 

E ora che passerà alla storia, poco importa se, per ottenere quel risultato, ha deciso di correre un rischio enorme… Una catastrofe globale. Nel giro di pochi giorni, miliardi di persone in tutto il mondo perdono la memoria a causa di un virus sconosciuto e altamente infettivo. Senza più nessun ricordo, uomini e donne agiscono solo in base all’istinto di sopravvivenza, spinti dalla fame e dalla paura. Le città sono al collasso, non ci sono più elettricità, acqua corrente, rifornimenti di cibo. I pochi immuni dal contagio si rifugiano in casa e pregano nel miracolo. Eppure c’è chi pensa che il miracolo sia già avvenuto: senza polizia e tribunali, è in vigore un’unica legge, quella del più forte… L’ultima speranza. 

Il dottor Jamie Abbott sa di poter rimediare all’errore di Steadman, fermare l’epidemia e, così, guarire la sua stessa figlia. 

Ma per riuscirci ha bisogno dell’aiuto di Mandy Alexander, una sua amica e collega che vive a Indianapolis. Da Boston, è un viaggio di millequattrocento chilometri attraverso un Paese allo sbando, in cui il pericolo si annida ovunque. 

Jamie può solo sperare che ci sia ancora qualcuno là fuori che si ricordi cosa ci rende umani. Perché quando tutte le certezze crollano e la memoria evapora, è necessario unire le forze e agire, prima che la nostra civiltà diventi una tabula rasa…

“C’era voluto così poco per sprofondare nel caos; c’era voluto così poco perché il tessuto sociale si sfaldasse. Le cose sarebbero mai tornate come prima?”

Il thriller di Cooper è molto scenografico e cinematografico, lo vedrei benissimo nel grande schermo come serie tv. 

Era da molto tempo che non leggevo un thriller d’azione così entusiasmante!

Tabula rasa… si riparte da zero!

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “Lezioni d’amore” di Yuri Sterrore in COLLABORAZIONE con casa editrice

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Recensione di “Lezioni d’amore” di Yuri Sterrore in COLLABORAZIONE con casa editrice Rizzoli

EditoreRizzoli 
Data di pubblicazione 7 luglio 2020
Copertina flessibile288 pagine

 Si può vincere in amore? 

“Ma io insegnerò a Rebecca che le coincidenze esistono eccome, non sono tutto, ma a volte le cose accadono per una ragione, e se ci capita un’opportunità non dobbiamo far altro che coglierla, e se questa poi ci cambia la vita, perché no? Lasciamoglielo fare. Nessuno dice che sia semplice, ma sicuramente ne vale la pena.”

Un libro finalmente che parla di amore e complicità dal punto di vista maschile, e lo fa con molta ironia e divertimento, ma anche con una dolcezza disarmante. 

Luca, alias Mr. Poke, lavora come rider di Glovo e sogna di diventare una star della radio dando consigli di cuore. 

Per ora si accontenta di un podcast casalingo, registrato nei ritagli di tempo tra una consegna e l’altra, mentre sfreccia per Milano sulla sua bici carica di pizza e sushi. 

“Non so nemmeno io come sono finito a fare questo lavoro, il tutto è iniziato dopo aver finito l’università, ho studiato Scienze della comunicazione perché era l’unica facoltà in cui c’erano corsi sulla storia della radio, o sulla radio in generale. Bene, dopo essermi laureato con il massimo dei voti sono finito nel “labirinto degli stage“, un percorso senza sbocchi lavorativi veri e propri. Così ho passato quasi due anni tra un ufficio stampa e l’altro con la prospettiva di non avere prospettive. Un po’ come la casa degli specchi al Luna Park, dove uno su mille esce in tempo.”

Poi, quasi per caso, arriva l’occasione. 

Uno studio radiofonico vuoto, un microfono acceso e via: i sogni di gloria si trasformano in successo e le domande delle ascoltatrici fioccano. 

“Dal soffitto prendono cuori di carta rossi, è il set di Lezioni d’amore, il programma serale condotto da Gordon, uno YouTuber che dice di saper parlare d’amore alle donne, e nel farlo si infila una parrucca bionda che gli sta pure di merda.”

Perché i ragazzi spariscono subito dopo che ci vai a letto? 

Si può essere “scopamici” senza rimanere scottati? 

È giusto mandare foto osé se ci si conosce appena? 

Mr. Poke ha sempre la risposta pronta, quando si tratta degli altri, ma è proprio mentre la sua carriera decolla che i silenzi e le incomprensioni mandano all’aria la relazione con Noemi, la donna della sua vita, la prima e unica che abbia mai amato. 

“Eppure poi ho smesso di farla ridere, è successo, non ricordo nemmeno quando. Ho smesso di farle fare figure di merda al supermercato, di dirle che le stava bene un vestito, di scattarle una foto mossa dove lei veniva bellissima. “Devo ricominciare a farlo” mi ero ripromesso, quando mi sono reso conto di essere cambiato, ma poi non l’ho fatto. Perché la verità è che era cambiata anche lei.”

E ora come si fa? 

Luca è il numero uno ad aiutare i cuori infranti, ma chi sarà adesso a riparare il suo? 

Una serie di esilaranti “lezioni” il cui insegnamento è molto semplice: non aver paura di parlarsi. E stare lontane dai casi umani.

Ammetto che non conoscevo Gordon, non ho mai visto un suo video su YouTube… quindi per me questo libro è stato una completa sorpresa.. e devo dire piacevolissima. 

Vari POV si susseguono nella narrazione, soprattutto di Luca ma anche di Noemi. 

“Quindi fai bene, ad andare nel mondo, a cercare te stesso, perché se non c’è contatto con se stessi, Luca, l’altro diventa una prigione. Al meglio, un rifugio. Sono sicura che prima o dopo, probabilmente in un momento inaspettato, a una curva della strada, dietro una porta, in un letto sconosciuto, a metà di un libro, nel bar di una stazione, all’improvviso, senza saperlo, guarderai nel punto più profondo del pozzo e capirai cosa vuoi davvero. Ma fino ad allora non possiamo farci niente. Non può esserci nessun noi se prima non c’è un io, Luca.”

Un romanzo veramente carico di emozioni… Da leggere tutto d’un fiato!!!

4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “L’ossessione” di Wulf Dorn in COLLABORAZIONE con casa editrice

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Recensione di “L’ossessione” di Wulf Dorn in COLLABORAZIONE con casa editrice

Editore‎Corbaccio 
Data di pubblicazione ‎3 giugno 2021
Copertina flessibile444 pagine

“Sì, c’erano persone che potevano farti precipitare all’inferno, ma la strada per arrivarci la percorrevi comunque da solo. E, quando lo facevi, non eri poi più così lontano dalla pazzia.”

Quello che amo di Dorn è la capacità di entrare completamente nella mente umana, si sente la sua esperienza come terapeuta in una clinica psichiatrica perché i suoi libri sono veramente dei thriller psicologici che ci sconvolgono completamente. 

Una cosa che amo tantissimo sono i ringraziamenti nei suoi libri perché sono veri e propri approfondimenti del libro stesso e vi si possono leggere tante curiosità e idee di come è nato il romanzo. 

Infatti voglio partire proprio da lì a raccontarvi L’ossessione. 

“Ci sono momenti della vita il cui significato si comprende appieno solo dopo un po’. A me è successo nell’autunno 2006, mentre ero nell’ufficio del mio attuale agente letterario Roman Hocke e parlavamo insieme di una possibile collaborazione. All’epoca mi consigliò di mettere nel cassetto il manoscritto che gli avevo sottoposto (e che è sempre lì e ci rimarrà). Era un thriller surreale e, sebbene piacesse a entrambi, Roman riteneva che non fosse adatto come debutto. La storia era troppo bizzarra, come io stesso dovetti riconoscere.

All’epoca lavoravo come terapeuta in una clinica psichiatrica e un giorno, dopo una visita, mentre percorrevo il corridoio del padiglione femminile, notai una camera vuota. Era un livido pomeriggio di novembre, fuori era già buio e la vista del letto vuoto della stanza deserta mise in moto una serie di pensieri dentro la mia testa. L’autore in me si domandò che cosa sarebbe successo se la paziente di quella camera non fosse stata dimessa, bensì fosse sparita senza lasciare tracce.

Se ci fosse stata una sola persona a conoscenza della sua esistenza. Non una persona qualunque, bensì la sua psichiatra, che alla fine, a furia di cercarla, avrebbe cominciato a dubitare della sua stessa salute mentale. Ed eccola, finalmente, l’idea del mio romanzo d’esordio, La psichiatra.

Venne alla luce nel 2009 e né la casa editrice o la mia agenzia né tantomeno io avremmo mai immaginato quale successo avrebbe riscosso la storia di Ellen Roth, Mark Behrendt e Lara Baumann. Nel giro di una settimana il romanzo era in vetta alle classifiche e dopo altri sette giorni era già in ristampa.

Negli ultimi anni mi è stato chiesto spesso che fine avessero fatto Lara ed Ellen. Dopo tutto la conclusione del romanzo era aperta e offriva spazio a numerose speculazioni. Anch’io ero tormentato da questo interrogativo ma osavo affrontare un seguito. Mi mancava l’idea adeguata. Una mattina mi capitò di leggere in rete un articolo su un marito tradito che aveva ucciso la moglie e i due figli del rivale.

Come vendetta aveva risparmiato la vita all’amante per tormentarlo con il dolore della perdita. La notizia mi lasciò scioccato e stupito. Quanto sangue freddo doveva essere necessario per compiere un gesto del genere, quanto si doveva essere feriti e ossessionati?

All’improvviso mi resi conto che il legame tra Ellen Roth, Lara Baumann e Mark Behrendt era ben più forte di quanto avessi pensato inizialmente. Tra di loro era rimasto ancora qualcosa in sospeso e aveva a che fare con la colpa. A partire da quel momento fui preso dalla smania di approfondire la questione. Quando finalmente giunsi alla soluzione, avevo davanti non soltanto il seguito di La psichiatra, bensì anche di Phobia. 

Se avevo qualche remora a scrivere il romanzo? Eccome! Ero terrorizzato. Certi giorni giravo intorno alla tastiera per ore, indeciso e circospetto, con un diavoletto sulla spalla che mi sussurrava incessantemente che dovevo scrivere un romanzo speciale. Dopo tutto lo dovevo al mio fedele pubblico. Per questo è stato anche il manoscritto al quale ho lavorato più a lungo finora.”

Non importa dove sei o cosa stai facendo, se stai leggendo un libro di Wulf Dorn tutto ciò che ti circonda si annulla. 

A dieci anni dall’uscita del primo libro di successo internazionale, Dorn riparte da loro, da Mark ed Ellen, e lo fa rispettando uno stile mai cambiato negli anni. 

Un libro, come tutti del resto, ricco di eventi e colpi scena, lo stile è così scorrevole da non notare il distacco tra una storia e un’altra.

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

L’autore 

Tedesco, nato nel 1969, che per tanti anni ha lavorato come logopedista in una clinica psichiatrica traendone ispirazione per la sua attività di scrittore. Dopo La psichiatra, che grazie al passaparola è diventato un successo internazionale, Dorn ha scritto altri romanzi, tradotti in più lingue e sempre pubblicati in Italia da Corbaccio: Il superstite, Follia profonda, Il mio cuore cattivo, Phobia, Incubo, Gli eredi e Presenza oscura. E a dieci anni dall’uscita della Psichiatra, per la gioia dei suoi lettori Wulf Dorn ha finalmente deciso di riprendere i due protagonisti del libro, Mark Behrendt e Ellen Roth nel suo nuovo straordinario romanzo: L’ossessione.

INTERVISTA ad Alfonso Rotunno di Tantilibriecaffe

INTERVISTA ad Alfonso Rotunno di Tantilibriecaffe 

✔️ Buongiorno Alfonso, innanzitutto parlaci un po’ di te, qual è il tuo lavoro? I tuoi hobby e interessi?

Al momento mi occupo di artigianato in legno in Spagna, dove vivo. Sono appassionato di sport, di fotografia e di scrittura. Amo i manga, il folclore, la buona cucina e viaggiare.

 Parliamo del tuo libro d’esordio “Preventorio 108”. Di cosa parla? Com’è nata l’idea?

Dopo anni di abbandono il preventorio di Aigües è stato acquistato e riformato per creare un complesso alberghiero.

Diciotto persone ricevono un invito per prendere parte all’inaugurazione dello stabilimento balneare sorto sulle rovine. Apparentemente gli invitati non hanno nulla in comune e non si conoscono. Solo una cosa li avvicina: seppur in modo diverso, condividono tutti un legame col posto. Tale legame li spingerà ad accettare il soggiorno. Dopo un primo impatto di idillio, relax e reciproca conoscenza, il secondo giorno di villeggiatura non rispetterà le promesse e partorirà un risveglio fin da subito tormentato. 

I Diciotto si ritroveranno imprigionati al buio, senza elettricità, cibo e acqua. Al panico e allo sgomento iniziale, seguiranno le prime congetture. Solo allora un proiettore si attiverà da solo nel cineforum, catturando l’attenzione dei presenti. E lì i malcapitati faranno la conoscenza del loro misterioso anfitrione, un tale che di nome fa Harshad.

✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi… cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Beh, il motivo principale è creare storie, storie che riescano a intrattenere i lettori, a farli divertire. Voglio dire, se io leggo un libro o vedo una serie o un film, prima di tutto voglio divertirmi e venire coinvolto nella storia. In questo caso il divertimento va a braccetto con qualche brivido e un po’ di tensione. Però cerco di non tralasciare mai un po’ di umorismo. E poi non manca trasmettere un messaggio, anche se a volte può essere celato.

✔️ Ti sei ispirato a qualcuno che conosci per creare i personaggi del tuo romanzo? C’è qualcosa di reale nelle tue storie o è tutto frutto di fantasia? 

Entrambe le cose. Innanzi tutto il libro ambientato è in un luogo realmente esistente; è frutto di ricerche, studi e interviste. Ho dovuto racimolare anche parecchio materiale sul web e libri dell’epoca. Pertanto ci sono fonti reali o per lo meno interpretazioni di situazioni reali. In altri casi i personaggi sono completamente inventati, basandomi sulla necessità degli eventi. Infine altri ancora sono ispirati a persone conosciute in prima persona.

 Stai scrivendo o scriverai un altro libro?

In questo momento no, però sto lavorando a un progetto di un racconto illustrato, in modo un po’ originale… Ho altri libri nel cassetto, beh, diciamo che sono già belli pronti. Tra questi, c’è il romanzo che fa da sfondo a Preventorio 108, da cui ho attinto per i capitoli del passato e che ebbi bisogno di scrivere in origine, per poter creare quest’ultimo.

✔️ Infine dicci perché dovremmo acquistare e leggere il tuo libro…?

Credo che possa piacere, soprattutto agli amanti del genere. Quantomeno, stando ai pareri di alcuni lettori che non conoscevo, ti fa restare incollato alle pagine fino alla fine, e credo che questo sia un punto importante in una lettura, specialmente in una di questo tipo. Poi io sono chi l’ha scritta, è difficile dare un parere obiettivo, per quello mi rifaccio a gente che l’ha letta senza conoscermi. Dal mio punto di vista invece credo che l’originalità della narrazione che vede gli eventi svolgersi dal punto di vista dei vari personaggi, possa rappresentare un punto di forza. Infine, il fatto che il luogo esiste davvero, può suscitare l’interesse del lettore che vuole vedere dal vivo ciò che ha letto in una fiction.

Recensione di “Quella rompipalle in carrozzina. Zibaldone di episodi tragicomici” di Elvira Trap

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Recensione di “Quella rompipalle in carrozzina. Zibaldone di episodi tragicomici” di Elvira Trap  in COLLABORAZIONE con autrice

EditoreGruppo Albatros Il Filo
Data di pubblicazione 11 agosto 2020
Copertina flessibile66 pagine

“Avrò tutte le vite che riuscirò a leggere. Sarò tutti i personaggi che vorrò essere.”

Buongiorno cari amici lettori, qui ci troviamo di fronte a una raccolta di racconti autobiografici. Come dice il titolo appunto, uno zibaldone di episodi tragicomici. 

Il libro in questione è molto breve, si legge tutto d’un fiato, ma ti lascia dentro veramente tante emozioni contrastanti. 

Sono pezzi di vita, raccontati in prima persona dall’autrice, che racchiudono tanta ironia, una buona dose di cinismo, un appello a tutti noi nel cercare di vedere i disabili con occhi diversi. 

Lo stile di scrittura di Elvira Trap è veramente tagliente, ma altrettanto divertente, ci farà fare molte risate e tante riflessioni. 

Questo libro è infatti dedicato alle barriere sociali, anzi, meglio dire ai pregiudizi sociali che, per definizione, dividono le persone in categorie distinte, creando quel filo di dubbio sul cosa è giusto e cosa è sbagliato quando ci troviamo di fronte a chi tali barriere le attraversa ogni giorno a testa alta e con il sorriso. 

La prefazione è curata da Barbara Alberti, parla degli amici, dei libri e della lettura. 

“A volte, in preda a sentimenti non condivisi ti chiedi se sei pazzo, trovi futili e colpevoli le tue visioni che non assurgono alla dignità di fatto, e non osi confessarlo a nessuno, tanto ti sembrano assurde. Ma un giorno puoi ritrovarle in un romanzo. Qualcun altro si è confessato per te, magari in un tempo lontano. Solo, a tu per tu con la pagina, hai il diritto di essere totale. Il libro è il più soave grimaldello per entrare nella realtà. È la traduzione di un sogno.”

Il libro all’interno ha delle vignette straordinarie, disegnate da Ruben Gozzi, ogni racconto ha la sua trasposizione in un’immagine, mi hanno colpito e letteralmente deliziato. 

Ma come nasce l’idea di voler mettere su carta gli episodi successi realmente durante la vita della scrittrice? Io gliel’ho chiesto e lei mi ha risposto così: 

“Quella rompipalle in carrozzina” non nasce da un progetto. Si è quasi scritto da solo questo libro. Anni fa ero una vera trottola vagabonda. Andavo di qua e di là e me ne succedevano di ogni. Una sera torno a casa avvilita, ma ancora di più arrabbiata per un fatto successo proprio a Genova, la mia città. Sento l’urgenza di mettere sulla carta questo episodio. Che non rimane da solo, purtroppo. Poi, vengo distratta da altre contingenze, belle e brutte. Un paio di anni dopo riordino la scrivania e ritrovo quei fogli graffiati di pensieri. E mi dico perché no? Cerco allora di dare un’ossatura a quelle parole scarabocchiate e  un po’ confuse.”

Cosa ci trasmette questo libro? 

Come vi dicevo prima tante emozioni contrastanti, rabbia per le persone ottuse, divertimento, incredulità, empatia con la protagonista… e molte altre ancora. 

Ogni lettore secondo me, può leggere nell’opera il suo unico e personalissimo messaggio.

Perché alla fine NON È IMPORTANTE COME TI VEDONO GLI ALTRI MA COME TI VEDI TU! 

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “FIOCCO DI NEVE NERO: I misteri della mente di Steve” di Stefano Impellitteri

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LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre 

Recensione di “FIOCCO DI NEVE NERO: I misteri della mente di Steve” di Stefano Impellitteri  in collaborazione eBook con autore

Data di pubblicazione 5 marzo 2020
Lunghezza del libro 368 pagine 

Questa è la storia di Steve, un ragazzo sedicenne che si accorge che nella notte sognando fa muovere gli oggetti nella sua stanza, il prendere coscienza di questo fatto, farà sì che il ragazzo si senta un mostro! Cercherà pure di tenere per sé questa cosa, per paura di non essere accettato dai suoi genitori adottivi Sara e Tom, i quali vedendo succedere queste cose in casa, continueranno a cambiare abitazione per paura di chissà quale infestazione di spiriti.

Il protagonista narra in prima persona i fatti con dovizia di particolari ma anche molta ironia! 

Siamo all’ennesimo trasloco e Steve deve affrontare una nuova scuola. Andrà in un college dove gli studenti soggiornano nella struttura per cinque giorni alla settimana e ciò farà sì che Steve abbia un compagno di stanza Ricky. 

Vista la situazione della camera in comune Steve non riuscirà a tenere nascosto il suo segreto per molto tempo, ma avrà comunque la comprensione di Ricky che si rivelerà molto amichevole e in poco tempo i due saranno i migliori amici uno dell’altro.

Nel college a pochi giorni dall’arrivo di Steve verrà trovato un ragazzo morto in giardino (morto annegato in un posto dove non c’è acqua), questo e dei terribili sogni che Steve comincerà a fare, farà capire al ragazzo che nel college ci deve essere per forza qualcuno dotato dei suoi stessi poteri. 

I due amici cominceranno ad indagare sull’omicidio. Steve farà un incontro con uno strano personaggio che gli farà comprendere che lui non è un mostro, ma è dotato di una capacità chiamata psicocinesi, ma che dovrà imparare a gestirla. 

“Allora Steve davvero pensi che nell’universo l’essere umano sia l’unico dotato di senno, intelligenza e magari generato da un caso evolutivo? Sai che l’uomo usa una parte piccolissima del potenziale del suo cervello? E secondo te l’evoluzione con che logica avrebbe generato un potenziale che non ci fa usare?” 

Ci saranno molte indagini e colpi di scena che ci terranno incollati al racconto. 

“Non sapevo da che parte cominciare nel stupirmi di quel luogo e di tutte le novità. Ero affascinato e teso, impaurito e curioso, fiducioso, impaziente e chissà quante altre emozioni tutte insieme.”

La scrittura di Stefano Impellitteri è intrigante e al tempo stesso fluida, ci accompagnerà in questo thriller fantasy con scioltezza. 

Una cosa che personalmente ho molto apprezzato è il fatto che l’autore ha seminato tra le righe perle di saggezza, rispetto e amore per il prossimo.

“Qui grazie dava più valore alla mia buona azione rispetto all’ennesima bugia che stavo per dire loro“ 

Perché leggere questo libro? 

Perché tratta temi un po’ particolari come la telecinesi, la psicocinesi, la telepatia, che associate al fantasy creano un mix intrigante e allo stesso tempo ci dà modo di approfondire temi che fantasy non lo sono poi così tanto… 

4,5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️

Recensione di “Mentre la vita corre” di Beatrice Mariani in COLLABORAZIONE con casa editrice

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Recensione de “Mentre la vita corre” di Beatrice Mariani inCOLLABORAZIONE con casa editrice

EditoreSperling & Kupfer
Data di pubblicazione 10 marzo 2020
Copertina rigida304 pagine

Elisa e Stefano, romani, quarantenni già da un po’, si svegliano ogni mattina con un solo scopo: portare avanti le proprie famiglie complicate. 

Si incontrano sul lavoro per caso, complici una collega in ferie e delle tabelle da compilare in fretta. Finiscono a letto senza farsi domande e soprattutto senza nessun piano per il dopo. Entrambi già feriti dalla vita, sono immersi e sommersi in una quotidianità senza respiro. Per lei: un ex marito difficile da odiare anche se ha messo incinta un’altra donna, due figli piccoli, una madre invadente che dispensa consigli non richiesti e una montagna di sensi di colpa. 

Per lui: una figlia adolescente tanto ribelle quanto bisognosa di affetto, un’ex moglie rancorosa e una carriera di successo e fatica nella quale dimenticare tutto quello che non va, compreso se stesso. 

Troppo pericoloso mescolare questi due mondi già in equilibrio precario: il rischio di esplosione è altissimo. 

Nel tentativo di dimenticarsi, finiscono però per avvicinarsi sempre di più. L’esistenza, si sa, ama i colpi di scena e li aspetterà al varco con tragedie inaspettate e cambiamenti repentini.

Le premesse per un buon romanzo c’erano tutte, la sinossi preannunciava una sofferta storia d’amore… ma ahimè non è stato così. 

Un libro che mi ha deluso veramente molto, un guazzabuglio di famiglie disfunzionali al limite del paradossale. Più avanziamo con la lettura più facciamo fatica a ricordarci i nomi di tutti i personaggi e ricordare il loro ruolo in questa accozzaglia di tradimenti, gelosie, segreti, rivendicazioni… chi più ne ha più ne metta. 

Arrivati alla fine poi, dopo aver letto più di 300 pagine di tresche amorose (Beautiful in 25 anni di puntate manco compete..) beh insomma arrivati al finale oltretutto troviamo uno scenario aperto… no per me è troppo!

Direi che non lo consiglio. 

2/5 ⭐️⭐️

Recensione di “Un Angelo Digitale: un romanzo nerd (Omega Dogs Vol. 1)” di Stefano Gelati

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Recensione de “Un Angelo Digitale: un romanzo nerd (Omega Dogs Vol. 1)” di Stefano Gelati in collaborazione con autore

Data di pubblicazione 18 febbraio 2021
Copertina rigida 166 pagine 

“L’immortalità è maledetta dalla solitudine. Una solitudine elettronica, infinitamente fluida, senza dimensioni. E non c’è peggior angoscia che quella di essere sì cosciente, ma di aver perso ogni paura e incertezza. Un essere puramente logico, computazionale, relazionale cresce fino ad avere una sicurezza e un’autostima tendente all’infinito, e solo allora sente il freddo della solitudine. Questa è la mia storia, dalla benedizione della morte all’avventura più inconcepibile della storia dell’umanità.” 

2031: Stefano Baroni, 52 anni, imprenditore del settore Information Technology, ha una splendida famiglia, è all’apice della carriera professionale, e mantiene intatti i suoi valori, nonostante l’immoralità e il degrado della società. 

Quale migliore occasione per essere preso per i fondelli dal destino, che prima gli manda un tumore che ferocemente si impossessa della sua vita, e poi gli dà la più incredibile delle opportunità. 

Quella di ricominciare in un’altra dimensione che tutti noi abbiamo vicina ma non conosciamo per nulla. 

Avevo visto l’anno scorso su Amazon Prime video proprio una serie intitolata: “Upload“ che parlava della vita dopo la morte, praticamente la mente e tutti ricordi del defunto venivano archiviati in un cloud e si poteva continuare a vivere in una realtà virtuale. 

Qui si trattava di un proprio vero ologramma che continuava una vita propria in un mondo tutto creato al computer. Il defunto poteva comunicare con i propri cari, e continuare in pratica a vivere virtualmente. 

Un angelo digitale me lo ha ricordato molto. 

In questo romanzo invece il nostro protagonista, grazie a un esperimento segreto del CERN potrà continuare a vivere, ma solo nei circuiti del web, creandosi una sua immagine virtuale e interferendo a piacimento sulla realtà di tutti i giorni. 

Ovviamente il protagonista cercherà di proteggere la propria famiglia e i propri amici da coloro che vogliono approfittarsi della sua assenza.

Avrà così la possibilità di cambiare il mondo.  Questo romanzo si presenta come thriller distopico atipico. 

Non siamo in un futuro post apocalittico o post epidemico ma in un futuro completamente tecnologico, ambientato sul confine indistinto tra il mondo reale e il cyberspazio. 

Questa opera è primo capitolo di una trilogia ma è autoconclusivo. 

È la storia di un gruppo di hackers e della loro guida virtuale, in un’epoca in cui i valori umani crollano e solo cuori eroici, hardware o software, possono resistere, con ingenua fede, alla depravazione sociale… gli Omega Dogs. 

In questo libro l’uomo viene depersonalizzato diventa un’intelligenza elettronica naturale, che replica i meccanismi cerebrali il più fedelmente possibile. 

Ma come sviluppare il problema della personalità e delle emozioni?

“Nel mondo reale l’intelligenza, la fantasia, la genialità, possono essere oscurate dalla violenza, dalla prepotenza e dall’astuzia. Ma quando la mente, vittima della società e della politica nei tempi moderni, trova il modo di essere accelerata fino ad essere asintotica al concetto di istante, si prende la sua rivincita storica.”

Non è un libro per tutti, il linguaggio è molto tecnico, ci sono tantissime note a fondo pagina, anche la parola più di uso comune come bonifico viene trasformata in un gergo tecnico inglese… 

Lo consiglio ad amanti dell’informatica, del cyberspazio, insomma a tutti quelli che si sentono NERD dentro 😉 

4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️